Bucine, cosa vedere e fare

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Bucine, tra torri, castelli, pievi e vino Chianti DOCG

Bucine-StemmaLa cittadina di Bucine è situata lungo il percorso del torrente Ambra, nella zona più propriamente denominata Valdambra (Val d’Ambra). Inoltre, situata tra il Chianti e il Valdarno Aretino, e non lontana dalla Valdichiana, è ben posizionata rispetto a tre importanti città-capolugo: Firenze, Arezzo, Siena. Tra le attrazioni di maggior rilievo ci sono i resti di due fortilizi medievali: la Torre Galatrona, che domina tutta la zona, e Cennina. Nel territorio ci sono borghi ricchi di storia e architetture importanti, tra cui primeggiano Badia a Ruoti, Montebenichi e San Leonino. Il territorio di Bucine è costellato di vigneti ed oliveti che producono vino e olio di qualità eccellente. Proprio per il tipo di produzione agro-alimentare la cittadina è stata ammessa all’Associazione Nazionale Città del Vino e al movimento “Città Slow” (le città del buon vivere). Il territorio comunale vanta altre eccellenze gastronomiche perché produce frutta, verdura, carne bovina e suina, salumi, formaggi e miele, tutti di ottima qualità. Numerosi infine gli itinerari e i sentieri adatti alle escursioni a piedi, in mountain bike e a cavallo in mezzo a una natura rigogliosa e verdeggiante.

ZONA Valdambra , Valdarno superiore
TIPOCittà di campagna
COORDINATE 43°28′39″N 11°36′57″E
ALTITUDINE 249 metri s.l.m.
PRODOTTI vino, miele, frutta, verdura, salumi, formaggi, carne bovina e suina
SPORTTrekking escursionistico,  ciclismo, equitazione
CONFINICastelnuovo Berardenga (SI), Civitella in Val di Chiana (AR), Gaiole in Chianti (SI), Monte San Savino (AR), Montevarchi (AR), Pergine Valdarno (AR), Rapolano Terme (SI)


bucine mapInformazioni turisticheArezzo mappa

Comune di Bucine
piazza S. Pertini – 52021 Bucine (AR)
+39 055 991271
promozione@comune.bucine.ar.it
www.comune.bucine.ar.it

località Ambra
via B. Cellini, 2

COSA VEDERE

Fortificazioni

cennina_01Il castello di Cennina

Cennina

Zona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località Cennina
Tipo: castello (XII° secolo) e borgo

Il fortilizio ebbe grande importanza strategica nelle aspre contese, con vicende alterne, tra Arezzo, Firenze e Siena. Infatti la costruzione fu danneggiata e ricostruita più volte. Rimangono ancora i resti di una delle tante torri del castello e un tratto dell’imponente cinta muraria. Il restauro e l’ottimo stato di conservazione del borgo ne fanno uno dei più pittoreschi di tutto il territorio comunale. Da piazza della Cisterna si può salire fino alla chiesa di San Pietro lungo piccole strade fiancheggiate da tipiche casette in pietra e mattoni. Dal fortilizio c’è uno splendido panorama sulla vallata sottostante.

Torre di Galatrona

galatronaZona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località Galatrona
Tipo: fortificazione (XIII° secolo)
Tel: +39 339 6749080
Orari: nei mesi da aprile a ottobre sabato e domenica 15.00-19.00, domenica anche 10.00-12.00

Assieme a tracce della porta di accesso, questa torre di avvistamento, originariamente denominata Canestruna, è quanto rimane di uno dei più importanti castelli della Valdambra, ubicato in posizione strategica rispetto alla sottostante vallata e a una variante della Via Cassia. Per tutto il Medio Evo e fino alla fine del XIII° secolo fu al centro di contese tra Arezzo, Firenze, e Siena.

Da documenti risalenti ai primi anni del XV° secolo risulta che, all’epoca, il castello conteneva all’interno un villaggio fortificato, composto da una ventina di piccole abitazioni, occupate quasi esclusivamente da contadini e piccoli proprietari. Successivamente, nel XVI° secolo, tutta la Valdambra fu coinvolta nella definitiva guerra tra Firenze e Siena e Galatrona entrò definitivamente a far parte dei territori soggetti a Firenze. La torre è stata oggetto di restauro e riqualificazione ambientale e, attualmente, all’interno c’è un percorso tematico multimediale sulla storia dell’abitato e del castello.

