COSA VEDERE E FARE A MONTALCINO

Montalcino, terra del Brunello, vino superbo figlio di una tradizione secolare


Montalcino è situato sulla cima di un colle da cui si gode un eccellente panorama delle vallate circostanti e, verso sud, del più lontano Monte Amiata. Il nome della cittadina deriva dal latino Mons Ilcinus, in riferimento alla grande estensione dei boschi di leccio nella zona. Montalcino conserva ancora inalterato l’aspetto di borgo medievale di origine difensiva, solcato da strette e ripide vie. Di quest’epoca rimangono anche le mura che conservano ancora le porte e parte dei torrioni.
Il territorio, che fa parte del Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia, è pieno di vigneti da cui si ricavano vini di alto pregio come il famoso Brunello. La cittadina è anche nota per la qualificata produzione di miele, di olio extravergine di oliva, di salumi tipici e di formaggi. Nel 2004 Montalcino e la Val d’Orcia hanno ricevuto il riconoscimento “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”. Nelle vicinanze c’è l’imponente Abbazia di Sant’Antimo.
San Giovanni d’Asso si trova al centro della zona delle cosiddette crete senesi, lungo il torrente Asso, da cui prende il nome. È costituito da due nuclei distinti: l’abitato “alto”, più antico, ubicato sulla sommità del colle e che contiene la parte storica-artistico-culturale, e il “basso”, più moderno e di carattere residenziale. Da segnalare la Grancia di Montisi e la Rocca di San Giovanni, due costruzioni storiche di pregio. Interessante è il percorso Treno Natura da Siena verso San Giovanni d’Asso attraversando tutta la zona della Val’Orcia. Il territorio di San Giovanni d’Asso è anche famoso per un’eccellente qualità di tartufi bianchi e per un’ottima produzione di vino.
Il 1° gennaio 2017 il comune si è fuso con quello di San Giovanni d’Asso, mantenendo il nome di Montalcino.
ZONA; Val d’Orcia e Crete Senesi
TIPO; borgo medievale
COORDINATE; 43°03′33″N 11°29′21″E
ALTITUDINE; 567 metri s.l.m.
PRODOTTI; vino, olio e miele, tartufo bianco
SPORT; trekking escursionistico, ciclismo, equitazione, mongolfiera
CONFINI; Asciano, Buonconvento, Castel del Piano (GR), Castiglione d’Orcia, Cinigiano (GR), Civitella Paganico (GR), Montalcino, Pienza, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Trequanda (SI)
Informazioni turistiche
Comune di Montalcino
Piazza Cavour, 13 – 53024 Montalcino (SI)
tel.: +39 0577 80441
www.montalcinonet.com
COSA VEDERE
CASTELLI DI MONTALCINO
La Rocca di Montalcino
Castello Banfi
Zona: Val d’Orcia
Comune: Montalcino (SI) – località Poggio alle Mura
Tipo: fortificazione (XIII° secolo)
La posizione strategica e i fertili terreni che da sempre lo circondano hanno reso il Castello di Poggio alle Mura, attualmente denominato Castello Banfi, una località contesa a lungo nei secoli. Il complesso si sviluppò tra il IX° ed il XIII° secolo. In seguito, la proprietà passò alla famiglia Colombini che lo trasformò in centro fortificato. Nel 1529 la famiglia Conti prese possesso del castello, rimanendoci fino al 1959. L’ultimo passaggio di proprietà è avvenuto nel 1983 quando il castello è entrato a far parte dell’Azienda Banfi.
Successivamente è stato restaurato integralmente anche dai danni subiti nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Il fortilizio ha un impianto piuttosto vario, dovuto alle sovrapposizioni e alle ricostruzioni avvenute nei secoli. Edificato a pianta quadrangolare, è formato da più corpi articolati intorno a un cortile porticato, con un’alta torre e mura di cinta merlate. Di particolare interesse sono il cortile del XV° secolo, con basse arcate su pilastri ottagonali, e, all’esterno, la villa del XVI° secolo e l’antica e insolita ghiacciaia dalla caratteristica forma a tumulo.
Sotto il castello si trova la lunga “balsameria”, che ricorda molto una cantina in miniatura. Vi si produce la “Salsa Etrusca”, un tipo di aceto balsamico molto pregiato, usando metodi tradizionali risalenti addirittura all’epoca etrusca. Il castello è inoltre sede del Museo della Bottiglia e del Vetro, dedicato a John F.Mariani, fondatore dell’Azienda Banfi.
