Attrazioni in Toscana
Musei in Toscana
Gastronomia Toscana
Eventi in Toscana
Itinerari in Toscana
Storia della Toscana

Attrazioni  in Val di Merse

Boschi e colline da esplorare a piedi o in bicicletta, tra storici edifici religiosi e terme di epoca medievale

Comuni in Provincia di Siena

Chiusdino
Monticiano
Murlo
Sovicille

val di merse zona

TERRITORIO

La Val di Merse è una valle che si estende nella parte occidentale della provincia di Siena. Deve il suo nome al fatto di essere attraversata dal Fiume Merse e poi anche dal Fiume Farma. La zona è quasi interamente una riserva naturale caratterizzata da estesi boschi di lecci, castagni e ginestre e solcata da piccoli corsi d’acqua che compongono un paesaggio veramente rilassante. All’interno vivono numerose specie di animali ormai rari. Oltre alle risorse paesaggistiche la zona è ricca di borghi medievali che hanno conservato l’aspetto originale. Nel Medioevo la zona fu di grande importanza perché i corsi d’acqua fornivano energia ai mulini, indispensabili per la produzione di farina.

Abbazia di San GalganoTra le attrazioni principali il borgo di Chiusdino, nel cui territorio si trovano gli imponenti ruderi dell’Abbazia di San Galgano, un eccellente esempio di architettura gotico-cistercense. Durante i mesi estivi all’interno dell’abbazia sono organizzati importanti concerti e rappresentazioni teatrali. Nei pressi c’è l’Eremo di Montesiepi, noto per la spada infissa da San Galgano. Nella Val di Merse ci sono le Terme di PetrioloVal di Merse trekking è un termine noto tra gli amanti dell’escursionismo e della mountain bike.

Infatti il territorio è indicato per escursioni a piedi, a cavallo o in bici, tanto che è stato creato il “Grand Tour di Val di Merse”, un itinerario di quasi  60 chilometri che attraversa tutta la zona.Tra le manifestazioni ono da ricordare la Festa dei Rioni a Monticiano, la Festa Medievale di Torri e la Festa della Trebbiatura di Murlo, durante le quali è possibile assaggiare i prodotti locali, tra cui la “minestraccia” e i funghi porcini.

Accedere in automobile alla Val di Merse è relativamente semplice. Il sistema migliore è quello di percorrere la Strada Statale 223 Siena-Grosseto e poi penetrare nella zona utilizzando una delle varie strade provinciali disponibili (la migliore è quella in direzione di San Lorenzo a Merse).

COSA VEDERE

Attrazioni

Abbazia di San Galgano

Abbazia di San Galgano

abbazia san galganoZone: Valle del Merse
Comune: Chiusdino (SI)
Tipo: abbazia cistercense (XII° secolo)
Indirizzo: Località San Galgano, 167
Tel.: +39 0577 756738
Orario: tutti giorni da aprile a ottobre 9.00-20.00, da novembre a marzo 9.30-17.30
Ingresso: €uro 2,00 intero, € 1,50 ridotto

Intorno al 1185 e per volontà del vescovo di Volterra, sul luogo dove San Galgano morì, fu edificata una cappella. Il vescovo successore, promosse invece la costruzione di un vero e proprio monastero. Sotto l’impulso di un primo nucleo monastico nel 1218 iniziarono i lavori di costruzione dell’abbazia, terminati nel 1288. Nel XIV° secolo la situazione iniziò a peggiorare: prima la carestia del 1328, poi la peste del 1348 che non risparmiò la comunità monastica. Nella seconda metà del XIV° secolo l’abbazia venne più volte saccheggiata durante eventi bellici. Tutte queste vicende portarono a una profonda crisi nella comunità monastica, tanto che, alla fine del secolo, si era ridotta a sole otto persone. Nel 1474 i monaci si trasferirono a Siena e, nel 1503, l’abbazia fu affidata ad un abate commendatario. L’amministrazione fu dissennata, al punto che, uno di loro, a metà del secolo, fece rimuovere e poi vendere la copertura in piombo del tetto. Da quel momento le strutture si deteriorarono rapidamente e, nella prima metà del XVIII° secolo, il complesso risultava ormai crollato in più parti.

Nel 1789, la chiesa fu definitivamente sconsacrata e abbandonata. I locali del monastero diventarono invece una fattoria e vennero parzialmente restaurati già nei primi decenni del XIX° secolo. Nel 1926 iniziò il restauro con metodo conservativo: si decise semplicemente di consolidare quanto rimaneva senza realizzare ricostruzioni arbitrarie o integrazioni. L’interno è quindi privo della copertura e del pavimento.

