ECOMUSEI IN TOSCANA

L’Ecomuseo si tratta di un’Istituzione che si occupa di studiare, tutelare e far conoscere la memoria collettiva globale di una comunità delimitata geograficamente e il suo rapporto storico e attuale con le risorse ambientali del territorio. L’ecomuseo presenta la  trasformazione ed identità storica di una comunità o territorio, proponendo “come oggetti del museo” non solo gli oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l’architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione, ecc…

ECOMUSEO DELL'ALABASTRO

alabastroZona:  Valdelsa Volterrana / Val di Cecina
Provincia: Siena
Comune: Volterra
Indirizzo: Via dei Sarti, Palazzo Minucci Solaini – 56048 Volterra (PI)
Tel.: +39 0588 87580 –  Numero verde: 800 223300
Prenotazioni:  +39 0588 86347
Orari: tutti i giorni  09:30-19:00, periodo invernale (2 novembre-15 marzo) tutti i giorni 10:00-16:30
Ingresso:  8,00 € intero  6,00 € ridotto
Tariffe Volterra Card (valida 72 ore) : Museo Etrusco Guarnacci, Pinacoteca, Ecomuseo dell’Alabastro, Teatro Romano e Battistero
14.00 € intero, 22,00 € Famiglia (2 adulti + 2 under 18), 12,00€ ridotto,
6,00 € Gruppi studenti (min 20 ), under 6 anni free

L’Ecomuseo dell’Alabastro è un museo presenta l’estrazione e posteriore  lavorazione dell’alabastro dalla cava della pietra porta al centro della produzione e  commercializzazione nel territorio di  Volterra, appunto, città con una tradizione antichissima  in questo settore. Il centro di documentazione è allestito nella  casa-torre Minucci  di origine medievale.

Trattasi di un particolare  “museo di Archeologia Commerciale” che dagli Etruschi porta all’attualità, con tutte le sue problematiche specifiche: dal reperimento della pietra, alla qualità della stessa, agli stili e i modelli impiegati dagli scultori, ai mercati e ai viaggiatori che specie nell’Ottocento diffusero la conoscenza dell’alabastro nel mondo, producendo un grande beneficio economico alla città ed dintorni.

Il percorso  include la visita ad una vecchia bottega che testimonia con straordinario realismo il luogo di lavoro degli scultori volterrani .

L’Ecomuseo coinvolge anche altre importanti strutture legate alla tematica dell’alabastro, come il Museo Guarnacci che fa conoscere la produzione degli artefati in alabastro del periodo etrusco e il Palazzo Viti, dimora storica che offre uno straordinario spaccato della produzione più prestigiosa.

ECOMUSEO DELLA MONTAGNA PISTOIESE

Zona: Montagna Pistoiese
Provincia: Pistoia
Comuni: Abetone Cutigliano,  Pistoia, Sambuca Pistoiese, San Marcello Piiteglio
Tipo: musei ecologici-naturalistici
Centro informativo:  Palazzo Achilli – Piazzetta Achilli, 7,   località Gavinana – San Marcello Pistoiese (PT)
Tel: +39 800 974102
Email: ecomuseopt@gmail.com
Sito: www.ecomuseopt.it

 

L’Ecomuseo della Montagna Pistoiese è stato il primo Ecomuseo in Italia; un progetto innovativo, premiato con Targa d’oro a Parma come miglior esempio di valorizzazione dell’Appennino. Nel corso di un ventennio si è sviluppato e ampliato fino a raggiungere un assetto pressoché definitivo; dal novembre del 2011 è gestito dall’Associazione Ecomuseo della Montagna Pistoiese, con sede a Gavinana, nello storico Palazzo Achilli.

Il  palazzo Achilli fu costruito per ordine di Ludovico Appiani, principe di Piombino intorno al 1585  a Gavinana, sopra una antica costruzione medievale. Dopo la sua morte il palazzo cadde in declino, finché non fu acquistato dal ricco commerciante romano di formaggi Filippo Achilli. L’edificio cinquecentesco  è Punto Informativo Centrale dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese ed ospita esposizioni temporanee legate al territorio e propone conferenze, incontri culturali e laboratori didattici per adulti e bambini. Al suo interno è conservato l’Archivio Sonoro, minuzioso lavoro di ricerca che ha riportato alla luce centinaia di canti, stornelli, filastrocche, registrati dalla viva voce degli informatori locali.

L’Ecomuseo accompagna a passo lento alla scoperta di testimonianze e tradizioni, che raccontano secoli di storia e di lavoro dell’uomo sulla Montagna Pistoiese, dove i particolari fattori ambientali e storici hanno condizionato l’economia e la cultura degli abitanti. Ferriere, mulini ad acqua, ghiacciaie e uno straordinario patrimonio naturalistico aspettano, per coinvolgere nella dimensione autentica di un tempo, in un continuo viaggio tra presente e passato.

