È uno storico itinerario che unisce Bologna a Firenze e che ripercorre la strada di epoca romana “Flaminia Militare” che collegava la colonia latina di Bonomia (Bologna) con Fiesole (FI). Questa, a sua volta, aveva migliorato un precedente e più semplice tracciato di epoca etrusca (VII°-IV° secolo A.C.) tra Felsina e Fiesole. Questo si snoda totalmente sulla dorsale appenninica da Bologna a Firenze. Il percorso, lungo circa 130 chilometri, ha conservato, in diversi tratti, i selciati di origine romana. Il nome deriva probabilmente dai toponimi di alcuni monti attraversati, tra cui Monte Venere, Monte Adone e Monte Luario (con riferimento alla dea Lua). Il tracciato, percorribile sia a piedi che in mountain bike, non richiede preparazione fisica particolare. Per percorrere l’intero tragitto da Bologna a Firenze sono necessari almeno 5/6 giorni a piedi (a seconda dell’allenamento e dell’abilità del camminatore), oppure 2/3 giorni in bicicletta. È possibile percorrere anche solo alcune porzioni della Via degli Dei a seconda dell’interesse.

Itinerario

Tipo di percorso: sentieri, strade bianche e qualche breve tratto su asfalto
Difficoltà: difficoltà media, impegnativo in alcuni tratti appenninici e nella salita/discesa del Monte Gazzaro nel Mugello

La Via degli Dei oggi è diventata un importante itinerario per gli amanti del trekking e della mountain bike. Ogni tappa è ricca di storia, di cultura, di natura e di enogastronomia. Si inizia da Bologna, si passa per San Luca con i suoi archi, e poi si scende verso Casalecchio di Reno e si arriva a Sasso Marconi. Lungo il percorso si trovano interessanti attrazioni quali l’acquedotto romano, l’oasi di San Gherardo e il Ponte di Vizzano. Si continua per raggiungere l’area protetta del Contrafforte Pliocenico con i suoi fossili e la sua particolare vegetazione. Da segnalare il giardino botanico Nova Arbora e il colombario di Monte del Frate. In tutte questi paesi è possibile gustare cucina tipica emiliana.

L’itinerario prosegue verso Monzuno e poi verso Madonna dei Fornelli dove sono visibili molti tratti della strada romana “Flaminia Militare” e, al Passo della Futa, il più grande cimitero tedesco in Italia. Penetrati in Toscana si scende verso San Piero a Sieve. Da visitare ci sono la Pieve di Sant’Agata (risalente al 1175 e con i musei di arte sacra e di arte contadina), il convento Bosco ai Frati, uno dei più antichi della Toscana, il Castello del Trebbio, abitato da Amerigo Vespucci, e il convento di Monte Senario da cui si gode una delle viste più spettacolari della campagna toscana. Infine l’arrivo a Fiesole, con lo splendido teatro romano e la pittoresca veduta da San Francesco, ultima tappa prima di arrivare a Firenze.

Via degli DeiTappe

1° tappa: Bologna – Sasso Marconi – Badolo
Lunghezza: km. 21,30
Dislivello: +817m -515m
Tempo: 6.50 ore a piedi, 2.30 ore mountain bike

2° tappa: Badolo – Monzuno – Madonna dei Fornelli
Lunghezza: km. 28
Dislivello: +1.460m -1.038m
Tempo: 9.50 ore a piedi, 2.30 ore mountain bike

3° tappa:Madonna dei Fornelli – Passo della Futa – Monte di Fo’
Lunghezza: km. 17,25
Dislivello: +783m -753m
Tempo: 5.50 ore a piedi, 2.00 ore mountain bike

4° tappa: Monte di Fo’ – Passo Osteria Bruciata – Sant’Agata – San Piero a Sieve
Lunghezza: km. 21,08
Dislivello: +641m -1197m
Tempo: 6.30 ore a piedi, 2.00 ore mountain bike

5° tappa: San Piero a Sieve – Bivigliano – Fiesole – Firenze
Lunghezza: km. 33.20
Dislivello: +1367m -1510m
Tempo: 11.20 ore a piedi, 3.00 ore mountain bike