La chiesa rispetta perfettamente i canoni della abbazie cistercensi stabiliti dalla regola di San Bernardo: l’edificio ha pianta a croce latina e lo spazio interno è diviso longitudinalmente in tre navate di 16 campate di pilastri cruciformi. Di grande effetto scenico è l’abside, conclusa in alto da un grande oculo riccamente decorato.

Sulla fiancata destra è collocato il chiostro, attorno al quale ruotava tutta la vita dell’abbazia. La sagrestia è coperta da due grandi volte a crociera e in questa sala sono ancora visibili tracce degli affreschi originali. Dietro il cimitero e l’abside della chiesa si trovavano le infermerie dei laici, che erano separate soprattutto per motivi igienici. l resto del complesso non esiste più. Le zone accessibili alle visite sono la chiesa, la Sala Capitolare, lo scriptorium, i resti del chiostro e le aree esterne. Grazie all’eccellente acustica, durante i mesi estivi all’interno della chiesa vengono organizzati eventi e concerti musicali.

Eremo di Montesiepi

Eremo_MontesiepiZone: Valle del Merse
Comune: Chiusdino (SI)
Tipo: chiesa (XII° secolo)
Tel.: +39 0577 756700
Indirizzo: Strada Comunale di San Galgano
Orari: tutti i giorni dalle 9.00 al tramonto

Conosciuta anche come Cappella di San Galgano, è tradizionalmente il luogo dove Galgano Guidotti, poi onorato come San Galgano, si ritirò in eremitaggio fino alla morte. Intorno al 1185 e per volontà del vescovo di Volterra, in questo luogo fu edificata una cappella. Nel XIV° secolo la cappella fu ingrandita e vi fu annesso il campanile. Nonostante i restauri, avvenuti in epoche successive, ha conservato l’aspetto originale a forma di cilindro. Sulla facciata c’è un cornicione decorato con sculture antropomorfe con teste umane e zoomorfe, tutte risalenti all’epoca della costruzione. L’interno è molto suggestivo: in basso un basamento circolare in pietra mentre la copertura è una volta emisferica ad anelli concentrici in bicromia (c otto e travertino).

Al centro c’è la pietra nella quale è infissa la spada di San Galgano. A sinistra c’è una cappella a pianta rettangolare con volta a crociera, realizzata nel 1334 da Ambrogio Lorenzetti, che l’abbellì con un ciclo di affreschi. Sebbene deteriorati, di alcuni sono visibili anche le sinopie, recuperate durante i lavori di restauro. Sulla parete di fondo si trova la Maestà. In questa raffigurazione, in basso, c’è Eva. Sulle spalle della donna una pelle di capra (a simboleggiare la lussuria) mentre con una mano sorregge un fico (simbolo del peccato) e con l’altra mostra un cartiglio con l’affresco Galgano circondato da Santi e Angeli offre un modello della roccia dov’è infissa la spada e, nella parte inferiore, Veduta di città con figure alate.

Eremo di Lecceto

eremo leccetoZona: Val di Merse
Comune: Sociville (SI) – località Lecceto
Tipo: eremo e chiesa (XIII°-XIV° secolo)
Indirizzo: Via Lecceto, 6
Tel: +39 0577 349393
Email: osa.si@alice.it

Edificata nel 1223, la chiesa fu ricostruita nel 1317 e quindi ampliata nel 1344. Nella semplice facciata a capanna si aprono un occhio tamponato e un portale in stile romanico. L’interno, ristrutturato in stile barocco, conserva affreschi del XIV° secolo: Inferno, Paradiso, Opere di misericordia, La vita nel tempo di pace e di guerra e Figurazioni della vita eremitica. A partire dal XIV° secolo l’eremo divenne noto perché legato all’attività di Santa Caterina da Siena e vi prese dimora il teologo inglese William Flete. Durante il Rinascimento, il cardinale agostiniano Egidio da Viterbo, umanista e filosofo, vi soggiornò a più riprese a partire dal 1502, dedicando al monastero una sua opera, il Panegyricus pro coenobio Ilicetano.

