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Attrazioni principali 

  • Duomo di Siena
  • Piazza del Campo
  • Torre del Mangia
  • Complesso di Santa Caterina
  • Palio di Siena
  • Abbazia di San Galgano
  • Borgo medievale di Buonconvento
  • Borgo medievale di Serre di Rapolano
  • Borgo di San Giovanni d’Asso
  • Abbazia di Monte Oliveto Maggiore – Asciano
  • Grancia di Montisi
  • Crete senesi e biancane
  • Terme di Rapolano Terme
  • Terme di Petriolo
  • Mostra del Tartufo

L’incanto della Siena medievale, il festoso Palio e la scoperta delle colline piene di borghi storici che emanano odore di vino sopraffino

PROVINCIA DI SIENA

Asciano
Buonconvento
Chiusdino
Monteroni d’Arbia
Monticiano
Murlo

Rapolano Terme
SIENA
Sovicille

crete senesi zona

Informazioni turistiche

Siena città
c/o Santa Maria della Scala – Piazza Duomo, 1
Tel. +39 0577 280551
[email protected]
Prenotazione servizi turistici:
[email protected]

Asciano
Via delle Fonti
Tel. +39 0577 718811
[email protected]

c/o Abbazia di Monte Oliveto Maggiore – Asciano
Tel. +39 0577 707262
[email protected] – [email protected]

Chiusdino
c/o Abbazia di San Galgano
Tel. +39 0577 756738
[email protected]

TERRITORIO

abbazia monte oliveto - Asciano - ToscanaAbbazia di Monte Oliveto Maggiore

La zona delle Terre di Siena è uno dei paesaggi più insoliti della Toscana. Al centro, su un rilievo ben visibile da lontano, sorge Siena, città d’arte d’eccellenza. Il territorio circostante è pieno di colline erose dagli eventi meteorologici di millenni, relativamente spoglie, ma dall’indiscusso fascino. In contrasto ci sono aree in cui cipressi e pini interrompono i rilievi argillosi, ma anche prati e radure in cui pascolano greggi di pecore dal cui latte si ricava un eccellente formaggio pecorino.

Oltre a Siena, molto ben conservata nella sua struttura medievale, in tutta la zona ci sono numerose testimonianze storiche del passato quali castelli, torri e abbazie che rendono la zona ancora più attraente e, per certi aspetti, surreale. Tra le località di maggior fascino i borghi di Serre di Rapolano e di Asciano, nel cui territorio c’è anche l’imponente Abbazia di Monte Oliveto Maggiore.

Ci sono varie strutture termali nel territorio, a Rapolano e a Petriolo. le acque calde e solforose sono un’ulteriore manifestazione della vicinanza di un antichissimo vulcano, l’ Amiata, che sorge nella parte più meridionale della provincia di Siena.

L’accessibilità in automobile alla zona è agevole utilizzando due arterie principali: il Raccordo Autostradale 3 (Superstrada Firenze-Siena) e la SS.2 (“Via Cassia”).

COSA VEDERE

Attrazioni in Terrre di Siena

Abbazia di San Galgano - Chiusdino

Attrazioni per comuni

Per conoscere di più sulle attrazioni e servizi offerti cliccare sul nome di ogni comune elencato.

monte-olivieto-maggioreASCIANO (SI) – cittadina rurale

Chiese: Pieve di Sant’Ippolito, Abbadia a Rofeno
Edifici storici: Castello di Leonina
Località: Chiusure (Abbazia di Monte Oliveto Maggiore)
Musei: Museo Civico e Archeologico e d’Arte Sacra
Sport: trekking escursionistico, mountain bike, equitazione

La parte occidentale e meridionale del territorio comunale è caratterizzata da un susseguirsi di biancane e calanchi – le “Crete Senesi” – che formano un suggestivo paesaggio. Il centro storico, di origini medievali, contiene pregevoli edifici. In località Chiusure c’è l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, un complesso monastico che è uno dei più importanti edifici religiosi della Toscana sia per l’aspetto storico che per l’elevato numero di opere d’arte conservate.


 buonconvento4BUONCONVENTO (SI) – borgo medievale e cittadina rurale

Castelli: Castelnuovo Tancredi, Castelrosi
Chiese: Chiesa dei Santi Patroni Pietro e Paolo, Oratorio di San Sebastiano
Edifici storici: Palazzo Pretorio
Musei: Museo di Arte Sacra, Museo della Mezzadria Senese
Sport: trekking escursionistico, mountain bike, equitazione

È un’attraente cittadina situata alla confluenza del fiume Arbia con il fiume Ombrone, che solca la vallata. Nel territorio ci sono vari edifici storici come castelli e chiese di origine medievale ma anche più recenti dimore in stile Liberty. Oltre all’opportunità di gustare l’eccellente cucina locale, tutta l’area permette di effettuare piacevoli escursioni e percorsi trekking data anche la vicinanza con le “Crete Senesi”.


spada galganoCHIUSDINO (SI) – cittadina storica

Chiese: Eremo di Montesiepi, Abbazia di San Galgano
Eventi: Festa di San Galgano
Sport: trekking escursionistico, mountain bike, equitazione

 

 


grancia di cuna1MONTERONI D’ARBIA (SI) – borgo medievale e cittadina rurale

Castelli: Castello di San Fabiano
Chiese: Pieve di San Giovanni Battista a Lucignano, Pieve di San Giovanni a Corsano
Edifici storici: Grancia di Cuna
Sport: trekking escursionistico, mountain bike, equitazione

La cittadina è situata tra le più belle colline della Toscana meridionale. Il borgo ha conservato l’atmosfera medievale che oggi ancora emana dalle piccole chiese e da altri edifici dell’epoca ben conservati. La campagna è punteggiata da vecchie fattorie, tradizionali case coloniche e antichi mulini. Di assoluto rilievo è la Grancia di Cuna, che assunse l’aspetto attuale nel XV° secolo, una delle fattorie fortificate meglio conservate di tutta l’Italia.


petrioloMONTICIANO (SI) – cittadina termale

Terme: Terme di Petriolo
Riserve naturali: Riserva di Merse, Riserva del Farma, Riserva di popolamento animale Tocchi
Sport:  trekking escursionistico, mountain bike, equitazione

 

 


museo archeologico antiquariumMURLO (SI) – borgo collinare

Musei: Museo archeologico Antiquarium di Poggio Civitate, Miniere di Murlo
Prodotti e artigianato: Vino Chianti Colli Senesi DOCG, riso, miele
Sport: trekking escursionistico, mountain bike, equitazione

 

 


rterme rapolanoRAPOLANO TERME (SI) – borgo medievale e centro termale

Castelli: Fortezza di Serre
Chiese: Chiesa dei Santi Lorenzo e Andrea, Chiesa di Santa Caterina
Edifici storici: Grancia di Serre
Musei: Museo dell’Antica Grancia
Terme: Antica Querciolaia, Terme di San Giovanni
Località: Serre di Rapolano
Eventi: Serremaggio
Sport: trekking escursionistico, mountain bike, equitazione

La cittadina deve la sua notorietà alle acque termali con ampie capacità terapeutiche al punto che dispone di ben due distinti e grandi stabilimenti: Querciolaia e San Giovanni. La cittadina è dominata dal rilievo dove è ubicato Serre di Rapolano, un tipico borgo medievale dove spiccano la fortezza, due notevoli chiese, e la fattoria fortificata Grancia di Serre (XIII° secolo), completata da un interessante museo. Serremaggio è una coinvolgente rievocazione storica della vita in epoca trecentesca.


serre rapolanoSERRE DI RAPOLANO (comune di Rapolano Terme) – borgo medievale

È arroccato su una collina che separa la valle del fiume Sentino da quella dell’Ombrone. L’abitato ha conservato l’aspetto medievale, parte della cinta muraria e le porte d’accesso. Nel borgo ci sono alcuni edifici di notevole interesse: la Fortezza, la Chiesa di Santa Caterina, la Chiesa di San Lorenzo e Andrea, la Cappella di Piazza, il Teatrino, la fattoria fortificata Grancia (XIII° secolo), completata da un interessante museo dedicato all’olivicoltura.

