Musei, pinacoteche e raccolte d’arte di Firenze

MUSEI D'ARTE
Musei Archeologia
Casa museo
Musei Storia
Musei scienza
Musei tematici

musei5Galleria degli Uffizi

A Firenze ci sono oltre 60 musei e gallerie che contengono un incommensurabile patrimonio artistico e storico. Tra tutti hanno un posto di assoluta preminenza gli Uffizi, uno dei principali musei d’arte del mondo, affollato tutti i giorni dell’anno da un imponente numero di visitatori. Altrettanto frequentata è la Galleria dell’Accademia, dove è stato collocato il David di Michelangelo, una delle più celebri e ammirate statue di tutto il mondo. Quindi i musei di Palazzo Pitti, diversi tra loro, ma non meno attraenti. Ma molto visitate sono anche altre raccolte di prestigio quali il Museo dell’Opera del Duomo, le Cappelle Medicee, il Museo del Bargello, il Museo di Palazzo Vecchio, il Museo Archeologico. Tra quelle dedicate a personaggi famosi anche la Casa Buonarroti e il Museo Casa di Dante attraggono un cospicuo numero di visitatori. Infine altre esposizioni, di carattere diverso, tutte legate a personalità della moda e dello spettacolo quali il Museo Salvatore Ferragamo, il Museo Gucci e la Fondazione Franco Zeffirelli.

ARTE

Musei, pinacoteche e raccolte d’arte collettive

Galleria degli Uffizi

Zona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: piazzale degli Uffizi, 6
Tel.: +39 055 2388651
Sito: www.uffizi.it
Prenotazioni: tel. +39 055 294883
Orari: da martedì a domenica 8.15-18.50; chiuso tutti i lunedì, 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre; la biglietteria chiude alle 18.05; le operazioni di chiusura iniziano alle 18.35
Biglietti: intero € 8,00, ridotto € 4,00, gratuito ogni prima domenica del mese. E’ possibile prenotare biglietto e orario di ingresso telefonando +39 055 294883, costo della prenotazione € 4,00
Accessibilità disabili:
Servizi: audioguide (in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e giapponese) costo € 6,00 per apparecchio singolo, € 10,00 per apparecchio doppio; tre bookshop (quello all’ingresso è specializzato in pubblicazioni di storia dell’arte; negli altri due sono in vendita, oltre a guide in diverse lingue, anche oggetti e gadget ispirati alle opere delle Galleria); caffetteria con servizio di ristorante; guardaroba gratuito, ufficio postale

L’edificio che ospita uno dei più famosi musei di tutto il mondo ebbe origine dalla volontà del granduca Cosimo I° Medici di riunire 13 magistrature dislocate in varie sedi in un unico complesso. Se ne occupò Giorgio Vasari, che fece demolire molti edifici che si frapponevano tra Palazzo Vecchio e l’Arno, inglobando anche la chiesa romanica di S. Pier Scheraggio ed i lavori iniziarono nel 1560. Il progetto comprendeva due corpi di fabbrica paralleli in pietra grigia, entrambi su loggiato sostenuto da pilastri, ed uno trasversale con un’ampia arcata aperta sul piazzale interno e sull’Arno. Nel 1565 gli Uffizi vennero collegati a Palazzo Vecchio mediante l’arco su via della Ninna e con Palazzo Pitti (da poco divenuto sede della corte granducale) tramite il passaggio soprelevato, successivamente conosciuto come Corridoio Vasariano. Il grande edificio fu completato nel 1580 da Alfonso Parigi e Bernardo Buontalenti, succeduti al Vasari dopo la sua morte. Nell’arcata sull’Arno fu collocata una grande statua di Cosimo I°, opera del Giambologna (1585), mentre quelle nelle nicchie dei pilastri sono più recenti. Tra tutte si distinguono Giotto e S. Antonino di Giovanni Dupré e Niccolò Machiavelli di Lorenzo Bartolini.

Al primo piano del maestoso edificio è ubicata la Galleria degli Uffizi, il più antico museo dell’Europa moderna. Infatti, a partire dal 1581 il corridoio orientale iniziò ad accogliere dipinti e statue. Nel 1584 Bernardo Buontalenti costruì poi la Tribuna per esporre i tesori dei Medici e, due anni dopo, uno scenografico teatro. La raccolta si accrebbe nel periodo del granduca Ferdinando I°. Nel 1737 Anna Maria Luisa, ultima erede della casa Medici, cedette ai Lorena le raccolte della famiglia a patto che rimanessero a Firenze e che fossero ammirabili al pubblico. A metà del XIX° secolo la Galleria degli Uffizi accentuò la propria specializzazione in pinacoteca.

La Galleria degli Uffizi è uno dei musei più famosi del mondo per le sue straordinarie raccolte di dipinti e di statue antiche. È divisa in varie sale organizzate, in ordine più o meno cronologico, per scuole pittoriche e stili. Tra i dipinti del XIV° secolo e del Rinascimento ci sono alcuni capolavori assoluti dell’arte di tutti i tempi realizzati da Cimabue, Giotto, Simone Martini, Piero della Francesca, Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli (di cui la Galleria vanta la maggiore raccolta al mondo), Mantegna, Correggio, Leonardo da Vinci, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, Tiziano solo per citare i maggiori.
 Importanti sono anche le opere di pittori tedeschi, olandesi e fiamminghi. Tra questi Dürer, Rembrandt, Rubens.
 Nel complesso hanno sede altre importanti raccolte: la Collezione Contini Bonacossi ed il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.
 Le opere conservate nei depositi sono visitabili solo su richiesta.

Corridoio Vasariano

Intimamente legato alla Galleria degli Uffizi, è visitabile solo su prenotazione. Vi sono esposte importanti dipinti del XVII° e XVIII° secolo e la raccolta degli autoritratti.

Collezione Contini Bonacossi

Galleria Uffizi - FI - donazione Contini Bonacossi

Contiene parte delle opere d’arte della raccolta personale dell’antiquario e collezionista Alessandro Contini Bonacossi (1878-1955), donata allo stato nel 1969. La collezione rimase a lungo in deposito finché a metà degli anni ’90, ne fu iniziato il trasferimento in un ambiente vicino agli Uffizi. Dal 1º marzo 2018 è stata integrata nel percorso museale degli Uffizi.

Museo dell'Opera del Duomo

Zona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: piazza Duomo, 9
Tel.: +39 055 2302885
Email: [email protected]
Sito: www.operaduomo.firenze.it
Orari: 9.00-19.00, chiuso il primo martedì di ogni mese.

È ubicato di fronte all’abside del Duomo, in un edificio ristrutturato da Filippo Brunelleschi ed abbellito dai Della Robbia. Inaugurato nel 1891, è la maggiore concentrazione di scultura monumentale fiorentina al mondo: statue e rilievi medievali e rinascimentali in marmo, bronzo e argento dei maggior artisti del tempo. Capolavori che, nella maggior parte dei casi, furono realizzati per gli esterni e gli interni dei maestosi edifici religiosi ubicati proprio dirimpetto al museo: il Battistero, la Cattedrale di S. Maria del Fiore e il Campanile di Giotto. La specializzazione del museo è quella di presentare in modo adeguato le opere realizzate per questi edifici che, nel loro insieme costituiscono ciò che attualmente è denominato il “Grande Museo del Duomo”.

Dal 2015 il museo ha un nuovo assetto interno per esporre al meglio le circa 750 statue del XIV° secolo e del Rinascimento qui conservate. È uno spettacolare allestimento in grado di valorizzare capolavori unici al mondo che, per la prima volta, vengono presentati in modo adeguato e fedele al senso per cui sono stati creati. Una sorta di museo nel museo, un concentrato di fede, arte e storia che non ha eguali al mondo e dove i visitatori possono interagire con alcune delle opere. Sono visibili capolavori di Michelangelo, Donatello, Luca della Robbia, Lorenzo Ghiberti, Andrea Pisano, Nanni di Banco solo per citare alcuni dei nomi più conosciuti degli oltre 500 artisti presenti nel museo. Tale allestimento scenografico è stato ottenuto unendo la precedente struttura museale all’attiguo Teatro degli Intrepidi: 5.500 metri quadrati articolati in 25 sale disposte su tre piani. Per la visita sono stati creati due percorsi: uno breve (30-60 minuti), tutto al piano terreno e che interessa tre soli ambienti, per gruppi e per chi ha poco tempo mentre l’altro, completo (1-2 ore), comprende la visita a 27 sale, la visione di filmati didattici e la sosta su una terrazza panoramica. Nella prima sala – “Sala del Paradiso” – è stato collocato un modello in resina dell’originale facciata del Duomo, con le nicchie occupate dalle circa 70 statue originali, a suo tempo rimosse per preservarle dalle intemperie. Di fronte è stata collocata la Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti, ai lati le altre due porte bronzee. Allestimenti particolarmente emozionali sono stati realizzati per la Maddalena Penitente di Donatello (1453-1455) e la Pietà Bandini di Michelangelo (circa 1547).

Galleria dell'Accademia e Museo degli Strumenti Musicali

Galleria Accademia - FI - Michelangelo - DavidZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: Via Ricasoli, 58-60
Tel. +39 055 2388612
Sito: www.galleriaaccademiafirenze.beniculturali.it
Orari: da martedì a domenica 8.15-18.50;
 chiuso tutti i lunedì
Biglietti: intero € 8,00,
 ridotto € 4,00 gratuito a minori sotto i 18 anni di età, tutti i visitatori con handicap certificato ed un accompagnatore, membri ICOM, giornalisti.
Servizi: audioguide disponibili (in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e giapponese
), costo: € 6,00 per apparecchio singolo, € 10,00 per apparecchio doppio; bookshop
Accessibilità disabili: dispositivi per l’accesso alle persone disabili

L’edificio fu voluto alla fine del XVIII° secolo dal granduca Pietro Leopoldo quale atélier per gli allievi dell’attigua Accademia di Belle Arti in modo che le opere contenute fossero i modelli cui attingere per esercitarsi. Numerosi dipinti furono aggiunti a metà del secolo successivo mentre il David di Michelangelo vi fu trasferito nel 1873.

La Galleria deve la sua vasta popolarità alla presenza di alcune sculture di Michelangelo: i Prigioni, il San Matteo e, in particolare, il celeberrimo David, per il quale venne realizzata nel 1882 la scenografica galleria.
 Nei locali attigui, ricavati da due antichi conventi, sono state raccolte, a partire al XIX° secolo, importanti opere d’arte provenienti dall’Accademia del Disegno, dall’Accademia di Belle Arti e da conventi soppressi. 
Si tratta in gran parte di dipinti di soggetto religioso eseguiti dai maggiori artisti attivi a Firenze e nei dintorni dalla seconda metà del XIII° secolo alla fine del XVI°. In particolare, la collezione di tavole a fondo oro è unica al mondo. Nelle sale del primo piano c’è un insieme di grandiosi polittici tardo-gotici, pervenuti integri. 
Da segnalare inoltre la gipsoteca di due scultori del XIX° secolo – Lorenzo Bartolini e Luigi Pampaloni – e la raccolta di icone russe.

 

Museo degli Strumenti Musicali

Museo Strumenti Musicali - FI - violinoIl museo espone soprattutto strumenti del XVIII° secolo, originariamente presso il conservatorio Cherubini, provenienti dalle raccolte medicee e lorenesi. Ci sono violini, viole e violoncelli, alcuni dei quali realizzati dal più importante liutaio della storia Stradivari. Inoltre numerose curiosità quali il clavicembalo di Bartolomeo Cristofori, inventore del pianoforte.

Musei di Palazzo Pitti

Palazzo Pitti

Informazioni generali

È possibile prenotare il biglietto e l’orario di ingresso telefonando a +39 055 294883, costo della prenotazione € 3,00;

Il Tesoro dei Granduchi ed il Museo della Moda e del Costume sono inseriti nel circuito FIRENZE CARD: 72 musei in 72 ore al prezzo di €uro 72. La card è acquistabile presso la biglietteria centrale di Palazzo Pitti. Per l’acquisto on-line e per maggiori informazioni consultare il sito www.firenzecard.it

Servizi

– un bookshop è situato nel cortile di Palazzo Pitti e un altro all’ingresso della Galleria Palatina. Sono in vendita le guide del museo in diverse lingue, pubblicazioni d’arte e oggetti ispirati alle opere d’arte.

– la caffetteria è situata nel cortile di Palazzo Pitti, all’estremo del porticato destro, vicino alla rampa che conduce al Giardino di Boboli.

– il guardaroba per tutti i musei di Palazzo Pitti è ubicato al pianterreno con ingresso dal cortile. È obbligatorio depositare ombrelli, grossi zaini, borse voluminose e quanto potrebbe arrecare pericolo alle opere e agli altri visitatori all’interno del percorso museale. Il servizio è gratuito.

1 – Galleria Palatina

Musei Palazzo Pitti - Galleria Palatina - FI

Zona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: Piazza Pitti, 1
Tel.: +39 055 2388614
Sito: www.uffizi.it/palazzo-pitti
Orari: da martedì a domenica 8.15-18.50; chiuso tutti i lunedì
Biglietti: ingresso unico per Galleria Palatina, Appartamenti Reali e Galleria d’Arte Moderna intero € 8,50, ridotto€ 4,25, gratuito ogni prima domenica del mese. E’ possibile prenotare il biglietto e l’orario di ingresso telefonando a +39 055 294883, costo della prenotazione € 3,00
Servizi: audioguide (in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e giapponese) costo € 6,00 per apparecchio singolo, € 10,00 per apparecchio doppio; due bookshop; caffetteria; guardaroba gratuito

Situata nell’ala sinistra di Palazzo Pitti, tra i più bei saloni dell’edificio affrescati da Piero da Cortona ed altri, fu creata tra la fine del XVIII° secolo e i primi decenni del successivo, per volere dei granduchi Lorena. Nelle sale di rappresentanza furono collocati i capolavori provenienti soprattutto dalle collezioni dei Medici e fino a quel momento dislocati in vari altri ambienti. Si tratta di una collezione straordinaria che comprende opere di Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Rubens, Pietro da Cortona e di altri maestri italiani ed europei del Rinascimento e del XVII° secolo. I quadri, con le loro sontuose cornici, coprono tutte le pareti delle sale, secondo la tradizione delle “quadrerie” del XVII° secolo. Questo allestimento, insieme alle ricche decorazioni in stucco ed agli affreschi presenti nelle sei sale di facciata, conferisce alla Galleria un fascino particolare. Al periodo napoleonico risalgono alcuni preziosi arricchimenti come il bagno di Elisa Baciocchi e la Venere italica di Antonio Canova.

Appartamenti Reali

Museo Palazzo Pitti - FI - appartamenti realiOccupano le quattordici magnifiche sale dell’ala destra del palazzo, gli ambienti che furono residenza privata dei Medici e delle successive famiglie regnanti (Lorena e Savoia), e sono allestiti con mobili, arredi ed opere d’arte di un periodo compreso tra il XVI° ed il XIX° secolo.

 

 

 

 

2 – Galleria d’Arte Moderna

Fattori Giovanni - ritratto cugina -Museo Palazzo Pitti - FIZona: Area fiorentina
Tipo:
pinacoteca
Indirizzo:
Piazza Pitti, 1
Tel. +39 055 2388601
Orari: da martedì a domenica 8.15-18.50;chiuso lunedì
Biglietti: ingresso unico per Galleria Palatina, Appartamenti Reali e Galleria d’Arte Moderna intero € 8,50, ridotto € 4,25, gratuito ogni prima domenica del mese. E’ possibile prenotare il biglietto e l’orario di ingresso telefonando a +39 055 294883, costo della prenotazione € 3,00
Servizi: audioguide (in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e giapponese) costo € 6,00 per apparecchio singolo, € 10,00 per apparecchio doppio; due bookshop; caffetteria; guardaroba gratuito

È situata al secondo piano ed espone dipinti e sculture, per la maggior parte italiani, dalla fine del XVIII° secolo fino agli anni della Prima Guerra Mondiale. Questa ampia raccolta offre un panorama completo del periodo artistico italiano dal periodo neoclassico ai primi decenni del Novecento. Sono visibili opere di numerosi esponenti di livello quali Antonio Canova, Francesco Hayez, Giovanni Duprè, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Giovanni Boldini, oltre che a quelle dei macchiaioli e dei futuristi quali Giacomo Balla e Filippo Marinetti.

3 – Museo delle Porcellane

Museo Palazzo Pitti - FI - Museo PorcellaneZona: Area fiorentina
Tipo:
museo d’arte
Indirizzo:
Piazza Pitti, 1
Tel. +39 055 2388605

È ubicato nella settecentesca palazzina Casino del Cavaliere, posta sulla sommità del giardino di Boboli e voluta dalla famiglia Medici come luogo dove si riunivano gli Accademici del Cimento e dove il granduca Gian Gastone apprendeva la lingua francese. Raccoglie le più belle porcellane d’Europa, acquistate dai granduchi Pietro Leopoldo e da Ferdinando III° o regalate da vari sovrani europei. La collezione già esistente fu arricchita dalle porcellane provenienti dalle dimore storiche di Parma, Piacenza e Sala Baganza che, dal 1860, furono in un certo senso “saccheggiate” per arredare gli appartamenti sabaudi a Firenze.

