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ATTRAZIONI PRINCIPALI IN CASENTINO

  • Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
  • Castello di Poppi
  • Castello di Romena
  • Castello di Porciano
  • Pieve di Romena
  • Santuario della Verna
  • Eremo e Monastero di Camaldoli

Il Casentino è una delle quattro vallate principali della provincia di Arezzo. Il territorio è una conca allungata, punteggiata di località di villeggiatura estiva (Badia Prataglia, Chiusi della Verna) ed invernale (Campigna), antichi castelli feudali, pievi romaniche ed eremi monastici. È tutto attraversato dal primo tratto del fiume Arno, che nasce dal Monte Falterona (1654 metri s.l.m.). Il potenziale turistico del Casentino sta nel fatto di essere circondato da aree montuose con rilievi che raggiungono anche i 1658 metri (monte Falco) coperti da estese aree boschive in buona parte incluse nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Considerata zona di confine, il Casentino ha visto contrapporsi l’alternanza dei Goti, dei Bizantini e dei Longobardi, che hanno lasciato più di 60 fortificazioni, dalle quali molte rimangono sotto forma di ruderi oppure successivamente trasformate in dimore signorili. Da segnalare sono il Castello di Poppi (uno dei meglio conservati di tutta l’Italia), il Castello di Romena (XI° secolo) ed il Castello di Porciano. Nel Casentino ci sono anche altri punti di interesse, artistico e soprattutto religioso. Di particolare rilievo sono la romanica Pieve di Romena a Pratovecchio Stia, il Santuario della Verna, luogo di preghiera di San Francesco, il monastero e l’Eremo di Camaldoli fondati da San Romualdo ed il santuario-monastero di Santa Maria del Sasso, presso Bibbiena.

Attrazioni principali del Casentino

casentinoCastello di Romena

Attrazioni principali per comune

bibbiena montagnaBIBBIENA (AR) – villaggio collinare

Chiese: Santuario di Santa Maria del Sasso
Musei: Museo del Teatro, Scenografia e Costume
Riserve naturali: Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna
Eventi: rally internazionale del Casentino, Premio Serravalle
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione, motoraduni, rally

Bibbiena è da tempo sinonimo di teatro, scenografia e costume per la qualità delle attività culturali sviluppate in questi settori. La realizzazione del Museo di Scenografia rappresenta una novità assoluta. A Bibbiena si trova l’importante monastero-santuario di Santa Maria del Sasso.


capolona2CAPOLONA (AR) – villaggio agricolo

Il territorio si estende sulle propaggini meridionali del monte Pratomagno. È un tranquillo villaggio immerso nella verde campagna toscana, in quel punto che il sommo poeta Dante Alighieri descriveva …lì dove l’Arno torce il muso agli aretini…” . Tracce del passato sono presenti nei ruderi dei castelli, nelle torri e nelle pievi sparse nel territorio circostante. Ad esempio, ben conservate sono la torre di Santa Flora, quella della Casella e quella di Bibbiano. In questi ultimi anni, il turismo ha registrato un forte incremento grazie anche alla presenza di numerose aziende agrituristiche.


pieve socanaCASTEL FOCOGNANO (AR) – villaggio di montagna

Chiese: Pieve a Socana
Musei: Centro di documentazione della cultura rurale del Casentino
Prodotti e Artigianato: formaggi, salumi
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Il territorio comunale comprende la località di Salutio, originariamente un castello, oggi pittoresco villaggio montano punto di partenza per escursioni verso il monte Pratomagno. Da visitare la romanica Pieve a Socana.

 


museo pietra lavorataCASTEL SAN NICCOLO (AR) – villaggi collinare

Castelli: Castello di San Niccolò
Musei: Museo del Carbonaio, Museo della Pietra Lavorata
Prodotti e Artigianato: funghi, castagne, pietra lavorata
Località: borgo di Cetica
Eventi: Mostra della Pietra Lavorata
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Sotto il nome di Castel San Niccolò, derivato da quello della più antica fortificazione della zona, sono attualmente riuniti vari villaggi. La sede amministrativa è Strada in Casentino, mentre altri due agglomerati urbani di una certa importanza sono Cetica e Borgo alla Collina. Attorno a questi centri abitati ce ne sono numerosi altri, ancora più piccoli, ma che hanno ben conservato l’originale aspetto medievale. Sparsi qua e là si trovano castelli, pievi ed antiche abitazioni. Per il resto il territorio è estesamente boschivo con una grande presenza di abetine. Dalla cittadina iniziano vari sentieri verso il monte Pratomagno, all’interno di un ambiente naturalistico di notevole rilievo. Significativo il museo della Pietra Lavorata.


castello conti ubertiniCHITIGNANO (AR) – villaggio di montagna

Castelli: Castello dei Conti Ubertini
Musei: Museo della Polvere da Sparo e del Contrabbando
Prodotti e Artigianato: acqua minerale, vino, seta, tabacco
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Chitignano è un piccolo borgo di montagna situato lungo la strada che conduce a La Verna, il santuario dedicato a San Francesco. In passato la cittadina fu un centro del contrabbando di tabacco e della polvere da sparo. Nel territorio sono presenti sorgenti di acque termali ferrugginose, molto apprezzate per la salute. Interessante da visitare è il Museo della Polvere da Sparo.


chiusi della verna 2CHIUSI DELLA VERNA (AR) – villaggio a connotazione religiosa

Castelli: Castello Cattani
Chiese: Santuario de La Verna (chiesa, basilica, cappelle, corridoio degli affreschi, Sasso Spicco, grotta-letto di San Francesco)
Prodotti e Artigianato: oggetti in legno
Eventi: Festival internazionale di musica d’organo, Antichi Mestieri
Riserve naturali: Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna, Foresta Monumentale de La Verna, Foresta della Lama
Percorso: La Vallesanta
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Il territorio comunale di Chiusi della Verna è lambito dalla porzione più meridionale del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. L’elemento di assoluto richiamo è il Santuario della Verna, dove San Francesco dimorò e ricevette le stigmate. Il santuario ingloba numerose cappelle, chiese, ciclo di affreschi, grotte dove il santo soggiornò a lungo. Il turismo di matrice religiosa è componente fondamentale dell’economia del territorio.


