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San Gimignano, la città delle torri gemelle

San_Gimignano-StemmaCosa vedere a San Gimignano, la città universalmente famosa per le torri medievali che svettano sull’abitato e che le hanno valso il soprannome di “Manhattan del Medioevo” è l’argomento presentato qui. Per la caratteristica e inconfondibile architettura medievale del centro storico, che mantiene intatto l’aspetto trecentesco, la cittadina è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Il centro storico è ancora quasi completamente racchiuso dalle mura risalenti al XIII° secolo. Affacciate sulle piazze e sulle strade principali si trovano 14 torri e case-torri dell’antica aristocrazia mercantile e finanziaria, tutte strutture eccezionali per quantità e per stato di conservazione. Attualmente, l’economia di San Gimignano è basata, in primo luogo, sulle attività industriali dislocate nell’area più pianeggiante. Quindi sull’agricoltura, in cui predomina la produzione di eccellenti vini (la Vernaccia) e la coltivazione dello zafferano, e sul turismo.

ZONA Val d'Elsa
TIPO cittadina d'arte, borgo medievale con case-torri e patrimonio dell'umanità
COORDINATE 43°28′00″N 11°03′00″E
ALTITUDINE 324 metri s.l.m.
PRODOTTI olio, vino Vernaccia, zafferano
SPORT trekking escursionistico, ciclismo, motoraduni, equitazione
CONFINI  Barberino Val d'Elsa (FI), Certaldo (FI), Colle di Val d'Elsa (SI), Gambassi Terme (FI), Poggibonsi (SI), Volterra (PI)

san gimignano mapInformazioni turistichesiena mapp

Comune di San Gimignano
piazza Duomo, 2 – 53037 San Gimignano (SI)
tel.: +39 0577 9901
www.comune.sangimignano.si.it

COSA VEDERE

Fortificazioni di San Gimignano

Rocca di Montestaffoli

rocca montestaffoliZona: Val d’Elsa
Comune: San Gimignano (SI) – località Montestaffoli
Tipo: struttura fortificata (XIV° secolo)

Fu edificata nel 1353 per iniziativa di Firenze, onde contraccambiare la sottomissione volontaria della cittadina. Andata in rovina durante Il periodo del Granducato di Toscana, fu restaurata nel XX° secolo. Sebbene rimangano solo le mura e siano andati perduti tutti gli ambienti interni, è un luogo panoramico da dove si gode una notevole vista di San Gimignano e della campagna circostante. Da alcuni anni viene utilizzata per spettacoli e concerti durante la stagione estiva; recentemente vi sono state anche collocate alcune opere d’arte contemporanea.

Chiese

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Collegiata (Duomo di San Gimignano)

chiesa sollegiata duomoZona: Val d’Elsa
Tipo: cattedrale romanica (XII° secolo)
Indirizzo: piazza Duomo
Tel.: +39 0577 286300
Ingresso: intero €uro 4,00, ridotto € 2,00

Comunemente conosciuta anche come Duomo, risale al 1148. È considerata uno dei più prestigiosi esempi di stile romanico toscano. Costruita su tre navate, ha pareti interne interamente affrescate. Tra le opere più pregevoli: San Sebastiano di Benozzo Gozzoli, Storie di Santa Fina di Domenico Ghirlandaio, Vecchio e Nuovo Testamento di Bartolo di Fredi e Giudizio Universale di Taddeo di Bartolo. Notevoli le sculture di Giuliano e Benedetto da Maiano e l’Annunciazione lignea di Jacopo della Quercia. Molto frequentata è la Cappella di Santa Fina, dove è conservato il busto-reliquiario della mistica.

Chiesa Sant'Agostino

Picture 484Zona: Val d’Elsa
Tipo: chiesa romanica (XII° secolo)

Risalente al XII° secolo, all’interno conserva numerosi affreschi di pregio. In particolare le Storie della vita di sant’Agostino di Benozzo Gozzoli e opere di Piero del Pollaiolo, Pier Francesco Fiorentino, Vincenzo Tamagni e Sebastiano Mainardi.

Santuario di Maria Santissima Madre della Divina Provvidenza

santuario madre divina provvidenzaZona: Val d’Elsa
Tipo: chiesa-santuario (XV° secolo)

Nello stesso luogo dove è ora ubicata la chiesa c’era un’edicola sulla quale, nel 1475, Pier Francesco Fiorentino aveva affrescato l’immagine della Madonna che allatta il Bambino. Successivamente l’edicola venne trascurata e fu coperta da rovi ed edera fino a scomparire alla vista. Dopo l’apparizione di una misteriosa signora a una pastorella muta i paesani iniziarono a estirpare le piante cresciute attorno all’edicola fino a scoprire l’immagine della Madonna. Durante l’estirpazione l’immagine fu graffiata da un colpo di roncola e il segno è tuttora visibile. Da quel momento fu deciso di venerare l’affresco con il titolo di “Madre della Divina Provvidenza”.

