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ATTRAZIONI PRINCIPALI NEL CASENTINO

  • Castello di Poppi
  • Castello di Romena
  • Castello di Porciano
  • Santuario della Verna
  • Eremo e Monastero di Camaldoli
  • Pieve di Romena
  • Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

TERRITORIO

Casentino

Il Casentino è una delle quattro vallate principali della provincia di Arezzo. È un vallone lungo quasi 60 chilometri tutto attraversato dal primo tratto del fiume Arno, che nasce dal Monte Falterona (1.654 metri s.l.m.). Sui pendii e nel fondovalle ci sono castelli medievali, pievi romaniche e importanti eremi monastici. L’alternanza di dominazioni in questo territorio hanno infatti lasciato numerose e significative tracce storiche. Pur essendo una zona periferica rispetto al resto della Toscana e di confine con l’Emilia Romagna, dopo la presenza di Etruschi e Romani il Casentino fu soggetto ai Goti, ai Bizantini e ai Longobardi. Di questo e del successivo vivace periodo medievale sono giunte fino a nostri giorni più di 60 fortificazioni, molte dalle quali sotto forma di ruderi oppure successivamente trasformate in dimore signorili. Tra i fortilizi più significativi il Castello di Poppi (uno dei meglio conservati di tutta l’Italia), il Castello di Romena (XI° secolo) e il Castello di Porciano. Nel Casentino ci sono anche altri importanti edifici storici e, soprattutto, religiosi. Di assoluto rilievo sono due grandi complessi monastici: il Santuario della Verna, luogo di fondamentale importanza nella vita di San Francesco, e l’Eremo e Monastero di Camaldoli, entrambi fondati da San Romualdo. Tra gli altri edifici religiosi notevoli il santuario-monastero di Santa Maria del Sasso, presso Bibbiena, e la romanica Pieve di Romena a Pratovecchio Stia.

L’attrattiva turistica del Casentino è aumentata dal fatto di essere circondato da aree montuose con rilievi che si innalzano fino 1.658 metri (monte Falco) coperti da estese aree boschive in buona parte incluse nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Per tale ragione in tutta la vallata si sono progressivamente località adatte al soggiorno estivo (Badia Prataglia, Chiusi della Verna) e anche invernale (Campigna).

COSA VEDERE

Attrazioni principali del Casentino

casentinoCastello di Romena

Attrazioni principali

bibbiena montagnaBIBBIENA (AR) – villaggio collinare

Chiese: Santuario di Santa Maria del Sasso
Musei: Museo del Teatro, Scenografia e Costume
Riserve naturali: Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna
Eventi: Rally Internazionale del Casentino, Premio Serravalle
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione, motociclismo

Bibbiena è da tempo sinonimo di teatro, scenografia e costume per la qualità e varietà delle attività culturali sviluppate in questi settori. In tal senso la realizzazione del Museo di Scenografia rappresenta una novità assoluta a livello nazionale mentre altrettanto importante è il Centro Italiano della Fotografia d’Autore. L’edificio storico di maggior rilievo è l’importante monastero-santuario di Santa Maria del Sasso mentre tra le architetture civili spicca il Palazzo Dovizi.


pieve socanaCASTEL FOCOGNANO (AR) – villaggio di montagna

Chiese: Pieve a Socana
Musei: Centro di Documentazione della Cultura Rurale del Casentino
Prodotti tipici: formaggi, salumi
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Di particolare interesse è la romanica Pieve a Socana, considerata la chiesa storica più imponente di tutto il Casentino, sorta su un precedente luogo di culto etrusco e poi romano. Il Centro di Documentazione della Cultura Rurale del Casentino consente un’ampia visione sull’importanza dell’agricoltura e attività collegate in tutto il Casentino. La località Salutio, originariamente un castello e attualmente un pittoresco villaggio montano, è un ottimo punto di partenza per escursioni in direzione del Monte Pratomagno.

 


museo pietra lavorataCASTEL SAN NICCOLO (AR) – villaggio collinare

Castelli: Castello di San Niccolò
Musei: Museo del Carbonaio, Museo della Pietra Lavorata
Prodotti e Artigianato: funghi, castagne, pietra lavorata
Località importanti: borgo di Cetica
Eventi: Mostra della Pietra Lavorata
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Sotto il nome di Castel San Niccolò, derivato da quello della più antica fortificazione della zona, sono attualmente riuniti vari villaggi. La sede amministrativa è Strada in Casentino, mentre altri due agglomerati urbani di una certa importanza sono Cetica e Borgo alla Collina. Attorno a questi centri abitati ce ne sono numerosi altri, ancora più piccoli, ma che hanno ben conservato l’originale aspetto medievale. Sparsi qua e là ci sono altri castelli, pievi e antiche abitazioni. Significativo il Museo della Pietra Lavorata. Dalla cittadina iniziano vari sentieri adatti a escursioni verso il Monte Pratomagno.