E’ costituito da sei itinerari tematici e da altrettanti punti museali. Lo scopo è quello di fornire una visione geo-morfologica culturale dalle attività proto-industriali a quelle della vita quotidiana nel territorio della Montagna Pistoiese. Permettendo di comprendere come fu sviluppato, nei secoli, il rapporto tra uomo e ambiente, da cui l’uso del termine eco-museo. I sei itinerari sono graficamente identificati con un colore e collegati ad una struttura espositiva-didattica.

GLI ITINERARI SONO:

Itinerario del Ghiaccio - AZZURRO

ghiacciaiaZona: Montagna Pistoiese
Comune: Pistoia (PT) – località Le Piastre
Tipo: ecomuseo del Ghiaccio – itinerario azzurro
Polo: Ghiacciaia della Madonnina
Indirizzo: SS 66 – località Le Piastre – Ghiacciaia della Madonnina
Tel: +39 800 974102
Email: ecomuseopt@gmail.com
Orari:  Aprile a Giugno e da Settembre a Ottobre – sabato e domenica 16-19
Luglio e Agosto – martedì a domenica 16-19

La città di Pistoia corrisponde all’itinerario azzurro, denominato Itinerario del Ghiaccio. Documenta la produzione di ghiaccio naturale nell’alta Valle del Reno, sviluppatasi a livelli proto industriali tra la metà del  XVIII° secolo e i primi decenni del XX°. In quel periodo si producevano migliaia di tonnellate di ghiaccio utilizzando l’acqua del fiume, il freddo dell’inverno ed un ingegnoso sistema di canali e laghi  artificiali.

Un esempio di tale complesso produttivo è la “Ghiacciaia della Madonnina (località Le Piastre). Il percorso pedonale predisposto inizia dal parcheggio delle Piastre, lungo le sponde del fiume, fino alla Ghiacciaia della Madonnina, dove è visibile tutto il comparto produttivo, restaurato e di nuovo funzionante.

La Ghiacciaia della Madonnina testimonia l’attività proto-industriale di lavorazione del ghiaccio sulla Montagna Pistoiese e racconta i segreti dell’intenso lavoro dei ghiacciaioli. Situata nella fredda Valle del Reno, la ghiacciaia colpisce per la particolare forma tronco-conica con tetto in paglia, che serviva per immagazzinare e conservare il ghiaccio naturale. Questo veniva prodotto nel laghetto artificiale limitrofo, che raccoglieva le acque del fiume Reno attraverso un ingegnoso sistema di canalizzazione comprendente briglie, calle e gore.

Il polo è inserito all’interno dell’Itinerario del Ghiaccio dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese e comprende anche il Sentiero Trekking del Ghiaccio, un percorso dotato di cartellonistica bilingue lungo 9 km che collega Le Piastre a Pontepetri. Nel tratto più alto un ampio panorama: lontano, in alto sulla sinistra il Rifugio del Montanaro e il Poggio dei Malandrini; mentre sulla destra si scopre tutta la piana di Pistoia, Prato e Firenze, e nelle giornate più limpide si vedono ad occhio nudo la Cupola del Brunelleschi e il Campanile di Giotto.

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Polo didattico del Ferro - ROSSO

ponte sospeso2Zone: Montagna Pistoiese
Comune: San Marcello Pistoiese (PT) – località Maresca e Pontepetri
Tipo: museo all’aperto – itinerario rosso
Polo: Ferriera Papini – Museo del Ferro e Giardino dell’Energia Rinnovabile
Indirizzo: Via Mulin Vecchio, Maresca (PT) – Ferriera Papini
Indirizzo: Via La Piana 62, Pontepetri (PT) – Museo del Ferro e Giardino dell’Energia Rinnovabile
Tel.: +39 800 974102
Sito: www.provincia.pistoia.it/ecomuseo
Email.: ecomuseopt@gmail.com
Orari: da Aprile a Giugno e da Settembre a Ottobre – sabato e domenica 16-19
Luglio ed Agosto – martedì a domenica 16-19 da confermare

San Marcello Pistoiese coincide con l’itinerario rosso, denominato Itinerario del Ferro. Si propone di far conoscere le strutture dove si fondeva il minerale ferroso proveniente dall’Elba. Nel XVI° secolo la Montagna pistoiese era il primo polo siderurgico del Granducato di Toscana. La zona era infatti ricca di energia naturale, l’acqua ed i fitti boschi, che garantiva la forza motrice ed il combustibile per gli opifici di lavorazione del ferro. Ciò era possibile per la presenza in gran quantità di acqua e boschi nel territorio, rispettivamente forza motrice e combustibile.