Queste notizie attirarono una moltitudine di pellegrini che iniziarono a portare materiale edile per innalzare una chiesa, affinché l’immagine fosse protetta. Grazie a queste donazioni spontanee l’edificio fu eretto nel 1670. All’interno si conservano due sculture lignee policrome del XVII° secolo raffiguranti Santa Giulitta con il figlioletto Quirico e San Geminiano. Ci sono inoltre anche centinaia di ex voto, piccole tavolette dipinte lasciate a ricordo di una qualche intercessione miracolosa.

Chiesa di San Jacopo al Tempio

chiesa san jacopo al tempioZona: Val d’Elsa
Tipo: chiesa (XIV° secolo)

Risalente al XII° secolo, era originariamente un ospedale annesso a una piccola chiesa. Il complesso, che apparteneva all’Ordine dei Templari, fu trasferito all’ordine gerosolimitano nel 1311. Nel 1559 fu affidato alle suore del convento di San Girolamo, le quali fecero costruire un passaggio soprelevato di comunicazione con il loro convento. L’edificio ha subito vari restauri e, attualmente, si presenta con un’unica navata rettangolare, senza abside, coperta a volta. Nella lunetta monolitica della facciata è scolpita in rilievo una croce templare mentre le mensole sono decorate con figure antropomorfe. L’interno è suddiviso in cinque campate separate da grandi archi trasversali che si appoggiano, alternativamente, su semi-colonne e semi-pilastri.

Questa suddivisione dell’aula principale è praticamente unica in Toscana. All’interno sono conservati tre affreschi del XIV° secolo: Madonna col Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Giovanni Evangelista di Memmo di Filippuccio, Crocifissione e Deposizione nel Sepolcro, attribuiti al Maestro della Madonna Strauss, e San Jacopo Maggiore di Pier Francesco Fiorentino.

Monumenti e luoghi da visitare a San Gimignano

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Bastione San Francesco

bastione san francescoZona: Val d’Elsa
Tipo: fortificazione (XVI° secolo)

Situato nei pressi della Porta San Giovanni, è integrato nella cinta muraria. Fu costruito nel XVI° secolo, per volontà espressa di Firenze, cui San Gimignano si era sottomessa nel 1351. La costruzione è a pianta circolare. Una lapide ricorda che proprio qui, nel 1507, Niccolò Machiavelli addestrò le milizie cittadine.

Torre Grossa

torre grossaZona: Val d’Elsa
Tipo: dimora fortificata (XIV° secolo)
Tel.: +39 0577 286300 / 990312

Con i suoi 54 metri è la torre più alta di San Gimignano. Fu iniziata nell’anno 1300 e completata undici anni dopo. È una delle uniche sulle quali è consentito l’accesso al pubblico, utilizzando lo stesso biglietto del Museo Civico. Sulla sommità, dalla quale si gode una stupenda vista sulla cittadina e sulla campagna circostante, è presente una cella campanaria, circondata da un camminamento protetto da parapetto poggiante su archetti pensili.

Casa-Torre Campatelli

Zona: Val d’Elsa
Tipo: dimora fortificata (XII° secolo)
Indirizzo: via San Giovanni, 15
Tel.: +39 0577 941419
Email: [email protected]
Orari: mesi aprile-ottobre da martedì a domenica 9.30-19.00; novembre, dicembre e marzo 10.30-17.00; chiusa gennaio e febbraio
Ingresso: €uro 5,00 intero, € 2,00 ridotto
Servizi: bookshop e wi-fi; visite guidate con gruppi di massimo 25 persone ogni 45 minuti.

La casa-torre Campatelli è un edificio risalente al XII° secolo, raro esempio di casa-torre che ha conservato i volumi interni originari. Nei secoli XIX° e XX°  divenne una dimora borghese. La casa racconta attraverso arredi, decorazioni, quadri l’atmosfera e le vicende di una tipica famiglia toscana, sullo sfondo di una storia lunga mille anni, narrata con sofisticate tecnologie digitali.

Torre Rognosa o dell'Orologio

torre rognosaZona: Val d’Elsa
Tipo: dimora fortificata (XIII° secolo)

Eretta attorno all’inizio del XIII° secolo, appartenne alla famiglia Gregori e poi a quella degli Oti. Il nome deriva dal fatto che, dopo l’utilizzo da parte del podestà, divenne un carcere: per questo era visitata da chi aveva “rogne”, cioè guai giudiziari. La torre, alta quasi 52 metri, è a base quadrata ed è costruita con pietre sbozzate in maniera abbastanza regolare. La torre ha un’unica finestrella rivolta verso piazza della Cisterna e, all’ultimo piano, c’è un’altana che funzionava da cella campanaria per allertare la popolazione in caso di pericolo.

