Filiera corta e km. 0, un invito a mangiare bene

Filiera corta… cosa vuole dire esattamente?

Le denominazioni “filiera corta” e “chilometro 0” da qualche tempo contraddistinguono alcuni prodotti agro-alimentari. Facciamo un po’di chiarezza, partendo dall’inizio. La “filiera produttiva” è l’insieme dei passaggi e delle transazioni di un bene o servizio prima di giungere all’acquirente finale. Una filiera tipica comprende indiscutibilmente le fasi di produzione, eventuale trasformazione, confezione e imballo, intermediazione, rivendita e acquisto. Ci possono essere fasi intermedie quali stoccaggio e trasporto che gravano sul prezzo finale. Tutte fasi imprescindibili quando si acquistano prodotti nei supermercati, che richiedono un tempo e, di conseguenza, sulle tavole non arrivano prodotti così freschi. Per aumentare la sicurezza in tempi recenti sono stati introdotti i parametri di rintracciabilità, cioè la possibilità di identificare i vari passaggi, primo tra tutti la provenienza. Il tempo tra la raccolta e il consumo risulta ancora troppo lungo.

C’è però un fenomeno spontaneo che sta crescendo ogni giorno, la “filiera corta”. Ma di cosa si tratta?

La “filiera corta” è caratterizzata da un numero limitato di passaggi, in particolare le intermediazioni commerciali, per cui il contatto diretto tra produttore e acquirente è immediato. Tre i benefici: garantisce un maggior introito al produttore, riduce il prezzo al consumatore che mette in tavola un prodotto molto più fresco. A tutto questo contribuiscono alcuni fattori determinanti: logistica (vendita diretta), distanza ridotta tra zone di produzione e vendita (ecco il “km. 0”!), tempistica (breve intervallo tra raccolta e smercio).

Per dare un esempio del legame possibile tra prodotti a “km. 0” e ristorazione va assolutamente citata la Bottega di Stigliano a Sovicille (SI). È un insolito locale un po’ negozio, un po’ trattoria. Il suo motto è “Fare la spesa, mangiare, partecipare!

La Bottega di Stigliano vuole essere un punto di smercio di prodotti “chilometro 0”, di qualità e venduti in esclusiva: pasta, carne, verdure biologiche, formaggi, salumi di Cinta Senese, vini, olio extravergine di oliva, confetture, miele. Tutti prodotti questi che vengono anche offerti, cucinati, nel ristorante, per il piacere del palato e della salute. “Mangia corto, guarda lontano!” sintetizza la filosofia del ristorante.La cucina propone ricette sane e gustose, legate al territorio e al ciclo naturale delle stagioni e delle produzioni agricole. I menu comprendono esclusivamente prodotti locali con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo della filiera corta e di contribuire al cambiamento dello stile di alimentazione.

È al tempo stesso una cucina di filiera corta adatta a tutte le tasche e a tutte le occasioni. Infine è uno spazio di incontro per condividere esperienze e conoscenze. I produttori locali che sono all’origine della “filiera corta”, coltivando o allevando nel rispetto delle stagioni e dell’ambiente sono parte attiva della vita della Bottega proponendo degustazioni e laboratori per far conoscere meglio le produzioni. Sono felici di accogliere i visitatori e mostrare da dove viene e come si produce il cibo. Il Mercatale di Sovicille, mercato delle produzioni agricole locali e che si tiene con cadenza quindicinale, è un’altra ottima occasione per il contatto diretto tra produttore e consumatore.

Dopo la mangiata, un po’ di attività!

Avete mangiato bene? Allora si può pensare a una qualche attività fisica “digestiva”….. La Bottega di Stigliano è anche il punto di partenza di percorsi ciclistici nella Val di Merse. Per saperne di più consultare il sito www.grandtourvaldimerse.it. Altrimenti una passeggiata o un vero e proprio trekking o anche un’escursione a cavallo. L’itinerario più lungo, di interesse paesaggistico, storico e artistico penetra all’interno della Montagnola Senese e offre notevoli scorci panoramici sulla città di Siena e l’Alta Valle del Merse. Partendo da Sovicille, tocca Malignano (necropoli etrusca) e conduce a Rosia. Da qui prosegue verso il Ponte della Pia e raggiunge il borgo di Tonni (c’è una bella pieve romanica), per continuare poi verso le pievi di Molli e Pernina. Prima di rientrare a Sovicille passando per Ancaiano e la Pieve di Ponte allo Spino, si possono visitare le ville di Celsa e Cetinale. C’è un’alternativa meno lunga. Dal Museo del Bosco, ubicato nella località di Bergolozzo a Orgia, si diramano alcuni itinerari che si inoltrano nel bosco e verso il fiume Merse, offrendo spunti di valore antropologico, botanico, faunistico e paesaggistico.

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Dettagli Magda Legnaioli

Amante di viaggi, storia, architettura, arte e fotografia, Magda Legnaioli, è la fondatrice e direttrice di Tuscany Sweet Life, il portale del turismo in Toscana