Rocca di San Giovanni
Zona: Crete senesi
Località: San Giovanni d’Asso
Tipo: fortificazione (XII° secolo)
Conosciuta anche come Castello di San Giovanni d’Asso, la rocca è situata al centro del borgo, sul punto più elevato del colle. Le origini risalgono al XII° secolo, ma il complesso attualmente visibile è formato da tre corpi di fabbrica derivati dall’unione di altre costruzioni posteriori. I materiali impiegati furono la pietra calcarea e, soprattutto, il mattone. L’edificio attuale consiste in un corpo massiccio e compatto dalla pianta irregolare e con al centro un cortile porticato. La facciata è preceduta da uno stretto e profondo fossato. La sala più importante è la cosiddetta “Sala del Caminetto”: sia le pareti che il soffitto sono decorati da affreschi rinascimentali policromi. Nella Rocca ha sede anche il Museo del Tartufo.
CHIESE DI MONTALCINO
Interno dell’Abbazia di Sant’Antimo
Duomo di Montalcino
Zona: Val d’Orcia
Tipo: chiesa-cattedrale neoclassica (XIV° secolo)
La cattedrale, dedicata a San Salvatore, fu costruita nel XIV° secolo ma l’aspetto neoclassico è conseguenza di lavori di ristrutturazione nei primi anni del XIX° secolo. La chiesa, a tre navate, è caratterizzata da un pronao formato da sei colonne con capitelli in stile ionico. All’interno si conservano i capolavori di Francesco Vanni, Immacolata Concezione con Gesù e Dio Padre e San Giovanni Battista nel deserto del 1588. Nell’altare della cappella c’è il dipinto San Michele Arcangelo che scaccia gli angeli ribelli dal Paradiso (XVI° secolo). Nella sagrestia si trova invece il dipinto di Francesco Nasini Madonna Assunta tra angeli con i Santi Ippolito vescovo e Cipriano martire (1647).
Chiesa di San Lorenzo in San Pietro
Zona: Val d’Orcia
Tipo: chiesa (XIV°-XVII° secolo)
Risalente al XIV° secolo, fu trasformata nel corso del XVII° secolo. Ha una semplice facciata di pietra affiancata dal campanile a vela, tetto a capanna ed è a navata unica. All’interno sono conservate tre opere di Ventura Salimbeni: Cristo consegna le chiavi a San Pietro (1599), Cristo inchiodato alla croce (1604) e Disputa sull’Eucarestia (1600). Quest’ultimo viene ritenuto da molti appassionati di argomenti misteriosi una “testimonianza ufologica”. Nel dipinto, infatti, tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, compare un grosso oggetto rotondo.
Qualcuno ha affermato che l’oggetto è inspiegabile in relazione all’epoca del dipinto, perché assomiglia a un satellite artificiale con il corredo di antenne. Però l’oggetto “misterioso” è comune nell’iconografia della Trinità: tra le figure di Dio, di Gesù e dello Spirito Santo (quest’ultimo spesso sotto forma di colomba) è spesso collocata la “sfera celeste”. Questa non rappresenta in particolare la Terra, ma l’intero Universo anche se, spesso, molto somigliante al satellite “Sputnik”.
Chiesa di San Pietro in Villore
Zona: Crete Senesi
Località: San Giovanni d’Asso
Tipo: chiesa romanica (VIII°-XIII° secolo)
La chiesa, risalente all’VIII° secolo, è in stile romanico e risulta essere la più antica dell’abitato. Tra il XIII° e XIV° secolo raggiunse il periodo di maggior splendore. Nel 1492 iniziò una lenta decadenza, culminata con il trasferimento del fonte battesimale nella pieve di San Giovanni Battista. Sia all’esterno che all’interno la piccola chiesa è ricca di elementi scultorei, come altorilievi e bassorilievi di varie epoche.
Pieve di San Giovanni Battista
Zona: Crete Senesi
Località: San Giovanni d’Asso
Tipo: chiesa (XIV° secolo)
Fu costruita nel XIV° secolo per iniziativa della famiglia Petroni e restaurata completamente tre secoli più tardi. La facciata, a capanna , è di aspetto molto semplice. All’interno, a navata unica, c’è una pala del XVII° secolo che custodisce reliquie di santi.