Torri dei Salvucci

torri salvucciZona: Val d’Elsa
Tipo: dimora fortificata (XII° secolo)

La famiglia Salvucci si era arricchita sia con la mercatura che con l’usura. Alla fine del XII° secolo fece costruire due torri, gemelle nell’aspetto e nell’altezza, quasi a simboleggiare la supremazia della famiglia sulla cittadina stessa. I Salvucci erano anche la più importante famiglia di San Gimignano di fazione guelfa, acerrima nemica della famiglia Ardinghelli, appartenente al partito avversario, quello ghibellino. Però, nel 1255, entrò in vigore una disposizione secondo cui si vietava ai privati cittadini di costruire torri più alte di quelle in cui risiedeva l’autorità di governo. Le loro torri gemelle superavano, anche se di poco, l’altezza della Torre Rognosa, dimora del podestà. Poiché anche i rivali Ardinghelli avevano, nel frattempo, fatto costruire due torri simili in altezza e dimensioni, la “punizione” colpì le quattro costruzioni al di fuori della legge, che furono tutte ribassate.

Le torri gemelle sono entrambe a base quadrata e con pochissime aperture, ad eccezione di qualche finestrella rettangolare. Al piano terreno si aprono strettissimi portali, sormontati da architrave o da arco a sesto acuto. La torre maggiore è stata trasformata in uno straordinario appartamento tutto in verticale: 10 piani abitabili e una terrazza panoramica. L’appartamento può essere affittato ma non è adatto a famiglie con bambini.

Torri degli Ardinghelli

torre ardinghelliZona: Val d’Elsa
Tipo: dimora fortificata (XIII° secolo)

Gli Ardinghelli si erano arricchiti con il commercio e le attività finanziarie. Inoltre erano la più importante famiglia della fazione ghibellina a San Gimignano, avversari della famiglia Salvucci, schierata con il partito guelfo. Le due torri furono costruite nel XIII° secolo, per contrastare quelle dei Salvucci, ubicate sull’altra estremità della piazza. Nondimeno violavano la disposizione del 1255 secondo cui si vietava ai privati cittadini di costruire torri più alte di quelle in cui risiedeva l’autorità di governo.

Il provvedimento punitivo si abbatté sulle due famiglie avversarie e le quattro costruzioni al di fuori della legge furono tutte ridotte in altezza. Sebbene entrambe a base quadrilatera, le due torri sono piuttosto diverse. Quella di destra è più stretta e ha un aspetto più tipicamente medievale: la parete esterna è coperta da bozze regolari a vista, interrotta solo da poche e strette monofore e da una feritoia. La torre di sinistra ha invece una superficie più ampia, con finestre sormontate da un arco.

Torre Chigi

Zona: Val d’Elsa
Tipo: dimora fortificata (XIII° secolo)

Quantunque non molto alta, è una delle più belle torri della città. Fu costruita nel 1280 e fu proprietà della famiglia Useppi. La parete esterna dei primi tre piani è ricoperta da pietra a vista, tagliata in bozze ben squadrate, nella quale sono distribuite alcune aperture con archi ribassati. Il portale è situato al primo piano e, per l’accesso, veniva utilizzata una scala di legno, ritirata durante le ore notturne. Negli insicuri anni del Medio Evo questo accorgimento evitava intrusioni a sorpresa all’interno della parte abitata della torre.

Torre del Diavolo

torre del diavoloZona: Val d’Elsa
Tipo: dimora fortificata (XIII° secolo)

Secondo una leggenda il nome deriverebbe dall’inaspettata soprelevazione che il proprietario avrebbe constatato, con sorpresa, al rientro da un viaggio: l’opera sarebbe stata ritenuta frutto di un malefico prodigio. L’alta torre è caratterizzata da un portale di doppia altezza, elemento che fa ipotizzare l’esistenza di un vecchio passaggio pedonale. In origine, ai piedi della costruzione c’era il cosiddetto “vicolo dell’Oro”, dove si trovavano le botteghe dei battiloro, gli artigiani che riducevano il metallo in fogli sottilissimi, usati soprattutto come sfondo nei dipinti su legno. La parete esterna del piano sovrastante, è costellata di buche con mensole, il che fa supporre l’esistenza di un ballatoio ligneo. L’illuminazione è assicurata da una stretta feritoia e anche i livelli superiori hanno tutti strette finestrelle, una per piano.