 

 


duomoSIENA città (SI) – città d’arte

Castelli: Fortezza Medicea
Chiese: Duomo di Siena, Battistero di San Giovanni, Basilica di Santa Maria dei Servi, Chiesa di San Domenico
Edifici storici: Ospedale di Santa Maria della Scala (Cappelle delle Donne, Sagrestia Vecchia, Sala del Pellegrinaio, Chiesa della Santissima Annunziata, Oratorio di Santa Caterin ), Palazzo Comunale e Torre del Mangia, Palazzo Chigi Saracini, Palazzo Salimberi
Monumenti: Piazza del Campo
Musei: Museo dell’Opera del Duomo, Museo Archeologico, Museo Civico, Museo Diocesano, Casa-santuario di Santa Caterina, Pinacoteca Nazionale
Eventi: Palio delle Contrade, Festa Barocco
Prodotti tipici: vino Chianti Classico
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione, pattinaggio


sovicille1SOVICILLE  (SI) – cittadina collinare

Chiese: Eremo di Lecceto
Palazzo: Villa Cetinale del Parco della Tebaide
Edifici storici: Ponte della Pia
Musei: Museo Etnografico del Bosco e della Mezzadria
Sport: trekking escursionistico, mountain bike, equitazione

Fortezza Medicea di Siena

fortezza mediceaZona: Terre di Siena
Comune: Siena
Tipo: fortificazione (XVI° secolo)

Conosciuta anche come Forte di Santa Barbara fu fatta costruire nel 1561 per ordine del duca di Firenze Cosimo I° Medici per scoraggiare qualsiasi tentativo di riconquistare l’indipendenza da parte Siena. La fortezza fu progettata dall’architetto Baldassarre Lanci e completata in due anni utilizzando quasi esclusivamente laterizi. Nel XVIII° secolo fu smilitarizzata e, dopo congrui lavori di restauro, nel 1937 la fortezza fu trasformata in giardino pubblico. La costruzione originale aveva una pianta ad L, ma successivamente fu trasformata in quadrilatero. Su ogni angolo sono collocati imponenti bastioni cuneiformi, su tre dei quali è affisso uno stemma mediceo in travertino, sovrastante una testa di leone. All’interno, lungo la sommità delle mura, sono stati ricavati ampi passaggi, contornati di alberi e panchine. Al centro, nella spianata, è stata collocata una struttura a forma di anfiteatro ottimizzata per spettacoli durante i mesi estivi.

Abbazia di San Galgano

abbazia san galganoZone: Terre di Siena
Comune: Chiusdino (SI) – località San Galgano
Tipo: abbazia cistercense (XII° secolo)
Indirizzo: Località San Galgano, 167
Tel.: +39 0577 756738
Orario: tutti giorni da aprile a ottobre 9.00-20.00, da novembre a marzo 9.30-17.30
Ingresso: €uro 2,00 intero, € 1,50 ridotto

Intorno al 1185 e per volontà del vescovo di Volterra, sul luogo dove San Galgano morì, fu edificata una cappella. Il vescovo successore, promosse invece la costruzione di un vero e proprio monastero. Sotto l’impulso di un primo nucleo monastico nel 1218 iniziarono i lavori di costruzione dell’abbazia, terminati nel 1288. Nel XIV° secolo la situazione iniziò a peggiorare: prima la carestia del 1328, poi la peste del 1348 che non risparmiò la comunità monastica. Nella seconda metà del XIV° secolo l’abbazia venne più volte saccheggiata durante eventi bellici. Tutte queste vicende portarono a una profonda crisi nella comunità monastica, tanto che, alla fine del secolo, si era ridotta a sole otto persone. Nel 1474 i monaci si trasferirono a Siena e, nel 1503, l’abbazia fu affidata ad un abate commendatario. L’amministrazione fu dissennata, al punto che, uno di loro, a metà del secolo, fece rimuovere e poi vendere la copertura in piombo del tetto. Da quel momento le strutture si deteriorarono rapidamente e, nella prima metà del XVIII° secolo, il complesso risultava ormai crollato in più parti.

Nel 1789, la chiesa fu definitivamente sconsacrata e abbandonata. I locali del monastero diventarono invece una fattoria e vennero parzialmente restaurati già nei primi decenni del XIX° secolo. Nel 1926 iniziò il restauro con metodo conservativo: si decise semplicemente di consolidare quanto rimaneva senza realizzare ricostruzioni arbitrarie o integrazioni. L’interno è quindi privo della copertura e del pavimento.

La chiesa rispetta perfettamente i canoni della abbazie cistercensi stabiliti dalla regola di San Bernardo: l’edificio ha pianta a croce latina e lo spazio interno è diviso longitudinalmente in tre navate di 16 campate di pilastri cruciformi. Di grande effetto scenico è l’abside, conclusa in alto da un grande oculo riccamente decorato.

Sulla fiancata destra è collocato il chiostro, attorno al quale ruotava tutta la vita dell’abbazia. La sagrestia è coperta da due grandi volte a crociera e in questa sala sono ancora visibili tracce degli affreschi originali. Dietro il cimitero e l’abside della chiesa si trovavano le infermerie dei laici, che erano separate soprattutto per motivi igienici. l resto del complesso non esiste più. Le zone accessibili alle visite sono la chiesa, la Sala Capitolare, lo scriptorium, i resti del chiostro e le aree esterne. Grazie all’eccellente acustica, durante i mesi estivi all’interno della chiesa vengono organizzati eventi e concerti musicali.

Eremo di Montesiepi

Eremo_MontesiepiZone: Terre di Siena
Comune: Chiusdino (SI) – località  San Galgano
Tipo: chiesa (XII° secolo)
Tel.: +39 0577 756700
Indirizzo: Strada Comunale di San Galgano
Orari: tutti i giorni dalle 9.00 al tramonto

Conosciuta anche come Cappella di San Galgano, è tradizionalmente il luogo dove Galgano Guidotti, poi onorato come San Galgano, si ritirò in eremitaggio fino alla morte. Intorno al 1185 e per volontà del vescovo di Volterra, in questo luogo fu edificata una cappella. Nel XIV° secolo la cappella fu ingrandita e vi fu annesso il campanile. Nonostante i restauri, avvenuti in epoche successive, ha conservato l’aspetto originale a forma di cilindro. Sulla facciata c’è un cornicione decorato con sculture antropomorfe con teste umane e zoomorfe, tutte risalenti all’epoca della costruzione. L’interno è molto suggestivo: in basso un basamento circolare in pietra mentre la copertura è una volta emisferica ad anelli concentrici in bicromia (c otto e travertino).

Al centro c’è la pietra nella quale è infissa la spada di San Galgano. A sinistra c’è una cappella a pianta rettangolare con volta a crociera, realizzata nel 1334 da Ambrogio Lorenzetti, che l’abbellì con un ciclo di affreschi. Sebbene deteriorati, di alcuni sono visibili anche le sinopie, recuperate durante i lavori di restauro. Sulla parete di fondo si trova la Maestà. In questa raffigurazione, in basso, c’è Eva. Sulle spalle della donna una pelle di capra (a simboleggiare la lussuria) mentre con una mano sorregge un fico (simbolo del peccato) e con l’altra mostra un cartiglio con l’affresco Galgano circondato da Santi e Angeli offre un modello della roccia dov’è infissa la spada e, nella parte inferiore, Veduta di città con figure alate.

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

monte olivieto maggioreZona: Terre di Siena
Tipo: complesso abbaziale
Indirizzo: località Monte Oliveto Maggiore
Tel: +39 0577 707611
Sito: www.monteolivetomaggiore.it
Email: [email protected]
Orari: 9.00-12.00 e 15.00-17.00
Ingresso: gratuito

È un complesso monastico sede della Congregazione Benedettina di Monte Oliveto. Situato all’interno di un bosco, è uno dei più importanti monumenti della Toscana sia per l’aspetto storico che per l’elevato numero di opere d’arte conservate. Al monastero si accede da un palazzo, tramite un ponte levatoio sovrastato da una massiccia torre quadrangolare dotata di barbacani e merlature. Sopra il grande arco d’ingresso si trova una terracotta smaltata, raffigurante la Madonna col Bambino circondata da due angeli, attribuita alla bottega Della Robbia.