Dislivelli

Via degli Dei

Bologna (54 m s.l.m.)
Badolo (370 m s.l.m.)
Monte Adone (654 m s.l.m.)
Monte Venere (940 m s.l.m.)
Madonna dei Fornelli (770 m s.l.m.)
Monte dei Cucchi (1140 m s.l.m.)
Monte Poggiaccio (1190 m s.l.m.)
Passo della Futa (900 m s.l.m.)
Monte di Fò (780 m s.l.m.)
Monte Gazzaro (1125 m s.l.m.)
Passo dell’Osteria Bruciata (820 m s.l.m.)
San Piero a Sieve (200 m s.l.m.)
Monte Senario (820 m s.l.m.)
Poggio il Pratone (700 m s.l.m.)
Fiesole (300 m s.l.m.)
Firenze (50 m s.l.m.)

Suggerimenti

Se siete interessati solo ai paesaggi più selvaggi, saltate le prime due tappe e iniziate dalla località Monzuno. In due o tre giorni potrete percorrere la Via degli Dei evitando lunghi tratti asfaltati e senza particolari interessi panoramici.

L’organizzazione generale è abbastanza scarsa per aree attrezzate e segnaletica assente, principalmente nelle prime due tappe. Inoltre una grande parte delle fontane nel territorio emiliano fuori dei centri abitati non offrono acqua potabile e ci sono poche strutture economiche; più conveniente è portarsi appresso una tenda.

In Toscana (3°, 4° e 5° tappe) ci sono più opzioni per accoglienza e ristorazione.

Per ulteriori informazioni consultare il sito: www.viadeglidei.it

Attrazioni turistiche

Per conoscere di più sulle attrazioni e servizi offerti cliccare sul nome di ogni comune o località elencata.

??????????SCARPERIA E SAN PIERO (FI) – borghi medievali

Fortificazioni: Fortezza di San Martino, Castello del Trebbio
Chiese: Convento Bosco ai Frati, Propositura dei Santi Jacopo e Filippo, Pieve di San Pietro
Edifici storici: Palazzo dei Vicari, Villa Panna, Villa Il Torrino
Musei: Musei dei Ferri Taglienti, Museo di Sant’Agata
Eventi: Diotto, Infiorata
Artigianato: coltelli
Sport: trekking, ciclismo, equitazione, motociclismo, golf, Autodromo Internazionale del Mugello


colosso appenninoVAGLIA (FI) – cittadina di campagna

Chiese: Santuario di Monte Senario, Pieve di San Pietro
Edifici storici: Villa Demidoff, Villa di Bivigliano
Parchi e giardini: Parco di Pratolino
Sport: trekking, ciclismo, equitazione


fiesole2FIESOLE (FI) – cittadina d’arte

Chiese: Cattedrale di San Romolo, Badia Fiesolana, Convento di San Francesco, Convento di San Domenico
Edifici storici: Palazzo Pretorio, edifici in Piazza Mino
Ville storiche: Villa Le Balze, Villa di Maiano, Villa I Tatti, Villa Schifanoia, Villa Peyron, Villa Medici
Musei: Museo Archeologico di Fiesole, Museo Bandini
Siti archeologici: area archeologica del Teatro Romano
Eventi: Estate Fiesolana
Sport: trekking, ciclismo, equitazione

Gastronomia

Tortelli di Patata alla mugellanaZona di transito tra Toscana e Romagna fin da epoca immemorabile, la tradizione di ospitalità e gastronomia risale a secoli addietro, certamente al Medio Evo. Alberghi, osterie e taverne davano la possibilità di mangiare e, in genere, di pernottare. Da questa tradizione il Mugello ha consolidato alcune specialità, tutte gustose e preparate con ingredienti semplici e naturali. Le ricette sono state influenzate dalla vicina cucina fiorentina ma i primi piatti includono contaminazioni dalla Romagna. Anche Pellegrino Artusi, che trascorse la vita tra la natia Romagna e varie zone della Toscana e che poi scrisse il celebre ricettario “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”, trasferì nel volume alcuni piatti assaggiati nel Mugello. I piatti mugellani tipici sono tutti gustosi. Tanto per citarne qualcuno i crostini di fegatini, la polenta fritta con funghi, la zuppa rustica, gli apprezzati tortelli di patate, le tagliatelle ai funghi o al tartufo, il capriolo alla crema, il daino in umido, l’anatra alla mugellana.