Riserve naturali

Riserva Naturale di Castelvecchio

riserva castelvecchioZona: Val d’Elsa
Tipo: area protetta
Sito: www.riservenaturali.provincia.siena.it

La riserva compendia tutte le caratteristiche del territorio di San Gimignano: quasi tutto di natura calcarea, elemento che favorisce una vegetazione eterogenea, prevalentemente costituita da faggi e aceri montani. Qui vive la Solatopupa Juliana, mollusco molto diffuso nelle formazioni calcaree della Toscana. Durante il periodo invernale si può avvistare il falco pellegrino. Infine, nelle aree pianeggianti crescono fitti arbusti che, insieme ai pascoli e alle aree agricole esterne alla riserva, forniscono cibo alle numerose specie di uccelli, tra cui il biancone e il codirosso. Nella parte meridionale della riserva affiorano le pareti rocciose su cui sono visibili le rovine del borgo di Castelvecchio.

ARTE E MUSEI

Musei di San Gimignano

spezieria di Santa FinaInterno della Spezieria di Santa Fina

San Gimignano 1300

san gimignano 1300Zona: Val d’Elsa
Tipo: museo etnologico

È un museo storico e artistico situato all’interno dell’antico Palazzo Ficarelli e suddiviso in dieci gallerie espositive. Ci sono approfondimenti sulla Via Francigena e sulle vie di pellegrinaggio nel Medio Evo. Quindi ricostruzioni di particolari della vita cittadina e rurale dedicati alle arti e professioni dell’epoca. Inoltre l’imponente riproduzione in scala 1:100 di San Gimignano nel XIV° secolo, eseguita interamente a mano in ceramica. Il percorso storico-didattico del museo è completato da una serie di acquerelli originali, realizzati da Enrico Guerrini, raffiguranti alcuni importanti momenti nella storia del territorio e della cittadina, dall’epoca etrusca al presente.

Palazzo Comunale - Pinacoteca - Torre Grossa

museo civicoZona: Val d’Elsa
Tipo: museo civico e pinacoteca
Indirizzo: Palazzo del Popolo – piazza Duomo, 2
Tel.: +39 0577 286300 / 990312

Il Palazzo del Podestà, risalente al XIII° secolo, è attualmente sede del Museo Civico, allestito nel primo piano dell’edificio. Le stanze sono riccamente decorate con affreschi, sculture e mobili d’epoca quali antichi sedili lignei intagliati e intarsiati (1475). Sono pure visitabili la camera del podestà, la sala delle adunanze segrete e anche la sala di Dante, con la Maestà di Lippo Memmi. Al secondo piano dell’edificio c’è la Pinacoteca, che contiene opere di artisti di altissimo livello, tra le quali spiccano un crocifisso ligneo sagomato di Coppo di Marcovaldo (1260 circa), Madonna con Bambino in umiltà con angeli e santi di Benozzo Gozzoli (1466), Angelo Annunciante e Vergine Annunciata di Filippino Lippi (1482) e Assunta con i Santi Gregorio e Benedetto, grande pala d’altare del Pinturicchio (1511).

Inoltre opere di altri importanti artisti quali Domenico di Michelino e Pier Francesco Fiorentino. In una teca è inoltre esposto un raro tappeto mamelucco del XIV° secolo, annodato al Cairo con un’inconsueta forma a croce che simula la sovrapposizione di tre tappeti.

Museo Diocesano d'Arte Sacra

museo arte sacraZona: Val d’Elsa
Tipo: museo di arte sacra
Indirizzo: piazza Pecori, 1
Ingresso: intero €uro 3,50, ridotto € 2,00

Si trova all’interno dell’antico palazzo Cappellani. Espone opere d’arte, paramenti sacri, oreficeria del XV° secolo, lastre tombali e frammenti di un altare in pietra del X° secolo. Da segnalare le tele Madonna con Bambino e santi di Fra Paolino (1525), Discesa al Limbo di Matteo Rosselli, un Crocifisso con santi, affresco staccato di Benozzo Gozzoli, una Madonna con Bambino e santi, affresco e sinopia di Vincenzo Tamagni, Cristo con angelo reggisudario e un santo, scultura marmorea di Goro di Gregorio.

