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Aretino, la Giostra del Saracino, l’artigianato orafo e la Fiera Antiquaria

Arezzo-StemmaAretino è la denominazione collettiva della zona che comprende la città di Arezzo e i dintorni. Situata nel punto di contatto di tre vallate (Casentino, Valdarno e Val di Chiana), la città di Arezzo, capoluogo dell’omonima provincia, ha una storia antica ed illustre. In origine villaggio etrusco, divenne successivamente importante centro romano e medievale. Attualmente è un attivo agglomerato commerciale, con industrie tessili, calzaturiere e meccaniche, e un consistente settore agricolo. Notevole è il patrimonio artistico e culturale della città. Di particolare rilievo sono il Duomo (cattedrale di Arezzo), la Basilica di San Francesco, con il ciclo di affreschi di Piero della Francesca, la Fortezza Medicea, l’Anfiteatro Romano, il Crocifisso di Cimabue e il Museo Archeologico. Ad Arezzo sono nati importanti artisti quali l’architetto Giorgio Vasari e i poeti Guittone d’Arezzo e Francesco Petrarca.

Di particolare vanto è l’artigianato orafo, apprezzato in tutto il mondo, che ha fatto diventare la città uno dei principali distretti orafi d’Italia. Tra gli eventi di maggior richiamo ci sono la Giostra del Saracino, una delle manifestazioni storico-folcloristiche più note in Italia, e la Fiera Antiquaria, importante appuntamento mensile che richiama numerosi appassionati del settore e collezionisti in genere. Da Arezzo è possibile raggiungere numerosi luoghi di interesse storico, artistico e naturalistico con escursioni giornaliere in treno o in autobus.

ZONA Aretino
TIPO città d’arte e capoluogo della Provincia di Arezzo
COORDINATE 43°28′24″N 11°52′12″E
ALTITUDINE 296 metri s.l.m.
PRODOTTI TIPICI carne chianina, trote, formaggio pecorino, carciofi, pane di cotone
SPORT trekking escursionistico, ciclismo, birdwatching
LOCALITA' VICINE Olmo, Palazzo del Pero, Patrignone, Quarata
CONFINI Anghiari, Capolona, Castiglion Fibocchi, Castiglion Fiorentino, Civitella in Val di Chiana, Cortona, Laterina, Marciano della Chiana, Monte San Savino, Monterchi, Subbiano (AR)

arezzo mapInformazioni turistichearezzo mappa

Ufficio Turismo
Piazza della Libertà, 28 – 52100 Arezzo (AR)
Tel: +39 0575 377678

COSA VEDERE

Fortificazioni

fortezza_mediceaVeduta della Fortezza Medicea

Fortezza Medicea

fortezza medicea1Zona: Aretino
Tipo: struttura fortificata (XVI° secolo)

La fortezza è situata proprio sulla sommità del colle di San Donato. Fu progettata, su incarico del granduca Cosimo I° Medici, dall’architetto Antonio da Sangallo che applicò i primi principi di fortificazione dell’epoca moderna, la pianta stellare a cinque punte. Costruita sopra l’antico cassero del XIV° secolo (di cui è sopravvissuta solo la porta S. Angelo) e altri edifici di epoche precedenti, è un importante esempio di architettura militare difensiva del XVI° secolo. È un punto panoramico da cui si gode un’eccellente veduta sulla città, la valle dell’Arno, il massiccio del Pratomagno e l’alpe di Catenaia.

Chiese

chiese arezzo

Basilica di San Francesco

Cattedrale di San Donato (Duomo)

duomo arezzoZona: Aretina
Tipo: cattedrale (XIII° secolo)
Indirizzo: Piazza Duomo
Tel: +39 0575 23991

La precedente chiesa paleocristiana di S. Pietro martire era già divenuta sede vescovile all’inizio del XIII° secolo. Tale riconoscimento fu la spinta alla realizzazione di un più grande edificio. La costruzione fu iniziata per volere del vescovo Guglielmo degli Ubertini verso il 1278 ma si interruppe quando il religioso perse la vita nella battaglia di Campaldino (1289). I lavori furono ripresi a più volte nel corso degli anni per concludersi, definitivamente, solo nel 1511. La facciata, in stile neogotico, però fu completata all’inizio del XX° secolo. Della costruzione originale rimangono quindi solo la fiancata destra e l’abside poligonale.

