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ATTRAZIONI PRINCIPALI

  • Castiglion Fiorentino
  • Fortezza di Girifalco a Cortona
  • Complesso religioso Le Celle (Cortona)
  • Abbazia di Farneta (Cortona)
  • Borgo di Lucignano
  • Monte San Savino
  • Museo Etrusco di Cortona
  • Cantine di Cortona
  • Giostra dell’Archidado (Cortona)
  • Outlet Valdichiana

Dominata dalla splendida Cortona, un’ampia vallata piena di edifici storici e religiosi adatti ai matrimoni, solcata da percorsi alla scoperta di sapori prelibati

Provincia di Arezzo

Castiglion Fiorentino
Civitella in Val di Chiana
Cortona
Foiano della Chiana
Lucignano
Marciano della Chiana
Monte San Savino

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valdichiana zona

Informazioni turistiche

Palazzo Casali, 9 – Cortona
tel. +39 0575 637223
www.valdichianamusei.it

TERRITORIO

Cortona - girasoli

La Valdichiana (o Val di Chiana) è una valle di origine alluvionale lunga circa 100 chilometri, compresa tra le province di Arezzo e di Siena in Toscana, e tra quelle di Perugia e di Terni, in Umbria e Lazio. Il paesaggio è prevalentemente collinare. L’altitudine media è di circa 405 m s.l.m. Il territorio fu abitato inizialmente dagli Etruschi. Lo confermano i numerosi reperti archeologici provenienti da Cortona e Chiusi, che furono antiche lucumonie (città) etrusche.

Nel periodo romano, a causa dello straripamento del fiume Clanis, la valle si trasformò in un malsano acquitrino. Soltanto durante il governo di Firenze granducale, con la costruzione del Canale Maestro della Chiana (che riprese quasi del tutto l’antico corso d’acqua del fiume Clanis, la palude fu bonificata. Con quest’opera idraulica, il problema venne risolto e la valle si prosciugò. La bonifica ha dato i suoi frutti e oggi la Valdichiana è una delle zone agricole più fertili d’Italia.

panorama cortonaIn Toscana la zona è tradizionalmente suddivisa in due aree: la Valdichiana Aretina e la Valdichiana Senese. Natura, cultura ed enogastronomia sono gli ingredienti principali. Oltre alle grandi attrattive di interesse storico-artistico, la zona è ricca di strutture ricettive caratterizzate da attrezzati agriturismi dove vengono svolte attività di vario genere: didattiche, sportive, agresti, culturali o ricreative.

L’accessibilità in automobile è piuttosto semplice: è sufficiente percorrere l’Autostrada A1 (“Autostrada del Sole”) scegliendo una delle numerose uscite predisposte. In direzione est-ovest si può percorrere la SS.715, Superstrada che da Siena incrocia Bettolle-Sinalunga e prosegue in direzione di Perugia (RA 6).

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COSA VEDERE

Attrazioni

Castello di Gargonza

Attrazioni per comune e località

Per conoscere di più sulle attrazioni e servizi offerti cliccare sul nome di ogni comune elencato.

castiglion fiorentino borgoCASTIGLION FIORENTINO (AR) – borgo medievale

Situata nella zona di confine tra la Toscana e l’Umbria, è ubicata nella porzione superiore della Valdichiana. Il centro storico, dominato dalla torre del cassero e circondato dalle mura, conserva l’impianto medievale e importanti testimonianze storiche e artistiche. Di notevole interesse è l’impianto mussale, costituito da ben cinque diverse raccolte di pregio. Per la diversità e conservazione del patrimonio storico-artistico ha ricevuto l’indicazione di “Bandiera Arancione” che conferma la qualità turistica-ambientale e l’eccellente accoglienza.


zone civitellaCIVITELLA IN VAL DI CHIANA (AR) – villaggio rurale

Civitella è un villaggio che ha mantenuto quasi intatto il tracciato ellittico delle mura medievali intervallato da torri quadrate, e dove è ubicata la porta d’accesso fortificata, comunemente conosciuta come “Aretina”. La zona è caratterizzata dagli allevamenti della razza bovina chianina, che produce carne di eccellente qualità. Civitella fa parte anche delle “Città Slow” (cioè del buon vivere), per l’alto livello della qualità ambientale.


cortona zoneCORTONA (AR) – borgo etrusco-medievale – città d’arte

Originariamente importante città etrusca, nei secoli successivi mantenne una posizione di rilievo in ambito artistico e religioso. Ad eccezione di alcuni palazzi di epoca rinascimentale, l’aspetto della cittadina è decisamente medievale, con il centro solcato da strette e suggestive stradine. Attualmente è il principale centro culturale e turistico della Val di Chiana il cui panorama è godibile da vari punti, data la posizione elevata dell’abitato. Da segnalare la Fortezza di Girifalco e il Convento francescano delle Celle. A Cortona si svolgono periodicamente importanti eventi come la Fiera Antiquaria, Cortona On the Move e la Giostra dell’Archidado.


zone foianoFOIANO DELLA CHIANA (AR) – borgo medievale

È un vivace centro agricolo (cereali, vino, tabacco) e commerciale. Nei dintorni c’è il frequentato outlet Village Valdichiana con negozi delle marche più prestigiose a buon prezzo.

 


LUCIGNANO (AR) – borgo medievale

È un piccolo borgo che costituisce uno dei migliori esempi di urbanistica medievale: pianta ellittica e anelli viari concentrici rimasti inalterati nei secoli. La cittadina ha conservato le tradizionali vocazioni agricole e artigianali: dal pregiato olio extravergine di oliva al miele, dalla produzione e restauro di mobili ai lavori d’intaglio, dalla raffinata produzione di ceramica all’oreficeria, dall’antica lavorazione della pietra serena al travertino. Partendo dal centro del borgo, a piedi o in bicicletta, si può visitare il Bosco del Calcione.


marciano1MARCIANO DELLA CHIANA (AR) – villaggio collinare

Marciano è un piccolo villaggio caratterizzato da un’ampia produzione agricola di vari tipi di cereali, oltre vino e olio. La torre del castello domina il paesaggio dove visse il capitano di ventura Fanfulla da Lodi.

 


monte san savino zoneMONTE SAN SAVINO (AR) – borgo medievale

Monte San Savino è un antico borgo ricco di suggestioni medievali e rinascimentali. Ma è anche conosciuto per le ceramiche che sapienti artigiani forgiano quotidianamente ancora oggi nelle loro botteghe, utilizzando tecniche antichissime tramandate di generazione in generazione. Un punto forte di Monte San Savino è la gastronomia, perché vi si può mangiare la tradizionale porchetta con erbe e bere vini pregiati.

Fortezza del Girifalco di Cortona

fortezza girifalcoZona: Valdichiana Aretina
Comune: Cortona (AR)
Tipo: fortezza rinascimentale (XVII° secolo)
Indirizzo: via di Fortezza – 52044 Cortona (AR)
Tel.: +39 0575 1645307
Email: info@fortezzadelgirifalco.it
Sito: www.fortezzadelgirifalco.it
Orari: tutti giorni 10.00-18.00/20.00
Ingresso: biglietto intero €uro 5,00 (€uro 6,00 durante il Festival di Cortona On The Move), biglietto ridotto €uro 3,00 per scolaresche, gruppi con più di 15 persone, famiglie di almeno 4 persone, bambini da 6 a 12 anni
Servizi: caffetteria, bookshop, navetta gratuita dalle 11.30 alle 19.30 solo per i visitatori della fortezza e della piscina Monti del Parterre
Gestione e attività: gestione affidata all’Associazione Culturale ONTHEMOVE. La fortezza può essere utilizzata per esposizioni e mostre temporanee, piccoli spettacoli, conferenze, convegni, seminari, corsi di aggiornamento, manifestazioni artistiche, culturali, sociali e scientifiche. Possono inoltre essere organizzati banchetti nuziali, ricevimenti, buffet, cene di gala e feste private.

La presenza di una fortificazione sul rilievo montuoso che domina Cortona è presumibile fin dal VI°-V° secolo a.C., quando la cerchia muraria etrusca aveva un’estensione quasi corrispondente al tracciato ancora visibile. Molto probabilmente seguì, nel VI° secolo, una fortificazione longobarda. Le prime fonti storiche risalgono al 1258 quando la città di Arezzo, vittoriosa dopo un breve confronto armato, rinforzò ulteriormente la costruzione, trasformandola in un castello. Nel 1411 fu venduta, insieme all’intera città, alla Repubblica di Firenze che, a partire dal 1527, iniziò la ristrutturazione. A seguito della massiccia militarizzazione dei territori medicei (metà del XVI° secolo) la fortezza assunse l’aspetto attuale.  La fortezza, tuttavia, non fu più oggetto di operazioni militari e, nel 1766, fu disarmata e ceduta a Cortona, che la utilizzò come carcere. Nei secoli successivi fu depredata di legnami e pietre.