Museo Archeologico - Spezieria di Santa Fina - Galleria d'Arte Moderna

museo etruscoZona: Val d’Elsa
Tipo: museo archeologico etrusco – galleria di arte moderna – spezieria
Indirizzo: via Folgore da San Gimignano, 11
Tel.: +39 0577 286300 / 940348 / 941269

L’edificio fa attualmente parte di un complesso museale che comprende la Spezieria di Santa Fina, il Museo Etrusco e la Galleria d’Arte Moderna.
L’edificio, originariamente un ospedale, fu edificato nel 1253, quindi ingrandito e modificato nel corso dei secoli successivi. Ha una facciata in stile tardo-rinascimentale e, nell’ingresso, conserva lunette affrescate da Sebastiano Mainardi (bottega del Ghirlandaio) raffiguranti i Santi Bartolo, Gimignano, Pietro martire e Niccolò e due busti in marmo policromato del scultore Pietro Torrigiani.

Di grande interesse è la Spezieria di Santa Fina, anticamente annessa allo ospedale. Vi è riprodotta l’antica farmacia, completa dei contenitori in ceramica e vetro per i medicinali. Il Museo Etrusco conserva i reperti rinvenuti nelle località Buggiano, Piattaccio, Poggio alla Città, Ranza, Ripa del Colle. Si tratta, essenzialmente, di ceramiche, urne e bronzi databili dal periodo orientalizzante all’epoca ellenistica (II° secolo a.C.). Le urne cinerarie rappresentano la figura del defunto sdraiato sul coperchio, che tiene in mano un piatto con l’obolo per pagare il traghetto verso l’oltretomba. La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “R. De Grada” è un importante spazio espositivo che promuove artisti e organizza mostre.

Museo della Tortura

museo torturaZona: Val d’Elsa
Tipo: museo criminale

Conosciuto anche come Museo Criminale Medioevale, è un’impressionante raccolta dedicata a tutte le tecniche e agli strumenti di tortura medievale, agli strumenti utilizzati per infliggere la morte e a documenti della Santa Inquisizione.

Museo del Vino e della Vernaccia

museo vinoZona: Val d’Elsa
Comune: San Gimignano (SI)
Indirizzo: località Montestaffoli
Tipo: museo enologico
Tel.: +39 0577 941267
Servizi: degustazioni

Nella Villa della Rocca, localizzata vicino alla Rocca di Montestaffoli, c’è il Museo del Vino. È organizzato come un vero e proprio “percorso”, attraverso sensazioni e degustazioni tipiche tra i vini della zona. Particolare enfasi è riservata alla spremitura e alla fermentazione della Vernaccia, il prodotto locale più celebre.

Museo Ornitologico

museo ornitologicoZona: Val d’Elsa
Tipo: museo ornitologico
Indirizzo: Oratorio di san Francesco – via Quercecchio

È ubicato all’interno dell’ex oratorio di San Francesco, che conserva lunette affrescate da Lorenzo Ciardi (XVIII° secolo) raffiguranti Storie della vita di San Francesco. La collezione ornitologica, denominata “collezione Panciatichi”, appartenne alla marchesa Marianna Panciatichi Simenes d’Aragona Paolucci, esponente dei circoli naturalistici del XIX° secolo. È composta da 371 esemplari imbalsamati: ci sono molti rapaci, tutti i principali gruppi di uccelli acquatici, l’intera tipologia di anatre che vivono in Italia. Sono presenti anche specie rare oppure ormai estinte quali il picchio rosso mezzano e il picchio rosso minore.

Museo Peugeot

museo peugeotZona: Val d’Elsa
Tipo: museo industriale

È il primo al di fuori della Francia dedicato alle vetture e alla storia del celebre marchio. Nella raccolta è inclusa anche l’autovettura Tipo 3, la prima automobile a circolare in Italia, nel gennaio 1893.

COSA FARE

Eventi

Ferie delle Messi

Tipo: storico folcloristico
Periodo: giugno

Figuranti in costume, musici, cavalieri, gruppi storici fanno rivivere l’atmosfera medievale per mezzo di sfilate, la ricostruzione di un accampamento militare e la sfida “Giostra dei Bastoni”.

ITINERARI

Percorsi

Strada del Vino Vernaccia di San Gimignano

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Comitato Strada del Vino Vernaccia di San Gimignano
via Villa della Rocca, 1 –  San Gimignano (Si)
Tel: +39 0577 940108

Comuni: San Gimignano

Prodotti: Vernaccia di San Gimignano, Chianti dei Colli Senesi, Vin Santo del Chianti Classico

La strada del vino inizia dalla località di Castel San Gimignano, attraversa colline ricoperte da oliveti e vigneti e culmina nell’antica San Gimignano. Denominata “città delle torri”, San Gimignano è un gioiello d’arte e storia.  Bellissima la Collegiata di S. Maria Assunta costruita nel XII secolo. All’interno vi sono affreschi del ‘300 senese che raffigurano le Storie del Vecchio Testamento e affreschi del ‘400 fiorentino. La Chiesa di S. Agostino è affrescata da Benozzo Gozzoli e vi si trova anche una Incoronazione del Pollaiolo. Da segnalare anche il Palazzo del Podestà che conserva un affresco del Sodoma. Di bellezza spettacolare anche la Piazza della Cisterna, con al centro un bel pozzo.