4 – Museo delle Carrozze

Musei Palazzo Pitti - FI - Museo CarrozzeZona:
Area fiorentina
Tipo:
museo d’antiquariato
Indirizzo:
Piazza Pitti, 1
Tel. +39. 055 2388611

Raccoglie raffinati esemplari di carrozze in uso alla corte lorenese e sabauda nei secoli XVIII°-XIX° e antichi finimenti per cavalli. 
Il veicolo più antico è un coupé settecentesco, di uso privato, ma il nucleo principale della raccolta è costituito da berline del secolo XIX°. 
Tra queste risaltano la berlina di gala di Ferdinando II° di Borbone, quella proveniente dalle scuderie dei Savoia, ma appartenuta, forse, al duca di Modena Francesco IV°, e le tre commissionate da Ferdinando III° di Lorena tra il 1818 e il 1820.

5 – Museo degli Argenti (Tesoro dei Granduchi)

Musei Palazzo Pitti - FI - Tesoro Granduchi (ex Museo Argenti)Zona: Area fiorentina
Tipo:
museo d’antiquariato
Indirizzo:
Piazza Pitti, 1
Tel. +39 055 2388709
Orari: invernale da lunedì a domenica 8.15-16.30; estivo 8.15 -17.30; chiuso primo e ultimo lunedì del mese
Biglietti: ingresso unico al Giardino di Boboli, al Museo delle Porcellane e al Giardino Bardini intero € 7,00, ridotto € 3,50, gratuito ogni prima domenica del mese; i biglietti sono acquistabili anche online all’indirizzo www.b-ticket.com/b-ticket/uffizi.

Situato al piano terreno e al Mezzanino di Palazzo Pitti, il museo occupa gli ambienti del cosiddetto “Appartamento d’Estate” della famiglia Medici, fatto affrescare e decorare nel 1635 dal granduca Ferdinando II° in occasione delle sue nozze. Include l’importante “Tesoro dei Medici”: dai famosi vasi in pietre dure di Lorenzo il Magnifico ai cammei ed agli intagli di Cosimo I°; dai cristalli di rocca di Francesco I° alle ambre di Maria Maddalena d’Austria; dai vasi fantasmagorici in avorio di Mattias Medici alla famosa collezione di gioielli appartenuti a Anna Maria Luisa, ultima esponente della casata.

Gli argenti che danno il nome al museo provengono dal cosiddetto “Tesoro di Salisburgo” cioè dalle collezioni dei vescovi di Salisburgo, trasportate a Firenze da Ferdinando III° di Lorena nel 1815. 
Il museo conserva inoltre un’importante collezione di gioielli realizzata tra il XVII° e il XX° secolo da prestigiose manifatture italiane e europee. E’ stata recentemente inaugurata una significativa sezione dedicata al gioiello contemporaneo, fatto che conferma la vitalità di questo storico museo.

Un nuovo allestimento contiene la collezione di porcellane cinesi e giapponesi iniziata dai Medici nel XV° secolo; negli stessi ambienti ha trovato collocazione anche un’importante collezione recentemente donata dalla famiglia Scalabrino e, anch’essa, costituita da porcellane cinesi e giapponesi e da alcune maioliche europee. Al mezzanino del museo è possibile visitare una straordinaria collezione di ritratti in miniatura, realizzati fra la metà del XVI° ed il XX° secolo, che illustra le principali scuole di produzione: francese, inglese, italiana, tedesca, austriaca e statunitense.

6 – Galleria del Costume

Musei Palazzo Pitti - FI - Museo Moda e CostumeZona:
Area fiorentina
Tipo:
museo di costume e abbigliamento
Indirizzo:
Palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti – Piazza Pitti, 1
Tel. +39 055 2388713

Orari: invernale da lunedì a domenica 8.15-16.30; estivo 8.15-17.30 chiuso primo e ultimo lunedì del mese
Biglietti: ingresso unico al Giardino di Boboli, al Museo delle Porcellane ed al Giardino Bardini intero € 7,00, ridotto € 3,50, gratuito ogni prima domenica del mese; i biglietti sono acquistabili anche online all’indirizzo www.b-ticket.com/b-ticket/uffizi.

È situata nella Palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti. Con i suoi circa 6.000 pezzi, tra abiti antichi e moderni, accessori e costumi teatrali e cinematografici, si può considerare l’unico museo di storia della moda in Italia ed uno dei più importanti in ambito internazionale. Nelle vetrine c’è un’ampia selezione di abiti e accessori dal XVIII° secolo ad oggi, che viene rinnovata ogni due/tre anni, sostituendo i capi esposti con altri estratti dal deposito. La Galleria del Costume è un museo atipico e dinamico, che rinnova ogni volta il suo allestimento grazie al continuo incremento del proprio patrimonio, con donazioni da parte di privati e istituzioni e acquisti dello Stato. È anche l’unico museo italiano a tracciare una storia dettagliata delle mode che si sono susseguite, grazie anche alla presenza di numerosi esemplari prestigiosi di stilisti italiani e stranieri. Frequenti mostre temporanee illustrano settori particolari delle collezioni.

Cappelle Medicee

Basilica di San Lorenzo - FI - Capella dei PrincipiZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: piazza Madonna degli Aldobrandini, 6
Tel.: +39 055 0649430
Email: [email protected]
Sito: www.bargellomusei.beniculturali.it
Orari: da lunedì a domenica 8.15-18.00 
chiuso 2° e 4° domenica del mese, 1°, 3° e 5° lunedì del mese
Ingresso (prenotazione online):
 intero o ridotto (valido per cittadini europei tra i 18 e i 25 anni); gratuito (valido per cittadini europei sotto i 18 anni e sopra 65; gruppi di studenti su prenotazione)
Accessibilità ai disabili:
Servizi:
 ingresso per disabili, museo dotato di dispositivi per disabili, 
bookshop, audioguide (in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, giapponese), guardaroba

Michelangelo - Cappelle Medicee - tomba di giuliano de Medici - FI

Nel 1869 le Cappelle Medicee sono divenute un museo statale, ma la loro storia è strettamente legata a quella della Chiesa di S. Lorenzo a cui sono indissolubilmente unite. Il museo è costituito dalla Sagrestia Nuova, disegnata e concepita nel suo ornamento scultoreo da Michelangelo, dalla Cappella dei Principi, monumentale mausoleo in pietre dure, dalla Cripta, dove sono sepolti i granduchi Medici e i loro familiari, e dalla Cripta Lorenese, che accoglie, oltre alle spoglie della famiglia dei Lorena, il monumento funebre a Cosimo il Vecchio.

Il museo conserva inoltre una parte del prezioso tesoro della Basilica di S. Lorenzo, costituito da parati sacri e magnifici reliquiari.

Museo Nazionale del Bargello

bargello3Zona:  Area fiorentina
Tipo: museo storico
Indirizzo:  via del Proconsolo, 4
Tel.: +39 055 2388606/294883
Sito:  www.museodelbargello.it
Orari: da lunedì a domenica 8.15-18.00
Ingresso: intero €4,00, ridotto €2,00, gratuito (valido per cittadini europei sotto i 18 anni e sopra 65; gruppi di studenti su prenotazione)
Servizi: bookshop, audioguide in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, giapponese, guardaroba
Accessibilità ai disabili:

Il Palazzo del Bargello, originariamente conosciuto come palazzo del Capitano del Popolo, fu la prima sede di varie istituzioni pubbliche in epoca medievale. Fu iniziato a metà del XIII° secolo incorporando una torre preesistente e completato nel 1320. Nel cortile fu impiccato Bernardo Bandini, l’uccisore di Giuliano Medici nel corso della congiura dei Pazzi. Leonardo da Vinci, testimone dell’evento, eseguì un disegno. Dal 1574 vi ebbe sede il Capitano di Giustizia (o Bargello), ovvero il comandante della polizia. Di conseguenza alcuni ambienti furono adattati a celle carcerarie. Fu ristrutturato a metà del XIX° in vista della creazione del Museo Nazionale del Bargello.

bargello4Il museo, ubicato all’interno del palazzo, è una delle più importanti raccolte al mondo di sculture – Donatello, Della Robbia, Michelangelo, Verrocchio -, di avori medievali e di armi antiche. Il cortile contiene opere scultoree comprese tra il XV° e XVII° secolo. Tra quelle più notevoli Incoronazione di Ferdinando I° di Benedetto da Maiano, S. Luca di Niccolò Lamberti, sei statue di Bartolomeo Ammannati, Oceano del Giambologna, Pescatorello di Vincenzo Gemito.

A piano terra la Sala del Trecento ospita sculture ed ornamenti provenienti, in gran parte, da chiese della città. Tra le più notevoli Povertà di Giovanni Balduccio, Madonna col Bambino e una una cariatide di Tino di Camaino, tre accoliti di Arnolfo di Cambio e due imponenti statue di Paolo di Giovanni: Madonna col Bambino e SS. Pietro e Paolo.

La Sala di Michelangelo e della Scultura del Cinquecento è tutta riservata al sommo artista. Vi sono esposte il tondo Pitti (circa 1504), la scultura Bacco (opera giovanile del 1496), David-Apollo (1530-32), il busto Bruto (1539). Inoltre un altro Bacco, opera però di Jacopo Sansovino (1510). Seguono varie opere, tutte in piccole dimensioni, ispirate agli originali del Buonarroti.

Nella sala sono ampiamente documentati altri due eccellenti artisti del Rinascimento. Di Benvenuto Cellini sono esposti due bozzetti del Perseo, le tre sculture Narciso, Apollo e Giacinto, Ganimede ed il busto di Cosimo I° (1545-47). Del Giambologna il Mercurio Volante e Firenze che trionfa su Pisa (1575). Tra le altre opere notevoli della sala Adamo ed Eva di Baccio Bandinelli e l’affresco Madonna col Bambino attribuito a Taddeo Gaddi.

Nel loggiato al primo piano altre sculture del XVI° secolo: Architettura ed altri bronzi del Giambologna. L’ampio e pittoresco Salone del Consiglio Generale è tutto dedicato a Donatello e alla scultura fiorentina inizio XV° secolo. Del grande artista sono esposti il busto di Niccolò da Uzzano in terracotta policroma, il leone del marzocco, il bronzo Atys-Amor, il famoso S. Giorgio (originariamente all’esterno della chiesa di Orsanmichele) e due David: uno in marmo, l’altro in bronzo. Inoltre il rilievo Crocifissione.

Filippo Brunelleschi - formella sacrificio di Isacco - Bargello - FINella stessa sala due busti, il S. Giovannino ed il bassorilievo marmoreo Madonna Panciatichi di Desiderio da Settignano e un altorilievo in bronzo di Bertoldo, entrambi allievi di Donatello. Anche di grande intresse storico le due formelle Sacrificio di Isacco che parteciparono al concorso del 1401 per la porta del Battistero: la prima di Lorenzo Ghiberti (risultato vincitore), l’altra di Filippo Brunelleschi. Di quest’ultimo è anche il reliquiario bronzeo dei SS. Proto, Giacinto e Nemesio. Altre opere notevoli sono Madonna, Bambino ed angeli di Agostino di Duccio, un’Annunciazione ed una Madonna di Michelozzo, S. Bernardino del Vecchietta, marmi e terracotte invetriate di Luca della Robbia.

Nella Sala Araba sono esposti oggetti metallici, armi, avori, maioliche, gioielli, tessuti di matrice islamica. Nell’adiacente Sala Carrand (dal nome del collezionista-raccoglitore) spiccano gli affreschi che riproducono stemmi di metà XIV° secolo ed una ricca raccolta di oggetti di origine europea ed anche esotica. Nell’attigua Cappella di S. Maria Maddalena un ciclo di affreschi opera di allievi di Giotto. Spicca un ritratto di Dante che la tradizione vuole essere uscito dalla mano del grande pittore. Nella sagrestia una croce in oro ed argento di Antonio Pollaiolo.

Nella Sala degli Avori sono esposti moltissimi oggetti, parte dei quali particolarmente preziosi e risalenti anche al V° secolo d.C. Inoltre un busto di S. Pietro, opera di Davide o Domenico Ghirlandaio, appartenuto a Lorenzo il Magnifico. Nella Sala Bruzzichelli spicca una Madonna con Bambino di Jacopo Sansovino. La Sala delle Maioliche offre un panorama completo di questa importante espressione artistica in Italia: sono presenti realizzazioni di origine senese, orvietana, fiorentina, di Montelupo. Di assoluto valore il medaglione del granduca Francesco I° Medici (ne sono sopravvissuti solo una quarantina di pezzi). Alle pareti cinque tondi in terracotta invetriata di Giovanni e Luca Della Robbia.

Al secondo piano le prime due sale sono interamente dedicate alle realizzazioni dei Della Robbia – soprattutto Giovanni – ed allievi. Tra le opere più notevoli della prima Adorazione della Vergine, Noli me tangere, S. Marta, Presepio. Inoltre terrecotte di Santi e Benedetto Buglioni. Tutta dedicata ad Andrea Della Robbia la seconda, in cui spiccano un busto di fanciullo, la Madonna degli Architetti, la Madonna del Cuscino, l’Adorazione del Bambino.

L’armeria, un tempo ben più ricca, conserva comunque oggetti di epoca medicea, fucili ed armature appartenute a personaggi storici. Nella Sala dei Bronzetti una cospicua raccolta di opere di piccole dimensioni, in gran parte risalenti al XVI° secolo. Tra tutti spiccano Ercole che schianta Anteo di Antonio Pollaiolo, Ganimede di Benvenuto Cellini ed alcuni bronzetti del Giambologna.

La Sala della Scultura della fine XV° secolo contiene un notevole numero di opere del Verrocchio. Il bronzo David, la terracotta policroma Resurrezione, il rilievo Madonna con Bambino, il marmo Dama con il mazzolino, ritratti vari. Nella sala sono presenti anche opere notevoli di Mino da Fiesole, Benedetto da Maiano, Desiderio da Settignano, Antonio Pollaiolo, Antonio Rossellino.

Nelle due salette del Medagliere oltre un migliaio di immagini e ritratti di personaggi, alcuni dei quali realizzati da importanti artisti quali Gian Lorenzo Bernini, Francesco da Sangallo, Pisanello.

Museo di Palazzo Vecchio - Torre di Arnolfo

Palazzo Vecchio - FIZona: Area Fiorentina
Tipo:
museo d’arte
Indirizzo:
Palazzo Vecchio – piazza della Signoria
Tel: +39 055 2768325
Sito: www.museicivicifiorentini.comune.fi.it
Orari
Museo: da aprile a settembre tutti i giorni 9.00-24.00; da ottobre a dicembre tutti i giorni 9.00-19.00 – il giovedì 9.00-14.00
Torre e camminamento di ronda: estivo tutti i giorni 9.00-21.00; invernale tutti i giorni 10.00-17.00 – il giovedì 10.00-14.00
Ingresso: intero €uro 10, ridotto € 8; Torre €uro 10, ridotto € 8; Museo + Torre intero €uro 14, ridotto € 12
Visite particolari: in date prefissate e solo con guida di gruppo è possibile visitare i passaggi segreti dell’edificio e gli ambienti più difficilmente accessibili come lo Studiolo di Francesco I°

Palazzo Vecchio ha rappresentato il cuore politico di Firenze per circa due secoli, prima di diventare la residenza del duca Cosimo I° Medici. La storia plurisecolare è testimoniata dalla decorazione degli ambienti interni e dagli oggetti d’arte di varia epoca. Composto da più nuclei (medievale, rinascimentale e tardo-rinascimentale), è notevole soprattutto per gli interni progettati da Giorgio Vasari per Cosimo I° e la moglie Eleonora di Toledo. Lungo il percorso sono esposti vari capolavori, come sculture di Donatello, Andrea Verrocchio e Michelangelo. Tra i numerosi eccellenti artisti c’è stato anche Agnolo Bronzino, cui si deve la decorazione della Cappella di Eleonora (1540-45), probabilmente la maggiore espressione pittorica dell’artista.

Il Palazzo dei Priori e i cortili

L’accesso principale è tramite il portone sulla piazza, sopra il quale c’è un ampio monogramma di Cristo con i raggi. Si entra subito in un ampio cortile fortemente ristrutturato nel 1453 da Michelozzo. Attorno al 1565 Giorgio Vasari progettò l’ornamento del loggiato con grottesche e gli affreschi delle città dell’Impero Asburgico. Contemporaneamente fu collocata la fontana centrale e vi fu sovrapposto il putto del Verrocchio (quello attualmente visibile è una copia). Seguono il Cortile della Dogana e poi un ampio cortile realizzato da Bartolomeo Ammannati e da Bernardo Buontalenti a conclusione dell’ultimo ampliamento del complesso. Da qui si accede a vari uffici del Comune di Firenze.

Il primo piano e Salone dei Cinquecento

Una scala monumentale progettata da Giorgio Vasari permette di salire all’imponente Salone dei Cinquecento, realizzato da Antonio da Sangallo, Simone del Pollaiolo (detto “Cronaca”) e Francesco di Domenico in poco più di un anno. Nel 1502 furono commissionati ai due maggiori pittori della città – Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti – due grandi affreschi celebrativi. Entrambi realizzarono i cartoni preparatori: la Battaglia di Anghiari il primo, la Battaglia di Cascina l’altro. Solo Leonardo iniziò l’affrescatura ma, insoddisfatto dei risultati, abbandonò l’opera.

