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  • Castello di Sorci (Anghiari)
  • Borgo medievale di Anghiari
  • Riserva Alpe della Luna
  • Museo Michelangiolesco (Caprese Michelangelo)
  • Vallesanta
  • Sansepolcro
  • Sasso di Simone
  • Palio della Balestra

Il primo corso del fiume Tevere lambisce i monti dove nacque Michelangelo, le pendici dell’Appennino e le delizie rinascimentali di Sansepolcro

valtiberina zona

Informazioni turistiche Valtiberina Toscana

via G. Matteotti – Sansepolcro
+39 0575 740536
info@valtiberinaintoscana.it

TERRITORIO

Anghiari

Valtiberina, anche denominata l’Alta Valle del Tevere, è tutta ubicata in provincia di Arezzo e nella porzione più orientale della Toscana. Geograficamente è attigua alla Regione Umbria dove prende la denominazione di Valtiberina Umbra. Trae il nome dal fiume che l’attraversa in tutta la sua lunghezza – il Tevere – che nasce proprio nei rilievi dell’Appennino Tosco Romagnolo. A livello paesaggistico si tratta di un territorio prevalentemente collinare, contraddistinto dalla presenza di fitti boschi, soprattutto castagneti, alternati ad ampi pascoli. È comunque caratterizzata da una grande presenza di zone rurali e montane. La zona è stata sempre al confine tra civiltà diverse, l’umbra e l’etrusca, la bizantina e la longobarda. All’epoca di Augusto i Romani costruirono varie ville. Poi durante il Feudalesimo e il Monachesimo furono costruiti castelli e monasteri. Sono rimaste fino ai nostri giorni città murate come Anghiari o centri fluviali come Pieve Santo Stefano che conservano le costruzioni medievali. Le abbazie camaldolesi e i conventi francescani narrano la storia di questa zona, fortemente permeata di spirito religioso. Importanti artisti, tra cui Michelangelo e Piero della Francesca, sono nati nella zona. Il territorio della Valtiberina è noto per prodotti enogastronomici quali insaccati e vino. Tra le molteplici manifestazioni che si svolgono durante l’anno, spicca il Palio della Balestra, che si svolge nella seconda domenica di settembre a Sansepolcro. In questa occasione si esibiscono gli sbandieratori, vestiti con i costumi ispirati a Piero della Francesca.

L’accessibilità in automobile alla Valtiberina è agevole percorrendo la Superstrada E45 nella porzione compresa tra Emilia-Romagna e Umbria. Un’alternativa, provenendo da Arezzo, può essere la Strada Statale 73 (“Senese Aretina”), in parte dotata di doppia corsia.

COSA VEDERE

anghiari-badia-di-san-bartolomeoBadia di San Bartolomeo

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Attrazioni suddivise per comune e località

Per conoscere di più sulle attrazioni e servizi offerti cliccare sul nome di ogni comune elencato.

AnghiariANGHIARI (AR) – borgo medievale

È uno splendido borgo medievale che domina la Valtiberina e il torrente Sovara, caratterizzato da pittoresche case in pietra, palazzi rinascimentali, vicoli angusti e testimonianze di valori storici tramandati attraverso i secoli. Conserva ancora buona parte della potente cinta muraria che conferisce un particolare aspetto alla cittadina. I numerosi edifici di culto sono costituiti da piccole chiese e costruzioni di epoca medievale. Fu resa famosa anche per l’incruenta battaglia, poi riprodotta in affresco da Leonardo da Vinci, dipinto di cui si sono però perdute le tracce. Attività tradizionali sono il restauro del mobile e l’artigianato, principalmente armi da fuoco, cesti di vimini, legno e ferro battuto. Il centro storico è pieno di piccole botteghe di artigiani. Spiccano ceramiche, decorazioni, stoffe; inoltre antiquari affiancati da abili restauratori. Nei dintorni ci sono numerosi castelli ancora ben conservati come il Castello di Sorci, Montauro e Galbino. Per la diversità e conservazione del patrimonio storico-artistico ha ricevuto la “Bandiera Arancione” che conferma la qualità turistica-ambientale e l’eccellente accoglienza.


Badia TedaldaBADIA TEDALDA (AR) – villaggio collinare

È situato al confine tra tre regioni: Toscana, Emilia Romagna e Marche. Inoltre è collocato lungo la via Francigena (o Romea) che pellegrini, monaci, abati hanno percorso per molti secoli. Il paesaggio verde fa da cornice al villaggio, che è un punto di partenza per escursioni a piedi o a cavallo, alla scoperta di un interessante patrimonio naturalistico. Nei dintorni ci sono la Riserva Naturale Alpe della Luna con area destinata a pesca sportiva e l’Area  protetta Nuclei a Taxus in località Pratieghi, un  bosco di oltre 60 ettari dove vivono piante di tasso di notevole età e dimensioni.


capresemichelangelo1CAPRESE MICHELANGELO (AR) – villaggio storico

Il territorio comunale si trova nell’area più verde del percorso del fiume Tevere in Toscana. Numerosi altri corsi d’acqua attraversano il territorio per confluire nel torrente Singerna, che si unisce poi al Tevere nel lago di Montedoglio. Boschi di faggi, di querce e di castagni ricoprono buona parte della zona, mentre funghi, tartufi, more, fragole e lamponi sono i frutti spontanei di questa terra, che conserva ancora genuini ed incontaminati scenari. A Caprese, nel 1475, nacque Michelangelo Buonarroti, scultore e pittore di fama immortale. Del grande artista è visitabile la  casa-museo.


museo madonna del partoMONTERCHI (AR) – villaggio storico

La cittadina è un tipico borgo di chiara impronta medievale, arroccato su una collina isolata, denominata in passato Mons Herculis (Monte di Ercole) che sovrasta l’alta Valtiberina. Secondo la leggenda, il semidio Ercole avrebbe fondato Monterchi dopo aver sconfitto la mostruosa Idra, evento che campeggia nello stemma comunale. La cittadina è nota per il celebre affresco di Piero della Francesca, la Madonna del parto (1455).


eremo cerbaiolo1PIEVE SANTO STEFANO (AR) – villaggio rurale

Situata in una valle circondata da monti al confine tra le regioni Toscana, Marche ed Emilia Romagna, Pieve Santo Stefano offre opportunità di turismo ecologico, dato che il territorio contiene varie riserve naturaie con fauna e flora di considerabile importanza. Sono disponibili vari percorsi trekking su sentieri che permettono di raggiungere punti suggestivi e panoramici quali il Passo delle Gualanciole e la Vallesanta. La cittadina è diventata nota come la “città del diario”. Infatti è stata creata un’apposita raccolta di scritti di persone comuni, testimonianze, lettere d’amore, diari di giovani che riflettano, in varie forme, la vita in epoche relativamente recenti.