montemignaioMONTEMIGNAIO (AR) – villaggio collinare

Castelli: Castello di Montemignaio
Prodotti e Artigianato: olio, miele, castagne
Riserve naturali: Area Naturale del Pratomagno, Passo della Consuma
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione, motoraduni

Il territorio comunale si estende su una zona boscosa, compresa tra il Monte Secchieta ed il valico della Consuma. Il castello e la Pieve di Santa Maria Assunta costituiscono le testimonianze del passato medievale. L’eccellente ambiente naturale, quasi interamente composto da boschi di faggi e castagni, consente piacevoli escursioni fino al Monte Secchieta, da dove si gode un eccellente panorama di tutto il Valdarno superiore, verso l’abbazia di Vallombrosa o, in direzione opposta, verso la cima del Pratomagno.


raggioloORTIGNANO RAGGIOLO (AR) – villaggio collinare

Chiese: Chiesa della Misericordia
Musei: Museo della castagna
Prodotti e Artigianato: castagne
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Il territorio comunale ed il nome sono stati originati dalla fusione dei due centri abitati di Ortignano e Raggiolo. Nei villaggi si sono conservate molte vecchie abitazioni, con interessanti elementi architettonici come gli archi delle porte scolpiti con raffigurazioni di soggetto piuttosto vario. In tempi recenti le cittadine hanno trovato nel turismo estivo una nuova possibilità di sviluppo. Si sono potute ristrutturare molte vecchie case, alcune delle quali poggiano spesso direttamente su spuntoni di roccia viva.


castello poppiPOPPI (AR) – borgo medievale

Castelli: Castello di Poppi, Torre dei Diavoli
Chiese: Abbazia di San Fedele, Convento di Certomondo, Abbazia di Patraglia, Monastero di Camaldoli, Eremo di Camaldoli
Musei: Parco-zoo della fauna europea, Orto botanico Carlo Siemoni
Località: Badia Prataglia, Camaldoli
Prodotti e Artigianato: formaggi, miele, carne chianina, salumi, marroni
Riserve naturali: Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna, riserva Foresta della Lama, riserva biogenetica di Camaldoli
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Borgo di prette origini medievali, è una delle rare “città murate”, rimasta pressoché intatta nelle sue bellezze artistiche. Il centro storico merita un’attenta visita, per l’architettura dei palazzi, i caratteristici rioni con le vie fiancheggiate da portici e gli stretti vicoli laterali. Da Porta Fronzola, punto d’ingresso dell’abitato, già si scorge, in alto, la Torre dei Diavoli, epilogo della vicenda della Contessa Matelda. La cittadina è dominata dal castello, conservatosi integralmente nella struttura originale. Il borgo è un eccellente punto panoramico di tutto il Casentino settentrionale: si possono ammirare il crinale del Pratomagno, l’alto corso del fiume Arno e l’ampio rilievo dell’Appennino, dal Monte Falterona alla guglia rocciosa della Verna. Il territorio comprende anche i complessi dei monasteri di Badia Prataglia e Camaldoli che si estendono all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.


pieve romenaPRATOVECCHIO STIA (AR) – villaggio di campagna

Castelli: Castello di Romena, Castello di Porciano
Chiese: Propositura del Santissimo Nome di Gesù, Pieve di Romena
Monumenti: Molino di Bucchio
Musei: Museo archeologico e delle armi di Romena, Museo del castello di Porciano, Museo e galleria d’arte del Palagio Fiorentino, Museo dell’Arte della Lana, Museo dello Sci
Terme: Parco termale dell’acqua di Calcedonia
Prodotti e Artigianato: olio d’oliva, vini, stoffe, ferro battuto
Eventi: Biennale europea d’Arte Fabbrile
Riserve naturali: Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Pratovecchio e Stia sono due località che si sono fuse in modo da costituire un unico comune. La loro storia è sempre stata unita alla bellezza dei boschi rigogliosi ed alla maestosità del monte Falterona e non è un caso se attualmente c’è la sede del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. I monumenti presenti nel territorio sono diversi e interessanti tra cui la suggestiva pieve romanica di Romena ed il vicino Castello dei Conti Guidi.


subbiianoSUBBIANO (AR) – villaggio agricolo

Castelli: Castello di Santa Maria, Castello di Valenzano, Fortezza di Castelnuovo di Subbiano
Prodotti e Artigianato: vinsanto, salumi, carne chianina, castagne, miele, formaggi, ferro battuto, pelle di struzzo
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Sorge alla riva sinistra del fiume Arno ed il territorio è la porta d’ingresso al Casentino, zona ricca di storia e di natura incontaminata dove ancora rimangono vive le tradizioni agricole e artigianali.


santa trinitàTALLA (AR) – villaggio collinare

Musei: Museo della Musica
Prodotti e Artigianato: vino, olio d’oliva, frumento, castagne, calzature
Eventi: Corsa del Saracino
Sport: trekking escursionistico, ciclismo, equitazione

Il territorio si estende tra verdeggianti colline ed è costellato di caratteristici borghi all’interno dei quali è possibile ammirare i resti di numerose architetture di epoca medievale.