L’interno, a tre navate di forme gotiche, è illuminato da vetrate a colori del XVI° secolo, in gran parte opera di Guglielmo de Marcillat. Oltre agli affreschi eseguiti da pittori tra i quali Buffalmacco, Salvi Castellucci e lo stesso  Marcillat, numerose e importanti sono le opere d’arte contenute nella chiesa. Lungo la navata destra si trovano il sepolcro in stile gotico di papa Gregorio X° (XIV° secolo) e, più avanti, la cappella di Ciuccio Tarlati, realizzata da Giovanni di Agostino nel 1334 e affrescata dal pittore aretino conosciuto come Maestro del Vescovado alcuni anni dopo.

duomoSopra l’altare maggiore c’è la cosiddetta Arca di San Donato, un’urna di marmo realizzata nel XIV° secolo da vari scultori toscani, tra cui i senesi Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura. Nella navata sinistra c’è l’affresco Maddalena di Piero della Francesca e il grande cenotafio di Guido Tarlati, anch’esso opera di Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura. La sfarzosa cappella della Madonna del Conforto, della fine del XVIII° secolo, contiene terrecotte Della Robbia – particolarmente pregevole è la Trinità di Andrea Della Robbia – dipinti murali e tele. L’organo, con cassa scolpita e trasmissione interamente meccanica, fu costruito tra il 1534 ed il 1563 da Luca di Bernardino da Cortona, mentre la grande cantoria è la prima opera di Giorgio Vasari, all’epoca 24enne.

Basilica di San Francesco

basilica san francesca1Zona: Aretino
Tipo: chiesa francescana (XIV° secolo)
Indirizzo: Via Guido Monaco, 11
Tel: +39 0575 299071 / +39 575 900404
Orario: tutti i giorni 09.00-18.00, domenica 13.00-17.30
Ingresso: intero €4,00, ridotto  €3,00
Accessibilità ai disabili:
Servizi: visite guidate, bookshop

Fu edificata su un presistente edificio religioso medievale. Il progetto, ispirato a linee austere e allo stile gotico umbro-toscano, fu elaborato dal frate francescano Giovanni da Pistoia. La costruzione dell’edificio fu iniziata nel 1318 e completata nel 1377. La facciata è rimasta incompiuta, compensata dalla splendida vetrata del rosone, opera di Guillaume de Marcillat (1524). La torre campanaria risale alla fine del XVI° secolo. Purtroppo parte degli affreschi lungo i muri della navata furono danneggiati dalle modifiche avvenute nei secoli XVII° e XVII° e dall’adattamento dell’edificio a caserma in epoca napoleonica (1808). Tra questi si sono comunque conservati Cena in casa del fariseo e Salvatore di Parri di Spinello.

La basilica è famosa per l’eccezionale concentrazione di opere d’arte di altissimo valore. Innanzi tutto La leggenda della Vera Croce, un ciclo di affreschi inizialmente commissionati a Bicci di Lorenzo e che, dopo la sua morte (1452), Piero della Francesca dipinse tra il 1453 ed il 1464 nella cappella centrale situata dietro l’altare. Sopra l’altare maggiore c’è la grande tavola Croce con S. Francesco attribuita al Maestro di San Francesco. La cappella posta a destra dell’abside contiene invece gli affreschi Storie di S. Michele e S. Egidio di Spinello Aretino; in quella a sinistra si trovano una Crocifissione di Spinello Aretino, la tavola Annunciazione di Neri di Bicci e un’altra Annunciazione attribuita tanto a Luca Signorelli che a Bartolomeo della Gatta.

Lungo la parete destra della navata ci sono edicole del XIV° e XV° secolo: nella prima le pregevoli Storie di S. Bernardino da Siena (1463) di Lorentino d’Arezzo e una Crocifissione a lui attribuita; in quella centrale Madonna e quattro santi di Parri di Spinello; infine una Annunciazione di Spinello Aretino. Lungo la parete sinistra sette cappelle in una delle quali i Miracoli di Sant’Antonio di Lorentino d’Arezzo. Al di sotto del piano principale, estesa per la metà della lunghezza, c’è la Chiesa Inferiore, certamente esistente nel XIII° secolo, con capitelli in stile romanico.

