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Pitigliano, la città scolpita nel tufo e la ‘Piccola Gerusalemme’

Pitigliano-StemmaPitigliano è un caratteristico borgo, praticamente unico nel suo genere per la peculiarità di essere posizionato interamente su di un elevato sperone di tufo. Le alte pareti, punteggiate da molte caverne, sono lo “zoccolo” su cui sorge un abitato costellato di case e torri. Le case sono poggiate sul grande sperone di tufo, assolutamente a strapiombo sulle due vallate scavate dai fiumi Lente e Meleta. Il territorio appartiene, per origine geologica, al sistema vulcanico dell’Italia centrale il quale ha creato straordinari scorci paesaggistici. La roccia lavica espulsa da vulcani antichissimi che costellavano tutta la zona si è solidificata, strato dopo strato, ed è quella denominata “tufo”. Pitigliano è circondato da profonde e strette valli lungo le cui pendici sono collocate molte necropoli etrusche. Il centro storico è solcato da tre strade principali, quasi parallele, collegate da una fitta rete di vicoli (circa una sessantina), alcuni dei quali terminano contro le pareti a strapiombo della rupe tufacea. Il sottosuolo è ricco di gallerie, cantine e cunicoli in buona parte risalenti all’epoca etrusca. Pitigliano è stato segnalato come uno dei borghi più belli dell’Italia.

Pitigliano è nota anche come “piccola Gerusalemme” per la presenza, fin della fine del XV° secolo, di una comunità ebraica che ha lasciato importanti testimonianze.  Il territorio di Pitigliano vanta anche una rigogliosa produzione vinicola. Infatti, le vigne appoggiate su di un humus vecchio di millenni ricco di roccia tufacea, di antica origine vulcanica, producono un pregiato vino bianco: il “Bianco di Pitigliano”, uno tra i primi vini italiani ad ottenere il riconoscimento DOC.

ZONA Area del Tufo
TIPO cittadina collinare con necropoli etrusche
COORDINATE 42°38’04’’N 11°40’06’’E
ALTITUDINE 313 m  s.l.m.
PRODOTTI olio d’oliva, vino, castagna
SPORT trekking escursionistico, cicloturismo,
CONFINI Manciano, Sorano (GR)

pitigliano mapInformazioni Turistichegrosseto map

Comune di Pitigliano
Piazza garibaldi, 37
Tel. +39 0564 616322
info@comune.pitigliano.gr.it

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COSA VEDERE

Chiese

pitigliano4Duomo di Pitigliano

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Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo - Duomo di Pitigliano

duomo pitiglianoZona: Area del Tufo
Tipo: chiesa barocca XVI°-XVIII° secolo

Intitolato ai santi Pietro e Paolo, venne edificata nel XVI° secolo. Fu varie volte ristrutturata, in particolare nel 1509 per volontà del conte Niccolò III° Orsini e nel corso del XVIII° secolo. L’interno della cattedrale, in stile barocco, a navata unica e con cappelle laterali, custodisce varie opere d’arte dal XVII° al XX° secolo. Tra stucchi e dorature, spiccano le tele di Pietro Aldi e di Francesco Vanni. Nel presbiterio, due statue in stucco raffiguranti La Fede e La Carità.

Chiesa di Santa Maria e San Rocco

chiesa santa maria san roccoZona: Area del Tufo
Tipo: chiesa rinascimentale

La chiesa fu edificata in epoca medievale su un presistente tempio romano e restaurata in forme tardo-rinascimentali, ha un’insolita pianta trapezoidale divisa in tre navate, dove sono presenti alcune tracce di affreschi.

Oratorio Rupestre Paleocristiano

oratorio paleocristianoZona: Area del Tufo
Tipo: chiesa-oratorio IV° secolo

Presso la Porta di Sovana rimangono ancora porzioni di mura etrusche e numerose grotte scavate nel tufo, originariamente tombe etrusche. In una di queste è stato ricavato il particolare Oratorio Rupestre, piccolo luogo di culto risalente al IV° secolo. È caratterizzato da iscrizioni scolpite da una comunità di cristiani di origine gota nel 397 d.C.

Cappella dei Santi Apostoli Giacomo e Filippo

Zona: Area del Tufo
Tipo: chiesa-cappella  XVII° secolo

Costruita nel XVII° secolo al di fuori dell’abitato, lungo le Vie Cave del Gradone, è una piccola cappella rurale che, recentemente restaurata, ha conservato gli elementi stilistici dell’epoca di costruzione. La chiesetta, a pianta unica, ha l’area absidale addossata alla parete tufacea che si eleva sul retro. Le pareti esterne sono tutte di tufo. L’interno si caratterizza per le linee alquanto semplici, pur con pregevoli decorazioni che arricchiscono le pareti.