Le imponenti mura seguono un tracciato trapezoidale interrotte da quattro bastioni angolari di forme e dimensioni diverse. Quello a sud è denominato S. Margherita (patrona di Cortona) ed è vicino all’ingresso dove era situato il corpo di guardia. Dopo curato restauro, attualmente è usato come sede espositiva per attività culturali, musicali ecc. All’interno della cinta muraria c’è un ampio giardino. Dal terzo piano della struttura è possibile accedere a un camminamento che si snoda sopra il muro di recinzione del cortile interno e da dove si osserva un eccellente panorama sulla Valdichiana e sul Lago Trasimeno.

Il bistrot e la musica nella fortezza

Numerosi eventi artistici e teatrali, musica, degustazioni tematiche, mercatini gastronomici sono organizzati continuamente nell’ambito della proposta “Wine-Culture-food”. In particolare l’aspetto enogastronomico e culturale esalta:
– pietanze di gusto tradizionale, realizzate con materie prime esclusivamente provenienti da fornitori locali della Valdichiana e dal presidio Slow Food;
– vini prodotti da cantine toscane rinomate in tutto il mondo;
– selezione di libri dedicati all’arte e ai grandi fotografi del festival Cortona on The Move.

Gli ambienti della ristrutturata Cannoniera sono stati usati dal cantautore Jovanotti (Lorenzo Cherubini) per le prove. In uno dei bastioni, ristrutturato e inaugurato nel 2010, c’è la sede dell’associazione “Orlando”, presieduta dalla moglie del cantante, che ha lo scopo di organizzare laboratori ed eventi, sopratutto musicali.

Castello di Gargonza

castello gargonza1Zona: Val di Chiana Aretina
Tipo: fortificazione (XII° secolo)
Comune: Monte San Savino
Tel: +39 0575 847021   +39 0575 847022

Il castello, risalente al XII° secolo, fu proprietà della famiglia Ubertini. Nel corso dei secoli fu restaurato in modo da conservare l’aspetto originale. All’interno della cinta muraria si conservano diciotto abitazioni di tipo contadino, dette “case”, ognuna con un nome particolare: Casa Nicolina, Casa Nerina… Le abitazioni sono destinate ai turisti. Date le dimensioni, la bellezza imponente e l’ottima attrezzatura interna il castello è frequentemente utilizzato anche per convegni, congressi, riunioni ecc.

Castello di Montecchio Vesponi

castello montecchioZona: Val di Chiana Aretina
Comune: Castiglion Fiorentino (AR) – località Montecchio Vesponi
Tipo: castello (IX°-XIV° secolo)

La zona dove è situato il castello, è di particolare bellezza, dove domina la torre, ben visibile a chilometri di distanza. Il castello risale all’IX° secolo. Nei primi anni del XIII° secolo, i signori feudali di  Montecchio si alleano con Arezzo. Inoltre furono ampliate  le mura, fortunatamente conservate fino ad oggi. Intervallate da otto torricelle, si sviluppano per un lungo perimetro entro cui svetta il mastio.

Approfittando delle drammatiche condizioni di Arezzo, attorno al 1383 il castello fu occupato dal capitano di ventura Giovanni Acuto (nato in Inghilterra come John Hawkwood) che lo trasformò nella sua residenza. Alla sua morte, avvenuta nel 1394, Montecchio entrò a far parte dei possedimenti di Firenze. Con la riforma delle autonomie, realizzata nel XVIII° secolo dal granduca Pietro Leopoldo Asburgo Lorena, il borgo-castello di Montecchio fu soppresso ed unito a Castiglion Fiorentino. Nel XX° secolo la famiglia Budini-Gattai restaurò la torre del castello, alta circa 30 metri. Cambiata la proprietà, il castello è stato completamente ristrutturato nel 1979.

Castello di Calcione

castello calcioneZona: Val di Chiana Aretina
Tipo: castello (XV°secolo)
Località: Lucignano

Il castello e le costruzioni annesse si trovano all’interno di un’ampia tenuta, un’area con un grande patrimonio naturalistico dove si alternano campi coltivati, colline, boschi, uliveti e vigneti. Una costruzione fortificata risulta, nel X° secolo, essere sede dei Monaci di Sant’Eugenio. Nel 1483 divenne proprietà della famiglia Lotteringhi della Stufa, che la trasformò in vera e propria residenza. Al casato, nel 1632, il Granduca di Toscana Ferdinando I° Medici conferì il titolo di marchesi.

Rocca di Pierle

Castello di Pierle - CortonaZona: Valdichiana Aretina
Comune: Cortona (AR) – località Mercatale
Tipo: fortificazione (secolo XIV°) – visitabile solo all’esterno

La Val di Pierle, detta anche Val del Niccone dal torrente che l’attraversa, è posta ad est della Val d’Esse ed è la zona più orientale del comune di Cortona. Una strada romana, ancora visibile in alcuni tratti, sale in maniera piuttosto ripida verso la sella che separa Poggio della Croce da Monte Maestrino. La storia della vallata è connessa e intrecciata a quella del castello che la domina tutta dall’alto di una collinetta.

Il castello esisteva già nel X° secolo e fu proprietà dei marchesi del Monte Santa Maria Tiberina fino al XIII° secolo, quando furono sottomessi da Cortona anche se i podestà dovettero impegnarsi non poco per controllare i feudatari. Il primo documento noto risale al secolo X° ed è un testamento mentre l’ultima notizia è del 1325 e ne attesta la cessione dai Visconti di Milano alla famiglia Degli Oddi di Perugia. Il castello fu fatto ricostruire nel 1371, sui resti della struttura medievale, per difendere Cortona dalla vicina Perugia. Nel 1576 Francesco Medici, granduca di Toscana, ne decretò lo smantellamento. Attorno alle mura sviluppò un piccolo borgo costruito con materiale prelevato dalla rocca, tra cui la bella chiesa romanica di S. Biagio.

La fortificazione è in rovina, ma ancora oggi esprime grande potenza. L’aspetto è quello del classico castello-recinto di forma rettangolare, adattata perfettamente allo sperone roccioso su cui è costruito. Il circuito esterno delle mura, alte da 5 a 8 metri, è lungo 220 metri ed è dotato di tre possenti torrioni quadrati. All’interno c’è il mastio-palazzo residenziale, uno dei più grandi in Toscana. Delle particolari rifiniture restano ormai solo alcuni beccatelli in pietra, due dei quattro torrioni, le garitte, i camminamenti di ronda, la scanalatura del ponte levatoio, le feritoie e la slanciata torre di guardia.

Eremo e Convento Le Celle

convento le celleZona: Valdichiana Aretina
Comune: Cortona (AR) – località Le Celle
Tipo: convento francescano (XIII° secolo)
Indirizzo: strada dei Cappuccini, 1 – località Celle – Cortona
Tel.: +39 0575 603362
Accoglienza: accanto al convento sono disponibili due strutture ricettive con 40 posti-letto complessivi utilizzabili solo da gruppi autonomi

Le origini e la storia

Il nome Le Celle è anteriore alla presenza di S. Francesco ed era forse derivato da piccole costruzioni tra le rocce, probabilmente capanne di contadini e pastori, e da mulini dislocati lungo il corso del torrente.
Fu il primo convento voluto da San Francesco e fu da lui abitato anche dopo aver ricevuto le stimmate. San Francesco arrivò a Cortona nel 1211 e il suo fervore conquistò il villaggio. Di conseguenza il mistico e alcuni seguaci costruirono le prime nove celle. Qui, probabilmente, pochi mesi prima di morire, dettò il suo “Testamento“. Poco dopo il fedele confratello frate Elia effettuò molti restauri e assicurò la proprietà dell’eremo alla comunità francescana. Ovviamente lasciò inalterata la celletta usata da San Francesco. Attratti dal ricordo di Francesco e dal misticismo del luogo, tra i personaggi più noti che qui dimorarono, si ricordano Sant’Antonio da Padova, San Bonaventura, San Lorenzo da Brindisi, il Beato Guido da Cortona.
Dopo la morte di frate Elia (1253) seguirono complesse vicende dell’Ordine Francescano, con conseguente decadienza materiale e spirituale di tutta la struttura. Finalmente, nel 1537 l’eremo fu ceduto ai Frati Cappuccini, costituiti da poco come terzo ordine della famiglia francescana. Dopo il 1775 il loro Noviziato delle Celle fu chiuso per ordine dell’autorità granducale e, nel 1807,per ordine del governo napoleonico, anche lo stesso Convento, poi messo in vendita. I Cappuccini poterono tornarvi definitivamente nel 1871.