Castello di Celsa

villa celsa1Zona: Val di Merse
Tipo: dimora storica neogotica (XVI°-XVII° secolo)
Indirizzo: Sovicille (SI)
Tel.: +39 06 6861138
Email: info@castellodicelsa.com
Sito: www.castellodicelsa.com

L’edificio, all’origine un baluardo difensivo di Siena, fu trasformato nel XVI° secolo in residenza per iniziativa del proprietario Mino Celsi. Nel 1554, all’epoca dell’ultima guerra tra Firenze e Siena, il complesso fu distrutto dalle milizie dell’imperatore spagnolo Carlo V°. Durante il XVII° secolo, contemporaneamente al restauro, venne realizzata una parte dei giardini, espressione della cultura barocca d’epoca. Nel 1802 la proprietà fu acquisita dalla famiglia Chigi, i quali trasformarono la residenza in un maniero neogotico. Un ulteriore restauro della dimora e dello scenografico giardino all’italiana si deve ai principi Aldobrandini, divenuti proprietari ai primi del XX° secolo. Nonostante i numerosi interventi subiti nel corso dei secoli l’edificio ha conservato l’aspetto originale.

Villa Cetinale

villa cetinaleZona: Val di Merse
Comune: Sociville (SI) – località Cetinale
Tipo: dimora storica (XVII° secolo)
Indirizzo: Strada di Cetinale, 9
Tel.: +39 0577 311147
Email: info@villacetinale.com
Sito: www.villacetinale.com

Fu costruita nel 1676 su progetto dell’architetto Carlo Fontana, allievo del Bernini, quale residenza del cardinale Flavio Chigi. La costruzione fu eseguita in tre fasi distinte: la villa, gli annessi e il giardino nel 1676-1688, il Parco della Tebaide nel 1698-1705 e il Romitorio nel 1716. Il cardinale Flavio Chigi lasciò il complesso ai nipoti, i quali lo conservarono fino al 1977, quando fu acquistato dal parlamentare britannico lord Antony Lambton. Questi fece eseguire un attento restauro conservativo. L’edificio, a pianta quadrangolare, si sviluppa su tre piani. Il Giardino degli Agrumi, ubicato sul retro della villa, è composto da aiuole di disegno geometrico, bordate da siepi di bosso. Tutte le aiuole sono ornate da pavoni di pietra scolpita e da statue. Il Parco della Tebaide prende il nome dalla zona desertica dell’alto Egitto abitata nel Medio Evo da eremiti cristiani. Ubicato all’interno di un’area boschiva, include un tortuoso cammino di penitenza, tra cappelle votive, croci in pietra e numerose sculture di frati inginocchiati.

Ponte della Pia

ponte piaZona: Val di Merse
Comune: Sociville (SI) – località Rosia
Tipo: ponte medievale (XIII° secolo)

Fin dall’epoca romana un ponte attraversava il torrente Rosia, non lontano dall’omonimo abitato. Costituito da un’unica arcata, fu ricostruito nei primi anni del XIII° secolo per il solo passaggio pedonale. Era situato lungo la Via Massetana, che collegava Siena alla Maremma. Secondo la tradizione il nome del ponte deriverebbe dalla nobildonna senese Pia de’ Tolomei ingiustamente accusata di tradimento dal marito (invaghitosi di un’altra donna) che l’avrebbe fatta confinare in Maremma. Durante il triste cammino verso l’esilio la donna sarebbe transitata proprio su questo ponte. Una leggenda racconta che il fantasma di Pia de’ Tolomei appaia nelle notti di luna piena, completamente vestito di bianco, e che attraversi il ponte senza toccarlo….

Località

Per conoscere di più sulle attrazioni e servizi offerti cliccare sul nome di ogni comune elencato.

abbazia san galgano1CHIUSDINO (SI) – borgo storico

È un caratteristico borgo che conserva intatto gran parte del tessuto urbano medievale. Situato nella porzione delle Colline Metallifere nel territorio di Siena, i dintorni furono abitati gli Etruschi e poi dai Longobardi. Qui nacque San Galgano, a cui fu intitolata l’imponente Abbazia, meta turistica molto frequentata in estate, spesso in coincidenza con importanti concerti musicali. Nei pressi c’è l’Eremo di Montesiepi dove il futuro santo infisse la spada in una roccia.