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna

monte falteronaCentro Visite: Via G. Brocchi, 7 – 52015 Pratovecchio Stia (AR)
Tel.: + 39 057550301
Email: infosede@parcoforestecasentinesi.it

È un’ampia estensione di boschi a cavallo tra la oscana e l’Emilia-Romagna, un’oasi naturale dove, da secoli alcune comunità religiose si sono insediate in eremi e monasteri. Il monte Falterona, sulla dorsale appenninica, è il principale gruppo montuoso del parco. Lungo le pendici meridionali del monte, a quota 1.358 metrti, una copiosa sorgente detta Capo d’Arno è considerata l’origine del maggior corso d’acqua toscano.

pratomagnoIl nucleo del Parco è costituito dalle Foreste Demaniali Casentinesi, un complesso forestale antico conservato nel corso dei secoli. Vi sono comprese la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino e la Riserva Naturale della Pietra. Nel territorio dell’Emilia-Romagna, vicino al confine con la Toscana, si trova la Cascata di Acquacheta, che comprende un salto di 70 metri e numerose altri piccoli salti. Nel parco vivono caprioli, cervi, daini, lupi e cinghiali. All’interno del parco ci sono numerosi sentieri per la vetta del Monte Falterona.

Da segnalare, all’interno del parco, l’Eremo e il Monastero di Camaldoli ed il Santuario della Verna dove si svolse un’importante parte della vita di San Francesco.

Santuario della Verna

santuario la verna2Zona: Casentino
Comune: Chiusi della Verna (AR) – località La Verna
Tipo: santuario francescano – complesso di chiese e cappelle (XIII°-XIV° secolo)
Indirizzo:
Tel.  informazioni +39 0575 5341; foresteria +39 0575 0575
Email: santurariolaverna@gmail.com
Orari: 8.00-22.30
Accessibilità disabili:
Servizi:  È possibile soggiornare presso la Foresteria del Santuario per riposare o pregare assieme ai monaci. Gli alloggi sono strutturati per accogliere persone singole, nuclei familiari, gruppi. Prezzi con pensione completa: € 57,00 al giorno; € 48,00 al giorno con permanenza minima di almeno tre giorni.

la vernaIl santuario francescano è situato sul Monte Penna (1.283 metri  s.l.m.), la cui vetta calcarea tagliata di netto su tre lati e ricoperta di abeti e faggi è visibile da lontano. È da secoli centro di irradiazione del messaggio francescano ed attrazione a livello mondiale. Il conte Orlando Cattani conobbe Francesco d’Assisi nella primavera del 1213 e, affascinato dalle sue parole, gli donò il monte. Questo divenne il luogo prediletto per numerosi e prolungati periodi di ritiro del futuro santo. Semplici capanne di frasche furono il primo rifugio della piccola comunità ma già nel 1214 furono costruite alcune piccole celle e, pochi anni dopo, l’oratorio di Santa Maria degli Angeli. L’impulso decisivo per fondare un grande convento fu innescato dall’evento delle stimmate, avvenuto proprio sul monte, in occasione dell’ultima visita di Francesco.

chiusi della verna 2Il “poverello d’Assisi” vi giunse nel mese di agosto del 1224 per un digiuno di 40 giorni, in preparazione della festa di San Michele. Mentre era assorto in preghiera, ricevette le stimmate e, da quel momento, La Verna divenne un luogo sacro per tutta la cristianità. Nel 1260 vi fu consacrata una vera e propria chiesa e, tre anni dopo, fu completata la Cappella delle Stimmate. Nel 1498 il condottiero Bartolomeo d’Alviano, sostenuto dai Medici esiliati da Firenze, occupò il Santuario e le sue milizie lo devastarono completamente e lo incendiarono. La struttura fu restaurata in breve tempo ed altri interventi furono eseguiti nei tre secoli successivi. Per volere papale, nel 1431 il santuario fu posto sotto la protezione di Firenze. Nel 1810 e nel 1866 i monaci ne vennero temporaneamente espulsi a seguito della soppressione degli ordini religiosi. Nel 1933 il complesso fu nuovamente affidato ai Frati Minori. Il Santuario è costituito da un’insieme di chiese, cappelle ed altri luoghi di preghiera e di devozione, tutti frequentati da un gran numero di pellegrini, devoti e visitatori provenienti da ogni parte del mondo. I numerosi edifici sono notevoli sia per il messaggio religioso che per le opere d’arte contenute.

Quadrante

È l’ampio piazzale lastricato di accesso a tutti i luoghi del santuario. Circondato da un muro di pietra, deve il suo nome alla meridiana, l’orologio solare inciso sulla parete del campanile della Basilica Maggiore. Nel piazzale è presente una grande croce di legno, piantata nella roccia, oltrepassata la quale è possibile osservare un suggestivo panorama del Casentino. A sinistra si trova invece il “pozzo della foresteria”, una cisterna del XVI° secolo che veniva utilizzata per pellegrini e ospiti.

basilica maggiore la vernaBasilica Maggiore 

Dedicata alla Madonna Assunta, fu costruita tra il 1348 ed il 1509 e più volte rimaneggiata in epoche successive. Il risultato delle varie modifiche è un edificio a croce latina, a navata unica e con volte a crociera. All’interno si trovano alcune eccellenti realizzazioni della “bottega” Della Robbia. L’opera più antica è l’Annunciazione (1475 circa), ritenuta il capolavoro di Andrea della Robbia. Le altre sono: l’Ascensione (1490 circa), la Natività (1479), la Madonna in trono con Bambino (detta anche Madonna del Rifugio, 1515-1520 circa). All’interno della Cappella delle Reliquie, risalente al 1635, sono conservati alcuni oggetti usati da Francesco: una tovaglia, una ciotola, un bicchiere, un pezzo di corda, una benda di lino intrisa dal sangue del santo (conservata in una teca di bronzo).