convento le celle2Aspetto generale ed edifici

L’intero complesso è molto suggestivo. Le abitazioni dei frati e i locali conventuali sono disposti a gradoni su entrambi i versanti della stretta vallata. Progettando l’ampliamento Frate Elia prese come punto di riferimento la primitiva cella di San Francesco e distribuì gli altri edifici attorno, quasi a ventaglio. Sicuramente una chiesetta era già presente negli anni di San Francesco, poi ampliata agli inizi del XIV° secolo. Nel corso dei secoli successivi il nucleo originale è stato oggetto di varie trasformazioni e ampliamenti, soprattutto dopo l’insediamento dei Cappuccini. Altre strutture furono aggiunte a monte del torrente e inoltre venne costruita la nuova chiesa. Nel 1624 emersero nuove esigenze e fu intrapreso un ulteriore ampliamento degli edifici tra cui la costruzione della Sacrestia. Proprio questa proliferazione dl strutture di epoche diverse fa di Celle un agglomerato disorganico e bizzarro pur nella sostanziale unità e fedeltà a uno stile di rude semplicità. A metà del XVII° secolo la nobile famiglia cortonese Baldelli-Venuti finanziò la costruzione della Cappella di San Felice da Cantalice, a destra della facciata della Chiesa. Commissionò anche la pregevole pala di altare, opera di Simone Pignoni, raffigurante una Madonna che offre il Bambino a San Felice da Cantalice.
Intorno al convento c’è un suggestivo bosco, di valore estetico e naturalistico, essenzialmente costituito da lecci secolari e cipressi, attraversato da sentieri che si snodano tra ruscelli e forre naturali, sempre con ottimi panorami sulla vallata sottostante.

La Chiesa

A navata unica, è dedicata a Sant’Antonio da Padova ed è spoglia, nello stile umile e semplice delle chiese cappuccine, tranne che nella parete dell’altare dove nel 1694 Giovanni Marracci realizzò la pala. L’anno successivo, per dare degna collocazione di quest’opera, frà Remigio da Firenze costruiva in legno l’altare.

Oratorio di San Franceschino

Situato a fianco del cancello di ingresso del santuario, era già sede della Compagnia di San Francesco. È a navata unica e alle pareti ci sono tele di recente fattura raffiguranti la vita di San Francesco.

I ponti

Una nobile famiglia di Roma lasciò un tangibile ricordo con la costruzione del ponte ancora conosciuto coma Ponte Barberini. Nel 1728, in sostituzione di un vecchio ponte, forse inagibile o crollato, fu costruito nel giro di due settimane il Ponte del Granduca, così detto anche oggi, perché costruito su approvazione esplicita del Granduca di Toscana.

Cappella Bentivoglio

A metà strada tra Le Celle e la strada per Cortona, la cappella con tetto a capanna e travature lignee a vista fu fatta costruire nel 1663. All’interno di una nicchia c’è una maiolica policroma, centinata a bassorilievo e raffigurante la Madonna dei Sette Dolori (seconda metà secolo XIX°).

Abbazia di Farneta

pieve farneta (1)Zona: Valdichiana Aretina
Comune: Cortona (AR)
Tipo: abbazia (IX°-X° secolo)
Indirizzo: località Farneta – Cortona
Tel.: +39 0575 610010 / +39 0575 610195
Sito: www.abbaziafarneta.it
Apertura: nei giorni festivi e durante le funzioni religiose; altrimenti su richiesta

L’etimologia del nome deriva dal termine farnia, la quercia gentile. Fu fondata dai Monaci Benedettini e, da sempre, è dedicata alla Madonna dell’Assunta. Forse di origine longobarda è comunque attestata nel 1014. Nel XIII° secolo estendeva la su influenza su gran parte della Valdichiana. Duecento anni più tardi, dopo la sventurata gestione da parte degli Abati Commendatari, subentrarono i Monaci Olivetani. Dopo secoli di incuria la rinascita dell’abbazia iniziò con l’arrivo (1937) di un giovane sacerdote. Il religioso decise che l’edificio doveva essere assolutamente restaurato e, quasi miracolosamente, fu riportato all’originale stile romanico in pieno periodo di guerra (1940-1944). Negli anni successivi l’abbazia di fu dotata della Sacrestia e arricchita con il piccolo museo contenente i materiali provenienti sia da scavi paleontologici sia dalle inumazioni riaffiorate durante gli stessi scavi.

La chiesa ha mantenuto la pianta preromanica a tau (T), la croce latina senza la parte superiore, con le absidi rivolte a Oriente. Nel corso dei secoli l’abbazia fu oggetto di molte mutilazioni e trasformazioni. Ad esempio nel XIII° secolo furono chiuse alcune cappelle laterali. Alla fine del XVIII° fu abbattuta circa la metà della navata longitudinale, mentre ai primi del successivo fu demolito il campanile, poi sostituito da uno a vela con due campane. Nel 1923 fu abbattuto il transetto e la struttura absidale sopra con la sottostante cripta. Attualmente la chiesa consiste in una sola navata con transetto sporgente corredato da cinque absidi, soluzione architettonica piuttosto insolita. Inconsueta la presenza, all’interno del presbiterio, di nicchie attorno alle absidi, quasi a formare un trifoglio. Di notevole pregio le vetrate, tutte istoriate.

farnetaParticolarmente suggestiva è la cripta, usata come sepolcro collettivo dopo la dismissione del monastero e poi riscoperta e restaurata. La cella centrale è a forma di quadrifoglio, mentre quelle laterali sono in forma di trifoglio. Le volte a crociera, senza sottarchi, sono sostenute da colonne di epoca romana, una delle quali in granito rosa proveniente da Assuan (Egitto). Alle pareti sono state collocate anche alcune lapidi millenarie, come una stele funeraria di epoca romana e quella dell’abate Ado (all’incirca dell’anno 1100).

Santuario di Santa Maria delle Vertighe

santuario vertigheZona: Val di Chiana Aretina
Tipo: chiesa-santuario camaldolese (X°-XV° secolo)
Comune: Monte San Savino

Originariamente la chiesa era annessa a un priorato camaldolese del X° secolo. Fu ricostruita a metà del XV° secolo inglobando la cappella medievale nella cui abside c’era l’affresco della Madonna in mandorla, oggetto di devozione popolare. Fu anche edificato un portico per proteggere i pellegrini dalle intemperie. All’interno sono conservate pregevoli opere d’arte: l’affresco Natività della Vergine del pittore aretino Bernardino Santini (1627), il dittico San Savino e San Romualdo, dipinto da Ridolfo del Ghirlandaio nel 1520, la Madonna di Vertighe e quattro storie della Vergine di Margarito e Ristoro di Arezzo (1274), un crocifisso sagomato, opera di Lorenzo Monaco databile 1415. Nel 1964 la Madonna delle Vertighe fu nominata patrona dell’autostrada A1 (“Autostrada del Sole”) da Papa Paolo VI°.

Villa-Castello di Oliveto

Castello olivetoZona: Val di Chiana Aretina
Tipo: villa fortificata (XV° secolo)
Indirizzo: Via di Monte Olivo, 6 – Castiglion Fiorentino
Tel. +39 0571629722 / +39 057164322
Sito: www.castellooliveto.it
Email: info@castellooliveto.it
Servizi: congressi, matrimoni, degustazioni vini, corsi di cucina

È una villa di campagna, fortificata con torri merlate, edificata nel 1424 da Puccio Pucci. All’interno conserva arredi del XV° secolo, una collezione di ritratti dal XVI° al XVIII° secolo, sale affrescate  nel XVIII° secolo con trompe-l’oeil e la cappella rinascimentale della Santa Croce. Vi furono ospitati, tra gli altri, i papi Leone X° e Clemente VII°, entrambi nati Medici, e Paolo III° Farnese.

Villa Bramasole

Villa Bramasole - CortonaZona: Valdichiana Aretina
Tipo: villa residenziale
Comune: Cortona (AR)
Indirizzo: località Torrenone

Dopo anni di abbandono Villa Bramasole fu acquistata nel 1996 dalla scrittrice americana Frances Mayes che la ristrutturò per trascorrerci le vacanze estive. Frances incominciò a descrivere le sue giornate tra i lavori di ristrutturazione, le escursioni nella campagna circostante e le visite a Cortona per la spesa. Da tutto questo ebbe origine il libro “Sotto il sole della Toscana” (“Under the Tuscan sun”), che ha appassionato per la bellezza dell’ambientazione, ma anche per la scrittura intensa, capace di trasmettere in modo tangibile il piacere della vita scandita dai ritmi della campagna toscana con i profumi, i sapori e anche con le ricette di cucina proposte dall’autrice. II libro, un successo prima negli Stati Uniti e poi in molte altre nazioni, ha portato migliaia di turisti, sopratutto stranieri, a visitare Villa Bramasole, raggiungibile dal centro di Cortona con una camminata di circa mezzora.

