Cosa vedere e fare nella Maremma del Sud

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ATTRAZIONI PRINCIPALI NELLA MAREMMA DEL SUD

  • Mura di Grosseto
  • Parco Archeologico di Roselle
  • Parco Archeologico Città del Tufo
  • Vie Cave
  • Talamone
  • Forte Stella
  • Sito Archeologico di Cosa
  • Torre Hidalgo,  Torre  di Cala Galera, Torre di Collelungo
  • Museo Archeologico di Saturnia
  • Cala Martina e Cala Violina
  • Parco dell’Uccellina
  • Laguna di Orbetello
  • Riserva Duna della Feniglia
  • Terme di Saturnia
  • Parco dei Tarocchi (Capalbio)
  • Palio Marinaro

Informazioni turistiche

Maremma Tourist Office
corso G. Carducci, 5 – 58100 Grosseto
+39 0564 488573 / +39 0564 488825
info@grossetoturismo.it
www.quimaremmatoscana.it

“Non han sì aspri sterpi né sì folti
quelle fiere selvagge che ‘n odio hanno
tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.”

Dante, Inferno, Canto XIII°

TERRITORIO

grosseto - parco dell'ucellinaParco Regionale della Maremma – Monti dell’Uccellina

La Maremma del Sud è un territorio relativamente vasto e in parte incontaminato che coincide con la parte più meridionale della Toscana fino al confine con la regione Lazio e che è tutta bagnata dal Mar Tirreno. È un paesaggio variegato che, nella parte interna, è costituito da colline dolci e monti ricoperti di fitta vegetazione. Le zone pianeggianti centrali si allungano verso la costa dove sono presenti nuovamente rilievi montuosi come i pittoreschi Monti dell’Uccellina e l’Argentario. Il mare è limpido, la costa sabbiosa, ma non mancano calette isolate e piccole rade circondate dalle rocce. Lungo la costa sono sorti insediamenti abitati in corrispondenza delle spiagge più ampie e più attraenti. Non manca neppure un lembo di terra staccato dalla terraferma, la pittoresca Isola del Giglio.

Nella Maremma del Sud ci sono varie aree naturali o protette. Quella principale è senza dubbio il Parco Regionale della Maremma, dove si alternano acquitrini, dune, tomboli, monti verdeggianti in un insieme di bellezze botaniche, zoologiche e geologiche. Tutte le aree protette sono solcate da una rete di itinerari adatti al trekking e all’equitazione. I butteri, tipici mandriani, gli inconfondibili buoi maremmani dalle lunghe corna, i cavalli allo stato brado, gli uccelli in assoluta libertà sono altri scenari che si possono osservare solo in questa zona della Toscana.

Notevolissimo il patrimonio storico e culturale, in cui primeggiano gli insediamenti delle epoche etrusca e romana. Ma anche i periodi successivi – Medio Evo e Rinascimento – hanno lasciato numerosi edifici e opere d’arte in tutta la zona. Particolarmente interessanti poi le fortificazioni del periodo mediceo e del dominio spagnolo nell’area dell’Argentario.

Il mare, limpido e attraente, è ideale per ogni tipo di sport, per la nautica, per l’attività subacquea. Le spiagge del capoluogo e molte altre nel comune di Monte Argentario hanno ottenuto il riconoscimento Bandiera Blu 2018. All’interno del territorio ci sono varie sorgenti termali, conosciute fin dall’antichità, attualmente sfruttate tramite attrezzati centri quali le Terme di Saturnia e le Terme di Petriolo.

COSA VEDERE

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Attrazioni suddivise per comune e località

Per conoscere di più sulle attrazioni e servizi offerti cliccare sul nome di ogni comune elencato.

CapalbioCAPALBIO  (GR) – borgo medievale e villaggio balneare

Fortificazioni: Rocca Aldobrandesca, Torre del Buranaccio
Chiese: San Nicola
Edifici storici: Palazzo del Chiarone e Dogane Pontificie
Spiagge: La Torba a Marina di Capalbio
Riserve naturali: Riserva Statale Lago di Burano
Parchi ricreativo-culturali: Giardino dei Tarocchi


cinigiano castelloCINIGIANO (GR) – villaggio rurale

Fortificazioni: Castello di Colle Massari, Castello di Vicarello, Castello di Porrona
Edifici storici: Torre dell’Orologio
Musei: Casa-museo a Monticello Amiata
Riserve Naturali: Riserva Naturale Provinciale di Poggio d’Olmo
Località: Monticello Amiata, Porrona, Sasso d’Ombrone
Prodotti tipici: vino, olio d’oliva, castagne
Sport: Trekking, Ciclismo


festa paesanaGROSSETO città (GR) – capoluogo di provincia

Fortificazioni: Cassero Senese, Tino di Moscona
Chiese: Duomo, Chiesa di S. francesco,
Edifici storici: Mura, Palazzo Aldobrandeschi
Musei: Museo Archeologico, Museo d’Arte, Museo di Storia Naturale
Siti archeologici: Roselle
Località: Istia d’Ombrone, Montepescali
Riserve naturali: Parco Regionale della Maremma, Riserva Naturale Diaccia Botrona
Località balneari (spiagge): Marina di Grosseto (Le Marze, Fiumara), Principina a Mare (spiaggia dei tronchi), Marina di Alberese
Eventi: Festa paesana e rievocazione dei butteri ad Alberese, Maggiolate, Fiera del Madonnino
Sport: trekking, ciclismo, equitazione, vela, sport nautici, sub
Prodotti tipici: vino, olio d’oliva, carne bovina “razza maremmana”


maria di grossetoMARINA DI GROSSETO (comune di Grosseto città – GR) – villaggio balneare

Fortificazioni: Forte di San Rocco, Forte delle Marze
Edifici storici: Torre del Sale
Spiagge: Le Marze, Fiumara
Sport: vela, windsurf, kitesurf, canoa, equitazione
Servizi: porto turistico


principina al marePRINCIPINA A MARE (comune di Grosseto – GR) – villaggio balneare

Edifici storici: Torre della Trappola
Spiagge: spiaggia dei tronchi
Riserve naturali: Parco Regionale della Maremma
Sport: vela, windsurf, kitesurf, canoa, trekking, equitazione
Attività all’aria aperta: birdwatching nel “Padule della Trappola”
Servizi: porto turistico di San Rocco


parco maremma cavalliMAGLIANO IN TOSCANA (GR) – villaggio rurale

Chiese: San Giovanni Battista, Santissima Annunziata, Pieve di San Martino a Montiano
Edifici storici: Mura, Torre Bassa e Torre della Bella Marsilia a Montiano, Tenuta di Collecchio
Musei: Museo Etrusco
Località: Montiano, Pereta
Siti archeologici: necropoli etrusca in località Santa Maria in Borraccia (Montiano)
Riserve naturali: Parco Regionale della Maremma
Spiagge: Cala di Forno
Prodotti tipici: vino, olio d’oliva


castello scerpenaMANCIANO (GR) – villaggio medievale

Fortificazioni: Rocca Aldobrandesca, Castello di Scerpena, Rocca Aldobrandesca di Saturnia
Edifici storici: porta romana e via Clodia a Saturnia, Fattoria della Marsiliana
Musei: Museo della Preistoria e Protostoria della Valle del Fiora, Museo Archeologico a Saturnia
Località: Marsiliana, Montemerano, Saturnia
Siti archeologici: necropoli etrusche di Pian di Palma e di Banditella
Terme: Terme di Saturnia
Prodotti tipici: formaggi


terme saturnia 1SATURNIA  (comune di Manciano – GR) – villaggio medievale e termale