040MONTICIANO (SI) – villaggio termale

La natura è l’elemento caratterizzante del territorio, da sempre poco popolato. Sono ben quattro le riserve naturali all’interno del territorio comunale: la Riserva Naturale dell’Alto Merse, la Riserva Naturale del Basso Merse, la Riserva Naturale del Farma e la Riserva Biogenetica e di Popolamento Animale e Vegetale di Tocchi. All’interno delle riserve vivono, tra gli altri, animali quali daini, cinghiali, gatti selvatici, lepri, lontre. In alcuni corsi d’acqua sono presenti anche il tritone alpestre ed il gambero di fiume. Suggestiva è la località di Bagni di Petriolo con le vasche termali all’aperto. Nonostante la presenza di in un efficiente stabilimento termale, la località mantiene l’incanto di un luogo fuori dal mondo.


murlo4MURLO (SI) – villaggio collinare

Il territorio, esclusivamente collinare e con estesi boschi di lecci, è compreso tra la valle del Fiume Merse e quella del Fiume Arbia. Analisi genetiche effettuate sulla popolazione e un approfondito studio comparato sul DNA degli abitanti “autoctoni”, hanno confermato che la popolazione discende direttamente dagli etruschi. Per secoli, il territorio è rimasto al di fuori dalle vie di comunicazione e dai commerci, evitando però invasioni ed assedi. Infatti, l’area non ha subito mutazioni di rilievo e l’aspetto attuale è davvero un’immagine di altri tempi, pur conservando al suo interno tracce delle civiltà che si sono succedute. Il borgo di Murlo conta oggi solamente 29 abitanti ed è, perlopiù, un’attrattiva turistica per la presenza delle mura medievali e del ricco Museo Archeologico.


villa cetinaleSOVICILLE  (SI) – villaggio collinare

Sovicille è una cittadina ubicata nella cosiddetta Montagnola Senese, ricca di attrazioni storiche e culturali, oltre alla bellezza paesaggistica della zona in cui è inserita. Da segnalare i castelli di Montarrenti, di Celsa e i ruderi del castello di Capraia. Pittoresco è il Ponte della Pia, legato ad una figura ricordata da Dante Alighieri e che fin dall’epoca romana attraversava il torrente Rosia, non lontano dall’omonimo abitato.

Terme

Terme di Petriolo - Civitella Paganico

Terme di Petriolo

Terme di PetrioloZona: Val di Merse
Comune: Monticiano (SI) – località Bagni di Petriolo
Tipo: sorgente termale

Le sorgenti erano già conosciute fin dall’epoca romana, tanto da essere citate in un’orazione di Cicerone. In epoca rinascimentale, e più precisamente all’inizio del XV° secolo, fu costruito il primo complesso termale. Di questa struttura, dall’aspetto fortificato, sono rimaste alcune porzioni in pietra, mura e loggiato. Proprio durante il Rinascimento, le terme assunsero un notevole prestigio, tanto che vi si recarono alcuni esponenti della famiglia Medici e anche papa Pio II°.

Le acque sgorgano a una temperatura di +43°C, lungo un tratto del fiume Farma circondato da boschi, e sono caratterizzate dalla presenza di idrogeno solforato e anidride carbonica libera. È possibile bagnarsi nelle vasche naturali, all’aria aperta, alimentate direttamente dalle sorgenti. In alternativa c’è lo stabilimento “Terme di Petriolo”, recentemente ristrutturato e rinnovato, dotato di tutti i confort.

Riserve naturali

Monticiano Riserva del Merse

Il territorio della Val di Merse contiene una grande quantità di biodiversità e, per questo motivo, è in gran parte protetto. Tre sono le riserve naturali istituite per la tutela del territorio: la Riserva Naturale Provinciale dell’Alto Merse, la Riserva Regionale del Basso Merse, la Riserva Regionale del Farma. Limitrofa, perché in un altro territorio comunale, la Riserva Biogenetica e di Popolamento animale e vegetale di Tocchi. Complessivamente un’ampia area che protegge un importante patrimonio faunistico e floreale. All’interno vivono, tra gli altri animali, daini, cinghiali, gatti selvatici, lepri, lontre. In alcuni corsi d’acqua sono presenti anche il tritone alpestre e il gambero di fiume.

La vegetazione predominante è la caratteristica “macchia mediterranea” prevalentemente composta da boschi di castagni, querce, sughere, lecci e ginestre. Nelle riserve crescono ancora tipi di querce che hanno rischiato l’estinzione a causa del disboscamento legato all’espansione delle aree agricole. Alcune piante sono anche commestibili: ad esempio si possono raccogliere asparagi selvatici, fragole, more di rovo, corniole, bacche di ginepro, castagne e funghi eduli.