Chiesa di San Domenico

chiesa san domenicoZona: Aretino
Tipo: chiesa (XIV° secolo)
Indirizzo: Piazza San Domenico, 7
Tel: +39 0575 22906
Orario: tutti i giorni 09.00-18.30
Accessibilità ai disabili:
Servizi turistici: visite guidate

La costruzione dell’edificio iniziò nel 1275 e fu conclusa all’inizio del XIV° secolo, incorporando elementi di passaggio tra lo stile romanico (il portale) e quello gotico. Alla fine del XVI° secolo furono effettuati consistenti rifacimenti nella parte interna che, tra l’altro, coprirono l’affrescatura originaria. L’interno, a navata unica coperta a capriate, contiene numerosi frammenti di affreschi del XIV°-XV° secolo tra cui spiccano quelli di Spinello Aretino (il più importante è una Annunciazione) e del figlio Parri di Spinello. Sopra l’altare maggiore c’è un crocifisso dipinto da Cimabue in età giovanile, universalmente considerato uno dei capolavori della pittura del XIII° secolo. In una nicchia c’è una terracotta invetriata opera di Giovanni e Girolamo Della Robbia.

Il Crocifisso di Cimabue

È una croce sagomata e dipinta a tempera e oro su tavola da Cimabue, databile attorno al 1268-1271. L’importanza dell’opera si deve al fatto di esser stata la prima opera attribuita al maestro, dove si nota già il distacco dallo stile “bizantino” e un maggior espressionismo. L’approfondita conoscenza dell’opera, derivata dal recente restauro e dai risultati delle indagini diagnostiche, è stata registrata con un sistema mediale che ha consentito di individuare i materiali impiegati dall’artista e simulare la cromia dell’opera al momento della sua esecuzione.

Mostra permanente “Cimabue ad Arezzo – Il crocifisso restaurato”:
La mostra permette di seguire tutte le fasi del restauro dell’opera.
– prenotazione on line +39 0575 900404
– orari da martedi a sabato 09.00-13.00 e 14.00-18.00, domenica e festivi 9.30-11.00 e 12.30-18.00
– ingresso intero €4,00, ridotto €3,00

Pieve di Santa Maria Assunta (Santa Maria della Pieve)

pieve santa mariaZona: Aretino
Tipo: chiesa (XII°-XVI° secolo)
Indirizzo: Corso Italia, 7
Tel: +39 0575 22629

Fu costruita su un precedente edificio di epoca paleocristiana ed è uno dei migliori esempi di stile romanico toscano. L’edificio era già stato completato agli inizi dell’XI° secolo e fu oggetto di due rifacimenti nel corso dei due successivi. Nell’elegante facciata in stile romanico pisano-lucchese con tre logge sorrette da colonne, completata nel XIII° secolo, sono rimasti due elementi appartenenti all’edificio precedente: nella lunetta sul portale un bassorilievo che raffigura la Vergine tra due angeli (1216) dello scultore Marchionne e il complesso scultoreo raffigurante il Ciclo dei Mesi.

L’interno, a tre navate con tetto a capriate, fu oggetto di una serie di modifiche da parte di Giorgio Vasari nel 1560, rimosse però nel corso del restauro del XIX° secolo. Notevoli le opere d’arte conservate. Innanzi tutto la formella Epifania, che apparteneva a un pulpito dei secoli XI°-XII° andato perduto. Sull’altare maggiore spicca il grande polittico Madonna con bambino e quattro santi, Annunciazione, Assunta e dodici santi dipinto da Pietro Lorenzetti nel 1320. Di notevole valore anche una croce lignea di Margarito (XIII° secolo). All’interno della cripta c’è il busto-reliquiario di San Donato, patrono di Arezzo, eseguito nel 1346 dagli orafi aretini Pietro e Paolo. La torre campanaria, detta anche “campanile dalle cento buche” per le quaranta bifore distribuite sui cinque piani, fu completata nel 1330.