Chiesa di Santa Maria degli Angeli

Un oratorio dedicato a Santa Maria degli Angeli fu costruito (1216-18) dopo che a Francesco era apparsa la Madonna. L’edificio, che è il nucleo più antico del santuario, fu ristrutturato ed ampliato tra Il 1250 ed il 1260. La campana del campaniletto a vela fu fusa da Leonardo Pisano nel 1257 e, secondo la tradizione, fu un dono di San Bonaventura. La chiesa, preceduta da un basso porticato, è a navata unica. All’interno, sull’altare principale la grande pala di terracotta invetriata Assunzione di Maria al cielo, (detta anche Madonna della Cintola), opera di Andrea Della Robbia realizzata intorno al 1485. Dello stesso periodo le due pale Natività con San Francesco e Sant’AntonioPietà. All’interno della chiesa sono conservati vari oggetti appartenuti al santo, in particolare il saio che indossava quando comparvero le stimmate. Il coro ligneo è del periodo rinascimentale.

Corridoio delle Stimmate

Attraverso una porta ad arco dalla chiesa di S. Maria degli Angeli si accede al Corridoio delle Stimmate, costruito tra il 1578 e il 1582. All’inizio c’è la cappella del conte Checco di Montedoglio (o della Pietà), terminata nel 1532, che contiene la tavola invetriata policroma Deposizione dalla Croce, opera di Santi Buglioni. L’arioso corridoio è affrescato con episodi della vita e dei miracoli di San Francesco. Diciotto dei riquadri sono stati realizzati dal pittore Baccio Maria Bacci in due fasi, tra il 1929 e 1962. È visibile anche la prima cella costruita da Francesco d’Assisi. Lungo il corridoio transita la processione che, dal 1431, i frati effettuano due volte al giorno (alle 14.00 ed a mezzanotte) verso la cella di San Francesco e quindi fino alla Cappella delle Stimmate.

letto san francesco la vernaSeconda cella di S. Francesco

Al termine del Corridoio delle Stimmate c’è la grotta dove dimorava Francesco d’Assisi; il letto era costituito da una lastra di nuda pietra. Quindi la seconda cella, luogo di meditazione durante il periodo finale della vita. Fu trasformata nel 1263. Dopo un piccolo atrio si accede direttamente alla Cappella delle Stimmate.

Monastero e refettorio

Il monastero, non visitabile, è formato da ben cinque chiostri. Le celle dei frati sono ubicate in quello risalente al XV° secolo. Nel refettorio è situata la Madonna del Cardellino, un’altra notevole opera di Andrea Della Robbia.

Cappella delle Stimmate

cappelle santuarioLa cappella, vero punto focale di tutto il santuario, fu costruita da Simone da Battifolle nel 1263 sul luogo dell’evento miracoloso: è a navata unica, coperta da volta a crociera. Sul pavimento una lapide indica il punto esatto dove si trovava Francesco nel momento del miracolo. Sopra la porta c’è il tondo Madonna con Bambino benedicente, della “bottega” di Andrea Della Robbia. Sulla parete di fondo c’è la monumentale composizione Crocifissione, eseguita nel 1481 da Andrea Della Robbia.

Cappelle

Attorno agli edifici principali o nelle immediate vicinanze ci sono altri luoghi di preghiera e devozione. In particolare una serie di cappelle, ognuna dedicata ad un culto diverso: della Natività, dell’Annunciazione, dell’Ascensione, di San Bonaventura, di San Sebastiano, di San Pietro di Alcantara, della Pietà, di Sant’Antonio da Padova (che qui dimorò per alcuni mesi del 1230), della Maddalena, della Croce e la Cappella Loddi. La cappella di Santa Maria Maddalena fu fatta costruire alla fine del XIV° secolo dalla contessa Caterina Tarlati a ricordo della capanna di semplici frasche che fu il primo alloggio di Francesco. All’interno c’è la pietra su cui Cristo apparve al “poverello d’Assisi”.

sasso spicco la vernaSasso Spicco

È un enorme masso quasi completamente staccato da resto della montagna e sospeso sopra un antro. La tradizione popolare vuole che l’ampia crepa si sia formata il giorno stesso della crocifissione di Cristo. Anche in queste profonde fenditure della roccia il futuro santo sostava in preghiera e meditazione. Sempre qui Francesco trovò rifugio dopo che il demonio aveva cercato di farlo cadere nel precipizio circostante. È un punto da dove si gode un panorama eccezionale.

Monastero ed Eremo di Camaldoli

monastero camaldoliZona: Casentino
Comune: Poppi (AR) – località Camaldoli
Tipo: complesso religioso (XII° secolo)
Sito: www.camaldoli.it

Il celebre centro spirituale è immerso nei secolari boschi dell’Appennino, quelli che, per molti secoli, solitari eremiti abitavano, ne sfruttavano il legno ed avevano un vero culto per gli alberi (l’abete bianco in particolare). La prima costruzione fu un ospizio per pellegrini, fondato nel 1046 dal monaco benedettino Romualdo, iniziatore dell’ordine camaldolese e successivamente beatificato. La località prescelta era, per l’esattezza, Fontebuona, già nota per la qualità delle acque. In questa prima struttura i pazienti erano curati gratuitamente e l’assistenza era garantita da un medico, remunerato dagli stessi monaci. La chiesa, dedicata a San Donato e a San Ilariano, fu costruita all’inizio del XIII° secolo e, nel 1361, decorata da Spinello Aretino con una serie di affreschi. Col passare dei secoli la costruzione subì alcuni danni e, all’inizio del XVI° secolo, fu totalmente ristrutturata.