Castelletto di Montebenichi

cenninnaZona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località Montebenichi
Tipo: edificio storico e struttura ricettiva
Indirizzo: piazza Gorizia, 19
Tel. +39 055 9910110
Email: info@castelletto.it
Sito: www.castelletto.it

Il caratteristico Castelletto è l’edificio che domina piazza Gorizia. Originariamente il cassero della fortezza, è stato ristrutturato con raffinate architetture neogotiche dal pittore Salvadore Malesci e con notevoli decorazioni sulla facciata. All’interno sono stati ricavati eleganti appartamenti per una vacanza indimenticabile. Nella struttura è possibile trascorrere alcuni giorni fuori dal tempo in alloggi dove vivevano gli abitanti del borgo. Particolarmente rilassante è il giardino dotato di piscina e un padiglione attrezzato a palestra.

Chiese

bucine (3)Interno della Pieve di San Giovanni Battista

Pieve di San Giovanni Battista

Zona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località Galatrona
Tipo: pieve romanica (X°-XVI° secolo)
Tel: +39 338 2879310
Orari: nei mesi da aprile a ottobre tutte le domeniche e giorni festivi 16.00-19.00; altri giorni solo su prenotazione e per gruppi (minimo 8 persone)

Di epoca paleocristiana, ma citata per la prima volta nel 963, la pieve è attualmente intitolata a San Giovanni Battista. La chiesa ebbe un ruolo importante in tutta la zona, fino a tutto il XIV° secolo. All’interno sono presenti tre opere in terracotta di notevole valore eseguite da Giovanni della Robbia tra il 1517 e il 1521: un fonte battesimale esagonale, un ciborio a forma di tempietto e una statua di San Giovanni Battista,.

Badia di San Pietro a Ruoti

pieve san pietro ruotiZona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località Badia a Ruoti
Tipo: chiesa (XI°-XVI° secolo)
Indirizzo: via Vicolo, 29
Tel: +39 339 2447023

Il complesso della Badia di Ruoti è costituito dalla chiesa, dalla cappella della Compagnia e dal convento con relativo chiostro interno (oggetto di trasformazioni nei secoli successivi). La chiesa è documentata fin dal 1076, quando aderì alla regola camaldolese. Il borgo fu teatro di numerose contese interne e guerre, con frequenti assedi e irruzioni, che danneggiarono duramente il complesso abbaziale. Le molte modifiche eseguite modificarono l’aspetto originale del complesso. I numerosi successivi restauri hanno recuperato l’aspetto originario di gran parte degli edifici.

La facciata della chiesa è preceduta da un protiro pensile risalente all’XI° secolo. La cupola è rivestita all’esterno da un alto tiburio ottagonale. L’interno, a croce latina, è a una sola navata conclusa da un’abside semicircolare. Oltre a frammenti di affreschi del XVI° secolo, c’è l’importante pala di Neri di Bicci raffigurante l’Incoronazione della Vergine tra Santi, eseguita nel 1472.

Badia di Santa Maria ad Agnano

Zona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località Agnano
Tipo: chiesa (X° secolo)

Fondata prima dell’anno Mille dalla famiglia nobiliare degli Ubertini, divenne un importante feudo ecclesiastico. Benedettina prima, camaldolese poi, vide avvicendarsi un vari priori e figure di primissimo piano tra cui il vescovo di Milano (e futuro santo) Carlo Borromeo. La chiesa, la canonica e la Chiesa della Compagnia sono quanto rimane di un più ampio complesso abbaziale, successivamente trasformato in abitazioni. La chiesa è un esempio di architettura romanica: costruita con pietra alberese ben allineata e squadrata che riflette lo stile spirituale e austero della congregazione camaldolese. All’interno c’è un pregevole crocifisso ligneo e un fonte battesimale su cui è visibile lo stemma camaldolese. Nella Chiesa della Compagnia c’è una pregevole Visitazione di Bernardino Santini (XVII° secolo).