Chiesa della Santissima Annunziata

chiesa annunziataZona: Aretino
Tipo: chiesa (XIV° secolo)
Indirizzo: Via Garibaldi, 185
Tel: +39 0575 26774

Ebbe origine dalla fusione di due costruzioni precedenti, di cui è difficile individuare i relativi elementi. Il portale è infatti quello del piccolo oratorio di una confraternita religiosa, la cui costruzione si fa risalire a metà del XIV° secolo. A questo edificio fu poi aggregato un ospizio per pellegrini. A seguito di un miracolo, la lacrimazione di una statua in terracotta della Madonna che si trovava nell’ospizio, fu decisa la costruzione di una nuova e più grande chiesa. Il progetto sembra sia stato elaborato da Bartolomeo della Gatta e i lavori iniziarono dopo il 1490, inglobando tutte le strutture esistenti. Nel 1502 la direzione dei lavori fu assunta da Antonio da Sangallo che, in corso d’opera e assieme al fratello Giuliano, effettuò alcune modifiche. A seguito di ulteriori cambiamenti del progetto i lavori si protrassero lentamente e si conclusero alla fine del XVI° secolo.

La facciata, grezza, è abbellita da una serliana e dalla lunetta del portale che contiene un’Annunciazione (1370 circa), attribuita a Spinello Aretino, ulteriore elemento superstite della prima chiesa. L’interno, a tre navate, è armonioso e fornito di decorazioni di grande valore. Tra le più significative la Vergine che appare a San Francesco, attribuita a Pietro da Cortona (1641), Madonna con bambino, terracotta del XV° secolo di Michele da Firenze, la Deposizione, opera giovanile di Giorgio Vasari su disegno del Rosso Fiorentino, e l’Adorazione dei pastori di Niccolò Soggi (1521). Notevoli sono anche le dodici vetrate, metà delle quali opera di Guglielmo de Marcillat (1520-1525).

Chiesa delle Sante Flora e Lucilla

basia santa floraZona: Aretino
Tipo: chiesa (XIV° secolo)
Indirizzo: Piazza di Badia, 3
Tel: +39 0575  356612

La costruzione è avvenuta in varie fasi, iniziando dall’epoca gotica coincidente con l’insediamento dei monaci benedettini provenienti da Monte Cassino (1278). A partire dal 1565 la chiesa fu completamente trasformata su progetto di Giorgio Vasari (archi e cupolette) e l’interno fu suddiviso in tre navate. Tra le opere d’arte all’interno sono notevoli l’affresco San Lorenzo dipinto nel 1476 sulla controfacciata da Bartolomeo della Gatta e la grande croce dipinta su tavola sagomata da Segna di Bonaventura, databile 1319. Il presbiterio è dominato dal monumentale altare-tomba, realizzato dal Vasari. Nell’abside il dipinto Assunzione è pure un’opera del Vasari datata 1567. Capolavoro di artificio barocco è la finta cupola dipinta su tela nel 1702 da Andrea Pozzo e posta al di sopra dell’altare maggiore. All’interno della chiesa è c’è anche un delicato ciborio in marmo, attribuito a Benedetto da Maiano.

Nel 1489, su probabile progetto di Giuliano da Maiano, fu realizzato il chiostro, una delle migliori strutture architettoniche rinascimentali della città. Nel 1650 fu completato il campanile barocco a pianta ottagonale.

Luoghi da visitare nell’Aretino

palazi arezzoTorre del Palazzo Comunale

Piazza Grande (o Piazza Vasari)

piazza vasariZona: Aretino
Tipo: piazza storica (XV° secolo)
Indirizzo: piazza Giorgio Vasari

È la più antica piazza di Arezzo, con pianta trapezoidale e piano inclinato, dove vari edifici rappresentano gli 800 anni di storia della città. Originariamente adibita a mercato, divenne centro politico nel XIII° secolo. Nella parte più bassa sporge l’abside della Pieve di S. Maria. A fianco di questa il Palazzo del Tribunale (secoli XVII°-XVIII°) e poi subito accanto il palazzo Fraternità dei Laici (XV° secolo).

Tutto il lato settentrionale è occupato dalle Logge, sovrastate dall’omonimo palazzo. La costruzione, iniziata nel 1573, fu affidata a Giorgio Vasari. Al completamento di tutta la struttura furono realizzate anche, con accesso dal porticato, eleganti “botteghe”, in gran parte ancora esistenti nell’aspetto originario. Due volte all’anno la piazza è lo scenario della tradizionale Giostra del Saracino. Inoltre è stata lo scenario per alcune inquadrature del film premio Oscar “La vita è bella” di Roberto Beningni.

Mercato Logge del Grano

Logge-del-Grano2 - ArezzoZona: Aretino
Tipo: Mercato agro-alimentare e di artigianato
Indirizzo: Piazzetta Logge del Grano, 5 – Arezzo (AR)
Tel: +39 0575 20646
Sito: www.loggedelgrano.it
Orari: da lunedì a sabato 9.00-20.00 e la prima domenica del mese in concomitanza con la Fiera Antiquaria.