sansepolcroSANSEPOLCRO (AR) – borgo storico

Anticamente denominato Borgo del Santo Sepolcro, è il centro più popoloso nonché capoluogo amministrativo della Valtiberina Toscana. Libero comune prima e poi culla di cultura rinascimentale, Sansepolcro è un importante punto di riferimento e di integrazione culturale all’intersezione di tre regioni: Marche, Umbria, Toscana. Nella cittadina sono nate numerose personalità, specialmente nei campi dell’arte e della scienza: i pittori rinascimentali Cherubino Alberti, Matteo di Giovanni e Piero della Francesca, il matematico Luca Pacioli. In molte delle chiese sono conservate opere di importanti pittori del Rinascimento e del Manierismo, quali Matteo di Giovanni, Luca Signorelli, Raffaellino del Colle, il Perugino e il Rosso Fiorentino con la nota opera Deposizione.


sasso simoneSESTINO (AR) – villaggio collinare

È incuneato nel territorio della Regione Marche. Nei dintorni ci sono antichi agglomerati urbani che conservano memorie storiche e artistiche in un ambiente di notevole interesse naturalistico e praticamente incontaminato. Tra questi, Monterone, San Donato, Colcellato e Case Barboni sono i villaggi più significativi. Imponente è il Sasso Simone, un enorme blocco di roccia calcarea ricco di fossili che si erge come un parallelepipedo regolare sul crinale dell’Appennino, raggiungendo l’altezza di 1.204 metri. Attualmente è incluso nella Riserva Naturale del Sasso di Simone, i cui boschi sono costituiti essenzialmente da alberi di cerro e di faggio e che ospita una fauna particolarmente variegata, con abbondanza di piccoli mammiferi, animali selvatici e numerose specie di uccelli. Numerosi sentieri percorrono a riserva.

Castello dei Sorci

castello sorciZona: Valtiberina Toscana
Tipo: castello (XIV° secolo)
Indirizzo: Località San Lorenzo, 21 – Anghiari
Tel:
+39 0575 789066  / +39 0575 788022
e-mail: info@castellodisorci.it
Sito: www.castellodisorci.it
Orari: tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 15.00 alle 18.00

Un primo fortilizio fu probabilmente costruito già in epoca longobarda. Lo confermerebbe il nome, derivato dalla parola longobarda sorku (brughiera o bosco di scope). Una più ampia struttura fortificata, risalente al XII° secolo, fu parzialmente distrutta nel 1268 durante la discesa in Italia dell’imperatore Corradino di Svevia. All’inizio del XIV° secolo divenne proprietà della famiglia Tarlati di Arezzo. Fu quindi incluso nel territorio di Firenze e, nella prima metà del XV° secolo, divenne dimora del capitano di ventura Baldaccio Bruni, descritto dallo scrittore Niccolò Machiavelli “uomo in guerra eccellentissimo, perché in quei tempi non era alcun in Italia che di virtù di corpo e d’animo lo superasse”.

Negli anni successivi il castello fu oggetto di innumerevoli ristrutturazioni. A partire dagli anni ’70 del secolo scorso la struttura ha conosciuto nuova vita per l’impegno dell’attuale proprietario Primetto Barelli e dei figli. Qui gli attori Roberto Benigni e Massimo Troise hanno tratto ispirazione per la sceneggiatura del film “Non ci resta che piangere”. La struttura è attrezzata per cerimonie, feste, incontri conviviali, convegni. All’interno c’è anche “La Locanda”, un noto ristorante frequentato da personaggi famosi.

Il fantasma di Baldaccio, ucciso a tradimento nel 1441, aleggerebbe ancora nelle sale: c’è chi assicura di percepire la sua presenza attraverso rumori di catene trascinate, o da un’armatura che cambia continuamente collocazione o da un pianoforte che emette suoni senza che nessuno lo sfiori.

Rocca di Caprese Michelangiolo

rocca di capreseZona: Valtiberina Toscana
Tipo: castello-borgo fortificato (XII°-XV° secolo)
Località: caprese Michelangelo

Le prime testimonianze della presenza della rocca risalgono all’VIII° secolo, quale feudo dei conti Guidi. Risale al 1100 il primo ampliamento, con la costruzione della torre quadrangolare (tuttora visibile) ed alcune altre strutture. Dopo l’assedio del 1324, le vittoriose milizie di Arezzo smantellarono buona parte del castello. Tra la fine del XIV° secolo e l’inizio del XV°, coincidente con l’unione a Firenze, fu ampliata la cinta muraria. In questo periodo venne pure costruito il Palazzo del Podestà. Nei secoli successivi la rocca perse d’importanza e, nel 1782, un forte terremoto danneggiò edifici e torri. Nel 1875, in occasione del rinvenimento dell’atto di nascita di Michelangelo, la costruzione fu adeguatamente restaurata. Anche il Palazzo del Podestà fu oggetto di numerosi interventi e fu creato il primo nucleo del Museo Michelangiolesco. Del castello è rimasta quasi intatta la struttura perimetrale.

Castello di Montauto

castello montautoZona: Valtiberina Toscana
Tipo: castello (XII°-XIV° secolo)
Indirizzo: Anghiari
Tel: +39 0575 723004
Orari: visitabile su appuntamento

Costruito tra il 1180 ed il 1190 sulle rovine di una precedente  torre-fortezza longobarda, prese nome della montagna piuttosto irta su cui è ubicato: Monte Acuto. Nel  XIII° secolo vi soggiornò più volte Francesco d’Assisi in occasione dei suoi viaggi verso la Verna. La piccola cappella era il luogo di preghiera del santo, all’epoca solo un giovane monaco. La struttura fu oggetto di numerose trasformazioni nel corso degli anni successivi. Nel XIV° secolo era già un vero e proprio fortilizio, con varie torri ed almeno tre cinte murarie, in grado di contenere 400 persone. Distrutto quasi totalmente nel corso delle guerre tra Arezzo e Firenze, il castello fu ricostruito nel XVI° secolo, diventando una villa di proprietà della famiglia Barbolani.