Pieve della Santissima Annunziata
Zona: Crete Senesi
Località: Montisi
Tipo: chiesa (XIII° secolo)
Fu costruita nel XIII° secolo, ma in quelli successivi subì varie modifiche che le donarono un aspetto barocco. L’ultimo restauro risale agli anni ’30 del secolo scorso quando fu ripristinato l’originale aspetto romanico. La facciata è a capanna e al centro si apre il portale, sormontato da una lunetta raffigurante l’Annunciazione. L’interno è a navata unica. Nella parete di fondo c’è l’abside quadrata, con volta a crociera dipinta. Tra le opere conservate nella chiesa, un pregevole crocifisso ligneo, dipinto da Ugolino di Nerio, e la pala di Neroccio di Bartolomeo Landi Madonna col Bambino tra i Santi Paolo, Giacomo, Pietro e Luigi re (1496).
MONUMENTI E LUOGHI DA VISITARE
Grancia di Montisi
Zona: Crete Senesi
Località: Montisi
Tipo: fattoria fortificata (XIV° secolo)
È una fattoria fortificata costruita nel XIV° secolo. Era un luogo di raccolta e di smistamento di prodotti agricoli della zona destinati allo Spedale di Santa Maria della Scala di Siena. L’istituzione ne rimase in possesso fino al 1775 quando fu venduta assieme ad altri beni dello Spedale. La facciata è situata all’apice di una rampa. Nel piccolo campanile merlato c’è una campana, denominata “Martinella”, che suona una volta all’anno, prima della “Giostra del Simone”. All’interno dell’edificio c’è anche un piccolo teatro.
RISERVE NATURALI E PARCHI NEI DINTORNI A MONTALCINO
Veduta da Montalcino
Riserva Regionale Il Bogatto
Zona: Crete Senesi
Località: Montalcino
Tipo: riserva regionale protetta
È stata istituita principalmente per la salvaguardia del fondovalle del l’Ombrone, in un punto particolarmente importante quale quello della confluenza con il fiume Merse, e del comprensorio forestale a carattere mediterraneo del complesso regionale “Montalcino”, importante per l’estensione e la scarsa presenza umana. La vegetazione predominante è il bosco di leccio e sclerofille mediterranee (principalmente corbezzolo, erica e fillirea). Le conifere, con prevalenza di pino marittimo e pino domestico, hanno un’estensione considerevole. La vegetazione mediterranea del sottobosco è favorita dalle forti pendenze e dall’esposizione sud-ovest e sud-est.
Lungo il Fiume Ombrone è presente una fascia di vegetazione ripariale, con salici e pioppi, spesso in continuità con il bosco di latifoglie e con zone ad arbusteto e incolto. All’interno della riserva ci molte specie animali, principalmente di ambiente forestale, oggetto di conservazione ma non mancano specie legate agli ambienti ecotonali (tipo succiacapre e tottavilla) e agli spazi aperti di fondovalle (rapaci). Importante anche la fauna dell’ambiente fluviale e dei torrenti, con pesci e anfibi endemici.
Bosco della Ragnaia
Zona: Crete senesi
Località: San Giovanni d’Asso
Tipo: parco-museo
Si tratta di un giardino-bosco-museo che si estende per circa 9 ettari e che contiene interessanti sculture. Il parco è opera dell’artista Sheppard Craige che, dal 1996, continua ad ampliarlo e ad abbellirlo. Tra le sculture più importanti ci sono l’Altare dello Scetticismo, l’Oracolo di Te stesso e il Centro dell’Universo, mentre al centro del parco è stata collocata una fontana lunga circa 40 metri.
LOCALITà NEI DINTORNI A MONTALCINO
San Giovanni d’Asso
San Giovanni d'Asso
Zona: Crete Senesi
Tipo: borgo collinare
L’abitato si trova al centro della zona delle cosiddette “crete senesi”, lungo il torrente Asso, da cui prende il nome. È costituito da due nuclei distinti, situati sullo stesso colle: il “paese alto”, più antico, ubicato sulla sommità e che contiene la parte storica-artistica-culturale dell’abitato, e il “paese basso”, più moderno e di carattere residenziale. La zona è famosa per un’eccellente qualità di tartufi bianchi e per un’ottima produzione di vino.