castello conti ubertiniCHITIGNANO (AR) – villaggio di montagna

Castelli: Castello dei Conti Ubertini
Musei: Museo della Polvere da Sparo e del Contrabbando
Prodotti e Artigianato: acqua minerale, vino, seta, tabacco
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Chitignano è un piccolo borgo di montagna situato lungo la strada verso La Verna, il Santuario dedicato a San Francesco. L’edificio di maggior rilievo è il Castello dei Conti Ubertini, uno dei più vecchi fortilizi di tutto il Casentino. In passato la cittadina fu un centro di contrabbando del tabacco e della polvere da sparo, inconsueta attività documentata da un interessante e davvero insolito museo. Nel territorio sono presenti sorgenti di acque termali ferrugginose, molto apprezzate per gli effetti terapeutici.


chiusi della verna 2CHIUSI DELLA VERNA (AR) – villaggio a connotazione religiosa

Castelli: Castello Cattani
Chiese: Santuario de La Verna (chiesa, basilica, cappelle, corridoio degli affreschi, Sasso Spicco, grotta-letto di San Francesco)
Artigianato: oggetti in legno
Eventi: Festival Internazionale di Musica d’Organo, Antichi Mestieri
Riserve naturali: Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna, Foresta Monumentale de La Verna, Foresta della Lama
Percorso: La Vallesanta
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Il territorio di Chiusi della Verna è lambito dalla porzione più meridionale del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. L’elemento di assoluto richiamo è il Santuario della Verna, luogo dove San Francesco si ritirò in penitenza e meditazione e dove ricevette le stigmate. L’ampio santuario è formato da numerose cappelle, chiese, grotte dove il Santo soggiornò a lungo. Notevoli gli affreschi all’interno dei vari edifici. Gli imponenti ruderi del Castello Cattani sono l’unica architettura civile di rilievo. Il turismo di matrice religiosa è componente fondamentale dell’economia del territorio. Ci sono quindi due percorsi principali che permettono attività di trekking ed escursioni a piedi.


montemignaioMONTEMIGNAIO (AR) – villaggio collinare

Castelli: Castello di Montemignaio
Località importanti: Passo della Consuma
Prodotti tipici: olio, miele, castagne
Riserve naturali: Area Naturale del Pratomagno
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione, motociclismo

Il territorio comunale si estende su una zona boscosa, compresa tra il Monte Secchieta e il valico della Consuma. Il castello e la Pieve di Santa Maria Assunta costituiscono le migliori testimonianze del passato medievale. L’eccellente ambiente naturale, quasi interamente composto da boschi di faggi e castagni, è attraversato da sentieri adatti per escursioni fino al Monte Secchieta, da dove si gode un eccellente panorama di tutto il Valdarno superiore, verso l’abbazia di Vallombrosa o, in direzione opposta, verso la cima del Pratomagno.


raggioloORTIGNANO RAGGIOLO (AR) – villaggio collinare

Chiese: Chiesa della Misericordia
Musei: Museo della Castagna
Prodotti tipici: castagne
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Il territorio comunale e il nome sono stati originati dalla fusione dei due centri abitati di Ortignano e Raggiolo. Nei villaggi ci sono molte vecchie abitazioni, con interessanti elementi architettonici come gli archi delle porte scolpiti con raffigurazioni di soggetto piuttosto vario. In tempi recenti il turismo estivo ha aperto alle due cittadine nuove possibilità di sviluppo. Di conseguenza è stata avviata la ristrutturazione molte vecchie abitazioni, alcune delle quali poggiano spesso direttamente su spuntoni di roccia viva. I numerosi percorsi che salgono fino alla cima del Monte Pratomagno sono un’ulteriore attrattiva.