Nel 1963 fu acquistato dai Barbolani di Montauto, discendenti dei proprietari in epoca rinascimentale. Oltre alla bellezza dell’edificio, notevole è la suggestione che suscita l’eccezionale panorama sull’intera Valtiberina. Nel periodo estivo vengono organizzati eventi culturali. È possibile soggiornare nella foresteria del castello oppure negli edifici adiacenti destinati ad agriturismo.

Duomo di Sansepolcro

Zona: Valtiberina Toscana
Tipo: chiesa cattedrale (XI°-XVI° secolo)
Località: Sansepolcro

Sorge esattamente dove i pellegrini Arcano ed Egidio costruirono l’oratorio. Certamente nella seconda metà del X° secolo vi fu sovrapposto un monastero benedettino, mentre  una chiesa abbaziale fu edificata nel 1012-1013. Dopo essere stato affidato ai monaci camaldolesi l’edificio fu ricostruito nel XIII° secolo, assumendo le dimensioni attuali. Con l’istituzione della Diocesi di Sansepolcro, nel 1520 la chiesa fu elevata al rango di cattedrale ed intitolata a San Giovanni Evangelista, all’epoca il patrono della cittadina. Dopo il 1585 l’edificio fu oggetto di vari interventi. Tra 1934 e 1943 furono effettuati radicali lavori di restauro seguendo la “linea purista” del momento: se, da un lato, furono distrutti quasi tutti gli elementi barocchi e tutte le epigrafi, dall’altro fu possibile recuperare l’originaria fisionomia romanico-gotica. Inoltre tornarono alla luce alcuni affreschi di Bartolomeo della Gatta (secoli XIV°-XV°) coperti dalle sovrastrutture del XVIII° secolo. Nel 1962 la cattedrale fu elevata al rango di basilica minore. Eccetto che nella parte absidale, l’edificio ha conservato struttura ed aspetto trecentesco, con pianta basilicale a tre navate. I caratteri romanici sono invece ben riconoscibili nelle proporzioni generali, negli archi a tutto sesto e nei capitelli.

Molte opere pittoriche dell’interno sono di notevole valore. Tra gli affreschi sono di particolare pregio Madonna con Bambino (1385) e Incredulità di San Tommaso di Santi di Tito (1576-77),  Crocefissione di Bartolomeo della Gatta (1486), Adorazione dei pastori di Durante Alberti, e la Resurrezione (1524), prima opera dell’artista locale Raffaellino del Colle. Sull’altare maggiore è situato il polittico Resurrezione, realizzato da Francesco di Segna attorno al 1348 mentre lungo la navata sinistra c’è l’Ascensione di Cristo (XVI° secolo) di Pietro Vannucci, detto il Perugino. Di grande valore è il cosiddetto Volto Santo, conservato nella cappella del SS. Sacramento, a sinistra del presbiterio. Si tratta di un crocifisso ligneo dell’VIII°-IX° secolo, proveniente dal Medio Oriente, con policromia del XII° secolo, oggetto di particolare venerazione. All’interno della basilica sono notevoli anche un fonte battesimale con copertura in argento, della seconda metà del XVI° secolo, ed un tabernacolo in terracotta invetriata (circa 1495) di Andrea della Robbia. Lungo la scalinata di accesso alla cella campanaria si apre una sala decorata da un fregio affrescato  (inizio XVI° secolo) con stemmi abbaziali e della congregazione camaldolese.

Pieve di Santa Maria a Corsano

chiesa santa maria corsanoZona: Valtiberina Toscana
Comune: Anghiari (AR) – località San Leo
Tipo: chiesa romanica (XIII° secolo)
Indirizzo: località San Leo

Si distingue per un’insolita soluzione costruttiva che la discosta dal semplice schema delle piccole chiese di stile romanico. Fu edificata nel XIII° secolo, probabilmente dai  monaci camaldolesi, lungo la strada per Citerna, sui ruderi di un tempietto pagano. L’altare maggiore, risalente al XVII° secolo, racchiude un affresco del XIV° secolo di scuola aretina raffigurante la Madonna del Latte.

Badia di San Veriano

badia di san verianoZona: Valtiberina Toscana
Comune: Anghiari – località Toppole
Tipo: chiesa romanica (XII° secolo)

Poco distante del borghetto di Toppole, costituito di abitazioni costruite sopra i ruderi del antico castello di Toppole, si trova la Badia di San Veriano. Si tratta di un’abbazia costruita alla fine dell’XI° secolo ed affidata alla Congregazione dei Camaldolesi fino al 1360. L’edificio è caratterizzato da una navata con tre absidi semicircolari. Al di sotto del presbiterio esiste una cripta a tre navate che occupa circa metà della chiesa.

Pieve di Santa Maria alla Sovara

pieve santa maria alla sovaraZona: Valtiberina
Comune: Anghiari (AR) – località Pieve a Sovara
Tipo: chiesa preromanica (X° secolo)

Fu probabilmente costruita intorno al IX°-X° secolo. L’impianto originario è riconoscibile all’esterno, nelle tre absidi, caratteristiche dell’architettura preromanica aretina. Affidata ai monaci camaldolesi, che decisero l’allungamento della navata, l’innalzamento della zona absidale e l’aggiunta di un campanile-torre, nel XVI° secolo fu oggetto di ulteriori modifiche fino ad assumere l’aspetto attuale. Pregevoli sono i frammenti scultorei altomedievali fissati alle pareti, unici superstiti della decorazione originale.

Palazzo Vescovile di Sansepolcro

palazzo vescovileZona: Valtiberina Toscana
Tipo: edificio storico (XVI° secolo)
Località: Sansepolcro

È situato a fianco della cattedrale di San Giovanni Evangelista (Duomo), perché fu costruito trasformando una parte dell’abbazia medievale. Nel chiostro ci sono pregevoli affreschi del XVI° secolo con scene della vita di San Benedetto ed una cappella, denominata “Monacato”, con la tomba del celebre pittore Piero della Francesca, morto a Sansepolcro nel 1492. Al primo piano, oltre agli uffici della Curia Vescovile hanno sede l’Archivio Vescovile, con documenti compresi tra l’XI° ed il XX° secolo, e la Biblioteca Vescovile, ricca di oltre 20.000 volumi. In particolare, l’Archivio conserva i documenti dell’antica abbazia camaldolese (XI°-XVI° secolo) e quelli della diocesi di Sansepolcro (XVI°- XX° secolo).