Fanno parte dell’itinerario la Ferriera Panini, del 1388  che conserva ancora macchinari e strumenti mossi ad acqua, ed il Museo del Ferro e Giardino dell’Energia Rinnovabile , dove c’è la sezione espositiva e didattica.  Nel corso dell’itinerario si può raggiungere il Ponte Sospeso (località  Mammiano)  – alto circa 36 metri nel suo punto maggiore e lungo 227 metri, realizzato nel 1922 dall’Ingegnere Vincenzo Douglas Scotti della Società Metallurgica Italiana di Campo Tizzoro. Il ponte consentiva agli operai di Popiglio (località Piteglio) di abbreviare il lungo percorso per arrivare alle ferriere dell’opposta vallata. Costituisce uno dei ponti sospesi pedonali più lunghi del mondo.

La Ferriera Papini

La Ferriera Papini è probabilmente la più antica della Toscana, citata per la prima volta in un documento del 1388, divenuta nei secoli successivi un importante opificio per la lavorazione del ferro sull’Appennino Pistoiese. Grazie alla presenza di boschi, da trasformare in carbone di legna, e all’abbondanza di acqua, da utilizzare come forza motrice, la Montagna Pistoiese fu scelta dai Medici, signori di Firenze, per diventare il primo polo siderurgico del Granducato di Toscana.

Oggi inserita nell’Itinerario del Ferro dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese,  la Ferriera Papini conserva 700 anni di storia, riportando in vita una parte importante della memoria storica della Montagna. Al suo interno custodisce antichi macchinari idraulici e meccanici originali (magli, fucine, un forno e un ingegnoso sistema per la produzione dell’aria compressa, la tromba idroeolica) oltre a conservare una ricca collezione di attrezzi, fondamentali per la lavorazione del ferro.

Durante la visita è possibile assistere dal vivo all’arte della battitura del ferro e provare in prima persona le tecniche di forgiatura, trasportando i visitatori alla scoperta dell’antico mestiere del fabbro.

Museo del Ferro e Giardino dell’Energia Rinnovabile

Il Museo del Ferro di Pontepetri custodisce attrezzi e documenti storici (bolle, fatture e registri) provenienti dalle antiche ferriere locali ed espone modellini in scala, che riproducono i movimenti dei macchinari idraulici e meccanici, tipici degli opifici.

All’aperto, nel Giardino dell’Energia Rinnovabile, sono stati ricostruiti invece a grandezza naturale un maglio e due ruote idrauliche, una orizzontale da mulino e una verticale, che vengono azionati sfruttando la forza motrice dell’acqua del torrente Maresca, deviata attraverso un sistema di canali e chiuse e raccolta in un bottaccio sopraelevato.

La zona si presta anche per una piacevole passeggiata nel verde: dal giardino infatti prosegue un sentiero trekking, di circa 600 metri, che si snoda lungo il torrente fino all’opera di presa, che immette l’acqua del fiume nella gora. L’area è dotata di una zona picnic ad accesso libero con tavoli, panche e barbecue.

Museo d’Arte Sacra di Popiglio - VIOLA

Museo arte sacfra PopiglioZona: Montagna pistoiese
Comune: San Marcello Piteglio (PT) – località Popiglio
Tipo: museo di arte sacra
Polo: Museo Diocesano di Arte Sacra
Indirizzo: Via delle Corti
Tel.: +39 800 974102
Email: ecomuseopt@gmail.com
Orari: da aprile a ottobre: sabato e domenica 16.00-19.00 – luglio e agosto da martedì a domenica 16.00-19.00 da confermare
Ingresso: € 2,00 intero – € 1,50 ridotto

Piteglio, è contrassegnato dall’itinerario viola, che comprende il Museo d’Arte Sacra di Popiglio ospitato all’interno della Pieve di Santa Maria Assunta. È un museo particolarmente ricco di pregevoli oggetti  religiosi. Sono esposti arredi, oggetti, immagini, paramenti ed elementi di  notevole pregio artistico, che uniscono un insieme di altri valori più direttamente legati al sentimento religioso ed all’immaginazione. Il museo documenta anche aspetti meno ortodossi, legati a magie, superstizioni ed alle paure ancora comuni ed a alla tradizione orale della popolazione.

La Pieve di Santa Maria Assunta, fondata nel 1271 e arricchita nel corso del XVI e del XVII secolo di preziose opere di arte barocca romana,di cui spiccano un pregiato organo a canne realizzato dall’organaro pontificio Giuseppe Testa e dipinti tra i quali opere del veronese Sebastiano Vini e una Crocefissione di Giacinto Gimignani, pittore amato da papa Clemente IX. 

Museo arte sacra

Nei pressi della pieve sorge il Convento delle suore di San Francesco e Domenico, fondato nel XVI° secolo. Dalla piazza della chiesa un percorso lastricato porta al Polo didattico del museo, dove si possono svolgere varie attività, come quella della tessitura per bambini.  Dal paesino di Popiglio si snodano vari percorsi devozionali come quello che conduce al medievale Ponte di Castruccio Castracani, sul torrente Lima.