Riserva di Tocchi

riserva farmaUfficio Territoriale per la Biodiversità di Siena
Indirizzo: viale G. Mazzini, 39 – Siena
Tel.: +39 0577 284101
Email: utb.siena@corpoforestale.it
Orari di apertura: 8.00-14.00 e 15.00-17.00

L’ambiente della Riserva Naturale Biogenetica Statale è quello tipico della collina toscana, con orografia irregolare e dolci rilievi solcati da brevi corsi d’acqua che si riversano nel torrente Vermiglione, nel fosso Macinaio e nel fosso delle Lame Buie. Oltre la metà dell’area è ricoperta da boschi di pino marittimo, con sottobosco formato da ericacee, ginepri, filliree e corbezzoli. Ci sono anche piccole aree con latifoglie mentre il leccio si trova essenzialmente soltanto in un’area. La riserva è popolata da vari mammiferi tra cui volpi, cinghiali, caprioli, istrici, tassi, martore, gatti selvatici. La zona è di rilevante importanza per la conservazione della lontra. Tra gli uccelli ci sono il biancone, il falco pecchiaiolo, lo sparviero, la poiana, l’assiolo, il colombaccio, il succiacapre, il torcicollo, il picchio verde, la cappellaccia, la tottavilla, il merlo acquaiolo, la tordela, la magnanina, la cincia mora, il rigogolo, l’averla piccola, l’averla capirossa e il nibbio reale (reintrodotto).

ARTE E MUSEI

Musei

Museo Archeologico Antiquarium di Poggio Civitate

museo archeologico poggio civitateZona: Val di Merse
Tipo: museo archeologico etrusco
Indirizzo: Murlo (SI)
Tel.: +39 0577 814099
Email: museo@comune.murlo.siena.it
Orari: tutti giorni 10.00-13.00 e 14.30-17.00; chiuso lunedì

Il museo ha sede nel Palazzo Vescovile, costruito sul preesistente castello. Sono esposti i reperti provenienti dall’importante sito etrusco di Poggio Civitate, quasi esclusivamente oggetti rinvenuti in edifici patrizi di un periodo compreso tra il V° e il VII° secolo a.C. In particolare si tratta di sculture e utensili domestici, in ceramica, in terracotta, in osso e in avorio, tutti importanti strumenti di informazioni sugli usi e i costumi, sui contatti e gli scambi commerciali della civiltà etrusca. L’acroterio, noto come “Cappellone” per la particolare foggia, è diventato il simbolo del comune.

Siti archeologici

Poggio Civitate

poggio civitateZona: Val di Merse
Tipo: sito archeologico etrsuco
Comune: Murlo

Confermando la loro predilezione per i luoghi elevati, gli Etruschi occuparono la sommità di un ampio pianoro, attualmente circondato da boschi. I lavori di scavo hanno riportato alla luce un insediamento risalente al V° secolo a.C. Nella fattispecie si tratta di un palazzo adibito a magazzino che fu abbandonato nel 525 a.C. a seguito di un incendio. L’edificio fu ricostruito ma, stavolta, di dimensioni molto più grandi. All’esterno del palazzo è stata poi individuata una costruzione adibita a cantiere-laboratorio, dove vari artigiani lavoravano la ceramica, l’oro, l’avorio, l’osso e il bronzo. Forni di riduzione sono stati rinvenuti nelle vicinanze.

COSA FARE

Eventi

Festa medievale

festa medievaleTipo: folclore
Località: Murlo
Periodo: primo fine-settimana di giugno

È contraddistinta dalla riscoperta di usi e costumi tipici del Medio Evo.

ITINERARI

Percorsi

Gran tour di Val di Merse

GRAN TOUR DI VAL DI MERSE

 

TIPO percorso cicloturistico
ZONA Val di Merse
PARTENZA Piazza Marconi a Sovicille
ARRIVO Piazza Marconi a Sovicille
LUNGHEZZA 147 chilometri
TEMPO DI PERCORSO 14 ore
DIFFICOLTA media
DISLIVELLO
ATTRAZIONI  Abbazia di San Galgano, Chiusdino,  Siena, Pieve di San Giovanni Battista, Stigliano, Torri, Pieve di Santa Mustiola
INFORMAZIONI

Dopo L’Eroica e il Canale Maestro della Chiana, in provincia di Siena è attivo il Grand Tour della Val di Merse, un percorso di circa 147 km completamente segnalato con pannelli ogni 10km. Il percorso si sviluppa nella sua maggior parte in strade secondarie a basso traffico, su una vasta area della Montagnola Senese fino ad arrivare a Siena.