camaldoli montagnaAnnesso all’ospizio, diventato una vera e propria foresteria, fu costruito il monastero che assunse le attuali caratteristiche nel XVI° secolo: un grande edificio a due piani contenente due chiostri, il refettorio (completato all’inizio del XVII° secolo), la foresteria e le celle dei monaci. In quest’epoca funzionava addirittura una tipografia e da qui uscirono le Costituzioni Camaldolesi, che contenevano norme per il mantenimento delle foreste. Nella seconda metà del XV° secolo nel Monastero soggiornò, con la sua corte di letterati, anche Lorenzo il Magnifico. All’ospedale, già ingrandito, si aggiunse, nel 1543, una vera e propria farmacia o, meglio, il laboratorio galenico per la preparazione di medicinali a base di erbe officinali. Il refettorio venne completato nel 1609. Una nuova ristrutturazione della chiesa venne effettuata nel XVIII° secolo. Le riforme dell’epoca napoleonica tolsero tutto ai monaci: solo nel 1934 poterono riprendere possesso del complesso che si trovava in stato di totale abbandono. Nel 1954 fu completamente restaurato, recuperando il più possibile dell’aspetto originale. Tra le opere d’arte all’interno della chiesa spiccano le tavole di Giorgio Vasari. La pala più grande raffigura la Deposizione dalla Croce ed è situata sull’altare maggiore. Le altre sono: San Donato e San Ilariano, Natività di Cristo, Vergine in Trono tra San Giovanni Battista e San Girolamo. In quest’opera il Vasari riproduce, sullo sfondo, il paesaggio del monastero e dell’eremo di Camaldoli così come erano nel XVI° secolo. Le tavolette raffigurano: Sacrificio di Isacco, Pasqua in Egitto, Manna nel deserto e Cenacolo.

eremo camaldoliIl refettorio è caratterizzato dalle semplici e sobrie linee del manierismo toscano. È arredato con stalli in noce e tavoli dalla linea severa. Alle pareti ci sono alcune tavole del XVII° e del XVIII° secolo. Le più interessanti sono quelle realizzate dal pittore fiorentino Giovanni Camillo Sagrestani: la Deposizione dalla Croce e la Resurrezione di Cristo. Ai lati del pulpito vi sono due opere di Lorenzo Lippi che raffigurano Giacobbe che abbevera la pecora di Rachele e il Trionfo di Davide. L’intera superficie della parete di fondo è occupata da una tela del 1611 di Cristoforo Roncalli, detto Pomarancio, raffigurante Cristo servito dagli angeli.

Dell’ospedale rimane solo l’antica farmacia. La sala è interamente arredata da scaffali in noce intagliato, risalenti all’epoca di costruzione. Si conservano ancora molti strumenti dell’antico gabinetto galenico (alambicchi, mortai, fornelli); inoltre libri e prontuari di epoca medievale e ricette risalenti al XV° e XVI° secolo. All’interno del complesso, si trova la cella di San Romualdo e l’antica biblioteca che contiene circa 300.000 volumi.

Musei del Casentino

ecomuseo - MolinoAntico mulino a pietra

In Casentino è diffusa l’architettura bella e imponente dei castelli medievali e delle pievi romaniche. Gli aspetti tradizionali e folcloristici sono radicati nel territorio. Di conseguenza ci sono musei strettamente legati agli aspetti storici e tradizionali di questa vallata. Da segnalare il Museo della Lana, ubicato nei locali dell’ex Lanificio di Stia. Inoltre una fitta rete di ecomusei che ci raccontano gli antichi lavori, le tradizioni e molti altri aspetti del passato. Gli ecomusei hanno sede nei villaggi, ma spesso anche nei piccoli centri montani.

Museo della Verna

Museo della Verna

Indirizzo: Località La Verna – Chiusi della Verna (AR)
Orari: domenica e festivi 10.00-12.00 e 14.00-17.00
Ingresso: gratuito

Il museo è ubicato all’interno del complesso religioso de La Verna. L’esposizione è suddivisa in sette sale che raccolgono opere d’arte e oggetti sacri, ma la funzione primaria del museo è quella di mostrare uno spaccato di vita francescana in questo luogo. Oltre che interessante da un punto di vista artistico e fortemente emotiva da un punto di vista spirituale, alcuni oggetti della raccolta possono definirsi sicuramente anche suggestivi. Come altrttanto suggestiva è la zona del Santuario all’interno della quale il museo è ubicato.

Museo Archeologico del Casentino Piero Albertoni

Museo Archeologico del Casentino Piero Albertoni

Indirizzo: Palazzo Niccolini – via Berni, 21 – Bibbiena (AR)
Tel: +39 0575.595486
Email: prenotazioni@arcamuseocasentino.it
Orari: da maggio a settembre da martedì alla domenica 9.00 -12.00 e da venerdì alla domenica 15.30-18.30; lunedì chiuso

Il museo è suddiviso in sei stanze e raccoglie materiale proveniente degli scavi archeologici casentinesi e vuole illustrare la storia della vallata dal periodo preistorico al Medio Evo. Ogni sala tratta temi diversi e località casentinesi che si sono rivelati di particolare interesse archeologico.

Museo dell’Arte della Lana - Lanificio di Stia

Indirizzo: località Stia – Pratovecchio Stia (AR)
Tel: +39
Sito: www.museodellartedellalana.it

Il Lanificio di Stia, risalente ai primi decenni del XIX° secolo, fu il primo insediamento industriale del Casentino e uno dei più importanti lanifici della Toscana. L’attività produttiva entrò in crisi fin dal secondo dopoguerra fino alla chiusura definitiva nel 2000. Il prodotto simbolo del Lanificio di Stia è stato il Tessuto o Panno Casentino. Il museo è ubicato all’interno dell’antico lanificio. Il ciclo della lavorazione della lana, così come si svolgeva all’interno dell’impianto, è illustrato attraverso l’esposizione delle imponenti macchine tessili risalenti ai primi del Novecento. Il museo espone gli strumenti artigianali tipici del processo di lavorazione pre-industriale, quell’insieme di operazioni che dalla tosatura, attraverso vari passaggi, giunge fino alla filatura del tessuto. Complementari alle sale espositive sono i laboratori didattici del museo della lana: il visitatore viene coinvolto attivamente e può sperimentare alcune lavorazioni come la tessitura manuale, o imparare a riconoscere le diverse fibre tessili attraverso un “percorso tattile”.

