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A Vaglia, l’Eremo di Montesenario e la storica Villa Demidoff

Vaglia-StemmaIl territorio di Vaglia include alcuni luoghi di notevole interesse. Primo tra tutti l’Eremo di Montesenario, ubicato sulla cima di uno dei monti che dividono la Val di Sieve dalla Val d’Arno e da dove si può spaziare praticamente su tutto il Mugello. Inoltre la Villa Demidoff, che offre la possibilità di trascorrere una rilassante giornata all’aria aperta, passeggiando e ammirando le sculture, gli edifici e le fontane che si trovano all’interno del parco.

Particolarmente attraente è la Fontana dell’Appennino del Giambologna, uno dei capovalori dell’artista. Il territorio comunale include ancheun porzione del  Monte Morello. A Vaglia si svolgono numerose sagre e fiere, in particolare nel periodo primaverile e in quello estivo. Vaglia si può raggiungere anche con la linea ferroviaria “Faentina”, tratta ferroviaria molto suggestiva che attraversa l’Appennino Tosco-Romagnolo collegando Firenze a Faenza.

ZONA  Mugello
TIPO cittadina di campagna
COORDINATE 43°55′00″N 11°17′00″E
ALTITUDINE 290 metri s.l.m.
PRODOTTI
SPORT trekking escursionistico, equitazione, ciclismo
CONFINI Borgo San Lorenzo, Calenzano, Sesto Fiorentino, Fiesole, Scarperia e San Piero (FI)

vaglia mapInformazioni Turistichefirenze map

Comune di Vaglia
Via Bolognese,1126 – 50036 Vaglia (FI)
Tel: +39 055 500241
www.comune.vaglia.fi.it

COSA VEDERE

Chiese

Montesenario

Chiesa di San Pietro

chiesa san pietroZona: Mugello
Tipo: chiesa (X°-XVII° secolo)
Indirizzo:

Fu costruita nel X° secolo e, originariamente, era anche rifugio e luogo di accoglienza per pellegrini ed esuli. Nel corso dei secoli successivi fu oggetto di vari interventi di restauro. All’interno si conservano alcuni oggetti di pregio, quali un reliquiario della Santa Croce in ebano, una croce processionale con i Misteri del Rosario, opera del XVII° secolo di Domenico Pugliani, e dipinti di Lorenzo Lippi.

Chiesa di San Cresci

Zona: Mugello
Tipo: chiesa (XV° secolo)
Indirizzo: località Macioli

Le testimonianze più antiche di questa pieve risalgono al 926. Il campanile, in stile romanico, fu costruito nel 1279 e la pieve fu completamente restaurata nel 1448 dalla famiglia Neroni, all’epoca del pievano Antonio Mainardi, detto “Arlotto”. Costui era noto per le sue facezie, poi raccolte in un libro e rappresentate ancora oggi come esempio di teatro popolare. L’interno della chiesa, a tre navate divise da sette colonne scannellate, è arricchito da una ringhiera in ferro battuto del XIV° secolo, opera di Battista de’ Franci, da un organo antico e da un fonte battesimale del XV° secolo.

Chiesa di San Romolo

chiesa san romoloZona: Mugello
Tipo: chiesa (X°-XVIII° secolo)
Indirizzo: località Bivigliano

La chiesa, risalente al X° secolo, è un esempio tipico di architettura medievale. L’interno è a navata unica, con coperture a capriate e un abside semicircolare. La canonica e il campanile sono stati costruiti intorno alla metà del XVIII° secolo. Recenti restauri hanno riportato l’edificio all’originale aspetto romanico. Nell’abside si trova una pala d’altare di terracotta invetriata, opera di Andrea della Robbia, che raffigura la Vergine con il Bambino tra San Romolo, Sant’Jacopo, San Giovanni Battista e San Francesco d’Assisi. Presso il fonte battesimale c’è una statua lignea di S. Giovanni Battista, opera policroma del XV° secolo, attribuita a Michelozzo.