Le ampie superfici rimaste grezze furono poi affrescate da Giorgio Vasari e alcuni collaboratori con episodi delle guerre contro Pisa e contro Siena. La realizzazione del soffitto fu eseguita nel 1563-65 mentre tutte le altre pitture e decorazioni furono eseguite da Giorgio Vasari e collaboratori. La tribuna soprelevata, destinata al seggio ducale, fu realizzata da Baccio d’Agnolo e Baccio Bandinelli. Al centro della parete settentrionale c’è il Genio della Vittoria, originariamente scolpito da Michelangelo per la tomba del papa Giulio II°. Dal Salone si può osservare il piccolo studio del granduca Francesco I° Medici, affrescato dal Vasari assieme a vari collaboratori, tra cui Alessandro Allori e Santi di Tito. Si accede anche alla sala dedicata al papa Leone X°, di famiglia Medici. Le pitture celebrative di episodi di guerra e della vita del pontefice sono pure opera di Giorgio Vasari e collaboratori.

Il secondo piano e i quartieri

Bronzino - Cappella Eleonora di Toledo - Palazzo Vecchio - FIDa questa sala si accede al secondo piano, costituito dal Quartiere degli Elementi e dal Quartiere di Eleonora, entrambi iniziati da G.B. Tasso, completati dal Vasari e affrescati da quest’ultimo assieme a vari collaboratori. I primi constano di ben nove ambienti, tutti dedicati agli elementi e a soggetti mitologici. Vi è stato ricollocato l’originale putto del Verrocchio che si trovava nel cortile d’accesso. L’altro quartiere è dedicato ad Eleonora di Toledo, moglie del granduca Cosimo I°. Di particolare pregio la cappella, decorata dal Bronzino nel periodo 1540-45, probabilmente la maggiore espressione pittorica dell’artista.

Sullo stesso piano altre quattro sale, rinnovate dal Vasari con l’apporto di collaboratori per i dipinti e le decorazioni. Procedendo oltre si accede alla Cappella dei Priori, realizzata da Baccio d’Agnolo nel 1511-14 e decorata da Ridolfo del Ghirlandaio. Quindi la Sala dell’Udienza, completata da Giuliano da Maiano, parimenti autore del portale d’accesso e della decorazione della successiva Sala dei Gigli. Qui l’affresco è opera di Domenico Ghirlandaio mentre il gruppo bronzeo Giuditta e Oloferne è di Donatello. Seguono la vecchia Cancelleria dove lavorò Niccolò Machiavelli (busto in stucco dipinto e ritratto eseguito da Santi di Tito).

Sala del Mappamondo

Il Quartiere del Mezzanino, realizzato da Michelozzo nel 1453, è divenuto un unico ambiente museale. Vi sono collocate le opere d’arte donate dal critico d’arte statunitense Charles Loeser. Gli artisti più rappresentativi della raccolta sono Agnolo Bronzino, Giambologna, Jacopo del Sellaio, Tito di Camaino, Pietro Lorenzetti, Pontormo, Jacopo Sansovino.

Museo di San Marco

Beato Angelico - Annunciazione - Museo S. Marco - FIZona: Area fiorentina
Tipo: museo di arte sacra
Indirizzo: piazza San Marco, 3

Tel.: +39 055 2388608
Email: [email protected]
Sito: www.polomusealetoscana.beniculturali.it/index.php?it/190/museo-di-san-marco-firenze
Prenotazione visite: tel. +39 055 294883
, costo della prenotazione € 3,00
Orari:
 dal lunedì al venerdì ore 8.15-13.50;
 sabato, domenica e festivi 8.15-16.50; chiuso 1a, 3a, 5a domenica e il 2° e 4° lunedì di ogni mese
Biglietti: 
intero € 8,00, ridotto: € 2,00;  i biglietti sono in vendita anche on line www.b-ticket.com/b-ticket/uffizi
Accessibilità disabili:
Servizi: bookshop, visite guidate

Occupa una vasta area del convento domenicano di S. Marco e ne conserva intatta l’atmosfera. Fondato nel 1436 e realizzato su progetto dell’architetto Michelozzo, il convento ebbe un ruolo importante nella vita religiosa e culturale della città come testimonia anche la vicenda del frate Gerolamo Savonarola. 
La fama del museo è dovuta soprattutto ai dipinti del Beato Angelico, uno dei massimi pittori del Rinascimento, che affrescò molti ambienti del convento. Altri dipinti, ancora dell’Angelico ma di varia provenienza, sono stati qui raccolti nel XX° secolo. Per questo motivo il museo espone una straordinaria panoramica dell’attività del pittore che qui visse e lavorò a lungo. 
Importanti sono anche le raccolte del XVI° secolo, con opere di Fra’ Bartolomeo, e il lapidario proveniente dalla zona del Mercato Vecchio demolita alla fine del XIX° secolo per realizzare la piazza della Repubblica.

Tra le curiosità il primo dipinto, attribuito a Domenico Ghirlandaio, in cui sono raffigurati bicchieri di vetro in luogo delle tradizionali coppe.

Cappella Brancacci (Chiesa di Santa Maria del Carmine)

Zona: Area fiorentina
Tipo: cappella affrescata (XV° secolo)
Indirizzo: Chiesa di santa Maria del Carmine – piazza del Carmine
Tel.: +39 055 2382195

È il vero gioiello della chiesa di Santa Maria del Carmine e una delle maggiori concentrazioni di eccellenti artisti in un’unico ambiente della città. Fu commissionata da una delle famiglie fiorentine all’epoca più in vista. L’affrescatura da parte dell’innovatore Masaccio e del più tradizionalista Masolino da Panicale inziò probabilmente nel 1424 e fu completata da Filippino Lippi, allievo di Sandro Botticelli, dopo il 1480. Il ciclo pittorico di Masaccio riassume la storia della salvezza del genere umano per merito di Cristo e della Chiesa. L’eccezionale artista dipinse La Cacciata dal Paradiso Terrestre (universalmente considerato il suo capolavoro), Il pagamento del tributo, Battesimo dei neofiti, La resurrezione del figlio di Teofilo e San Pietro in cattedra (completato da F. Lippi), San Pietro, seguito da Giovanni, risana gli infermi con la sua ombra, La distribuzione delle elemosine e la morte di Anania. Masolino da Panicale fu l’autore di Tentazione di Adamo ed Eva, Predica di San Pietro, La guarigione dello storpio e la resurrezione di Tabita. Filippino Lippi completò l’affrescatura della cappella con tre opere esclusive: San Pietro in carcere visitato da San Paolo, La disputa di Simon Mago e la crocifissione di San Pietro, L’angelo libera San Pietro dal carcere.

Museo del Bigallo (Loggia del Bigallo)

Bernardo Daddi - trittico - Museo Bigallo - FirenzeZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: piazza San Giovanni
Tel.: +39 055 288496
Email: [email protected]
Sito: cultura.comune.fi.it/pagina/musei-civici-fiorentini/museo-del-bigallo
Ingresso: libero previa prenotazione

Solo dopo l’ultima disastrosa alluvione di Firenze (1966) iniziò la ricerca delle varie opere d’arte originariamente appartenenti alla Loggia del Bigallo ma disperse nel corso dei secoli successivi. L’esposizione si articola in tre sale.

Nella prima c’è il crocifisso ligneo del cosiddetto Maestro del Bigallo (1250 circa), collocato tra affreschi opera della bottega di Nardo di Cione tra cui un Cristo tra due angeli (1364) e di cui si conserva anche la sinopia). Attribuita al Maestro della Maddalena Johnson (ambiente di Lorenzo di Credi) è il tondo Madonna con Bambino, San Giovannino e due angeli (1490 circa), posto vicino al tondo di Jacopo del Sellaio Madonna con Bambino, due angeli, San Pietro Martire e Tobia (1490 circa). Il grande altare sulla parete di fondo era quello dell’antico oratorio: ci sono le tre grandi sculture di Alberto Arnoldi, Madonna col Bambino (circa 1360) e due Angeli reggicandelabro. Nella predella del tabernacolo ci sono tre pitture su tavola di Ridolfo del Ghirlandaio: Morte di San Pietro Martire, Madonna della Misericordia, Natività e Fuga in Egitto e Tobia e Tobiolo seppelliscono un morto davanti al Bigallo (1515). Attribuita ad Alberto Arnoldi è anche la piccola scultura Madonna col Bambino.

Nella piccola sala successiva sono esposte due opere di grande pregio della pittura tardogotica: il Trittico portatile (Madonna con Bambino e santi, Natività, Crocefissione, San Nicola salva Adeodato e San Nicola rende Adeodato ai genitori) di Bernardo Daddi (1333) e la Madonna dell’Umiltà con due angeli dell’allievo del Beato Angelico Domenico di Michelino (circa 1480). Altre opere sono alcune tavole di Madonna col Bambino: una attribuita al Maestro Esiguo (1450 circa), una al Maestro di San Miniato (1480 circa), una della bottega di Mariotto di Nardo (circa1430), una in terracotta policroma della bottega di Lorenzo Ghiberti.

Museo Bigallo - Firenze antica (XIV secolo)Nell’ultima sala spicca il grande affresco Madonna della Misericordia, dove, in basso, è visibile la più antica raffigurazione di Firenze nella prima metà del XIV° secolo; sono ben riconoscibili il Battistero, il Duomo (con la facciata grezza), il primo troncone del Campanile, Palazzo Vecchio, il Bargello e tre chiese (Badia Fiorentina, Santa Croce e Santa Maria Novella). L’opera è attribuita alla bottega di Bernardo Daddi e fu eseguita attorno al 1342. Sono quindi esposti gli affreschi di Niccolò Gerini e Ambrogio di Baldese (1386), staccati dalla vecchia facciata dello Spedale. Tra le tavole pittoriche una Madonna col Bambino della scuola di Sandro Botticelli e una tavola cuspidata bifronte della cerchia dell’Orcagna o dei suoi fratelli (circa 1360). Successive sono le due tele di Carlo Portelli, Carità e Madonna assunta con in gloria con due orfanelli (1570 circa). Tra le sculture c’è lo stemma degli Altoviti, attribuito a Desiderio da Settignano (1463 circa).

Museo di Orsanmichele

Museo Orsanmichele - FI - interno della salaZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: via dell’Arte della Lana, 1
Tel.: +39 055 0649450
Email: [email protected]
Sito: www.bargellomusei.beniculturali.it
Orari: lunedì 10.00-16.50, sabato 10.00-12.30
Ingresso: gratuito
Accessibilità disabili: no

Nel museo, che sovrasta l’omonima chiesa,  sono esposte le sculture originali, opera dei più celebri artisti fiorentini dal XV° al XVI° secolo, che ornavano le nicchie esterne sui quattro lati dell’edificio. È un insieme altamente rappresentativo dei massimi scultori dall’epocai: San Giorgio di Donatello, Incredulità di San Tommaso del Verrocchio, San Giovanni Battista di Lorenzo Ghiberti, Sant’Eligio di Nanni di Banco. Inoltre opere di altri eccellenti scultori e artisti quali Baccio da Montelupo, Giambologna, Filippo Brunelleschi.

Museo Orsanmichele - FI - particolare statuaDal secondo piano si può osservare un eccellente panorama della città.

Pinacoteca dell’Ospedale degli Innocenti (Galleria dell’Ospedale)

Museo Innocenti - FI - pinacotecaZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: piazza Santissima Annunziata, 13
Informazioni: tel. +39 055 2037308
Email: [email protected]
Sito: www.museodeglinnocenti.it
Orari: tutti i giorni 10.00-19.00
Ingresso: intero € 7,00, ridotto € 5,00; medio € 10,00 (accesso al Museo e noleggio di strumenti di supporto alla visita: audioguida multilingue, kit di visita) ridotto € 8,00; riduzioni over 65, gratuito bambini fino a 11 anni, studenti universitari, disabili e loro accompagnatori
Visite guidate (1 ora): singole tel. +39 848 082380; gruppi (minimo 12-massimo 25) prenotazione obbligatoria tel. +39 848 082380
Accessibilità disabili:
Servizi: bookshop, caffetteria letteraria, laboratori artistici

La galleria è situata nel locale sopra il portico della facciata che, nel progetto brunelleschiano, era destinato ad “abituro dei fanciulli”. È stata aperta al pubblico nel 1971 e raccoglie circa cinquanta opere, in maggior parte pittoriche, ma anche alcuni arredi e due busti marmorei, oltre ad otto antifonari del XIV e XV secolo. La raccolta museale costituisce solo una parte del patrimonio artistico dell’ente poiché altre opere sono distribuite nei locali adibiti a uffici mentre alcune, assieme a pregevoli tabernacoli con statuine del XVIII° secolo, sono ancora in deposito.

Tra le opere di maggior pregio lo stendardo processionale dello Spedale raffigurante la Madonna con i piccoli Innocenti, eseguito nel 1445 da Domenico di Michelino, allievo del Beato Angelico, e poi restaurato agli inizi del XVI° secolo dalla bottega di Francesco Granacci, la grande pala Adorazione dei Magi di Domenico Ghirlandaio (dipinta dal 1485 al 1488 in collaborazione con Bartolomeo di Giovanni), la terracotta invetriata Madonna col Bambino di Luca della Robbia (1450 circa); la grandiosa tavola Madonna in trono col Bambino e Santi, tra i capolavori di Pietro di Cosimo (ultimi anni del XV° secolo), una Madonna col Bambino e un angelo, opera giovanile di Sandro Botticelli, eseguita su imitazione di quella più famosa del proprio maestro Filippo Lippi, una delicata anconetta con l’Incoronazione della Vergine del Maestro della Madonna Strauss (1405 circa).  Ci sono inoltre inginocchiatoi, cassapanche e suppellettili rinascimentali. In alcune bacheche splendidi graduali e antifonari miniati della prima metà del XV° secolo, opera di Gherardo di Giovanni.

Museo della Misericordia

Museo Misericordia - FIZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: piazza Duomo, 20
Tel.: +39 055 2393917
Email: [email protected]
Sito: www.museo.misericordia.firenze.it
Orari: tutti i giorni 9.00-17.00
Ingresso: biglietto unico € 4,00
Accessibilità disabili: con sedia a rotelle

È ubicato al quarto piano della storica sede del sodalizio. Il percorso è articolato in 14 sale dove sono esposte opere d’arte, documenti d’archivio e oggetti che illustrano, sinteticamente, i quasi otto secoli di storia dell’Arciconfraternita. Sono circa 80 oggetti, molti dei quali appositamente restaurati, tra manoscritti, quadri, stemmi, arredi, oggetti d’uso e manufatti dell’artigianato fiorentino; inoltre una copia dello statuto dell’Arciconfraternita degli inizi XVI° secolo. Quattro filmati illustrano la storia e i servizi che, attualmente, la Misericordia effettua.

Sono esposte opere di importanti artisti quali Santi di Tito (due oli su tavola), Benedetto da Maiano (crocifisso in legno dipinto del XV° secolo), Sano di Pietro, Bachiacca (olio su tavola del XVI° secolo), Sogliani, G. Battista Naldini, Butteri, Dono Doni, Puligo, Carlo Dolci (olio su tavola del XVII° secolo) e tele del periodo caravaggesco e di quello contemporaneo (Pietro Annigoni ed Elisabeth Chaplin). Non potevano mancare due terrecotte dipinte del XVI° secolo – Gesù Bambino e San Giovannino – della bottega Della Robbia.

Cenacolo di Santo Spirito (Andrea Orcagna)

Andrea Orcagna - Cenacolo di Santo Spirito - FIZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: p.zza Santo Spirito, 29
Tel.: +39 055 287043
Sito: www.museicivicifiorentini.it
Orario: tutti i giorni 9.00-14.00; chiuso il lunedì
Biglietto: intero €uro 2,20, ridotto € 1,70

È il refettorio di un convento agostiniano del XIV° secolo, un grande ambiente con soffitto a capriate, ed è quanto rimane dopo la ristrutturazione dell’intero complesso religioso effettuata da Filippo Brunelleschi cento anni più tardi. Alla fine del XIX° secolo fu aperta la parete sulla piazza danneggiando in maniera vistosa l’Ultima Cena di Andrea Orcagna. Fortunatamente, al di sopra, è sopravvissuta una grande Crocifissione (1360-1365), una delle migliori opere dell’artista nonché una delle più ampie pitture murali del XIV° secolo.

Nella sala sono esposte sculture di epoca compresa tra l’XI° e il XV° secolo. Si tratta della donazione – circa 70 oggetti d’arte della collezione privata – dell’antiquario Salvatore Romano al Comune di Firenze. Le opere furono scelte in funzione della loro destinazione e sistemate nel cenacolo dallo stesso Romano. La Fondazione Salvatore Romano ne ha proseguito gli scopi. Spiccano i due bassorilievi San Massimo e San Prosdocimo attribuiti a Donatello, l’altorilievo della Madonna con il Bambino della scuola di Jacopo della Quercia e due sculture marmoree – una cariatide e un angelo adorante – di Tino da Camaino che risalgono al periodo tra il 1320 e il 1322. Infine affreschi staccati e mobilio risalente ai secoli XVI° e XVII°.