castello poppiPOPPI (AR) – borgo medievale

Castelli: Castello di Poppi
Chiese: Abbazia di San Fedele, Convento di Certomondo, Abbazia di Prataglia, Eremo e Monastero di Camaldoli
Musei: Parco-zoo della fauna europea, Orto Botanico “Carlo Siemoni”
Località importanti: Badia Prataglia, Camaldoli
Prodotti tipici: formaggi, miele, carne chianina, salumi, marroni
Riserve naturali: Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna, riserva Foresta della Lama, riserva biogenetica di Camaldoli
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Borgo di prette origini medievali, è una delle poche “città murate” sopravvissute mantenendo l’aspetto originario. Le bellezze artistiche sono giunte pressoché intatte fino ai giorni attuali. Per questo il centro storico merita un’attenta visita, per l’architettura dei palazzi, i caratteristici rioni con le vie fiancheggiate da portici e gli stretti vicoli laterali. Da Porta Fronzola, punto d’ingresso dell’abitato, già si scorge, in alto, la Torre dei Diavoli, epilogo della vicenda della Contessa Matelda. La cittadina è dominata dal castello, conservatosi integralmente nella struttura originale. Nel territorio sono ubicati due importanti complessi religiosi: l’Eremo e Monastero di Camaldoli e il Monastero di Badia Prataglia, entrambi all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.


pieve romenaPRATOVECCHIO STIA (AR) – villaggi rurali e artigianali

Castelli: Castello di Romena, Castello di Porciano
Chiese: Propositura del Santissimo Nome di Gesù, Pieve di Romena
Monumenti: Molino di Bucchio
Musei: Museo Archeologico e delle Armi di Romena, Museo del Castello di Porciano, Museo e galleria d’arte del Palagio Fiorentino, Museo dell’Arte della Lana, Museo dello Sci
Terme: Parco termale dell’acqua di Calcedonia
Prodotti tipici e Artigianato: olio d’oliva, vini, stoffe, ferro battuto
Eventi: Biennale Europea d’Arte Fabbrile
Riserve naturali: Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Pratovecchio e Stia sono due distinte località che si sono fuse in modo da costituire un unico comune. I monumenti del territorio sono diversi e attraenti, pur risalendo quasi tutti all’epoca medievale. Tra quelli più significativi la suggestiva pieve romanica di Romena e il vicino Castello dei Conti Guidi; quindi il Castello di Porciano. La storia delle due cittadine è sempre stata unita alla bellezza dei boschi rigogliosi e alla maestosità del monte Falterona: non a caso c’è la sede del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Originario di Stia il “panno del Casentino” un pregiato tessuto di lana prodotto fin dal Medio Evo, attualmente reperibile presso filande artigianali e negozi dei due centri abitati.


subbiianoSUBBIANO (AR) – villaggio agricolo

Castelli: Castello di Santa Maria, Castello di Valenzano, Fortezza di Castelnuovo di Subbiano
Prodotti tipici e Artigianato: vinsanto, salumi, carne chianina, castagne, miele, formaggi, ferro battuto, pelle di struzzo
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Sorge alla riva sinistra del fiume Arno e, proveniendo da Arezzo, è la porta d’ingresso al Casentino. Tre castelli, tutti di origine medievale ma ricostruiti in stile neogotico, sono le più importanti architetture civili. In tutta la zona c’è un’attiva produzione agricola (vino, olio, miele) e numerose attività artigianali tipiche del Casentino, tra cui quella del ferro battuto. Un percorso segnalato consente di salire fino al Santuario de La Verna.


santa trinitàTALLA (AR) – villaggio collinare

Musei: Museo della Musica
Prodotti tipici e Artigianato: vino, olio d’oliva, frumento, castagne, calzature
Eventi: Corsa del Saracino
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Il territorio, tutto addossato alle pendici orientali del Monte Pratomagno, si estende tra verdeggianti colline ed è costellato di caratteristici borghi all’interno dei quali è possibile osservare i resti di numerose architetture di epoca medievale. Nel borgo di Castellaccia c’è la presunta casa natale di Guido Monaco, che mise a punto il sistema delle note musicali, successivamente trasformata in Museo della Musica.

Santuario della Verna

santuario la verna2Zona: Casentino
Comune: Chiusi della Verna (AR)
Tipo: santuario francescano – complesso di chiese e cappelle (XIII°-XIV° secolo)
Indirizzo: località La Verna
Tel.  informazioni +39 0575 5341; foresteria +39 0575 0575
Email: santurariolaverna@gmail.com
Orari: 8.00-22.30
Accessibilità disabili:
Servizi: è possibile soggiornare presso la Foresteria del Santuario. Gli alloggi, di dimensioni diverse, possono accogliere persone singole, nuclei familiari, gruppi. Prezzi con pensione completa: € 57,00 al giorno; € 48,00 al giorno con permanenza minima di almeno tre giorni.