Fortificazioni: Rocca Aldobrandesca
Chiese: Santa Maria Maddalena
Edifici storici: porta romana e via Clodia
Musei: Museo Archeologico
Siti archeologici: necropoli etrusca di Pian di Palma
Terme: Terme di Saturnia


orbetello1ORBETELLO (GR) – cittadina balneare

Fortificazioni: Forte delle Saline ad Albinia, Rocca Aldobrandesca di Talamone
Chiese: Cattedrale di Santa Maria Assunta
Edifici storici: Torre Talamonaccio a Talamone, Torre delle Cannelle a Talamone, Mulino Spagnolo, Torre di Capo d’Uomo a Talamone, Casale della Giannella
Musei: Museo Archeologico, Acquario della Laguna a Talamone, Museo Archeologico “Rovine di Cosa”
Siti archeologici: Cosa ad Ansedonia, Tagliata Etrusca ad Ansedonia
Località: Ansedonia, Fonteblanda, Talamone
Spiagge: Feniglia, Fonteblanda, Giannella, Talamone
Riserve naturali: Parco Regionale della Maremma, Riserva Regionale Laguna di Orbetello (e Oasi della Laguna di Orbetello), Riserva Statale Duna Feniglia
Eventi: gara dei barchini
Prodotti tipici: pesce lagunare


ansedoniaANSEDONIA (comune di Orbetello – GR) – villaggio etrusco e cittadina balneare

Chiese: Oratorio di San Biagio alla Tagliata
Edifici storici: Torre della Tagliata
Musei: Museo Archeologico “Rovine di Cosa”
Siti archeologici: Cosa, Tagliata Etrusca


fonteblandaFONTEBLANDA  (comune di Orbetello – GR) – villaggio balneare

Spiagge: Bengodi, Osa, Puntata
Siti archeologici: Poggio Talamonaccio

 


TALAMONE11TALAMONE (comune di Orbetello – GR) – borgo storico e cittadina balneare

Fortificazioni: Rocca Aldobrandesca
Chiese: Santa Maria Assunta
Edifici storici: Torre delle Canelle, Torre di Talamonaccio, Torre di Capo d’Uomo
Musei: Acquario della Laguna
Spiagge: Cannone, Fertilia, Bagno delle Donne
Riserve naturali: Parco Regionale della Maremma
Servizi: porto turistico


porto ercole2PORTO ERCOLE  (comune di Monte Argentario – GR) – cittadina storica e balneare

Fortificazioni: Rocca Aldobrandesca, Forte Stella, Forte Santa Caterina, Forte Filippo
Chiese: Sant’Erasmo
Edifici storici: Palazzo dei Governanti Spagnoli, Torre del Mulinaccio
Spiagge: Le Viste, Feniglia
Sport: trekking, mountain bike, arrampicata, nautica, sub e diving, pesca sportiva
Servizi: porto turistico di Cala Galera e di Porto Vecchio


porto stefanoPORTO SANTO STEFANO  (comune di Monte Argentario – GR) – cittadina storica e balneare

Fortificazioni: Fortezza Spagnola, Forte Pozzarello
Edifici storici: torri di guardia e di avvistamento
Musei: Raccolta “Memorie Sommerse”, Acquario Mediterraneo
Spiagge: Cala Piccola, Caletta, Moletto, Pozzarello, Soda
Sport: trekking, mountain bike, arrampicata, nautica, sub e diving, pesca sportiva
Eventi: Palio Marinaro
Servizi: porto turistico di Porto Vecchio


sempronianoSEMPRONIANO (GR) – villaggio collinare

Fortificazioni: Rocca Aldobrandesca di Rocchette di Fazio
Chiese: Chiesa di Santa Croce, Pieve dei Santi Vincenzo e Anastasio
Palazzi: Villa di Corte Vecchia
Curiosità storiche: Olivone di Fibbianello
Riserve Naturali: Riserva Provinciale Naturale Rocconi, GRASM – Centro recupero animali selvatici della Maremma
Località: Rocchette di Fazio
Prodotti tipici: castagne
Sport: trekking, mountain bike


pitigliano artePITIGLIANO (GR) – insediamento etrusco e borgo medievale

Chiese: Duomo, Chiesa di santa Maria e San Rocco
Edifici storici: Palazzo Orsini, Acquedotto Mediceo
Musei: Piccola Gerusalemme, Museo Civico Archeologico della Civiltà Etrusca
Siti archeologici: necropoli di Gradone, Poggio Buco (Statonia) Museo all’aperto Alberto Manzi, “vie cave”
Parchi: Parco Orsini
Percorsi: “vie cave”
Sport: trekking, ciclismo
Prodotti tipici: vino, olio


masso leopoldinoSORANO (GR) – insediamento etrusco e borgo medievale e rinascimentale

Fortificazioni: Masso Leopoldino, Fortezza Orsini, Castello di Montorio
Edifici storici: Palazzo Orsini, Ghetto, cantine etrusche
Musei: Museo del Medioevo e del Rinascimento, Museo Archeologico
Siti archeologici: Parco Archeologico “Città del Tufo”, cantine etrusche, “vie cave”
Località: Castell’Ottieri, Montebuono, Montevitozzo, Montorio, San Quirico, Sovana
Terme: Terme di Sorano
Sport: trekking, ciclismo, equitazione
Prodotti tipici: vino, formaggi, salumi


rocca castello ottieriCASTELL’OTTIERI (comune di Sorano – GR) – borgo medievale

Fortificazioni: Rocca
Chiese: San Bartolomeo

 


montebuonoMONTEBUONO (comune di Sorano – GR) – borgo collinare

Chiese: Madonna del Cerro

 

 


parco archeologico città del tufoSAN QUIRICO (comune di Sorano – GR) – villaggio archeologico

Siti archeologici: insediamento rupestre di Vitozza
Sport: trekking, ciclismo, equitazione

 


area archeologica sovanaSOVANA (comune di Sorano – GR) – borgo medievale

Fortificazioni: Rocca Aldobrandesca
Chiese: Duomo, Santa Maria Maggiore
Edifici storici: Palazzo Comunale
Musei: Museo del Tesoro di San Mamiliano, Centro Documentazione del Territorio di Sovana, Museo di Malacologia
Siti archeologici: Parco Archeologico “Città del Tufo”, necropoli etrusca, “vie cave”
Sport: trekking, ciclismo, equitazione

Località attraenti

Sovana

Borgo origine etrusca

Porto Ercole

Borgo marinaro

Porto Santo Stefano

Cittadina balneare

Montepescali

Borgo medievale

Istia d’Ombrone

Borgo medievale

Talamone

Borgo balneare

MUSEI E ARCHEOLOGIA

Musei

Museo Archeologico e d'Arte della Maremma - Museo di Arte sacra

museo archeologico maremmaZona: Maremma del Sud
Tipo: museo archeologico etrusco-romano e museo di arte sacra
Indirizzo: Palazzo del Vecchio Tribunale, Piazza Baccarini 3, 58100 Grosseto
Tel.: +39 0564 488752 / 488750
Email: maam@comune.grosseto.it
Sito: www.maam.comune.grosseto.it
Orari: variabili a seconda dei mesi (consultare il sito); chiusura tutti i lunedì, il 1° gennaio, il 1° maggio, il 25 dicembre
Ingresso: biglietto intero €uro 5,00, ridotto €uro 2,50
Servizi: biblioteca, sezione didattica

Il museo ha sede all’interno dell’attuale Palazzo di Giustizia, costruito in stile neorinascimentale nella seconda metà del XIX° secolo. È suddiviso in cinque distinte sezioni tematiche, che raccolgono reperti dell’area archeologica di Roselle, dall’epoca etrusca fino al I° secolo d.C. Di notevole interesse sono anche i reperti del periodo romano, questi ultimi provenienti dall’Isola del Giglio e da Castiglione della Pescaia. Infine sono esposti anche ritrovamenti altomedievali e opere d’arte, provenienti da varie chiese, di epoca compresa tra il Medio Evo ed il XIX° secolo.
L’edificio ospita anche il Museo di Arte Sacra che espone opere religiose eseguite tra il XIII° e il XIX° secolo tra reliquiari, crocifissi e dipinti di artisti noti quali Sassetta, Andrea di Niccolò, Guido da Siena.