Museo della Vita Quotidiana della Gente dell’Appennino Pistoiese - GIALLO

museo etnograficoZona: Montagna Pistoiese
Comune: Cutigliano (PT) località Rovereta e Orsigna
Tipo: museo etnografico
Polo: La Via della Castagna e la Via del Carbone – Museo della Gente dell’appennino Pistoiese
Indirizzo: Via di Paoluccio – località Orsigna
Indirizzo: Via degli Scoiattoli – località Rivoreta
Tel.: +39 800 974102
Email: ecomuseopt@gmail.com
Orari: da marzo a luglio – sabato e domenica 10.30 – 12.30 e 16.00 – 18.00; agosto – tutti i giorni 10.30 – 12.30 e 16.00 – 18.00 da confermare
Ingresso: € 2,00 intero  –  € 1.50 ridotto
Accessibilità ai disabili: si – percorso interno per non vedenti
Bookshop:

Cutigliano corrisponde all’itinerario giallo. In località Rovereta c’è  il Museo della Gente dell’Appennino Pistoiese. Documenta la vita quotidiana di un villaggio di montagna, nel rapporto costante con le poche risorse disponibili: il bosco, la pastorizia, l’artigianato. Tramite la collezione, si propone un viaggio nel passato mostrando i vari aspetti del vivere montano, come quelli legati alla nascita, alle attività artigianali e del lavoro, ai giochi e alle festività. La raccolta comprende oggetti di uso comune e strumenti dei lavori tipici di montagna (carbonaio, boscaiolo). Tutti i reperti, risalenti ai secoli XIX° e XX°, sono originali e sono inseriti in un percorso fatto di suggestioni, evocazioni e suoni. Il percorso museale è adatto anche a non vedenti attraverso l’innovativa tecnologia Walk-Assistant. Ogni anno, in occasione della giornata del Museo Vivente (ultima domenica di luglio), vengono rievocati i vecchi mestieri e le attività tradizionali della zona.

E’ presente anche il “Laboratorio del Giocattolo”, dove bambini e ragazzi possono cimentarsi nella creazione di oggetti ludici partendo da materiali di recupero, riscoprendo così i divertimenti della tradizione e la  “Sezione della Lana”, ospitata in una struttura poco distante dal polo principale, dove vi è conservato un telaio del XIX secolo, integro in tutte le sue parti, e dove si mostra l’antica produzione autonoma di biancheria, lenzuola e di altri oggetti di uso quotidiano.

Il museo è visitabile anche in autonomia grazie all’uso delle Guide Avatar, particolari supporti audiovisivi che accompagnano il visitatore nelle sale espositive con commenti audio esclusivi, registrati in italiano e in inglese.

La Via della Castagna e la Via del Carbone

Nell’itinerario è previsto anche la visita al Molino di Gamba e la Via del Carbone localizzati nella località di Orsigna .

La Via della Castagna e del Carbone a Orsigna narra dei tempi in cui il castagno rappresentava l’albero del “pane” per le genti della Montagna e illustra il mestiere del carbonaio. Il percorso parte con un solitario metato, usato per l’essiccazione delle castagne, poi prosegue all’interno del Molino di Giamba, un vecchio mulino a due palmenti ancora in funzione, dove grazie alla forza motrice dell’acqua, che fa muovere le macine, è possibile osservare la trasformazione delle castagne in farina dolce.

Nel percorso si può provare anche l’emozione di camminare su una delle invenzioni più geniali di Leonardo da Vinci: una ricostruzione di due ponti autoportanti in legno, perfettamente inseriti nel contesto paesaggistico. Il visitatore, infine, si può immergere nelle suggestive ricostruzioni di una capanna, un’ambientazione realistica realizzata con frasche, foglie e terra, rifugio e dimora dei carbonai, e di una carbonaia didattica, dimostrazione di un’arte antica, tramandata di generazione in generazione, che si rinnovava a ogni rituale di cottura del carbone.

Percorso Natura e Orto Forestale - VERDE

Orto BotanicoZona: Montagna Pistoiese
Comune: Abetone Cutigliano (PT) – località Gavinana
Tipo:  orto botanico di montagna
Polo: Orto Botanico Forestale di AbetoneMuMap Museo Naturalistico Archeologico dell’Appennino Pistoiese
Indirizzo: Alta vale del Sestaione – Abetone (PT) – Orto botanico
Indirizzo: Via Orange – località Gavinana (PT) – Museo Naturalistico
Tel.: +39 800 974102
Email: ecomuseopt@gmail.com
Orari: da giugno a settembre, tutti i giorni  9.30-12.30 e 15.00-18.30 – da confermare / visite guidate incluse
Ingresso: € 2,00 intero – € 1,50 ridotto
Accessibilità ai disabili:

L’Orto Forestale fa parte dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese e coincide con l’Itinerario “verde”. E’ un piccolo orto botanico situato in un’area denominata Acqua Bona, a poca distanza dalla Riserva Naturale Campolino. La sua peculiarità è l’intima connessione con l’ambiente vegetale che lo circonda e la capacità di guidare alla conoscenza delle rarità botaniche del territorio.