Il mercato, ubicato in un palazzo del 1886, accoglie 62 diversi produttori, prevalentemente aziende agricole; ci sono anche artigiani, quindi trasformatori, tutti però vincolati all’uso di prodotti del territorio e ricette tradizionali. La merce in vendita va dall’ortofrutta, al vino, al pane fino al prodotto confezionato e anche a quello già pronto per essere immediatamente consumato. La maggior parte dei prodotti alimentari provengono da agricoltura biologica.

All’interno del mercato c’è un’area utilizzata per conferenze su enogastronomia e cibo salutare, degustazione di vino, olio e prodotti tipici locali di eccellenza. Inoltre, ai bambini è riservato uno spazio dove, attraverso giochi educativi, imparano nozioni di sana alimentazione.

Riserve naturali

riserva valle dell'infernoRiserva Valle dell’Inferno

Valle dell’Inferno - Bandella e Ponte Buriano - Penna

riserva valle infernoZona: Aretino e Valdarno Superiore
Comuni: Arezzo, Civitella in Val di Chiana, Laterina Pergine Valdarno, Montevarchi, Terranuova Bracciolini
Tipo: aree naturali protette

Riserva di Ponte a Buriano e Penna: località Ponte Buriano (AR)
Tel: +39 0575 364407; +39 393 8353089

Riserva Valle dell’Inferno: località Monticello – Terranuova Bracciolini (AR)
Tel: +39 393 8353089

Sono due delle riserve naturali gestite direttamente dall’amministrazione provinciale di Arezzo e si estendono nei nei territori dei comuni di Arezzo, Civitella in Val di Chiana, Laterina Pergine Valdarno, Montevarchi e Terranuova Bracciolini. Formano un sistema integrato per la sosta e nidificazione di uccelli acquatici.

riserva bandinellaÈ un ambiente artificiale creato, negli anni ’50 del XX° secolo, dalla costruzione di una diga. Di conseguenza si è generata una zona palustre compresa tra la diga di Levane e il ponte Romito, ma che comprende boschi e culture agricole che hanno favorito l’insediamento di una fauna diversificata. Si è così formato un habitat caratterizzato da piccoli laghi e zone paludose, ideale per la diffusione di specie arboree e la riproduzione di numerose specie animali. In tal senso particolarmente interessanti sono i sentieri che percorrono la Valle dell’Inferno e quella di Rondine. In primavera e all’inizio dell’estate è possibile l’osservazione degli uccelli nidificanti, mentre in autunno e in inverno di quelli svernanti.

Il Centro Visite di Monticello fornisce informazioni e materiale sugli itinerari, l’accessibilità, le visite guidate, le visite in barca, la visita degli impianti della centrale idroelettrica di Levane, le attività di educazione ambientale. I sentieri della riserva sono liberamente percorribili. Si possono infine prenotare escursioni in barca di circa 50 minuti.

riserva valle dell'infernoCome arrivare
– Per chi proviene dall’Autostrada A1, Uscita Valdarno. Alla rotonda prendere subito a destra la Strada Provinciale 11 in direzione di Terranuova Bracciolini. Agli incroci successivi seguire le indicazioni per Levane, proseguendo di nuovo sulla SP.11 per 6 chilometri. All’incrocio del ponte sull’Arno in località Acqua Borra, seguire le indicazioni per il Centro Visita.
– Per chi proviene dalla Strada Regionale 69, in corrispondenza della località di Levane seguire le indicazioni per il Centro Visita.

Località nei dintorni

castello di battifolleCastello di Battifolle

Castello di Battifolle

Zona: Aretino
Comune: Arezzo (AR) – località Battifolle
Tipo: castello medievale e villaggio rurale

A poca distanza dal casello autostradale di Arezzo dell”Autostrada del Sole (A1) c’è un piccolo paese dominato dal Castello di Battifolle. Il castello, risalente al XI° secolo e conosciuto anche come Castel Pugliese, fu uno dei più importanti fortilizi del contado aretino, grazie alla posizione strategica che permetteva di controllare sia il Valdarno Aretino che la Valdichiana. L’antico maniero, visibile solo all’esterno, si raggiunge salendo per circa mezzo chilometro la strada che prosegue oltre la chiesa di Battifolle.