Santuario della Madonna delle Grazie

Zona: Area del Tufo
Tipo: chiesa-santuario  XVI° secolo

Edificata come cappella rurale, nel corso del XVI° secolo venne trasformata in santuario dedicato alla Madonna. Fu ulteriormente ampliata in epoche successive quando divenne sede di una comunità di frati francescani, che vi rimasero fino alla seconda metà del XVIII° secolo. La chiesa è uno dei migliori punti di osservazione: si gode un eccezionale panorama di tutto il centro storico.

Chiesa e Convento di San Francesco

chiesa convento san francescoZona: Area del Tufo
Tipo: chiesa-convento XVI° secolo – ruderi

Voluta dalla famiglia Orsini e progettata da Antonio da Sangallo il Giovane, fu costruita nel 1522 al di fuori delle mura ed assieme al convento. Della chiesa, distrutta da un incendio nel 1911, rimangono le mura perimetrali e le tre cappelle laterali. Il convento, attualmente adibito ad abitazione rurale, conserva invece il pregevole chiostro del XVI° secolo.

Monumenti e luoghi da visitare a Pitigliano

pitigliano1Fontana delle Cannelle

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Acquedotto Mediceo

acquedotto mediceoZona: Area del Tufo
Tipo: edificazione XVI° secolo

Progettato dell’architetto Antonio da Sangallo il Giovane su richiesta della famiglia Orsini, l’acquedotto fu costruito a partire dalla metà del XVI° secolo. Il completamento avvenne però soltanto nel secolo successivo quando Pitigliano era già entrato a far parte del Granducato di Toscana. L’acquedotto doveva raccogliere l’acqua dai vicini torrenti Lente, Meleta e Prochio e poi convogliarla verso il centro abitato. Dopo un maestoso arco in tufo che scavalca l’antico fossato (oggi coperto) la parte visibile dell’acquedotto si presenta come una successione di arcate tonde, mentre i pilastri di appoggio sono saldamente basati su di una cinta muraria di tufo.

Fontana delle Sette Cannelle

fontana sette cannelleZona: Area del Tufo
Tipo: fontana XVI° secolo

E’ una caratteristica fontana realizzata attorno alla metà del XVI° secolo presso la parte finale dell’Acquedotto Mediceo, di cui utilizza l’acqua. L’attuale denominazione fu conferita quando si arrivò all’attivazione della settima cannelle. Tutte canelle sono pregevolmente decorate da opere scultoree, realizzate in epoche e stili diversi, ciascuna delle quali raffigura la testa di un animale.

Parchi e giardini

Pitigliano 4 Parco_OrsiniParco Orsini

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Parco Orsini

parco orsiniZona: Area del Tufo
Comune: Pitigliano (GR) – località Poggio Strozzoni
Tipo: parco naturale on sculture rupestri

Il Parco si trova in località Poggio Strozzoni, un colle così conosciuto per il delitto perpetrato dal conte Orso Orsini, l’uccisione della moglie, sospettata di tradimento. Il parco è ricco di sculture rupestri: statue, sedili, padiglioni scolpiti nel tufo risalenti alla seconda metà del XVI° secolo. Caratterizzato da verdi declivi, piccole valli solcate da torrentelli ed intervallate da cascate. È possibile anche addentrarsi nei cunicoli scavati dagli etruschi nel tufo, attualmente contornati da muschio, felci e fitto fogliame degli alberi, che vanno ad intersecare le necropoli e le gallerie sotterranee.

ARTE E MUSEI

Musei

Pitigliano - Cantina_Kasher_Piccola_GerusalemmeCantina Kasher – Piccola Gerusalemme

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Piccola Gerusalemme

piccola gerusalemmeZona: Area del Tufo
Tipo: complesso di edificazioni ebraiche e museo
Sito: www.lapiccolagerusalemme.it

Pitigliano ospitò una comunità ebraica a partire dalla fine del XV° secolo. Divenne quindi un importante rifugio nell’Italia centrale a seguito delle restrizioni cui furono soggetti nello Stato Pontificio a seguito delle bolle papali (1555 e 1569) ed ai provvedimenti del Granducato di Toscana (1570 e 1571). Infatti rimasero immuni alle restrizioni i piccoli feudi indipendenti al confine tra Toscana e Lazio, come la contea di Pitigliano, quelle di Santa Fiora e di Castell’Ottieri. In questi nuclei abitati si rifugiarono numerose famiglie di ebrei, che qui potevano vivere più liberamente ed esercitare le loro attività, a cominciare dal prestito di denaro. Numerosi furono i banchieri ebrei e, tra questi, si misero in luce i familiari del medico David de Pomis, al servizio degli Orsini e degli Sforza di Santa Fiora.