Museo di Storia Naturale della Maremma

museo storia naturale maremmaZona: Maremma del Sud
Comune: Grosseto
Tipo: museo di storia naturale
Indirizzo: Strada Corsini, 5
Tel.: +39 0564 488571 / +39 0564 488749
Email: info@museonaturalemaremma.it
Sito: www.museonaturalemaremma.it
Orari: dal 15 giugno al 15 settembre da martedì a venerdì 9.00-13.00, sabato 10.00-13.00 e 17.00-20.00, domenica e festivi 17.00-20.00; dal 16 settembre al 14 giugno da martedì a venerdì 9.00-13.00, sabato 9.00-13.00 e 16.00-20.00, domenica e festivi 16.00-20.00
Ingresso: intero €uro 5,00, ridotto € 3,00
Servizi: visite guidate, laboratori didattici

Il museo ospita numerose collezioni che illustrano la storia del territorio grossetano e maremmano, attraverso fossili, reperti minerali e insetti imbalsamati. Tra gli oggetti particolarmente insoliti un cristallo di selenite di grandi dimensioni (1,90 metri di altezza) e minerali fluorescenti inseriti in una vetrina interattiva. Di notevole interesse anche le ricostruzioni del Monte Amiata, all’epoca in cui era un vulcano attivo, e della costa grossetana; inoltre un diorama sulla grotta sommersa dell’isola Argentarola, con uno studio sugli stalattiti e sugli stalagmiti.

Nel museo è conservato anche lo scheletro di Oreopithecus bambolii, una specie rinvenuta nel 1872 dal paleontologo francese Paul Gervais a Montebamboli. All’animale è stato dedicato un intero diorama, completato dalla ricostruzione della flora e della fauna dell’epoca. Il museo è completato da una biblioteca specialistica, consultabile su richiesta o in rete.

Siti archeologici

parco-archeologico-roselleParco Archeologico di Roselle

Ricca di tradizioni, storia, arte e cultura, la Maremma del Sud contiene importantissime aree archeologiche di epoca etrusca: molti insediamenti, templi ed edifici civili, necropoli un po’ dovunque, vie cave. I siti archeologici di assoluta rilevanza sono quelli di Roselle, a poca distanza da Grosseto, e l’area Pitigliano-Sovana-Sorano, un ampio parco omogeneo nella cosiddetta Area del Tufo.

Vie Cave e Area archeologica di Sovana

Percorso archeologico

Parco Archeologico “Città del Tufo”

parco archeologico

Parco Archeologico di Roselle

Parco archeologico

SPIAGGE E RISERVE NATURALI

Località balneari e spiagge

Principina a mare - Grosseto

Marina di Grosseto

marina di grossetoMarina di GrossetoZona: Maremma del Sud
Comune: Grosseto (GR)
Tipo: villaggio balneare
Tipo di spiaggia: arenile – Bandiera Blu 2018
Servizi: stabilimenti, bar e ristoranti, parcheggi, noleggio ombrelloni e natanti, ormeggio

Marina di Grosseto è una località balneare apprezzata per le ampie spiagge addossate a una vasta pineta e ricca macchia mediterranea. L’ampio e lungo arenile (circa km. 4) è adatto al turismo familiare. Lungo le spiagge, in gran parte di sabbia un poco scura ma molto fine, ci sono numerosi stabilimenti balneari, ristoranti, noleggio di imbarcazioni. Ci sono anche tratti di spiaggia libera, dotati dei servizi essenziali (noleggio ombrelloni, punti di ristoro). Il fondale è basso, adatto al bagno, al nuoto e alle attività dei bambini. Numerose le opportunità per gli sport nautici, vela, windsurf, kitesurf e canoa in particolare.

Marina di Grosseto dispone anche dell’attrezzato porto turistico Marina di S. Rocco (Bandiera Blu nel 2017). Una pista ciclabile collega l’abitato con Grosseto e, lungo la linea di costa, con Principina a Mare e Castiglione della Pescaia.

Principina a Mare

Principina a mare - GrossetoZona: Maremma del Sud
Comune: Grosseto (GR)
Tipo: villaggio balneare
Tipo di spiaggia: arenile – Bandiera Blu 2018
Servizi: stabilimenti, bar e ristoranti, parcheggi, noleggio ombrelloni e natanti

Principina a Mare è la località balneare con le più ampie spiagge di tutto il territorio comunale di Grosseto e ha conseguito il riconoscimento Bandiera Blu 2017 per la qualità del mare e del turismo-ambientale. Le spiagge, tutte circondate da caratteristiche dune ricche della tipica macchia mediterranea, hanno un aspetto po’ selvaggio, ma sono lunghe 4 chilometri, molto ampie e costituite da sabbia chiara, fine e soffice. Il litorale è, alternativamente, dotato di stabilimenti molto attrezzati o da tratti completamente liberi. La profondità del mare è modesta ed è particolarmente adatta ai bambini. Sono praticabili molti sport acquatici quali vela, kitesurf, moto d’acqua, ecc.

La cittadina è molto vicina al Parco Regionale della Maremma, in particolare l’area ancora paludosa lungo l’ultimo tratto del fiume Ombrone. È quindi un’eccellente punto di partenza per escursioni a piedi o a cavallo nel Parco. La zona paludosa, denominata “Padule della Trappola”, è ideale per il birdwatching, dato l’elevato numero di uccelli palustri che qui svernano. Una pista ciclabile collega l’abitato con Grosseto e, risalendo la costa, con Marina di Grosseto e quindi Castiglione della Pescaia.

Marina di Capalbio

torbaZona: Maremma del Sud
Comune: Capalbio (GR) – località La Torba
Tipo: spiaggia sabbiosa
Servizi: stabilimenti balneari, ristoranti, noleggio ombrelloni

Nel territorio comunale di Capalbio l’intera costa ha un aspetto selvaggio, con abbondanza di vegetazione e macchia mediterranea. C’è un unico tratto litoraneo di 12 chilometri di spiaggia con numerosi stabilimenti balneari e una porzione libera di 6 chilometri. L’arenile è caratterizzato da sabbia di colore dal grigio-scuro al nero, conseguenza dell’abbondante presenza di metalli ferrosi. Il fondale è sabbioso, il mare è trasparente. La spiaggia è frequentata dai vip e turisti che cercano qualità di servizi e bellezze naturali.

Altre spiagge del litorale grossetano

AlbereseZona: Maremma del Sud
Comune: Grosseto
Tipo: spiagge sabbiose con fondale basso
Servizi: punti ristoro, noleggio ombrelloni e sdraio, parcheggi auto

Altre quattro spiagge del litorale grossetano meritano, per alcune particolarità, una menzione a parte. Le prime due, ubicate nelle immediate vicinanze di Marina di Grosseto, sono entrambe state insignite del riconoscimento Bandiera Blu 2017.

Le Marze

Sabbia fine, fondale basso e acqua molto limpida e pulita sono le caratteristiche che rappresentano molto bene il lungo tratto di spiaggia completamente libera e abbracciata dalla pineta e dalle immancabili caratteristiche dune. La spiaggia è lunga circa 6 chilometri, la battigia è molto ampia e, quindi, molto adatta ai più piccoli. In alcuni punti ci sono scuole di vela, windsurf e kitesurf.

Fiumara

È la naturale continuazione de Le Marze. Infatti le caratteristiche della sabbia e del fondale sono pressoché identiche. Un’area della spiaggia è riservata ai cani. Fiumara è raggiungibile anche tramite una pista ciclabile.