Villa La Barbolana

villa barbolanaZona: Valtiberina Toscana
Comune: Anghiari (AR) – località Tavarnelle di Anghiari
Tipo: villa fortificata (XVI° secolo)
Tel.: +39 0575 723140
Visite: giovedì e venerdì 16.00-18.00

L’edificio fu costruito nel XI° secolo, inizialmente con funzione puramente difensiva. Nel 1556 fu oggetto di una radicale trasformazione ed il fortilizio divenne una villa a pianta quadrata con bastioni angolari, aspetto insolito per un palazzo signorile. Gli ambienti interni furono arricchiti con portali rinascimentali in pietra e pavimentazione in cotto. La villa è collegata al vicino Convento dei Cappuccini da una strada diritta ed affiancata da cipressi

Riserve naturali

badia tedalda33Alpe della Luna

Riserva naturale Alpe della Luna

riserva alpe della lunaZona: Valtiberina Toscana
Comune: Badia Tedalda (AR) – località Germagnano
Tipo: area naturale protetta

La riserva comprende una parte della dorsale appenninica nel territorio dei comuni di Badia Tedalda, Pieve S. Stefano e di Sansepolcro. Racchiude una zona prevalentemente piena di fitti boschi, punteggiate di piccoli insediamenti storici ed edifici rurale. È un habitat naturale per il lupo, lo sparviero e l’aquila reale. All’interno della riserva scorre un torrente, il Presale, circondato da un gradevole ambiente, con fioriture di primule e orchidee selvatiche. Il corso d’acqua è popolato da trote fario e da ciprinidi di montagna (o “pesci bianchi”). In queste acque di pregio è stata istituita l’Alta Val Marecchia Fly Fishing, una riserva di pesca con la mosca soggetta alla regola “no kill”. La riserva offre, inoltre, numerosi sentieri per escursioni a cavallo, trekking oppure mountain bike. Lungo i sentieri ci sono numerose foresterie.

Riserva del Sasso di Simone

sasso simoneZona: Valtiberina Toscana
Tipo: area naturale protetta
Centro visita: Via Marche, 2 – Sestino (AR)
Tel. +39 0575 772642

Trae il nome da un enorme blocco di roccia calcarea ricco di fossili che si erge come un parallelepipedo regolare sul crinale dell’Appennino Toscano, raggiungendo l’altezza di 1204 metri. Assieme all’altro principale rilievo, denominato Simoncello, è incluso nella Riserva Naturale del Sasso di Simone, i cui boschi sono costituiti essenzialmente da alberi di cerro e di faggio. La riserva contiene una fauna particolarmente variegata, con abbondanza di piccoli mammiferi – scoiattoli, ricci, talpe, lepri – ed animali selvatici quali daini, lupi, volpi, moscardini, cinghiali. Inoltre sono presenti numerose specie di uccelli, tra cui la poiana, l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo. Numerosi sentieri percorrono il parco. Vi sono inoltre strutture attrezzate, tra le quali la principale è il rifugio Casa del Re, in posizione panoramica.

In quest’area, nel 1566, il granduca Cosimo I° Medici inaugurò il cantiere per la costruzione di una città-fortezza per difendere il confine contro le mire espansionistiche di Urbino.

sestino sasso simone

Del progetto, elaborato dall’architetto Giovanni Camerini e proseguito prima da Baldassarre Lanci e quindi da Simone Genga, ne fu realizzata soltanto una parte, causa le difficili condizioni meteorologiche ed ambientali, i numerosi problemi legati alla costruzione e la mutata situazione politica. Il complesso fu definitivamente abbandonato alla fine del XVII° secolo. Attualmente rimangono soltanto una strada lastricata, alcuni ruderi di edifici, resti delle mura, una grande cisterna, blocchi di pietra squadrata, il tutto avvolto da una fitta vegetazione.

Parco dei Monti Rognosi

golene tevereZona: Valtiberina Toscana
Tipo: area naturale protetta con grotte casciche
Centro visite: Ponte alla Piera, 67 – località La Fabbrica – Anghiari (AR)
Tel. +039 0575 787023
Servizi: bookshop, sala didattica, sala video, centro di educazione ambientale
Accessibilità disabili:

Monti Rognosi, sono pieni di rari e suggestivi scenari naturali. Qui vivono lupi, cervi e caprioli, istrici, tassi, volpi, e rapaci come lo sparvieo, la poiana o l’aquila reale. Le due aree protette sono caratterizzate dalla presenza di minerali dai colori verde scuro, denominati ofioliti, ovvero “pietre dei serpenti” che cambiano aspetto a seconda che ci sia sole, pioggia o luce lunare. I sentieri, tutti attrezzati, sono di facile percorribilità.

Golene del Tevere

anghiari monti rognosi parcoZona: Valtiberina Toscana
Comuni: Anghiari, Sansepolcro (AR)

L’area si estende lungo una porzione del fiume Tevere a valle della diga di Montedoglio. Lo scopo è quello di recuperare e valorizzare l’ambiente fluviale, alterato dalla costruzione della diga e dalla presenza di numerosi laghetti artificiali creati dall’attività estrattiva. L’area è caratterizzata da una vegetazione adattata a temporanee sommersioni, come salicacee, pioppo nero, piccole canne tife. Questo ambiente favorisce la presenza di diverse specie di uccelli come il tarabusino, il martin pescatore, la folaga e il germano reale. La fauna ittica è stata penalizzata dall’invaso ma sono rimaste specie come il cavedano, il vairone e il barbo tiberino. All’area si accede alla tramite il sentiero CAI n.14 che da Santa Fiora arriva fino ad Albiano.

ARTE E MUSEI

Musei

Casa Natale e Museo Michelangiolesco

museo michelangiolescoZona: Valtiberina Toscana
Tipo: castello-museo d’arte
Indirizzo: via Capoluogo, 1 – Caprese Michelangiolo
Tel. +39 0575 793776
e-mail: prolococapresemichelangelo@gmail.com
Sito: www.capresemichelangelo.org

Il museo ha sede nella Rocca e si articola su tre edifici – il Palazzo del Podestà (ritenuto il luogo di nascita di Michelangelo, avvenuta il 6 marzo 1475), il Palazzo Clusini e la Corte Alta circondati da un giardino. Innanzi tutto sono esposti i calchi in gesso delle più famose opere dell’artista: Battaglia dei Centauri, Cupido, San Giovannino, testa del David, Cristo Risorto, Bruto, Pietà Rondanini e altri.

capreseLe sale contengono anche una serie di riproduzioni fotografiche degli affreschi fatti eseguire, tra il 1613 ed il 1620, nella Casa Buonarroti di Firenze dal pronipote dell’artista, Michelangiolo il Giovane. Gli affreschi rappresentano 23 scene della vita del sommo scultore-pittore. Nel museo è anche esposto il trittico Madonna tra Santi (XV° secolo) di Giuliano Amidei, proveniente dall’abbazia di San Martino a Tifi. Il museo è arricchito da micro-sculture (bronzo, marmo, gesso, cera, terracotta) e disegni, opere di artisti italiani del XIX°-XX° secolo tra cui Antonio Canova, Umberto Boccioni, Adriano Cecioni, Francesco De Matteis. Nel Giardino delle Sculture e nei locali della Corte Alta, sono collocate numerose sculture di bronzo e legno di artisti della seconda metà del XX° secolo. Vi sono opere di Alfredo Battistini, Cecco Bonanotte, Ferruccio Ferrazzi, Jorge Gonzales Camarena, Emilio Greco, Marcello Tommasi.