piccola gerusalemme tavolaA Pitigliano la comunità ebraica si consolidò al punto da erigere, nel 1598, una sinagoga. Quando, ai primi del XVII° secolo, i Medici aggregarono al Granducato di Toscana anche le piccole contee della zona più meridionale della regione, gli ebrei qui residenti furono confinati nei ghetti. Ma, ben presto, dando giusto rilievo al loro notevole ruolo economico e commerciale, la condizione generale fu migliorata con la concessione di fondamentali diritti personali, tra cui il possesso di immobili. Nella seconda metà del XVIII° secolo, la riforma illuministica della famiglia Asburgo Lorena, succeduta alla guida del Granducato di Toscana, permise anche agli ebrei di accedere parzialmente alle cariche comunali. Così, a Pitigliano, “l’unica città rifugio”, gli ebrei ebbero i loro rappresentati nel consiglio comunitario.

piccola gerusalemmePer gli ottimi rapporti di convivenza e di tolleranza da parte delle popolazione di fede cristiana, la cittadina venne definita “piccola Gerusalemme”. Le mutate condizioni economiche e sociali determinarono, nel XX° secolo, una lenta, ma costante emigrazione della comunità ebraica verso città e centri più grandi. Le leggi razziali emanate dal regime fascista e le persecuzioni nel corso della Seconda Guerra Mondiale accelerarono la fine della comunità, la cui ultima fiammella si spense con la chiusura della sinagoga (1960). A Pitigliano rimangono testimonianze importanti quali la sinagoga, il forno degli azzimi, il bagno rituale, il cimitero. Pure conservata la tradizione di produrre vino kosher nella Cantina Cooperativa.

Ghetto

Il Ghetto è composto da una serie di strette viuzze e vicoli del centro storico, dove si svolgeva la vita sociale, culturale e religiosa della comunità. I locali utlizzati presistevano e la comunità li adattò alle proprie esigenze: il bagno rituale, la cantina, la tintoria e il forno degli azzimi. Non mancava anche una macelleria kosher.

Sinagoga

Fu costruita nel 1598, grazie ai fondi elargiti dell’ebreo Leone di Sabato. Crollata a causa di una frana negli anni ’60, fu ricostruita nel 1995. L’Aron ha-codesh (armadio) è la parte più significativa ed è posizionato nella parete rivolta verso Gerusalemme. Il Sefer Torà (Pentateuco) si trova al suo interno. La Tevà (il pulpito) è posta centralmente e circondata dai banchi. Nel semicerchio davanti alla Tevà sedevano i cantori, mentre nel matroneo (balconata in alto), dietro alla balaustra di legno, le donne assistevano alle celebrazioni.

Forno degli Azzimi

All’ingresso del forno è posto un cancello, caratterizzato da una grata a forma di menorà (candelabro a sette bracci). Il forno è composto da due stanze: la prima era destinata all’impasto, mentre la seconda era adibita alla cottura. Questo locale veniva aperto una volta all’anno perché la comunità lo utilizzava esclusivamente per la cottura dei dolci e del pane azzimo, negli otto giorni precedenti la Pasqua ebraica.

Bagno Milkvé

La comunità costruì, all’interno di locali adibiti a cantina, una vasca per raccogliere l’acqua piovana, permettendo così la Tevilà (bagno rituale).

Cantina

In questo locale il vino kosher veniva prodotto seguendo le regole della tradizione ebraica. Nelle pareti rimangono i basamenti per le botti e gli altri contenitori per il vino. Ancora oggi, in paese, è possibile acquistare vino kosher prodotto dalla Cantina Sociale sotto la sorveglianza di un rabbino.

Tintoria o conceria

Molti ebrei erano tessitori e commercianti: ne sono testimonianza le vasche della tintoria o conceria. Da notare, all’ingresso, l’incavo leggermente obliquo dove veniva posta la Mezuzà.

Museo della cultura Ebraica

La raccolta conserva oggetti della tradizione ebraica, tutti illustrati in forma didattica. La tradizione vuole che il museo sia ubicato proprio dove fu stabilito il primo luogo di culto e di studio, ai primordi della comunità. Nel museo e nel corridoio sono presenti quadri murali che illustrano le festività e le solennità ebraiche.

Cimitero ebraico

Fu costruito nella seconda metà del XVI° secolo, quando la famiglia Orsini concedette al medico di famiglia, l’ebreo Davide De Pomis, un appezzamento di terreno per la sepoltura della moglie.

Museo Diocesano e Museo Civico Archeologico della Civiltà Etrusca - Palazzo Orsini

museo archeologico civilta etruscaZona: Area del Tufo
Tipo: museo di arte sacra e museo archeologico etrusco

Il Palazzo Orsini venne costruito nel XIV° secolo su un presistente convento francescano. Il palazzo fu la residenza dei conti Orsini e, nella prima metà del XVI° secolo, fu ristrutturato dall’architetto Antonio da Sangallo il Giovane secondo i canoni architettonici rinascimentali. Tale intervento ha creato una costruzione dalle linee eleganti, completata da una grande scalinata ed un ampio cortile, al cui interno si trova un caratteristico pozzo-cisterna di epoca rinascimentale. La costruzione è attualmente sede del Museo Diocesano d’Arte Sacra, che espone varie opere d’arte dal tardo Medio Evo all’epoca barocca. In un’altra ala del palazzo si trova invece il Museo Civico Archeologico della Civiltà Etrusca. Qui sono raccolti vari reperti provenienti dalle vicine aree archeologiche, in particolare da quella di Poggio Buco e dell’antica città etrusca Statonia.