Superato il palazzo si apre un suggestivo viale di cipressi, lungo il quale c’è l’orto botanico della vecchia farmacia e una peschiera risalente al 1533. Al termine del viale si trova il campanile, in stile romanico-gotico, e l’abside della chiesa. Il chiostro grande è a pianta rettangolare e venne realizzato tra il 1426 e il 1443. Al centro è collocata una statua marmorea di San Benedetto e, in un angolo, un pozzo costruito nel 1439. Le pareti delle quattro gallerie al piano terreno sono interamente decorate dagli affreschi Storie di San Benedetto, opere sia di Luca Signorelli che del Sodoma (Antonio Bazzi).

abbazia monte oliveto

La chiesa, a navata unica e a croce latina, ha un interno molto luminoso. Fu adattata allo stile barocco nel 1772 da Giovanni Antinori. Di particolare pregio è il coro ligneo intagliato e intarsiato, opera di  Giovanni da Verona realizzata nel 1503-1505. Altre opere di rilievo sono le tele di Jacopo Ligozzi: l’Assunta e la Natività di Maria (1598). Di pregio è anche la Sagrestia, il cui soffitto in legno intarsiato fu realizzato nel 1417. Nel refettorio, costituito da un unico grande ambiente coperto con volta a botte ribassata, ci sono affreschi del 1670 eseguiti da Paolo Novelli.

La sala della Biblioteca, edificata nel 1515, è un lungo ambiente diviso in tre navate. Dalla parete di fondo, tramite una doppia scalinata, si accede alla Farmacia che conserva, in vasi del XVII° secolo, una ricca collezione di erbe medicinali. Con il nome Definitorio si intende la Sala del Capitolo (1498), in cui è stato allestito un piccolo museo di arte sacra. Vi sono conservati alcuni dipinti quali Madonna col Bambino di Segna di Bonaventura, San Bernardino di Neroccio di Bartolomeo e l’affresco San Sebastiano e Madonna col Bambino di Vincenzo Tamagni.

Serre di Rapolano

serre rapolanoZona: Terre di Siena
Comune: Rapolano Terme (SI)
Tipo: villaggio medievale

Il villaggio di Serre di Rapolano è arroccato su una collina che separa la valle del fiume Sentino da quella dell’Ombrone. L’abitato ha conservato l’aspetto medievale, parte della cinta muraria e le porte d’accesso. Nel borgo ci sono alcune attrazioni da non perdere: la Fortezza, la Chiesa di San Lorenzo e Andrea, il Teatrino, la cappella in Piazza, la Chiesa di Santa Caterina, la Grancia e il Museo dell’Olio. Sin dall’antichità nella zona si estraeva una delle più pregiate varietà di travertino. Attualmente solo alcune cave continuano a fornire questo materiale.

Grancia di Cuna

grancia di cuna1Zona: Crete Senesi
Comune: Monteroni d’Arbia
Tipo: fattoria fortificata (XIV° secolo)

Si tratta di una delle maggiori e meglio conservate fortezze-fattorie di tutta la Toscana. In precedenza c’era uno spedale, destinato al ricovero e all’assistenza ai pellegrini e a quanti altri transitavano sulla vicina via Francigena. La fattoria fu edificata per iniziativa dallo Spedale di Santa Maria della Scala di Siena. All’inizio del XIV° secolo fu costruito il granaio, mentre la trasformazione in “grancia” (fattoria-fortezza) avvenne durante quello successivo. Principale compito della struttura era quello di raccogliere e conservare i prodotti agricoli prima del loro utilizzo, pur mantenendo la funzione di ricovero e ospedale. La costruzione ha conservato ancora gran parte delle strutture originali. Nell’anello di mura che conteneva il piccolo abitato è rimasta integra la porta principale. Il nucleo centrale della “grancia” è un complesso di forma quadrata, circondato da mura e con due torri d’angolo dotate di strutture difensive. Nel cortile interno, oltre alle abitazioni, c’è la piccola chiesa di SS. Jacopo e Cristoforo. La casa padronale risale al XVII° secolo.

Ponte della Pia

ponte piaZona: Terre di Siena
Comune: Sociville (SI) – località Rosia
Tipo: ponte medievale (XIII° secolo)

Fin dall’epoca romana un ponte attraversava il torrente Rosia, non lontano dall’omonimo abitato. Costituito da un’unica arcata, fu ricostruito nei primi anni del XIII° secolo per il solo passaggio pedonale. Era situato lungo la Via Massetana, che collegava Siena alla Maremma. Secondo la tradizione il nome del ponte deriverebbe dalla nobildonna senese Pia de’ Tolomei ingiustamente accusata di tradimento dal marito (invaghitosi di un’altra donna) che l’avrebbe fatta confinare in Maremma. Durante il triste cammino verso l’esilio la donna sarebbe transitata proprio su questo ponte. Una leggenda racconta che il fantasma di Pia de’ Tolomei appaia nelle notti di luna piena, completamente vestito di bianco, e che attraversi il ponte senza toccarlo….

Parchi e riserve

Nella Provincia di Siena ci sono 11 riserve naturali di elevato valore ambientale, naturalistico storico e culturale, dove vivono specie animali e vegetali rare e di interesse scientifico. Le riserve costituiscono un sistema di aree protette il cui scopo è quello di garantire e promuovere, in forma coordinata, la conservazione e la valorizzazione dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico-culturale e di quello naturalistico. Le principali riserve sono: Riserva naturale Basso Merse, Cornate e Fosini e Farma.

Informazioni per le visite

Gestione: Servizio Riserve Naturali
Via Delle Sperandie, 47 –  53100  – Siena (SI)
Tel. +39 0577 241416-14
Sito web: www.riservenaturali.provincia.siena.it

riserva merseRiserva Naturale dell’Alto e Basso Merse

Province: Siena, Grosseto
Comuni:
Chiusdino (SI), Monticiano (SI), Murlo (SI), Sovicille (SI) e Civitella Paganico (GR)
Superficie: 2.000 ettari

La Riserva racchiude nella sua metà meridionale il tratto del fiume Merse compreso tra le due anse che il corso d’acqua forma a nord-est di Monticiano e presso Brenna; la restante superficie protegge invece gran parte del bacino del torrente Ricausa, affluente di sinistra del Merse.


riserva farmaRiserva Naturale del Farma

Province: Siena, Grosseto
Comuni: Monticiano (SI) e Roccastrada (GR)
Superficie: 1.561 ettari

La Riserva Naturale del Farma, situata tra Monticiano e Roccastrada, comprende il tratto mediano della bellissima e selvaggia vallata in cui scorre il torrente Farma, principale affluente del fiume Merse, e l’alto corso del Lanzo, un lungo torrente che sfocia nell’Ombrone all’altezza di Paganico. È destinata al ripopolamento degli animali, in particolare del tipico cavallo maremmano. All’interno della riserva è situato il Castello del Belagaio dove è ubicato il centro visita.

Terme e Centri Benessere

Rapolano - Terme di San Giovanni

La scoperta, in località Campo Muri a Rapolano Terme (SI), dei resti di un grande complesso termale romano conferma l’utilizzo fin da quell’epoca. L’acqua, classificata solfurea-bicarbonato-calcica, sgorga a 39°C principalmente da due sorgenti, in corrispondenza delle quali sono ubicati gli attuali stabilimenti termali con annessi alberghi: Terme Antica Querciolaia, un complesso di fisionomia moderna, e Terme di San Giovanni, a suo tempo frequentate anche da Santa Caterina da Siena. La riscoperta di sorgenti con temperatura differenziata ha permesso di realizzare un sistema di piscine coperte e scoperte a temperatura variabile (dai 25°-26° ai 37°-39°C) utilizzate a seconda della stagione e del percorso terapeutico. I trattamenti sono particolarmente indicati per la cura dell’apparato respiratorio, locomotore, cardiovascolare e per le malattie della pelle e comprendono bagni, fanghi e inalazioni. Numerosi sono i pacchetti e i trattamenti estetici proposti: anti cellulite, dimagrante e benessere.

Indicazioni terapeutiche: malattie della pelle, dell’apparato locomotore, dell’apparato respiratorio.
Trattamenti: bagni terapeutici, fanghi, humage, idromassaggi, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, nebulizzazioni, piscina termale, politzer criooterapico, chinesiterapia, cosmesi, ginnastica respiratoria, vascolopatie periferiche, idrochinesioterapia, massaggi, medicina estetica, programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche.

Terme Antica Querciolaia

Terme antica querciolaiaZona: Terre di Siena
Tipo: stabilimento termale
Indirizzo: Via Trieste, 22 – Rapolano
Tel.: +39 0577 724091
Sito: www.termeaq.it

È un complesso termale di fisionomia moderna. La riscoperta di sorgenti con temperatura differenziata, di cui si era persa traccia, ha permesso di realizzare un sistema di piscine coperte e scoperte a temperatura variabile (dai 25°-26° ai 37°-39°C) utilizzabili a seconda della stagione e del percorso terapeutico più idoneo. I trattamenti sono particolarmente indicati per la cura dell’apparato respiratorio, locomotore, cardiovascolare e per le malattie della pelle. Il recente ampliamento, con aumento delle piscine coperte, delle aree comuni, dei servizi, rifacimento del parco attorno alle piscine esterne rendono il tutto ancora più godibile.