Eremo di Montesenario

Santuario dei Servi di Maria del XV° secolo

Monumenti e luoghi da visitare a Vaglia

Villa di Bivigliano

Villa Demidoff (Villa Medicea di Pratolino)

pratolinoZona: Mugello
Tipo: dimora storica (XVI° secolo) e parco
Indirizzo: via Fiorentina, 276 – località Pratolino
Tel.: +39 055 409427
Orari: sabato, domenica e festivi 10.00-18.00; chiuso da novembre a fine aprile
Ingresso: gratuito
Accessibilità ai disabili: sì

È la denominazione più recente dell’originaria Villa Medicea di Pratolino. Fu fatta costruire nel XVI° secolo dal granduca Francesco I° Medici, su progetto dell’architetto Bernardo Buontalenti. Dalla villa iniziava una serie di viali, sentieri e labirinti che conducevano a grotte, fontane, vasche, statue disseminate ovunque. Suscitavano particolare ammirazione i sofisticati congegni che muovevano automi e alimentavano suoni e giochi d’acqua. Di notevole valore artistico, il Colosso dell’Appennino (1580), monumentale opera del Giambologna, alta 14 metri.

La parte inferiore è occupata da una grotta esagonale dalla quale si accede, mediante una scala, al vano ricavato nella parte alta del corpo e nella testa del gigante. All’esterno la statua è ornata di spugne e concrezioni calcaree, dalle quali versava acqua nella piscina sottostante. Il Drago fu aggiunto da Giovan Battista Foggini nel XVII° secolo. Visto il successo della grande statua, fu coniata la frase: “Giambologna fece l’Appennino, ma si pentì d’averlo fatto a Pratolino.” Questo non perché Pratolino non meritasse tale magnificenza, ma semplicemente perché se il Colosso si fosse trovato in qualsiasi città importante sarebbe oggi una delle attrazioni più note al mondo.

Dopo la morte di Francesco I° e della moglie Bianca (1587) la villa fu poco frequentata dai successivi granduchi medicei. Soltanto nel XVIII° secolo, Ferdinando Medici, figura inquieta e, per certi versi, simile al suo antenato, collezionista di cose rare e curiose, si prese cura della costruzione ed effettuò un restauro e un ulteriore abbellimento con nuove opere artistiche.

Poiché troppo costoso da mantenere, villa e parco conobbero un nuovo periodo di abbandono all’avvento dei granduchi Asburgo Lorena. Questi avevano una visione completamente diversa della gestione del patrimonio: soprattutto le ville medicee non erano più un luogo di svago, ma un “costo” disperso nel territorio. Soltanto nel 1819 il granduca Ferdinando III° mutò lo splendido giardino all’italiana in giardino all’inglese, per mezzo dell’ingegnere Joseph Fritsch. Gli elementi originali del progetto Buontalenti furono inglobati nell’impianto del nuovo parco. A Fritsch si deve anche l’improvvida demolizione del palazzo, nel 1820 o 1822. Scomparve così quella che, secondo alcuni, era stata la più splendida e sicuramente la più stravagante delle ville medicee.

Nel 1872 tutta la proprietà fu acquistata dal principe russo Paolo II° Demidoff che ristrutturò gli edifici superstiti: le paggerie, le scuderie, la cappella e la fattoria. L’edificio delle paggerie fu ingrandito su progetto dell’architetto Emilio de Fabris, diventando una nuova abitazione, l’attuale villa Demidoff. Nonostante molte opere d’arte originarie siano state rimosse nel corso dei secoli, il parco ne conserva ancora molte di rilevante interesse. Tra queste il citato Colosso dell’Appennino, la Fonte di Giove, la Fonte del Mugnone, (scolpita dal Giambologna nel 1577), la Peschiera della Maschera (adibita anche a piscina e attrezzata per bagni caldi), la Grande Voliera, la Fagianeria, la Grotta di Cupido, (costruita dal Buontalenti nel 1577), il casino neoclassico di Montili (realizzato intorno al 1820 dall’architetto Luigi de Cambray-Digny). Nel parco sono presenti alberi secolari, tra cui querce, farnie, cedri e ippocastani. Il parco, attualmente in stile inglese, è uno dei più belli e vasti di tutta la Toscana.

Villa di Bivigliano

Zona: Mugello
Tipo: dimora storica (XVI° secolo)
Indirizzo: via dei Vilani, 84 – località Bivigliano
Tel.: +39 055 406717
Sito:  www.villadibivigliano.it
Orari: visitabile su appuntamento per gruppi di almeno 20 persone
Ingresso: € 5 con visita guidata
Accessibilità ai disabili: parziale

L’edificio è un tipico esempio di architettura del XVI° secolo. Fu costruito, probabilmente su progetto dell’architetto Bernardo Buontalenti, sulle rovine di un castello appartenuto alla famiglia Ginori. La villa, utilizzata dai Ginori come residenza estiva, è circondata da un rigoglioso bosco di 12 ettari, precedentemente riserva di caccia. Nel 1860, contemporaneamente alla sistemazione del bosco, dove furono aggiunte numerose sequoie e tuie, fu costruita la grotta artificiale a cui si accede tramite una scala a chiocciola. L’edificio fu dotato di un giardino formale costituito da aiuole di bosso con al centro una fontana e, a un livello sottostante, di un frutteto.