Cenacolo di Andrea del Sarto

Cenacolo di Andrea del Sarto - FIZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: via di S. Salvi, 16
Tel.: +39 055 2388603
Email: [email protected]
Sito: www.polomusealetoscana.beniculturali.it/index.php?it/177/cenacolo-di-andrea-del-sarto-firenze
Orari: da martedì a domenica, ore 8.15-13.50; chiuso lunedì
Ingresso: libero
Accessibilità disabili:

Il museo occupa gran parte di un antico convento dei Vallombrosani intitolato a S. Salvi e prende il nome dal Cenacolo, un grande affresco raffigurante l’Ultima Cena, posto nel refettorio, opera di Andrea del Sarto, uno dei capolavori della pittura rinascimentale. 
Nei vasti locali del convento sono collocati importanti dipinti della prima metà del XVI° secolo, che documentano lo sviluppo della pittura fiorentina di quel periodo. Tra questi opere di Pontormo, Andrea del Sarto, Franciabigio, Raffaellino del Garbo, Giuliano Bugiardini, Bachiacca. 
Inoltre il monumento funebre a S. Giovanni Gualberto, fondatore dei vallombrosani, ordinato nel 1505 a Benedetto da Rovezzano e rimasto incompiuto.

Museo Stefano Bardini

Zona: area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: via dei Renai, 37
Tel. +39 055 2342427
Sito: museicivicifiorentini.comune.fi.it/bardini/
Orari: lunedì, venerdì, sababato, domenica 11.00-17.00
Biglietti: intero € 6,00, ridotto 4,50, gratuito fino a 18 anni, gruppi di studenti e rispettivi insegnanti, guide turistiche e interpreti, disabili e rispettivi accompagnatori
Accessibilità disabili: sì. ingresso da Piazza de’ Mozzi, 1

Il museo contiene opere d’arte di vario genere, principalmente di origine rinascimentale e barocca. Il museo prende il nome dal suo iniziatore Stefano Bardini (1836-1922), il più autorevole antiquario italiano, che decise di trasformare la propria collezione in museo e di donarla al Comune di Firenze. I pezzi esposti rivelano uno stretto legame con la città e provengono dallo smantellamento del vecchio centro cittadino (1881) e dalle chiese acquisite dall’amministrazione comunale a seguito della soppressione degli enti ecclesiastici del 1886. Nella stessa sala trovano posto anche importanti opere, come il Porcellino di Pietro Tacca, il Diavolino del Giambologna, il Marzocco dorato dall’architrave di Palazzo Vecchio. Complessivamente il museo costituisce una straordinaria documentazione del collezionismo, dell’antiquariato e dell’artigianato artistico nei secoli XIX° e XX°. La raccolta contiene oltre 3.600 pezzi tra sculture, dipinti e oggetti di arti applicate fino al XVIII° secolo, con maggiori presenze di opere del Medio Evo e del Rinascimento, trenta disegni di Tiepolo, terrecotte invetriate della bottega Della Robbia. Inoltre preziose raccolte di medaglie e monete, bronzetti, ceramiche, strumenti musicali, antichi tappeti orientali, splendidi cassoni nuziali quattrocenteschi e una piccola ma importantissima armeria.

Museo Horne (Museo della Fondazione H.P. Horne)

Desiderio da Settignano - San Giovannino - Museo Horne - FIZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: Palazzo Corsi – via de’ Benci, 6
Tel: +39 055 244661
Email: [email protected]
Sito: www.museohorne.it
Orari: tutti i giorni 10.00-14.00 – chiuso mercoledì
Biglietti: intero € 7,00, ridotto € 5,00
Servizi: itinerari tematici di visita, animazioni, teatralizzazioni, laboratori creativi e multimediali per le scuole di ogni ordine e grado. I percorsi attualmente attivi sono: Abitare a palazzo – Ori e colori. Le attività hanno la durata di due ore circa e si svolgono nell’orario 10.00-12.00. Prenotazione obbligatoria tel. +39 055 244661

È ubicato in un palazzo già appartenuto alla famiglia Corsi, il cui progetto è attribuito al Cronaca. All’inizio del XX° secolo fu acquistato da H.P. Horne, profondo conoscitore dell’arte rinascimentale, che lo restaurò egregiamente con l’intento di accogliere adeguatamente la propria collezione di dipinti, sculture, disegni e arredi e per ricreare l’atmosfera e gli ambienti di una dimora rinascimentale. Alla morte, avvenuta nel 1916, Horne lasciò la raccolta (che nel frattempo era cresciuta fino oltre 6.000 opere e oggetti) allo stato italiano, dando vita ad una fondazione.

Il museo ha mantenuto l’aspetto voluto dal collezionista inglese: un raffinato scrigno di capolavori di pittura e scultura ma anche, e soprattutto, una casa arredata con pezzi pregiati dal XIII° al XVII° secolo. La raccolta museale è costituita da dipinti, sculture, porcellane, vetri, tessuti e monete. Tra le opere più significative esposte il bassorilievo Madonna e Bambino attribuito a Jacopo Sansovino, la statua in legno policromo San Paolo attribuita al Vecchietta, uno stucco policromo di Antonio Rossellino. Tra le pitture sono particolarmente pregevoli la tavoletta Santo Stefano di Giotto, Sacra Famiglia di Domenico Beccafumi, la tavoletta Santa Caterina d’Alessandria di Luca Signorelli, una piccola Crocifissione di Filippino Lippi, un frammento di Masaccio, l’olio Deposizione di Benozzo Gozzoli, un dittico attribuito a Simone Martini, un trittico di Pietro Lorenzetti. Inoltre due bozzetti, uno di Bartolomeo Ammannati, l’altro del Giambologna.

Museo di Casa Martelli

Zona: Area Fiorentina
Museo di Casa Martelli - salone affrescato - FirenzeTipo: museo d’arte e di arredi d’epoca
Indirizzo: via F. Zannetti, 8
Tel.: +39 055 0649420
Email: [email protected]
Sito: www.bargellomusei.beniculturali.it
Ingresso: gratuito
Orari:  giovedì 14.00, 15.00, 16.00 e 17.00; sabato 9.00, 10.00, 11.00 e 12.00; 1a, 3a e 5a domenica del mese 9.00, 10.00, 11.00 e 12.00
Accessibilità disabili:
Servizi: visite guidate

Appartenuto già per secoli alla nobile e antica casata Martelli, l’architetto Bernardino Ciurini, i pittori Vincenzo Meucci, Bernardo Minozzi e Niccolò Contestabile, assieme allo stuccatore Giovan Martino Portogalli, trasformarono l’interno dell’edificio a partire dal 1738. I lavori di restauro hanno conservato il carattere essenziale del palazzo, rendendolo però funzionale e visitabile: una casa-museo, non frutto di una ricostruzione, ma che ha mantenuto tracce della storia e degli eventi di una delle più antiche famiglie della città.

Tutti gli ambienti sono affascinanti: le stanze a piano terra, l’elegante scalone, la magnifica quadreria e le stanze del piano nobile, i saloni nei colori giallo e rosso, la cappella, il salone da ballo. Ci sono opere d’arte importanti, scarsamente conosciute: capolavori come l’Adorazione del Bambino, di Piero di Cosimo, i due pannelli nuziali di Domenico Beccafumi, le magnifiche tele di Luca Giordano e Salvator Rosa. Inoltre oggetti, mobili, tappezzerie e decorazioni, tutti rigorosamente d’epoca.

Museo di Palazzo Davanzati - Museo dell'Antica Casa Fiorentina

Zona: Area Fiorentina
Tipo: museo di arredi e ricami
Indirizzo: Palazzo Davanzati – via Porta Rossa, 13
Tel. +39 055 2388610
Email: [email protected]
Sito: www.imuseidifirenze.it/palazzo-davanzati/
Orari: tutti giorni 8.15-13.50
Servizi: visite accompagnate (con prenotazione obbligatoria) ore 10.00, 11.00 e 12.00

Palazzo Davanzati fu commissionato dalla famiglia Davizzi, ricchi mercanti della città, attorno a metà del XIV° secolo. All’inizio del XVI° secolo fu acquistato dalla famiglia Bartolini e, alla fine dello stesso, venduto al mercante Bernardo Davanzati, letterato e cultore di arti. Fu restaurato con cura all’inizio del XX° secolo. Fu sede del Museo della Casa Fiorentina Antica. Infatti, l’attuale museo, conosciuto anche come Museo dell’Antica Casa Fiorentina, contiene arredi provenienti da altri musei pubblici di Firenze, da acquisti, da donazioni di privati. Nel suggestivo cortile, completo di attacchi per cavalli c’è l’affresco staccato Madonna in trono col Bambino di fattura umbra (XIV° secolo). Molti degli ambienti interni hanno pareti affrescate. Notevole la varietà e il valore degli oggetti esposti, da mobili e arredi di ogni tipo ad arazzi, busti, armi antiche, dipinti, bassorilievi, sculture. Tra le opere pittoriche di maggior rilievo quelle dello Scheggia (fratello di Masaccio), di Spinello Aretino e quelle attribuite a Neri di Bicci, Francesco Granacci e Andrea del Sarto. Notevole anche la raccolta di merletti e ricami, tutti di epoca compresa tra il XIV° e XX° secolo.

Museo dell'Opificio delle Pietre Dure

Zona: area fiorentina
Tipo: museo di pietre dure e semipreziose
Indirizzo: via degli Alfani, 78
Tel. +39.055 265111
Sito: www.opificiodellepietredure.it
Orari: dal lunedì al sabato 8.15-14.00; chiuso: domenica
Biglietti: intero € 4,00, ridotto € 2,00
Visite guidate: gruppi e associazioni culturali  tel. +39 055 294883
Accessibilità disabili:

L’Opificio delle Pietre Dure è un istituto autonomo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali specializzato nel restauro delle opere d’arte. L’istituto ha combinato assieme un’antica e illustre tradizione e una moderna e articolata attività. Nato nel 1588 su impulso di Ferdinando I° Medici per la realizzazione di arredi in pietre dure, dalla fine del secolo XIX° l’Opificio si è specializzato nel restauro, prima dei materiali di epoche precedenti, poi verso materiali affini ma più recenti.

Opificio Pietre Dure - FI - antico banco da taglioll Museo è diretta filiazione della lavorazione artistica delle pietre dure e la caratteristica non corrisponde a una precisa prassi di raccolta e custodia, ma è piuttosto un riflesso della secolare attività. Nell’Opificio sono infatti rimaste opere incompiute o altre in corso di modifica e smontaggio, e quanto è sopravvissuto alle dispersioni di fine XIX° secolo. Tutto ciò, ivi compresi oggetti di grande suggestione e raffinatezza, è stato sufficiente a realizzare un’esposizione di tipo museale, includendo anche marmi antichi e pietre dure. È stato adottato un criterio tematico: nelle sale sono esposte le produzioni del periodo granducale (tanto mediceo che lorenese), nelle salette quelle del periodo successivo all’Unità d’Italia. il piano rialzato è dedicato alle tecniche di lavorazione. Nel corso della vista si può quindi seguire il processo completo di un’opera, dall’ideazione all’esecuzione.

Opere di singoli artisti

Cenacolo di Ognissanti (Domenico Ghirlandaio)

Domenico Ghirlandaio - Cenacolo di Ognissanti - FI - Ultima CenaZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: Borgo Ognissanti, 42
Tel.: +39 055 286700 / 2388754 / 2388603
Sito: www.polomusealetoscana.beniculturali.it/index.php?it/178/firenze-cenacolo-di-ognissanti
Orari: lunedì e sabato 9.00-13.00
Ingresso: gratuito

Il refettorio del Convento di Ognissanti contiene il grande affresco Ultima Cena realizzato da Domenico Ghirlandaio nel 1480. Inizialmente l’opera fu molto apprezzata, anche se Giorgio Vasari la cita appena. Altrettanto meno generosa la critica moderna: secondo alcuni studiosi il dipinto non ha abbastanza penetrazione psicologica né accenti drammatici. Durante i lavori di restauro è stata scoperta la sinopia dell’affresco, collocata sulla parete sinistra.

Il refettorio, tipico ambiente ad aula, contiene gli antichi lavabi e il portale, tutti datati 1488, e un’Annunciazione dei primi anni del XV° secolo.

Cenacolo di Sant'Apollonia (Museo Andrea del Castagno)

Cenacolo Santa Apollonia - FI - Andrea del CastagnoZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: via XXVII Aprile, 1
Tel.: +39 055 2388607
Sito: www.polomusealetoscana.beniculturali.it/index.php?it/179/firenze-cenacolo-di-santapollonia
Orario: tutti i giorni 8.15-13.50;
 chiuso 2° e 4° lunedì del mese, 1a, 3a, 5a domenica del mese
Biglietti: ingresso libero

Il museo è situato all’interno del Cenacolo di S. Apollonia, cioè quello che un tempo fu il monastero delle Benedettine di Sant’Apollonia, fondato nei primi decenni del XIV° secolo. Nel 1447 Andrea del Castagno fu incaricato di affrescare l’ampio refettorio del monastero. L’artista impiegò gli anni 1445-1450 per decorare la parte di fondo del refettorio. L’affresco si compone di varie scene tra cui spicca l’Ultima Cena (probabilmente giugno-autunno 1447), sovrastata dalla Resurrezione, dalla Crocifissione e dalla Deposizione.

Il Cenacolo espone altre opere: affreschi staccati, ancora di Andrea del Castagno, con relative sinopie; una Pietà e una Crocifissione di Paolo Schiavo; una Madonna col Bambino e santi e un’Incoronazione della Vergine e santi di Neri di Bicci. Infine gli affreschi Storie della Vergine di Domenico Veneziano, che si avvalse della collaborazione dello stesso Andrea del Castagno, di Alessio Baldovinetti e di un giovane Piero della Francesca. Appeso alla parete meridionale c’è un Crocifisso attribuito a Baccio da Montelupo.

Crocifissione del Perugino

Perugino - Crocifissione - Liceo Michelangelo - FIZona: area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Ingresso: Liceo Classico “Michelangelo” – via della Colonna, 9
Tel.: +39 055 2888803
Orario: l’accesso è possibile due volte alla settimana in orari che non interferiscono con l’attività didattica del liceo

L’opera si trova nella sala capitolare dell’ex-convento di Santa Maria Maddalena dei Pazzi. L’affresco, commissionato dalla famiglia Pucci, risale al 1494-1496 ed è la più grande opera del Perugino a Firenze. Quando il convento fu trasferito alle monache di clausura se ne persero le tracce. L’affresco fu riscoperto solo a metà del XIX° secolo. Nello stesso ambiente c’è anche l’affresco di San Bernardo accoglie il Cristo che si stacca dalla croce eseguito da un collaboratore dell’artista.

Chiostro dello Scalzo (Andrea del Sarto)

Andrea del Sarto - affreschi nel Chiostro dello Scalzo - FIZona: area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: via Cavour, 69
Tel.: +39 055 2388604

Originariamente era il portico di accesso della scomparsa chiesa della Compagnia dei Disciplinati di San Giovanni Battista, detta “dello Scalzo” perché durante le processioni il portacroce camminava a piedi nudi. Il progetto fu elaborato da Giuliano da Sangallo.

Gli affreschi delle pareti, tra i più importanti della pittura fiorentina del primo XVI° secolo, sono di Andrea del Sarto furono eseguiti tra il 1509 e il 1526. Secondo alcuni critici sono il suo capolavoro: sei degli otto grandi pannelli con le Storie di San Giovanni Battista e le Virtù – Fede, Speranza, Carità, Giustizia – ai fianchi delle porte accesso. L’arco di tempo trascorso tra un affresco e l’altro permette di notare l’evoluzione stilistica dell’artista. Andrea del Sarto avrebbe dovuto essere l’unico esecutore del ciclo, anche se nel 1518-1519 l’ amico e collaboratore Franciabigio eseguì alcuni affreschi.

ARCHEOLOGIA

Musei di Archeologia

Museo Archeologico Nazionale

Museo Archeologico - FI - La ChimeraZona: Area fiorentina
Tipo: museo di archeologico egizio, etrusco e greco-romano
Indirizzo: piazza SS. Annunziata, 9b
Tel.:  +39 055 23575 (centralino)/+39 055 294883 (informazioni)
Email: [email protected]
Sito: www.polomusealetoscana.beniculturali.it/index.php?it/198/firenze-maf-museo-archeologico-nazionale
Orari: lunedì 8.30-14.00; 
da martedì a venerdì 8.30-19.00; 
sabato e domenica 8.30-14.00
Ingresso: intero € 4,00, ridotto € 2,00  gratuito fino all’età di 18 anni, portatori di handicap e relativo accompagnatore.
Servizi: 
guardaroba per borse e zaini, bookshop, sezione didattica, distributore automatico di bevande e snack.
 Non è consentito l’accesso agli animali domestici. È consentito fotografare senza flash e cavalletto, per un utilizzo senza scopo di lucro.
Accessibilità ai disabili: 
richiesta di assistenza per l’accesso previo contatto telefonico al numero +39 055 23575. 
Il Museo è dotato di sedie a rotelle, di ascensori e di un bagno per disabili al piano terreno.