Piatti tipici

Tortelli di patate dal MugelloÈ, probabilmente, la specialità gastronomica più nota della cucina mugellana. La pasta “ripiena” era già conosciuta almeno dal XV° secolo e costituiva una portata frequente sulle tavole della famiglia Medici, anche se l’attuale ricetta può essere catalogata tra piatti della cosiddetta “cucina povera”. Inizialmente il ripieno era costituito da un’impasto di farina di castagne ma, a partire dal XIX° secolo, subentrò progressivamente la patata. I tortelli mugellani sono grandi ravioli di forma quadrata riempiti con un impasto di patate bollite, aglio, prezzemolo, sale, pepe, noce moscata. Il sugo per il condimento è differenziato: carne bovina, anatra, coniglio, cinghiale, funghi.

cinghiale

È un piatto a base di cinghiale, preparato in umido con pomodori. I pezzetti di carne sono cotti lentamente (per almeno tre ore) nel vino assieme a un’abbondante manciata di pepe in grani. È un piatto profumatissimo che può essere eventualmente servito con fette di pane tostato o con un contorno di polenta.

Qui di seguito alcune delle specialità comuni a tutta la zona del Mugello, suddivise a seconda della stagione dell’anno in cui sono preferibilmente preparate:

Inverno

Farinata con le leghe
Tagliatelle con i fagioli

Primavera

Ravioli con le erbe
Tortelli con patate

Estate

Panzanella
Coniglio ripieno

Autunno

Crostoni con cavolo nero
Cinghiale in umido

Dolci

Castagnaccio (o migliaccio)
Schiacciata con l’uva
Torta balconata
Frittelle di riso o di mele
Biscotti (zuccherini, berlingozzi, bocche di dama)

Prodotti tipici e Artigianato

I prodotti tipici più importanti della zona sono il Marrone del Mugello IGP, il Pane del Mugello e i formaggi e piuttosto diffusa è ormai la produzione di alimenti tipici e biologici, in particolare salumi e formaggi. Tra i vari prodotti dell’agricoltura sono estesamente coltivate le patate (bianche e gialle) e, da tempi più recenti, il farro. Significativa la produzione di vino e olio d’oliva (IGP “Colline Fiorentine”), entrambi di eccellente qualità. Altrettanto diffuso è l’allevamento di bovini da carne e da latte. A tal proposito a Fattoria Valdastra garantisce l’allevamento biologico di bovini delle razze Limousine e Chianina e ovini razza Suffolk. Ottimo, anche se disponibile in quantità limitate, il miele (acacia, castagno, millefiori).

FORMAGGI

L’allevamento dei bovini nel Mugello risale al XV° secolo e fu favorito dalla famiglia Medici. Dato che la zona è piena di pascoli la zootecnia si è progressivamente sviluppata permettendo l’allevamento di un numero sempre crescente di capi, sia da carne che da latte. Attualmente ci sono una trentina di aziende di allevamento, alcune delle quali visitabili su prenotazione (vedi sito www.mukki.it). L’abbondante disponibilità di latte vaccino ha permesso di realizzare un’ampia varietà di formaggi. Quello probabilmente più tipico è il raveggiolo (o raviggiolo) originario di Palazzuolo sul Senio. La produzione di altri tipi comprende attualmente mozzarelle, scamorze e vari formaggi a base di erbe.

Pecorino toscano DOP

Le caratteristiche

Il Pecorino Toscano DOP è un formaggio a pasta “tenera” o “semi-dura” prodotto con latte intero di pecora. La forma del prodotto finito è cilindrica a facce piane, dal diametro variabile tra 15 e 22 centimetri e il peso varia da 1 a 3,5 chilogrammi. Il colore della crosta è giallo con tonalità variabile mentre la pasta è bianco-paglierino di sapore delicato, con una leggera vena piccante. Il Pecorino Toscano DOP è facilmente riconoscibile per il marchio di tutela apposto sullo scalzo.

Dove si produce

La Cooperativa Agricola Il Forteto è uno dei maggiori produttori di Pecorino Toscano. La Cooperativa è associata al CONSORZIO PER LA TUTELA DEL PECORINO TOSCANO che esercita uno stretto e assiduo controllo sulla produzione di questo formaggio tipico. Alcune piccole aziende agricole dedite all’allevamento di ovini procedono direttamente alla lavorazione e trasformazione del latte in ottimi formaggi pecorini. Le modalità di produzione sono molto simili a quelle per il Pecorino Toscano DOP e la qualità è spesso elevata anche per la scelta, in alcuni casi, di rimanere nella filiera biologica.