Sono ormai passati diversi anni ma per Cortona Frances Mayes è stata fondamentale per far conoscere capillarmente a tutto il mondo la ridente cittadina. Dal 2003 inoltre la scrittrice ha collaborato al festival “The Tuscan Sun” che si svolge tra luglio e agosto a Firenze, ma includendo qualche sessione a Cortona.

ARTE E MUSEI

Musei

museo etrusco cortona

Museo Archeologico di Castiglion Fiorentino

museo archeologicoZona: Val di Chiana
Tipo: museo archeologico con percorso sotterraneo
Indirizzo: Via del Tribunale, 8 – Castiglion Fiorentino
Tel. +39 0575 659457
Orari: Martedì a Domenica 10.00-12.30 e 16.00-18.30 – chiuso Lunedì

Il museo archeologico è allestito all’interno del Palazzo Pretorio. L’edificio fu costruito nel 1412 su strutture di origini piuttosto antiche e già modificate in epoca medievale. Oltre ad essere sede dell’amministrazione cittadina, vi furono realizzati i locali adibiti all’attività giudiziaria e le carceri. Tra i reperti conservati nel museo,  la parte di maggior spicco è un percorso sotterraneo dove sono visibili le tracce dell’insediamento urbano, dal periodo etrusco fino all’epoca medievale.

MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona

maec museo etruscoZona: Valdichiana Aretina
Comune: Cortona (AR)
Tipo: museo archeologico etrusco e pinacoteca
Indirizzo: Piazza Signorelli 9 – 52044 Cortona (AR)
Tel.: +39 0575 630415 / +39 0575 637235
Email: info@cortonamaec.org
Sito: www.cortonamaec.org
Orari: dal 1° novembre al 31 marzo ore 10.00-17.00, chiuso il lunedì; dal 1° aprile al 31 ottobre ore 10.00-19.00 aperto tutti i giorni
Ingresso: intero €uro 10,00, ridotto € 7,00, per scolaresche € 3,00
Servizi: bookshop, visite guidate, attività didattiche, eventi culturali, percorsi all’aria aperta

Istituito nel 2005 il MAEC ha riunito le raccolte settecentesche dell’Accademia Etrusca, la sezione egizia, la biblioteca storica e le opere del pittore Gino Severini con i più recenti rinvenimenti archeologici del territorio di Cortona. La sede è il Palazzo Casali, risalente al XIII° secolo, uno degli edifici più antichi e ricchi di storia della cittadina.

Numerosi e importanti i reperti esposti, con particolare enfasi per il passato etrusco della cittadina. La celebre tabula cortonensis è il terzo testo etrusco per lunghezza e riguarda una compravendita di terreni. L’alfabeto è quello usato tra la fine del III° e il II° secolo a.C. nella zona di Cortona. Il lampadario etrusco costituisce uno dei pezzi più importanti provenienti dalla raccolta settecentesca. Destinato a un santuario certamente di rilievo, fu realizzato intorno alla metà del IV° sec. a.C. La fibula in oro ad arco a forma di pantera faceva parte del corredo della tomba 1 del Tumulo II del Sodo. Interessante anche il letto funebre in tufo, decorato a bassorilievo con otto figure femminili inginocchiate. Era collocato nella tomba A del Tumulo François di Camucia. Importanti anche due statuette bronzee rinvenute direttamente a Cortona. La statuetta di Selvans è una figura maschile nuda, con copricapo di pelle di pantera, che fu rinvenuta presso la porta Bifora della cittadina. La statuetta di Culsans è pure una figura maschile nuda, bifronte, con copricapo di pelle ferina. Sulla coscia sinistra è incisa, su tre righe, un’iscrizione etrusca.

museo etrusco lampadarioNella raccolta dedicata alla città etrusca e romana, che propone la ricostruzione della realtà topografica della cittadina dalla preistoria al tardo-antico, spiccano anche i capolavori in bronzo provenienti dalle zone di Trestina e di Fabrecce, i corredi dei grandi tumuli arcaici della zona pianeggiante, i mosaici policromi della villa romana di Ossaia. Della raccolta dell’Accademia Etrusca facevano parte anche le quadrerie e la splendida biblioteca settecentesca.

Pur di un’epoca ancora più arcaica e proveniente da un contesto completamente diverso è notevole anche il modello in legno di barca funeraria egizia sulla quale è raffigurato il defunto che riceve il rendiconto dallo scriba e da altri amministratori. È caratteristico del Medio Regno (circa 2060-1785 a.C.).

Tra le opere pittoriche di maggior spicco un posto di rilievo lo ha un grande tondo, già attribuito a Francesco Signorelli, ma recentemente riassegnato al più noto cortonese Luca (1453-1523): Vergine con Bambino, circondata da Santi protettori di Cortona, Michele, Vincenzo, Margherita e Marco. Quindi il trittico con Madonna con Bambino e Santi, tavola su fondo oro, opera del pittore fiorentino Bicci di Lorenzo (1373-1452). La Musa Polimnia, uno dei simboli dell’Accademia, è una pittura a encausto su lastra di lavagna datata XVI° secolo. Di epoca e gusto completamente diversi la Maternità (1916) del pittore futurista Gino Severini.

Il “tempietto Ginori”, un’allegoria della famiglia Medici, è una complessa composizione in porcellana realizzata nella manifattura di Doccia e donata dal marchese Carlo Ginori all’Accademia Etrusca.

Museo Diocesano di Cortona

museo diocesano2Zona: Val di Chiana Aretina
Tipo: pinacoteca e museo d’arte sacra
Indirizzo: ex-chiesa del Gesù – piazza del Duomo, 1 – 52044 Cortona (AR)
Tel.: +39 0575 62830 / +39 0575 637235
Email: museodiocesano.cortona@diocesi.arezzo.it / aioncultura@aioncultura.org
Sito: www.diocesiarezzo.it
Orari: da aprile a ottobre tutti i giorni ore 10.00-19.00; da novembre a marzo nei giorni da martedì a domenica ore 10.00-17.00. Chiuso il 25 dicembre.
Ingresso: intero €uro 5,00, ridotto per gruppi oltre 15 persone e bambini 6-12 anni € 3,00, ridotto per gruppi scolastici € 1,00, gratuito per bambini sotto i 6 anni
Accessibilità disabili: parziale
Servizi: visite guidate, laboratori didattici

Il museo espone oggetti e opere d’arte provenienti dalle chiese del territorio e dalle proprietà della diocesi in nove sale all’interno dell’originaria struttura della Chiesa e dell’Oratorio del Gesù. La chiesa fu costruita tra il 1498 e il 1505 dalla Compagnia Laicale del Buon Gesù ed era un complesso formato da un oratorio inferiore e da una chiesa superiore; l’aula unica che costituiva la chiesa superiore aveva tre altari, dove vennero originariamente collocati tre capolavori del grande pittore cortonese Luca Signorelli attualmente visibili nella sala dedicata. Nel corso del XVII° secolo fu creato, ad opera di Filippo Berrettini, nipote del celebre Pietro da Cortona, lo scalone di unione tra la chiesa superiore e l’oratorio.

Attualmente il museo contiene alcuni dei più preziosi capolavori d’arte sacra. Nella prima sala c’è un sarcofago romano, databile al II° secolo d.C., con Combattimento tra Dioniso e le Amazzoni, splendido esempio di scultura ellenistica. Nella seconda sala (ex sagrestia) sono esposti frammenti straordinari e unici provenienti dalla trecentesca chiesa di S. Margherita: alcuni sono attribuiti ai Lorenzetti mentre la più antica tavola raffigurante Santa Margherita (inizi del XIV° secolo) è riconducibile all’ambiente di Margarito d’Arezzo.
Nella terza sala (originariamente era la chiesa superiore) sono esposti grandi capolavori dei secoli XIV° e XV°: la celeberrima Annunciazione del Beato Angelico (1430) insieme al trittico dello stesso artista, il trittico Madonna dell’Umiltà tra i Santi Nicola, Michele, Giovanni Battista e Margherita da Cortona del Sassetta (1434), la Madonna della Cintola di Bartolomeo della Gatta. Sotto l’Annunciazione c’è un fonte battesimale in marmo, opera del cortonese Ciuccio di Nuccio.
La sala 4, tutta dedicata a Luca Signorelli, contiene alcuni dei capolavori, suoi o eseguiti dalla “bottega”, per le principali chiese di Cortona tra cui l’Assunzione della Vergine. Ma le due opere autografe più note e di grande valore sono il Compianto sul Cristo morto (1502) e la Comunione degli Apostoli (1512).
Nell’ultima sala (la 5a) sono conservate splendide opere del XVII° e XVIII° secolo realizzate da tre artisti di talento: Crespi, Capella e Zuccari.