La storia

Il nome è incerto: potrebbe derivare dal latino vernaculus, ovvero “locale”, cioè della zona. La coltivazione è documentata fin dal 1276 ed era una dei vini preferiti dai papi. Nel 1966 la vernaccia è stato il primo vino italiano ad ottenere il riconoscimento DOC, mentre quello DOCG è stato conseguito nel 1993.

I vini

La Vernaccia di San Gimignano è un vino di gran reputazione fin dal Medioevo, bianco, fermo, molto secco. È particolarmente adatto con minestre toscane, pesce e crostacei, carni bianche e formaggi dolci. Il Chianti delle Colline Senesi, è un rosso giovane, d’annata, si abbina perfettamente con affettati o bruschetta; ideale con zuppe di pane, pastasciutta ai sughi di funghi, cacciagione  e arrosti in genere. Ottimo con formaggi poco stagionati.

Via Francigena

parco via francigenaIl territorio comunale è attraversato dalla Via Francigena, anche conosciuta come via Romea. A partire dall’VIII° secolo d.C. e fino a tutto il tardo Medio Evo fu la principale arteria di collegamento, di commercio e pellegrinaggio tra il Nord Europa e il Mediterraneo. Fu durante il Regno dei Longobardi che il tracciato acquistò una fisionomia più definita. Quando poi Lucca divenne la capitale della Tuscia longobarda, il percorso raggiunse una notevole importanza e Lucca ne costituì una tappa primaria.

Infatti il Volto Santo, presunta immagine del vero viso di Cristo esposta nel Duomo della città, fece diventare la località una sosta obbligata per i pellegrini. Confermata in attività fin dal X° secolo, la Via Francigena fu minuziosamente descritta dal vescovo Sigerico durante il viaggio da Roma alla Gran Bretagna. Nell’anno 990 il religioso, che era arcivescovo di Canterbury, intraprese il ritorno e descrisse piuttosto accuratamente il viaggio in un diario. Successivamente il tracciato fu denominato “via Francigena di Monte Bardone”.

A partire dal 1994 la Via Francigena è stata dichiarata Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa assumendo una dignità sovranazionale. Dato il crescente numero di nuovi “pellegrini”, appassionati di trekking, della mountain bike e dell’equitazione, che hanno iniziato a percorrerla di nuovo è stata attivata una rete WiFi con hotspot dislocati in vari comuni. Lungo l’intero tracciato sono disponibili molte strutture ricettive convenzionate, agriturismi e B&B. Inoltre ogni tipo di ristorante e anche botteghe di artigianato artistico.

Per informazioni più dettagliate consultare:
– la pagina www.tuscanysweetlife.com/percorsi/francigena/ del sito Tuscany sweet Life
– il sito www.viefrancigene.org/it/

monteriggioniTappa San Gimignano-Monteriggioni

È una delle tappe più belle della via Francigena. Si parte da San Gimignano verso l’Abbazia benedettina di Monte Oliveto Minore, si prosegue per Santa Lucia e poi verso il Castello di Montauto. Si risale verso Torraccia di Chiusi, torre-castello degli Abbracciabeni. Quindi si scende, attraversando il torrente Foci, fino a Molino d’Aiano. Si continua lungo una strada alberata fino a Badia a Coneo, abbazia di origine longobarda. Poco più avanti ci sono i Bagni delle Caldane, di epoca etrusca-romana. La strada si dirige quindi verso il borgo fortificato di Strove, costruito nel 994 d.C. dai signori di Staggia, e verso il Castello di Petraia. Costeggiando un antico muro si arriva a Badia a Isola, importante monastero sorto nel X° secolo. Infine Monteriggioni punto di arrivo della tappa. Acqua e punti di ristoro sono disponibili solo presso i centri abitati.