Attrazioni
Castelli: Rocca di San Giovanni
Palazzi storici: Grancia di Montisi
Musei: Museo del Tartufo
Eventi: Giosta di Simone
Prodotti e artigianato: tartufo bianco, vino
Percorsi: Treno Natura
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione, mongolfiera
Montisi
Zona: Crete Senesi
Località: Montisi
Tipo: borgo medievale
È situato sul Monte Ghisi, da cui l’abitato prende il nome. Il borgo si sviluppò nel XII° secolo attorno a una torre-abitazione, di proprietà dei conti Cacciaconti della Scialenga. Le prolungate assenze di un qualsiasi esponente della famiglia favorirono la nascita di un comune autonomo. Divenuto unico proprietario, Simone Cacciaconti non accettò tale decisione: organizzò una spedizione militare, assediò l’abitato, lo conquistò e poi lo incendiò. Nel 1295 il nobile trasferì però tutte le sue proprietà allo Spedale di Santa Maria della Scala di Siena.
Nonostante le piccole dimensioni, la cittadina conserva importanti monumenti. Del castello feudale rimane una parte del cassero e un torrione a pianta quadrata. Nei pressi del villaggio c’è anche una piccola necropoli etrusca con tombe a capanna del VIII° secolo a.C. Da visitare la fattoria fortificata Grancia di Montisi, la pieve della S.S. Annunziata e l’Oratorio di Sant’Antonio.
Montilifrè
Zona: Crete Senesi
Località: Montelifré
Tipo: borgo medievale
È ubicato su un cocuzzolo calcareo lungo la strada che collega Trequanda a Montisi. L’origine del nome è controversa. Secondo alcune fonti deriva dalla storpiatura del nome di un antico feudatario di origini tedesche, Liutfrid (Liutfrido in italiano). Secondo altri deriva da Monterenfredi. La rocca fu costruita all’inizio dell’anno Mille e poi ampliata all’inizio del XI° secolo. Nel 1213 la popolazione del borgo si sottomise a Siena che, nel 1217, insediò un suo podestà. Il castello fu una delle basi della ribellione dei ghibellini di Siena contro il governo guelfo della città (1289). La spedizione punitiva delle milizie di Siena provocò gravi danni alla rocca. Rientrato in possesso dei conti Cacciaconti, nel 1328 questi vendettero il castello alla famiglia Tolomei di Siena.
Nel 1527, durante una delle molte guerre tra Firenze e Siena, nel castello si concentrarono cospiratori e poi vi si rifugiarono ribelli e fuoriusciti senesi, che si opponevano al governo della loro città. Approfittando di una momentanea vittoria contro Firenze, le milizie di Siena assediarono il castello, ne ottennero la resa e ne minarono le fondamenta, riducendolo in macerie. I ruderi sono sparsi sul crinale ma è ancora visibile l’originario rivestimento in filaretto di pietra calcarea. Il borgo fu poi ricostruito e, dal 1348, è di proprietà della famiglia patrizia Martinozzi. Il palazzetto padronale incorpora una torre del XIV° secolo; a fianco dell’edificio c’è la Cappella di San Biagio. Il borgo, circondato da mura, è stato trasformato in un’accogliente struttura ricettiva dotata di tre appartamenti.
ARTE E MUSEI
MUSEI DI MONTALCINO
Bottiglie artigianali
Museo Civico e Diocesano d'Arte Sacra
Zona: Val d’Orcia
Tipo: museo di arte sacra
Indirizzo: Via Ricasoli, 31
Tel: + 39 0577 846014
Email: info#@prolocomontalcino.com
Orari: tutti i giorni 10.00-13.00 e 14.00-17.40; chiuso lunedì
Ha sede nell’ex convento di Sant’Agostino ed espone importanti opere d’arte del periodo medievale e moderno, oltre che a reperti archeologici rinvenuti nella zona. Nel museo sono presenti importanti opere di artisti di spicco: Luca di Tommè (XIV° secolo), Bartolo di Fredi, con il grandioso polittico Incoronazione della Madonna e alle storie della sua vita (1388), Sano di Pietro, Ambroglio Lorenzetti e Domenico Beccafumi.
Di particolare importanza è il settore di scultura lignea dipinta, dove spicca una straordinaria Madonna di Giovanni Pisano. Altri dipinti e sculture documentano il periodo tra Manierismo e Controriforma fino al XVII° secolo. Il museo conserva inoltre un’importante raccolta di boccali in maiolica arcaica (XIII° secolo). La sezione archeologica espone reperti etruschi provenienti dalle tombe rinvenute nella zona. Tra questi l’intero corredo della tomba denominata Fossa del Tesoro di Sant’Angelo in Colle e alcuni arredi della cosiddetta Buca di Sant’Antimo (IV°-III° secolo a.C.).
Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello
Zona: Val d’Orcia
Comune: Montalcino (SI)
Indirizzo: Fattoria dei Barbi – Strada Consorziale dei Barbi – località Podernovi, 170 – 53024 Montalcino (SI)
Tipo: museo enologico
Tel: +39 0577 846104 / 841111
Email: info@museodelbrunello.it
Sito: www.museodelbrunello.it
Orari: tutti giorni 10.00-12.30 e 14.30-18.00; chiuso mercoledì
Ingresso: intero €uro 5,00, ridotto € 2,50, supplemento visita guidata € 5,00
Servizi: visite guidate, lingua inglese
La raccolta è stata fortemente voluta da Stefano Cinelli Colombini, per testimoniare lo spirito della cittadina, la storia, la cultura e l’eccezionale prodotto enologico. Il museo espone foto, documenti, arredi, attrezzi agricoli, ambienti ricostruiti e tutto quanto si riferisce a Montalcino e al vino Brunello nel corso dei secoli. Inoltre illustra le caratteristiche della cucina tipica, dei vini e dell’apicoltura della zona.
Museo del Vetro
Zona: Val d’Orcia
Comune: Montalcino (SI) – località Poggio alle Mura
Tipo: museo di artigianato
Tel: +39 0577 877700
Email: borgo@castellobanfi.it
Orari: tutti i giorni 10.00-18.00
Ingresso: € 2,50
Il museo è ubicato all’interno del Castello Banfi. Conserva una ricca collezione di oggetti in vetro che ripercorrono la storia della bottiglia. Sono inoltre illustrate le alterne vicende della produzione del vetro, dal V° secolo a.C. ai giorni nostri. Probabilmente, il settore più interessante è quello degli oggetti di vetro dell’antica Roma. Si inizia con piccoli oggetti in pasta vitrea riconducibili al V° secolo a.C. e si prosegue con vasi di vetro soffiato del II° secolo d.C., fino ad arrivare a bottiglie e caraffe di vetro soffiato, risalenti al V° secolo d.C. Sono pure esposte antiche bottiglie, bicchieri provenienti da Venezia e anche oggetti moderni prodotti nella stessa città. Tra questi ultimi spicca la stupenda Portatrice, opera di Pablo Picasso.
Museo del Tartufo
Zona: Crete Senesi
Tipo: museo storico e gastronomico
Indirizzo: piazza A. Gramsci, 1 – San Giovanni d’Asso
Tel.: +39 0577 803268
Email: museodeltartufo@museisenesi.org
Il museo è allestito nei sotteranei del castello di Poggio alle Mura di San Giovanni d’Asso. L’esposizione documenta la storia del tartufo, nutrito di stregoneria, scienza ed erotismo. Infatti le leggende narrano che il tartufo serviva come come cibo per le streghe e come alimento afrodisiaco. Altre leggende si riferiscono alla nascita del tartufo come conseguenza alla caduta di un fulmine nel terreno. Il museo illustra anche i metodi di ricerca (principalmente con i cani), le forme, i profumi e l’utilizzo in cucina. Si può anche visitare un erbario composto da esemplari selvatici da sempre utilizzati sia in cucina che in medicina.
SITI ARCHEOLOGICI
Sito della Pieve di Pava
Zona: Crete Senesi
Comune: Montalcino – località Pava – San Giovanni d’Asso
Tipo: sito archeologico paleocristiano (IV° secolo)
Gli scavi hanno riportato alla luce i resti della Pieve di Santa Maria, di epoca paleocristiana (IV° secolo), abbandonata nel XII° secolo. Nell’area sono stati rinvenuti reperti vitrei, ossei e ceramici, oltre a laterizi di epoca etrusca e romana; inoltre un’area destinata alle sepolture con resti ossei di più di 450 persone.
COSA FARE
EVENTI A MONTALCINO
Sagra del Galletto
Tipo: folcloristico ed enogastronomico
Località: Camigliano
Periodo: prima domenica di ottobre
Sito: www.sagradelgalletto.org
La manifestazione rievoca, in chiave storica, le feste che venivano celebrate, fin dal 1300, nel castello di Camigliano in onore della famiglia Ilcines, i signori di Montalcino. Un corteo storico in costume fa da cornice alla gara tra i quartieri di Montalcino ed i castelli della zona. Il tradizionale “tiro della druzzola” si svolge nei costumi del XIV° secolo e rievoca un gioco antichissimo molto praticato nella zona. L’esibizione, con danze rurali e costumi appropriati, di un gruppo folcloristico fa da cornice alla sagra. I piatti preparati sono antiche ricette contadine. I galletti sono quelli “ruspanti e saporiti” adatti alla preparazione della “scottiglia”, che necessita di un lungo periodo di cottura a fuoco lento. Tutte le carni sono preparate alla brace con carbone dei boschi. Le crostate sono cotte nel forno a legna secondo la maniera tradizionale. Il vino servito è rigorosamente Brunello di Montalcino.