ARTE E MUSEI

Musei dell’Aretino

Museo archeologicoMuseo Archeologico di Arezzo

Anfiteatro romano e Museo Archeologico Statale "Gaio Cilnio Mecenate"

anfiteatro romanoZona: Aretino
Tipo: anfiteatro (II° secolo) e museo archeologico
Indirizzo: Via Margaritone, 10
Tel: +39 0575 20882
Orario: tutti i giorni 8.00-19.00
Ingresso: intero € 4,00, ridotto € 2,00; accesso gratuito all’anfiteatro
 Accessibilità ai disabili: parziale

Costruito tra il 117 ed il 138 d.C., l’anfiteatro ha forma ellittica e gradinate su due ordini con una capienza presunta di oltre 8.000 spettatori. L’arena è vasta e risulta appena inferiore a quella del Colosseo di Roma. Della struttura, realizzata usando blocchi di arenaria, laterizi e marmo, rimangono la platea e i resti degli ambulacri e delle scale di accesso. L’anfiteatro ha subito diversi saccheggi nel corso dei secoli e parte del materiale fu utilizzato per costruire alcuni edifici religiosi. Attualmente è utilizzato come teatro all’aperto.

museo archeoligico1Il museo è dedicato all’aretino Gaio Cilnio Mecenate, personaggio di spicco all’epoca dell’imperatore romano Augusto. È ubicato nell’ex monastero di San Bernardo, costruito agli inizi del XVI° secolo a ridosso dell’anfiteatro. L’edificio fu successivamente modificato e, in età napoleonica, adibito a uso militare. Pregevole è il prospetto di forma ellittica con doppio colonnato sovrapposto.

Il museo espone reperti dall’epoca villanoviana, etruschi e romani fino al cosiddetto “periodo ellenistico”. Tra i pezzi più pregiati spiccano i gioielli provenienti dalla necropoli di Poggio del Sole, un frontone scolpito e policromato con scene di combattimento (480 a.C.) e una serie di ritratti votivi databili tra il II° e il I° secolo a.C. Un’ampia sezione del museo è dedicata alla cosiddetta “terra sigillata”, vasellame in ceramica realizzato in epoca romana (tra il I° secolo a.C. e il I° secolo d.C.) e di cui Arezzo fu il centro di produzione più importante di tutto il Mediterraneo per circa un secolo.

Museo Diocesano di Arte Sacra

museo diocesanoZona: Aretino
Tipo: museo d’arte sacra
Indirizzo: piazza del Duomo, 1 (accesso dal piazzale posteriore)
Tel: +39 0575 23991
Orario: giovedì, venerdì e sabato 10.00-12.00
Ingresso: intero € 2.50, ridotto  €1,00

Espone affreschi staccati, dipinti realizzati tra l’XI° ed il XVI° secolo, sculture di epoca romanica. Inoltre suppellettili liturgiche, di un arco di tempo compreso tra il XII° ed il XIX° secolo, provenienti dal Duomo e da tutta la diocesi. Tra le opere d’arte di maggior pregio ci sono tre crocifissi lignei del XII° secolo, una Annunciazione su tavola di Andrea di Nerio (secolo XIV°), affreschi staccati di Spinello Aretino e del figlio Parri di Spinello. Quindi un affresco staccato, S. Girolamo nel deserto, di Bartolomeo della Gatta (XV° secolo) e due stendardi realizzati da Giorgio Vasari. Tra le oreficerie sono di particolare valore la cosiddetta Pace di Siena, realizzata da un orafo fiammingo nel XV° secolo, e una croce in cristallo di rocca proveniente da Venezia ma con montatura in argento dorato realizzata da un artigiano toscano nel 1466.

Museo d'Arte Medievale e Moderna

museo arte medievale modernaZona: Aretino
Tipo: museo d’arte
Indirizzo: Via San Lorentino, 8
Tel: +39 0575 409050
Orario: tutti i giorni 9.30-19.30
Ingresso: intero € 4,00, ridotto  €2,00
Accessibilità ai disabili:

È situato nel rinascimentale Palazzo Bruni-Ciocchi, uno dei più prestigiosi palazzi gentilizi della città costruito nel 1445 per conto di Donato Bruni. Il museo espone sculture, dipinti, maioliche e porcellane, oreficerie, bronzetti e oggetti in vetro di epoca medievale e rinascimentale. Nelle sale dedicate alla pittura sono presenti, tra gli altri, importanti artisti quali Bartolomeo della Gatta, Margarito d’Arezzo, Spinello Aretino e il figlio Parri di Spinello, Ludovico Carracci, Vi spiccano, in particolare, alcune tavole di Luca Signorelli, tra cui la Madonna col Bambino e Santi e S. Girolamo, e l’Allegoria dell’Immacolata Concezione e uno stendardo raffigurante San Rocco, quest’ultime opere entrambe di Giorgio Vasari.