La discesa alla sezione museale sottostante (in origine l’oratorio inferiore) avviene attraverso uno splendido scalone monumentale. Ai lati sono esposti i cartoni preparatori per le stazioni della Via Crucis commissionati al pittore futurista Gino Severini. Al termine dello scalone, un altro capolavoro di Pietro Lorenzetti, una croce sagomata appartenente ai corredi della chiesa inferiore.
La sala è dominata dallo splendido ciclo di affreschi del Doceno (allievo di Giorgio Vasari, che eseguì i disegni preparatori), realizzati nel 1554-55: Sacrifici dell’Antico Testamento, Trasfigurazione, Discesa al Limbo, Conversione di Saulo, Virtù; sono presenti anche altre opere d’arte. Il coro ligneo risale agli inizi del XVI° secolo: nel 1517 Vincenzo di Pietro Paolo da Cortona lo eseguì con semplici intagli prospettici nell’architrave e nelle cornici dello schienale.

Attraverso una scala moderna si accede all’ultima ala del museo, dov’è esposto un piccolo ma sceltissimo numero di arredi sacri provenienti dalle chiese del territorio. Tra i vari oggetti di pregio un calice realizzato da Michele di Tomè nella seconda metà del XIV° secolo e il reliquiario Vagnucci, opera di Giusto da Firenze del 1457-58. Degno di nota il cosiddetto Parato Passerini, uno splendido insieme di paramenti sacri donato dall’omonima famiglia.

Museo Comunale di Lucignano e Palazzo Pretorio

museo candelabro1Zona: Val di Chiana Aretina
Tipo:  Museo storico e palazzo XIII° secolo
Indirizzo: Piazza del Tribunale 22 – 52046 Lucignano (AR)
Tel.: +39 0575 838001
Email: museo@comune.lucignano.ar.it / museo.lucignano@gmail.com
Sito: www.visitlucignano.it

Il Palazzo Pretorio, costruito intorno al XIII° secolo, è stato ristrutturato varie volte nel corso del periodo successivo. Il corpo principale dell’edificio ha pianta trapezoidale, con murature in pietra molto spesse. Sopra lo spiovente del tetto spunta un possente campanile a vela, la cui campana è stata, per molti secoli, principale mezzo di comunicazione con gli abitanti. Il piano seminterrato del palazzo è stato, un tempo, adibito a prigione. Tra 1812 ed il 1827 alcune sale della costruzione sono state affrescate con temi neoclassici da Luigi Ademollo.

Attualmente il palazzo è sede dell’amministrazione municipale e del Museo Comunale. Il museo espone pregevoli opere pittoriche dal XIII° al  XVIII° secolo  tra cui due dipinti, San Francesco che riceve le stimmate e Madonna col Bambino, entrambi attribuiti a Luca Signorelli. Altrettanto notevole è lo splendido reliquiario Albero d’oro, conosciuto anche come Albero della vita, realizzato tra il 1350 e il 1471 da Ugolino da Vieri e Gabriello D’Antonio.

Siti Archeologici

Parco Archeologico di Cortona

parco archeologicoZona: Valdichiana Aretina
Comune: Cortona (AR)
Tipo: siti archeologici etruschi e romani
Indirizzo: presso MAEC – Piazza Signorelli 9 – 52044 Cortona (AR)
Tel.: +39 0575 630415 / +39 0575 637235
Email: info@cortonamaec.org
Sito: www.cortonamaec.org

Il territorio e la città di Cortona contengono un complesso di 11 siti archeologici dei periodi etrusco e romano distribuiti a “macchia di leopardo”. Tutte queste località, distanti tra loro anche alcuni chilometri, sono ampiamente documentati all’interno del MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona che funge anche da centro di documentazione del Parco e punto di accoglienza e orientamento dei visitatori. Il MAEC è quindi il punto di sintesi per visitare il Parco e i siti ubicati tanto nel centro storico che nel territorio.

All’interno di Cortona si possono visitare i resti più significativi della città etrusca: le poderose mura, la Porta Bifora e una serie di strutture sotterranee (l’arco a volta del Palazzo Cerulli Diligenti, la volta a botte di via Guelfa, il muro etrusco di Palazzo Casali). Dell’epoca romana si possono visitare i resti dell’acquedotto presso Porta Montanina e dalla cisterna dei “Bagni di Bacco” accanto alla chiesa di S. Antonio.

Nell’area pianeggiante ci sono i cosiddetti “meloni”, tumuli etruschi di età arcaica, uno ubicato a Camucia e due presso la località Sodo. In quest’ultimo spicca il tumulo II, un’imponente tomba arcaica risalente VI° secolo a.C., preceduta da una monumentale gradinata-terrazza decorata da gruppi scultorei ed elementi architettonici di stile orientalizzante. Sulla fascia pedecollinare si possono visitare la Tanella di Pitagora in località Cannaia, monumento noto fin dal XVI° secolo, la tanella Angori e la tomba di Mezzavia. Sul versante prospiciente il Lago Trasimeno sono notevoli resti della villa di Ossaia.

Il progetto Sentieri trekking-ciclabili del Parco MAEC unisce tutti i percorsi accessibili in bicicletta e a piedi, per valorizzare e visitare in maniera unitaria tutti i monumenti storici e archeologici, insieme agli itinerari, agli ambienti e ai contesti in cui sono inseriti.

COSA FARE

Eventi

corteo storico cortona

Palio dei Rioni di Castiglion Fiorentino

palio rioni

Tipo: folklore – rievocazione storica
Località: Castiglion Fiorentino
Periodo: terza domenica di giugno

Rievocazione storica con figuranti, in rappresentanza dei tre rioni della città, che sfilano in costume per le vie del paese, effettuano giochi con bandiere e si sfidano infine nella corsa a cavallo. Il giorno precedente è dedicato alle cene propiziatorie, alla scelta ed all’abbinamento dei cavalli ai fantini.

Giostra dell'Archidado di Cortona

giostra archidado2Tipo: folclore – rievocazione storica
Periodo: maggio o giugno
Località: Cortona
Sito: www.giostraarchidado.com

La Giostra dell’Archidado affonda le proprie origini nel Medioevo e si svolse per la prima volta nel 1397 e con la partecipazione di tutti i Quintieri per festeggiare il matrimonio tra Francesco Casali, signore di Cortona, e Antonia Salimbeni, nobildonna senese. Ogni anno si rievoca questo evento, rivivendo gli antichi fasti medievali. Strade addobbate a festa, costumi di pregiata fattura, dame, cavalieri, sbandieratori, balestrieri, armati, paggi ed autorità civili e religiose del tempo animano il centro cittadino già ricco di storia e bellezze artistiche di ogni tempo. I Quintieri (i rioni della cittadina) si sfidano in un torneo di tiro con la balestra. Contemporaneamente si svolgono sfilate in costume d’epoca, giochi con bandiere e fuoco, esibizioni di falconeria, ricostruzione di attività artigianali e lavorative dimenticate.

Mostra-mercato "Cortona Antiquaria"

cortona antiquariaTipo: mostra-mercato di antiquariato
Periodo: tra la fine agosto e l’inizio di settembre
Sede espositiva: Palazzo Vagnotti – Cortona (AR)
Tel.: +39 0575 1696141
Email: info@cortonantiquaria.it
Sito: www.cortonantiquaria.it

È la più antica mostra-mercato d’Italia, con già più di cinquanta edizioni organizzate a cadenza annuale. È promossa dal Comune di Cortona con il sostegno di Banca Popolare di Cortona, Camera di Commercio, Fondazione Nicodemo Settembrini con l’organizzazione di Cortona Sviluppo e la collaborazione di Furio Velona Antichità che segue la direzione scientifica. È un evento di grande valore per il mercato antiquario italiano, e una longevità straordinaria che lo pone tra gli appuntamenti più prestigiosi d’Italia, proponendosi come punto di riferimento per gli amanti del collezionismo d’arte. Cortona è senza dubbio una città vivace per il mercato antiquario per i numerosi negozi specializzati, le gallerie d’arte contemporanea, i restauratori, ecc. e Cortona Antiquaria è un appuntamento obbligato e atteso per gli appassionati, ma anche un richiamo per i visitatori e i turisti.

La mostra si svolge nelle sale di Palazzo Vagnotti, gioiello settecentesco dell’architettura cortonese. In esposizione e vendita dipinti di alto livello del XVII° e XVIII° secolo, argenti antichi, mobili francesi stile impero, sculture, antichi gioielli, oggetti in ferro battuto, e molto altro. Nel periodo della mostra ci sono occasioni speciali per i visitatori con pacchetti che includono l’accesso al Museo MAEC, ma anche opportunità per gustare la cucina tradizionale a prezzi speciali.