Terme di San Giovanni

terme san giovanniZona: Terre di Siena
Tipo: stabilimento termale
Indirizzo: Via Terme di San Giovanni, 52 – Rapolano
Tel.: +39 0577 724030
Email: [email protected]
Sito: www.termesangiovanni.it

La tradizione vuole che, a suo tempo, siano state frequentate anche da Santa Caterina da Siena. La struttura è costituita da un albergo e vari servizi, tra cui una piscina termale, un centro benessere ed estetica e un campo da tennis. Per massimo confort degli ospiti sono stati costruiti un caffè relax, piscine a diversa gradazione, piscine riabilitative e una palestra. Lo stabilimento sfrutta una sorgente di acqua sulfurea-carbonica che sgorga alla temperatura di 39°C, indicata per le malattie della pelle, del complesso ossa-muscoli-articolazioni e dell’apparato respiratorio. All’interno si eseguono inoltre vari tipi di trattamenti: massaggi classici e derivati dalle discipline orientali, manicure e pedicure, fanghi, idro-massaggi e bagni sulfurei. Acquafitness e attività fisica con un personal trainer sono a disposizione della clientela per rendere completo il benessere del proprio corpo.

Terme di Petriolo

Terme di PetrioloZona: Terre di Siena
Comune: Monticiano (SI) – località Bagni di Petriolo
Tipo: sorgente termale

Le sorgenti erano già conosciute fin dall’epoca romana, tanto da essere citate in un’orazione di Cicerone. In epoca rinascimentale, e più precisamente all’inizio del XV° secolo, fu costruito il primo complesso termale. Di questa struttura, dall’aspetto fortificato, sono rimaste alcune porzioni in pietra, mura e loggiato. Proprio durante il Rinascimento, le terme assunsero un notevole prestigio, tanto che vi si recarono alcuni esponenti della famiglia Medici e anche papa Pio II°.

Le acque sgorgano a una temperatura di +43°C, lungo un tratto del fiume Farma circondato da boschi, e sono caratterizzate dalla presenza di idrogeno solforato e anidride carbonica libera. È possibile bagnarsi nelle vasche naturali, all’aria aperta, alimentate direttamente dalle sorgenti. In alternativa c’è lo stabilimento “Terme di Petriolo”, recentemente ristrutturato e rinnovato, dotato di tutti i confort.

ARTE E MUSEI

Musei

Complessi museali

libreria duomo– Complesso religioso monumentale del Duomo di Siena con Cattedrale, Battistero, cripta, oratorio di San Bernardino e Museo dell’opera del Duomo

Museo di Santa Maria della Scala di Siena, grande ospedale del XIV° secolo con museo d’arte, museo archeologico etrusco-romano, il Tesoro Bizantino (gruppo di reliquie in oro e pietre preziose)

Pinacoteca Nazionale di Siena, nota per la racconta di dipinti “fondi oro” del XIV° e XV° secolo ubicata all’interno del Palazzo Chigi-Saracini

Luoghi di Santa Caterina di Siena, patrona d’Italia – la casa-santuario, le reliquie, i luoghi di assistenza ai malati

 

 

ospedale santa maria della scala– Ospedale-presidio dei Cavalieri Templari

Museo delle Biccherne, collezione unica del genere

Parco delle Sculture del Chianti (località Pievasciata – Siena)

Abbazia di San Galgano (Chiusdino) e la spada nella roccia, nell’ Eremo di Montesiepi, spada che secondo la leggenda fu conficcata nella roccia da Galgano Guidotti

Museo di Arte Sacra della Cattedrale di Santa Maria Assunta a Siena

museo opera duomo1Zona: Senese
Tipo:
museo arte sacra

Il museo è ubicato accanto alla cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo), all’interno dell’edificio costruito dove ci sarebbe dovuta invece essere la navata destra del “Duomo Nuovo”. Era il progetto di ampliamento del XIV° secolo mai portato a termine. La raccolta è costituita da opere provenienti dal Duomo, tra le quali spicca gran parte della produzione artistica di Duccio di Buoninsegna, con il capolavoro della Maestà. L’ingresso al museo è preceduto da un salone con frammenti architettonici e sculture provenienti sia dall’esterno (facciata, pareti laterali) che dall’interno del Duomo. Nella prima sala sono esposti gli altorilievi Annunciazione, Fuga in Egitto e Adorazione dei Magi, risalenti alla fine del XIII° secolo, Madonna del Perdono di Donatello, Madonna con Bambino, San Girolamo e il cardinale Antonio Casini in ginocchio di Jacopo della Quercia e dieci statue realizzate da Giovanni Pisano per la facciata della cattedrale (anni 1284-1296): Mosè, Maria di Mosè, Simeone, una sibilla, Isaia, Balam, David, Abacuc, Platone, Salomone.

Sulla parete di fondo è stata collocata la grande vetrata policroma realizzata nel 1287-1288 e dedicata alla  Vergine Assunta, disegnata da Duccio di Buoninsegna, originariamente situata nell’abside del Duomo. Si tratta della più antica vetrata istoriata di manifattura italiana. Un’intera sala è dedicata a Duccio di Buoninsegna, le cui opere portarono alla ribalta la pittura senese. Vi campeggia il capolavoro Maestà del Duomo di Siena, originariamente collocato sopra l’altare maggiore della cattedrale. Nella sala è esposto un altro capolavoro, Natività della Vergine (1342) di Pietro Lorenzetti; infine la Madonna di Crevole, opera giovanile di Duccio. Nella Sala del Tesoro si conservano gli oggetti più preziosi. Solo per citare i più significativi: il Reliquiario di San Galgano, in argento dorato, sbalzato, filigranato e decorato da smalti (fine XIII° secolo), la Corona di San Galgano con smalti, il Reliquiario di San Clemente, in bronzo dorato e con applicazioni in cristallo di rocca (XVII° secolo), il Reliquiario del braccio del Battista, di Francesco d’Antonio (1466), i busti lignei policromi dei santi Crescenzio, Vittore e Savino, capolavori di Francesco di Valdambrino (1409).

museo opera duomo

Al secondo piano si trova la Sala della Madonna dagli Occhi Grossi: prende il nome da una tavola del 1260 del Maestro di Tressa. Qui si trovano alcune opere di Sano di Pietro, quali Predicazione di San Bernardino in piazza del Campo e Predicazione di San Bernardino in piazza San Francesco (1440-1450). Entrambi sono di particolare importanza perché raffigurano vivamente gli edifici, gli abbigliamenti e la vita dell’epoca a Siena. Vi sono inoltre opere di altri artisti importanti come Ambrogio Lorenzetti, Domenico Beccafumi, Matteo di Giovanni, Luca Giordano e Sassetta. Nel museo sono infine esposti paramenti sacri di epoca compresa tra il XVI° ed il XIX° secolo.

Pinacoteca Nazionale di Siena

pinacoteca nazionaleZona: Senese
Tipo: museo di arte
Indirizzo: Via San Pietro

La pinacoteca, ubicata nel Palazzo Brigidi (XV° secolo) e nel Palazzo Buonsignori (XIV° secolo), è costituita da una fondamentale  raccolta di opere d’arte che documenta essenzialmente l’evoluzione della pittura senese dal XII° al XVIII° secolo. Le prime sale custodiscono pitture eseguite tra il XII° ed il XIII° secolo. Il dossale Trasfigurazione, Entrata in Gerusalemme e Resurrezione di Lazzaro di Guido da Siena è un’opera rara per qualità e stato di conservazione. A Guido di Graziano (XII° secolo) è attribuito il San Francesco con storie della sua vita ed il paliotto San Pietro in trono e sei storie della sua vita. Nelle sale successive ci sono opere di Duccio di Buoninsegna e dei suoi allievi, tra cui spiccano la Madonna col Bambino, del Maestro di Badia a Isola, e la Crocifissione con San Francesco, di Ugolino di Nerio.