Parte integrante del museo è la Biblioteca Michelangiolesca, specializzata in storia dell’arte e costituita da oltre 2.000 volumi in gran parte dedicati a Michelangelo ed alla scultura dei secoli XIX° e XX°. I locali al primo piano sono arredati con mobilio rinascimentale, ma non originario della casa dell’artista. A piano terreno viene proiettato un documentario sulla vita di Michelangelo.

Aboca Museum

aboa museumZona: Valtiberina Toscana
Tipo: museo botanico-farmaceutico
Indirizzo: via N. Aggiunti, 75 – Sansepolcro (AR)
Tel. +39 0575 733589
email: museum@aboca.it
Sito: www.abocamuseum.it
Orari: tutti i giorni  10.00-13.00 e 15.00-19.00
Servizi: erboristeria e libreria, percorsi e laboratori didattici

Ha sede nel Palazzo Bourbon Del Monte, costruito alla fine del XVII° secolo utilizzando alcune strutture di epoca medievale. Il museo è stato concepito dall’Aboca, azienda leader nell’utilizzo delle piante medicinali, allo scopo di ricostruirne la memoria millenaria e diffonderne l’uso. Il percorso museale, giustamente denominato “Erbe e Salute nei Secoli”, illustra come da epoche remote l’uomo abbia fatto uso di piante o composti vegetali per mantenere o recuperare la salute. Sono esposti antichi erbari e tavole botaniche, libri, mortai e vari strumenti per la lavorazione, bilance, contenitori in ceramica e vetro. Inoltre la fedele ricostruzione della “spezieria”, bottega-laboratorio, e di altri ambienti usati nei secoli passati per la preparazione. La biblioteca contiene 1.500 volumi, tra antichi libri di botanica farmaceutica ed erbari a stampa.

Museo della Madonna del Parto

museo madonna del partoZona: Valtiberina
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: via della Reglia, 1 – Monterchi (AR)
Tel. +39 0575 70713
email:
madonnadelparto@comunemonterchi.com
Sito:
www.madonnadelparto.it
Orari:
tutti i giorni 9.00-13.00 e 14.00-19.00; chiuso il lunedì
Servizi:
bookshop, sala didattica, sala video, laboratori educativi, visite guidate
Accessibilità disabili:

Si tratta di un edificio scolastico ristrutturato per esporre l’importantissimo affresco Madonna del Parto che Piero della Francesca dipinse nella Chiesa di Santa Maria di Momentana. L’opera, egregiamente restaurata nel 1992, voleva probabilmente essere un omaggio funebre alla madre del pittore, Romana di Perino, nata a Monterchi e morta nel 1465. Nel dipinto, la Madonna è situata al centro, davanti ad una tenda di damasco giallo e rosso, con disegni decorativi a melograno (simbolo di abbondanza e fecondità). La Vergine, con una mano sul fianco e l’altra sul ventre rigonfio, è davvero l’esaltazione della maternità. Una sala del museo è dedicata alla storia dell’affresco, mentre in un’altra viene proiettato il documentario “Piero della Francesca pittore del silenzio”,  racconto della vita del  grande artista e delle sue opere.

Museo Civico "Piero della Francesca"

museo civicoZona: Valtiberina Toscana
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: via N. Aggiunti, 65 – Sansepolcro (AR)
Tel. +39 0575 732218
email: museocivico@comune.sansepolcro.ar.it
Sito: www.museocivicosansepolcro.it
Servizi: bookshop, laboratori educativi, visite guidate
Accessibilità disabili: parziale

Ha sede nel Palazzo della Residenza (XV° secolo) ed è incentrato sulle opere di Piero della Francesca, il più illustre concittadino. Il fulcro del museo è l’affresco Resurrezione (eseguito all’incirca nel 1460), divenuto emblema e simbolo di Sansepolcro. Nel suo saggio “Along the Road”, lo scrittore Aldous Huxley lo definì “il miglior dipinto del mondo”.

Durante la Seconda Guerra Mondiale queste parole, forse, risuonarono nella mente del capitano britannico Anthony Clarke, comandante di una batteria di artiglieria, che fermò il bombardamento in corso su Sansepolcro proprio per salvare il capolavoro. Accanto alle opere di Piero della Francesca – tra cui è d’obbligo citare anche il polittico Madonna della Misericordia (1445-1462) ed i due affreschi staccati San Ludovico e San Giuliano – figurano quelle di altri due pittori di rilievo nati nella cittadina: Matteo di Giovanni e Raffaellino dal Colle. Tra le altre opere di rilievo esposte quelle dei pittori Remigio Cantagallina, Agostino Ciampelli, Gerino da Pistoia, Giovanni de Vecchi, Sinibaldo Ibi, Pontormo, Andrea Pozzo, Santi di Tito. Da segnalare, inoltre, due terrecotte robbiane, il Tesoro della Cattedrale, oggetti e paramenti liturgici dei secoli XII°-XVIII°, una ricca raccolta di materiale scultoreo, tra cui un notevole fregio del XIII° secolo. Infine il gabinetto delle stampe, con lamine di rame e stampe di Cherubino Alberti, Raffello Schiaminossi e altri.