Sagra del Tordo
Tipo: folcloristico ed enogastronomico
Periodo: ultima domenica di ottobre
Si tratta di un’importante rievocazione storico-folcloristica che trae origine dalla tradizione venatoria della zona quando, nel periodo medievale, cacciatori e falconieri avevano il compito di procurare le prede. L’ardimento e la maestria degli uomini si misurava anche in giostre e tornei mentre le donne davano prova della loro abilità nell’allestire mense con cacciagione e vino locale, da sempre di ottima qualità. L’evento comprende il corteo storico, il “ballo del trescone” e la gara di tiro con l’arco tra i rioni della cittadina.
Festival della Val d’Orcia – Festival Internazionale di Montalcino
Tipo: enogastronomico
Periodo: agosto
Sito: www.parcodellavaldorcia.it
È un itinerario culturale che ogni estate si articola in eventi in varie località della Val’d’Orcia come piazze, castelli, chiese, borghi in un armonico intreccio, fatto di corsi di studio e spettacoli, musica, teatro, danza e rassegne di cinema d’autore.
Settimana del Miele
Tipo: enogastronomico
Periodo: settembre
Sito: www.asgamontalcino.com
È una mostra-mercato di livello nazionale che si svolge all’interno della Fortezza. Si articola sull’esposizione di prodotti ed attrezzature per l’apicoltura. Un convegno specializzato si occupa della realtà e dei problemi del settore. Scrittori e giornalisti, che si sono distinti a livello nazionale per l’attenzione verso l’apicoltura, sono premiati con l’Ape d’oro”.
Jazz & Wine
Tipo: musicale
Periodo: luglio
Concerti di musica jazz all’interno della Fortezza.
Giostra di Simone
Tipo: religioso e folcloristico
Località: Montisi
Periodo: agosto
Durante i festeggiamenti per il santuario della Madonna delle Nevi, si svolge la tradizionale “Giostra di Simone”, a cui partecipano le quattro contrade dell’abitato. L’evento include un corteo storico con figuranti in costume d’epoca e una gara di sbandieratori. Nel vero e proprio torneo il cavaliere deve infilare la “campanella”, un anellino posto sulla spalla del “buratto” (manichino). La festa termina con un canto di ringraziamento nel santuario.
ITINERARI
PERCORSI NEI DINTORNI A MONTALCINO

Giro delle antiche mura
[table colwidth=”20|100|50″ colalign=”left|left”]
TIPO; percorso storico
ZONA; Val d’Orcia
PARTENZA; Montalcino
ARRIVO; Montalcino
LUNGHEZZA; 4 chilometri
TEMPO DI PERCORSO; 2 ore
DIFFICOLTA; media
DISLIVELLO;
ITINERARI CAI N°;
ATTRAZIONI; Santuario della Madonna del Soccorso, Scrittoio del Tamagni, Chiesa San Francesco
INFORMAZIONI;
[/table]
Itinerario: Fortezza (XIII° secolo) – Porta del Cassero – Santuario della Madonna del Soccorso (1330) – Ex spedale di Santa Maria della Croce e Scrittoio del Tamagni (1214) – Porta Burelli – Chiesa di San Francesco (XIV° secolo) – Porta Castellana – Fonte Castellana – Porta Cerbaia
CULTURA
STORIA
Bottiglie di Brunello di Montalcino
Tra castelli e buon vino
Il territorio fu abitato fin da epoche remote, Paleolitico e Neolitico, come attesta il ritrovamento di una “industria litica” di oltre 2.000 utensili in pietra. L’Età del Bronzo è rappresentata da un villaggio, risalente al II° millennio a.C., dotato di ripari per le capanne e una grotta sepolcrale. Gli scavi hanno permesso di recuperare interessanti reperti ceramici, vasellame da mensa e da cucina finemente decorato. La successiva Età del Ferro ha lasciato tracce di castellieri proto storici attestanti la presenza dell’uomo anche in questo periodo.