Infine altre due spiagge, poste ai lati della foce del fiume Ombrone, entrambe intimamente legate al Parco Regionale della Maremma.

Spiaggia dei tronchi

Ubicata a sud di Principina a Mare, è completamente all’interno del Parco Regionale della Maremma. È piuttosto selvaggia nell’aspetto, ma dotata di un fascino particolare. Una caratteristica della spiaggia sono i numerosi tronchi di alberi presenti sull’arenile, talvolta utilizzati per costruire improvvisate capanne. L’accesso degli animali è vietato.

Marina di Alberese

Anche questa spiaggia si trova direttamente all’interno del Parco Regionale della Maremma, da cui vi si accede. La sabbia è bianca e granulosa, l’acqua del mare è molto limpida e di un colore verdognolo. Essendo ubicata non lontano dalla foce del fiume Ombrone anche qui ci sono tronchi di alberi spesso utilizzati per la costruzione di capanne. I posti del parcheggio auto sono limitati a 140, ma ogni ora è disponibile un autobus-navetta da e per la località di Alberese. Qui è anche possibile noleggiare biciclette e percorrere la pista ciclabile che porta direttamente al mare.

Riserve naturali 

Le riserve naturali e i parchi in maremma sono davvero numerosi: se ne contano ben 36 sparsi in tutta la zona. I più conosciuti sono il Parco  Regionale della Maremma, la Riserva Naturale Lago di Burano, l’Oasi della Laguna di Orbetello e la Riserva Naturale della Diaccia Botrona.

Riserva naturale lago di Burano

Capalbio (GR)
Riserva naturale e oasi WWF

Riserva naturale Diaccia Botrona

Riserva naturale

Riserva naturale della Laguna di Orbetello

Riserva naturale e Oasi WWF

Parco Regionale della maremma

Parco naturale

Parchi tematici e ricreativi

Giardino dei Tarocchi - Capalbio

Giardino dei Tarocchi

Parco-museo tematico

TERME

Sorgenti termali e stabilimenti termali

Terme di Saturnia

terme saturnia

Zona: Area del Tufo e Maremma Sud
Comune: Manciano (GR)
Località: Saturnia
Acqua: Saturnia, 37 °C, solfureo-carbonico-solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa
Indicazioni terapeutiche: malattie circolatorie, del fegato e delle vie biliari, della pelle, dell’apparato locomotore, dell’apparato respiratorio

Stabilimento termale: TERME DI SATURNIA
Indirizzo: località Follonata – 58014 Saturnia (GR)
Tel.: +39 0564 600111
Email: info@termedisaturnia.it
Sito: www.termedisaturnia.it
Orari e prezzi: consultare il sito
Trattamenti: bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, fanghi, idromassaggi, inalazioni caldo-umide, irrigazioni gengivali, piscina termale, chinesiterapia, cosmesi, educazione alla salute, fitness, ginnastica respiratoria, idrochinesiterapia, massaggi, medicina estetica, programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche

Le Terme di Saturnia, situate a pochi chilometri di Manciano, comprendono a un insieme di sorgenti termali di tipo sulfureo. Le acque sgorgano a una temperatura di 37,5°C e hanno rinomate proprietà terapeutiche. Secondo una leggenda le acque sulfuree, già note anche agli etruschi ed ai romani, si sarebbero formate nel punto in cui cadde un fulmine scagliato da Giove. Le sorgenti principali sono convogliate all’interno di un ampio e lussuoso stabilimento termale dotato di ogni comfort, con quattro piscine. Le cure possibili sono le più classiche: fanghi, bagni di vapore, saune, massaggi e altri tipi di terapie.È disponibile inoltre una linea di prodotti cosmetici a base di Bioglea, un esclusivo estratto di plancton termale. Ci sono cinque aree di benessere, quali idroterapia, estetica, stress management, dieta e fitness.
Dallo stabilimento le acque defluiscono in un impetuoso torrente creando poi due cascate naturali, quella del Mulino e quella del Gorello, liberamente fruibili.

COSA FARE

Sport

Equitazione in maremma

La natura del territorio della Maremma del Sud favorisce numerose attività sportive. Infatti la zona combina assieme zone pianeggianti, rilievi montuosi, coste sabbiose e scogliose. Tra le varie attività si possono agilmente effettuare escursionismo, trekking, cicloturismo, mountain bike, equitazione. Vela, sport nautici e attività subacquee in genere sono praticate lungo tutta la costa. Un discorso a parte lo merita il Parco Regionale della Maremma dove le caratteristiche di natura incontaminata e una grande varietà di paesaggi sono osservabili seguendo itinerari di tutti i tipi: pedonali, a cavallo, in canoa. C’è anche la possibilità di muoversi su un carro guidato da un cocchiere rigorosamente in abiti da buttero che percorre sentieri tra aziende agricole e fattorie, un’occasione anche per gustare piatti a base di cinghiale, formaggi e vini locali.

Nautica e subacquea

argentario10 acquario

Vela, sport nautici e attività subacquee sono praticate lungo tutta la costa perché il mare della Maremma Sud è adatto a ogni tipo di disciplina sportiva, sia di superficie che in immersione.

velaTerra di velisti, la Maremma è famosa per le regate internazionali. Proprio a Punta Ala è nato il mito di Luna Rossa, che ha avuto il merito di coinvolgere un’intera nazione in uno sport impegnativo e affascinante. Gli appassionati di sport velici hanno a disposizione lungo tutta la costa, in particolare tra Punta Ala e Castiglione della Pescaia e attorno all’Argentario, una brezza che soffia dall’entroterra. Nella zona di Castiglione della Pescaia e Le Rocchette il club velico organizza manifestazioni e regate, corsi di gruppo e individuali.
Sono poi molte le località in cui è possibile noleggiare attrezzature e prendere lezioni di vela, surf, windsurf o kitesurf rivolgendosi alle associazioni e alle scuole riconosciute, circa una trentina lungo tutta la costa. Molte organizzano anche corsi e attività di promozione degli sport acquatici e velici più diffusi.
Il mare prospiciente Talamone è apprezzato soprattutto dagli amanti di windsurf e kitesurf grazie alla particolare azione del vento in questa zona. Nel mare dell’Alberese vela, canoa, kitesurf, wind urf e altri sono tutti possibili.
Recentemente nella Maremma del Sud si è sviluppata un’intensa attività di pesca sportiva su imbarcazione, rivolta prevalentemente alle specie ittiche di passaggio in particolari periodi dell’anno. Le partenze avvengono da Castiglione della Pescaia, Monte Argentario e dall’Isola del Giglio.

sport subacqueaMa il mare della Maremma del Sud, un ambiente senza pari, può può essere scoperto anche in un’altra maniera. Pesci di ogni varietà e dimensione, cavallucci e stelle marine che si muovono tra anemoni, spugne e spirografi che creano un arcobaleno di colori. Scoprire il mondo sommerso della Maremma è un’esperienza che rende indimenticabili le immersioni. È il paradiso dello snorkeling dove si può ammirare uno spettacolo suggestivo, un mondo affascinante popolato di posidonie multicolori, gorgonie, cavallucci marini, murene, triglie, polpi, pesci coloratissimi in uno sfondo dalle mille sfumature sempre cangianti.
Tra i vari punti particolarmente frequentati il mare antistante Cala Violina è ideale per i fondali pieni di Posidonia Oceanica e grandi massi di arenaria, tra i quali si scorgono pesci di tutte le dimensioni.

pesca sportivaLa costa molto irregolare del Monte Argentario offre ai subacquei innumerevoli punti di immersione differenti l’uno dall’altro: pareti, grotte, secche e relitti in un mare ricco di vita. Data la varietà dei punti, delle attrazioni naturali o artificiali (relitti) da visitare, delle profondità da raggiungere, il mare è adatto ad ogni sub. A partire dalla semplice immersione ricreativa a Punta Finestra dove, già ad una profondità di 10-15 metri, è possibile osservare coralli, gorgonie, margherite di mare, polpi, stelle marine, murene, aragoste, paguri e pesci luna. Uno dei punti più spettacolari di questo tratto costiero è Cala dei Santi dove è possibile accedere anche alla Grotta Azzurra. Ma anche Cala Grande è ideale per gli amanti dello snorkeling.