Casa del Petrarca

casa petrarcaZona: Aretino
Tipo: casa-museo (XIV° secolo)
Indirizzo: Via dell’Orti, 28
Tel: +39 0575 24700
E-mail: info@accademiapetrarca.it
Sito: www.accademiapetrarca.it
Orario: da lunedì a venerdì 10.00-12.00 e 15.00-19.00
Ingresso: gratuito
Servizi: visite guidate
Accessibilità ai disabili: parziale

Qui nacque, nel 1304, il poeta Francesco Petrarca, uno degli artefici della lingua italiana, ma l’edificio oggi visibile è frutto di una ricostruzione del XVI° secolo e di altri restauri avvenuti nei secoli successivi. Attualmente vi ha sede l’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze, che dispone di una vasta biblioteca. Di fronte alla casa c’è un pozzo che, probabilmente, dette al contemporaneo scrittore Giovanni Boccaccio lo spunto per una delle sue più celebri novelle, “Il Pozzo di Tofano”.

Casa di Giorgio Vasari

Zona: Aretino
Tipo: casa-museo  (XVI° secolo)
Indirizzo: Via XX Settembre, 55
Tel: +39 0575 409040
Orario: da lunedì a venerdì 9.00-19.00, sabato e domenica 9.00-13.00
Ingresso: gratuito

Fu l’abitazione del pittore, architetto e storico dell’arte Giorgio Vasari, la cui formazione artistica fu fortemente influenzata da Michelangelo e da Andrea del Sarto. L’artista acquistò la casa attorno al 1540, occupandosi direttamente dei lavori di completamento, della decorazione e dell’arredo. Inoltre il Vasari affrescò personalmente parte degli ambienti interni: sul soffitto di una delle camere dipinse la Fama e sui peducci e le lunette le quattro Arti. Nell’affresco Allegoria dell’amore coniugale, ubicato nella cosiddetta Camera di Apollo, l’artista ritrasse la moglie Nicolosa Bacci. Tra gli altri affreschi c’è il proprio autoritratto e quelli di affermati artisti nativi del territorio di Arezzo: Lazzaro Vasari, Luca Signorelli, Spinello Aretino, Bartolomeo della Gatta, Michelangelo Buonarroti e Andrea del Sarto. Un piccolo ambiente attiguo contiene il modellino ligneo della Loggia progettata per abbellire la grande piazza nel centro storico di Arezzo. Attualmente nell’edificio ha sede anche l’Archivio Vasariano, contenente documenti storici di grande valore, tra cui lettere autografe di Michelangelo, Cosimo I° Medici e papa Pio V°.

Museo storico Gori-Zucchi - UNO A ERRE

artigianato orafoZona: Aretino
Tipo: museo di oreficeria
Indirizzo: Via Fiorentina, 550
Tel: +39 0575 925862
E-mail: info@unoaerre.it
Sito: www.unoaerre.it
Orario: da lunedì a venerdì 9.00-17.00
Ingresso: gratuito

Il museo contiene una collezione storica con più di 500 opere tra oreficerie e gioielli, alcuni dei quali pezzi unici, e disegni e progetti creativi dell’azienda Uno-a-Erre. La raccolta comprende anche vecchi strumenti e macchinari di lavorazione che documentano i primi sistemi meccanici e tecnologici adattati alle lavorazioni nell’industria orafa.