Siti archeologici

pitigliano2Via Casa di San Giuseppe

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Parco Archeologico "città del Tufo"

parco archeologicoZona: Area del Tufo
Tipo: sito archeologico etrusco

Abbraccia una vasta zona a cavallo tra il comune di Pitigliano e quello di Sorano (compresa la località di Sovana). Comprende varie necropoli etrusche, collegate da una suggestiva rete viaria che si sviluppa, spesso incassata tra ripide pareti di tufo, in alcuni tratti alte anche fino a 20 metri. Queste antiche strade sono denominate “Vie Cave” o “Cavoni” e costituivano anche un efficace sistema di collegamento in caso di invasioni nemiche. In epoca romana, le “Vie Cave” entrarono a far parte di un sistema che si connetteva al tronco principale della via Clodia, antica strada di collegamento tra Roma e Saturnia. All’interno delle vie cave, il microclima umido permette lo sviluppo di muschi, licheni e felci.

I “Cavoni” che si dipartono da Pitigliano sono quelli del Gradone, dove si articola anche il cosiddetto Museo all’Aperto, quelli di San Giuseppe, quelli di Fratenuti e quelli della Madonna delle Grazie, attorno all’omonimo santuario. All’interno del parco spiccano, per la loro peculiarità, l’area di Sovana e le tombe etrusche scavate nel tufo nei pressi di Sorano.

Statonia

Zona: Area del Tufo
Comune: Pitigliano (GR) – località Poggio Buco
Tipo: sito archeologico etrusco

La località di Poggio Buco è un’ampia area archeologica poco distante dall’abitato, solo parzialmente scavata ma, nondimeno, sottoposta per anni a saccheggi, ruberie ed asportazioni illegali da parte dei cosiddetti “tombaroli”. La zona fu abitata fin dall’Età del Bronzo. Al suo interno sono state ritrovate tracce di Statonia, un’antica città etrusca, che conobbe la massima espansione del VII° secolo a.C. Anche se non tutti gli archeologi concordano pienamente sul nome e l’origine, una statua-stele ritrovata reca incisa tale denominazione. I resti della città, circondati da una cinta muraria discontinua, sorgono su una rupe tufacea e tutta l’area è piena di tombe scavate nella roccia nel VII° e VI° secolo a.C.

Museo all'Aperto Alberto Manzi e Necropoli del Grandone

necropoli gradoneZona: Area del Tufo
Tipo: sito e percorso archeologico etrusco

Costituisce un itinerario tematico tra archeologia, arte e natura, soprattutto per mezzo di due percorsi denominati, rispettivamente, “città dei vivi” e  “città dei morti”. Nel primo è possibile osservare tutta la fase dell’articolato villaggio protostorico dell’ultima fase dell’età del bronzo: è rappresentato da un modello didattico di abitazione del tipo a capanna circolare, realizzato in dimensioni quasi al vero. Le abitazioni del periodo etrusco sono state ricostruite fedelmente, con tanto di arredi ed utensili domestici.

poggio bucoUna via cava conduce alla sottostante città dei morti. La necropoli etrusca del Gradone, con tombe a una, due e tre camere, è stata utilizzata per circa un secolo e mezzo (dalla seconda metà del VII° al alla seconda metà del VI° secolo a.C.). Vi sono stati ritrovati vasi sia di produzione locale (con decorazione graffita) che d’importazione (dalla Grecia), essenzialmente coppe con figure nere. Da tempo le camere funerarie sono state svuotate dei loro arredi, ma è possibile visitare la tomba di Velthur e Larthia e rivivere la sacralità e le emozioni di una cerimonia funebre etrusca. È stata anche ricostruita, con funzioni didattiche, una tomba etrusca, con un completo corredo di oggetti votivi e funerari.

ARTIGIANATO ARTISTICO

Artisti e Botteghe artigiane da visitare

AnnaMaria Papalini

ANNA MARIA PAPALINI  –  pittrice

Anna Maria Papalini - pittureVia Roma, 176 – 58017 Pitigliano (GR)
Tel:  +39 3331721880
www.annamariapapalini.it
annampapalini@gmail.com
Servizi: workshop di pittura, acquarello,pittura e musica

Pittrice Anna Maria PapaliniAnna Maria è una pittrice nata a Roma e laureata in Architettura d’interni e Restauro. Dopo aver trascorso 5 anni nell’isola di Zante in Grecia, ha  aperto nel centro storico di Pitigliano lo Studio Creative Place. I suoi lavoro vengono realizzati con pimenti uniti all’uovo: tempera all’uovo. I pigmenti riescono a dare vita ad una infinita scala cromatica. L’uovo dona una forte resistenza al dipinto ed brillantezza. Nel suo studio,sono realizzate cornici speciale per ogni quadro.