la vernaIl santuario è situato sul Monte Penna (1.283 metri  s.l.m.), la cui vetta calcarea tagliata di netto su tre lati e ricoperta di abeti e faggi è visibile da lontano. È da secoli centro di diffusione del messaggio francescano e attrazione a livello mondiale. Il conte Orlando Cattani conobbe Francesco d’Assisi nella primavera del 1213 e, affascinato dalle sue parole, gli fece dono del monte. Questo divenne il luogo prediletto per numerosi e prolungati periodi di ritiro del futuro santo. Semplici capanne di frasche furono il primo rifugio della piccola comunità ma già nel 1214 furono costruite alcune piccole celle e, pochi anni dopo, l’oratorio di Santa Maria degli Angeli. L’impulso decisivo per costruire un grande convento fu l’evento delle stimmate, avvenuto proprio sul monte, in occasione dell’ultima visita di Francesco.

chiusi della verna 2Il “poverello d’Assisi” vi giunse nel mese di agosto del 1224 per un digiuno di 40 giorni, in preparazione della festa di San Michele. Mentre era assorto in preghiera, ricevette le stimmate e, da quel momento, La Verna divenne un luogo sacro per tutta la cristianità. Nel 1260 vi fu consacrata una vera e propria chiesa e, tre anni dopo, fu completata la Cappella delle Stimmate. Altri interventi furono eseguiti nei secoli XV°-XVII° e, per volere papale, nel 1431 il santuario fu posto sotto la protezione di Firenze. Il santuario è costituito da un’insieme di chiese, cappelle e altri luoghi di preghiera e di devozione, tutti frequentati da un gran numero di pellegrini, devoti e visitatori provenienti da ogni parte del mondo. I numerosi edifici sono notevoli sia per l’architettura che per le opere d’arte contenute.

Quadrante

È l’ampio piazzale lastricato di accesso a tutti i luoghi del santuario. Circondato da un muro di pietra, deve il suo nome alla meridiana, l’orologio solare inciso sulla parete del campanile della Basilica Maggiore. Nel piazzale c’è una grande croce di legno oltrepassata la quale è possibile osservare un suggestivo panorama del Casentino. A sinistra si trova invece il “pozzo della foresteria”, una cisterna risalente al XVI° secolo.

basilica maggiore la vernaBasilica Maggiore 

Dedicata alla Madonna Assunta, fu costruita tra il 1348 ed il 1509 e più volte rimaneggiata in epoche successive. Il risultato delle varie modifiche è un edificio a croce latina, a navata unica e con volte a crociera. All’interno si trovano alcune eccellenti realizzazioni della “bottega” Della Robbia. L’opera più antica è l’Annunciazione (1475 circa), ritenuta il capolavoro di Andrea Della Robbia. Le altre sono: l’Ascensione (1490 circa), la Natività (1479), la Madonna in trono con Bambino (detta anche Madonna del Rifugio, 1515-1520 circa). All’interno della Cappella delle Reliquie, risalente al 1635, sono conservati alcuni oggetti usati da Francesco: una tovaglia, una ciotola, un bicchiere, un pezzo di corda, una teca di bronzo che contiene una benda di lino intrisa dal sangue del Santo.

Chiesa di Santa Maria degli Angeli

Un oratorio dedicato a Santa Maria degli Angeli fu costruito nel 1216-18, dopo che a Francesco era apparsa la Madonna. L’edificio, che è il nucleo più antico del santuario, fu ristrutturato e ampliato tra il 1250 ed il 1260. La campana del piccolo campanile a vela, secondo la tradizione un dono di San Bonaventura, fu fusa da Leonardo Pisano nel 1257. La chiesa, preceduta da un basso porticato, è a navata unica. All’interno, sull’altare principale la grande pala di terracotta invetriata Assunzione di Maria al cielo, (detta anche Madonna della Cintola), opera di Andrea Della Robbia realizzata intorno al 1485. Dello stesso periodo le due pale Natività con San Francesco e Sant’AntonioPietà. Il coro ligneo è del periodo rinascimentale. All’interno della chiesa sono conservati vari oggetti appartenuti al santo, in particolare il saio che indossava quando ricevette le stimmate.

Corridoio delle Stimmate

Attraverso una porta ad arco dalla chiesa di S. Maria degli Angeli si accede al Corridoio delle Stimmate, costruito tra il 1578 e il 1582. All’inizio c’è la cappella del conte Checco di Montedoglio (o della Pietà), terminata nel 1532, che contiene la tavola invetriata policroma Deposizione dalla Croce, opera di Santi Buglioni. L’arioso corridoio è affrescato con episodi della vita e dei miracoli di San Francesco. Diciotto dei riquadri sono stati realizzati dal pittore Baccio Maria Bacci in due fasi, tra il 1929 e 1962. È visibile anche la prima cella costruita da Francesco d’Assisi. Lungo il corridoio transita la processione che, dal 1431, i frati effettuano due volte al giorno (alle 14.00 e a mezzanotte) verso la cella di San Francesco e quindi fino alla Cappella delle Stimmate.

letto san francesco la vernaSeconda cella di S. Francesco

Al termine del Corridoio delle Stimmate c’è la grotta dove dimorava Francesco d’Assisi; il letto era costituito da una lastra di nuda pietra. Quindi la seconda cella, luogo di meditazione durante il periodo finale della vita. Fu trasformata nel 1263. Dopo un piccolo atrio si accede direttamente alla Cappella delle Stimmate.