TIPO percorso storico e naturalistico (trekking, mountain bike)
LUNGHEZZA km. 30
TEMPO DI PERCORSO 8 ore
DIFFICOLTA media
DISLIVELLO m. 563
ATTRAZIONI Abbazia di Monte Oliveto Minore, Castello di Montauto, Molino d’Aiano, Badia a Coneo, Castello di Petraia, Badia a Isola

CULTURA

Storia

gimignano5Raffigurazione di artisti del Medioevo

La sfida delle torri

san gimignano1I primi insediamenti risalgono al III° secolo a.C, quando il territorio era abitato dagli etruschi, come confermano i numerosi reperti archeologici della zona. Risale al X° secolo il primo nucleo abitato, situato lungo la Via Francigena (o Romea), per l’esattezza la XIXa tappa dell’itinerario di Sigerico, all’epoca arcivescovo di Cantenbury. Nella fattispecie il religioso segnalò il borgo come punto di intersezione tra la via Francigena e la strada che collegava Pisa con Siena e lo denominò Sce Gemiane. La Francigena provocò certamente quel rapido sviluppo che portò l’abitato ad affrancarsi e a gestire un proprio distretto territoriale – più o meno quello dell’attuale territorio comunale.

san-gimignanoNel 1199, il borgo divenne libero comune, staccandosi dal vescovado di Volterra da cui in precedenza dipendeva. Nel XIII° secolo San Gimignano raggiunse una solida situazione economica, basata sul commercio di pregiati prodotti agricoli locali, tra i quali lo zafferano. La solida economia favorì lo sviluppo di un ceto aristocratico urbano, che espresse la propria supremazia politica nella costruzione di torri e di case-torri. Nel XIV° secolo, a San Gimignano si contavano ben 72 torri. Nel 1255 le mura della cittadina vennero distrutte dalle milizie di Firenze, che rimasero a presidio dell’abitato. La vittoria di Siena su Firenze nella battaglia di Montaperti (1260) permise di riconquistare l’indipendenza. Inoltre fu ricostruita una più ampia cinta muraria per inglobare altri quattro nuclei abitati: San Matteo, San Giovanni, Montestaffoli.

san gimignano2Il XIV° secolo fu invece un periodo di crisi: già indebolita da lotte interne, la cittadina fu pesantemente colpita dalla “peste nera” e dalla carestia del 1348 che decimò la popolazione. Nel 1351, ormai stremata, San Gimignano rinunciò alla propria autonomia e si consegnò spontaneamente a Firenze. Nonostante il declino economico e politico, il XIV° e XV° secolo furono importanti dal punto di vista artistico, grazie all’opera di numerosi maestri di Siena (o, più spesso, di Firenze). Ad artisti quali il Ghirlandaio, Benozzo Gozzoli, Taddeo di Bartolo i vari ordini religiosi dettero l’incarico di abbellire gli edifici di loro proprietà. L’inarrestabile declino e il ruolo marginale della cittadina nei secoli successivi permisero invece di mantenere quasi inalterato l’aspetto medievale.

torre grossa2Alla fine del XIX° secolo iniziò la riscoperta e la valorizzazione della particolarità e della bellezza di San Gimignano. Nel 1990 la cittadina è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Curiosità

Le torri gemelle

torri gemelleLe torri gemelle  

Nel XIII° secolo andava di moda a San Gimignano la costruzione di case-torri destinate alle dimore delle famiglie nobile. Ognuna famiglia costruiva una torre più alta possibile come segno di ricchezza e potere. Però, nel 1255, entrò in vigore una disposizione per cui si vietava ai privati cittadini di costruire torri più alte di quelle in cui risiedeva l’autorità di governo, ossia l’altezza della Torre Rognosa, dimora del podestà. Le due famiglie rivali all’epoca, gli Ardinghelli e i Salvucci avevano, nel frattempo, ognuna fatto costruire torri gemelle, simili in altezza e dimensioni e che superavano, anche se di poco, la torre del podestà. La “punizione” colpì le quattro costruzioni al di fuori della legge, che furono tutte ridotte in altezza.

La miracolosa protezione del Santuario di Maria Santissima

Nello stesso luogo dove è ora ubicata la chiesa di Maria Santissima c’era un’edicola con l’immagine della Madonna. Successivamente l’edicola venne trascurata e fu coperta da rovi ed edera fino a scomparire alla vista. Una leggenda racconta che, nel 1668, Bartolomea Ghini, una pastorella muta dalla nascita, fu colta da disperazione per la propria povertà e iniziò a piangere a dirotto. All’improvviso apparve una signora che chiese il motivo di tanta tristezza. Dopo che Bartolomea rispose, la signora la rassicurò dicendo di andare a casa poiché lì avrebbe trovato la dispensa piena di alimenti. A quel punto la pastorella si rese conto di aver parlato e si precipitò a casa chiamando i genitori, stupefatti di sentire per la prima volta la voce della figlia e di trovare la dispensa piena.

Sparsasi la notizia, tutti i paesani vollero quindi andare nel luogo dell’apparizione ma trovarono soltanto un grande roveto. Incuriositi, iniziarono a estirpare le piante fino a scoprire che nascondevano l’edicola con l’immagine della Madonna. Durante l’estirpazione l’immagine fu graffiata da un colpo di roncola. Da quel momento fu deciso di venerare l’affresco con il titolo di “Madre della Divina Provvidenza”. Queste notizie attirarono una moltitudine di pellegrini che iniziarono a portare offerte e materiale edile per innalzare una chiesa, affinché l’immagine fosse protetta. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’edificio fu quasi completamente distrutto: curiosamente, solo la parete dell’altare dov’è posta l’immagine della Madonna rimase indenne.