La villa è privata. Per la visitazione è necessario previo appuntamento. La villa si presta anche come luogo  dove celebrare il matrimonio con rito civile.

Parchi e Giardini

vaglia pratolinoVeduta da Pratolino

Pratolino

pratolinoZona: Mugello
Tipo: parco storico e artistico
Indirizzo: via Fiorentina, 276 – località Pratolino
Tel.: +39 055 4080721 / 290832
Email: [email protected]
Sito: www.parcomediceodipratolino.it
Orari: sabato, domenica e festivi 10.00-18.00; chiuso da novembre a fine aprile
Ingresso: gratuito
Accessibilità ai disabili: sì

È incluso nell’area della Villa Demidoff. Dalla villa inizia una serie di viali, sentieri e labirinti che portano a grotte, fontane, vasche, statue disseminate ovunque. Di notevole valore artistico, il Colosso dell’Appennino (1580), monumentale scultura del Giambologna, alta 14 metri. La parte inferiore è occupata da una grotta esagonale dalla quale si accede, mediante una scala, al vano ricavato nella parte alta del corpo e nella testa del gigante. All’esterno la statua è ornata di spugne e concrezioni calcaree, dalle quali versa acqua nella piscina sottostante. Il Drago fu aggiunto da Giovan Battista Foggini nel XVII° secolo. Vista la popolarità del Colosso, fu coniata la frase: “Giambologna fece l’Appennino, ma si pentì d’averlo fatto a Pratolino.” Questo non perché Pratolino non meritasse tale magnificenza, ma semplicemente perché se la statua fosse stata collocata in qualsiasi città importante sarebbe oggi una delle attrazioni più note al mondo.

diamanteNonostante molte opere d’arte originarie siano state rimosse nel corso dei secoli, il parco ne conserva ancora molte di rilevante interesse. Tra queste il citato Colosso dell’Appennino, la Fonte di Giove, la Fonte del Mugnone, (scolpita dal Giambologna nel 1577), la Peschiera della Maschera (adibita anche a piscina e attrezzata per bagni caldi), la Grande Voliera, la Fagianeria, la Grotta di Cupido, (costruita dal Buontalenti nel 1577), il casino neoclassico di Montili (realizzato intorno al 1820 dall’architetto Luigi de Cambray-Digny). Nel parco sono presenti alberi secolari, tra cui querce, farnie, cedri e ippocastani. Il parco, attualmente in stile inglese, è uno dei più belli e vasti di tutta la Toscana.

Monte Morello

Zona: Area Fiorentina
Comuni: Vaglia, Sesto Fiorentino, Calenzano (FI)
Tipo: area naturale protetta ANPIL con  percorsi trekking

Monte Morello è l’unico rilievo assimilabile ad una montagna della ampia conca fiorentina. A occidente il rilievo è delimitato dalla valle del torrente Marina mentre a orientedal torrente Mugnone. Le cime più importanti sono Poggio Trini (763 metri), Poggio Casaccia (921 metri, dove è collocata una croce di ferro), Poggio dell’Aia (934 metri dove, è collocata una croce di legno), Poggio Cornacchiaccia (892 metri), Poggio al Giro (737 metri) e Monte Rotondo (708 metri). Il rilievo montuoso ha una curiosa forma: ciascuna delle punte possiede l’aspetto tipico delle sommità dei vulcani, ma la geomorfologia non è assolutamente di origine vulcanica. Il punto più panoramico è la cosiddetta Terza Punta (Poggio dell’AIA), dove bisogna arrivare rigorosamente a piedi, con un’escursione che richiede un piccolo impegno, peraltro abbondantemente ripagato dallo splendido panorama. Dal territorio di Vaglia l’accesso a Monte Morello è possibile solo tramite sentieri.