L’Isola del Giglio (spiaggia delle Cannelle) e Giannutri offrono un mare altrettanto meraviglioso, con fondali sabbiosi e rocciosi e grotte da esplorare.

Equitazione

parco maremma cavalliL’equitazione riunisce tante passioni in una: l’amore per gli animali e il rapporto che si crea con il quadrupede, la bellezza di paesaggi sempre diversi, lo spingersi verso esperienze sempre nuove. Data l’abbondanza di parchi e riserve protette, variopinte colline, ampie campagne, spiagge incontaminate la Maremma è perfetta per gli amanti dell’equitazione. Nella terra dei butteri, è uno dei modi più straordinari per avventurarsi tra quei paesaggi sempre diversi e selvaggi che si presentano agli occhi dei visitatori.

fonteblandaCi sono molti maneggi in tutta la provincia di Grosseto. Ogni associazione propone vari tour guidati di uno o più giorni, dalle semplici escursioni di un giorno nelle campagne o nei boschi, alle galoppate sulla spiaggia, fino a una vera e propria transumanza con il cavallo di proprietà o dei maneggi. Sono molti quelli che propongono occasioni per esplorare a cavallo il territorio, scoprire le spiagge più belle al galoppo, imboccare percorsi dedicati ai cavalli. Molti maneggi offrono ovviamente lezioni e corsi di equitazione.
Tutta la zona dell’Alberese, pianeggiante, è molto indicata per escursioni calme e rilassanti e anche per i principianti. Con otto differenti percorsi il Parco Regionale della Maremma offre un notevole ventaglio di possibilità, con itinerari diversi per lunghezza, difficoltà, ore di percorrenza. Ma anche caratterizzati da una notevole varietà di paesaggi, ambienti e vestigia storiche da esplorare.

Ciclismo

pista ciclabileA Grosseto ci sono numerose piste ciclabili che attraversano tutto il territorio comunale e collegano anche le località nei dintorni. Le principali piste ciclabili sono:

– Pista ciclabile Grosseto Est: ciclabile urbana asfaltata

– Pista ciclabile Grosseto-Ponte Tura: ciclopedonale su ghiaia lungo il fiume Ombrone

– Pista ciclabile Grosseto-Marina di Grosseto: ciclopedonale suburbana asfaltata

– Pista ciclabile Marina di Grosseto-Castiglione della Pescaia: ciclopedonale extraurbana asfaltata

– Pista ciclabile Marina di Grosseto-Principina a Mare: ciclopedonale suburbana asfaltata

– Pista ciclabile Alberese-Marina di Alberese-Bocca d’Ombrone: ciclabile e ciclopedonale asfaltata all’interno del Parco Regionale della Maremma

Eventi

Argentario palio marittimo

Rievocazioni con i butteri

festa paesanaTipo: rievocazione attività rurali

Località: Alberese (GR)
Periodo: 1° maggio e 15 agosto
Spettacolo dei butteri e di altri allevatori di bestiame che si svolge nella località dove avveniva la maggior parte della marchiatura dei vitelli e la doma dei puledri selvatici.

Località: Puntone di Scarlino (GR) -Fattoria di Ponte alle Catene – via delle Collacchie
Periodo: luglio e agosto
Spettacolo di butteri, cavalli e vacche, dimostrazioni di fasi di lavoro (conduzione del bestiame, sbrancamento, cattura dei vitelli, marchiatura simulata), giochi, carosello.

Maggiolate

maggiolateTipo: folclore musicale
Periodo: 1° maggio

“I geli son passati torna la primavera, si sente cinguettar la capinera.
Con anima sincera con fede e con speranza noi si rinnova questa vecchia usanza”.

Questi versi, tratti da un canto del villaggio di Roselle, ben riassumono lo spirito delle Maggiolate, tipiche in tutta la provincia di Grosseto. Nel mese di maggio si rinnovano antichi riti della tradizione contadina costituiti da poesie cantate e questue per l’augurio di una propiazia annata agricola. Fino al XIX° secolo le poesie erano dedicate soltanto alle attività agricole quotidiane; successivamente si sono aggiunte anche tematiche politiche e sociali.

I canti sono una prerogativa dei cosiddetti Maggiolatori o Maggiaioli, gruppi di più persone con alcuni membri impegnati a cantare e altri a suonare la fisarmonica. Sono anche caratterizzati da un particolare tipo di abbigliamento rurale, rigorosamente indossato da tutti i membri.

In alcune aree rurali, nella notte tra il 30 aprile e il 1º maggio, i Maggiolatori rievocano questa tradizione, muovendosi da un podere all’altro, cantando poesie e offrendo fiori a donne e ragazze in cambio di prodotti dell’azienda agricola. Altre rievocazioni avvengono durante l’intera giornata del 1º maggio, la più famosa delle quali è quella di Braccagni, seguita da numerosi spettatori.

Estate Rosellana

Tipo: spettacoli teatrali e di danza
Località: Roselle (GR)
Periodo: agosto
Informazioni e prenotazioni: tel. + 39 347 2299737
Email: pm-tos.arearoselle@beniculturali.it

Nell’Anfiteatro Romano del Pito Archeologico di Roselle si svolge, ogni estate, una manifestazione articolata su concerti, spettacoli di lirica, danza, prosa e rappresentazioni teatrali. L’anfiteatro ha un’acustica eccellente e molti spettacoli si svolgono al tramonto per esaltare, sfruttando il suggestivo scenario, le rappresentazioni.

Cava di Roselle

Tipo: spettacoli musicali ed eventi vari
Località: Strada Chiarini – Roselle (GR)
Periodo: estate
Email: info@cavaroselle.net

La Cava di Roselle, un grande giardino tra le rocce e gli ulivi, dopo un’imponente opera di trasformazione è diventata un teatro all’aperto e uno spazio polivalente adatto a eventi di vario genere. Durante l’estate c’è una ricca programmazione di teatro e danza, concerti dal vivo, cinema, conferenze e dibattiti, presentazione di libri, mostre e appuntamenti di enogastronomia.

ITINERARI

Percorsi

Magliano in toscana

Parco Regionale della Maremma

parco uccellinaZona: Maremma del Sud
Comune: Grosseto (GR)
Tipo: percorsi pedonali, trekking, in bicicletta

All’interno del Parco ci sono vari itinerari segnalati e attrezzati: 15 da percorrere a piedi (di cui 5 adatti anche al nordic walking), 8 in bicicletta, 8 a cavallo, 4 in carrozza, 3 in canoa, 4 notturni. Alcuni di questi percorsi possono essere effettuati solo in compagnia di guide, disponibili su prenotazione.