Dal 1880 il Museo Archeologico Nazionale di Firenze è ubicato nel Palazzo della Crocetta (primi anni del XVII° secolo), realizzato da Giulio Parigi quale  propria residenza della principessa Maria Maddalena Medici. È una delle più complete raccolte di archeologia italiana, con collezioni ricche e preziose, testimoni di civiltà estinte, ma di fondamentale importanza per la storia dell’umanità. È suddiviso in aree tematiche, due delle quali – antico Egitto e civiltà etrusca – particolarmente rilevanti.

La panoramica sull’Egitto preistorico inizia da strumenti e utensili di questo periodo.
 La lunga storia della gente e di questa grande cultura egiziana è testimoniata da oggetti di periodi ed origini diverse: utensili domestici, oggetti per la bellezza personale (sale I-V). 
La sala XI contiene diversi strumenti relativi alla mummificazione tra cui i vasi canopici, contenitori degli organi vitali del defunto essenziali per il corredo funerario.
 Quindi oggetti dell’epoca protodinastica: Regni Antico, Medio e Nuovo, fino all’era di Copta (310 a.
C.
).
 Tra gli oggetti di culto di questa grande civiltà politeista, ci sono alcuni frammenti di papiro ed i capitoli del Libro dei Morti. È una storia completa della formula ed il rituale per la sopravivenza dei morti dopo la vita (sala VI).
 Imponente è la raccolta di sarcofagi, sculture e geroglifici.

Museo Archeologico - Firenze - vaso Francois (570 aC)La seconda area è dedicata all’arte etrusca: scultura funeraria ed urne in terracotta (secoli IV°-III° a.
C.
).
 La Mater Matuta è il reperto più importante della sala IX: un’urna funeraria con la figura di una donna con un bambino tra le braccia, simbolo di fertilità e maternità.
 Gli oggetti furono tutti ritrovati a Chiusi, Chianciano Terme, Volterra e risalgono ai secoli IV° e VII° a.
C.
 Particolarmente ricca è la raccolta di bronzi: oggetti di devozione, utensili domestici, piccole figure animali e umane in posizione d’offerta (sala XIV). 
Quindi una serie di armi antiche in bronzo (pugnali, elmi, coltelli, lance e scudi per difesa) risalenti al VII° secolo a.
C.
 Tra le opere di grandi dimensioni il Sarcofago della Amazzoni e il Sarcofago dell’Obeso. Inoltre il bronzo a grandezza naturale della figura mitologica Arringatore.

La terza sezione è dedicata alle ceramiche dell’Attica: anfore funerarie, tazze geometriche e vasi del VIII° secolo a.
C.
 Sono vasi particolari, dipinti con la tecnica delle figure nere risalente al VI° secolo a.
C.
 (sala I): scene di vita, immagini mitologiche, gare di atletica e corse di carri e cavalli caratterizzano la produzione del famoso pittore Lydòs (560 a.
C.).
 Tra il 550 ed il 530 a.
C. l’attenzione dei ceramisti si concentrò su pochi personaggi e scene drammatiche: il periodo culmina con la narrazione delle gesta di eroi coraggiosi. 
Il famoso Hidrìa, un vaso per acqua potabile coperto da scene alle fontane, è certamente il pezzo più pregiato della sala II.

La quarta e ultima sezione contiene numerosi bronzi romani: ritratti, elmi, statue e maschere di nobili ed eroi. 
Molto importanti i due Elogia Arretina dedicati a Quinto Fabio Massimo e Appio Claudio Cieco: due tavole marmoree che descrivono il nome, la carriera, le imprese militari e gli impegni politici del personaggio cui si riferiscono.

Museo Fiorentino di Preistoria "Paolo Graziosi"

Zona: Area fiorentina
Tipo: museo di preistoria e paleontologia
Indirizzo: Palazzo delle Oblate – via Sant’Egidio, 21
Tel.: +39 055 055.295159
E-mail: [email protected]
Sito: www.museofiorentinopreistoria.it
Orari: da mercoledì a sabato 9.30-12.30 / luned, marted’ e giovedì ì 15.30-18.30; fuori orario solo gruppi su prenotazione
Accessibilità a disabili: sì; è consigliato l’accesso conascensore da via dell’Oriuolo

Fu costituito nel 1946 per volontà dell’antropologo e paleontologo fiorentino Paolo Graziosi e del collega Gaetano Pieraccini allo scopo di riunire, conservare e classificare le collezioni preistoriche esistenti in città. È disposto su due piani, con numerosi reperti in ordine cronologico dalla prima Età della Pietra fino alle soglie dell’età storica. Testimoniano le manifestazioni dell’attività umana basate dapprima su un’economia non produttiva di caccia e raccolta, quindi su di un’economia produttiva basata sull’agricoltura, la pastorizia, la lavorazione dei metalli. I documenti sono costituiti da strumenti di pietra, di osso, da oggetti ceramici, da armi di rame e di bronzo, da testimonianze artistiche (calchi, foto e originali) ecc., accompagnati dai rispettivi tipi umani, da resti faunistici e botanici. Provengono da scavi e ricerche italiane ed effettuate in Europa, Africa, Asia e America.

Nella prima sala sono illustrate le evoluzioni climatiche e ambientali della preistoria, nonché le trasformazioni fisiche e culturali dell’uomo nella preistoria e nella protostoria. Al centro è esposto lo scheletro di un orso delle caverne proveniente da Equi. Nel settore dedicato all’arte preistorica oltre a numerosi calchi e copie di pitture e incisioni rupestri, sono esposte alcune raffigurazioni originali provenienti dalla zona di Massa Marittima (GR), tra le quali un inconsueto piccolo rilievo con il ritratto di uomo con barba, di circa 11.000 anni fa. Tra le sepolture spicca il riparo del Romito, risalente al Paleolitico Superiore e proveniente dalla zona di Cosenza, con una sepoltura bisoma. Nella parte finale dell’ultima sala sono esposti alcuni reperti di provenienza africana, frutto di spedizioni di Paolo Graziosi.

Palazzo Vecchio - teatro romano

Zona: Area fiorentina
Tipo: area archeologica
Indirizzo: Palazzo Vecchio – piazza della Signoria
Tel.: +39 055 276224 / 2768558
Email (prenotazione visite): [email protected]
Sito: www.museicivicifiorentini.comune.fi.it
Visite: previa prenotazione obbligatoria
Orari: tutti i giorni 9.30-13.00 e 14.00-17.00

Palazzo Vecchio poggia sui resti di un grande teatro di epoca romana. Un declivio naturale di circa 5 metri nell’area sud-orientale della colonia fu sfruttato per la costruzione di un teatro (I° secolo a. C.). Gli scavi hanno consentito di identificare due fasi costruttive. Una prima in cui scena orchestra e gradini erano in muratura, il resto in legno. Nel successivo ampliamento di epoca adrianea (I°-II° secolo d.C.), l’ingresso alla platea e la cavea furono costruiti in muratura. L’area fu fortificata all’epoca della dominazione bizantina, dopodiché se ne perdono le tracce fino alla conferma storica dell’ubicazione nell’anno 1375.

A partire dal 1875 furono scavati i resti della cavea, permettendo una ricostruzione architettonica più vicina alle reali dimensioni del teatro adrianeo: il teatro aveva un diametro di circa 100 metri, un’altezza di 24/26 metri e poteva contenere 8/10.000 spettatori. La cavea era rivolta verso Piazza della Signoria mentre la scena era ubicata nell’area tra via dei Gondi e via dei Leoni.

Villa Corsini (Castello)

Villa Corsini Castello - AriannaZona: Area fiorentina
Tipo: edificio storico (XV° secolo) e museo archeologico
Indirizzo: via della Petraia, 38
Tel.: +39 055 2357704
Sito: www.polomusealetoscana.beniculturali.it
Orario: differenziato a seconda dei mesi (consultare il sito)
Ingresso: solo visite guidate (gratuite) con partenza ogni ora

La villa fu acquistata nel 1697 da Filippo Corsini che ne affidò la ristrutturazione all’architetto e scultore granducale Giovan Battista Foggini. Nel 1968 l’edificio fu donato allo Stato ed è stato oggetto di restauri alla facciata, al cortile interno e a buona parte degli ambienti interni. Nella villa c’è attualmente un deposito di reperti archeologici e materiali lapidei che non è stato possibile collocare altrove. Con gli oggetti di maggior valore e interesse è stato creato un percorso museale.

Villa Corsini - Castello (FI) - Apollo

Lungo le pareti del cortile sono stati collocati numerosi sarcofagi etruschi, provenienti dalla tomba gentilizia degli Statlane (Tuscania), databili tra la fine del IV°  e il II° a. C., oltre a un pregevolissimo sarcofago femminile, decorato a bassorilievo, scoperto a Tarquinia. Nel salone sono stati collocati alcuni tra i marmi più significativi: spiccano la statua in porfido dell’imperatore romano Adriano, unica nel suo genere, e quella della Peplophoros, splendida replica romana di un originale greco del V° secolo a.C. In altri ambienti del piano terra è stata collocata una parte di antichi marmi precedentemente in deposito presso la Galleria degli Uffizi.

Al primo piano c’è un’esposizione permanente di reperti rinvenuti nel territorio di Firenze. Spiccano i resti del corredo della Tomba della Mula (fine VII° secolo a.C.) e sculture funerarie di botteghe arcaiche di Fiesole, tra le quali l’eccezionale Cippo di Settimello (metà VI° secolo a.C.). Dell’esposizione fanno parte anche reperti provenienti dall’insediamento etrusco di Gonfienti, scoperto non lontano da Prato.

STORIA

Musei di storia e storia naturale

Tracce di Firenze

Zona: Area fiorentina
Tipo: museo storico
Indirizzo: Palazzo Vecchio – piazza della Signoria
Tel.: +39 055 2768224 / 2768558
Email: [email protected]
Sito: www.museicivicifiorentini.comune.fi.it
Ingresso: gratuito

È una nuova sezione espositiva che intende offrire una seducente panoramica della città nell’edificio storico più rappresentativo, Palazzo Vecchio. 

La città viene mostrata attraverso suggestive immagini di una selezione di importanti opere raffiguranti vedute e scorci cittadini. 
La storia di Firenze in quanto urbs – forma urbana – e in quanto civitas – identità politica, sociale e culturale – trova una sede privilegiata nelle stratificazioni architettoniche dello storico edificio: dai resti del teatro della Florentia romana visibili nelle fondamenta, alle testimonianze del medievale Palazzo dei Priori ai fasti del periodo mediceo, si giunge fino agli anni di Firenze capitale del Regno d’Italia.

Il nuovo nucleo espositivo è costituito da un allestimento permanente affiancato da una sezione temporanea.

 Nella sezione permanente è stato ricostruito un profilo della città e del suo sviluppo urbano con una selezione di dipinti, incisioni e disegni che documentano l’aspetto di Firenze nel corso dei secoli, dal primo Rinascimento all’epoca contemporanea.
 Seguono alcune delle celebri incisioni di Giuseppe Zocchi, che mostrano la Firenze del XVIII° secolo raffigurata nella quotidianità ed una serie di vedute fluviali e scorci urbani di  pittori, quali Livio Mehus, Thomas Patch, Emilio Burci e Giovanni Signorini.

Il vecchio centro cittadino è ricordato da un gruppo di piccole tavole di Augusto Marrani raffiguranti i caratteristici vicoli scomparsi nell’ambito delle travagliate trasformazioni urbanistiche della fine XIX° secolo. L’espansione della città moderna è sintetizzata dalla grande veduta panoramica di Firenze disegnata da Luigi Zumkeller nel 1936. Il percorso museale è conclusso da due testimonianze dei momenti più dolorosi della recente storia locale, le distruzioni belliche del 1944 e l’alluvione del 1966.

Museo Frederick Stibbert

Museo Stibert - FirenzeZona: Area fiorentina
Tipo:
museo di armi antiche, di antiquariato, di arredo d’epoca
Indirizzo: via F. Stibbert, 26
Tel.: +39 055 475520
Email: [email protected]
Sito: www.museostibbert.it
Orari
– museo: lunedì-martedì-mercoledì 10.00-14.00, venerdì-sabato-domenica 10.00-18.00; chiuso giovedì;
– Armeria Giapponese aperta su prenotazione il venerdì alle ore 15.00, il sabato alle 11.00 e la domenica alle 12.00 e 15.00; per prenotazioni tel. +39 055 475520, email [email protected]
– parco: aperto gratuitamente mesi da aprile a ottobre 8.00-19.00; mesi da novembre a marzo 8.00-17.00
Ingresso: intero €uro 8,00, ridotto € 6,00, ridotto portatori di handicap €2,00
Accessibilità a disabili:
Visite: la visita, di un’ora circa, inizia a ogni ora; per ogni gruppo è ammesso un numero massimo di 25 persone.
Servizi: visite guidate, caffetteria

Frederick Stibbert figlio di un imprenditore inglese e di una donna toscana, fu un grande viaggiatore e un raffinato collezionista. Ha dedicato tutta la vita alla raccolta di migliaia di opere che ha catalogato e esposto all’interno della villa che aveva fatto ampliare e restaurare. All’impresa lavorarono artisti fiorentini dell’epoca, tra cui l’architetto Giuseppe Poggi, i pittori Gaetano Bianchi e Annibale Gatti, che si occuparono degli affreschi, e lo scultore Augusto Passaglia.

La collezione Stibbert è oggi composta da circa 50.000 oggetti. La sezione più ricca è quella dell’armeria che contiene quattordici armature equestri complete. Inoltre l’armeria europea, rappresentativa di Italia, Germania e Francia, è composta da numerose corazze, armi bianche e da fuoco, risalenti principalmente ai secoli XVI°-XVIII°. Ci sono anche 95 armature giapponesi, oltre 200 elmi e 285 armi. Sono oggetti databili tra la fine del XVI° secolo e del XIX°. Infine, in una sala con decori moreschi, sono esposti i modelli di cavalieri turchi ottomani del XVI° secolo, mentre i pezzi della collezione indiana risalgono al periodo tra il XVI° e XVII° secolo.

La collezione raccoglie anche costumi, porcellane e dipinti di pregio quali una Madonna di Alessandro Allori, due grandi opere di Luca Giordano, una Madonna di Sandro Botticelli, due Santi di Carlo Crivelli, una tavola con Madonna e il Bimbo del Maestro di Verucchio e il ritratto di Francesco de’ Medici attribuito al Bronzino. Da visitare anche il parco e il giardino all’inglese con tempietti, grotte e giochi d’acqua. In stile neoclassico è la Limonaia, ora ristrutturata e allestita per ospitare eventi pubblici e privati.

Museo di Antropologia ed Etnologia

Museo Storia Naturale - FI - antropologiaZona: Area Fiorentina
Tipo: museo di antropologia ed etnologia
Indirizzo: via del  Proconsolo, 12
Tel.: +39 055 236449
Email: [email protected]
Sito: www.msn.unifi.it
Orario: 1° ottobre -31 maggio lunedì, martedì, giovedì, venerdì 9.30-16.30; sabato, domenica, festivi 10-16.30; 1° giugno-30 settembre tutti i giorni 10.30-17.30; chiuso mercoledì
Ingresso: intero € 6,00, ridotto € 3,00
Prenotazione guide: tel. +39 055 2756444, email [email protected]

Il più antico museo di questo tipo in Italia, contiene un patrimonio scientifico di grande importanza, attraverso il quale è possibile ripercorrere la storia delle metodologie di studio adottate dagli antropologi del XIX° e del XX° secolo e avvicinarsi alla conoscenza delle culture native. C’è un’importante raccolta di resti umani: mummie, reperti tricologici, calchi in gesso, preparati anatomici e scheletri di un arco temporale che va dalla preistoria all’epoca moderna.

La Sezione conserva un archivio fotografico di circa 26.000 stampe originali,  comprende una cospicua serie di ritratti antropologici e molte immagini scattate durante i viaggi di esplorazione oltre ad una serie di immagini dedicate allo studio della mimica facciale e delle espressioni emotive. La componente più spettacolare delle raccolte è costituita da oltre 25.000 manufatti etnografici, provenienti da viaggi di esplorazione e missioni scientifiche che tra XIX° e XX° secolo si sono susseguite in molte regioni della Terra. Constano di oggetti di ogni tipo: abiti, accessori d’abbigliamento, ornamenti e gioielli, maschere, elementi architettonici, imbarcazioni, paramenti da cavalcatura, idoli e amuleti, armi da offesa, da difesa e da caccia, utensili agricoli, per la pesca, per la cucina, oggetti d’arredo di abitazioni, strumenti musicali, oggetti liturgici di culti diversi, libri, dipinti e manoscritti.