Monastero e refettorio

Il monastero, non visitabile, è formato da ben cinque chiostri. Le celle dei frati sono ubicate in quello risalente al XV° secolo. Nel refettorio è situata la Madonna del Cardellino, un’altra notevole opera di Andrea Della Robbia.

Cappella delle Stimmate

cappelle santuarioLa cappella, vero punto focale di tutto il santuario, fu costruita da Simone da Battifolle nel 1263 sul luogo dell’evento miracoloso: è a navata unica, coperta da volta a crociera. Sul pavimento una lapide indica il punto esatto dove si trovava Francesco nel momento del miracolo. Sopra la porta c’è il tondo Madonna con Bambino benedicente, della “bottega” Della Robbia. Sulla parete di fondo c’è la monumentale composizione Crocifissione, eseguita nel 1481 da Andrea Della Robbia.

Cappelle

Attorno agli edifici principali o nelle immediate vicinanze ci sono altri luoghi di preghiera e devozione. In particolare una serie di cappelle, ognuna dedicata ad un culto diverso: della Natività, dell’Annunciazione, dell’Ascensione, di San Bonaventura, di San Sebastiano, di San Pietro di Alcantara, della Pietà, di Sant’Antonio da Padova (che qui dimorò per alcuni mesi del 1230), della Maddalena, della Croce e la Cappella Loddi. La cappella di Santa Maria Maddalena fu fatta costruire alla fine del XIV° secolo dalla contessa Caterina Tarlati a ricordo della capanna di semplici frasche che fu il primo alloggio di Francesco. All’interno c’è la pietra su cui Cristo apparve al “poverello d’Assisi”.

sasso spicco la vernaSasso Spicco

È un enorme masso quasi completamente staccato da resto della montagna e sospeso sopra una spelonca. La tradizione popolare vuole che l’ampia crepa si sia formata il giorno stesso della crocifissione di Cristo. Anche in queste profonde fenditure della roccia il futuro santo sostava in preghiera e meditazione. Sempre qui Francesco trovò rifugio dopo che il demonio aveva cercato di farlo cadere nel precipizio circostante. È un punto da dove si gode un panorama eccezionale verso il Casentino e il Mare Adriatico.

Monastero ed Eremo di Camaldoli

monastero camaldoliZona: Casentino
Comune: Poppi (AR)
Tipo: complesso religioso (XII° secolo)
Indirizzo: località Camaldoli
Sito: www.camaldoli.it

Il celebre centro spirituale è circondato dai secolari boschi dell’Appennino Tosco Romagnolo, quelli che, per molti secoli, solitari eremiti abitavano, ne sfruttavano il legno e avevano un vero culto per gli alberi (l’abete bianco in particolare). La prima costruzione fu un ospizio per pellegrini, fondato nel 1046 dal monaco benedettino Romualdo, iniziatore dell’ordine camaldolese e successivamente beatificato. La località prescelta era, per l’esattezza, Fontebuona, già nota per la qualità delle acque. La chiesa, dedicata a San Donato e a San Ilariano, fu costruita all’inizio del XIII° secolo e, nel 1361, decorata da Spinello Aretino con una serie di affreschi. Col passare dei secoli la costruzione subì alcuni danni e, all’inizio del XVI° secolo, fu totalmente ristrutturata.