Borghi storici nei dintorni di Bucine

bucine (5)La Torre di Galatrona

San Leolino

san leolinoZona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località San Leolino
Tipo: castello-borgo, pieve e museo di arte sacra
Sito: www.sanleolinodibucine.it

Circondato da oliveti e vigneti, il borgo di San Leolino è collocato sulla dorsale di una collina. All’interno delle mura del castello c’è una millenaria pieve, che attualmente ha l’aspetto conferito nel XVII° secolo. L’interno è ricco di opere d’arte, tra cui il fonte battesimale in alabastro degli inizi del secolo XVII°, il tabernacolo in pietra serena del secolo XVII° e numerosi dipinti del secolo XVII°, tra cui la tela della Madonna del Rosario di Salvi Castellucci, allievo di Pietro da Cortona. Inoltre un organo a canne del XVIII° secolo, unico del suo genere in tutta la Valdambra.

All’interno della pieve è stato allestito un percorso che comprende la tinaia, l’orciaia, il granaio e le due sale del Museo d’Arte Sacra. In quest’ultimo sono conservati paramenti sacri dal secolo XVI° in poi e numerosi arredi, calici, croci d’altare, candelieri, del secolo XIV° e oltre.

Montebenichi

cenninnaZona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località Montebenichi
Tipo: castello-borgo (XII° secolo)

Il castello ebbe origine da un insediamento longobardo, ma di questo rimangono solo alcuni tratti di cinta muraria e le vestigia di una torre. Teatro di scontri tra Firenze e Siena, nel 1478 il borgo fu saccheggiato e incendiato dalle milizie aragonesi di Carlo V°. Solo all’inizio del XVI° secolo iniziò la ricostruzione.

In posizione preminente c’è il Palazzo Stendardi, un tempo l’abitazione di Gregorio Stendardi, detto Goro da Montebenichi. Capitano di ventura al seguito di Giovanni dalle Bande Nere e poi al servizio di Francesco Ferrucci, fu fedele al punto tale da fare scudo con la propria persona nel tentativo di salvare il suo comandante nella battaglia di Gavinana. Altrettanto caratteristico è l’edificio che domina piazza Gorizia, il Castelletto. Originariamente il cassero della fortezza, è stato ristrutturato con raffinate architetture neogotiche dal pittore Salvadore Malesci e con notevoli decorazioni sulla facciata. Al di fuori del borgo c’è la Pieve di Santa Maria Assunta in Altaserra, un edificio di origine paleocristiana riedificato nel corso del XII° secolo. All’interno ci sono una fonte battesimale e un’acquasantiera in pietra scolpita, rispettivamente, del 1596 e del 1574.

Pogi - ponte romano

Zona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località Pogi
Tipo: ponte di origine romana

È una delle testimonianze storico-architettoniche più significative di tutta la Valdambra. Le fondamenta sono di sicura origine romana e sul ponte passava una variante della Via Cassia Adrianea, il maggior tracciato dell’epoca da Roma verso Firenze. Nel periodo medievale fu ricostruito e assunse l’aspetto attuale: profilo a schiena d’asino distribuito su cinque arcate.

Capannole

Zona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località Capannole
Tipo: villaggio di origine medievale

Dell’abitato si ha notizia fin dal Medioevo, ma i ritrovamenti archeologici fanno pensare ad una presenza umana già stabile in epoca romana: molti studiosi ritengono si trattasse della stazione denominata Umbro Flumen, citata nella Tabula Peutingeriana. Crocevia tra Arezzo, Siena e Firenze, divenne un punto strategico e non a caso vi fu eretta la Chiesa di San Quirico. Questa è stata oggetto molti interventi successivi che hanno complicato l’attendibilità della documentazione: l’unica navata è in stile neogotico e sull’altare maggiore c’è il dipinto del XVII° secolo Madonna in Gloria e Santi. Nel borgo è ancora visibile la cinta muraria che proteggeva il castello.

Levane

Zona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località Levane
Tipo: villaggio di origine medievale

Dal colle di Levane Alta si osserva un ampio panorama su parte del Valdarno Aretino. Notevole è la zona del Poggio di Monteleoni, sulla cui sommità è situato il Santuario di Santa Maria della Ginestra. I numerosi restauri hanno alterato la pianta e lo stile architettonico originari, lasciando però intatto un bellissimo affresco, datato XIII° secolo, Madonna con la Cintola. La vicina Villa Migliarina, risalente al 1826 e caratterizzata da architettura armonica e un grande parco, è diventata un complesso ricettivo che offre la possibilità di rivivere la Toscana di un tempo a stretto contatto con la coltivazione del vino.