Ecomusei del Casentino

La rete ecomuseale del Casentino è vasta, varia e ben distribuita nell’intero territorio. Le varie raccolte raccontano la storia, gli antichi mestieri e le tradizioni popolari di questa valle che si perdono nella notte dei tempi. Il lavoro nei campi o tra le mura di casa è raccontato da vecchi strumenti agricoli o per uso domestico. La lavorazione dei cereali e delle castagne la narrano i diversi mulini con le grosse macine di pietra azionate dalla forza dell’acqua. All’aperto ci sono le carbonaie dove il legno veniva trasformato in combustibile. infine il Museo della Castagna, frutto che per secoli è stato fondamentale per l’alimentazione della popolazione.

Artisti e artigianato artistico

artigianato casentinoArte del legno

Il Casentino è una zona di artigianato tipico e di qualità in vari settori, quello del legno, del ferro, del tessile (il Panno Casentino).

Ferro battuto

L’arte fabbrile, detta anche forgiatura del ferro o, più comunemente, ferro battuto è un mestiere di tradizione antichissima. In Casentino vi sono ancora varie botteghe di fabbri dove il ferro, una volta surriscaldato, viene modellato ed assume forme eleganti. Attualmente le botteghe dei fabbri casentinesi producono quasi esclusivamente oggetti per l’arredamento.

AZIENDE

lukas ferro battutoLUKA’S ferro battuto – l’Arte di Scolpire il Ferro
Rassina – Ar
tel. +39  0575.592410
www.lukasferrobattuto.com

A Rassina c’è un’azienda con decennale esperienza nella lavorazione del ferro forgiato e che realizza con maestria cancelli, scale, ringhiere, letti, tavoli, sedie e tantissimi altri oggetti per arredare qualunque ambiente, esterno ed interno.

Ceramica

AZIENDE

Ceramiche MAGGI MASSIMO
Porrena di Poppi
Tel. 0575.550144

Panno Casentino

Il Panno Casentino, o Tessuto Casentino, è un prodotto molto antico. Le origini risalgono al XIV° secolo. Inconfondibile per i suoi caratteristici riccioli, ottenuti con la “rattinatura”, è un tessuto di lana caldo e molto resistente. L’aspetto è volutamente grezzo, ma a dispetto di ciò è utilizzato da stilisti dell’alta moda per raffinati e lussuosi prodotti. Per secoli il Tessuto Casentino è stato offerto nei soli colori arancio e verde, ancora ritenuti i classici, ma attualmente la varietà cromatica è molto più ampia ed il prodotto è utilizzato per una vasta tipologia di articoli.

AZIENDE

T.A.C.S
Stia (AR)
tel. +39 0575 583659
www.tacs.it

TESSILNOVA
Stia (AR)
tel. +39 0575 582685
www.tessilnova.com

ITINERARI STORICI NATURALISTICI

Percorsi in Casentino

linea gotica1 Resti della Linea Gotica

Sentiero della Linea Gotica

monte lopiPartenza: località Moggiona – comune di Poppi (AR)
Arrivo: località Moggiona
Tempo di percorrenza: 2 ore
Difficoltà: facile

La Linea Gotica (Gotenstellung in tedesco) era una struttura difensiva tedesca, progettata con l’idea di sfruttare la natura impervia del territorio per effettuare un controllo militare esteso, utilizzando un nodesto numero di soldati. Divideva l’Italia in due, da Massa Carrara a Pesaro, per un totale di circa 320 chilometri di fortificazioni tra il Tirreno e l’Adriatico, toccando anche il Casentino. Questo sistema di posizioni, articolato su allineamenti progressivi, aveva l’obiettivo di ritardare l’avanzata alleata verso il nord. I ruderi delle fortificazioni sono ancora riconoscibili: si tratta di buche scavate sull’orlo del crinale, rivolte a sud verso Serravalle e la vallata di Soci, che ospitavano cannoni di medio o grosso calibro. Con lo stesso criterio furono costruite le piazzole per mortaio, sempre di forma circolare. Ci sono anche vere e proprie trincee, punti di avvistamento e centri di fuoco.

riserva alpe della lunaDa Moggiona si percorrere la strada verso l’Eremo di Camaldoli. Dopo circa 3 chilometri girare a sinistra imboccando la strada sterrata per Asqua. Dopo circa 1 chilometro si arriva in corrispondenza del pannello informativo da cui parte il percorso. Il sentiero ad anello dedicato alla Linea Gotica è ben segnalato e non presenta particolari difficoltà. Il tratto iniziale, di circa 500 metri, è in salita, mentre il resto del percorso mantiene un andamento pianeggiante fino a Poggio Muschioso per poi scendere verso località La Rota. Il primo tratto costeggia la Riserva naturale biogenetica di Camaldoli, uno dei complessi boschivi italiani di più antica gestione. La riserva ha una storia millenaria e da 150 anni è gestita dal Corpo Forestale dello Stato; si estende per oltre 1.100 ettari, con una copertura forestale di oltre il 90%, costituita prevalentemente da abeti e faggi. Lungo l’itinerario sono presenti alcune segnalazioni che indicano le postazioni tedesche.

GASTRONOMIA

Prodotti tipici

panePane del Casentino

Il Casentino è terra di antiche tradizioni alimentari ed i sapori sono intensi e delicati allo stesso tempo. L’agricoltura e l’allevamento sono attività che negli anni si sono evolute e modernizzate, ma che hanno conservato la qualità dei prodotti. Così sono ormai tante e di svariato tipo le aziende alimentari ed agricole che offrono piaceri veramente unici per il palato. Le specialità tipiche sono prodotte da aziende agricole ed artigianali che sono un vanto per l’intera Toscana.