Attorno al VII° secolo a.C., la civiltà etrusca penetrò nel territorio: sono state rinvenute tombe a camera con corredi funebri, dentro cui sono state recuperate ceramiche, anche in bucchero, utensili e ornamenti. Insediamenti etruschi sono stati rinvenuti in località Poggio alla Civitella. Roma ha lasciato, non solo nel territorio ma anche nell’attuale centro storico resti di abitazioni, di sepolture e altre tracce.Il primo nucleo abitativo documentato risale al X° secolo. In questo periodo la popolazione ebbe un notevole incremento demografico quando vi si trasferirono gli abitanti di Roselle, devastata dalle scorrerie saracene e dai saccheggi.
Il nucleo originario si allargherà nel corso dei secoli successivi fino a raggiungere, nel XIV° secolo, le dimensioni attuali. In epoca medievale l’attività economica prevalente era la conceria e Montalcino disponeva di numerosi impianti per la lavorazione del cuoio, i cui prodotti erano apprezzati per la qualità. La notevole importanza dell’abitato era dovuta anche alla sua posizione, lungo il tracciato della Via Francigena (o Romea), all’epoca la più importante strada di collegamento tra il nord e Roma. Politicamente il borgo era un comune indipendente ma, come molte altre cittadine, fu coinvolto nelle lotte tra guelfi e ghibellini.
Nel XIII° secolo il borgo subì il dominio sia di Firenze che di Siena, a seconda dell’andamento degli eventi bellici tra le due città rivali. A metà del XIV° secolo entrò definitivamente a far parte del territorio di Siena e ne divenne uno dei centri più importanti. Elevata al rango di città ed eretta a diocesi nel 1462 da Papa Pio II°, Montalcino visse successivamente momenti di grande tensione dovuti alla rinnovata contesa tra Firenze e Siena.
Dopo la definitiva resa della seconda città (1555), gli esuli senesi, rifugiati nella poderosa fortezza, fondarono la “Repubblica di Siena in Montalcino” che governò per altri quattro anni, fino al 1559. Successivamente la cittadina entrò a far parte del Granducato di Toscana e ne seguì le sorti fino all’Unita d’Italia. La situazione economica cambiò radicalmente nella seconda metà del XX° secolo per il fatto di essere al centro di una delle più importanti zone vitivinicole.
I primi insediamenti nella zona di San Giovanni d’Asso risalgono al V° secolo, come confermano alcuni reperti di epoca etrusca e romana rinvenuti in località Pava. Il villaggio si sviluppò propriamente a partire dal IX° secolo. Fino al 1178 la zona fu contesa tra il vescovado di Arezzo e quello di Siena, ma quest’ultimo ebbe la meglio. Nel XIII° secolo fu edificata la rocca quando il feudatario, Paltonieri di Forteguerra, sottomise sé stesso e e le sue proprietà all’autorità di Siena. Da quel momento e fino all’inglobamento nel Granducato di Toscana la città mantenne il controllo esclusivo del territorio. Il 1° gennaio 2017 il comune di Montalcino si è fuso con quello di San Giovanni d’Asso, mantenendo il nome di Montalcino.
CURIOSITÀ
Nel 1970-1973 nell’abbazia di Sant’Antimo, furono girate alcune scene di Fratello sole, sorella luna, film del regista Franco Zeffirelli dedicato alla vita di San Francesco di Assisi.
GASTRONOMIA
PIATTI TIPICI
Medaglione di tacchino al carciofi
Pici, Trippa, Crostini...

Pici al sugo

Pappardelle alla lepre
Crostini di milza e fegato

Zuppa di funghi

Trippa allo zafferano

Scaloppine ai funghi
PRODOTTI TIPICI
Bottiglie di Brunello di Montalcino
Vino, olio d'oliva, miele, formaggi
Vino
I terreni coltivati a vigneti hanno una composizione ricca di proprietà oligominerali che favoriscono la maturazione di uve eccellenti. Contribuiscono anche particolari condizioni climatiche e geomorfologiche. La coltivazione della vite è una tradizione plurisecolare nella zona. Già nel 1559 i componenti della famiglia Medici furono i primi ad apprezzare questi vini, tanto da inviarli alla corte di Firenze ed a Roma, alla mensa di Papa Clemente VII°. Il vino di Montalcino ha conseguito negli ultimi anni un’enorme notorietà mondiale, raccogliendo l’apprezzamento dei più esperti conoscitori. I vini pregiati DOC e DOCG si dividono in quattro tipologie: Brunello, Rosso, Moscadello e Sant’Antimo.