camaldoli montagnaAnnesso all’ospizio, diventato successivamente una vera e propria foresteria, fu costruito il monastero che assunse le attuali caratteristiche nel XVI° secolo: un grande edificio a due piani contenente due chiostri, il refettorio (completato all’inizio del XVII° secolo), la foresteria e le celle dei monaci. Nella seconda metà del XV° secolo nel Monastero soggiornò, con un seguito di letterati, anche Lorenzo il Magnifico. All’ospedale, già ingrandito, si aggiunse nel 1543 una vera e propria farmacia o, meglio, il laboratorio galenico per la preparazione di medicinali a base di erbe officinali. Il refettorio venne completato nel 1609. Una nuova ristrutturazione della chiesa venne effettuata nel XVIII° secolo. Le riforme dell’epoca napoleonica tolsero tutto ai monaci che, solo nel 1934, poterono riprendere possesso del complesso che si trovava in stato di totale abbandono. Nel 1954 fu completamente restaurato, recuperando il più possibile l’aspetto originale. Tra le opere d’arte all’interno della chiesa spiccano le tavole di Giorgio Vasari. La pala più grande raffigura la Deposizione dalla Croce ed è situata sull’altare maggiore. Le altre sono: San Donato e San Ilariano, Natività di Cristo, Vergine in Trono tra San Giovanni Battista e San Girolamo. In quest’opera il Vasari riproduce, sullo sfondo, il paesaggio del monastero e dell’eremo di Camaldoli così come erano nel XVI° secolo. Le tavolette raffigurano: Sacrificio di Isacco, Pasqua in Egitto, Manna nel deserto e Cenacolo.

eremo camaldoliIl refettorio è caratterizzato dalle semplici e sobrie linee del manierismo toscano. È arredato con stalli in noce e tavoli dalla linea severa. Alle pareti ci sono alcune tavole del XVII° e del XVIII° secolo. Le più interessanti sono quelle realizzate dal pittore fiorentino Giovanni Camillo Sagrestani: la Deposizione dalla Croce e la Resurrezione di Cristo. Ai lati del pulpito ci sono due opere di Lorenzo Lippi che raffigurano Giacobbe che abbevera la pecora di Rachele e il Trionfo di Davide. L’intera superficie della parete di fondo è occupata da una tela del 1611 di Cristoforo Roncalli, detto Pomarancio, raffigurante Cristo servito dagli angeli.

Dell’ospedale rimane solo l’antica farmacia. La sala è interamente arredata da scaffali in noce intagliato, risalenti all’epoca di costruzione. Si conservano ancora molti strumenti dell’antico gabinetto galenico (alambicchi, mortai, fornelli); inoltre libri e prontuari di epoca medievale e ricette risalenti al XV° e XVI° secolo. All’interno del complesso, c’è anche la cella di San Romualdo e l’antica biblioteca che contiene circa 300.000 volumi.

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna

monte falteronaZona: Casentino
Tipo: Parco nazionale
Centro Visite: Via G. Brocchi, 7 – 52015 Pratovecchio Stia (AR)
Tel.: + 39 0575 50301
Email: infosede@parcoforestecasentinesi.it

È un’ampia estensione boschiva tra la Toscana e l’Emilia-Romagna, un’oasi naturale dove, da secoli, alcune comunità religiose hanno edificato famosi eremi e monasteri. Il Monte Falterona, sulla dorsale appenninica, è il principale gruppo montuoso del parco. Lungo le pendici meridionali del monte, a quota 1.358 metri, una copiosa sorgente denominata Capo d’Arno è considerata l’origine del maggior corso d’acqua toscano.

pratomagnoIl nucleo del parco è costituito dalle Foreste Demaniali Casentinesi, un antico complesso boschivo conservatosi nel corso dei secoli. All’interno ci sono la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino e la Riserva Naturale della Pietra. Nel parco vivono numerosi animali della tipica fauna appenninica come caprioli, cervi, daini, lupi e cinghiali. All’interno del parco ci sono numerosi sentieri che salgono fino alla vetta del Monte Falterona.

Da segnalare, circondati dal parco, due grandi e famosi complessi religiosi: il Santuario della Verna, che per San Francesco fu il luogo di una parte fondamentale della vita, e l’Eremo e Monastero di Camaldoli.

Molino Grifoni

grifoni

Zona: Casentino
Tipo:
mulino storico
Comune: Castel San Niccolò (AR)
Indirizzo: località Pagliericcio

Tel.: +39 0575 572873
Sito: www.molinogrifoni.com

Alle pendici del Pratomagno, nelle vicinanze di Strada in Casentino è attivo un antico mulino con macine in pietra azionate dalle acque del torrente Solano, il Molino Grifoni. Dal 1696 una famiglia di mugnai, i Grifoni, iniziò la molatura del grano e delle castagne in farina. Sono quindi oltre trecento anni che a Pagliericcio le pesanti macine di pietra girano tutti i giorni. La tecnologia dei mulini è avanzata in modo sbalorditivo, ma ancora non esistono procedimenti che rilascino la fragranza del grano, del mais e delle castagne così come la macinatura a pietra, una tecnica che, oltre al sapore, conserva anche tutte le proprietà alimentari del prodotto iniziale.

Il Molino Grifoni è un’azienda di produzione e vendita di farine di vario tipo. Previa prenotazione sono possibili le visite.