 

Pitigliano - Anna Maria papalini

COSA FARE

Eventi a Pitigliano

Infiorata Corpus DominiInfiorata Corpus Domini

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Torciata di San Giuseppe

torciata san giuseppeTipo: folklore
Periodo: 19 marzo

Si svolge alla fine dell’inverno, per festeggiare l’arrivo della primavera. Figuranti in costume, accompagnati da sbandieratori, sfilano in un corteo storico. Poi viene issato un pupazzo di canne, che simboleggia l’inverno, in gergo locale l’invernacciu. Al crepuscolo, quaranta torciatori, che indossano sai, portano in spalla fascine di canne accese, ponendole quindi alla base del pupazzo, fino a creare un enorme falò. Consumato il fuoco, le ceneri vengono raccolte dalle donne e conservate nelle case in segno di buon auspicio. Durante la festa vengono degustate le tradizionali frittelle di San Giuseppe, dolci tipici a base di riso e latte.

Nuovo Vino

nuovo vinoTipo: enogastronomia
Periodo: settembre

Gli abitanti organizzano banchetti all’aperto, nelle terrazze o lungo i vicoli del ghetto, con carni alla brace, piatti tipici, vino locale e intrattenimento musicale. Si celebra il nuovo vino con la tradizionale apertura delle cantine, ognuna delle quali è contraddistinta da un nome e decorazioni a tema.

ITINERARI

Percorsi

Via Cava di Poggio Cani

vie caveZona: Area del Tufo
Tipo: percorso archeologico

Ii percorso inizia dal centro storico e si snoda in direzione delle mura etrusche (porta di Sovana). Sono disponbili tre itinerari: Via Cava di Fratenuti, Via Cava di S. Giuseppe, Sentiero delle Cascate. La Via Cava di S. Giuseppe è quella più lunga ed è caratterizzata dalle impronte degli zoccoli degli asini che, per secoli, l’hanno percorsa. La Via Cava di Fratenuti è, forse, quella più spettacolare, con pareti alte fino a 20 metri. La Via Cava del Gradone è una strada che circonda il centro storico, permettendo una gradevolissima vista panoramica.

Strada dei vini e dei sapori Colli di Maremma

maremmInformazioni: Associazione Strada del Vino Colli di Maremma
Palazzo Pretorio, 4 – Scansano (GR)
Tel: +39 0564 507381
www.collidimaremma.it / www.stradavinimaremma.it
collidimaremma@tiscali.it
Comune: Capalbio, Campagnatico, Isola del Giglio, Magliano in Toscana, Grosseto città, Manciano, Monte Argentario, Orbetello, Pitigliano, Roccalbegna, Scansano, Semproniano, Sorano

Prodotti: vino Ansonica Costa dell’Argentario DOC, Bianco di Pitigliano DOC, Capalbio DOC, Morellino di Scansano DOC e DOCG, Parrina DOC, Sovana DOC, Maremma  DOC, IGT Maremma Toscana Bianco e Rosso

 I Vini

Il Bianco di Pitigliano, è un vino fresco e vivace che si presta ad accompagnare ottimamente antipasti di mare e piatti di pesce ma è adatto anche per piatti di terra, verdure grigliate e formaggi a pasta molle e tutta la gastronomia maremmana. Ottimo anche come aperitivo. Il Morellino di Scansano è uno tra i Rossi più noti della Toscana, se di annata è indicato per arrosti e cacciagione ed è particolarmente adatto con i piatti maremmani come la scottiglia, le pappardelle alla lepre, ai crostini ed alla zuppa di pane. Il Parrina, viene prodotto Bianco, Rosso, Riserva e Rosato. Il Bianco è adatto per antipasti, pesce o verdure grigliate. Il Rosato con i primi piatti ed il Rosso con carni, pesce al forno, anguille. La Riserva, con piatti di terra importanti, meglio se di produzione locale. Il Sovana, è un Rosso corposo che ben si associa alle carni rosse cotte arrosto oppure alla brace, alla cacciagione ed ai formaggi stagionati. Il Capalbio, viene prodotto Rosso, bianco, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Vin Santo e Vermentino. Il Vermentino, è un vino particolarmente interessante, da abbinare ad antipasti di mare, insalate, pesce lesso, latticini ed alla caprese. L’ Ansonica, è un vino adatto sia per gli aperitivi che per i piatti di pesce anche saporito. Ottimo con i formaggi forti come quelli caprini.