Mercatale

Zona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località Mercatale
Tipo: villaggio di origine medievale

L’attuale villaggio è derivato della fusione di due comunità vicine, ma prettamente diverse: Santa Reparata a Mercatale e San Biagio alla Torre a Mercatale. Il piccolo borgo di Torre ha conservato molteplici elementi storici, lasciando inalterate le caratteristiche e la topografia del tipico insediamento medievale: dalla piccola e suggestiva chiesa di San Biagio si dirama l’area quadrangolare, sviluppatasi nel XII° secolo con gli insediamenti abitativi, che termina alla porta d’accesso del borgo.

Pietraviva

Zona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località Pietraviva
Tipo: villaggio di origine medievale

Il suggestivo borgo trae il nome dalla pietra serena, detta appunto “pietra viva”, su cui sorge la fortezza. Il piccolo abitato ha conservato l’impianto architettonico tipico dei borghi fortificati del periodo alto-medievale. Alle mura sono addossate numerose abitazioni e anche la chiesa dedicata a Santa Lucia. Questo era anche il nome del castello, successivamente abbandonato, posto sulla collina di fronte al borgo.

Rapale

Zona: Valdarno Aretino e Valdambra
Comune: Bucine (AR) – località Rapale
Tipo: villaggio di origine medievale

Sebbene i documenti più antichi risalgano al basso Medioevo, l’area di Rapale era abitata già in epoca romana e ritrovamenti archeologici dal villaggio lo confermano. Il borgo subì numerose incursioni, ma grazie alle solide mura seppe sempre resistere agli assalitori. La via d’accesso è una strada lastricata che permette di osservare l’aspetto tipico del castello medievale con tanto di torre campanaria. È uno dei punti più panoramici di tutto il territorio comunale.

COSA FARE

Eventi

Festival delle Regioni

Tipo: enogastronomia
Periodo: ultimo fine-settimana di maggio
Località: Bucine

È la più importante manifestazione enogastronomica e folcloristica del comune, tesa a promuovere il territorio e gli aspetti storici, culturali e agricoli. In particolare per sostenere la crescita del territorio e riaffermare usi e costumi locali. Numerosi stand gastronomici offrono piatti e bevande gustose provenienti da altre regioni d’Italia.

Sagra della polenta

sagra polentaTipo: enogastronomia
Periodo: terzo fine-settimana di settembre
Località: Bucine

Settembre è tradizionalmente il mese della “Festa del Perdono” in tutto il Valdarno e la Valdambra e Bucine unisce la ricorrenza a una sagra che esalta un piatto della tradizione rurale. Oltre a tutte le iniziative che accompagnano la celebrazione religiosa (musica, spettacoli e prodotti d’artigianato) un ampio stand è riservato alla polenta, condita con sugo di carne “alla vecchia maniera”.

Sagra del crostino

sagra crostinoTipo: enogastronomia
Periodo: prima settimana di giugno
Località: San Leolino

Questa tradizionale sagra si svolge da oltre cinquant’anni ed è l’occasione giusta per assaggiare il crostino toscano per eccellenza, denominato anche “crostino nero” per il colore bruno. La preparazione segue scrupolosamente la tradizione: i fegatini di pollo macinati con olio extra vergine di oliva diventano un impasto morbido che viene spalmato su fettine di pane bagnate nel brodo o leggermente arrostite.

Sagra della lumaca

Tipo: enogastronomia
Periodo: seconda settimana di settembre
Località: Ambra

Stand gastronomici con degustazione delle lumache al sugo, preparate secondo ricette segrete tramandate e custodite gelosamente. Piatto piuttosto insolito, le lumache erano apprezzate già in epoca romana e fanno attualmente parte dei piatti di cucina “povera” di origine rurale.

Sagra della trota

sagra trotaTipo: enogastronomia
Periodo: secondo fine settimana di maggio
Località: Bucine

È un evento tutto dedicato al saporito pesce d’acqua dolce, a ricordare l’antica e diffusa attività ittica della zona, in particolare quella nel fiume Ambra. La sagra è l’occasione per assaggiare la trota preparata con varie ricette e altri prodotti tipici del territorio.

ITINERARI

Percorsi

L’amministrazione municipale, in collaborazione con alcune associazione di promozione turistica, ha predisposto una serie di itinerari che permettono la scoperta di tutto il territorio comunale e di tutte le attrazioni contenute: borghi, edifici storici, luoghi di interesse, natura.