È situato a circa 1.300 m di quota nell’Alta Valle del Sestaione e grazie al microclima particolarmente rigido ospita molte specie di tipo alpino,  tra le quali spiccano alcuni “relitti glaciali” come l’abete rosso (Picea abies), il rododendro rosso (Rododendron ferrugineum), la genzianella stellata (Swertia perennis) e la genziana porporina (Gentiana purpurea).

Il percorso dell’Orto si sviluppa all’interno di un ambiente forestale di elevato pregio naturalistico ed è articolato in vari settori: faggeta, abetina, roccaglia silicea, brughiera a mirtilli (vaccinieto), area umida, torbiera e laghetto. Quest’ultimo, piccola riproduzione dei laghetti montani, ospita molte specie animali, tra cui: il tritone alpestre (Ichthyosaura alpestris), la rana alpina (Rana temporaria), sanguisughe e numerosi insetti.

 L’orto ha scelto di approfondire il livello divulgativo mediante la realizzazione di un polo didattico in località Fontana Vaccaia. Il museo illustra la storia della presenza umana nella zona con suggestive ricostruzioni di ambienti. Il polo didattico è situato nell’attigua struttura del Corpo Forestale dello Stato. È un piccolo laboratorio che contiene anche una raccolta di vecchi attrezzi forestali ed una piccola xiloteca.

Museo Naturalistico Archeologico dell’Appennino Pistoiese (MuNAP)

Il museo, allestito all’interno del Palazzo Achilli in località Gavinana, espone reperti naturalistici e archeologici. L’esposizione, articolata in aree tematiche, permette di compiere un viaggio nel passato attraverso numerosi reperti che illustrano la storia naturale del territorio. Il polo museale propone una visita alla scoperta di utensili preistorici, fossili, minerali, rocce, uccelli, insetti e mammiferi, fra i quali spicca un bellissimo esemplare di lupo appenninico (Canis lupus italicus), la collezione di flora fossile dei Monti Pisani risalente al Carbonifero superiore, cioè a oltre 300 milioni di anni fa, tra le più importanti in Italia, e uno scheletro di orso delle caverne (Ursus spelaeus) esposto in un’interessante ambientazione preistorica.

Di notevole importanza anche la collezione di utensili litici risalenti alla fine del Paleolitico superiore (12-10 mila anni fa) testimonianza del primo popolamento umano sull’Appennino Pistoiese. Il museo è accessibile con visite guidate curate dal Gruppo Naturalistico che svolge anche attività di divulgazione e ricerca sulla natura del territorio pistoiese.

Polo Didattico della Pietra - GRIGIO

via francescaZona: Montagna Pistoeise
Comune: Sambuca Pistoiese (PT) – località Acquerino
Tipo:
ecomuseo all’aperto – itinerario grigio
Polo: Insediamento Medievale dell’Acquerino – Polo didattico della Pietra
Indirizzo: località Acquerino (PT)
Indirizzo: Sambuca Pistoiese (PT)
Tel.: +39 800 974102
Email: ecomuseopt@gmail.com

Sambuca Pistoiese corrisponde all’Itinerario grigio con il Polo Didattico della Pietra. Infatti il territorio si caratterizza per un frequente uso della pietra arenaria come materiale da costruzione, ampiamente utilizzata per manufatti civile e difensivi. L’Ecomuseo propone tre percorsi che permettono di osservare l’impiego del materiale in modo differenziato. Gli itinerari sono:

1. Via Francesca della Sambuca – un percorso del Medioevo – da Pavana si raggiunge Sambuca Castello lungo l’antico tracciato della Via Francesca lastricata in pietra e immersa nei boschi.
2.  La Torraccia – Torri –  visita alle cave di pietra di Torri, le più grandi della zona
3. Treppio e la Valle della Limentrella – lungo il percorso si possono visitare, in un ambiente ancora integro, borghi disabitati che conservano pregevoli manufatti in pietra.

Insediamento Medievale dell’Acquerino

Nella Riserva Naturale Biogenetica Forestale di Acquerino sono visibili alcune tracce archeologiche che permettono di inquadrare il sito come un complesso monastico medievale risalente all’Alto Medioevo. I resti ritrovati sono reperti ceramici databili fra il X e il XII secolo e i resti di una piccola chiesa. Le strutture murarie sono tutte costruite a “secco” cioè senza l’impiego di legante (malta o calce). L’Insediamento Medievale fa parte dell’Itinerario della Pietra dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese ed è ubicato lungo un’importante direttrice transappenninica che nel Medioevo collegava Pistoia con Bologna.