Qui di seguito gli itinerari principali

A piedi

A1
Partenza: Centro Visite del Parco in località Alberese
Lunghezza: km. 8
Tempo di percorso: 5 ore
Difficoltà: impegnativo, prenotazione e guida obbligatoria
Attrazioni: Abbazia di San Rabano e Torre dell’Uccellina

A2
Partenza: Centro Visite del Parco in località Alberese
Lunghezza: km. 6
Tempo di percorso: 3 ore
Difficoltà: media, prenotazione e guida obbligatoria
Attrazioni: Le torri

A3
Partenza: Centro Visite del Parco in località Alberese
Lunghezza: km. 10
Tempo di percorso: 3 ore
Difficoltà: facile, prenotazione e guida obbligatoria (non disponibile nei mesi estivi)
Attrazioni: Le grotte

A4
Partenza: Centro Visite del Parco in località Alberese
Lunghezza: km. 13
Tempo di percorso: 4 ore
Difficoltà: impegnativo, prenotazione e guida obbligatoria (non disponibile nei mesi estivi)
Attrazioni: Cala di Forno

A5
Partenza: Centro Visite del Parco in località Alberese
Lunghezza: km. 5
Tempo di percorso: 2 ore
Difficoltà: facile
Attrazioni: percorso boschivo e faunistico – area 1

A6
Partenza: Centro Visite del Parco in località Alberese
Lunghezza: km. 5
Tempo di percorso: 2 ore
Difficoltà: facile
Attrazioni: percorso boschivo e faunistico  – area 2

A7
Partenza: parcheggio auto in località Marina di Alberese
Lunghezza: km. 5
Tempo di percorso: 2 ore
Difficoltà: facile
Attrazioni: Bocca d’Ombrone

P1
Partenza: Centro Visite del Parco in località Alberese
Lunghezza: km. 3
Tempo di percorso: 2 ore
Difficoltà: facile – prenotazione e guida obbligatoria – minimo 8 partecipanti (non disponibile mesi estivi)
Attrazioni: birdwatching presso La Trappola

Percorso notturno
Partenza: Centro Visite del Parco in località Alberese
Lunghezza: km. 5
Tempo di percorso: 3 ore
Difficoltà: facile – guida obbligatoria
Attrazioni: itinerario boschivo e faunistico

T1
Partenza: Centro Visite del Parco in località Talamone
Lunghezza: km. 4
Tempo di percorso: 2,30 ore
Difficoltà: media
Attrazioni: Punta del Corvo

T2
Partenza: Centro Visite del Parco in località Talamone
Lunghezza: km. 9
Tempo di percorso: 5 ore
Difficoltà: impegnativo
Attrazioni: le Cannelle

T3
Partenza: Centro Visite del Parco in località Talamone
Lunghezza: km. 16
Tempo di percorso: 8 ore
Difficoltà: impegnativo
Attrazioni: Grotta di Stoppa

In bicicletta

Una pista ciclabile di km. 8,5 collega la località di Alberese alla spiaggia di Marina di Alberese. Possono inoltre essere effettuati quattro diversi itinerari con prenotazione e guida obbligatoria:

– integrazione agli itinerari pedonali A6 e A7
– Alberese-spiaggia di Collelungo-Pineta Granducale-Marina di Alberese
– Alberese-San Rabano (percorso impegnativo)
– San Rabano-spiaggia di Collelungo-Pineta Granducale-Marina di Alberese

Le "vie cave"

vie caveZona: Area del Tufo e Maremma del Sud
Comuni: Pitigliano, Sorano (GR)
Tipo: percorso archeologico in sito etrusco

Le “vie cave” sono una suggestiva rete viaria, incassata tra ripide pareti di tufo, in alcuni tratti alte anche fino a 20 metri, che costituiva anche un efficace sistema di collegamento in caso di invasioni nemiche. In epoca romana, le “vie cave” entrarono a far parte di un sistema che si connetteva al tronco principale della via Clodia, antica strada di collegamento tra Roma e Saturnia. Le “vie cave” sono accessibili e percorribili partendo sia da Pitigliano che da Sorano.

Pitigliano

I cosiddetti “Cavoni” sono quelli del Gradone, di San Giuseppe, di Fratenuti e della Madonna delle Grazie, questi ultimi attorno all’omonimo santuario. Il percorso può iniziare dal centro storico in direzione delle mura etrusche (Porta di Sovana). Sono possibili almeno quattro itinerari:
Via Cava del Gradone è una strada che circonda il centro storico, permettendo una gradevolissima vista panoramica della cittadina
– Via Cava di Fratenuti è, forse, quella più spettacolare, con pareti alte fino a 20 metri
– Via Cava di S. Giuseppe è quella più lunga ed è segnata dalle impronte degli zoccoli degli asini che, per secoli, l’hanno percorsa
– Sentiero delle Cascate

Vie CaveSorano

Il Parco Archeologico è solcato da numerose “vie cave”, tra le più grandiose e suggestive, come il Cavone, quella di Poggio Prisca e quella di San Sebastiano. Una visita organica può cominciare da quelle iniziano dalla Porta dei Merli e scendono verso il fondovalle del torrente Lente. Per maggiore comodità il percorso può essere suddiviso in due parti:
1 – Poggio Felceto – Poggio Prisca – Poggio Stanziale – il Cavone
2 – vie cave di San Sebastiano – necropoli di Sopraripa – Tomba della Sirena – insediamento rupestre di San Rocco – Vitozza (San Quirico di Sorano)

TRADIZIONI E FOLCLORE

Butteri - Grosseto

I Butteri

festa paesanaLa parola Maremma è quasi imprescindibile da un’altra: buttero. È un personaggio tra il mitico e il leggendario. Il nome deriva dalla parola latina di connotazione dialettale butorus, che, letteralmente, significava pungolatore di buoi. Di fatto è un pastore perennemente a cavallo, anch’esso rigorosamente maremmano, un vero cowboy all’italiana. I butteri sono stati i grandi protagonisti dell’allevamento in Maremma, affrontando più di altri la natura ostile e selvaggia di questo territorio.

La giornata del buttero cominciava prima del levar del sole per preparare il proprio cavallo. Il lavoro vero e proprio si svolgeva nei grandi recinti dove pascolavano i bovini da contare, controllare, spostare ed eventualmente recuperare, perché nascosti o smarriti, nella folta macchia mediterranea. Non c’erano mai giornate tranquille, ma in alcuni momenti il lavoro si faceva ancora più duro: i periodi in cui nascevano i vitellini, la “spocciatura”, la merca e la domatura dei puledri bradi.

L’abbigliamento tipico del buttero era costituito da calzoni di fustagno, cosciali, giacca di velluto, cappello nero. Un mantello di grandi dimensioni proteggeva dalla pioggia, dal vento, dal freddo. In mano teneva sempre la mazzarella, un bastone per stimolare buoi e cavalli. L’alimentazione era frugale, un unico pasto prima di mezzogiorno. Di norma una sorta di pagnotta con pane e cicoria accompagnata talvolta da un pezzo di ventresca o di budellone. Se c’era più tempo pomodori, cicoria, patate e ferlenghi erano utilizzati per preparare l’acquacotta. Altrettanto spartano era l’alloggio: il letto era la rapazzola, un rudimentale pagliericcio, accanto agli animali. Rare le occasioni di svago: qualche volta una sosta all’osteria, a riscaldarsi con il vino, discutere di bestiame e intonare un canto.

Butteri di MaremmaAttualmente la vita dei pochi butteri rimasti è molto cambiata ma è sempre a loro che spetta il compito di mantenere vive molte tradizioni della Maremma. Infatti, con la scomparsa dei latifondi e con il declino delle attività legate alla gestione del bestiame, si è rischiato che l’epopea dei butteri finisse per scomparire o, al massimo, diventare solo un’attrazione folcloristica. Fortunatamente, grazie a un sempre crescente numero di appassionati, lo stile di monta dei butteri (la cosiddetta monta da lavoro maremmana) ha saputo trasformarsi in uno stile ideale per l’equitazione in campagna, il turismo equestre e per le competizioni sportive. Inoltre, tramite associazioni o gruppi organizzati, i butteri partecipano attivamente a una serie di eventi – celebrazioni religiose, sagre, fiere, manifestazioni – che si svolgono in varie parti della Maremma, sopratutto nel periodo estivo e anche all’interno di aziende agricole.