Grand Tour di Val di Merse

Si parte da Sovicille e si prosegue sulla destra lungo la SP 52 “della Montagnola Senese” in direzione alle località di Ancaiano e Pievescola. Da Ancaiano, la strada ricomincia a salire con bei tornati panoramici fino al Passo dell’Incrociati (505 mt s.l.m. km 7,2), spartiacque naturale fra i bacini idrici della Val di Merse (Ombrone) e Val d’Elsa (Arno). Si continua su strada bianca in direzione La Cetina fino al podere Morra. La ripida discesa conduce all’incrocio con la SP 101 “di Montemaggio” , dove si può vedere il Castello di Celsa. Arrivati all’incrocio a T, si entra nel comune di Casole d’Elsa. A questo punto la strada inizia a salire per circa 2 km in modo regolare fino al passo di Celsa (km 12,5).

In questa tappa del percorso, si trova il piccolo borgo di Marmoraia, dove oltre al gran panorama, si può ammirare la pieve fortificata dei Santi Maria e Gervasio. Tornati poi sulla SP 101 si scende 5 km di discesa (km 18) e, poco prima del borgo di Scorgiano, si gira a sinistra verso la località di Pievescola, punto sosta con bar, ristorante, alimentari. Alla rotatoria davanti al Parco del Fungo Innamorato, si svolta a destra, si passa davanti alla pieve romanica di San Giovanni Battista, per poi scendere fino all’incrocio con la SP 541 “Traversa Maremmana” (km 24,5) e si prosegue SP 3 “delle Gallerie” seguendo i cartelli per località Mensano e comune di Radicondoli. Al bivio per Radicondoli, si consiglia una deviazione sulla destra di circa 2 km per visitare il borgo fortificato di Radiconcoli. In seguito, direzione località Belforte (comune di Montieri, già nella zona delle Colline Metallifere). Si pedala sul crinale che si affaccia sull’Alta Val di Cecina e sul complesso montuoso delle Cornate. Giunti in località Montingegnoli, si prende la SP 107 “di Montalcinello” in direzione di Chiusdino (km 39) e si prosegue adesso su una strada di fondo valle talvolta affiancata dalle tubature che sfruttano l’energia geotermica. Al km 44,6 circa si raggiunge il villaggio di Montalcinello. Al km 49.3 in località La Battellona, si svolta verso Chiusdino che si raggiunge salendo per 3,5 km sulla SP 31.

Grand Tour di Val di Merse - Borgo di Stigliano

Dopo la visita alla parte vecchia del borgo di Chiusdino, si prosegue per la località di Ciciano e Montieri per poi, in poco meno di 3 km a incrociare la SP 441 “Massetana”. Si imbocca ora la strada provinciale a sinistra (km 56) verso località Palazzetto per proseguire verso l’Abbazia di San Galgano. Si continua quindi in direzione di Siena. Al km 63,6 circa all’incrocio a T del Madonnino si gira lungo la SP 73 bis “Senese Aretina” verso Monticiano, che si raggiunge dopo circa 4 km (km 67,5 circa). Si prosegue verso la SS 223 “Siena – Grosseto” seguendo la SP 32/A “delle Pinete”. La strada inizialmente declina fino al ponte sul Torrente Gonna (km 71 circa), poi sale fino la località di Iesa (km 80), che sorge su un balcone naturale che si affaccia sulla vallata del Torrente Farma, confine naturale tra Siena e la Provincia di Grosseto. Da Piazza Lama nel centro di Iesa si seguono le indicazioni per Siena e Grosseto. Alla fine della discesa panoramica, affacciata sul Monte Amiata e l’Alta Maremma, si prosegue dritto verso la località Imposto dove si va a destra sulla SP 4 “di Petriolo” in direzione località Montepescini. Dopo 700 m al km 86 circa, si raggiunge l’incrocio per Montepescini – Casabianca fino ad attraversare il torrente Farma). L’itinerario si sviluppa ora su strada bianca in pianura fino alla fattoria de Il Santo. Da lì si scende ripidamente fino al ponte sul fiume Merse. Dal ponte la confluenza fra Merse e Ombrone è a poche decine di metri. Attraversato il fiume inizia la salita più impegnativa dell’itinerario: dalla quota di 130 mt s.l.m. ci si arrampica per 8,5 km circa, attraverso numerose rampe. Dopo 1,3 km si oltrepassa il villaggio di Montepescini e si continua verso Casciano di Murlo. Possibilità di ristoro.