Ci sono quindi alcune sale dedicate a Simone Martini ed ai suoi allievi dove primeggiano la splendida Pala del Beato Agostino Novello (1330), la giovanile Madonna di Vertine e la Madonna di Lucignano d’Arbia. Di Pietro Lorenzetti sono esposti quattro eccezionali capolavori: Pala del Carmine (1327-1329), il Trittico dei Santi Bartolomeo, Cecilia e Giovanni Battista, il Polittico di San Giusto e la tavoletta della Crocifissione. Quindi opere di molti altri nomi di rilievo – pittori e scultori – che hanno reso celebre l’arte senese: il Sodoma,  Domenico Beccafumi, il Sassetta, Giovanni di Paolo, Sano di Pietro. La pinacoteca include anche importanti opere provenienti dalla collezione Spannocchi-Piccolomini. Solo per citare alcune di maggior rilievo: un San Girolamo di Albrecht Dürer, una Natività di Lorenzo Lotto, una Torre di Babele di scuola fiamminga (XVI° secolo), il Ratto di Europa del Padovanino, l’Alba, il Giorno, il Tramonto e la Notte di Johann König.

Museo delle Tavolette di Biccherna a Siena

museo tavolette1Zona: Senese
Tipo: museo storico
Indirizzo: Via Rinaldini

All’interno dell’Archivio di Stato sono conservati documenti del periodo compreso tra l’anno 736 d.C. ed i giorni nostri, più di 60.000 tra pergamene, delibere, carteggi artistici ed atti dell’amministrazione finanziaria della Repubblica di Siena e dei periodi successivi. Alcuni dei documenti più importanti sono esposti al pubblico. Tra gli altri il testamento di Giovanni Boccaccio e le lettere dei pittori Sodoma e Jacopo della Quercia. Numerosi sono poi i documenti che parlano della storia della città, dei santi, delle attività commerciali, del Palio, degli assedi. Infine gli statuti, i più famosi dei quali sono il Caleffo dell’Assunta e lo Statuto di Mercanzia. L’archivio conserva anche una raccolta delle Tavolette di Biccherna. Si tratta delle copertine lignee di libri contabili delle amministrazioni finanziarie delle magistrature della Biccherna e della Gabella, spesso dipinte da artisti senesi tra il 1258 ed il 1682. Alcune di queste davvero insolite opere pittoriche sono opera di Ambrogio Lorenzetti, Giovanni di Paolo, Taddeo di Bartolo, Lorenzo di Pietro (detto “Il Vecchietta”), Sano di Pietro, Francesco di Giorgio, Guidoccio Cozzarelli e Domenico Beccafumi.

Museo Diocesano di Siena

museo diocesanoZona: Senese
Tipo: museo arte sacra

Il museo, allestito all’interno dell’Oratorio della Compagnia di San Bernardino, contiene una panoramica della pittura senese tra il XIV° e il XVII° secolo. L’edificio ha una facciata a capanna in mattoni, abbellita da un portale in travertino datato 1574. La costruzione è strutturata su due livelli: quello superiore ha il soffitto a cassettoni, decorato da teste con cherubini, e le pareti in legno con decorazioni a stucco di Ventura Turapilli (1496). Tra i pilastri di sostegno c’è l’importante ciclo di affreschi Storie della Vergine, realizzato tra il 1518 e il 1532 da tre validissimi artisti. Per la precisione si tratta di: San Ludovico, Presentazione di Maria al Tempio, Vergine annunciata, Sant’Antonio da Padova, Visitazione, Assunzione della Vergine, San Francesco d’Assisi, Incoronazione della Vergine, tutte opere di Sodoma (1532); Natività della Vergine, San Bernardino, Arcangelo Gabriele, di Girolamo del Pacchia; Sposalizio della Vergine, Madonna in gloria e santi, Transito di Maria di Domenico Beccafumi (1518). Nel livello inferiore dell’oratorio ci sono decorazioni del XVII° secolo, eseguite da Ventura Salimbeni, Rutilio Manetti ed altri ancora. Nelle nicchie si trovano le due sculture in terracotta bianca San Bernardino e Santa Caterina, del XVI° secolo. Nel museo sono presenti anche opere di altri eccellenti artisti quali Pietro Lorenzetti, Ambrogio Lorenzetti, Lorenzo di Pietro (detto “Il Vecchietta”), Rutilio Manetti, Bernardino Mei ed altri ancora.

Museo Civico di Siena

museo civicoZona: Senese
Tipo: museo di arte
Indirizzo: Piazza del Campo

Il museo è situato al primo piano del Palazzo Comunale ed espone numerosi dipinti e sculture, tutti capolavori dell’arte senese dal XIV° al XIX° secolo. In una delle prime quattro sale, denominata “della Quadreria”, spicca la sinopia della Madonna col Bambino e santi del Sodoma (1537-1539). Nella sala denominata “del Risorgimento” sono collocati affreschi e sculture del XIX° secolo. Tra queste ultime sono di particolare rilievo le opere di Enea Becheroni, Giovanni Duprè, Emilio Gallori, Arnoldo Prunai, Tito Sarrocchi e altri ancora. Nella sala denominata “della Balia” ci sono gli affreschi le Sedici Virtù di Martino di Bartolomeo (1408) ed il ciclo Vita di papa Alessandro III di Spinello Aretino (1407). Nella “sala dei Cardinali” sono stati collocati affreschi che ornavano altri ambienti del palazzo: Santi Caterina d’Alessandria, Giovanni e Agostino con un devoto, attribuiti ad Ambrogio Lorenzetti.

In una vetrina sono conservati alcuni cimeli dell’antica vita del comune, tra cui cofanetti intagliati ed intarsiati, capsule per le votazioni. Alla “sala del Concistoro”, dove si riunivano i governanti della Repubblica di Siena, si accede attraversando un pregiato portale marmoreo di Bernardo Rosselino (1448). Nella sala si trovano gli affreschi allegorici di Domenico Beccafumi Virtù pubbliche e la loro pratica nell’antichità (1529); sopra la porta il Giudizio di Salomone, di Luca Giordano. Anche gli ambienti di passaggio che precedono la Cappella del Palazzo, contengono opere d’arte: nel Vestibolo l’affresco Madonna con bambino di Ambrogio Lorenzetti (1340). La cosiddetta Anticappella fu affrescata da Taddeo di Bartolo (1415 circa) con temi mitologici e di storia romana. In una vetrina sono esposte opere di alta oreficeria, quali la Rosa d’oro di Pio II°, capolavoro eseguito da Simone da Firenze (1462). Nella Cappella del Palazzo si trovano affreschi raffiguranti Vita della Vergine, Santi, Evangelisti, Profeti e Virtù di Taddeo di Bartolo (1415 circa). Inoltre  l’organo a canne, opera di Giovanni di Antonio, detto il Piffaro, costruito nel 1519, che ha conservato la cassa riccamente intagliata e la meccanica originale.

luseo civico1La sala più grande e più famosa è la “Sala del Mappamondo”, detta anche “Sala del Consiglio”, dove si trovano due grandi ed importanti affreschi: la Maestà, certamente l’opera di maggior pregio di Simone Martini (1312-1315), e Guidoriccio da Fogliano all’assedio di Montemassi (1330), anch’essa a lui attribuita. Quindi altre opere di rilievo di artisti senesi. Nell’adiacente “Sala dei Nove” c’è l’altrettanto celebre affresco di  Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buono e del Cattivo Governo (1338-1339).

Museo Archeologico Nazionale di Siena

museo archeologicoZona: Senese
Tipo: museo archeologico
Indirizzo: Piazza del Duomo, 2

Il museo è stato allestito nel sottosuolo del complesso ospedaliero di Santa Maria della Scala, in locali un tempo adibiti a depositi, magazzini ed altro ancora, recuperati ed adeguatamente ristrutturati. Tali spazi sono, di per sé, già abbastanza suggestivi, soprattutto i corridoi sotterranei di epoca medievale. Il museo custodisce reperti archeologici e materiali provenienti dagli scavi nelle zone di Siena e di Chiusi, i più antichi dei quali risalgono all’Età del Bronzo. Tra gli oggetti più pregiati ci sono esemplari di ceramica etrusca a figure rosse, tra i quali un grande cratere con la Morte di Egisto. Inoltre elementi di decorazioni architettoniche in terracotta, sarcofagi di epoca romana, urne di alabastro e corredi funebri.