Alcuni prodotti hanno notorietà per la qualità e sapore: l’olio Extra Vergine d’Oliva Toscano IGP, formaggio Pecorino Toscano DOP, Miele di marruca, castagno, acacia e millefiori, Zafferano di Maremma, Biscotto Salato di Roccalbegna, Fagiolo di Sorano, la Bottarga, Vacca Maremmana,  la Palamita e Panficato dell’Isola del Giglio.

colli maremma colli maremmaPercorso

La Strada dei vini Colli di Maremma si trova a sud della  provincia di Grosseto, e comprende 13 comuni e 6 vini DOC. Ci sono 3 percorsi possibile:

  1. Percorso del Tufo: Sorano, Pitigliano, Manciano
  2. Percorso dei Sapori, Profumi e dell’Incanto: Scansano, Magliano, Capalbio, Semproniano, Roccalbegna, Campagnatico
  3. Percorso dell’Acqua, dei Colori, delle Meraviglie: Isola del Giglio, Orbetello, Grosseto, Monte Argentario

La Strada, ubicata nella parte sud-est della provincia di Grosseto, attraversa un territorio ricco di storia e tradizioni. Da vedere Capalbio, situata ai confini sud della Toscana che ancora conserva quasi intatto l’impianto medievale tanto che si può percorrere, lungo le mura, l’antico cammino di ronda e vedere la Senese con le ante delle origini quattrocentesche in legno massiccio. In seguito,  Orbetello ubicato sulla sottile lingua di terra che si protende in mezzo alla laguna costiera (Laguna di Orbetello). Particolare è la sua forma a scafo, ancorata nelle placide acque della laguna e unita al promontorio del Monte Argentario da una diga artificiale costruita nel 1841. Nei dintorni a Orbetello ci sono caratteristici luoghi come il porto di Talamone, un pittoresco e solitario borgo di pescatori, raccolto su un promontorio roccioso intorno ad un’antica rocca del XV sec. e da cui si godono suggestivi scorci panoramici sulla costa e sulle isole. Grande importanza a livello archeologico è la località di Ansedonia, a sud della Laguna, sul cui territorio sono stati rinvenuti resti archeologici della città di Cosa, importante colonia romana del III secolo a.C..  L’Isola del Giglio, custodita nell’azzurro e caldo mar Tirreno, è la seconda isola dell’Arcipelago Toscano, riconosciuta come un piccolo-grande paradiso per le sue bellezze naturali. Nell’isola flora e fauna sono di grande interesse e bellezza e la verde macchia mediterranea è alternata a terrazzamenti per facilitare le coltivazioni a oliveti e vigneti da cui si ricava il pregiato vino bianco Ansonica. Sulla costa occidentale dell’isola sorge Campese, al centro di una baia orlata da un’ampia spiaggia sabbiosa, impreziosita dalla presenza di un’imponente torre eretta ai tempi di Ferdinando I. Poi ancora Magliano in Toscana e Grosseto, nel cui reticolo della città moderna si disegna il centro storico, chiuso dall’esagono dei bastioni del XVI secolo. . È mercato e capoluogo della Maremma Toscana, fervidamente agricola. Da visitare, il Duomo di fine XIII° secolo, il Museo Archeologico e d’arte, le mura e la Chiesa di San Francesco, nei dintorni il Parco Naturale della Maremma ed il noto sito archeologico etrusco di Roselle. Monte Argentario, le cui coste sono rese note dalle sue località turistiche alla moda: Porto Santo Stefano, Porto Ercole. Da vedere è la Fortezza Spagnola a Porto Santo Stefano che sovrasta il centro storico. L’edificio ospita il Museo dei Maestri d’ascia e la mostra “Memorie sommerse” che comprende reperti archeologici, rinvenuti nei fondali dell’Argentario e dintorni. Da non perdere il Lago di Burano oasi WWF e la riserva naturale del Parco dell’Uccellina ad Alberese che comprende un’estensione di 410 Km articolata in sentieri naturali, strutture didattiche, capanni, torre di osservazione, percorso di visita per disabili, giardino delle farfalle. .

Da segnalare Il Museo della Vite e del Vino ed il Museo Archeologico a Scansano, il Museo del Tufo all’aperto a Sorano, la Fortezza Spagnola a Porto Santo Stefano (comune Monte Argentario

CULTURA

Storia

pitigliano8La zona fu abitata sin dal neolitico (IV° milennio a.C.) e poi nell’età del rame. Successivamente gli etruschi vi costruirono propri insediamenti, come confermeno le numerose necropoli presenti nella zona. I primi nuclei abitati dai romani erano situati nei pressi di precedenti insediamenti etruschi: dal I° secolo a.C. al II° secolo d.C. Pitigliano era in realtà un agglomerato di fattorie e piccoli villaggi. Probabilmente il nome deriva dalla gens Petilia, un’importante famiglia romana. Secondo un’antica leggenda, la fondazione sarebbe dovuta a due cittadini romani, Petilio e Celiano: dalla fusione dei loro nomi sarebbe derivato, appunto, Pitigliano. Nel 1168 divenne borgo fortificato e feudo della famiglia Aldobrandeschi, proprietaria di buona parte dell’attuale Maremma.