Polo Didattico della Pietra

Il Polo Didattico si trova nell’antico borgo di Sambuca Pistoiese. Nel Polo sono presenti strumentazioni, pannelli informativi e materiali didattici sull’antico mestiere dello scalpellino. Inoltre, nello stesso edificio è presente anche un bivacco.

ECOMUSEO DEL CASENTINO

ecomuseo del casentinoZona: Casentino
Provincia: Arezzo
Comuni: Capolona, Castel Focognano, Castel San Niccolò, Chitignano, Chiusi della Verna, Ortignano Raggiolo Poppi, Pratovecchio Stia, Subbiano, Talla
Tipo: musei ecologici-naturalistici
Centro informativo 1: Via Nazionale, 14 – località Badia Prataglia – Poppi (AR)
Tel: +39 0575 559477
Centro informativo 2: Via Montegrappa, 2 – località Stia – Pratovecchio Stia (AR)
Tel: +39 335 6222220
Centro informativo 3: Via Guido Brocchi, 7 – località Pratovecchio – Pratovecchio Stia (AR)
Tel: +39 0575 503029
Email:  info@casentino.ar.it
Sito: www.casentino.net

L’Ecomuseo del Casentino  è costituito da una rete di esperienze culturali e spazi espositivi a stretto contatto con le comunità locali. Sono individuate 6 tematiche che individuano altrettanti itinerari disponibile a visitazione: archeologia, civiltà castellana, acqua, bosco, attività agro-pastorali e attività manifatturiere. punti museali. Lo scopo è quello di fornire una visione geo-morfologica culturale dalle attività proto indiustriali a quelle della vita quotidiana nel territorio del Casentino, permettendo di comprendere come fu sviluppato, nei secoli, il rapporto tra uomo e ambiente, da cui l’uso del termine ecomuseo. I sei itinerari sono graficamente identificati con un colore e collegati ad una struttura espositiva-didattica.

Gli itinerari sono:

Archeologia - percorso viola

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DELLA CULTURA ARCHEOLOGICA DEL TERRITORIO

Comune: Subbiano (AR)
Via Arcipretura, 43 – Subbiano
Tel: +39 338 3321499

Il Centro di Documentazione si compone di due sale espositive, che presentano le testimonianze archeologiche più significative, messe in luce nel corso di saggi di scavo effettuati nel territorio dei Comuni di Subbiano e Capolona. Coprono un arco cronologico che va dal VII° sec. a.C. fino al secolo XIV°. L’allestimento è organizzato lungo una sorta di percorso riguardo ai materiali di età medievale, riferiti alle chiese scomparse del territorio, citate nei documenti medievali e le ricostruzioni che riguardano due tombe coeve, di I° secolo, che illustrano le diverse ritualità funebri: l’inumazione e la cremazione.

La prima, pertinente ad una signora, mostra nel suo corredo funebre, anche un pregevole specchio di bronzo.L’altra, presumibilmente riferita ad un giovane soldato, ha restituito una cospicua varietà e quantità di reperti. Inoltre  piatti, ciotole, brocche di ceramica a vernice nera e acroma, fino alla variegata tipologia di forme della sigillata aretina. Sono presenti anche ceramiche non vascolari di uso domestico e fittili destinati all’edilizia.

Acqua - percorso blu

MULIN DI BUCCHIO
Comune: località Mulin di Bucchio – Pratovecchio Stia (AR)
Fattoria Bucchi
Tel: +39 0575 582680   /  +39 338 1007610
www.molindibucchio.it

Il mulino ha funzionato regolarmente fino  al 1960. Nel mulino sono presenti ancora tutte le attrezzature (pale orizzontali, tramogge, macine) Tutto il complesso architettonico risulta ancora conservato nelle sue caratteristiche originarie. Annualmente il mulino ospita iniziative di vario genere: spettacoli, attività per bambini, concerti e si presta molto bene quale luogo di sosta e di riferimento per escursioni.

MULINI DI FALCIANO ( 2 mulini)
Comune: Subbiano
Località Falciano – Fattoria Mattesini
Tel: +39 0575 422138  / +39 335 5863158  /  +39 0575 422121

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE E POLO DIDATTICO DELL’ACQUA
Comune: località La Nussa – Capolona (AR)
Tel: +39 0575 421370

Il percorso museale illustra le molteplici modalità d’impiego delle acque, da risorsa indispensabile nell’alimentazione alla produzione di energia per muovere macchine come mulini, gualchiere e ferriere. La prima sezione del museo è dedicata alle Acque della valle, che consente di iniziare la conoscenza della rete idrica incentrata sul corso del fiume Arno e dei suoi affluenti. La successiva è dedicata ai Ponti e Porti , sorti per collegare passi e abitati nati lungo il fiume .