Museo di Arte Sacra della Val d'Arbia

museo arte sacraZona: Crete Senesi
Tipo:
museo di arte sacra
Indirizzo:
Palazzo Ricci Soccini – Via Soccini, 18
Tel.:
+39 0577 807190
Sito:
www.museisenesi.org
Email:
[email protected]
Orari:
estivo da martedì a domenica 10.00-13.00 e 15.00-18.00; invernale sabato e domenica 10.00-13.00 e 15.00-17.00

Ha sede nel Palazzo Ricci Socini, edificio con singolare architettura e decorazione stile Liberty. Il museo raccoglie opere provenienti dalle chiese della Valle dell’Arbia. Vi sono quindi importanti lavori dei principali artisti senesi quali Duccio di Buoninsegna, Pietro Lorenzetti, Luca di Tommè, Andrea di Bartolo, Matteo di Giovanni, Alessandro Caslani, Salimbeni e altri. Sono inoltre esposte opere di oreficeria, quali turiboli e reliquiari, e arredi lignei.

Siti archeologici

Poggio Civitate

poggio civitateZona: Val di Merse
Comune: Murlo
Tipo: sito archeologico etrusco

Confermando la loro predilezione per i luoghi elevati, gli Etruschi occuparono la sommità di un ampio pianoro, attualmente circondato da boschi. I lavori di scavo hanno riportato alla luce un insediamento risalente al V° secolo a.C. Nella fattispecie si tratta di un palazzo adibito a magazzino che fu abbandonato nel 525 a.C. a seguito di un incendio. L’edificio fu ricostruito ma, stavolta, di dimensioni molto più grandi. All’esterno del palazzo è stata poi individuata una costruzione adibita a cantiere-laboratorio, dove vari artigiani lavoravano la ceramica, l’oro, l’avorio, l’osso e il bronzo. Forni di riduzione sono stati rinvenuti nelle vicinanze.

Malignano

malignanoZona: Terre di Siena
Comune: Sociville (SI) – località Rosia
Tipo: sito archeologico (VIII°-IV° secolo a.C.)

È ubicata nei pressi della località Rosia e contiene tracce di insediamenti dell’Età del Ferro, dall’VIII° al IV° secolo a.C. La necropoli è composta da tombe a camera e a pozzetto scavate nella roccia calcarea. Vi sono stati rinvenuti corredi di ceramiche e monete risalenti al III° secolo a.C. Altre necropoli della zona sono ubicate nelle località di Orgia, Grotti, Toiano.

COSA FARE

Eventi

Palio di Siena

Palio delle Contrade a Siena

palio3Tipo: sportivo folcloristico
Comune: Siena
Periodo: 2 luglio e 16 agosto

La Piazza del Campo è divenuta celebre anche perché vi si svolge il Palio delle Contrade, una delle manifestazioni storiche più famose e seguite in tutto il mondo. La competizione vera e propria è preceduta da una serie di eventi pittoreschi e da un lungo corteo storico. Si tratta di una gara tra cavalli, ciascuno in rappresentanza delle 17 storiche contrade in cui è suddivisa la città. Le contrade sono: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre, Valdimontone. I cavalli sono montati “a pelo”, ossia senza sella dai fantini. La competizione consiste in tre giri sulla pista che viene allestita nella piazza: l’anello esterno, pavimentato con lastre di pietra serena, viene cosparso con uno strato di polvere di tufo, accorgimento che permette ai cavalli di galoppare alla massima velocità possibile. Ma le cadute dei cavalli non sono infrequenti, soprattutto in corrispondenza delle curve (una delle più critiche è la “curva di San Martino”).

La corsa è breve ma sfrenata, spesso caratterizzata anche da veri duelli tra fantini, che non risparmiano inganni ed astuzie per mettere in difficoltà i rivali. Va sottolineato che è il cavallo che rappresenta la contrada il vero protagonista e non il fantino. È l’animale che determina la vittoria e consente alla contrada vincitrice di aggiudicarsi il “cencio” (Palio), un drappo dipinto da un artista. Il fantino, anche se acclamato, è considerato più il “conduttore” del cavallo che il vero protagonista. Tale è la venerazione per gli animali che, nel comune di Radiconcoli (provincia di Siena), è stato istituito una sorta di “pensionato” per i cavalli che, per infortuni o per l’età, non possono più competere. Ma la devozione dei cittadini per questo animale va anche oltre: non viene mai dimenticato il nome di un solo cavallo che abbia partecipato alla corsa. Inoltre quelli risultati più vittoriosi vengono seppelliti in tombe dove i contradaioli possono rendere gli onori ai grandi protagonisti scomparsi.

ITINERARI

Percorsi

Gran tour della Val di Merse

Gran Tour di Merse

Itinerario consigliato ai cicloturisti più allenati, da pedalare in più giorni di puro piacere. I percorsi si distendono su una vasta area, penetra nel cuore della Montagnola Senese, arriva alle propaggini meridionali delle vallate dell’Elsa e del Cecina, fino alla valle dell’Ombrone. Gli itinerari che si snodano verso il bosco e il fiume Merse, offrendo spunti di valore antropologico, botanico, faunistico e paesaggistico. Lungo i percorsi tematici c’è la ricostruzione di ambienti tipici, quali seccatoi, fornaci o carbonaie, testimonianza della vita e del lavoro contadini. Altra peculiarità di questo grande itinerario è quella di svilupparsi interamente su viabilità secondaria, in pressoché totale assenza di traffico di veicoli. I percorsi possono essere fatti a piedi, a cavallo oppure in bicicletta.

PUNTO DI PARTENZA E ARRIVO: Sovicille (piazza Marconi)
STERRATO: 12 chilometri
LUNGHEZZA: 147 chilometri circa
DISLIVELLO: 4.500 metri circa
TIPI STRADA: misto
LIVELLO DI DIFFICOLTA’: difficile

Pieve di Pernina tour

romitorio villa cetinaleIl percorso, di interesse artistico e naturalistico, attraversa il bosco fino alla Pieve di San Giovanni Battista, per proseguire quindi verso il Romitorio di Cetinale e la Villa Cetinale.

 

TIPO percorso-storico naturalistico
ZONA Val di Merse
PARTENZA località Ancaiano
ARRIVO località Ancaiano
LUNGHEZZA 12 chilometri
TEMPO DI PERCORSO 3 ore
DIFFICOLTA media
ATTRAZIONI Pieve San Giovanni Battista, Romitorio di Cetinale, Villa Cetinale

La Montagnola - Percorso del Romanico

montagnola

Percorso di interesse paesaggistico, storico e artistico che penetra all’interno della Montagnola e offre notevoli scorci panoramici sulla città di Siena e l’Alta Valle del Merse. Partendo da Sovicille, il tracciato tocca Malignano e conduce a Rosia. Da qui prosegue verso il Ponte della Pia e raggiunge il borgo di Tonni, dove c’è una pieve romanica, per continuare poi verso le pievi di Molli e Pernina. Prima di rientrare a Sovicille passando da Ancaiano e dalla Pieve di Ponte allo Spino, si possono visitare le ville di Celsa e Cetinale.

 

TIPO percorso storico-naturalistico e per mountain bike
ZONA Terre di Siena
PARTENZA Sovicille
ARRIVO Sovicille
LUNGHEZZA 12 chilometri
TEMPO DI PERCORSO 3 ore
DIFFICOLTA facile
ATTRAZIONI Maligno, Rosia, Ponte della Pia, borgo di Tonni, Pieve di Pernina, Villa Celsa, Villa Cetinale

Monteroni d'Arbia

percorsoIl percorso, che si snoda su strade a fondo battuto, non presenta particolari difficoltà. Da Monteroni si imbocca la strada per Asciano e, dopo aver traversato il ponte sul fiume Arbia, si prosegue in direzione di San Fabiano. Si segue il fiume fino al castello e, da qui, ci si inoltra nella zona collinare. Il paesaggio cambia avvicinandosi ai morbidi crinali che scendono verso il torrente Biena. Superati i poderi Panìco e San Bartolomeo, si prosegue verso Casilea. Superato il podere San Giovanni si raggiunge, più in alto, Barbiano. Da questa posizione si gode la vista del monte Amiata verso sud e di Siena a nord ovest.

 

TIPO percorso storico e naturalistico (automobile, trekking, mountain bike, cavallo)
ZONA Terre di Siena
PARTENZA Monteroni d’Arbia
ARRIVO Babiano
LUNGHEZZA 18 chilometri
TEMPO DI PERCORSO 4 ore (a piedi) 2 ore (mountain bike)
DIFFICOLTA' facile
ATTRAZIONI San Fabiano, torrente Biena, Casilea, Barbiano, Ponzano, Ponzanello

Treno Natura

treno naturaInformazioni e prenotazioni: [email protected]
Programmazione:  www.trenonatura.terresiena.it
Tel: +39 0577 48003
Percorso: Siena, Asciano, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia, Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Buonconvento.