Dal Monte Morello si gode una bellissima vista della Piana di Sesto e di Firenze, e vi si arriva comodamente in auto: da Sesto per la strada dei “Tre Ponti” oppure dal borgo di Colonnata; le strade poi si ricongiungono alla Bottega di Morello e, superata la salita del Castellare e il rifugio di Gualdo, si giunge al Piazzale Leonardo. Da Firenze si sale per la via Bolognese, deviando poi per Morello: la strada passa davanti al ex ospedale “Banti” diventa più stretta e finalmente arriva anch’essa al Piazzale Leonardo.

La zona è adatta a passeggiate, escursioni e pic-nic nella stagione estiva o per la raccolta di funghi e asparagi. Percorrendo la strada asfaltata, che attraversa il Monte Morello, si trovano alcuni ristoranti e pizzerie rinomati nella zona. Per gli amanti dello sport, Monte Morello ospita anche una pista per la pratica dello sci d’erba.

ITINERARI

Percorsi

Via degli Dei

Via degli Dei

Regioni: Emilia Romagna e Toscana
Zone: Appennino Tosco-Emiliano e Mugello
Tipo: percorso naturalistico
Lunghezza: 130 chilometri

La Via degli Dei (detta anche Sentiero degli Dei) è un percorso escursionistico-naturalistico a quote intorno ai 1.000 metri s.l.m. che collega le città di Bologna e Firenze, passando attraverso gli Appennini. Il nome deriva da alcuni monti attraversati, tra cui Monte Venere a Monzuno e Monte Luario a Firenzuola (con riferimento alla dea Lua, invocata dai romani in guerra), nei pressi del passo della Futa.

La via, con segnalazioni del CAI, è principalmente un tracciato di crinale molto simile ai percorsi dell’antica strada romana Flaminia Militare (circa 187 a.C.) e a quelli per le comunicazioni tra le due città nel Medioevo. Il percorso attraversa numerosi luoghi di interesse naturalistico e paesaggistico e, in alcuni punti si cammina proprio su pavimentazioni di 2.000 anni.

Il tracciato è percorribile sia a piedi che in mountain bike. L’intera traversata da Bologna a Firenze – che non presenta grandi difficoltà – si può compiere in quattro/sei giorni o più a piedi oppure in due/tre giorni o più in bicicletta.

Percorso

Ogni tappa della Via degli Dei è ricca di storia, di natura, di cultura e di enogastronomia. Tradizionalmente l’inizio è dal centro di Bologna, e, costeggiando il fiume Reno, si giunge a Sasso Marconi; successivamente l’area protetta del Contrafforte Pliocenico, Monzuno, Madonna dei Fornelli, il Passo della Futa. Entrando in Toscana si toccano le località di Sant’Agata, San Piero a Sieve, Fiesole e infine Firenze.

Segnaletica

È generalmente costituita dalle tabelle CAI-Club Alpino Italiano poste all’inizio e agli incroci più importanti; contengono informazioni sulle località indicando nome e quota del luogo di partenza o dei luoghi di destinazione con i tempi di percorrenza e il numero di sentiero.

 

Via degli DeiTAPPE

1a tappa: da Bologna a Badolo

Lunghezza: 21 chilometri
Dislivello: +817 – 515 metri
Tempo: 6.50h (a piedi) e 2.30h (mountain bike)
Sentieri CAI: 112, 122, 110

Dal centro di Bologna ci si dirige al Santuario della Beata Vergine di San Luca. Di seguito Casalecchio di Reno, la riva destra del fiume Reno, Sasso Marconi, l’Oasi Naturalistica di San Gherardo. Quindi sempre a diritto verso Sasso Marconi, i Prati di Mugnano, il quadrivio de La Commenda. Da qui ci sono due alternative:

a) Sentiero CAI 122 VD: il sentiero sulla sinistra fino ad arrivare al Giardino Botanico Nova Arbora e quindi fino a Monte del Frate;

b) Sentiero CAI 110 VD: il sentiero a destra in direzione Rio Raibano-Brento, quindi Battedizzo e poi Badol; successivamente in direzione Monte Adone/Brento e quindi fino a Monte del Frate;

2a tappa: da Badolo a Madonna dei Fornelli

Lunghezza: 28 chilometri
Dislivello: +1460 – 1038 metri
Tempo: 9.50h (a piedi) e 2.30h (mountain bike)
Sentieri CAI: 110, 019

Da Badolo verso Brento, Monterumici e poi Monzuno; quindi in direzione di le “Campagne”, le case di Le Croci, il Monte del Galletto, il Monte dei Cucchi e infine Madonna dei Fornelli.