Museo Statale di Palazzo Taglieschi

museo arte e tradizioniZona: Valtiberina Toscana
Tipo: museo d’arte e etnografico
Indirizzo: Piazza G. Mameli, 16 – Anghiari
Tel: +39 0575 788001
Email: palazzotaglieschi@beniculturali.it

È ubicato all’interno del Palazzo Taglieschi, costruito incorporando alcune case-torri medievali. Le loro tracce sono riconoscibili nelle finestre a sesto acuto, nelle grandi mensole sporgenti, nell’ampio magazzino e nel pavimento in pietra. Il museo contiene opere artistiche di notevole pregio: frammenti architettonici, affreschi provenienti da palazzi e chiese della cittadina, arredi sacri, strumenti ed armi di fattura artigianale, ed un organo da tavolo della prima metà del  XVI° secolo ancora funzionante; infine oggetti di uso quotidiano e della devozione popolare dell’alta Valle del Tevere. Tra le opere di maggior pregio una Madonna con Bambino (1420 circa), statua in legno policromo attribuita a Jacopo della Quercia, una Natività, terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia, e la lunetta Samaritana al pozzo di Benedetto Buglioni.

Museo delle Memorie e del Paesaggio nella Terra di Anghiari

museo della memoriaZona: Valtiberina Toscana
Tipo: museo archeologico e storico
Indirizzo: Palazzo della Battaglia – Piazza Mameli, 1-2 – Anghiari
Tel: +39 0575 787023
Email: battaglia@anghiari.it
Sito: www.anghiari.it
Servizi: bookshop, biblioteca, sala didattica, internet point, percorso tattile, visite guidate, corsi di formazione, giardino
Accessibilità disabili: parziale

È ubicato all’interno del Palazzo del Marzocco, costruito nel XVI° secolo tramite l’aggregazione e la ristrutturazione di due case-torri medievali. All’interno sono esposti reperti provenienti da tutta l’area circostante Anghiari, dalla preistoria fino al XVIII° secolo. Sono esposti oggetti litici preistorici, manufatti di epoca romana, frammenti scultorei del Medio Evo, manoscritti antichi, ceramiche invetriate ed armi da fuoco prodotte dagli artigiani locali nel XVIII° secolo. Di particolare pregio la testa del dio Pan, scultura in cristallo di rocca databile attorno al II° secolo d.C. Un’ampia sezione è dedicata alla battaglia del 1440 ed all’opera di Leonardo da Vinci.

Antiquarium Nazionale di Sestino

antiquariumZona: Valtiberina Toscana
Tipo: museo archeologico
Indirizzo: via Marche, 29B – Sestino (AR)
Tel. +39 0575 772642

È un museo archeologico in cui sono raccolti i reperti provenienti dai vari edifici pubblici e privati della romana Sestinum: il foro, un tempio a edicola ed una domus, tutti di epoca compresa tra il III° secolo a.C. e il I° d.C. Nella sede principale, adiacente all’Arcipretura di S. Pancrazio, c’è il cosiddetto “archivio di pietre”: lapidi, iscrizioni e cippi dedicati a divinità, imperatori, cittadini illustri, quasi tutti in travertino. Tra le altre spiccano quelle legate alla potente famiglia locale dei Volusenii, forse di origine etrusca. Le sculture sono state collocate recentemente nell’ex palestra comunale: quelle di maggior pregio sono i torsi di statue di Diana, Venere, Eros; la testa di una colossale statua; una statua di giovinetto; un monumento funerario circolare di stile ellenistico, decorato con testine in rilievo. Un bassorilievo raffigura una scena di martirio di cristiani. Tra gli oggetti di uso domestico è esposto un glirarium, recipiente di terracotta dove veniva conservato uno dei piatti più ricercati della cucina patrizia romana, il ghiro.

Museo della Vetrata

museo vetrataZona: Valtiberina Toscana
Tipo: museo del vetro dipinto
Indirizzo: via G. Buitoni, 9 – Sansepolcro (AR)
Orari: dal 15 giugno al 15 settembre da lunedì a domenica 10.00-13.00, sabato e domenica anche 16.00-19.00; dal 16 settembre al 14 giugno da lunedì a domenica 10.00-13.00, sabato e domenica anche 15.00-18.00

Il museo Bernardini-Fatti o della Vetrata ha sede nell’ex chiesa di San Giovanni Battista (XII° secolo) e contiene essenzialmente opere relativamente recenti, realizzate tra la fine del XIX° e l’inizio del XX° secolo. La raccolta comprende 23 vetrate di dimensioni medie e grandi ed un centinaio di frammenti. Di particolare interesse sono una riproduzione a grandezza naturale dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, realizzata da Rosa e Cecilia Caselli tra il 1937 ed il 1942, ed una grande Crocifissione, proveniente dalla cappella Morris di Gildestone (Gran Bretagna) ed eseguita su disegno di William Morris. C’è inoltre un settore dedicato all’arte del vetro dipinto, con materiali ed attrezzature provenienti da botteghe artigiane. Quindi testi che illustrano la storia, la lavorazione e il restauro delle vetrate. Infine una raccolta di bozzetti e più di 40 incisioni della fine XVIII° secolo, raffiguranti le vetrate di Chantilly, eseguite su disegni di Raffaello Sanzio.

Archivio Diaristico Nazionale

archivio diaristicoZona: Valtiberina Toscana
Tipo: museo letterario
Indirizzo: piazza P. Pellegrini, 1 – Pieve S. Stefano (AR)
Tel. +39 0575 797730
Sito: www.archiviodiari.org

È ubicato nel ricostruito Palazzo Pretorio. Si tratta di un archivio che raccoglie documenti cartacei italiani in forma di diario, epistolare e memorialistica autobiografica, tutti inediti. Pur essendo aperto al pubblico, l’archivio è frequentato e consultato principalmente da studenti, giornalisti, scrittori, sceneggiatori e autori di testi televisivi e radiofonici, alla ricerca di spunti per il loro lavoro. L’archivio promuove concorsi letterari annuali attribuendo poi il premio “Pieve Saverio Turino” ed il “Premio Città”, quest’ultimo riservato alle opere di memoria storica.

COSA FARE

Eventi

tsl-anghiari corteo storicoCorteo storico

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Palio della Vittoria

araldica festaTipo:  folklore sportivo
Località: Anghiari
Periodo: giugno

Palio della Balestra

palio balestraTipo: folclore sportivo
Località: Sansepolcro
Periodo: seconda domenica di settembre

Le origini risalgono al XV° secolo ed è una competizione tra la cittadina e Gubbio. L’evento inizia con presentazione del drappo del Palio, che si svolge in onore di Sant’Egidio, patrono della cittadina. Dopo l’offerta della cera ed i giochi con la bandiera, si svolge la competizione tra i rioni, ciascuno rappresentato da propri balestrieri. I costumi indossati dai concorrenti sono ispirati ai dipinti di Piero della Francesca.