Il Treno Natura è un’iniziativa che consente di effettuare un percorso di un’intera giornata attraverso la Val d’Orcia in modo piuttosto insolito. La città di partenza è Siena ed il percorso attraversa, in sequenza, il territorio dei seguenti comuni: Siena, Asciano, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia, Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Buonconvento. A bordo di treni automotori degli anni ’50 oppure dentro vagoni trainati da una locomotiva a vapore si può godere il paesaggio della Val d’Orcia. È inoltre un’occasione unica per viaggiare su convogli ferroviari storici che utilizzano una linea ormai chiusa al traffico ordinario. È possibile compiere escursioni sui sentieri tra le varie stazioni predisposti dal CAI-Club Alpino Italiano, usufruire di carrozze a cavalli, visitare i principali monumenti, pranzare in ristoranti tipici, partecipare a feste paesane e ad attività ricreative. Il Treno Natura è adatto anche a chi vuole abbinare il viaggio ad attività quali trekking, escursioni in bicicletta, visita ai musei, degustazioni. L’iniziativa è sempre abbinata a un evento oppure a sagre e manifestazioni nei diversi comuni della provincia di Siena. Le località non servite dalla linea ferroviaria sono raggiungibili con autobus in coincidenza nelle stazioni.

Via Francigena

parco via francigenaIl territorio di Buonconvento e quello di Siena sono attraversati dalla Via Francigena, anche conosciuta come via Romea. A partire dall’VIII° secolo d.C. e fino a tutto il tardo Medio Evo fu la principale arteria di collegamento, di commercio e pellegrinaggio tra il Nord Europa e il Mediterraneo. Fu durante il Regno dei Longobardi che il tracciato acquistò una fisionomia più definita. Confermata in attività fin dal X° secolo, la Via Francigena fu minuziosamente descritta dal vescovo Sigerico durante il viaggio da Roma alla Gran Bretagna. Nell’anno 990 il religioso, che era arcivescovo di Canterbury, intraprese il ritorno e descrisse piuttosto accuratamente il viaggio in un diario. Successivamente il tracciato fu denominato “via Francigena di Monte Bardone”.

A partire dal 1994 la Via Francigena è stata dichiarata Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa assumendo una dignità sovranazionale. Dato il crescente numero di nuovi “pellegrini”, appassionati di trekking, della mountain bike e dell’equitazione, che hanno iniziato a percorrerla di nuovo è stata attivata una rete WiFi con hotspot dislocati in vari comuni. Lungo l’intero tracciato sono disponibili molte strutture ricettive convenzionate, agriturismi e B&B. Inoltre ogni tipo di ristorante e anche botteghe di artigianato artistico.

Per informazioni più dettagliate consultare:
– la pagina www.tuscanysweetlife.com/percorsi/francigena/ del sito Tuscany Sweet Life
– il sito www.viefrancigene.org/it/

Via Francigena

Toscana
Via di pellegrinaggio

CULTURA

Curiosità

La storia di San Galgano

cuoreSecondo la tradizione, attorno al 1150 a Chiudino nacque Galgano Guidotti. La giovinezza fu caratterizzata da violenze e dissolutezza. La conversione al cristianesimo fu dovuta a due apparizioni dell’Arcangelo Michele, che lo convinse ad abbandonare la vita secolare e a intraprendere quella religiosa. Galgano lasciò il borgo e si ritirò su un colle poco distante, Montesiepi, già visto durante la visione. Qui, in mancanza di legna per costruire un crocifisso, conficcò il suo spadone nel terreno roccioso trasformandolo in una croce.

In questo luogo visse da eremita per un anno, inizialmente cibandosi di erbe e radici e dormendo sulla nuda terra. Successivamente costruì un piccolo romitorio, dove morì nel 1181, meno di un anno dopo la sua conversione e l’ingresso nella vita monastica. La prima indagine conoscitiva delle virtù e dei miracoli di Galgano fu condotta dal vescovo di Volterra. Successivamente il vescovo Ildebrando Pannocchieschi ottenne l’apertura di un processo di canonizzazione da parte del papa Lucio III° e la nomina di tre commissari, con il compito di verificare la santità del giovane eremita.

Gli ultimi discendenti degli Etruschi

Il borgo di Murlo, che conta attualmente solamente 29 abitanti,  è terra di gente etrusca. Analisi genetiche effettuate sulla popolazione e un approfondito studio comparato sul DNA degli abitanti “autoctoni”, hanno confermato che questa gente discende direttamente dagli Etruschi. Interessanti sono risultati anche i confronti tra le fisionomie, che hanno evidenziato somiglianze incredibili tra i tratti somatici di alcuni abitanti con le statue e le pitture etrusche. C’è una spiegazione abbastanza probabile. Per secoli, il territorio è sì rimasto al di fuori dalle vie di comunicazione e dai commerci, ma ha evitato invasioni e assedi. Infatti, tutta l’area non ha subito mutazioni di rilievo e l’aspetto attuale è davvero un’immagine di altri tempi, pur conservando al suo interno tracce delle civiltà che si sono succedute.

Il triste destino di Pia de' Tolomei

Ponte della Pia - Sovicille

Il ponte medievale sul torrente Rosia, lungo la Via Massetana (collegava Siena alla Maremma), è da sempre legato alla figura della nobildonna senese Pia de’ Tolomei, ricordata da Dante Alighieri nel V° Canto del Purgatorio. La donna fu ingiustamente accusata di tradimento dal marito (invaghitosi di un’altra) e fu condannata al confino in Maremma. Qui, dopo un periodo di semi-prigionia sarebbe stata uccisa. Durante il triste cammino verso l’esilio la donna sarebbe transitata su questo ponte. Una leggenda racconta che il fantasma di Pia appaia nelle notti di luna piena, completamente vestito di bianco, e che attraversi il ponte senza toccarlo….

Filmografia

filmSiena è stata utilizzata per le riprese di vari film. Tra i più noti a livello internazionale:
Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli (1972)
Con gli occhi chiusi di Francesca Archibugi
Un té con Mussolini di Franco Zeffirelli (1999)
Agente 007-Quantum of Solace di Mark Forster (2008)
Decameron Pie-Non si assaggia… si morde! di David Leland,
The Last Victory di John Appel
Letters to Juliet di Gary Winick
Il Fantasma dell’Orto Botanico
Seconda serie televisiva I Medici – Lorenzo il Magnifico

 

 

nostalghiaLa suggestiva abbazia di San Galgano è stata utilizzata come scenario dei film Nostalghia di Andrej Tarkovskij (1983), Il paziente inglese di Anthony Minghella (1996), Paolo Barca, maestro elementare, praticamente nudista con Renato Pozzetto (1975); inoltre per la scena finale del film Il riposo del guerriero di Roger Vadim (1962).

GASTRONOMIA

Piatti tipici

Siena ha una secolare tradizione culinaria, forse dovuta alla prosperità nel periodo medievale e alla presenza di numerose osterie e punti di ospitalità lungo la via Francigena.

piciPici: grossi spaghetti fatti a mano, originari della Val d’Orcia e della Val di Chiana. Vengono conditi con sugo di carne o “all’aglione”, un condimento dove l’aglio primeggia.

 

 

RRibollita: il nome deriva dal fatto che, se riscaldata più volte dopo la prima cottura, il sapore migliora costantemente. È una zuppa di verdure e fagioli che viene adagiata su fette di pane raffermo agliato. L’ingrediente principale è il cavolo nero, che cresce durante la stagione più fredda.

 

 

arrosto mistoArrosto misto: è un  insieme di diverse carni che include salsicce, “costoleccio” (costata) di maiale, lombo di vitello o di manzo.

 

 

 

Dolci tipici: panforte, ricciarelli, cavallucci, tiramisù.

Prodotti tipici

olio extravergine d'oliva

Vino

vino1

Eccellente, in qualche caso sopraffina, è la qualità del vino in tutto il territorio della Provincia di Siena. Infatti sono tre i DOCG prodotti nelle Terre di Siena: Chianti Classico, Chianti Colli Senesi.