Tra quelli più seguiti ricordiamo:
– 1º maggio e 15 agosto ad Alberese
– nei mesi di luglio e agosto presso la Fattoria di Ponte alle Catene – via delle Collacchie – Puntone di Scarlino; spettacolo pubblico con cavalli e vacche, dimostrazioni di lavoro (conduzione del bestiame, sbrancamento, cattura dei vitelli, marchiatura simulata), giochi, carosello finale

Per ulteriori informazioni ed elenco eventi contattare:

Associazione Butteri Alta Maremma
Indirizzo: Fattoria Ponte alle Catene – 58020 Scarlino (GR)
Contatti e Informazioni: Arianna Bossi tel. +39 340 1004833 – Stefano Senserini + 39 339 2470930
Email: info@butteri-altamaremma.com
Sito: www.butteri-altamaremma.com

oppure

Butteri della Maremma
Sito: www.butteridellamaremma.it

Leggende maremmane

Il tesoro dell’Abbazia di San Rabano

I monti dell’Uccellina fanno da sfondo a molte leggende maremmane e ogni torre che svetta nella folta macchia mediterranea ha la sua. E in quasi tutte si parla di tesori nascosti.
Che questi ci siano in Maremma non dubita nessuno: li nascondevano i signori caduti in disgrazia, li nascondevano gli abati dei monasteri tutte le volte che, allo spuntare di vele saracene, erano costretti a prendere la spada, li nascondevano i briganti con la speranza di recuperarli successivamente.
L’Abbazia di San Rabano era certamente ben fornita di ricchezze. Fondata dai benedettini nel secolo XI°, assegnata poi come “commenda” ai cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme fu al centro di molti avvenimenti. Fu abbandonata nel XVI° secolo per entrare a far parte più tardi delle proprietà del Granducato di Toscana. Molte voci riferivano che l’edificio celasse grandi tesori che, in varie le occasioni, vi erano stati nascosti. Molti però – si diceva anche – erano costantemente vigilati e difesi energicamente dalle anime (o dagli spiriti) di coloro che in vita ne erano stati proprietari o custodi. Due le storie più conosciute sull’attivismo dei fantasmi custodi dell’abbazia.

Il ragno maligno

Influenzata da racconti più o meno credibili una donnetta che abitava ai piedi del colle sognava notte e giorno quelle ricchezze. Continuamente pungolato dalla moglie, in una notte tempestosa il marito prese fiammiferi, candele e alcuni arnesi che potevano servirgli e si avviò su per il colle. Giunto all’Abbazia, un po’ per ripararsi e un po’ per meditare sul da farsi, l’uomo entrò in un vano dentro il campanile e accese un fuoco. Mentre si guardava attorno scorse in un angolo un grosso e peloso ragno nero ma, dopo un attimo, il ragno sparì. Seguì il rumore di una pietra che cadeva. Ma una pietra scagliata contro di lui proveniva dall’interno della chiesa. Balzò in piedi ma, di nuovo, una gragnola di sassi lo investì. Mentre cercava di proteggersi vide una strana figura che avanzava, incappucciata e avvolta da una lunga tonaca. Sotto il cappuccio non c’era un volto ma qualcosa di fosforescente. Con il coraggio della disperazione balbettò: “Se siete il guardiano del tesoro perché non mi indicate dov’è? Tanto a voi a che cosa serve?”
Una voce che pareva venire da lontanissimo rispose: “Vattene!”. Poi una spada colpì l’uomo.
Il corpo fu ritrovato la mattina seguente, rigido ma senza ferite visibili, davanti ai resti del fuoco. I soccorritori notarono però anche un ragno nero e panciuto, annidato in fondo alla ragnatela, che osservava con occhi maligni e irridenti…

La chioccia d’oro

Molti anni fa un giovane cacciatore si avviò verso i ruderi di San Rabano in cerca di un riparo dalla pioggia che cadeva e per la notte ormai imminente. Mentre saliva vide uscire da un cespuglio un grosso gatto nero che rimase in mezzo al sentiero con due occhi verdi, gelidi e pieni di malvagità, quasi a sbarrare il passo.
“Vattene o ti colpisco” gridò il giovane con il piede alzato pronto all’azione. Il gatto non si mosse. “Vattene, in nome di Dio, o ti sparo”, esclamò esasperato. Alla parola “Dio” il gatto fece un balzo indietro e sparì. Il giovane proseguì ma, dopo una curva, vide un frate avvolto in una tonaca nera: nessun rumore di passi, il vento impetuoso non muoveva la tonaca e anche la pioggia pareva non bagnare la figura. Quando il frate gli passò vicino, l’aria sembrò farsi gelida mentre una strana fosforescenza illuminò per un attimo la fosca figura.
Nonostante tutto il giovane giunse presto alla torre di San Rabano e subito si mise a cercare qualcosa per un fuoco ristoratore. Stava per accendere un mucchio di sterpi quando sentì un pigolio e un chiocciare che lo stupì. Alzò il fiammifero acceso per vedere meglio: una grossa chioccia d’oro chiamava a raccolta i suoi pulcini, anch’essi tutti d’oro. Quindi l’animale iniziò a muoversi e si diresse verso una roccia seminascosta da un folto cespuglio. Quindi tutti gli animali sparirono dentro una cavità. Il giovane la seguì e, guidato dal bagliore d’oro di quello strano gruppo. Camminò a lungo perdendo la nozione del tempo ma sempre guidato dal bagliore e dal pigolare dei pulcini.
A un tratto il bagliore si spense e un soffio gelido lo bloccò all’ingresso di una grotta nera e da cui provenivano strani rumori. A un tratto qualcosa di freddo lo sfiorò, lo sospinse e un bagliore illuminò la scena: la caverna era vastissima e lungo le pareti c’erano molti forzieri semiaperti dai quali scaturiva lo sfavillio di pietre preziose, perle, monete d’oro e d’argento. Accanto a ciascun forziere c’era anche una figura, quasi a guardia: monaci, cavalieri in armatura, pirati. Sopra un forziere soffiava minaccioso il gatto nero visto prima e riconobbe il frate incontrato prima. Al centro, circondata dai pulcini, la chioccia d’oro.
Poi tutte le forme iniziarono a muoversi, ghignando, verso il giovane, ormai paralizzato dallo stupore. La chioccia prese a beccarlo ferocemente, il gatto a graffiarlo mentre la stretta di quelle figure si fece sempre più pressante. Con uno sforzo il giovane si lanciò verso l’apertura della grotta e corse a perdifiato per il lungo corridoio finché non sbucò all’aperto. Qui le forze gli mancarono e cadde svenuto.
Quando riprese i sensi era giorno pieno e il sole splendeva su una realtà tutta diversa. Il mucchietto di sterpi preparato era ancora lì ma provocavano un dolore reale le beccate della chioccia e i graffi del gatto nero. Riconobbe il punto dove aveva visto la gallina ma non riuscì a trovare la cavità entro la quale l’aveva seguita.
Molto turbato e con una strana sensazione addosso ridiscese il sentiero verso il basso. A casa si soffermò davanti a uno specchio e rimase allibito: il suo ciuffo biondo era diventato un mucchietto di capelli bianchi e negli occhi, privi di ogni luccichio, era rimasto il segno incancellabile della terribile esperienza.
La gente dice che, ogni cento, la chioccia d’oro inizi la misteriosa passeggiata verso quel tesoro che è ancora nascosto, chissà dove, sui Monti dell’Uccellina.