PRODOTTI TIPICI:

formaggi pecorino e caprino
miele
farina di castagne
pasta fresca
salumi
pane
birra artigianale

Prodotti da acquistare e fattorie da visitare

BIRRIFICIO LA CAMPANA D’ORO

Birrificio La Campa d'Oro - Bibbiena (AR)Indirizzo: Strada Pescine – località Pianacci, 23 – 52011 Bibbiena (AR)
Tel: +39 0575 593143 / +39 348 7325577
Sito: www.lacampanadoro.com
Email: lacampanadoro@gmail.com
Prodotti: Birra agricola di produzione biologica
Servizi: degustazione di prodotti tipici, brew-pub, eventi

Il birrificio, del quale si può intravedere la cantina di produzione ed assistere alle cotte, è il luogo dove si può acquistare e gustare birra agricola a “chilometri 0”. La produzione, del tutto biologica e tracciata, viene eseguita evitando trattamenti chimici. Dopo la maltazione, l’orzo viene riportato in azienda e viene schiacciato nell’apposito mulino, ma solo poco prima della cotta, per mantenere le proprietà aromatiche ed il sapore della buona coltivazione.

La sede dell’azienda è all’interno di un antico casolare dei primi del 1800, ai piedi delle foreste camaldolesi. È stato recuparato con un restauro e risanamento conservativo sviluppando le rifiniture con una tecnica per la tinteggiatura a calce, eseguita sia all’interno che all’esterno, che trasforma l’ambiente in una nuova rivistitazione “Country-Chic”, mista all’arte del recupero.

All’interno dell’Azienda Agricola, nelle vecchie stalle, è stato ricavato un suggestivo brew-pub, accogliente atmosfera ed ampi spazi, con musica dal vivo per degustare le birre dell’azienda e birre stagionali. Accessibile solo su prenotazione e per eventi.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 348-7325577

 


grifoni

Molino Grifoni
Località Pagliericcio – Castel San Niccolò

Tel. +39 0575.572873
www.molinogrifoni.com

Alle pendici del Pratomagno, nelle vicinanze di Strada in Casentino è attivo un antichissimo mulino con macine in pietra azionate dalle acque del torrente Solano, il Molino Grifoni. Dal 1696 una famiglia di mugnai, i Grifoni, iniziarono la molitura del grano e delle castagne in farina. Sono quindi oltre trecento anni che a Pagliericcio le pesanti macine di pietra girano tutti i giorni. La tecnologia dei mulini è avanzata in modo sbalorditivo, ma ancora non esiste un tipo di macinatura che restituisca nella farina la fragranza del grano, del mais e delle castagne così come la macinatura a pietra, una macinatura che, oltre al sapore, restituisce anche tutte le proprietà alimentari del prodotto iniziale.

Il Molino Grifoni è un’azienda di produzione e vendita di farine di vario tipo. Ma il molino è anche aperto a visite turistiche.

BIRRIFICIO LA CAMPANA D'ORO

BIRRIFICIO LA CAMPANA D’ORO

Birrificio La Campa d'Oro - Bibbiena (AR)Indirizzo: Strada Pescine – località Pianacci, 23 – 52011 Bibbiena (AR)
Tel: +39 0575 593143 / +39 348 7325577
Sito: www.lacampanadoro.com
Email: lacampanadoro@gmail.com
Prodotti: Birra agricola di produzione biologica
Servizi: degustazione di prodotti tipici, brew-pub, eventi

Il birrificio, del quale si può intravedere la cantina di produzione ed assistere alle cotte, è il luogo dove si può acquistare e gustare birra agricola a “chilometri 0”. La produzione, del tutto biologica e tracciata, viene eseguita evitando trattamenti chimici. Dopo la maltazione, l’orzo viene riportato in azienda e viene schiacciato nell’apposito mulino, ma solo poco prima della cotta, per mantenere le proprietà aromatiche ed il sapore della buona coltivazione.

La sede dell’azienda è all’interno di un antico casolare dei primi del 1800, ai piedi delle foreste camaldolesi. È stato recuparato con un restauro e risanamento conservativo sviluppando le rifiniture con una tecnica per la tinteggiatura a calce, eseguita sia all’interno che all’esterno, che trasforma l’ambiente in una nuova rivistitazione “Country-Chic”, mista all’arte del recupero.

All’interno dell’Azienda Agricola, nelle vecchie stalle, è stato ricavato un suggestivo brew-pub, accogliente atmosfera ed ampi spazi, con musica dal vivo per degustare le birre dell’azienda e birre stagionali. Accessibile solo su prenotazione e per eventi.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 348-7325577

 

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire in Casentino

CASTELLO DI VALENZANO - residenza d'epoca - ristorante - wedding - Subbiano / Arezzo

Castello di Valenzano – residenza d’epoca, ristorante e wedding

Indirizzo: Località Valenzano, 97 – Subbiano (AR)
Tel. +39 0575 487294
Sito: www.castellodivalenzano.it
Email: info@castellodivalenzano.it

Servizi: eleganti camere, bar, ristorante, colazione a buffet, sala convegni, chiesa, parcheggio, parco, giardino, terrazza, wi-fi, piscina a 2km, equitazione a 5km, campo da Tennis a 10km, campo da Golf a 20km

Il Castello di Valenzano si trova a pochi minuti da Arezzo nel Comune di Subbiano. Incastonato in una bellissima valle alle porte del parco delle Foreste Casentinesi, è una dimora dalle origini millenarie risalente al IX° secolo, sebbene ha sofferto diversi restauri e ristrutturazioni al lungo dei secoli. Il castello ospita un’accogliente residenza d’epoca e un elegante ristorante ideale per matrimoni, eventi e meeting.