Gli oggetti sono anche una panoramica completa di tutti i materiali lavorati dall’uomo: legno, corteccia, foglie e fibre vegetali sia allo stato naturale che come componenti di tessuti e lavori di intreccio, frutti e semi, osso, avorio, corno, conchiglie, metalli, pietre e marmi, argille, coloranti naturali, pelli piume, capelli. Le raccolte etnografiche comprendono inoltre materiali paletnologico, composti da reperti litici, fittili e metallici. Gli oggetti provengono da tutti i continenti e appartengono a raccolte effettuate in epoche diverse: dalle più antiche, risalenti al XVI° e XVII° secolo. Rari e preziosi i cimeli esposti: da quelli delle collezioni medicee (che comprendono manufatti dell’Africa e delle Americhe) alla preziosa raccolta effettuata da James Cook durante i suoi viaggi nel Pacifico (XVIII° secolo), che annovera testimonianze della cultura materiale dei popoli della Polinesia e delle coste occidentali del Canada. Infine le raccolte del periodo coloniale (XIX° secolo) fino alle più recenti, frutto di campagne di ricerca svoltei nel deserto della Giordania meridionale a partire dal 1980.

Particolarmente interessanti le raccolte effettuate in Indonesia da Elio Modigliani. Si tratta di oltre 2.000 oggetti documentari della cultura dei popoli di Sumatra e degli arcipelaghi vicini, corredate da fotografie e da resoconti di viaggio. Splendidi sono i  lavori di artigianato dei nativi del Nord America. Per la quantità e qualità dei beni culturali conservati, il Museo di Antropologia e Etnologia di Firenze è uno dei più importanti del mondo nel suo genere.

MUSMA - Museo della Simbologia Massonica

Zona: Area fiorentina
Tipo: museo storico
Indirizzo: via dell’Orto, 7
Tel.: +39 055 220166
Sito: www.musma.firenze.it
Orari: da lunedì a venerdì 15.00 -19.00, sabato e domenica 10.00 -13.00 e 15.00-19.00
Ingresso: intero €uro 13,00 ridotto € 7,00

Nel museo sono esposti 10.000 oggetti e documenti provenienti da tutto il mondo riguardanti alla massoneria. Il pezzo più prezioso è sicuramente un grembiule francese che risale alla fine del 1700 e che fu sepolto durante la seconda guerra mondiale per nasconderlo e salvarlo dai nazifascisti. Per i più curiosi, al piano superiore, sono stati ricostruiti fedelmente il Gabinetto di Riflessione (luogo dove si muovono i primi passi nella Massoneria) e il piccolo tempio di Rito Scozzese di una Loggia operativa capace di ospitare 15 fratelli, con simboli e strumenti dei tre gradi massonici: apprendista, compagno, maestro. E’ il primo esempio di Museo della Massoneria in Italia.

Museo di Storia Naturale

Zona: Area fiorentina
Tipo: musei di storia naturale
Indirizzo: via Giorgio La Pira, 4
Tel.: +39 055 2756444 (prenotazioni dal lunedì al venerdì 9.00-16.00)
Email: [email protected]
Sito: www.msn.unifi.it
Orario: 1° ottobre -31 maggio lunedì, martedì, giovedì, venerdì 9.30-16.30;
 sabato, domenica, festivi 10-16.30;
 1° giugno-30 settembre
 tutti i giorni 10.30-17.30; chiuso mercoledì
Biglietti: intero € 6,00,
ridotto € 3,00
Prenotazione Guide: tel. +39 055 2756444, email [email protected]

Le origini risalgono al 1775, quando il granduca Pietro Leopoldo di Lorena istituì l’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale, uno dei primi musei in Europa ad aprire al pubblico ed il primo a presentare la natura nella sua completezza. Con oltre due secoli di storia ed una raccolta complessiva di dieci milioni di esemplari, Il Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze è il più importante museo naturalistico italiano ed uno dei maggiori a livello internazionale. Il museo è suddiviso in otto sezioni dislocate in varie parti della città: Antropologia ed Etnologia, Biomedica, Botanica, Chimica, Geologia e Paleontologia, Mineralogia e Litologia, Orto Botanico, Zoologia. Tutte le raccolte sono attivamente controllate, conservate e valorizzate al fine di trasmettere uno straordinario patrimonio di conoscenze scientifiche e storiche.

1 – Mineralogia e Litologia

Museo Storia Naturale - FI - mineraliIndirizzo: via Giorgio La Pira, 4
Tel.: +39 055 2757536

Le ricchissime raccolte mineralogiche e litologiche offrono un’appassionante panoramica nel mondo dei minerali e delle rocce, con approfondimenti sull’evoluzione della Mineralogia e del suo studio. Gli oltre 50.000 esemplari di minerali e rocce costituiscono un vasto panorama su quanto reperibile, in passato e al giorno d’oggi, sulla Terra, con un breve sguardo anche alla realtà esterna (meteoriti).  Il valore assoluto delle collezioni, sia dal lato scientifico che da quello estetico, risalta nella raccolta medicea di pietre lavorate. Il museo è completato da una ricca biblioteca.

2 – Geologia e Paleontologia

Museo Storia Naturale - FI - paleontologiaIndirizzo: via Giorgio La Pira, 4
Tel.: +39 055 2346760

La Sezione conserva oltre 300.000 esemplari di rocce e fossili, provenienti sia dalla Toscana che dal resto del mondo, accumulati fin dall’epoca medicea. È possibile seguire la nascita della geologia come disciplina storica, iniziata nella seconda metà del XVI° secolo e culminata nei primi decenni del XIX°. È un’affasciante viaggio dalle conchiglie delle colline descritte da Leonardo da Vinci, ai fossili appartenuti a Niccolò Stenone, dalle collezioni granducali a quelle di Giovanni Targioni Tozzetti studiate da Georges Cuvier.

3 – Museo Botanico

Museo Storia Naturale - FI - erbarioIndirizzo: via Giorgio La Pira, 4
Accesso: solo previa prenotazione

Grazie ai suoi grandi erbari  può essere considerato uno dei principali centri internazionali di conservazione e di ricerca nel campo della botanica. Le collezioni di exsiccata, comprendenti sia erbari storici chiusi che il grande Erbario Centrale Italiano, tuttora in accrescimento, contano, in totale, circa 5 milioni di esemplari. Si tratta quindi di uno tra i primi dieci erbari al mondo. Le raccolte storiche – veri e propri erbari autonomi e chiusi – sono quelle di Pier Antonio Micheli (XVIII° secolo), di Philip B. Webb (XVIII°-XIX° secolo), di Odoardo Beccari (XIX° secolo), di R. E. G. Pichi Sermolli.  Per quanto riguarda la raccolta più ampia, l’Erbario Centrale, i suoi oltre 4,5 milioni di campioni provengono da ogni parte della Terra, anche se le aree geografiche più rappresentate sono senza dubbio quella europea e quella mediterranea. La Sezione contiene infine anche altre importantissime raccolte come la ‘carpoteca’, la ‘xiloteca’ e la ‘spermoteca’; inoltre le cere botaniche e la quadreria di nature morte, entrambe preziosa eredità del periodo lorenese.

Per le sezioni Orto Botanico (“Giardino dei Semplici”), Zoologia (“La Specola”), Antropologia ed Etnologia, Biomedica si vedano le schede separate. Per la sezione Chimica si veda la pagina Musei di Sesto Fiorentino.

Orto Botanico ("Giardino dei Semplici")

Museo Storia Naturale - Orto Botanico - FIZona: Area Fiorentina
Tipo: museo-giardino di botanica
Indirizzo: via Pier Antonio Micheli, 3
Tel.: +39 055 2757402
Email: [email protected]
Sito: www.msn.unifi.it
Orario: 1° ottobre -31 maggio lunedì, martedì, giovedì, venerdì 9.30-16.30; sabato, domenica, festivi 10-16.30; 1° giugno-30 settembre tutti i giorni 10.30-17.30; chiuso mercoledì
Ingresso: intero € 6,00, ridotto € 3,00
Prenotazione guide: tel. +39 055 2756444, email [email protected]

Il cosiddetto “Giardino dei Semplici” è la Sezione più antica del Museo di Storia Naturale: fondato nel 1545 dal granduca Cosimo I° Medici. Nell’Orto Botanico ci sono piante antichissime come le Cicadee (già presenti sulla terra quando esistevano i dinosauri), piante ultracentenarie come il Tasso del Micheli (circa trecento anni di età), grandi alberi classificati come “monumentali” dalla Regione Toscana, nonchè l’ultimo albero “scoperto” al mondo – la Wollemia Nobilis – individuato nel 1994 in Australia. Sono altresì presenti esemplari tipici della flora mediterranea e delle aree tropicali, collezioni didattiche di piante carnivore ed una storica collezione di piante medicinali e tossiche. Anche gli appassionati di giardinaggio possono trovare novità e curiosità nella collezione di peperoncini, in quella delle ortensie e delle azalee centenarie.  Tutte queste piante possono essere osservate seguendo percorsi segnalati o, semplicemente, passeggiando. Alcuni anni addietro sono stati installati, sia all’aperto che nelle serre, cartelli in alfabeto braille per i non vedenti.

"La Specola" - Museo di Zoologia

Museo Storia Naturale - FI - zoologiaZona: Area Fiorentina
Tipo: museo di zoologia
Indirizzo: Palazzo Torregiani – via Romana, 17
Tel.: +39 055 2755100
Email: [email protected]
Sito: www.msn.unifi.it
Orario: 1° ottobre -31 maggio lunedì, martedì, giovedì, venerdì 9.30-16.30; sabato, domenica, festivi 10-16.30; 1° giugno-30 settembre tutti i giorni 10.30-17.30; chiuso mercoledì
Ingresso: intero € 6,00, ridotto € 3,00
Prenotazione guide: tel. +39 055 2756444, email [email protected]

Il nome “La Specola”, deriva dell’osservatorio astronomico e meteorologico istituito dal granduca Pietro Leopoldo. Il museo è sempre stato uno dei più importanti riferimenti italiani nel campo della ricerca zoologica, con collezioni di valore assoluto con un insieme di oltre 5.000 esemplari. Le raccolte, costituite da milioni di esemplari accumulati in oltre due secoli, sono distribuite nei vari piani del palazzo. Nella “Specola” sono anche conservati rarissimi reperti di animali ormai estinti, come ad esempio il Tilacino della Tasmania. Nel Salone degli Scheletri, un ampio e suggestivo locale, sono esposte le collezioni osteologiche. Al secondo piano è invece collocata l’esposizione zoologica e delle cere anatomiche, le prime delle quali risalenti al XVIII° secolo. All’interno dell’edificio c’è anche la bella Tribuna di Galileo, in stile neoclassico, inaugurata nel 1841.

CASE-MUSEO

Case-museo

Casa Buonarroti

Zona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: via Ghibellina, 70
Tel. +39 055 241752
Email: [email protected]
Sito: www.casabuonarroti.it
Orario di apertura: 1° novembre-28 febbraio 10.00-16.00;
 1° marzo-31 ottobre 10.00-17.00; chiuso martedì
Ingresso: intero € 6,50, ridotto € 4,50, 
cumulativo Casa Buonarroti e
 complesso monumentale di Santa Croce € 8,50; possibile acquisto on line
Visite: sono previste due tipologie di visite guidate a pagamento:
– GRUPPI: è possibile prenotare la guida on line, oppure telefonando al numero +39 055 241752 dal lunedì al sabato, dalle ore 9.00 alle 13.30.
– VISITE EVENTO: è possibile prenotare visite guidate speciali a museo chiuso, comprendenti anche la visione di opere non visibili nel percorso museale. Le prenotazioni per questo tipo di visite sono possibili solo telefonando +39 055 241752 dal lunedì al sabato, dalle ore 9.00 alle 13.30.

L’edificio fu fatto costruire da Michelangelo il Giovane, pronipote del grande artista, esattamente dove erano collocate le tre case che Michelangelo Buonarroti (artista) aveva acquistato e poi abitato tra il 1516 ed il 1525.  Infine Cosimo Buonarroti, dicendente dell’artista, lasciò il palazzo alla città di Firenze, aperto al pubblico come museo nel 1859. È, al tempo stesso, museo e monumento, ma anche un apparato barocco ed esposizione delle ricche collezioni d’arte della famiglia. L’idea della creazione di un edificio a gloria della famiglia  risale a Michelangelo Buonarroti il Giovane, notevole figura di letterato e organizzatore di cultura. A partire dal 1612 fece lavorare all’interno del palazzo, e in special modo nella “Galleria” e nelle tre sale successive, per circa trent’anni i maggiori artisti allora attivi a Firenze: Empoli, Passignano, Artemisia Gentileschi, Pietro da Cortona, Giovanni da San Giovanni, Francesco Furini e Jacopo Vignali. In queste sale Michelangelo il Giovane collocò i pezzi più preziosi della raccolta, molti dei quali fanno ancora parte del percorso museale. Tra questi, la predella lignea con Storie di San Nicola, capolavoro di Giovanni di Francesco.

Michelangelo Buonarroti - battaglia dei centauri - casa-museo - FirenzeAttualmente il museo presenta due celebri rilievi marmorei, capolavori della prima giovinezza di Michelangelo: la Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri. Inoltre altre famose opere: il modello ligneo per la facciata di San Lorenzo, il Dio Fluviale. Inoltre i due Noli me tangere, derivati da un cartone perduto dell’artista.

Le successive generazioni della famiglia Buonarroti si sono prodigate ad ampliare la dimora, abbellirla, conservare preziose eredità culturali (tra cui l’importante Archivio e la Biblioteca) e raccogliere rare collezioni d’arte (dipinti, sculture, maioliche, reperti archeologici) visibili nei due piani. Una sala appositamente attrezzata espone, a rotazione, quantità limitate della raccolta di disegni autografi di Michelangelo.

Il museo è costituito da varie sale tematiche organizzate lungo un “percorso”. Al piano terreno la sala archeologica, le derivazioni da Michelangelo, le collezioni buonarrotiane. Al secondo piano la Galleria, la 
”Camera della Notte e del Dì”,
 la “Camera degli Angioli”, 
lo studio, lo “Stanzino dell’Apollo”,
 la Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri, 
l’iconografia michelangiolesca, 
i disegni di Michelangelo tra altri.

Con cadenza annuale il museo allestisce mostre su temi riguardanti il patrimonio culturale, artistico e di memorie della famiglia Buonarroti, oltre che a Michelangelo e il suo tempo.

Museo Casa di Dante

Zona: Area fiorentina
Tipo: museo storico
Indirizzo: via Santa Margherita, 1
Tel.: 
+39 055 219416
Email: [email protected]
Sito: www.museocasadidante.it
Orario di apertura: 
dal da martedì a domenica 10.00-18.00 – chiuso lunedì
Biglietti:
intero €uro 4,
 ridotto 
€ 2, gratuito bambini fino ai 6 anni, guide turistiche e diversamente abili.
Visita guidata:
viene effettuata per singoli e gruppi fino a 25 persone al costo di €uro 50 (importo fisso, da dividere tra i partecipanti)

Il luogo di nascita del poeta viene custodito dalla tradizione popolare che continua ad indicare, nei pressi della Torre della Castagna, quel gruppo di case umili e parzialmente trascurate come “casa di Dante”. La costruzione attuale fu realizzata all’inizio del XX° secolo sui resti di antichi edifici e di una torre appartenuti alla famiglia Giuochi.

Il percorso museale è articolato in tre settori principali.

Museo Dantesco

Nella prima sala, dedicata all’Arte dei Medici e Speziali ed alla quale appartenne Dante, sono esposte piante, fiori, minerali e strumenti utilizzati per creare pozioni e unguenti. Sulle pareti tre formelle in gesso che riproducono le tre arti principali della scultura, tessitura e pittura. Ancora sulla parete una suggestiva riproduzione della Madonna della Misericordia: mostra la Firenze medievale, dominata da torri.

Nella seconda sala vengono ricordate le divisioni della città e la guerra tra fazioni rivali. Arricchiscono ulteriormente l’ambiente ceramiche decorate risalenti al XIV°-XV° secolo. Infine una secchia da pozzo ed una brocca del XIV° secolo.

Al centro della terza sala, dedicata all’economia fiorentina, c’è un plastico che mostra l’aspetto di Firenze nel Medioevo. Tanto nei pannelli che nelle bacheche viene ilustrata la ricchezza della città, che si basava soprattutto sul commercio. Sulla parete un pannello illustra le “rotte commerciali” delle più importanti famiglie fiorentine. In una bacheca è riprodotto invece il fiorino sia in oro che in argento, forte moneta utilizzata per gli scambi in tutta Europa. Sulla parete sinistra è illustrata l’arte orafa, già famosa nel Medioevo, e, nella bacheca sottostante, sono esposti alcuni strumenti utilizzati dagli orafi.

Casa Guidi (Palazzo Guidi)

Casa Guidi (FI) - busti Robert e Elisabeth BrowningZona: Area fiorentina
Tipo: edificio rinascimentale (XV° secolo)
Indirizzo: Palazzo Guidi – piazza S. Felice, 8
Tel.: +39 055 284393
Email: [email protected]
Sito: www.browningsociety.org
Orari: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15.00 alle 18.00

Le circa dieci stanze nelle quali i due famosi poeti Robert Browning ed Elizabeth Barrett composero alcune delle loro migliori poesie si trovano al primo piano di Palazzo Guidi, originariamente costruito per la famiglia Ridolfi. Il palazzo è composto di due corpi distinti all’esterno ma uniti internamente: il palazzo intonacato su via Maggio e quello con l’esterno bugnato al piano terreno in angolo con via Mazzetta. Nel XVI° secolo il palazzo fu confiscato dal granduca Cosimo I° Medici che ne fece dono all’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. Lo acquistò in seguito un ammiraglio dell’ordine, Jacopo Guidi di Volterra, che diede il suo nome all’edificio.