Alla fine del XIII° secolo l’abitato venne ereditato dalla famiglia Orsini e diventò la capitale dell’omonima contea. È nel periodo immediatamente successivo che la cittadina assume un aspetto “elegante”, grazie anche agli edifici rinascimentali, in gran parte dovuti all’architetto fiorentino Antonio da Sangallo il Giovane. Nel 1608 l’intero territorio di Pitigliano venne acquistato dalla famiglia Medici, che lo inglobarono nel Granducato di Toscana. Da quel momento in poi la cittadina seguì tutte le vicende storiche del granducato fino all’Unità d’Italia.

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GASTRONOMIA

Piatti tipici 

sfrattoSfratto
Dolce natalizio di origine ebraica, a forma di lungo bastone, il cui impasto è formato da miele, scorzette di arancio, noci, anice e noce moscata.

Il nome ricorda l’usanza di battere con un bastone la porta delle abitazioni ebraiche, usanza che risale al secolo XVII°. All’epoca il Granduca di Toscana Cosimo II° Medici emanò un editto con il quale intimava agli ebrei delle zone di Pitigliano, Sovana e Sorano di lasciare le loro abitazioni e trasferirsi nel ghetto di Pitigliano.

Tozzetto di Pitigliano

Cialdino dei Tufi

Focaccia bastarda di Pitigliano

Migliaccia di Pitigliano

Frittelle di San Giuseppe

Prodotti tipici

Cantina di Pitigliano

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Vino

vinoIl prodotto più caratteristico della zona è il vino Bianco di Pitigliano” DOC, prodotto dalla Cantina Cooperativa. Le grotte (in qualche caso anche antiche tombe etrusche riadattate!) e le cantine scavate nel tufo, dove il vino viene conservato a temperatura costante, testimoniano gli inizi remoti della tradizione vinicola. Molto apprezzato è anche il Rosso di Sovana.

Olio

olioDi ottima qualità è pure l’olio proveniente dall’Oleificio “Colline del Fiora” e dai frantoi della zona, adatto per la bruschetta, qui denominata “pancrocino”.

Cantine da visitare

Sotto l’abitato visibile di Pitigliano si nasconde un’altra città invisibile, sotterranea,  fatta di grotte, colombari, cunicoli ma sopratutto di cantine, dove si conservavano vini prelibati, da sempre di ottima qualità. Le cantine sono di solito costruite da un “cellaro” o linaio e da una profonda gola scavata nel tufo, che si conclude nel bottaio, dove si tiene il vino in botti e damigiane.  Le cantine create dalla particolare abilità locale di scavare il tufo, hanno le forme più varie, perchè sono anche la risultante di trasformazioni di vani preesistenti: stalle, tombe etrusche, antiche case rupestri. Spesso si svilupparono dai caratteristici pozzi da grano, dalla curiosa forma ovale, quando il vino assunse la prevalenza nell’economia di Pitigliano. Quasi tutte le cantine hanno spiccati caratteri architettonici nelle forme ben squadrate del cellaro e del bottaio”, strette gallerie per portare fuori l’acqua eventualmente infiltratasi. Una delle più belle cantine visitabili a Pitigliano è quella della Cantina Cooperativa, situata nel quartiere La Fratta, nel  centro storico di Pitigliano con l’invecchiamento  in barriques di rovere dei vini “Gran Tosco” bianco e rosso, “Rosso Sovana Superiore” e “Rosso Sovana Riserva”.

CANTINA COOPERATIVA DI PITIGLIANO

Via Niccola Ciacci, 974 – 58017 Pitigliano (GR)
Tel: +39 0564 616137
www.cantinadipitigliano.it
Servizi: Per oltre 20 anni la Cantina Cooperativa di Pitigliano ha prodotto anche Vino Bianco e Rosso Kasher della Piccola Gerusalemme di Pitigliano. Il termine Kasher significa adatto, valido, buono ed è denominazione che qualifica i prodotti preparati nelle norme della tradizione ebraica. Per questo la preparazione del Vino Kasher  viene vigilata da Rabbini delle Comunità Ebraiche di Roma , Livorno, ed eseguite personalmente da ebrei osservanti.

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NARCISI & BUSSI

Prodotti tipici PitiglianoVia S. Chiara,70 – 58017 Pitigliano (GR)
Tel: +39 0564 614425  / +39 0564 617770
www.narcisiebussi.it   / www.narcisiebussi.com
info@narcisiebussi.com
Orari: sperto tutti i giorni 8.30-13.00 e 15.00-20.00
Prodotti: vendita diretta di prodotti tipici dellazona delle cooperative locali –  vini, pasta, olio extra vergine d’oliva, formaggi, salumi, specie

Il negozio è ubicato all’interno di un ipogeo rupestre ricavato nel masso tufaceo di Pitigliano.Ci sono due cantine antiche visitabili, attrezzi adatti alla vitivinicultura, vini della Cantina di Pitigliano quali Rocaccia, Sassotondo e Villa Coranoe prodotti tipici della zona.