Via della ginestra

Itinerario: Perelli-Levane-Santa Maria della Ginestra-Perelli
Lunghezza: km. 7,5
Tempo di percorrenza: 2h30′
Dislivello: m. 253
Difficoltà: facile

Il percorso è caratterizzato da due edifici religiosi e un’area archeologica. L’origine della chiesa di Santa Maria della Ginestra sembra sia stata una vicina fonte d’acqua ritenuta miracolosa. Nei dintorni sono stati individuati reperti di epoca romana. Nella chiesa di San Martino a Levane c’è la tela Deposizione attribuita alla scuola del pittore Carracci (inizio XVII° secolo).

Terrazza sul Valdarno

Itinerario: Pogi-Isolana-Casa Stracca-Montozzi-Villa Migliarina-Iesolana-Pogi
Lunghezza: km. 15,2 (solo l’anello km. 9,5)
Tempo di percorrenza: 3h-4h30′
Dislivello: m. 408
Difficoltà: media

Il percorso si articola su Pogi e un paio di altri edifici notevoli, anche se di epoche diverse. Il ponte di Pogi, di origine romana, fu riadattato durante il Medio Evo. Dal castello di Montozzi, purtroppo danneggiato da varie vicende belliche, si gode un eccellente panorama. La villa-fattoria di Migliarina risale all’inizio del XIX° secolo.

Strada del vino

Itinerario: Mercatale Valdarno-Pieve di Galatrona-Torre di Galatrona-San Leolino-Tontenano-Mercatale Valdarno
Lunghezza: km. 10
Tempo di percorrenza: 3h
Dislivello: m. 477
Difficoltà: facile

Il percorso tocca due borghi di origine storica e si conclude in un’area vinicola. La Torre di Galatrona domina strategicamente tutta la zona circostante. Nella pieve di Galatrona sono visibili tre eccellenti opere di Giovanni Della Robbia. Il borgo di San Leolino è molto attraente per il castello, la pieve e il museo di arte sacra. Nella parte finale del percorso si costeggiano vigneti di Sangiovese.

Sentiero dei quattro borghi

Itinerario: Capannole-Castiglion Alberti-Badia Agnano-La Villa-Capannole Alto-Capannole
Lunghezza: km. 13
Tempo di percorrenza: 4h
Dislivello: m. 400
Difficoltà: media

Il percorso consente di visitare quattro borghi storici tutti di origine medievale, di cui Badia Agnano e Capannole sono i più notevoli. Nei pressi di quest’ultimo sono stati individuati i resti di una villa di epoca romana.

Via dei corbezzoli

Itinerario: San Martino-Podere Rota-Cennina-Duddova-San Martino
Lunghezza: km. 13
Tempo di percorrenza: 4h30′
Dislivello: m. 634
Difficoltà: media

Il percorso permette di visitare due borghi di origine medievale. Le residue torri del castello di Cennina mostrano le conseguenze delle contese tra Arezzo, Firenze e Siena. È possibile quindi visitare il mulino di Doccia, uno dei tanti che un tempo erano in funzione nella zona. Il nome del borghetto di Duddova sembra derivi da quello di un comandante militare degli Ostrogoti.

Vecchia strada dell'erica

Itinerario: Ambra-Poggio Castiglioni-San Pancrazio-Podere Asciana-Gavignano-Ambra
Lunghezza: km. 14
Tempo di percorrenza: 4h30′
Dislivello: m. 529
Difficoltà: media

L’abitato di Ambra mostra ancora qualche traccia dell’origine medievale. All’interno della Chiesa di Santa Maria c’è una Natività attribuita al pittore rinascimentale Michelangelo Vestrucci, nativo del Valdarno Superiore. Nei pressi di Poggio Castiglioni è stato individuato un insediamento etrusco di notevole estensione. A San Pancrazio è possibile visitare un museo-memoriale dedicato ad un feroce eccidio avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale.