Robert ed Elizabeth si sposarono clandestinamente nel 1847, per l’opposizione del padre di lei. Giunsero a Firenze, quando lei era già una poetessa affermata, mentre il marito, di alcuni anni più giovane, era ancora poco noto. Erano attratti dalla storia passata della città, ma anche dalla lotta per l’indipendenza italiana. La casa fu battezzata dalla stessa Elizabeth Casa Guidi per dare l’idea di una residenza familiare. I Browning comprarono poi a caro prezzo alcuni pezzi pregiati, ma la gran parte dei quadri e dei mobili fu acquistata presso i rigattieri fiorentini. Rimasero a Firenze per quattordici anni e si inserirono perfettamente nella folta colonia inglese e fecero amicizia anche con molti italiani famosi. La donna morì il 29 giugno 1861 e fu sepolta nel cimitero inglese della città, che le dedicò una lapide in cui la sua poesia viene definita un anello d’oro che congiunge l’Italia e l’Inghilterra. Robert si trasferì a Venezia dove morì nel 1889.

Il Landmark Trust e Eton College, proprietario della casa, ha cercato di mantenere l’atmosfera originale, evitando che l’appartamento assumesse l’aspetto di un museo. Alcuni mobili provengono dalla famiglia Barrett, altri dalla famiglia Browning, ma l’insieme degli interni è rimasto identico a quello del XIX° secolo; per esempio tutte le porte e i caminetti sono quelli originari, mentre alcuni soffitti sono stati restaurati.

Museo Casa Rodolfo Siviero

Beato Angelico - dipinto recuperato da Rodolfo SivieroZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: lungarno Serristori, 1/3
Tel.: +39 055 2345219 / 4382652
Email: [email protected]
Orario: sabato 10.00-18.00, domenica e lunedì 10.00-13.00

Rodolfo Siviero (1911-1983) ha avuto un ruolo di grande importanza nella salvaguardia del patrimonio culturale italiano. A lui si deve infatti il recupero di gran parte delle opere trafugate nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Appassionato e collezionista, era riuscito a mettere assieme una vasta raccolta di opere d’arte antiche, tra cui reperti etruschi, busti romani, statue lignee trecentesche e quattrocentesche, dipinti su fondo oro (sia rinascimentali che barocchi), bronzetti, terrecotte, suppellettili liturgiche, splendidi mobili. Inoltre un nucleo di opere di importanti artisti italiani moderni come Giorgio De Chirico, Giacomo Manzù, Ardengo Soffici, Pietro Annigoni, ai quali era legato da rapporti di amicizia. La casa-museo riflette appieno la personalità dell’appassionato d’arte e vi si ritrova il fascino di altre dimore che sono state donate alla città assieme alle splendide collezioni d’arte contenute.

SCIENZA

Musei di Scienza

Museo Leonardo da Vinci

Zona: Area fiorentina
Tipo: museo rievocativo
Indirizzo: via dei Servi 66/68r – Firenze
Tel.: +39 055 282966
Email: [email protected]
Sito: www.mostredileonardo.com
Ingresso: adulti €uro 7,00, studenti €uro 5,00, bambini gratuito, gruppi (minimo 15) €uro 4,00
Orari: aperto tutti i giorni con se seguenti modalità 1 aprile-31 ottobre 10.00-19.00; 1 novembre-31 marzo 10.00-18.00

Ubicato nel centro storico di Firenze, il museo conduce il visitatore attraverso esperienze dirette che lo avvicinano il più possibile a una delle menti più brillanti del Rinascimento italiano. Sono esposti numerosi modelli a grandezza naturale delle più significative e originali macchine progettate da Leonardo: di tutte le ricostruzioni si può osservare il funzionamento e interagire direttamente. Inoltre sono esposte le copie dei più celebri dipinti e dei disegni anatomici. L’ampia diffusione di strumenti multimediali facilita la visita.

Museo Galileo - Museo di Storia della Scienza

Museo Galileo - FIZona: Area fiorentina
Tipo: museo di scienza
Indirizzo: piazza dei Giudici, 1
Tel.: +39 055 265311; sistema automatico di informazione (in funzione 24 ore su 24) +39 055 293493
; fax: +39 055 2653130
Email:[email protected]; biblioteca [email protected]
Sito: www.museogalileo.it
Prenotazioni per gruppi e scuole: tel: +39 055 2343723
Orari: dal lunedì alla domenica 9.30-18.00;
 martedì 9.30-13.00; chiuso 1° gennaio e 25 dicembre.
Biglietti: intero € 9,00, ridotto 
(6-18 anni) €5,50, 
gruppi (minimo 15 persone) €5,50,
 gratuito minori di 6 anni; 
gruppi familiari (2 adulti + max 2 ragazzi fino a 18 anni) €22,00
Accesso disabili:
Servizi: guardaroba, bookshop, laboratori didattici

Dal 1930 ha sede all’interno del Palazzo Castellani, un edificio di origini antiche (fine secolo XI°). Ai tempi di Dante era conosciuto come Castello d’Altafronte, dal nome della famiglia che ne fu proprietaria fino al 1180 (quando passò agli Uberti) ed era inserito nella più antica cinta muraria della città. Dopo che la famiglia Castellani ne divenne proprietaria (secolo XIV°), dal 1574 al 1841 fu la sede dei Giudici di Ruota, come testimoniano le insegne dei due magistrati affisse nell’ingresso del palazzo. L’edificio fu oggetto di rilevanti interventi di restauro durante la prima metà del XIX° secolo. Palazzo Castellani ha ospitato anche l’Accademia della Crusca e la Deputazione di Storia Patria per la Toscana. I lavori di restauro hanno adeguato la struttura per renderla funzionale ai nuovi compiti; quelli eseguiti nel piano seminterrato hanno addirittura permesso di riportare alla luce i quattro poderosi archi in pietra che sostenevano il Castello d’Altafronte.
Il palazzo si presenta come un edificio di aspetto medievale, con facciata in pietra a vista su sei livelli con finestre centinate ad archi di bugnato.
 La costruzione è interamente occupata dal Museo Galileo, le cui origini risalgono al 1775, anno di fondazione del Museo di Fisica e Storia Naturale per iniziativa del granduca Pietro Leopoldo di Lorena.

L’area del piano seminterrato, ristrutturata ed ampliata tramite imponenti interventi edilizi, dispone di spazi di impiego flessibile, destinati alle attività di ricerca e divulgazione: convegni, seminari, mostre temporanee, eventi culturali, ecc. Oltre all’area di accoglienza, alla biglietteria e al bookshop, il piano terreno contiene la sala di presentazione del percorso museale, il laboratorio di restauro, alcuni uffici e la sezione interattiva. Al primo piano è ubicata l’esposizione permanente degli strumenti matematici ed astronomici di grandi nomi italiani – primo tra tutti Galileo Galilei – e stranieri raccolti da diversi esponenti della famiglia Medici mentre al secondo piano c’è l’esposizione degli strumenti di epoca lorenese. Al terzo e quarto piano sono ubicati, rispettivamente, la Mediateca – Biblioteca di ricerca ed i depositi di volumi della biblioteca.

Museo di Scienza e Tecnica - Planetario

Museo Scienza Tecnica - FI -FISICAZona: Area fiorentina
Tipo: museo di scienza
Indirizzo: via G. Giusti, 29
Tel.: +39 055 2343723
Email: [email protected]
Sito: www.fstfirenze.it
Servizi: biblioteca (oltre 30.000 volumi, opuscoli, periodici), attività didattiche, laboratori didattici

La Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze, costituita nel 1987, ha lo scopo di promuovere e diffondere la cultura scientifica, storica e tecnologica attraverso il recupero e la valorizzazione di uno straordinario patrimonio storico-scientifico. È un insieme di altissimo valore, ma poco sconosciuto, conservato per oltre un secolo nella sede storica: un’ampia raccolta, unica in Italia, di oltre 50.000 oggetti tra collezioni naturalistiche, strumenti scientifici, macchine, manufatti, fondi cartacei di interesse storico.

Il museo si articola in tre distinti settori.

1 – Gabinetto di Fisica

Museo Scienza Tecnica - FI -macchina Van Der GraafVisite: da mercoledì a venerdì 10.30-14.30, sabato e domenica 10.30-18.00

Con oltre 2.000 macchine e apparecchiature conservate negli arredi originali, è la più grande raccolta italiana e una tra le più complete in Europa, di strumenti di fisica risalenti alla seconda metà del XIX° secolo.

 

 

 

2 – Gabinetto di Storia Naturale

Museo Scienza Tecnica - FI - STORIA NATURALEVisite: su prenotazione

È un vasto patrimonio, costituito da ricche ed eterogenee collezioni, per un totale di oltre 47.000 oggetti tra minerali, reperti zoologici, fossili, erbari e modelli a grandezza naturale.

 

 

 

3 – Planetario

Visite: domenica alle 15.00 e 16.15 e su prenotazione

Inaugurato nel 2002, è molto indicato per studenti, appassionati di astronomia e per chi vuole approfondire la conoscenza e la comprensione dei fenomeni celesti. Estremamente versatile, il planetario consente infatti di muoversi nel tempo, selezionare una stella o una costellazione, esplorare oggetti celesti anche molto lontani. La mappa 3D permette di navigare letteralmente nello spazio tra nebulose, galassie e sistemi planetari.

Museo di Biomedica

Museo Storia Naturale - FI - ceroplasticaZona: Area Fiorentina
Tipo: museo di biomedica
Indirizzo: largo Brambilla, 3
Email: [email protected]
Sito: www.msn.unifi.it
Accesso: solo previa prenotazione
Prenotazione guide: tel. +39 055 2756444, email [email protected]

Questa sezione dei musei universitari fiorentini si è aggiunta recentemente, dopo un lungo restauro. I nuclei delle raccolte si trovano presso l’Ospedale di Careggi e sono costituite dal Museo Anatomico e dal Museo Patologico. Nel primo i vari preparati sono divisi sistematicamente, spaziando dai numerosi materiali ossei (ricchissima la collezione di crani) ai preparati secchi relativi, fino ai preparati legati all’apparato locomotore e all’apparato cardiocircolatorio. Nella seconda raccolta una ricca e ben conservata serie di modelli in gesso e in cera che documentano alcuni casi patologici del passato. Espone inoltre numerosi campioni in preparazioni anatomiche oltre ad una serie di busti in marmo e gesso. Inoltre gli strumenti per lo studio dell’istologia, il “Registro delle Autopsie” ed i volumi contenenti le “Storie Cliniche”, che recano la memoria delle autopsie svolte tra il 1839 e il 1881.

EPOCA CONTEMPORANEA

Musei di arte, moda e cultura contemporanea

Museo Novecento

Zona: Area fiorentina
Museo Novecento - FiTipo: museo d’arte
Indirizzo: Spedale delle Leopoldine – piazza Santa Maria Novella, 10
Tel.: +39 055 286132
Email: [email protected]
Sito: www.museonovecento.it
Orario: differenziato a seconda dei mesi e dei giorni (consultare il sito)
Ingresso: intero € 9,50, ridotto € 4,50, gratuito fino a 18 anni
Accessibilità disabili:
Servizi: guardaroba

Il museo è dedicato all’arte del XX° secolo, in particolare della prima metà del Novecento, ed espone una selezione di opere provenienti dalle collezioni civiche. Di grande pregio è la raccolta Alberto Della Ragione, che contiene opere di Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Gino Severini, Giorgio Morandi, Mario Mafai, Renato Guttuso, Felice Casorati e altri ancora. Nel 1963 importanti opere di Ottone Rosai furono donate al Comune di Firenze. Si tratta di due nuclei tematici dei ritratti, realizzati fra gli anni ’40 e ’50 del secolo scorso, e delle vedute di Firenze risalenti agli anni 1954 e 1955.

Il museo organizza inoltre conferenze, mostre temporanee, proiezioni cinematografiche e varie altre iniziative culturali.

Museo Marino Marini

Museo Marino MariniZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte contemporanea
Indirizzo: piazza San Pancrazio, 1
Tel.: +39 055 219432
Email: [email protected]
Sito: www.museomarinomarini.it
Orari: lunedì, sabato, domenica 10.00-19.00; martedì e venerdì su prenotazione
Ingresso: gratuito

San Pancrazio, da edificio religioso a museo

Un edificio religioso forse esisteva già dall’epoca paleocristiana, ma chiesa è documentata all’inizio del X° secolo. Importanti lavori di ristrutturazione e ampliamento furono intrapresi a partire dal XIV° secolo, ingrandendo l’edificio e costruendo un nuovo chiostro. Giovanni Rucellai commissionò a Leon Battista Alberti la ristrutturazione della cappella, all’interno della quale si è conservato il tempietto realizzato dallo stesso artista. A metà del XVIII° secolo la chiesa fu trasformata radicalmente e quindi ulteriormente modificata dopo la soppressione di epoca napoleonica fino alla completa sconsacrazione.
Nel 1976 furono iniziati i lavori di recupero dell’intero complesso: restauro della Cappella Rucellai e recupero delle strutture dell’ex chiesa. Contemporaneamente fu avviata la trasformazione in museo dedicato a Marino Marini. I lavori si conclusero nel 1986.

La Fondazione Marini San Pancrazio è stata costituita nel 1988 dal Comune di Firenze e della Fondazione Marino Marini di Pistoia con lo scopo di assicurare la conservazione, la tutela, la valorizzazione e l’esposizione al pubblico delle opere donate dallo scultore a Firenze. Il museo organizza mostra di arte moderna e contemporanea.

Il Museo

Marino Marini nacque a Pistoia nel 1901. Nel 1917 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti a Firenze dove seguì corsi di pittura e di scultura. I primi anni di attività sono infatti dedicati alla pittura, al disegno e alla grafica. In breve diventa uno dei più interessanti esponenti del panorama culturale e artistico italiano.

Marino Marini - scultura di cavalloNegli anni ’30-’40 si dedica alla ricerca di una forma “pura”, mediante il recupero e la rielaborazione in chiave moderna della tradizione etrusca e medioevale. Il tema del cavaliere che si sviluppa in questi anni, sarà una costante della produzione, quasi un segnale simbolico della personale visione del mondo. Come lo stesso Marini soleva dire “c’è tutta la storia dell’umanità e della struttura nella figura del cavaliere e del cavallo in ogni epoca”.

All’inizio c’è un’armonia, ma, specie dopo l’ultimo conflitto, irrompe violento il mondo della macchina che frattura questa simbiosi in maniera drammatica, ma non meno viva e vitalizzante. Infatti, a partire dal 1943, si verificano segnali di cambiamento nella resa plastica del tema: le forme si aprono, diventano violente, piene di tensione. Pomona, simbolo della fertilità, della femminilità prosperosa e accogliente, lascia il posto a figure legate al mondo del circo e del teatro. La serie di cavalli e cavalieri vede le figure fondersi, costituire blocchi dalle forme scarnificate, dense di pathos.

Il Secondo Conflitto Mondiale lo tocca fortemente e l’uomo perde dignità e valore. Nel dopoguerra l’artista accentua la tensione dinamica delle opere, giungendo alla deformazione, a superfici scabre e scarnite. Anche nella grafica e nella pittura avviene un cambiamento in chiave espressiva: il colore diventa più brillante, corposo e si tramuta in simbolo.

Dell’artista il museo contiene quasi 200 opere tra sculture, dipinti, disegni, incisioni. L’esposizione è tematica con il baricentro costituito dall’imponente gruppo equestre, esaltato dalla luce naturale proveniente dalla grande vetrata.

Museo Pietro Annigoni

Pietro Annigoni - fotografiaZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: Villa Bardini – Costa San Giorgio, 2; è possibile anche accedere da via dei Bardi 1r attraversando il giardino
Tel.: +39 055 20066233
Email: [email protected]
Sito: www.villabardini.it/museo-annigoni/
Orario: dalle 8.15, chiusura diversificata a seconda dei mesi e dei giorni (consultare il sito)
Ingresso: intero €uro 10,00, ridotto € 5,00
Accessibilità disabili: solo tramite l’ingresso carrabile di Costa San Giorgio, 4

Inaugurato nel 2008, è un museo monografico dedicato all’opera di quello che è certamente stato uno degli artisti più singolari e apprezzati del XX° secolo. Sono esposte opere di epoche e soggetti diversi, eseguite con varie tecniche, ma tutte appartenute alla collezione personale dell’artista. Il museo vuole essere il primo nucleo di future possibili iniziative dedicate a celebrare l’opera di Pietro Annigoni. Le opere appartengono a quattro filoni principali: autoritratti e ritratti, volti e vedute, immagini dal vero, natura.