CAMERE

Servizi: arredo elegante in stile toscano classico con letti a baldachino , pareti affrescate, bagno privato in marmo con asciugacapelli, riscaldamento

Le camere dispongono tutte di bagni privati realizzati in marmo e sono arredate con stili diversi. Nella maggior parte delle camere si gode una vista panoramica sulle cime del Pratomagno. Le camere non dispongono di televisore, mini-bar, aria condizionata e telefono.


RISTORANTE

Servizi: colazione a buffet, pranzo, cena, banquette, ceni storici, catering – aperto tutto l’anno

Il cuore del castello è il Ristorante, caratterizzato da una cucina tipica toscana, ma vivacizzata dallo chef Simone Brodoloni e dai suoi collaboratori che selezionano di mese in mese, ricette di loro creazione, rivisitando piatti tipici della cucina tradizionale. Tutta la pasta servita nel ristorante è realizzata direttamente nella cucina del castello, con prodotti di primissima qualità. Per i contorni sono utilizzati solo prodotti freschi e rigorosamente di stagione. Ci sono sempre portate adatte a persone intolleranti al glutine e prodotti a loro dedicati (pasta, pane, etc…).


Nel periodo estivo, la realizzazione di un orto all’interno delle mura del castello permette di “lavorare” prodotti coltivati direttamente (zucchine, pomodori, melanzane, cetrioli, peperoni, insalata, …), senza l’uso di prodotti chimici e nel pieno rispetto della natura. Inoltre, l’uso della razza Chianina e la scelta fra diverse tipologie di carni, dalle bianche alle ovine, passando per la cacciagione, consentono di proporre ai clienti una ricca varietà di pietanze. Il costo dei piatti varia da 10,00 a 18,00 euro.

MATRIMONI ed EVENTI

Servizi: sala ricevimento, allestimento, musica, cerimonia in loco, sala da ballo, suite nuziale, terrazza, servizio catering

Il matrimonio al Castello di Valenzano è come entrare in una favola. Infatti all’interno delle mura del castello è presente una chiesa consacrata dove, con le dovute autorizzazioni della diocesi competente, possono essere celebrate funzioni religiose quali, battesimi, matrimoni, etc… Il piazzale davanti alla facciata principale, il chiostro, la chiesa, i saloni e il parco fanno di cornice per l’album dei ricordi. A seconda delle esigenze e dei numeri dei partecipanti il pranzo nuziale è servito in uno degli ampi saloni, i quali possono ospitare fino a 300 persone.

La suite nuziale è offerta gratuitamente per la prima notte di nozze. Le sale utilizzate per i matrimoni, possono ospitare qualsiasi altri tipi di eventi, quali meeting, convention, sfilate, presentazioni di prodotti.


DOVE TROVARCI

LE GRET - agriturismo - Subbiano / Arezzo

AGRITURISMO LE GRET

Indirizzo: Località Le Grete, 128 – Poggio d’Ancona – 52010 Subbiano (AR)
Tel.: +39 0575 487021 / +39 335 255226
Sito: www.legretagriturismotoscana.it
Email: massimo.marapodi@gmail.com
Facebook: www.facebook.com/AgriturismoLeGret
Periodo di chiusura: periodo invernale da 31 Ottobre a 13 Aprile
Accessibilità a disabili:

L’agriturismo è ubicato nella valle confinante con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi dove sono presenti incantevoli borghi medievali, monasteri, pievi e castelli millenari. Il complesso agrituristico è composto da sei edifici adibiti all’accoglienza e da 30 ettari di terreno dedicati alla produzione di nocciole e tartufi. Ci sono tre case con appartamenti e camere arredate con gusto dotate di tutti i confort per un totale di 25 posti letto. Inoltre, ci sono la sala per la colazione,  la sala ristorante, una saletta per riunioni, una zona all’aperto con barbecue, piscina con idromassaggio, campo di calcetto e ping-pong.

Servizi generali: bar – ristorante colazione/cena, aperitivo in piscina, piscina con idromassaggio, campo di calcetto, ping-pong, terrazza solarium, barbecue, servizio lavanderia, pulizia giornaliera, parcheggio gratuito

CAMERE

Le strutture sono:
. appartamento bilocale
. appartamento di 85 mq con 2 camere
. appartamento confort
. 2 mini appartamenti e 3 camere all’interno della casa padronale

Servizi: TV satellitare, wi-fi, riscaldamento, cucina, bollitore, frigo negli appartamenti e frigobar nelle camere, set cortesia, asciugacapelli, accappatoio – ciabattine – telo piscina a richiesta

Prezzi: a partire da €60,00 a notte con colazione – possibilità di mezza pensione colazione-cena.

RISTORANTE

L’agriturismo Le Gret è dotato di cucina attrezzata con forno a volta dove sono preparate pietanze utilizzando prodotti freschi e genuini. L’agriturismo offre un’abbondante e variegata colazione. Nella sala ristorante sono servite le cene con elaborati piatti tipici della cucina toscana.

SPORT E DIVERTIMENTO

I dintorni di Le Gret sono ideali per percorsi trekking, sia a piedi che a cavallo. Infatti nelle vicinanze dell’agriturismo ci sono maneggi dove è possibile noleggiare cavalli oppure prendere lezioni di equitazione. Un campo di calcetto e un tavolo di ping-pong sono a disposizione degli ospiti.

Inoltre l’agriturismo è ubicato in un’area dove si possono facilmente raggiungere le città d’arte come Firenze, Arezzo, Siena, Perugia e il famoso complesso religioso francescano de La Verna. Da non dimenticare le gradevoli ore di relax nella piscina con idromassaggio, dove è possibile gustare deliziosi aperitivi preparati dallo staff di Le Gret guardando un tramonto fantastico.

CERCANDO  TARTUFI

E’ possibile partecipare alla ricerca e raccolta dei tartufi con l’aiuto dei cani. E’ un’attività piuttosto insolita e divertente.

DOVE TROVARCI