Rievocazione della Battaglia di Scannagallo

bataglia scannagalloTipo: folklore – rievocazione storica
Periodo: ultimo fine settimana di maggio
Località: Pozzo della Chiana – Foiano della Chiana

Sagra della bistecca

sagra bistecaTipo: enogastronomia
Periodo: agosto
Sede: giardini del Parterre – Cortona
Orario: 17.00-24.00

Celebrazione di una delle più pregiate carni italiane, quella dei bovini della cosidetta “razza chianina”, allevata nel territorio di Cortona e dei comuni vicini. Se non è la più antica sagra di questo tipo, è certamente tra le più datate in Toscana ed è l’evento gastronomico più importante per festeggiare il Ferragosto. Su una gigantesca gratella sono preparate succulente bistecche, rigorosamente di razza chianina e cotte al sangue, come vuole la tradizione toscana. Inoltre vengono preparati costolecci (rostinciana), salsicce, la ciaccia con prosciutto crudo, fagioli cannellini e molte altre specialità, tutte provenienti dal territorio di Cortona. Bevanda obbligatoria un ottimo vino Chianti DOC.

Numerosi stand gastronomici promuovono la diffusione e la vendita di prodotti tipici locali e toscani in genere quali salumi di cinta senese, formaggio pecorino di Pienza, conserve e marmellate, vini, olio e cantucci.

Sagra della Porchetta

porchettaTipo: enogastronomia
Periodo: seconda domenica di settembre
Località: Monte San Savino

Nel corso della festa vengono disputati antichi giochi tra i rioni, giochi comprendono la “Caccia di Monte”, il gioco del bracciale e il tiro della fune. L’attrazione principale della festa è la porchetta di maiale, piatto tipico di grandi dimensioni. La cittadina detiene il Guinness World Record della porchetta più lunga al mondo (44 metri, realizzata con la cottura di 65 maiali).

Maggiolata

maggiolataTipo: musicale con sfilata di carri
Località: Lucignano
Periodo: maggio

Tradizionale festa di primavera con sfilata di carri, rivestiti da migliaia di fiori, e di gruppi musicali. La parte più competitiva è la sfida tra i quattro rioni: al carro più bello viene assegnato il premio, il Grifo d’Oro.

ITINERARI

Percorsi

Percorsi degli Antichi Mulini

La Val di Chio (Comune di Castiglion Fiorentino) é attraversata da una serie di sentieri, organizzati su circuiti ad anello, facilmente percorribili e segnalati con apposite indicazioni e bacheche illustrative. Gli itinerari sono di tre tipi:
percorso dei mulini
percorso delle pievi-chiese-borghi
percorso dei castelli

Percorso “Antichi Mulini” in Val di Chio
Ripercorre il tracciato dell’antico torrente Cilone. Lungo tutto il tratto si trovano vari mulini quali Mulin Nuovo, Mulino Bianco, Mulino dello Zoppo.

Percorsi CAI- Club Alpino Italiano
I percorsi sono evidenziati da segnali a striscie bianche e rosse posti su alberi bene in vista o su massi.

Percorso N. 50
Monte Castiglion Maggio – La Foce – La Montanina – Passo Belvedere – Spinabbio
Km. 17,5

Percorso N. 555
Piazzale Garibaldi – Monte Castiglione – Maggio
Km. 5

Percorso N. 557
Spinabbio – Pergognano
Km. 5

Percorso N. 559
Spinabbio – Parco Comunanze – Castello Montecchio
Km. 12

Il Sentiero della Bonifica

Il sentiero ciclopedonale della Bonifica è ottimizzato per la mobilità lenta. È un percorso che segue il canale Maestro della Chiana, realizzato dopo le ampie bonifiche XVI° secolo intraprese dai granduchi Medici e proseguite dagli Asburgo Lorena. Poiché non è utilizzato da veicoli a motore (era la strada per la manutenzione del canale) consente una quasi “passeggiata” e un lento procedere sulle due ruote. La lunghezza è “ragionevole”: 62 chilometri tra Chiusi e Arezzo suddivisi in 12 tappe di circa 5 chilometri ciascuna. Si viaggia vicino a vestigia etrusche, medievali, rinascimentali.

Qualche accorgimento è comunque necessario:

– in bicicletta utilizzare sempre il caso protettivo

– il percorso attraversa qualche strada asfaltata

– il percorso non attraversa centri abitati rilevanti; quindi calcolare le tappe in funzione della ristorazione, del pernottamento e di riparo in caso di pioggia;

– il percorso è poco ombreggiato: occhiali da sole e copertura della testa sono vivamente raccomandati;

– una scorta d’acqua, integratori, snack, frutta fresca debbono far parte del bagaglio;

– sconsigliabile il percorso dopo piogge abbondanti perché alcuni tratti potrebbero essere allagati.

Partenza: Chiusi Scalo

1a tappa Chiusi Scalo-argine di separazione-torri di Beccati

2a tappa torri di Beccati-lago di Chiusi

3a tappa lago di Chiusi-lago di Montepulciano

4a tappa lago di Montepulciano-Callone di Valiano

5a tappa Callone di Valiano-Valiano-il Torrione

6a tappa il Torrione-Botte allo Strozzo

7a tappa Botte allo Strozzo-ponti di ferro (da qui è possibile una variante per Cortona e/o Camucia)-Fattoria di Brolio e Colmata di Brolio-Fattoria del Pozzo

8a tappa Fattoria del Pozzo-allaccio Rii Castiglionesi (eventuale deviazione verso Marciano della Chiana)

9a tappa allaccio Rii Castiglionesi-Fattoria di Frassineto-casello idraulico di Frassineto-Fattoria di Font’a Ronco-Case di Terra

10a tappa Case di Terra-canali di immissione-ponti di Arezzo

11a tappa ponti di Arezzo-Ponte alla Nave

12a tappa Ponte alla Nave (eventuale deviazione per visita al castello di Battifolle)-Chiusa dei Monaci-Arezzo città

Per ulteriori informazioni:

Email: info@sentierodellabonifica.it
Sito: www.sentierodellabonifica.it

Percorso Archeologico a Cortona

Il progetto Sentieri trekking-ciclabili del Parco MAEC riunisce tutti gli itinarari percorribili in bicicletta e a piedi per apprezzare in maniera unitaria tutti i monumenti e i siti archeologici, insieme ai percorsi, agli ambienti e ai contesti in cui sono inseriti.

Infopoint: località Sodo di Cortona – 52044 Cortona (AR)
Tel.: +39 0575 637235
Email: info@cortonamaec.org
Orari: 9.00-13.00 nei giorni di venerdì, sabato e domenica
Biglietti: intero: €uro 3,00, ridotto per gruppi di almeno 15 persone, portatori di handicap e accompagnatori € 2,00

Percorso enogastronomico - Strada dei Vini di Cortona

Strada dei Vini di Cortona - Valdichiana

Informazioni:
Zone: Valdichiana
Comuni: Cortona
Indirizzo: Via Guelfa, 40 – Cortona (AR)
Tel: +39 0575 603793
Sito: www.stradavinicortona.it
Email: info@stradavinicortona.it

Le prime tracce, documentate, di produzione di vino in Cortona risalgono al III secolo avanti Cristo. Al Museo di Cortona è conservata la Tabula Cortonensis, sorta di contratto, che testimonia la transazione di un vigneto. Da allora, nel corso dei secoli, Cortona si è arricchita non solo della sua eccellente produzione vinicola, con il riconoscimento della DOC Cortona, ma anche di artisti come Pietro Berrettini, Luca Signorelli, Gino Severini; di opere architettoniche come la chiesa Santa Maria delle Grazie al Calcinaio progettata da di Giorgio Martini, o la chiesa di San Francesco e prima chiesa francescana costruita fuori da Assisi. Per accogliere gli ospiti non manca una vasta scelta di strutture ricettive che va dagli agriturismi ricavati dalle tipiche case coloniche in pietra alle lussuose ville signorili, dai Bed & Brekfast ai raffinati alberghi.

Prima DOC italiana ad inserire il vitigno Syrah nel disciplinare. Vasta la varietà di vitigni riconosciuti, sia a bacca bianca che a bacca rossa. Notevole sviluppo ha avuto anche la gastronomia di alto livello. Moderni allevamenti di bovini di razza Chianina permettono di poter apprezzare ancor meglio la famosa bistecca. Da non trascurare i suini di razza Cinta Senese che, allevati allo stato brado (il famoso Porco Brado) esprimono al meglio le qualità gustative di questa pregiata carne che qui viene lavorata. Anche nei formaggi tipici si è riscoperta la vocazione territoriale per i pecorini di una volta.