Tra sacro e profano

Itinerario: Badia a Ruoti-Sogna-Rapale-Badia a Ruoti
Lunghezza: km. 9
Tempo di percorrenza: 3h
Dislivello: m. 484
Difficoltà: facile

L’itinerario è incentrato su tre attraenti borghi, tutti di origine medievale. Il percorso inizia da Badia a Ruoti dove la Chiesa di San Pietro contiene una pregevole pala dipinta da Neri di Bicci. Nel borgo di Sogna sono visibili tracce delle fortificazioni distrutte nel XV° secolo, nel corso della guerra tra Firenze e Siena. Il borgo di Rapale ha invece sopportato meglio gli eventi bellici e sono visibili una parte del castello e dell’antico villaggio. Nelle vicinanze sono stati rinvenuti numerosi reperti di epoca etrusca e romana.

Verso la sorgente

Itinerario: Santa Maria in Altaserra-Montebenichi-Molino della Macinaia-San Vincenti-Montebenichi-Santa Maria in Altaserra
Lunghezza: km. 12
Tempo di percorrenza: 4h
Dislivello: m. 534
Difficoltà: media

L’itinerario è incentrato su due borghi di origini medievali con altrettanti notevoli edifici religiosi. Il primo è la pieve di Santa Maria in Altaserra, costruita su un antico insediamento etrusco e poi romano. Successivamente si accede al borgo di Montebenichi per visitare alcuni edifici storici. Nei pressi dell’abitato è visibile una pianta di olivo di oltre 300 anni. Quindi il piccolo villaggio di San Vincenti, dove c’è un’attraente pieve millenaria.

CULTURA

Storia

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Il territorio è stato abitato fin da epoca preistorica, come indicano alcuni ritrovamenti antropologici e di fossili. Sono confermati, nei pressi di Ambra e di altre località, insediamenti etruschi mentre nel periodo romano fu essenzialmente un’area di transito. La Valdambra era molto probabilmente solcata dalla via consolare Cassia Adrianea e il ponte di origine romana in località Pogi ne sarebbe la conferma. Dopo il periodo delle incursioni barbariche, del regno dei Longobardi prima e dei Franchi dopo, i primi cenni di rinascita autonoma risalgono al X° secolo, quando furono fondate due importanti abbazie. Nel Medio Evo le vicende furono influenzate da alcune potenti famiglie che avevano possedimenti nelle colline che fiancheggiano il fiume Ambra. A partire dal XIII° secolo i conti Guidi di Modigliana ebbero la proprietà di tutti castelli, incluso Bucine, che dal 1208 vennero organizzati con lo Statuto della Val d’Ambra e, nel 1225, posti sotto la protezione di Arezzo. Verso il 1325, la famiglia aretina dei Tarlati si impadronì con la forza di Bucine, ancora proprietà dei Guidi. Gli interessi di questi feudatari si scontrarono inevitabilmente con la politica espansionistica di Firenze e, a partire dal 1335, il territorio attorno al borgo e quelli già sotto controllo fiorentino furono inclusi nei possedimenti della città e poi organizzati in podesteria. Nel 1645 il granduca Fernando II° Medici trasformò Bucine in feudo, con titolo di marchesato, rimasto inalterato fino all’Unità d’Italia.

Curiosità

Il mago Nepo

Nepo fu un mago e guaritore che, pur tacciato di stregoneria e di plagio da autorità religiose, ebbe molto seguito a metà del XV° secolo. Attorno al 1460 si stabilì nei pressi di Galatrona e alcuni esponenti della famiglia Medici continuarono a frequentarlo. Fu infatti il medico personale di Giovanni, figlio di Cosimo il Vecchio, e poi al servizio di Lorenzo il Magnifico. Anche se molti aspetti della vita restano in ombra, riuscì ad evitare l’implacabile Inquisizione per la protezione offerta dalla Signoria di Firenze. Scrittori cinquecenteschi lo descrivono come un operatore di magia naturale.
Per diverse generazioni la sua discendenza maschile operò in posizione preminente nel campo delle terapie naturali e a contrasto di malefici. Favoriti senz’altro dalla fama del progenitore, i discendenti proseguirono per almeno due secoli l’attività medica in Valdambra, operando quindi anche per una clientela in altre parti della Toscana.

Un amore di Ugo Foscolo

“…e pensa che nessuna donna può amarti mai con tanta lealtà, sincerità e fierezza quanto la tua Quirina”.

Sono le parole di una delle tante lettere che Quirina Mocenni Magiotti spedite da San Leolino e dirette al poeta Ugo Foscolo tra il 1812 e il 1821.