La Bella Marsilia

Sferzata dal vento, corrosa dal tempo e dalle intemperie, ma anche riscaldata dal sole, la Torre della Bella Marsilia, sui monti dell’Uccellina, resiste come la giovane ragazza che qui crebbe e della quale prese il nome. Nel XVI° secolo era uno dei castelli più belli della Maremma, con il mastio, due torri, gli spalti merlati e lo abitava la ricca e potente famiglia dei Marsili. In questo ambiente crebbe Margherita, figlia di Nanni Marsili, bella per i capelli fulvi e gli occhi quasi di colore viola, ma anche ardita e coraggiosa.

Una notte nel 1511 (il mese è imprecisato) il vento di Libeccio soffiava con tanta furia e il mare era così tempestoso che la guardia allentò la vigilanza. Ne approfittò una banda di pirati, guidati dal tristemente famoso Barbarossa, per arrampicarsi silenziosamente su per la scogliera. I pochi difensori furono colti di sorpresa e, attraversato senza opposizione il ponte levatoio, i predoni entrarono dentro il castello e iniziò una carneficina implacabile e spietata. Unica scampata al massacro Margherita che, giovane e bella, rappresentava l’oggetto più prezioso del bottino da vendere al sultano Solimano I°. Durante il viaggio verso la Turchia la ragazza si ribellò come una furia, rifiutò il cibo, giurò a se stessa che avrebbe ripagato male per male. Quando i pirati la portarono davanti al sultano questi la guardò con ammirazione e stupore e quei riccioli dai riflessi ramati e lo sguardo di quegli occhi quasi viola lo soggiogarono.

Per quanto giovane e ignara (aveva appena sedici anni) Margherita intuì subito il potere del suo fascino sull’uomo e ne approfittò senza scrupoli. Il sultano la elesse prima sua favorita e poi moglie legittima. Ma la prima moglie e le ex favorite lottavano e complottano per attribuire il trono ai loro figli. Tutto ciò disturbava Margherita la quale, senza molti scrupoli, ottenne di far piazza pulita delle madri e dei loro figli. E così nuovo sultano Selim II° divenne il figlio di Margherita Marsili, detta La Rossa, che si spense nel 1566 a Costantinopoli, ormai soddisfatta e ben vendicata,.
La torre sulla quale pesa tanta storia e anche un poco di leggenda svetta ancora sui Monti dell’Uccellina.

Le meduse dell'Alberese

Narba era una fanciulla pallida e malinconica. I genitori, che pure avevano bisogno di aiuto per coltivare qualcosa nella poca terra rocciosa sotto i Monti dell’Uccellina, ottenevano ben poco aiuto da lei e non giovavano rimproveri e blandizie. Il Sole, sempre tenacemente ripudiato dalla ragazza, si offese e anche si incuriosì: voleva a ogni costo vedere il viso della strana e solitaria creatura ma non vi riusciva mai. Un giorno d’estate udì lo scanzonato vento Maestrale fischiettare irridente.
“Vuoi vedere” – disse il vento al Sole – “che io riesco a scoprirle il viso?”.
“Accetto” rispose scettico il Sole.
Il Maestrale cominciò a saltare e a soffiare qua e là, ora increspando la sabbia o facendo muovere l’erba. Ma la fanciulla, a testa bassa sotto un ombrello di foglie, pareva non accorgersi di niente.
“Fratello” – sibilò a un certo punto il protervo vento Libeccio – “qui ci vuole la maniera forte”. E con una potente soffiata non solo strappò le fronde sulla testa di Narba ma sradicò le piante e sconvolse la spiaggia. Così esile e fragile com’era la ragazza fu trascinata in acqua e vi annegò.

La Luna ebbe pietà della fanciulla: la fece affiorare, le diede un po’ del suo chiarore perché almeno potesse vedere attorno a sé e, per difenderla dal sole, costruì, intessuto con i pallidi raggi, un grande ombrello. Il dio del mare Nettuno vi aggiunse per solidarietà (o forse anche per amore) le sfumature più preziose delle acque marine. E Narba diventò così la medusa dalla grande ombrella luminosa e opalescente. Da lei nacquero le meduse che, di tanto in tanto, si vedono vagare nel mare dell’Alberese.

GASTRONOMIA

Piatti tipici

pici-con-aspargiPici con lardo e porcini

La gastronomia maremmana è caratterizzata da sapori forti. Quella tradizionale è costituita da piatti di origine contadina (tra cui l’apprezzata “acqua cotta”), selvaggina (cinghiale, lepre, fagiano), funghi. Meno conosciuti, ma non certo meno saporiti rispetto a quelli di altre zone della Toscana, i tortelli (in gergo “tordelli”) il cui ripieno è in genere costituito da ricotta, spinaci, uova, parmigiano e il condimento più comune un ragù di carne. Ma non mancano piatti di carne bovina (prima tra tutte l’apprezzata razza Maremmana), l’agnello, gli animali da cortile. Da non dimenticare di assaggiare i salumi, gli ottimi formaggi pecorini, la ricotta. Eccellente anche l’olio delle zone collinari. Ottime occasioni di degustazione sono le numerose sagre, feste a tema, rievocazioni storiche che si svolgono nei maggiori centri abitati.

Acquacotta

È, per eccellenza, la zuppa rustica della Maremma. È un piatto di origini povere che, spesso, costituiva l’unico frugale pasto di contadini, boscaioli, butteri. La ricetta si è successivamente evoluta e gli ingredienti si sono arricchiti. Attualmente l’acquacotta viene preparata con: pane abbrustolito, cipolla rossa, aglio, peperoncino, verdure (carota, sedano, pomodoro), olio. Immancabile l’uovo, dosato in uno per ogni commensale.

Buglione

È una zuppa originaria della parte più interna della Maremma: verdure (sopratutto zucchine) cucinate in padella con un soffritto di cipolla e pomodoro e con aggiunta di uovo sbattuto. Era una una sorta di fricassea, composta esclusivamente di verdure (ortaggi e erbe di campo). Successivamente ne è stata elaborata una variante, un sugo molto forte e ristretto a base di concentrato di pomodoro, per cucinare l’agnello (in particolare la coratella) ma anche il maiale, il coniglio, la cacciagione e anche le lumache (i “lumacci” maremmani).

Prodotti tipici

bottiglie di vino a magliano in toscana, turismo

Anche il vino ha le sue eccellenze in Maremma: Ansonica Costa, Bianco di Pitigliano, Capalbio, Morellino di Scansano, Parrina, Sovana.

Strada del vino Colli di Maremma

Zona Maremma Nord
Strada del vino

Carne bovina maremmana

maremma1

L’animale è una razza autoctona, contraddistinta da grandi corna a forma di lira e manto con sfumature grigie. Attualmente è allevata solo allo stato brado tra la bassa Toscana e l’alto Lazio, a ridosso della fascia costiera grossetana, cioè nel cuore della Maremma. Il bovino è molto frugale, ma è notevolmente robusto e sopravvive in situazioni difficili. L’allevamento brado contribuisce in modo decisivo al benessere dell’animale e alla sapidità e salubrità delle carni.
La carne maremmana non era molto richiesta in passato, a causa dei costi elevati dovuti al tipo di allevamento e alla bassa resa in termini di carne rispetto ad altre razze. Dagli anni ’90 del XX° secolo tale situazione ha subito un’inversione di tendenza, con una rivalutazione della “maremmana” da parte di selezionate strutture di ristorazione e anche di alcuni negozi nella zona di allevamento. Ciò è stato dovuto anche ad alcune caratteristiche tipiche della carne: il sapore, l’elevato contenuto proteico e la moderata quantità di grassi. In definitiva questo alimento è ora molto richiesto dai buongustai.
C’è una ricetta tradizionale per apprezzare al meglio la carne maremmana: uno spezzatino fatto con i pezzi più muscolosi e insaporito per una notte intera con rosmarino, salvia e un po’ di pepe tritati assieme e mescolati con i pezzetti di carne.

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire in Maremma

Country Resort Le Due Ruote

Grosseto (GR)
Resort agrituristico