Cooperativa Agricola IL FORTETO
Indirizzo: Frazione Rossoio n 6 – 50039 Vicchio (FI)
Email: [email protected]
Sito: www.forteto.it
Orari: dal martedì al venerdì 8.30-13.00 e 15.30-19.30; sabato, domenica e festivi 8.30-19.30 continuato; chiuso il lunedì
Servizi aggiuntivi: degustazioni, visite guidate all’azienda previa prenotazione (tel. +39 333 7308302), vendita di fiori e piante

Ricotta

La tradizione vuole che, in occasione del loro primo e casuale incontro, Giotto offrisse al già maturo e affermato pittore Cimabue una ciotola di ricotta addolcita con il miele. Non a caso: il giovane pastore sorvegliava un gregge di pecore e, nel contempo, disegnava…. Da secoli l’allevamento degli ovini è una delle caratteristiche del Mugello, attività che consente la produzione di un’eccellente ricotta, a sua volta derivata dalla lavorazione del formaggio pecorino. Oltre all’utilizzo per la preparazione di vari piatti, la ricotta viene consumata come semplice dessert – al naturale, addolcita con miele, salata – o anche come formaggio. Tradizionale di tutta la zona è la farinata di marroni (“pattona”) accompagnata da ricotta.

Marrone del Mugello IGP

La raccolta della castagna avveniva già in epoca romana, ma i primi documenti storici di tale attività risalgono al Medio Evo. Dopo un periodo di relativo abbandono e regresso, la coltivazione e il consumo del pregiato marrone hanno avuto nuovo impulso a partire dagli anni ’80 del secolo scorso. Il prodotto viene commercializzato fresco e sotto forma di farina, quest’ultima particolarmente indicata per la preparazione di vari tipi di dolci.

Per ulteriori informazioni:
Consorzio di Tutela del “Marrone del Mugello IGP”
Indirizzo: c/o Unione Montana dei Comuni del Mugello – via P. Togliatti, 4 – 50032 Borgo San Lorenzo (FI)
Email: [email protected]

ARTIGIANATO

A Scarperia le numerose botteghe di coltellinai usavano i corni di bue per l’impugnatura. Oltre ai coltelli si produceva ogni tipo di ferro tagliente per uso domestico e lavorativo (forbici, cesoie, forchette) e per uso bellico (pugnali, lance, spade). All’inizio del XX° secolo erano in attività 46 botteghe di coltellinai impegnati nella produzione di acciaio di prima qualità. Il numero di artigiani si è successivamente notevolmente ridotto ma sopravvivono alcuni valenti laboratori con attraenti vetrine che mostrano il meglio e punto vendita. Alcuni dei laboratori sono visitabili su prenotazione.

??????????Coltelleria Saladini s.a.s.

Coltelli tradizionali da tavola, cucina e accessori
laboratorio: Viale Kennedy, 172 – Scarperia
galleria d’esposizione: Via Roma, 25  – Scarperia
tel. + 39 055 8431010  +39 055 8468947
[email protected]
www.coltelleriasaladini.it

Coltellerie Berti s.r.l.

Coltelli tradizionali italiani
laboratorio: Via della Resistenza, 12 – Scarperia
tel. + 39 055 846585 – +39 055 8469903
[email protected]
http://www.coltellerieberti.it

Coltelleire Conaz S.n.c. F.lli Consigli &C.

Coltelli regionali artigianali
laboratorio: Via G. Giordani, 20 – Scarperia
tel. + 39 055 8430270 (shop) – +39  055 846197 (laboratorio)
[email protected]

I Coltelli Dell’Artigiano

laboratorio: Viale G. Matteotti, 84
+39  055 8430519 (negozio)  –  +39 055 8468268 (laboratorio)
[email protected]
www.coltellidellartigiano.it
Visite su prenotazione

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire

Castello del Trebbio

Pontassieve (FI)
Castello fattoria da sogno con appartamenti, cantina, ristorante cucina toscana

Fattoria di Poggiopiano

Fiesole (FI)
Cantina e piscina