Nel 1801 Quirina aveva sposato il nobile di provincia Ferdinando Magiotti, descritto senza mezzi termini “un povero infelice, scemo dalla nascita, ma ricco”. Visse con il marito tra Firenze e Montevarchi e, nell’autunno 1812, conobbe Ugo Foscolo. Tra i due iniziò un’intensa storia d’amore che durò comunque un paio di settimane. Difficile dire se il poeta si innamorò davvero o fu solo un capriccio. Oppure mero interesse dato che, per salvarlo dagli strozzini, quella che lui definiva nelle corrispondenze “donna gentile” gli fece un prestito piuttosto consistente per l’epoca (80 zecchini), mai restituiti. Dopo la partenza di Foscolo da Firenze, i due non s’incontrarono più ma continuarono una fitta relazione epistolare che trasformò l’amore in amicizia (nonostante un “ritorno di fiamma” nel 1816, quando Foscolo le chiese di sposarlo). Più volte, negli anni successivi, Quirina continuò a offrire aiuto finanziario al punto che non sempre è possibile distinguere quanto l’amore dichiarato ancora dal poeta fosse reale e disinteressato. Ma, qualcuno azzarda, che la donna fu qualcosa di più di uno dei tanti cuori che il poeta lasciò infranti dietro di sé nella sua tumultuosa vita.

GASTRONOMIA

Piatti tipici

polenta sugoPolenta con il sugo

Farinata con gli zoccoli

Cavolo con le fette

Lesso rifatto

Funghi a buglione

Prodotti tipici

Il territorio di Bucine e della Valdambra in genere vantano alcuni prodotti agro-alimentari di eccellenza: vino, olio, salumi (prosciutti, salami Tarese, sbriciolona), formaggi, miele, zafferano.
Notevole il ruolo del locale olio extra vergine d’oliva che ha colore verde intenso con sfumature dorate e aroma fruttato. Frantoio, Moraiolo, Leccino e Pendolino sono le varietà di olivi più diffusi, ma in Valdambra sono stati censiti oltre trenta genotipi originari di questo territorio.

Vino Chianti Colli Aretini DOCG

Da secoli il vino è un elemento primario per l’economia del territorio. Un bando firmato dal granduca Cosimo III° Medici attesta già nel 1716 la qualità vinicola della zona. La maggior parte dei vigneti attuali sono costituiti dal Sangiovese, che sta alla base del Chianti Colli Aretini DOCG: un vino brillante, colore rosso rubino, profumato di viola e di ciliegia. In tempi più recenti la coltivazione si è allargata a vitigni Cabernet, Sauvignon e Merlot con conseguente diffusione degli IGT (o “Supertuscans”). Nella sottozona è consentito anche l’uso di vitigni a bacca bianca (Trebbiano e Malvasia). Eccellente anche la qualità del Vinsanto prodotto in zona.

Strada del Vino e dell'Olio Terre di Arezzo

Strada del vino Terre di ArezzoZone: Casentino, Valdarno Aretino, Valdichiana
Comuni: Arezzo, Bucine, Cavriglia, Castiglion Fiorentino, Civitella in Val di Chiana, Cortona, Lucignano, Monte San Savino, Montevarchi, Marciano della Chiana, Pergine Valdarno, San Giovanni Valdarno
Informazioni: Comitato Promotore Strada del Vino Terre di Arezzo
Indirizzo: Via Ricasoli, 38/40 – Arezzo (AR)
Tel: +39 0575 294066 / +39 0575 914767
Email: info@stradadelvino.arezzo.it
Sito: www.stradadelvino.arezzo.it

Prodotti: Chianti DOCG, Chianti Colli Aretini DOCG, Valdichiana Toscana DOC, Cortona DOC, Valdarno di Sopra DOC, Colli dell’Etruria Centrale DOC, Vinsanto del Chianti DOC

Altri prodotti: olio extravergine d’oliva toscano IGP, carne chianina IGP, pollame del Valdarno,formaggio pecorino del Casentino, castagne del Pratomagno, fagiolo zolfino del Pratomagno, mela nesta