La presenza di mulini, ferriere, gualchiere,  testimoniano quanto la forza dell’acqua sia stata essenziale per la crescita delle attività manifatturiere industriali localizzate in tutta la valle. La forza motrice idraulica e la varietà delle macchine mosse dall’acqua viene illustrata nella sezione delle artifici e macchine. Il percorso finisce con il laboratorio che espone  le qualità fisico chimiche dell’acqua e i principi idrodinamici .

Bosco - percorso verde

MUSEO DEL BOSCO E DELLA MONTAGNA – Collezione Ornitologica “Carlo Beni”
Comune: Vicolo de’ Berignoli – località Stia – Pratovecchio Stia (AR)
Tel: +39 0575 583965  / +39  347 7341266
Orari: domenica e festivi 10.00 -12.30  e 16.00-19.00

Il Museo  del Bosco e della Montagna  illustra l’uso delle risorse forestali nell’economia montana preindustriale attraverso numerosi strumenti di lavoro e oggettistica. La collezione Ornitologica “C. Beni”, comprende 520 esemplari di 176 specie di uccelli presente nel territorio casentinese all’epoca degli ultimi decenni dell’Ottocento. Nella struttura è presente un piccolo giardino pensile, utilizzato per gli incontri e le attività didattiche del museo, dove si affaccia anche il “Laboratorio di Lando”.

ECOMUSEO DEL CARBONAIO BANCA DELLA MEMORIA “GIUSEPPE BALDINI” – Casa dei Sapori
Comune:  La Chiesa località Cetina – Castel San Niccolò
Tel: +39 0575 555280   / +39  393 3555059
www.cetica.it
Orari:  Sabato e Domenica 15:30 -18:30

Il mestiere del carbonaio è stato una delle attività sicuramente più rappresentative dello stretto legame che per secoli ha legato l’uomo al bosco e alle sue risorse. Praticati anche in ambiti territoriali molto distanti dal Casentino, i lavori del taglio della legna e della cottura del carbone, costituirono importanti occupazioni per molte comunità montane della valle fino alla metà del XX secolo.

Il percorso di visita si articola in tre sezioni volte a fornire informazioni e suggestioni, intorno al mestiere del carbonaio con pannelli didascalici, esposizioni di strumenti di lavoro e allestimenti scenografici. Fa parte integrante del percorso anche la sala polivalente dedicata alla proiezione di audiovisivi, ma anche a laboratorio didattico e spazio per degustazioni alla riscoperta degli antichi sapori.

L’itinerario prosegue nella vicina area verde dove sono stati ricostruiti a scopo dimostrativo,  una capanna e una carbonaia. Da qui si può procedere alla visita dei villaggi con piazze che  ancora sono utilizzate per la cottura della legna, ma anche dei mulini ad acqua ancora funzionanti. All’interno del museo è ospitata anche la Casa dei Sapori, dove è possibile degustare piatti della cucina tipica e prodotti locali.

Agro pastorale - percorso giallo

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE SULLA CULTURA RURALE DEL CASENTINO
Comune: località Torre di Ronda – Castel Focognano
Tel: +39 335 1420861  /  +39  0575 592152
Orari: Luglio Agosto, Sabato – Domenica e festivi 16:00-20:00

Il centro, ubicato all’interno della “Torre di Ronda”, uno dei pochi ruderi  dell’antico castello risalente all’XI° e XII° secolo, si articola in tre piccole sezioni:
• I lavori dei boschi e dei campi con esposizione di strumenti legati al ciclo del grano e al taglio del bosco;
• La pastorizia e la transumanza che espone attrezzi riferiti alla lavorazione del latte, alla tosatura e agli spostamenti delle greggi;
• La lavorazione della lana in cui prendono posto le principali strumentazioni un tempo utilizzate nelle varie fasi del ciclo della lana in ambito domestico.Dalla cardatura alla filatura fino all’orditura e tessitura, può essere ripercorso il processo di lavorazione dal vello al tessuto.

Dalla torre la visita può continuare all’interno del borgo alla scoperta di antiche testimonianze tra cui la Loggia del Podestà, risalente al XV secolo,  dove è visibile anche l’antico forno da pane utilizzato in passato dalla comunità di Castel Focognano.

Civiltà castellana - percorso rosso

MUSEO DEL CASTELLO DI PORCIANO
Comune: Località Porciano – Pratovecchio Stia (AR)
Tel: +39 337 671277
www.castellodiporciano.com
Orari:  domenica e festivi 10.00-12.00 e 16.00.19.00

Il castello di Porciano, di proprietà privata, risalente al X° secolo, appartenne ai conti Guidi fino a quando, nel 1444, passò alla Repubblica Fiorentina. È stato restaurato tra il 1963 e il 1973 da Flaminia Goretti de Flamini e da suo marito George Anderson Specht. La struttura è aperta al pubblico e possono essere visitati  la collezione di oggetti domestici e strumenti agricoli usati nella campagna circostante, una piccola esposizione sui nativi d’America del Nord Dakota,  l’esposizione dei reperti archeologici  e la vuotatura dell’antica cisterna datati  tra il XIII  e XIV secolo, oltre la sala di rappresentanza del castello.