Olio

La coltivazione dell’olivo nella zona di Siena si perde nei secoli, ma la pianta è già visibile in alcuni dipinti del tardo Medioevo. L’olivicoltura si affermò all’inizio del XIX° secolo e si è ulteriormente accentuata nel periodo successivo. Le varietà più diffuse di olive sono Frantoio, Correggiolo, Moraiolo, Leccino. Il colore dell’olio delle Crete Senesi varia tra il verde e il giallo, ha odore fruttato e sapore con accenti amarognoli e leggermente piccanti. È consigliato per condire verdure crude, minestre o zuppe a base di legumi, piatti tipici quali la “ribollita” e la “panzanella” e per la preparazione di bruschette e crostoni. È altrettanto adatto a condire carni arrosto e in umido e anche per friggere.

Consorzio dell’Olio extravergine di oliva DOP “Terre di Siena”
Indirizzo: Strada delle Ropole, 15 – 53100 Taverne d’Arbia (SI)
Tel.: +39 0577 2800970
Email: [email protected]
Sito: www.terredisienadop.it

Formaggi

Il prodotto finale migliore è quello proviene dal latte crudo, non pastorizzato ma solo riscaldato a una temperatura intorno ai 40°. I formaggi vanno accompagnati con il tipico pane toscano non salato, miele, noci, marmellate, pepe e, immancabilmente, vino della zona.

formaggi

Pecorino toscano

Formaggio di solo latte di pecora lavorato a crudo con sostanza grassa minima del 26%. La crosta viene trattata con olio d’oliva, ma a volte anche con cenere, pomodoro o pepe. La stagionatura minima è di 60 giorni.

Pecorino di fossa

Ottenuto con la stessa procedura del pecorino toscano dal quale differisce solo per la stagionatura. Questa avviene in fosse, anche molto antiche, scavate nel terreno tufaceo. La stagionatura, che dura da agosto a novembre, attribuisce al formaggio un profumo unico e ne esalta il sapore piccante. La forma, dopo i mesi di stagionatura, deve essere irregolare, segno evidente dello schiacciamento che ha subito nella fossa dove i formaggi vengono calati, a strati, dopo essere stati inseriti in sacchetti di stoffa bianca.

Pecorino in foglia

Ha forme rotonde, con crosta leggermente rugosa di colore beige. Il sapore è intenso, con leggero sentore tannico e caratteristico odore di foglie che lo aromatizzano, usualmente di noce o di fico.

pecorino tartufoPecorino al tartufo

Prodotto con latte intero di pecora al quale viene aggiunta una consistente quantità di tartufo nero e bianchetto, in scaglie ben visibili anche dall’esterno. Salato, rigirato, lavato e oliato manualmente, è sottoposto a una stagionatura di almeno un mese.

Marzolino

Ha forma cilindrica e pezzature che variano da 1 a 2 chilogrammi. La pasta, di colore giallo paglierino, è morbida e dolce se il formaggio è fresco, piccante e friabile se è stato stagionato su assi di legno di abete.

Raveggiolo

È un formaggio bianco, molto tenero, con profumo di latte e sapore dolce.

Ricotta di pecora

La ricotta di pecora toscana ha forma tronco-conica, colore bianco latte, sapore dolce e delicato, consistenza cremosa e spugnosa.

Panforte - Ricciarelli

Il panforte è certamente una delle icone della gastronomia senese e di tutta la produzione dolciaria toscana. Le origini risalgono al Medio Evo: i primi accenni a tale specialità sono presenti in uno statuto risalente al 1280. La fama fu pienamente raggiunta all’inizio del XVI° secolo quale dolciume preferito dalle classi più abbienti e anche come regalo per occasioni importanti. La Via Francigena consentì al panforte di raggiungere località come Roma e la corte di Vienna. La ricetta del panforte bianco fu codificata nel 1879, quando il dolce fu dedicato all’allora regina d’Italia Margherita di Savoia in occasione della sua visita a Siena. Nel celebre volume di Pellegrino Artusi “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene” il panforte viene raccomandato per concludere il pranzo di Natale.

Nel XV° si diffuse a Siena il consumo del marzapane, dolce a base di pasta di mandorle e zucchero. Da questo dolce derivarono ben presto i “marzapanetti”, antenati degli attuali ricciarelli, apprezzati tra le classi più abbienti. La diffusione è confermata dagli scritti del Pievano Arlotto e da alcuni documenti del XVII° secolo. Il termine ricciarello compare per la prima volta in un’opera del 1814. La diffusione su larga scala è iniziata nei primi anni del secolo scorso. Il ricciarello è costituito da un impasto a base di pasta di mandorle, zucchero e albume d’uovo. Sagomato nella caratteristica forma a losanga, viene poi cotto in forno.

Comitato Promotore Panforte di Siena IGP

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire 

Le Macine di Stigliano

Sovicille (SI)
Elegante relais albergo 4 stelle immerso nella natura

Tenuta della Selva

Monteroni d’Arbia (SI)
Eleganti appartamenti in tenuta con produzione di olio d’oliva

San Lorenzo a Linari

Sovicille (SI)
Resort con spa

Agriturismo Il Ficareto

Sovicille (SI)
Fattoria didattica con cavalli e ristorante cucina toscana

Agriturismo Il Caggio

Sovicille (SI)
Appartamenti e ristorante

Agriturismo San Fabiano

Monteroni d’Arbia (SI)
Villa per gruppi ed eventi

Dove mangiare 

La Bottega di Stigliano

Sovicille (SI)
Cucina toscana a filiera corta

LA SOSTA DEL CAVALIERE

Sovicille – SI
Eccellente cucina senese

RISTORANTE CATENI

Sovicille (SI)
Cucina tipica senese

Shopping

Tenuta di Trecciano

Sovicille (SI)
Cantina vinicola

La Bottega di Stigliano

Indirizzo: Piazza Stigliano, 62 – località Stigliano – Sovicille (SI)
Tel.:+39 0577 345624 / +39 349 49158 / Nicola +39 340 5827873 / Stefano +39 349 1587065
Sito: www.valdimersegreen.com
Email: [email protected]
Orari: aperto tutti i giorni a pranzo e a cena orario 10.00 – 14.30 e 18.00 – 22.00 / Martedì chiuso
Servizi: cucina tipica senese, pranzo e cena, prodotti tipici, corsi di cucina, free wi-fi

Bottega di Stigliano è una cucina di filiera corta adatta a tutte le tasche e a tutte le occasioni; uno spazio di incontro per condividere esperienze e saperi, un punto vendita e gastronomia con i prodotti degli agricoltori locali;
La bottega di Stigliano è uno spazio innovativo dedicato all’alimentazione e all’agricoltura di qualità, un luogo multifunzionale dove acquistare i prodotti degli agricoltori locali, assaporare piatti a “Km 0” e partecipare ad iniziative culturali per approfondire il legame tra ciò che si mangia e l’ambiente in cui si vive. La sfida della bottega di Stigliano è la cucina con l’utilizzo di prodotti a filiera corta come proposta concreta di alimentazione locale e nuova imprenditorialità.

LA BOTTEGA

Qui troverai un ricco paniere della spesa nel rispetto delle stagioni e dell’ambiente: pasta, carne, verdure biologiche, formaggi, salumi di Cinta Senese, confetture, olio extravergine di oliva, vini e miele. I produttori della Bottega di Stigliano si impegnano a fornire dettagli sulle loro tecniche di produzione con la massima trasparenza ed onestà. Un sistema di colori e simboli presenti su ogni scaffale ti aiuterà a comprendere la provenienza e le caratteristiche di ogni prodotto in base alla tipologia di agricoltura adottata dall’azienda.

CORSI DI CUCINA ED ERBE AROMATICHE

Oltre al servizio di cucina di filiera corta della La Bottega di Stigliano organizza corsi di cucina, seminari su enogastronomia, degustazioni con i produttori locali. Nel piccolo orto aromatico utilizzato dalla cucina e curato dall’Associazione Erbandando è possibile imparare a riconoscere gli odori, i sapori e l’utilizzo delle piante coltivate e spontanee.

Inoltre, la bottega offre una sala attrezzata per seminari, dibatti e mostre e una sala lettura con pubblicazioni sul territorio, sui temi dell’agricoltura, del cibo e delle buone pratiche con giochi e libri per bambini. Infatti, ai bambini è riservata una saletta con giochi dove potranno anche mangiare in autonomia mentre i grandi sono a tavola nella vicina sala.

DOVE TROVARCI