È una delle strade del vino più lunghe (circa 200 chilometri) e articolate della Toscana. Comprende infatti la sottozona Colli Aretini del Chianti e le tre zone vinicole Valdarno di Sopra DOCValdichiana DOC, Cortona DOC. Il percorso, che attraversa sempre la tipica campagna toscana, è accompagnato da numerose cantine e punti di ristoro. Al paesaggio pieno di vigneti, oliveti, castagneti e boschi, si aggiungono attrazioni di vario tipo lungo tutto il percorso: dalle vestigia etrusche ai borghi medievali, dalle manifestazioni folcloristiche in costume d’epoca all’artigianato tradizionale. L’itinerario consente quindi di conoscere non solo i vini ma anche la gastronomia, gli abitanti, l’ospitalità, le tradizioni, la natura, l’arte. La strada attraversa anche tutte le aree di produzione di un ottimo olio extra vergine di oliva, legumi (fagioli), formaggi, miele. Parimenti vengono lambite aree di allevamento dei bovini di razza chianina e di produzione di salumi tradizionali: prosciutto toscano DOP, salame, capocollo, finocchiona, soprassata del Valdarno.

I vini

Il territorio aretino produce una DOCG Chianti sottozona Colli Aretini e ben tre DOC con vini rossi, rosati, bianchi e vinsanto: Cortona, Valdichiana e Valdarno di Sopra (la più giovane, riconosciuta nel 2011). I principali vitigni a bacca nera coltivati nell’area sono Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, Malvasia Nera, Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot; Trebbiano, Malvasia bianca, Chardonnay e Grechetto sono quelli a bacca bianca.

Il Chianti dei Colli Aretini DOCG è un vino da pasto, ottimo con carni rosse e con i piatti tipici del Valdarno. Il Cortona DOC è prodotto in diverse varianti: Chardonnay, Grechetto, Pinot Bianco, Riesling Italico, Sauvignon, Rosato, Cabernet Sauvignon, Gamay, Merlot, Pinot nero, Sangiovese, Syrah, Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice. Questa notevole varietà può essere abbinata a una ampia scelta di piatti, meglio se carni o cacciagione; dolciumi per il Vin Santo.

Il percorso

È più opportuno percorrere la Strada del Vino e dell’Olio Terre di Arezzo iniziando dalla zona del Valdarno Aretino. Qui si può già osservare una notevole varietà di paesaggi: ai filari di viti su terrazzamenti con muri a secco, ai borghi e ai castelli si contrappone il paesaggio lunare di affossamenti pronunciati ed escavazioni, testimonianza dall’attività mineraria a cielo aperto. Il percorso penetra poi all’interno della Valdambra, caratterizzata da antiche abbazie e borghi incastellati sulle colline ricoperte di oliveti centenari. La Strada si dirige poi verso la Valdichiana, piena di bellezze artistiche e di alcuni dei capolavori pittorici del Rinascimento. Le imponenti case rurali leopoldine testimoniano l’ampia bonifica intrapresa dal granduca Leopoldo Asburgo Lorena.

Tornando indietro, quasi a metà del percorso, c’è Arezzo, circondata da colline piene di vigneti ed oliveti, situata alla confluenza di quattro vallate ricche di storia, cultura e prodotti agro-alimentari di eccellente qualità. Di origine etrusca, Arezzo è un gioiello medievale, ricca di storia, cultura e arte. Nel centro storico, è d’obbligo visitare la chiesa di San Francesco con gli affreschi di Piero Della Francesca “La Leggenda della Vera Croce”, la pieve romanica di Santa Maria e Piazza Grande (che fa da cornice alla Giostra del Saracino), la cattedrale gotica con la Maddalena di Piero della Francesca, la Chiesa di San Domenico con il crocifisso di Cimabue e la Casa Vasari. Eventi tradizionali e molto seguiti sono la Fiera Antiquaria (mensile) e la Giostra del Saracino (terzo sabato di giugno e prima domenica di settembre). Arezzo è altrettanto famosa per la lavorazione dell’oro, di cui la città, assieme a poche altre in Italia, vanta la migliore e maggiore produzione.

Da Arezzo la Strada si biforca. Un ramo risale tutto il Casentino, costeggiando il fiume Arno, fino alle secolari foreste dell’Appennino Tosco Romagnolo e al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Verso ovest la Strada del Vino segue invece la Strada Provinciale 1 “Setteponti” che costeggia le pendici del Pratomagno. Gli ordinati vigneti su terrazzamenti sono in piena armonia con la natura circostante. Lungo il percorso sono distribuiti attraenti borghi medioevali e storiche pievi romaniche.

SERVIZI TURISTICI

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Vini e accoglienza eccellente

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