MUSEI

Musei del Casentino

ecomuseo - MolinoAntico mulino a pietra

Le tradizioni e il folclore sono radicati in tutto il Casentino. Di conseguenza i maggiori musei sono strettamente legati agli aspetti storici e alle attività tradizionali della vallata. Numerosi quindi gli ecomusei che illustrano e documentano gli antichi lavori, le tradizioni popolari e molti altri aspetti del passato. Il lavoro nei campi o tra le mura di casa è raccontato da vecchi strumenti agricoli o per uso domestico. La lavorazione dei cereali e delle castagne la narrano i diversi mulini con le grosse macine di pietra azionate dalla forza dell’acqua. Non poteva mancare il Museo della Castagna, frutto che per secoli è stato fondamentale per l’alimentazione della popolazione. All’aperto ci sono le carbonaie dove il legno veniva trasformato in combustibile. Gli ecomusei hanno sede sia nelle cittadine sede di comune che nei piccoli centri abitati.

Museo della Verna

Indirizzo: Località La Verna – Chiusi della Verna (AR)
Orari: domenica e festivi 10.00-12.00 e 14.00-17.00
Ingresso: gratuito

Il museo è ubicato all’interno del complesso religioso de La Verna. L’esposizione è suddivisa in sette sale che raccolgono opere d’arte e oggetti sacri, ma la funzione primaria della raccolta è quella di mostrare uno spaccato di vita francescana in questo luogo. Oltre che interessanti dal punto di vista artistico e fortemente emotivi da quello spirituale, alcuni oggetti sono sicuramente anche suggestivi.

Museo Archeologico del Casentino "Piero Albertoni"

Indirizzo: Palazzo Niccolini – via Berni, 21 – Bibbiena (AR)
Tel: +39 0575 595486
Email: prenotazioni@arcamuseocasentino.it
Orari: da maggio a settembre da martedì alla domenica 9.00 -12.00 e da venerdì alla domenica 15.30-18.30; lunedì chiuso

Il museo espone reperti e materiali provenienti degli scavi archeologici nel Casentino e vuole illustrare la storia della vallata dal periodo preistorico al Medio Evo. Ognuna delle sei sale è dedicata a temi diversi e località che si sono rivelati di particolare interesse archeologico.

Museo dell’Arte della Lana

Zona: Casentino
Tipo: museo industriale
Comune: Pratovecchio Stia (AR) – località Stia
Indirizzo: via G. Sartori, 2
Tel.: +39 0575 582216
Email: info@museodellartedellalana.it
Sito: www.museodellartedellalana.it
Orari: variabili a seconda dei mesi e dei giorni (consultare il sito)
Biglietto: intero €uro 5,00, ridotto € 3,00, gratuito fino a 6 anni e portatori di handicap
Servizi: visite guidate (€ 2,00 a partecipante), aula didattica (€ 2,00 a partecipante)

È ubicato in una porzione dello storico Lanificio di Stia, impianto industriale risalente alla fine del XIX° secolo e, per alcuni anni, uno dei maggiori centri italiani del settore. L’esposizione è un’eccellente esempio di recupero dell’archeologia industriale, interamente dedicato alla lana e alla storia della lavorazione nel corso dei secoli, con l’aggiunta di esperienze tattili e sensoriali lungo tutto il percorso. Gli ampi spazi della struttura originaria consentono di visualizzare in maniera dettagliata tutta la sequenza delle operazioni, dalla tosatura degli ovini alla filatura dei tessuti. Vasta è l’esposizione dei macchinari, dagli antichi fusi di fattura artigianale a moderne macchine, alcune delle quali possono essere osservate in funzione.

ITINERARI

Percorsi in Casentino

linea gotica1 Resti della Linea Gotica

Sentiero della Linea Gotica

monte lopiPartenza: località Moggiona – comune di Poppi (AR)
Arrivo: località Moggiona
Tempo di percorrenza: 2 ore
Difficoltà: facile

La Linea Gotica (Gotenstellung in tedesco) era una struttura difensiva tedesca, progettata per sfruttare la natura impervia degli Appennini effettuando un controllo esteso ma con un modesto numero di uomini. Divideva l’Italia in due, da Massa Carrara a Pesaro, per un totale di circa 320 chilometri di fortificazioni tra il Tirreno e l’Adriatico, compreso anche il Casentino. Questo sistema di posizioni, articolato su allineamenti progressivi, aveva l’obiettivo di ritardare l’avanzata alleata verso il nord. I ruderi delle fortificazioni sono ancora riconoscibili: si tratta di buche scavate sull’orlo dei crinali, rivolte a sud verso Serravalle e la vallata di Soci, che ospitavano cannoni di medio o grosso calibro. Con lo stesso criterio furono costruite le piazzole per mortaio. Sono ancora riconoscibili trincee, punti di avvistamento e centri di fuoco.