Si prosegue dritto lungo la SP 33 “della Rocca di Crevole” in direzione di Vescovado di Murlo. Dopo 2 km si gira per oltrepassare il Valico del Rospatoio (512 m s.l.m.) e si scende verso Vescovado di Murlo e, poi si prosegue lungo la SP 34/c “di Murlo”, dove si trova un importante Museo Etrusco. Si torna a Vescovado e si prosegue lungo la SP 33 in direzione di Grosseto. Dopo circa 1 km, si gira in direzione di Radi, imboccando la SP 34/b “di Murlo”, panoramica strada bianca. Al km 115 si gira verso Ville di Corsano e Grosseto. Dal centro di Ville di Corsano si piega a destra sulla SP 46 in direzione Siena. Al km 123,8 circa, si affaccia in direzione di Mugnano. A questo punto è possibile raggiungere Siena con una facile deviazione di 10 km (20 km andata e ritorno). L’itinerario prosegue sempre dritto, si oltrepassa la SS 223 “Siena – Grosseto” su un cavalcavia verso Fogliano fino a San Rocco a Pilli. Si attraversa la frazione e all’incrocio della Villa Cavaglioni si piega a destra in Via del Poggetto verso Stigliano, per percorrere una piacevolissima strada secondaria che scende gradualmente verso la località di Piano di Rosia. Arrivati al km 135.7 si pedala su sterrato fino al bivio con la SP 99 “del Piano di Rosia”. Lungo la strada si incontrano le possibili deviazioni verso Palazzo a Merse, dove c’è un vecchio mulino del 1200, Orgia, sede del Museo Etnografico del Bosco e della Mezzadria, Brenna, l’antico “mare di Siena”, dove è possibile durante l’estate fare un bagno rinfrescante nel Fiume Merse, Stigliano, con le eleganti torri castello e Torri, dove si trova il chiostro romanico policromo dell’abbazia di Santa Mustiola. Al km 143,6 circa si entra in Rosia, borgo medievale dominato dalla graziosa pieve romanica di San Giovanni Battista. Al crocevia all’ingresso della cittadina si svolta a destra in direzione di Siena e si percorre sempre la SP 73 “Senese – Aretina” fino a Malignano, dove, al bivio si prosegue verso Sovicille fino a chiudere, dopo circa 146,5 km, l’anello del Gran Tour della Val di Merse.

 

Alla scoperta del romanico nella Montagnola Senese

 

TIPO percorso storico-naturalistico e per mountain bike
ZONA Val di Merse
PARTENZA Sociville
ARRIVO Sociville
LUNGHEZZA 12 chilometri
TEMPO DI PERCORSO 3 ore
DIFFICOLTA facile
ATTRAZIONI Maligno, Rosia, Ponte della Pia, borgo di Tonni, Pieve di Pernina, Villa Celsa, Villa Cetinale

montagnola

Percorso di interesse paesaggistico, storico e artistico che penetra all’interno della Montagnola e offre notevoli scorci panoramici sulla città di Siena e l’Alta Valle del Merse. Partendo da Sovicille, il tracciato tocca Malignano e conduce a Rosia. Da qui prosegue verso il Ponte della Pia e raggiunge il borgo di Tonni, dove c’è una pieve romanica, per continuare poi verso le pievi di Molli e Pernina. Prima di rientrare a Sovicille passando da Ancaiano e dalla Pieve di Ponte allo Spino, si possono visitare le ville di Celsa e Cetinale.

CULTURA

Curiosità

Ponte della Pia

San Galgano tra storia e leggenda

cuoreSecondo la tradizione, attorno al 1150 a Chiudino nacque Galgano Guidotti. La giovinezza fu caratterizzata da violenze e dissolutezza. La conversione al cristianesimo fu dovuta a due apparizioni dell’Arcangelo Michele, che lo convinse ad abbandonare la vita secolare e a intraprendere quella religiosa. Galgano lasciò il borgo e si ritirò su un colle poco distante, Montesiepi, già visto durante la visione. Qui, in mancanza di legna per costruire un crocifisso, conficcò il suo spadone nel terreno roccioso trasformandolo in una croce.

In questo luogo visse da eremita per un anno, inizialmente cibandosi di erbe e radici e dormendo sulla nuda terra. Successivamente costruì un piccolo romitorio, dove morì nel 1181, meno di un anno dopo la sua conversione e l’ingresso nella vita monastica. La prima indagine conoscitiva delle virtù e dei miracoli di Galgano fu condotta dal vescovo di Volterra. Successivamente il vescovo Ildebrando Pannocchieschi ottenne l’apertura di un processo di canonizzazione da parte del papa Lucio III° e la nomina di tre commissari, con il compito di verificare la santità del giovane eremita.