Sport

Cortona equitazione

Trekking

Nella zona di Cortona ci sono varie possibilità per effettuare semplici passeggiate a piedi o vero e proprio trekking sia nella zona rurale che sui rilievi circostanti. Maggiori dettagli possono essere ottenuti consultando il sito www. cortonaweb.net, dove possono essere scaricate le cartine dettagliate dei percorsi.
Tra i vari percorsi della zona ce ne sono due abbastanza facili e che includono anche punti di interesse storico, architettonico e culturale.

1 – anello Cortona Alta-Croce di Sant’Egidio-Eremo delle Celle
partenza: Cortona
arrivo: Cortona
lunghezza: circa 16 chilometri
punti di interesse: Cortona (Chiesa di Santa Margherita), vie consolari “basolate”, Eremo delle Celle, via crucis Severini

2 – “Strada Basolata”
partenza: Cortona
arrivo: Cortona
lunghezza: circa 6 chilometri
tempo di percorrenza: circa 2 ore 30’
punti di interesse: strada “basolata”, Eremo delle Celle, Croce di Sant’Egidio, Cortona (chiesa di Santa Margherita)

Infine, a piedi e su un percorso di media difficoltà, si può raggiungere Metilliano, altura da cui si scorgono il Lago Trasimeno e gli altri borghi della Valdichiana.

Bicicletta e mountain bike

Nella zona di Cortona ci sono varie possibilità per effettuare percorsi in bicicletta o in mountain bike sia nella zona rurale che sui rilievi circostanti. Maggiori dettagli possono essere ottenuti consultando il sito www. cortonaweb.net, dove possono essere scaricate le cartine dettagliate dei percorsi, alcuni dei quali sono gli stessi di quelli per il trekking.

Equitazione

Nella zona di Cortona ci sono varie possibilità per effettuare percorsi a cavallo sia nella zona rurale che sui rilievi circostanti. Maggiori dettagli possono essere ottenuti consultando il sito www. cortonaweb.net, dove possono essere scaricate le cartine dettagliate dei percorsi.

Due gli itinerari particolarmente consigliati. Il primo è quello che sale alla Croce di Sant’Egidio e che permette di accedere a una zona panoramica da cui si osserva tutto il territorio sottostante. Il secondo, invece, permette di visitare i reperti etruschi e romani nel Parco Archeologico di Cortona.

Nei pressi di Cortona ci sono poi due maneggi attrezzati e adatti a ogni tipo di attività equestre.

Adriano Meacci
Indirizzo: località Montecchio Manzano, 67
Tel.: +39 0575 618583

Centro Ippico Saltafossi
Indirizzo: località Tecognano
Tel.: +39 0575 638130

GASTRONOMIA

Piatti Tipici

Tagliata-di-chianina
Tagliata di chianina

La gastronomia riflette le tradizioni rurali della Valdichiana e, in gran parte, le ricette tipiche provengono dal passato. Un pasto tipico può iniziare con i crostini o le bruschette. Altri antipasti eccellenti sono a base di fegatini di pollo. Altrimenti la panzanella, conosciuta in tutta la Toscana. Le scarse disponibilità economiche dei contadini imponevano primi piatti semplici, sopratutto a base di cereali e verdure. La minestra di pane compare sempre nei menù, mentre è quasi d’obbligo assaggiare le pappardelle al sugo di lepre. I pici conditi con ragù sono ottimi.

Le carni più diffuse sulle tavole contadine erano quelle dei volatili e della cacciagione, mentre più raramente si cucinava il maiale. Attualmente arrosto d’oca, coniglio e pollo si alternano ai piatti a base di suino, sia arrosto che in umido. Anche il cinghiale, pur avendo un sapore più forte, è piuttosto apprezzato. Essendo la Valdichiana una zona privilegiata per l’allevamento della razza bovina “chianina” la bistecca è d’obbligo. Tra i dolci che concludono un pasto ci sono il castagnaccio, le frittelle di riso e la ciaramiglia. La produzione vinicola, che ha la sua eccellenza nel Cortona DOC, offre vini rossi e bianchi che ben si abbinano tutti i piatti della cucina locale.

Ricette tipiche

Antipasti

Bruschette di cavolo nero
Ciaccia con i friccioli (focaccia con l’aggiunta di pancetta di maiale a cubetti)
Crostini neri (a base di fegatini di pollo e milza)
Crostini di salsiccia
Panzanella

Primi piatti

Minestra di fagioli
Minestra di pane
Pappa con il pomodoro
Papparedelle alla lepre
Pici (spaghetti grossi e lunghi) al ragù o alle briciole
Tagliatelle ai porcini

Secondi piatti

Bistecca di “chianina”
Burischio (interiora di maiale)
Cinghiale in salmì o in umido
Collo di pollo ripieno
Coniglio in porchetta
Fegatelli di maiale
Oca arrosto
Pollo in gratella
Polpettone
Trippa
Uova con il pomodoro

Contorni

Fagioli all’uccelletto
Frittata di cipolle
Patate e cipolle
Pomodori ripieni
Sedani rifatti
Sformato di finocchi
Zucchine ripiene

Dolci

Cantucci
Castagnaccio
Cenci (stracci)
Ciaccia (schiacciata) con l’uva
Ciaramiglia (dolce tradizionale della Valdichiana aretina, preparato sopratutto durante il periodo pasquale)
Frittelle di riso
Marmellata di more
Strufoli (tipici del periodo di Carnevale, con la caratteristica dell’aggiunta di Vinsanto)

Prodotti Tipici

La popolazione della Valdichiana è dedita in buona percentuale al settore primario (agricoltura, allevamento e attività collegate), all’interno di aziende agricole, ma anche da parte di coltivatori diretti, possidenti di fondi più o meno estesi. Una serie di prodotti tipici e rinomati meritano un’attenzione particolare.

Vino

Il vitigno Syrah

Il Syrah è uno dei vitigni più coltivati nel territorio del marchio Cortona DOC, tanto che attualmente circa l’80% della produzione DOC appartiene proprio a questo vitigno che, dal nome, non sembra così autoctono. In realtà è un vitigno di origine francese, almeno in origine. Per quanto riguarda l’introduzione in Toscana si ritiene che uno dei primi sia stato un nobile di Montecarlo (Lucca), ai primi del XX° secolo. Poi, sembra, che vi siano state alcune coltivazioni impiantate prima nel territorio aretino, quindi in quello cortonese. Qui le prime conferme sicure risalgono agli anni ‘60 del secolo scorso, quando alcune aziende private, trovandone traccia nei propri vigneti, decisero di coltivarlo più diffusamente. Durante uno studio preparatorio fu evidenziata la similarità del clima cortonese con quella della costa del Rodano, zona riconosciuta a livello mondiale come patria del Syrah.

Consorzio Vini Cortona

Nella primavera del 2000 un gruppo di produttori del territorio decise di riunirsi e di fondare il Consorzio Vini Cortona. Il vino Cortona DOC è attualmente una delle componenti economiche più importanti per il territorio e, dalla fondazione del Consorzio, è diventato un vero e proprio fiore all’occhiello e, al tempo stesso, un elemento di promozione. La Cortona DOC, una denominazione che accomuna i vini prodotti nel territorio comunale, è una delle più apprezzate produzioni vitivinicole a livello nazionale.

Il Consorzio effettua controllo e tutela dei vini Cortona DOC e ne diffonde la conoscenza con un’efficace attività culturale, divulgativa e promozionale. Inoltre protegge l’immagine e il prestigio della denominazione con continui controlli di qualità. Attualmente le aziende produttrici sono circa 60 e, tra di loro, ci sono marchi nati e radicati nella zona, altri di tradizione più recente e altri ancora con partecipazioni internazionali.

Sede operativa: p. Signorelli, 14 – 52044 Cortona (AR)
Tel.: +39 0575 603793
Email: cortonavini@cortonavini.it
Sito: www.cortonavini.it
Orari: da lunedì a venerdì 9.00-13.00

vino vergineVino Bianco Vergine della Valdichiana

Messo a punto agli inizi del ‘900, questo vino, fresco e asciutto, è una miscela di uve di Trebbiano Toscano (70-85%), di Malvasia del Chianti (10-20%) e di altre uve bianche (5-10%). Non di alta gradazione (circa 10°), va bevuto poco stagionato e a una temperatura ottimale di 10°C. Il Bianco Vergine ha ottenuto la certificazione DOC nel 1972. Abbinamenti: antipasti di pesce, minestre, passati e soufflè‚ sia di verdure che di pesce.

Olio

olioColtivato fin dal VI° secolo a.C. dalle popolazioni etrusche, l’olivo è la pianta che meglio caratterizza il paesaggio delle colline della Valdichiana. L’olio ha un colore tipico tendente al verde e un sapore fruttato pieno e aromatico. Le principali varietà coltivate ed utilizzate sono il frantoio, il leccino, il moraiolo e il pendolino. L’olio è considerato un vero e proprio alimento (più che un condimento) ed è componente imprescindibile di tutti i piatti cucinati.