Museo dei Gessi

Museo dei Gessi/Gipsoteca - Licveo Artistico di Porta Romana (FI)Zona: Area fiorentina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: Liceo Artistico Statale – piazzale di Porta Romana, 9
Tel.: +39 055 220521
Email: [email protected]

La Gipsoteca del Liceo Artistico Porta Romana contiene la più vasta ed interessante raccolta di modelli in gesso in Italia, in particolare quelli del Rinascimento toscano. Il Regio Istituto d’Arte già possedeva un numero selezionato di calchi per le esercitazioni didattiche degli allievi. Il nucleo più consistente proviene dall’acquisto, nel 1922, della collezione di Oronzio Lelli. Successivamente vennero qui trasferiti importanti calchi dal Bargello (Gattamelata di Donatello) e dalla Galleria dell’Accademia (Alessandro che doma Bucefalo). Nell’abside della Cavallerizza delle ex Scuderie Reali, c’è il calco del David, realizzato da Clemente Papi in epoca lorenese, in perfetto asse con il gruppo d’ingresso nell’Ottagono.

Museo della Scagliola

Museo della Scagliola Bianco Bianchi - FirenzeZona: Area fiorentina
Tipo: museo d’artigianato
Indirizzo: Borgo San Jacopo, 70r
Tel.: +39 339 3843048
Email: [email protected]
Sito: www.biancobianchi.com
Visite: previo appuntamento

La scagliola è  gesso che, plasmato sapientemente, riesce ad imitare qualsiasi tipo di pietra e marmo grazie ad una particolare miscela di colori. Il museo ha origine da una preziosa collezione privata: comprende oltre 150 pezzi raccolti da Bianco Bianchi – fondatore dell’unico atelier della scagliola “doc” che in Italia lavori secondo la procedura antica – in cinquant’anni di attivitá. Sono esposte tavole, quadri, camini, pale d’altare di un periodo che va dai primi del XVII° secolo a metá dell’XIX°. Inoltre un archivio fotografico unico al mondo.

Museo Gucci

Zona: Area fiorentina
Tipo: museo di moda e abbigliamento
Indirizzo: Palazzo della Mercanzia – piazza della Signoria, 10
Tel.: +39 055 75927010 / 75923302
Sito: www.guccimuseo.com
Orario: 10.00-20.00
Ingresso: biglietto unico €uro 6,00
Servizi: giftshop, libreria, bar, ristorante

Situato nel cuore della città è stato aperto nel settembre 2011 in occasione dei 90 anni dalla nascita del marchio a Firenze, diventato negli anni simbolo di gusto, stile e qualità a livello mondiale. Si estende su una superficie di 1.715 metri quadrati disposti su tre piani che riassumono tutta la storia dell’azienda fiorentina e il museo è suddiviso in sale a tema ispirate ai motivi iconici e ai simboli di maggior prestigio. Nella “Sala Viaggio” l’esposizione di bauli, valigie, accessori e articoli creati per il jet-set internazionale, nella “Sala Borse” l’evoluzione dei modelli storici Gucci, divenuti dei veri e propri oggetti di culto ancora oggi ricercatissimi. La “Logomania” è uno spazio che ripercorre l’evoluzione del monogramma della doppia G mentre nella Sala Evening si possono osservare i preziosi vestiti indossati da attrici famose.
L’esposizione permanente dell’archivio Gucci è affiancata, nel Contemporary Art Space, da una serie di installazioni d’arte contemporanea selezionate in collaborazione con la Collezione François Pinault.

Museo Salvatore Ferragamo

Zona: Area Fiorentina
Tipo: museo di moda e abbigliamento
Indirizzo: Palazzo Spini Feroni – piazza Santa Trinita, 5 rosso
Tel. +39 055 3562846/3562813
Sito: www.ferragamo.com/museo/it/ita/visita
Email: [email protected]
Orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.30
Biglietti: €uro 6,00; gratuito minori sotto i dieci anni e sopra i 65 e, per tutti, ogni prima domenica del mese e possessori di Firenze Card

Il Palazzo Spini Ferroni è uno dei migliori esempi di architettura residenziale medievale della città. Fu costruito alla fine del XIII° secolo ma più volte rimaneggiato in quelli successivi. Alla fine del XIX° secolo fu restaurato nell’aspetto originario. Attualmente è proprietà della società Ferragamo che, dal 1995, ha allestito all’interno il Museo Salvatore Ferragamo del noto stilista di scarpe. Le pareti esterne sono in pietra levigata mentre la merlatura si appoggia su beccatelli sostenuti da piramidi rovesciate, elemento architettonico insolito a Firenze. All’interno affreschi della seconda metà del XVI° secolo. Il Museo Ferragamo presenta la collezione storica di calzature create da Salvatore Ferragamo, considerate straordinarie a livello mondiale per qualità e inventiva.

Fondazione Franco Zeffirelli - Centro Internazionale delle Arti per lo Spettacolo

Franco ZeffirelliZona: Area fiorentina
Tipo: museo di teatro, cinema e arti visive
Indirizzo: piazza San Firenze 5 – Firenze
Tel.: +39 055 281038
Email: [email protected]
Sito: www.fondazionefrancozeffirelli.com
Ingresso: intero €uro 10,00, ridotto €uro 7,00
Orari: tutti i giorni da marzo a settembre 9.00-17.00, da ottobre a febbraio 10.00-18.00; chiuso il giovedì
Servizi: caffetteria, ristorante, biblioteca, archivio (apertura su appuntamento tel. +39 055 281038)

Il centro è stato voluto dallo stesso Franco Zeffirelli per mettere a disposizione dei cultori e degli appassionati di spettacolo il patrimonio artistico e culturale raccolto in quasi 70 anni di carriera. Vi sono esposte oltre 300 opere tra bozzetti di scenografie, disegni e figurini di costumi. Il percorso museale è articolato in tre sezioni, ognuna dedicata all’attività di Zeffirelli nella prosa, nella lirica, nel cinema. Numerose le foto, le locandine, gli studi preliminari esposti. Il Centro organizza periodicamente mostre dedicate a eminenti personaggi dello spettacolo, concerti, rassegne cinematografiche, incontri e conferenze, corsi di perfezionamento e seminari. Inoltre offre opportunità di ricerche approfondite nella biblioteca già appartenuta al regista.

MUSEI TEMATICI

Musei Vari

Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella

Officina SMN - soffitto SagrestiaZona: Area fiorentina
Tipo: negozio e museo di spezieria, profumeria, erboristeria
Indirizzo: via della Scala, 16
Tel.: +39 055 216276
Email: [email protected]
Sito: www.smnovella.it
Orario: tutti i giorni 9.00-20.00
Servizi: tisaneria, vendita di prodotti esclusivi (profumi, cosmetici, erboristeria, cereria, liquori, specialità alimentari)

 

La storia

Nel XIII° secolo i domenicani giunsero a Firenze e, poco dopo, iniziarono a preparare medicamenti con erbe officinali destinati ad ammalati e pellegrini. Nel 1381 fu preparata per la prima volta l’Acqua di Rose e, nel 1533, fu creata l’Acqua della Regina, un profumo a base di bergamotto per Caterina de’Medici, la consorte di Enrico II° re di Francia. Nel 1590 il laboratorio fu staccato dal convento e divenne un’attività indipendente. Nel 1612 fu aperta al pubblico la spezieria, dove già era evidente una maggiore attenzione ai profumi piuttosto che ai medicinali, e assunse il nome attuale. Due anni dopo fu creata l’Acqua di Santa Maria Novella. Nel 1659 l’Officina fu posta sotto la protezione granducale.

Gli ambienti

L’ingresso attuale è la Sala Vendita che, in origine, era una delle cappelle del convento. Nel XVIII° secolo questo ambiente subì le maggiori trasformazioni: i monaci aprirono l’ingresso in via della Scala e adibirono la cappella a magazzino. La ristrutturazione più significativa avvenne nel 1848, quando la crescente notorietà della farmacia rese necessario un ambiente grande e adatto ad accogliere la clientela. Gli affreschi della volta, eseguiti da Paolino Sarti, rappresentano i quattro continenti a simboleggiare la fama della farmacia e dei suoi prodotti nel mondo.

Officina SMN - Sala Verde

La Sala Verde fu costruita tra il 1335 e il 1337 e qui ebbe inizio la prima attività di vendita. Nel XVIII° secolo fu trasformata in sala per il ricevimento degli ospiti di riguardo, ai quali venivano servite le specialità della farmacia come alchermes, elisir di china, cioccolata in tazza, bevanda all’epoca di grande moda. A destra, sulla parete, domina l’effigie del santo domenicano Pietro da Verona di Matteo Rosselli. Sulla parete di fronte c’è lo stemma dei Domenicani di Santa Maria Novella, sotto il quale è collocato il busto marmoreo di Fra’ Tommaso Valori, famoso direttore dell’Officina. In alto sono collocati i ritratti di tutti gli altri direttori, dall’anno della fondazione ufficiale fino a oggi.

Officina SMN - SpezieriaL’Antica Spezieria (l’attuale Erboristeria) fu il locale per le vendite dal 1612 al 1848. È impreziosita dalla ricca decorazione in stucco del soffitto, eseguita nel XVIII° secolo. Dello stesso periodo due grandi angeli porta-candelabro, in legno dorato, posti in fondo alla sala.

 

 

 

 

Officina SMN - particolare sagrestiaLe pareti della Sagrestia furono completamente affrescate tra 1385 e 1405 da Mariotto di Nardo con storie della Passione di Cristo. I dipinti sono stati egregiamente restaurati pochi anni fa, recuperando l’affresco originale e riscoprendo le immagini di tre santi e un vescovo. A partire dal XVII° secolo la sagrestia fu usata come aromateria e qui si conservavano le acque distillate.

 

 

 

Officina SMN - TisaneriaLa Tisaneria è stata allestita per dare la possibilità ai visitatori di gustare le specialità alimentari, concedendosi un attimo di relax in un ambiente accogliente e tranquillo. Ha lo stesso orario del negozio di vendita ed è pertanto possibile abbinare la visita all’Officina e a tutti gli ambienti a una colazione, un caffè o una tisana.

 

 

 

Il museo

Officina SMN - museo

Il museo è ubicato nei locali che anticamente furono laboratori. È stato allestito per dare nuova visibilità a strumenti non più in uso ma di indubbio valore storico: macchine per le lavorazioni, vetri, ceramiche, oggetti di rame e di bronzo.

Museo del Vino

winex4Zona: Area fiorentina
Tipo: museo enologico
Indirizzo: via Martelli, 4-14r
Tel.: +39 055 2302695
Email: [email protected]
Sito: www.winex.it
Orari: tutti giorni 10.00-24.00
Servizi: convegni ed eventi culturali sul vino – corsi di degustazione di vini con sommelier

È un percorso espositivo che ripercorre la storia del vino dalla vigna alla cantina ed è dedicato al ciclo di lavorazione della vite e del vino, con oltre 500 oggetti storici, a partire da alcuni autentici reperti etruschi, romani e medievali. La prima area, che espone un “kantharos”  (sorta di decanter etrusco), è dedicata al rapporto tra l’uomo e la vigna con una raccolta di oggetti caratteristici delle fasi di lavorazione dei tralci. Un secondo spazio ripercorre invece i momenti della trasformazione del mosto in vino.

Musei veicoli a motore (auto e moto)

Scuderia Ercoli - Firenze - auto competizioneSono due raccolte molto diverse tra di loro, ma entrambe affascinanti per il materiale esposto.

Collezione Ercoli

Zona: Area fiorentina
Tipo: collezione di automobili d’epoca e da competizione
Tel.: +39 055 7477824
Email: [email protected]
Sito: www.erminiautomobili.it
Visite: su prenotazione

La raccolta è frutto della passione per le automobili d’epoca di un padre e del figlio. Particolare enfasi è conferita alla produzione della Ermini, azienda prettamente fiorentina, fondata da un ex pilota premiato più volte. Fanno infatti parte della raccolta una FIAT Ermini “Siluro”, una Ermini Sport Internazionale, una Ermini Cisitalia su telaio Maserati, una Ermini-Scaglietti del 1955.

Collezione Mauro Grifoni

Zona: Area fiorentina
Tipo: collezione di moto d’epoca
Indirizzo: via del Borghetto, 64
Tel.: +39 349 8352879
Visite: su prenotazione

La raccolta è nata dalla passione per le motociclette di produzione statunitense, con particolare enfasi per le Harley Davidson e le Indian. Delle prime i modelli esposti risalgono sopratutto al decennio 1918-1928. Fanno spicco anche una Indian con sidecar del 1916 e una Peugeot con sidecar del 1913. Completano la raccolta anche alcune vecchie biciclette utilizzate da arrotini.

Mus.e-Museo dei Ragazzi

Zona: Area fiorentina
Tipo: museo didattico
Indirizzo: Palazzo Vecchio – Piazza della Signoria
Sito: www.musefirenze.it/musei/museo-di-palazzo-vecchio/
Email[email protected]
Informazioni e prenotazioni visite online: tel. 055-2768224
Orari: dal lunedì alla domenica 9.00-18.00; giovedì e festività 9.00-14.00
Biglietti: Museo – intero € 6,50 ridotto € 4,50 /Torre € 6,50; biglietto cumulativo museo+torre € 10,00. Visita gratuita fino ai 18 anni. Ingresso gratuito per gruppi di studenti e rispettivi insegnanti, per i disabili e loro accompagnatori, per guide turistiche e interpreti.

È un ricco insieme di laboratori, visite guidate ed altre attività che si svolgono all’interno di Palazzo Vecchio. Si pone l’obiettivo di divulgare l’interesse artistico presso i più giovani attraverso percorsi virtuali e segreti. Il museo occupa alcuni dei quartieri monumentali dello storico edificio ed è composto da due piccoli teatri (la Stanza delle storie di Bia, per i bambini di circa 3 anni), il teatro Civiltà del Rinascimento a Firenze (per 8 agli 88 anni), una sala multimediale, un atelier per le attività di pittura. Tali strutture si propongono prospettive inusuali ma ricche di fascino di Palazzo Vecchio, raccontando la storia o tramite piccole pieces teatrali, o tramite percorsi intriganti. Ideale per bambini, che possono scoprire la vita rinascimentale legata al palazzo tramite favole ben congegnate, ma anche per gli adulti, che possono scegliere alcune visite guidate davvero speciali.

Museo del Calcio

Zona: Area fiorentina
Tipo: museo di sport
Indirizzo: Viale Aldo Palazzeschi, 20
Tel.: +39 055 600526
Email: [email protected]
Sito: www.museodelcalcio.it
Orari: da lunedì a venerdì 9.00-13.00 e 15.00-19.00, sabato 9.00-13.00; chiuso in agosto
Ingresso: intero € 7,00, ridotto (bambini da 6 a 14 anni e gruppi minimo 20 persone con prenotazione obbligatoria) € 5,00, gratuito da 0 a 5 anni
Visite guidate: in lingua italiana, inglese, spagnola, tedesca, francese e giapponese – visita guidata con palmare € 3,00 – il museo è inserito nel circuito Firenze Card

Nel corso dei lavori eseguiti in occasione del Campionato Mondiale di Calcio del 1990, nell’area di Coverciano fu deciso di recuperare una vecchia casa colonica semidiroccata. Contemporaneamente nacque l’idea di realizzare un Museo del Calcio. Il museo è articolato in vari settori. C’è un ampia raccolta di cimeli ed oggetti che rappresentano la storia del calcio (palloni, maglie, scarpe, coppe, medaglie) per comprendere e rivivere le imprese di grandi campioni ed, attraverso questi, gli avvenimenti più salienti e significativi. Quindi viene documentata la storia della Squadra Nazionale con i suoi successi ed i suoi trionfi e della Federazione attraverso gli oltre 100 anni di vita ed i suoi rapporti con la società. Infine una banca dati di tipo multimediale: immagini fisse (fotografie) ed in movimento (spezzoni di video) per conoscere la storia della Nazionale e dei club che hanno fatto la storia.

Museo del Ciclismo “Gino Bartali”

Gino BartaliZona: Area fiorentina
Tipo: museo di ciclismo
Indirizzo: via Chiantigiana, 175 – località Ponte a Ema
Sito: cultura.comune.fi.it/pagina/musei-civici-fiorentini
Orari: venerdì e sabato 10.00-13.00, domenica 10.00-16.00
Ingresso: gratuito
Accessibilità disabili: sì con ingresso in via Chiantigiana 173
Servizi: biblioteca, emeroteca, fototeca, visite guidate, attività per adulti e bambini

Il museo è stato aperto nel 2006 grazie anche all’impegno dell’Associazione “Amici del Museo del Ciclismo Gino Bartali”. La struttura, oltre 1.000 metri quadrati suddivisi in tre piani, è ubicata a Ponte a Ema, località dove nacque il grande campione. Velocipedi, biciclette, maglie, cimeli, giornali d’epoca, pubblicazioni e filmati documentano la storia del ciclismo, le imprese di Gino Bartali e di altri campioni.

Al piano seminterrato sono state collocate biciclette di varie epoche che documentano l’evoluzione tecnica delle due ruote. Al primo piano sono esposte le biciclette usate da grandi campioni del ciclismo italiano, compresa una Stucchi perfettamente conservata, le maglie di campioni “storici” (Gino Bartali, Fausto Coppi, Franco Bitossi, Alfredo Martini). Infine le biografie e le coppe vinte da Gino Bartali al quale è dedicata un’intera sala.