Nel corso della settimana che precede il palio si svolgono vari eventi in piena sintonia con la competizione: un convivio rinascimentale, il mercato di Sant’Egidio con numerosi banchi di artigianato, le esibizioni degli sbandieratori.

Biennale Internazionale del Merletto

biennale merlettoTipo: artigianato
Località: Sansepolcro
Periodo: fine ottobre

È la giusta celebrazione di un’attività artigianale che vanta una tradizione secolare in tutta la zona. La manifestazione è aperta ad ogni tipologia di merletto, da quello classico a quello d’avanguardia, dal miniaturistico al monumentale tridimensionale. Nel concorso internazionale, cui partecipano artisti di tutto il mondo, vengono esaltati gli aspetti creativi e l’unicità di ogni singola opera.

Mostra-Mercato dell’Artigianato della Valtiberina Toscana

DSC07448Tipo: artigianato – Anghiari
Periodo: tra fine di aprile e gli inizi di maggio

La manifestazione tende, principalmente, a valorizzare il lavoro degli artigiani, dando grande risalto alle loro abilità. L’evento comprende tutti i settori dell’artigianato, dall’antiquariato alla lavorazione del ferro e della ceramica, dalla pietra lavorata ai metalli preziosi, dalle stoffe al cuoio, oggetti tutti presenti nelle caratteristiche botteghe del centro storico.

Sagra della Bistecca Chianina

sagra bisteccaTipo: enogastronomia e rievocazione storica
Località: Sestino
Periodo: ultimo fine-settimana di giugno

Il centro della cittadina viene allestito per un grande banchetto a cielo aperto durante il quale si assapora la genuinità dei tipici piatti toscani, primo tra tutti la rinomata bistecca dei bovini di razza chianina. Completano l’evento musica e intrattenimenti vari. C’è anche una rievocazione storica, con un corteo in abiti medievali e un palio tra le contrade dei comuni limitrofi.

Sport

Pesca sportiva

All’interno della Riserva naturale dell’Alpe della Luna, in un ambiente paesaggistico notevole, scorre il torrente Presale dove si può praticare la pesca sportiva principalmente della trotta fario, abbondante nelle acque. In un’area apposita, è stata istituita una riserva di pesca a mosca “Alta Val Marecchia Fly Fishing“,  soggetta alla regolamentazione “No Kill”.

ITINERARI

Percorsi

anghiari parco monti rognosiParco Monti Rognosi

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Alpe della Luna

trekkingtourLa Riserva Naturale Alpe della Luna ha una propria rete di sentieri, collegata alla sentieristica CAI. Chi arrivano da Sansepolcro può dirigersi verso Montagna, da dove inizia il sentiero CAI n. 6 per Spinella, o continuare la strada per Germagnano. Da qui si possono ugualmente raggiungere Spinella e Pian della Capanna e scegliere uno dei sentieri per il crinale (sentieri CAI n. 8 e 8a). Ancora da Germagnano è inoltre percorribile un sentiero natura, corredato di specifica segnaletica, lungo il quale è stata ricostruita una carbonaia e un capanno, testimonianza di una attività in passato molto diffusa nella zona. Chi arriva da Badia Tedalda può visitare la zona di Monterano e la valle del Presalino attraverso le varie possibilità offerte dalla sentieristica della Riserva, che ha inizio dal parcheggio attrezzato di località Capanne. Da Monterano è possibile raggiungere il crinale dell’Alpe della Luna raccordandosi con il sentiero CAI n. 5. Parcheggiando al Passo di Viamaggio, nei pressi dell’albergo, si può intercettare la G.E.A. (Grande Escursione Appenninica) che percorre tutto il crinale dell’Alpe della Luna, raccordandosi con la sentieristica dei due versanti, fino a Bocca Trabaria, nelle Marche. Un altro itinerario impegnativo è il sentiero CAI n. 8, che è consigliabile iniziare nei pressi di Aboca.

Valle di Sovara e Monti Rognosi

Val del SovaraI percorsi possono essere effettuati assieme alle guide ambientali autorizzate. Sono possibili anche alcuni percorsi tematici in altre zone quali i luoghi francescani, la via dell’acqua e la Val Sovara.

Informazioni: www. anghiari.it
Tel: +39  339 2464939     G. Rossano  rghignoni@alice.it
Tel: +39 338 3429044     Lorini Enrico     enricolorini@libero.it

Percorso 1  
Alla scoperta dei colori del bosco – tra Toppole e Badia San Veriano

Percorso 2

Alla scoperta dei castelli – passeggiata nella Val Sovara

Percorso 3
Camminata tra il Castello di Galbino ed i ruderi dei Castello di Pietramala

Percorso 4
Seguendo le orme di San Francesco – dall’eremo di Monte Casale all’Eremo di Cerbaiolo

Percorso 5
Passeggiata nelle Golene nel Tevere

Percorso 6
All’assalto al castello – attraverso la Riserva Naturale dei Monti Rognosi fino al Castello di Montauto

Percorso 7
Storia e natura lungo la Via Ariminensis – porzione dell’antica strada romana che dalla località la Scheggia conduce fino a Ponte alla Piera

Percorso 8
Lungo il crinale dell’Alpe di Catenaia – a piedi tra Valtiberina ed il Casentino

Percorso 9
L’odore della pineta – percorso circolare a mezzacosta nei Monti Rognosi

Percorso 10
Dimore storiche – escursione guidata nei Monti Rognosi alla scoperta dell’antica contea dei Conti Barbolani.

Percorso Francescano

TIPO percorso storico-naturalistico (automobile, mountain bike, cavallo, trekking)
ZONA Valtiberina Toscana
PARTENZA Caprese Michelangelo
ARRIVO La Verna
ATTRAZIONI Eremo della Casella, Eremo del Cerbaiolo, Eremo di Montecasale, La Verna

 

percorso francescanoIl percorso è articolato su alcuni luoghi frequentati da San Francesco: San Polo, Zenzano e l’Eremo della Casella. Il percorso inizia dall’abitato di Caprese e si inerpica sui colli circostanti addentrandosi tra boschi di querce, cerri e castagneti. Da Casella è anche possibile dirigersi verso La Verna oppure verso gli splendidi prati sulla sommità del Monte Faggeto (oltre 1.400 metri di altezza). Un più ampio percorso include il Santuario della Verna, l’Eremo del Cerbaiolo, l’Eremo di Montecasale e il Castello di Montauto, tutte località relativamente vicine.