Carne Chianina

chianinaLa razza bovina Chianina è ritenuta autoctona ed è tra le più antiche del mondo, essendo allevata da almeno 22 secoli. Etruschi e Romani utilizzarono l’animale per il lavoro e anche per la carne: Virgilio ne sottolineava la bellezza estetica e Plinio il Vecchio la menziona. Dalla Valdichiana l’allevamento si è progressivamente esteso alle province di Arezzo, Firenze, Livorno, Pisa, Siena e Perugia. Attualmente è la seconda razza per produzione di carne in Italia.

La Chianina è caratterizzata dal gigantismo: tra le razze bovine è quella che raggiunge maggiori dimensioni. L’elevata rusticità permette un’ottima esistenza al pascolo, la capacità di cibarsi anche di fogliame e di resistere alle malattie e ai parassiti. È però una razza che non si adatta bene all’allevamento intensivo, particolarmente sia il vitellone che la femmina (scottona) da carne. Per tenerezza e dimensioni non eccessive è proprio dalla femmina che viene ottenuta la carne più pregiata. Oltre alla tenerezza , le caratteristiche principali sono l’elevato contenuto proteico (superiore al 20%) e il basso contenuto di colesterolo. Tradizionale è la preparazione di varie specialità tipiche: bollito (il “lesso”), spezzatino, stufato, ossobuco, trippa, sugo. Della chianina è altrettanto molto apprezzata la “fiorentina”, bistecca con l’osso di alto spessore, cotta sulla brace e condita solo con il sale.

Vi sono molti eventi gastronomici imperniati sulla famosa “bistecca alla fiorentina”. Ogni Ferragosto si svolge a Cortona la Sagra della Bistecca in occasione della quale vengono preparate centinaia di bistecche di Chianina su una graticola di 14 metri.

Cinta senese

Storia

La cinta senese ha origini antichissime. Si narra che i primi ad allevare questa razza autoctona siano stati gli Etruschi. Conosciuta ed allevata anche dai Romani, il suino ebbe il periodo di maggior diffusione nel Medioevo, come confermato dagli affreschi Ambrogio Lorenzetti (XIV° sec.) nel Palazzo Comunale di Siena. L’allevamento è stato molto diffuso almeno fino alla prima metà del XX° secolo. Solo alla fine degli anni ‘90, sulla scia di un nuovo approccio al consumo consapevole e la successiva spinta alla riscoperta dei sapori di un tempo, un gruppo di contadini toscani ha deciso di reintrodurre l’allevamento di questa razza, nel pieno rispetto delle condizioni ideali per il suo allevamento. Nel 2004 ha guadagnato la certificazione DOP denominata “Suino Cinto Toscano”, regolamentata da un apposito disciplinare. A distanza di poco tempo la certificazione DOP è stata estesa anche alla carne con la denominazione “Cinta Senese”.

Caratteristiche e utilizzo

La Cinta Senese prende il nome dalla caratteristica fascia bianca presente sul suo mantello scuro e dal fatto di essere originaria della Montagnola Senese. Attualmente gli animali sono allevati un po’ ovunque in Toscana, sia al pascolo brado integrale, sia semibrado (il cosiddetto porco brado).
Lo spazio di pascolo è importante per garantire la qualità della carne. Il suino, infatti, deve muoversi per evitare che, a causa del metabolismo più lento, la carne diventi troppo grassa. Il continuo movimento contribuisce a mantenere allenata la muscolatura e a favorire l’apprezzata caratteristica della carne: sottili striature di grasso tra le fibre dei muscoli che contribuiscono ad arricchirne ed esaltarne il sapore. Il tipo di alimentazione è costituito soprattutto da ghiande; anche castagni, lecci, cerri, corbezzoli, tuberi, radici e materiale organico del tappeto erboso costituiscono cibo.

La Cinta Senese produce carne di ottima qualità, le cui caratteristiche sono esaltate soprattutto nei salumi tipici quali il prosciutto, la spalla salata, le salsicce, la gola, il lardo, la pancetta (o rigatino), il capocollo, la soppressata, la finocchiona, il buristo. La carne fresca viene utilizzata maggiormente alla griglia sotto forma di bistecca e rosticciana.

Miele

mieleDiverse sono le tipologie di miele della Valdichiana, a seconda dell’origine del nettare raccolto e poi trasformato dalle laboriose api: millefiori, acacia, melata di abete, corbezzolo, castagno, lupinella, girasole. Alcune di queste produzioni sono caratterizzate da un’elevatissima qualità e specificità, che le rendono estremamente ricercate da intenditori e buongustai.

Cantine da visitare – Wine Tour e Wine Tasting

Poggio Sorbello

Cortona (AR)
Vino, olio e cereali

CULTURA

Curiosità

Filmografia

film Under Tuscan SunSotto il sole della Toscana (Under Tuscany Sun) è la pellicola che, certamente, ha contribuito maggiormente alla promozione di Cortona, al pari del libro da cui è stato tratto. Il film è stato diretto nel 2003 da Audrey Wells con Diane Lane protagonista nella parte della scrittrice Frances Mayes. Il film è stato girato principalmente a Cortona proprio perchè il libro è ambientato nella cittadina, dove la scrittrice e suo marito vivono gran parte dell’anno. Sono state utilizzate varie location del centro storico per gli esterni e, per gli interni,i una villa a poche centinaia di metri dalle storiche mura.

Frances Mayes (Diane Lane) è una scrittrice di San Francisco in crisi e depressa dopo la recente separazione. Patti (Sandra Oh), sua amica, le regala dieci giorni in Toscana sperando di sollevarle l’animo. Qui Frances decide di cambiare vita e acquista una villa abbandonata a Cortona. Seguiranno varie vicende del restauro dell’edificio e poi l’incontro con un “latin lover” (l’attore Raul Bova) che le farà provare forti emozioni ma anche un’amara delusione….

 

 

Merito delle bellezze architettoniche della cittadina e dell’ameno territorio circostante Cortona è stata utilizzata per le riprese di vari altri film. Tra quelli di maggiore importanza:

– Margherita da Cortona (1950, regia di Mario Bonnard)
– I racconti di Padre Brown (1970)
– I racconti di Canterbury (1972)
– La doppia vita di Mattia Pascal (1985)
– Ritorno a casa Gori  (1996)
– La vita è bella (1997)
– Shadow in the Sun (2005)
– Bartali (fiction televisiva RAI 2006)
– Copia conforme (2010)

Arte e Artigianato

Artigianato artistico

Ceramica e vasellame

Cortona è tenacemente radicata nella tradizione del “fatto a mano“. Nei laboratori artigiani si segue la filosofia degli oggetti più semplici e domestici che hanno conosciuto solo dopo il XIX° secolo la ricercatezza estetica dei motivi decorativi. A Cortona prima che all’estetica si è sempre pensato all’utile, alla funzionalità degli oggetti, in particolare del vasellame da cucina e dei recipienti per l’acqua e per l’olio. Gli artigiani in attività si ispirano ancora a queste esigenze: un prodotto che possa soddisfare i bisogni domestici e, allo stesso tempo, sia espressione di una vena creativa.

Tutti i manufatti sono quindi il frutto di un dosato equilibrio tra estetica e praticità. Anche lo stile ornamentale delle ceramiche della Valdichiana e di Cortona è un’eccezione nel panorama toscano: geometrie, disegni stilizzati, superfici in rilievo e traforate, colori più sobri come l’ocra, il nero, il marrone, il verde scuro caratterizzano vasi, bacinelle, anfore, orci, zuppiere, piatti da muro. La tradizione convive e si ripropone a fianco di esperimenti di rinnovamento, ricerca di motivi e iconografie, forme innovative. Va citata la produzione della ceramica di Brolio e di Marciano della Chiana.

Sp  Shoes  è frutto dell’iniziativa di un gruppo di giovani con la passione per le scarpe e con lo scopo di offrire prodotti unici, esclusivi, fatti a mano, ma soprattutto confortevoli. Il primo obiettivo è stato quello di reperire una pelle “esclusiva”, un materiale diverso che desse la sensazione di un guanto. Il secondo obiettivo è stato trovare un artigiano in grado di realizzare i progetti. In Toscana fortunatamente ancora si riescono a trovare persone con le “mani magiche”.

Laboratori Artistici

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Cortona (AR)
Mobili in legno e ferro

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SERVIZI TURISTICI

Dove dormire in Valdichiana

Casa Ambra

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Elegante casa vacanza

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B&B di lusso

Dove mangiare in Valdichiana

Locanda Al Pozzo Antico

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Trattoria tipica toscana

Shopping

Il Mondo di Amelie

Cortina (AR)
Ceramiche, gioielli etruschi

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Mobili in legno e ferro

Galleria Il Pozzo

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