Brunello
Nei primi decenni del XIX° secolo Clemente Santi, un farmacista appassionato di viticoltura, decise di produrre vini diversi da quelli tradizionali. I molti esperimenti effettuati lo portarono a mettere a punto un prodotto davvero eccellente, che ottenne lusinghieri riconoscimenti in esposizioni internazionali. Ma sarà suo nipote, Ferruccio Santi, a creare il Brunello intorno al 1870, utilizzando uve di Sangiovese Grosso. Il nuovo vino, ottenuto con procedimenti complessi e costosi, era un prodotto d’élite, la cui produzione quasi amatoriale si limitava ad alcune migliaia di bottiglie. Progressivamente i vigneti si moltiplicarono fino al 1929, quando nell’area di Montalcino ci si dedicò solo alla produzione di Brunello. La Seconda Guerra Mondiale e il periodo successivo costituirono un momento di notevole difficoltà. Si dovrà attendere la metà degli anni ’60 del XX° secolo per la ripresa e la conseguente consacrazione del Brunello, che diverrà uno dei più quotati vini italiani di qualità, ricercato per le tavole più raffinate di tutto il mondo. Le ragioni del boom risiedono nelle obiettive qualità organolettiche del prodotto, nella rotondità e armonia del gusto e nelle grandi possibilità di evoluzione con l’invecchiamento. Il Brunello è prodotto esclusivamente con uva Sangiovese, secondo le norme di un severo disciplinare. La gradazione alcolica minima è di 12,5° e l’immissione sul mercato avviene non prima di cinque anni dalla vendemmia.
Rosso di Montalcino DOC
È un vino armonico, elegante, sapido, dall’aspetto brillante e limpido, di colore rubino. Ha una gradazione alcolica minima di 12° e viene immesso sul mercato il 1° settembre dell’anno successivo a quello della vendemmia.
Sant’Antimo DOC
È una denominazione molto ampia che include molte tipologie di vini, sia rossi che bianchi. Il Sant’Antimo Rosso può avere essere anche prodotto con vitigni quali il Cabernet, il Merlot e il Pinot Nero. Il Sant’Antimo Bianco che può invece essere prodotto con vitigni Chardonnay, Sauvignon e Pinot Grigio.
Moscadello
Questo vino è un’antica tradizione ed è prodotto da un’uva coltivata da tempo immemorabile in queste zone, il moscato bianco. Questo piacevole e sorprendente vino da dessert è stato nei secoli apprezzato da molti noti personaggi sia in Italia che all’estero. Il Moscadello è prodotto nei tipi Tranquillo, Frizzante e Vendemmia Tardiva.
Per ulteriori informazioni: www.consorziobrunellodimontalcino.it
Olio extravergine d’Oliva
La produzione di olio ha una tradizione antichissima nella zona ed è tramandata di generazione in generazione. Le piante di olivo, pur essendo molto simili, presentano caratteristiche diverse a seconda della varietà. Le più comuni nel territorio sono il “moraiolo”, l’ “olivastro” e il “pendolino”. Dalla spremitura delle olive, generalmente piccole e raccolte tra ottobre e novembre, si ottiene un olio dal colore verde intenso e con bassa percentuale di grassi.
Miele
Tra le consuetudini più antiche della Toscana c’è l’allevamento delle api. Tale attività è entrata, ormai da anni, a far parte dell’economia del territorio: nell’area di Montalcino si produce l’1% di tutto il miele italiano. Varie le qualità prodotte, tra cui si distinguono il “millefiori”, il miele di acacia, quello di corbezzolo e quello di castagno. Da alcuni anni Montalcino è fregiata del titolo “Città del Miele”.
Formaggi e salumi
Considerevole è la produzione di formaggio pecorino dolce o salato nei tipi fresco, semistagionato ed invecchiato. Questo tipo di formaggio rivela tutto il suo gusto se abbinato a vini di Montalcino o accompagnato con il miele. Fanno parte della tradizione locale, prosciutti, salsiccie, salami, finocchiata, soppressa, buristo, anche prodotti con carni di suino “cinta senese” e di cinghiale.
Tartufi
La qualità del tartufo bianco della zona è strettamente legata alle proprietà e caratteristiche geologiche del terreno delle Crete Senesi. Con tali premesse la cittadina di San Giovanni d’Asso detiene la presidenza e la sede operativa della:
Associazione Nazionale Città del Tartufo
piazza A. Gramsci, 1
tel. +39 0577 803101
email: asscittadeltartufo@gmail.com



