GASTRONOMIA

Piatti tipici

bringoliBringoli

Sono grossi spaghetti fatti a mano con farina e acqua conditi con sugo di funghi porcini dei boschi della Valtiberina oppure con sugo di carne della razza “chianina”. Anghiari dedica ai bringoli l’ultima manifestazione del  calendario di eventi annuali.. La Festa di San Martino e dei Bringoli si tiene dall’inizio degli anni ’80 nel secondo fine settimana di novembre, quello che in genere coincide con la ricorrenza di San Martino.

Prodotti tipici

marrone

In Valtiberina è accertata la raccolta della castagna già in epoca romana, ma i primi documenti storici di tale attività risalgono all’XI° secolo. L’albero di castagno è stato conosciuto anche come “albero del pane” per il fondamentale ruolo nell’alimentazione delle popolazioni di montagna. Tuttora occupa un posto preminente nell’economia d i Caprtese Michelangelo, principalmente nella varietà che ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP). Il marrone viene commercializzato essenzialmente fresco.

Comitato Promotore per il riconoscimento del DOP Marrone di Caprese Michelangelo
Indirizzo: c/o Comune – via Capoluogo, 87 – 52033 Caprese Michelangelo (AR)
Tel.: +39+0575 793912
Email: infomarronecapre@libero.it

CULTURA

Curiosità

Un grande concittadino

michelangeloMichelangelo Buonarroti nacque a Caprese perché, essendo il padre podestà sia di Chiusi della Verna che di Caprese, dimorava, alternativamente, per sei mesi in ciascuna delle due sedi. La tradizione riferisce che la madre fu colta dalle doglie del parto a seguito di una caduta da cavallo e che, addirittura, il travaglio si sarebbe concluso all’aperto, a breve distanza dall’abitazione… In ogni caso è accertato che il sommo artista nacque il 6 marzo 1475 e rimase nel villaggio fino all’età di 12 anni quando, notate le capacità nelle espressioni artistiche, si trasferì a Firenze come apprendista nella “bottega” del Ghirlandaio. Oltre ad essere sculture e pittore sommo, Michelangelo si dilettò anche di rima. Nelle poesie, in gran parte di tono forte e rude, manifestò esplicitamente il suo travaglio intimo, i giorni grigi, l’amarezza della solitudine in cui visse per gran parte della sua esistenza.

“Voglia sfrenata è il senso, e non amore, che l’alma uccide. Amor può far perfetti gli animi qui, ma più perfetti in Cielo”.

Il fantasma di Baldaccio

Vicino ad Anghiari c’è il castello di Sorci un tempo dimora di Baldaccio Bruni che morì il 6 settembre 1491, ucciso a tradimento da quelle stesse persone che considerava amiche e che invece in modo atroce lo decapitarono dinanzi a Palazzo Vecchio a Firenze. Da quell’orribile giorno, si è detto che sempre nell’anniversario della sua morte lo spirito di Baldaccio si aggiri nel castello forse per ricordare a tutti l’ingiustizia della sua morte. Il mistero su questa apparizione è forte, dal momento che secondo la leggenda lo spirito di Baldaccio Bruni lo si vede così come è morto e cioè senza la testa. Un altro mistero è legato al rumore di sonagli che spesso si sente all’interno del castello e di cui non si sa la provenienza. In un’ala del castello c’è attualmente un noto ristorante, meta di personaggi in vista che si recano lì anche forse sperando di udire o vedere qualcosa. Lo scenario è comunque suggestivo. Il castello con lo spettro di Baldaccio servì per gli interni del film ‘Non ci resta che piangere’ con Benigni e Troisi.

L'abbigliamento delle partorienti

Anticamente le donne in gravidanza indossavano oggetti ritenuti propiziatori alla felice conclusione del parto e immergevano in fonti ritenute sacre gli indumenti del futuro neonato. L’affresco Madonna del Parto di Piero della Francesca, divenuto sempre più celebre nel corso dei secoli, ha creato un altro tipo di devozione. Molte madri portano offerte e invocazioni scritte per richiedere l’intervento della Vergine a favore di piccoli affetti da gravi malattie e sindromi. Ma ci sono anche molti omaggi floreali: bouquet di spose e gigli bianchi.

Anni fa una casa farmaceutica tentò di pubblicizzare un prodotto lassativo usando piuttosto impropriamente l’immagine della Madonna del dipinto con una porzione dello stomaco e dell’intestino in bella vista. Ci fu una vera insurrezione da parte di tutte le scandalizzate donne di Monterchi!

Filmografia

Il Cinema Teatro Dante di Sansepolcro, fu utilizzato del regista Mario Monicelli per alcune scene del film Rossini! Rossini! Fu una scelta un poco obbligata perché, dopo aver visitato vari teatri, il regista non ne aveva trovato nessuno disposto a smontare i portalampade elettrici per sostituirli con candele, accorgimento indispensabile per l’epoca del soggetto.

La Madonna del Parto di Piero della Francesca appare in un inquadratura del film La Prima Notte di Quiete (1972) di Valerio Zurlini, con l’attore francese Alain Delon in primo piano.

ARTIGIANATO ARTISTICO

anghiari teleria

Cesti di vimini

cesti vimminiUna famiglia di artigiani di Anghiari ha mantenuto la secolare tradizione della lavorazione dei vimini raccolti lungo i corsi d’acqua, realizzando oggetti destinati ad un mercato non solo locale. Vista la richiesta, il vimini viene anche coltivato in piantagioni. Quando gli steli sono secchi inizia il lavoro del cestaio, partendo dai costelli intrecciati che imbastiscono la base, per poi procedere con la tessitura fino alla bordatura finale, in modo da realizzare ceste, panieri, sedie imbottite.

Teleria

teleriaTra le grandi tradizioni artigianali di Anghiari c’è indubbiamente la teleria. Sul finire del XVIII° secolo iniziò la produzione di stoffe e trine di lana o di canapa. La tradizione tessile  trovò il miglior interprete in Livio Busatti che, all’inizio del secolo scorso, affidò alle massaie delle campagne la produzione di tessuti. L’imprenditore impiantò un piccolo laboratorio ed una prima rete commerciale che avrebbe portato, a distanza di un secolo, il nome della famiglia in oltre cinquanta punti vendita di tutto il mondo. In tempi recenti è stato favorito il tessuto di qualità, realizzato esclusivamente con fibre naturali quali la canapa, il lino ed il cotone, e completato da motivi e colori ripresi dalla tradizione.