riserva alpe della lunaDa Moggiona si percorre la strada verso l’Eremo di Camaldoli. Dopo circa 3 chilometri si svolta a sinistra imboccando la strada sterrata per Asqua. Dopo circa 1 chilometro si arriva in corrispondenza del pannello informativo da cui inizia il percorso. Il sentiero ad anello è ben segnalato e non presenta particolari difficoltà. Il tratto iniziale, di circa 500 metri, è in salita, mentre il resto del percorso mantiene un andamento pianeggiante fino a Poggio Muschioso per poi scendere verso la località La Rota. Il primo tratto costeggia la Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli, uno dei complessi boschivi italiani più antichi. Lungo l’itinerario sono presenti alcune segnalazioni che indicano le postazioni tedesche.

GASTRONOMIA

Prodotti tipici

panePane del Casentino

Il Casentino è terra di antiche tradizioni alimentari ed i sapori sono intensi e delicati allo stesso tempo. L’agricoltura e l’allevamento sono attività che negli anni si sono evolute e modernizzate senza alterare la qualità dei prodotti. Attualmente sono molte e di vario tipo le aziende alimentari e agricole che offrono piaceri veramente unici per il palato. Le specialità tipiche sono prodotte da aziende agricole e artigianali che sono un vanto per l’intera Toscana.

PRODOTTI TIPICI:

salumi
formaggi pecorino e caprino
miele
farina di castagne
pasta fresca
pane
birra artigianale

Prodotti da acquistare e fattorie da visitare

Villa La Ripa

Arezzo (AR)
Cantina vinicola

Birrificio La Campana d’Oro

Bibbiena (AR)
Birra agricola biologica a km0

ARTISTI - GALLERIE D'ARTE - ARTIGIANATO

Artisti e Atelier

Carlo Lanini pittore

Poppi (AR)
Pittura iperrealista

Artigianato artistico

artigianato casentinoArredi di fattura artigianale

Il Casentino è una zona di artigianato tipico e di qualità in vari settori, quello del legno, del ferro, del tessile (il Panno Casentino).

Ferro battuto

L’arte fabbrile, detta anche forgiatura del ferro o, più comunemente, ferro battuto, è un mestiere di tradizione antichissima. In Casentino ci sono ancora varie botteghe di fabbri dove il ferro, una volta surriscaldato, viene modellato e assume forme eleganti. Attualmente i fabbri casentinesi producono quasi esclusivamente oggetti per l’arredamento.

AZIENDE

lukas ferro battutoLUKA’S ferro battuto – l’Arte di Scolpire il Ferro
Indirizzo: Rassina (AR)
Tel.: +39  0575 592410
Sito: www.lukasferrobattuto.com

È un’azienda con decennale esperienza nella lavorazione del ferro forgiato e che realizza con maestria cancelli, scale, ringhiere, letti, tavoli, sedie e tantissimi altri oggetti per arredare qualunque ambiente, esterno ed interno.

Ceramica

AZIENDE

Ceramiche MAGGI MASSIMO
Indirizzo:
località Porrena – Poppi
Tel.:
+39 0575 550144

Panno Casentino

Il Panno Casentino, o Tessuto Casentino, è un prodotto molto antico: le origini risalgono al XIV° secolo. Inconfondibile per i caratteristici riccioli, ottenuti con la “rattinatura”, è un tessuto di lana caldo e molto resistente. L’aspetto è volutamente grezzo, ma a dispetto di ciò è utilizzato da stilisti di alta moda per raffinati e lussuosi prodotti. Per secoli il Tessuto Casentino è stato offerto nei soli colori arancio e verde, ancora ritenuti i classici, ma attualmente la varietà cromatica è molto più ampia e il prodotto è utilizzato per una vasta tipologia di articoli d’abbigliamento.

AZIENDE

T.A.C.S
Indirizzo: Stia (AR)
Tel.: +39 0575 583659
Sito: www.tacs.it

TESSILNOVA
Indirizzo: Stia (AR)
Tel.: +39 0575 582685
Sito: www.tessilnova.com

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire in Casentino

Agriturismo La Casetta delle Erbe

Bibbiena (AR)
Wedding e Fattoria didattica

Agriturismo Le Gret

Subbiano (AR)
Accogliente agriturismo

Castello di Valenzano

Subbiano (AR)
Lussuosa dimora d’epoca