Il fantasma del Brandani

Dal castello di Frosini provengono storie dell’apparizione di un fantasma, identificato come Ilario Brandani, vissuto nel XIV° secolo, epoca della peste che colpì il centro dell’Italia. Pare che, ad eccezione del Brandani, tutti gli abitanti del castello di Frosini e dei  borghi limitrofi morirono. Così, presto si sparse la voce che l’uomo sarebbe stato un mago, in grado di evocare i morti. Per fuggire a tali dicerie Brandani si rifugiò all’interno del castello, ormai popolato soltanto dai cadaveri, e rimase in eremitaggio per anni fino alla morte, dovuta a cause naturali.

Con il passare del tempo, la leggenda prese sopravvento a causa di costanti apparizioni e facendo credere che il semplice sguardo del fantasma di Brandani fosse capace di trasformare i vivi in creature delle tenebre, ossia in morti viventi. Le ripetute chiusure a cui il castello fu sottoposto dal XV° secolo in poi fecero crescere l’idea che la figura del negromante si aggirasse ancora nelle stanze abbandonate condannando a una morte eterna nel mondo dei vivi coloro che vi si fossero avventurati.

Il fantasma di Pia de Tolomei

Ponte della Pia - Sovicille

Il ponte medievale sul torrente Rosia, lungo la Via Massetana (collegava Siena alla Maremma), è da sempre legato alla figura della nobildonna senese Pia de’ Tolomei, ricordata da Dante Alighieri nel V° Canto del Purgatorio. La donna fu ingiustamente accusata di tradimento dal marito (invaghitosi di un’altra) e fu condannata al confino in Maremma. Qui, dopo un periodo di semi-prigionia sarebbe stata uccisa. Durante il triste cammino verso l’esilio la donna sarebbe transitata su questo ponte. Una leggenda racconta che il fantasma di Pia appaia nelle notti di luna piena, completamente vestito di bianco, e che attraversi il ponte senza toccarlo….

I discendenti degli Etruschi

Murlo è terra di gente etrusca. Analisi genetiche effettuate sulla popolazione e un approfondito studio comparato sul DNA degli abitanti “autoctoni”, hanno confermato che questa gente discende direttamente dagli etruschi. Interessanti sono risultati anche i confronti tra le fisionomie, che hanno evidenziato somiglianze incredibili tra i tratti somatici di alcuni abitanti con le statue e le pitture etrusche. C’è una spiegazione abbastanza probabile. Per secoli, il territorio è sì rimasto al di fuori dalle vie di comunicazione e dai commerci, ma ha evitato invasioni e assedi. Infatti, tutta l’area non ha subito mutazioni di rilievo e l’aspetto attuale è davvero un’immagine di altri tempi, pur conservando al suo interno tracce delle civiltà che si sono succedute. Il borgo di Murlo conta oggi solamente 29 abitanti…..

Filmografia

nostalghiaLa suggestiva abbazia di San Galgano è stata utilizzata come scenario per alcuni film:

– Nostalghia di Andrej Tarkovskij (1983)

– Il paziente inglese di Anthony Minghella (1996)

– Paolo Barca, maestro elementare, praticamente nudista con Renato Pozzetto (1975)

– inoltre per la scena finale del film Il Riposo del Guerriero di Roger Vadim (1962)

GASTRONOMIA

Prodotti tipici

Prodotti biologici di Sovicille

Vino

vino1Il vino prodotto nel territorio di Murlo, fondamentalmente a base di uva sangiovese, è incluso nel marchio “Chianti Colli Senesi DOCG”, che ha ottenuto il marchio IGT. A questo si affiancano nuovi tipi di vini, a base di uve cabernet sauvignon e sangiovese, che hanno conseguito la nuova IGT “Vino delle Grance”.

Olio di oliva

olio

Favorito dalla particolare natura del terreno agricolo del comune di Murlo, risulta essere uno dei migliori di tutta la Toscana centrale.

Dove acquistare prodotti tipici a km zero

La Bottega di Stigliano

Sovicille (SI)
Cucina toscana a filiera corta

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire in Val di Merse

San Lorenzo a Linari

Sovicille (SI)
Resort con spa

Agriturismo Il Ficareto

Sovicille (SI)
Fattoria didattica con cavalli e ristorante cucina toscana

Agriturismo Il Caggio

Sovicille (SI)
Appartamenti e ristorante

Dove mangiare in Val di Merse

La Bottega di Stigliano

Sovicille (SI)
Cucina toscana a filiera corta

LA SOSTA DEL CAVALIERE

Sovicille – SI
Eccellente cucina senese

RISTORANTE CATENI

Sovicille (SI)
Cucina tipica senese