CASA NATALE DI GUIDO MONACO
Comune: località La Castellaccia – Talla (AR)
Tel: +29 338 3573501  /  +39 0575 597512
Orari: Sabato e Domenica 16:00 – 18:00
Il centro è ubicato  all’interno di uno spazio risalente al X° secolo, dove si crede che sia nato Guido Monaco. Il monaco benedettino nacque  fra il 992 ed il 995.  Trasferitosi verso il 1025 ad Arezzo, sotto il patronato del vescovo Teobaldo, prese in mano l’insegnamento musicale e corale nella scuola episcopale della città. A Guido Monaco è attribuita l’elaborazione di un nuovo libro liturgico, l’antifonario, in cui le melodie sono scritte con segni collocati su un rigo.

L’allestimento museale  ha un carattere prevalentemente documentario e didattico ed espone strumenti musicali, pannelli interattivi e didascalici che consentono di ripercorrere la storia e le caratteristiche della nascita della notazione musicale ideata dal monaco camaldolese.

Manifatturiero - percorso arancione

MUSEO DELLO SCI
Comune: Vicolo de’ Berignoli – località Stia – Pratovecchio Stia (AR)
Tel: +39 0575 583965  / +39  347 7341266
www.comune.stia.ar.it
Orari: domenica e festivi 10.00 -12.30  e 16.00-19.00

La raccolta, curata dall’associazione  Sci Club, raccoglie diversi esemplari di sci ed illustra l’evoluzione da mezzo di trasporto, indispensabile per le genti di montagna, a strumento per lo sport agonistico. Arricchisce la sezione anche materiale fotografico riferito all’area e alla montagna casentinese.

MUSEO DELLA PIETRA LAVORATA
Comune: località Strada in Casentino – Castel San Niccolò (AR)
Tel: +39 0575 571025  /  +39 339 4371274
Orari:  sabato e domenica 16.00-19.00

Il museo è accolto negli spazi dell’ex chiesa del Collegio dei salesiani ubicato a Strada in Casentino, comune di Castel San Niccolò. Un percorso di visita tocca alcune emergenze architettoniche del paese tra cui la pieve romanica di San Martino a Vado, il castello di San Niccolò e la chiesa sconsacrata ubicata nel medesimo borgo medievale che accoglie il laboratorio didattico.

Nel percorso espositivo dopo una breve presentazione del medioevo in Casentino, vengono presentati modalità di lavoro e criteri interpretativi propri dell’archeologia medievale insieme ad alcuni manufatti di pietra particolarmente rappresentativi della Valle del Solano oltre la storia, manufatti, lavoro, testimonianze, legate alle famiglie dedite da generazioni alla lavorazione della pietra – gli scalpellini. Completano il percorso alcune “stazioni multimediali” dedicate al “paesaggio sonoro” e alla presentazione di documenti filmati raccolti nell’ambito del progetto “Banca della Memoria” della Mediateca del Casentino.

ECOMUSEO DELLA POLVERE DA SPARO E DEL CONTRABBANDO
Comune: località San Vincenzo – Chitignano (AR)
Tel: +39 339 6617113  /  +39 0575 596713
Orari:  Luglio, Agosto – Sabato e Domenica 16:00-19:00

L’ecomuseo documenta l’attività di produzione e commercio di due particolari prodotti: la polvere da sparo ed il tabacco. Gli opifici addetti alla produzione di polvere pirica, ubicati lungo il torrente Rassina, con macchinari mossi grazie alla forza idraulica, conobbero il loro maggiore sviluppo tra il XIX e il XX secolo. L’attività, oltre che all’interno di strutture autorizzate, veniva svolta anche attraverso i numerosi “pilli” (cavità scavate nella pietra per il pestaggio delle componenti) disseminati nei boschi, al di fuori del controllo degli organi di sorveglianza, la cui produzione alimentava il mercato del contrabbando.

Altre vicende conobbe la coltivazione del tabacco, che dopo la soppressione del privilegio, avvenuta nel 1830, il commercio del tabacco continuò clandestinamente. La materia prima veniva recuperata nelle zone della Valtiberina e dell’Umbria e trasportata a Chitignano per la trasformazione in trinciato e sigari mediante la lavorazione  delle sigaraie, donne specializzate in questa particolare manifattura. Il prodotto finito era quindi smerciato attraverso il contrabbando. . Dentro la struttura dell’ecomuseo, concepita come centro di documentazione, sono collocati strumenti di lavoro e pannelli esplicativi riferiti alle due lavorazioni.

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