Wine Shop

Sotto l’abitato visibile di Pitigliano si nasconde un’altra città invisibile, sotterranea,  fatta di grotte, colombari, cunicoli ma sopratutto di cantine, dove si conservavano vini prelibati, da sempre di ottima qualità. Le cantine sono di solito costruite da un “cellaro” o linaio e da una profonda gola scavata nel tufo, che si conclude nel bottaio, dove si tiene il vino in botti e damigiane.  Le cantine create dalla particolare abilità locale di scavare il tufo, hanno le forme più varie, perchè sono anche la risultante di trasformazioni di vani preesistenti: stalle, tombe etrusche, antiche case rupestri. Spesso si svilupparono dai caratteristici pozzi da grano, dalla curiosa forma ovale, quando il vino assunse la prevalenza nell’economia di Pitigliano. Quasi tutte le cantine hanno spiccati caratteri architettonici nelle forme ben squadrate del cellaro e del bottaio”, strette gallerie per portare fuori l’acqua eventualmente infiltratasi. Una delle più belle cantine visitabili a Pitigliano è quella della Cantina Cooperativa, situata nel quartiere La Fratta, nel  centro storico di Pitigliano con l’invecchiamento  in barriques di rovere dei vini “Gran Tosco” bianco e rosso, “Rosso Sovana Superiore” e “Rosso Sovana Riserva”.

CANTINA COOPERATIVA DI PITIGLIANO

Via Niccola Ciacci, 974 – 58017 Pitigliano (GR)
Tel: +39 0564 616137
www.cantinadipitigliano.it
Servizi: Per oltre 20 anni la Cantina Cooperativa di Pitigliano ha prodotto anche Vino Bianco e Rosso Kasher della Piccola Gerusalemme di Pitigliano. Il termine Kasher significa adatto, valido, buono ed è denominazione che qualifica i prodotti preparati nelle norme della tradizione ebraica. Per questo la preparazione del Vino Kasher  viene vigilata da Rabbini delle Comunità Ebraiche di Roma , Livorno, ed eseguite personalmente da ebrei osservanti.

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire a Pitigliano

Alberghi

AlbergoGuastini

Piazza F. Petruccioli, 16 e 34  – 58017 Pitigliano (GR)
Tel:  +39 0564 616065  /  +39 0564 614106
www.albergoguastini.it
htlguastini@katamail.com
Servizi: 60 posti letto, camere dotate di bano, TV, telefono, asciugacapelli, ristorante con piatti di cucina tipica maremmana

Agriturismi

Agriturismo Poggio del Castagno

Località Poggio del Castagno – 58017 Pitigliano (GR)
Tel: +39 0564 615545  /  +39 339 3674341
Sito: www.poggiodelcastagno.net
Email: poggio_castagno@tiscali.it
Servizi: 4 stanze con bagno, piazzole per campeggio – corsi di cucina tradizionale toscana e ayurvedica, corsi di raccolta e coltura di erbe espontanee;  azienda agricola biodinamica, vendita diretta cereali, orzo, nocciole, ortaggi, marmelatte.

Agriturismo e Azienda Agricola Solidòr

Località Poggio Cavalluccio – 58017 Pitigliano (GR)
Tel: +39 0564 615126  /  +39 0564 614451  /  +39 346 0817719
Sito: www.solidor.it
Email: solidor@tiscali.it
Servizi: 6 camere, cucina casalinga, biblioteca, agricoltura biologica e biodinamica, vendita diretta di olio extravergine d’oliva

Agriturismo Poggio San Pietro

Località San  Pietro, 5780 – 58017 Pitigliano (GR)
Tel: +39 0564 616922  /  +39 338 2254457
Sito: www.agriturismopoggiosanpietro.com
Email: stay@agriturismopoggiosanpietro.com
Servizi: 2 appartamenti, giardino, cucina tradizionale toscana con prodotti biologici, vendita diretta di olio extravergine d’oliva e legumi

Agriturismo Valle Cupa

Località Pian di Morrano –  58017  Pitigliano (GR)
Tel. +39 0564 616456   /  +39 335 8123518
www.agriturismovallecupa.eu
info@agriturismovallecupa.eu
Servizi: 2 appartamenti, 6 camere, aria condizionata, piscina, vendita diretta di vino, olio extravergine d’oliva, miele

Affittacamere

Rosanna Camilli

Via Unità d’Italia, 92 / 98 – 58017 Pitigliano (GR)
Tel:  +39 347 0848307
Email: rc.camere@alice.it
www.rosannacamillicamere.com
Servizi: camere con bagno, vista panoramica, animali accettati.

Dove mangiare

Ristoranti e Trattorie

PANCACIUA – Enosteria

pancaciua4Via Cavour, 32 – Pitigliano (GR)
Tel. +39 0564 616002  /  cell. +39 392 2006417
www.enotecalacantinaincantata.it
Orario: aperto tutti giorni, tranne Mercoledì pomeriggio
Prodotti:formaggi, salumi, vini, birra, liquorilocali
Servizi: cucina tipica toscana, degustazione formaggi, salumi, bruschette

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