Santa Fina

Nacque nella famiglia Ciardi che, poco tempo dopo, cominciò a impoverirsi. All’età di dieci anni fu colpita da una gravissima malattia che la costrinse a letto. Nostante il dolore della morte della madre e le piaghe che si diffondevano nel corpo continuò a trasmettere messaggi di fede a chi la visitava. Morì il 12 marzo 1253, festa di san Gregorio Magno, cui Fina era particolarmente devota. Nel momento del trapasso tutte le campane del villaggio suonarono a festa, senza che nessuno le toccasse. Sulle mura di cinta della cittadina fiorirono viole.

In sua memoria fu costruito un ospedale e, nel 1457, fu deciso di costruire una cappella all’interno della Collegiata per ospitarne il busto-reliquiario.

GASTRONOMIA

Prodotti tipici

Vernaccia San Gimignano

Vernaccia

vernaccia vino

La Vernaccia di San Gimignano è uno dei vini bianchi più pregiati in Italia. Le prime notizie risalgono al 1276, anno in cui fu istituita una tassa per l’ingresso e l’uscita del prodotto. È stato il primo vino italiano a ottenere il marchio Denominazione di Origine Controllata (DOC) nel 1966. Nel 1993 ha ottenuto la certificazione superiore, DOCG. Da circa un ventennio le tecniche enologiche e più moderni sistemi agricoli hanno migliorato ulteriormente il prodotto. Ha contribuito anche la vinificazione in contenitori d’acciaio a temperatura controllata. È uno dei pochi vini bianchi suscettibili di invecchiamento. La Vernaccia ha colore paglierino e profumo fruttato. Il gusto è asciutto e gradevole.

Olio

olio

Olio extra vergine d’oliva

Zafferano

zafferano

La coltivazione dello zafferano nella zona è confermata già dal XIII° secolo, come pure le consistenti esportazioni verso altre zone della Toscana e del Vicino Oriente. Lo zafferano veniva utilizzato nella tintura, in medicina e nella pittura. In tempi recenti lo zafferano di San Gimignano ha conosciuto nuovo impulso per le applicazioni in campo gastronomico e nella farmacopea. Le operazioni di raccolta, pulitura e essiccazione a fuoco vengono ancora eseguite a mano.

Associazione Amici dello Zafferano DOP di San Gimignano
Indirizzo: c/o Consorzio della Denominazione San Gimignano – via di Fugnano, 19 – 53037 san Gimignano (SI)
Tel.: +39+0577 940108
Email: [email protected]

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire a San Gimignano

Hotel Le Colline

San Gimignano (SI)
Hotel 3 stelle con ristorante, piscina e servizi

Casale Gregoriano

San Gimignano (SI)
B&B con appartamenti, camere, bar e piscina con vista panoramica

Villa Pietre Focaie

San Gimignano
Villa con elegante camere, piscina e campo da tennis

Casanova di Pescille

San Gimignano (SI)
Agriturismo con camere, ristorante gourmet, corsi di cucina e zafferano

Le Terre Rosse

San Gimignano (SI)
Hotel 3 stelle con ristorante e servizio navetta

Tenuta Il Tresto

Poggibonsi (SI)
Vino Chianti e paesaggi

Dove mangiare a San Gimignano

La Mangiatoia

San Gimignano (SI)
Ristorante tipico toscano con vista panoramica

Le Terre Rosse

San Gimignano (SI)
Hotel 3 stelle con ristorante e servizio navetta

Ristorante Casalchino

San Gimignano (SI)
Cucina toscana e matrimoni

Ristoranti e Trattorie

Trattoria Chiribiri

Piazzetta della Madonna, 1 –  53037 San Gimignano (SI)
Tel. +39 0577 941948

www.ristorantechiribiri.it
[email protected]
Servizi: cucina tradizionale toscana, dolci,  ampia selezione di vini  locali (Vernaccia DOC) – chiuso martedì

Bio Bruschetteria La Loggia

Località Baccanella –  53037 San Gimignano (SI)
Tel. +39 0577 907267  /  +39 327 4951863
[email protected]
Servizi: specialità primipiatti toscani, bruschetteria, salumi e formaggio locali, vini – chiuso martedì

Vendita vino e degustazioni

Geografico Wine Shop

San Gimignano (SI)
Wine Shop e Wine Tasting