3a tappa: da Madonna dei Fornelli a Monte di Fò

Lunghezza: 17 chilometri
Dislivello: +783 – 753 metri
Tempo: 5.50h (a piedi) e 3.00h (mountain bike)
Sentieri CAI: 019

Da Madonna di Fornelli ci si dirige verso Pian di Balestra e quindi, seguendo la segnaletica Futa e Strada Romana, fino ai primi tratti della Flaminia Militare. Si prosegue verso Piana degli Ossi, il Passeggere, la cima delle “Banditacce” e il “Poggiaccio”, circa a metà tra Bologna e Firenze. Di seguito le falde di Poggio Castelluccio e, tramite la Strada Regionale 65, il Passo della Futa. Infine l’ultimo tratto verso la località Monte di Fò.

4a tappa: da Monte di Fò a San Piero a Sieve

Lunghezza: 21 chilometri
Dislivello: +641 – 1197 metri
Tempo: 11.30h (a piedi) e 2.00h (mountain bike)
Sentieri CAI: 00, 46

Dalla Futa (o Monte di Fò) si sale fino all’”Apparita”. Seguendo le indicazioni GEA si raggiunge la vetta di Monte Gazzaro (1.125 metri). Scendendo si incontra il Passo dell’Osteria Bruciata. Si prosegue per Sant’Agata del Mugello o, direttamente, verso S. Piero a Sieve.

5a tappa: da San Piero a Sieve a Firenze

Lunghezza: 33 chilometri
Dislivello: +1367 – 1510 metri
Tempo: 11.30h (a piedi) e 3.00h (mountain bike)
Sentieri CAI: 017, 00, 00-60, 2, 7

Ripartendo da San Piero a Sieve, si può fare una piccola deviazione per visitare la Fortezza Medicea di San Martino. Quindi si sale in direzione della località Trebbio, poi Tagliaferro e quindi il Convento di Monte Senario. Successivamente il sentiero verso Vetta le Croci, Olmo e Poggio Pratone. Si scende fino a Monte Fanna per proseguire verso Fiesole. Da qui si può utilizzare l’autobus urbano n.° 7 oppure proseguire la panoramica, imboccare il sentiero che sale a Monte Ceceri e da qui scendere alle cave di Maiano, salire verso Settignano e scendere definitivamente verso Firenze.

CULTURA

Storia

vaglia villa demidoff

Il territorio risulta abitato prima dell’epoca romana: si ritiene che i primi abitanti siano stati i Ligures Magelli. Gli Etruschi arrivarono in epoca successiva, facendo comunque riferimento all’importante insediamento di Fiesole. In seguito la zona fu conquistata dai romani. All’inizio dell’epoca cristiana avvenne un certo sviluppo, coincidente con la costruzione di centri urbani che ruotavano attorno alle prime pievi, come quella di S. Pietro, menzionata in un documento del 983. Nel XIV° secolo, Vaglia entrò stabilmente a far parte dei territori di Firenze e, a partire dal XVI° secolo, del Granducato di Toscana. Successivamente ne seguì le sorti fino all’Unità d’Italia.

Nella seconda metà del XVIII° secolo Vaglia ebbe un grande sviluppo, in particolare a seguito della costruzione della strada Regia Postale Bolognese (l’attuale via Bolognese). L’opera dette grande impulso non solo all’edilizia privata e pubblica ma anche all’imprenditoria locale: la calcinaia fornì il materiale per la costruzione di ponti e muri. In questo periodo furono ricostruite o restaurate molte chiese parrocchiali. Anche a seguito dei danni subiti nel corso della Seconda Guerra Mondiale la cittadina fu interamente ricostruita, riprendendo ed ampliando l’assetto urbanistico dei secoli precedenti.

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire a Vaglia

Bed and Breakfast

Bed&Breakfast La Paggeria

Via di Basciano, 130 – località Montorsoli – 50030 Vaglia (FI)
Tel. +39 055 401362  /  +39 335 6266787  /  +39 347 6730449
www.lapaggeria.com
[email protected]
Servizi: camere con bagno privato, una suite,  terrazza panoramica con vista su Fiesole e la campagna fiorentina, piscina, animali accettati, TV satellitare, location per matrimoni, catering, tour personalizati, corsi di cucina