Siti archeologici

Castelsecco

Zona: Aretino
Tipo: sito archeologico etrusco e romano
Indirizzo: località Castelsecco – Arezzo
Informazioni: Associazione Castelsecco, via di Castelsecco 19/1, 52100 Arezzo
Email: assocastlsecco@libero.it
Ingresso: libero
Servizi: visita guidata su prenotazione

Scavi eseguiti in varie fasi hanno accertato che la parte meridionale della collina era sagomata come un’imponente terrazza di forma pressoché ovale e occupata da un complesso etrusco del II° secolo a.C. L’altura, frequentata fin dal periodo arcaico, fu oggetto di un grande intervento nel periodo “ellenistico” con costruzione di un santuario e del monumentale muro di sostegno, cui fecero seguito rifacimenti in epoca romana. Di particolare rilievo sono i resti di un edificio per spettacoli, una sorta di teatro-tempio. Dell’edificio è abbastanza ben conservato l’anfiteatro (cavea) assieme ai resti del palcoscenico e dello sfondo, e di due edifici quadrangolari sporgenti verso l’orchestra. Il rinvenimento di un piccolo altare in pietra ha confermato il carattere cultuale del teatro e il probabile contenuto sacro delle rappresentazioni.

Tra i materiali rinvenuti, particolare significato hanno gli ex voto fittili di bambini in fasce: confermano il culto per una divinità femminile legata alla fertilità e alla protezione della maternità. Altrettanto significativo è stato il ritrovamento di due lastre di pietra con dediche incise in lingua etrusca. Tutti i reperti sono esposti nel Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di Arezzo. Nell’Alto Medioevo l’altura fu nuovamente frequentata come confermato da una piccola chiesa ancora esistente nel XVIII° secolo, identificabile come San Pietro “in Castro Sicco”. A Nord del podio del tempio fu invece costruito un oratorio dedicato ai SS. Cipriano e Cornelio (poi chiesetta di proprietà Giusti). In tempi recenti il teatro è stato occasionalmente utilizzato per spettacoli ed eventi musicali.

COSA FARE

Eventi nell’Aretino

saracino2Giostra del Saracino

Giostra del Saracino

giostra saracinoTipo: folclore
Periodo: penultimo sabato di giugno e prima domenica di settembre

Manifestazione storica e animata competizione tra i quattro quartieri della città – Porta del Foro, Porta Crucifera, Porta S. Andrea e Porta S. Spirito – che fanno risalire le rispettive origini a quelli storici. Il torneo si svolge in Piazza Grande (piazza Giorgio Vasari) ed è preceduto da evoluzioni equestri ed esibizioni di sbandieratori. La gara vera e propria viene sostenuta da un cavaliere che, con la lancia, deve colpire lo scudo di una statua lignea che rappresenta il Saracino, ovvero “Buratto, re delle Indie”. La coppia di cavalieri in rappresentanza di ogni quartiere che realizza il maggior punteggio complessivo vince la competizione e il quartiere di appartenenza si aggiudica l’ambita “lancia d’oro”.

Arezzo New Wave e Play Arezzo Art Festival

arezzo new waveTipo: musica
Periodo: luglio

Manifestazione rock divenuta punto di riferimento in Italia per le nuove tendenze musicali, le nuove proposte internazionali e prestigioso trampolino di lancio per gruppi musicali emergenti.

Fiera Antiquaria

fiera antiquariaTipo: mercato di antiquariato
Periodo: primo fine settimana di ogni mese
Organizzazione: Associazione Fiera Antiquaria di Arezzo
Informazioni: Piazza della Libertà, 1
Tel: +39 0575 3770 e +39 0575 377475
Email: info@arezzofieraantiquaria.org
Sito: www.arezzofieraantiquaria.org / www.arezzoantiquefair.com

Organizzata per la prima volta nel 1968, è una delle più note e frequentate manifestazioni del settore antiquariato e modernariato in tutt’Italia. È incentrata su Piazza Grande (piazza Vasari), ma gli espositori sono anche distribuiti in altre vie del centro storico. Centinaia di venditori provenienti anche da altre regioni espongono mobilia, dipinti, oggetti da collezione e per l’arredamento. Per l’occasione anche tutti i negozi di antiquariato della città sono aperti, come pure altri esercizi commerciali, primi tra tutti quelli dedicati alla ristorazione.

Festa di San Donato

festa san donatoTipo: festa religiosa
Periodo: 6 agosto

La festa del patrono di Arezzo comprende una sfilata per le vie cittadine, la cerimonia di offerta del cero e lo spettacolo pirotecnico notturno. L’evento è preceduto dal concentramento dei gruppi storici, rievocativi e di altre associazioni che mantengono vive le tradizioni della città. Il corteo converge verso il Duomo dove il sindaco accende il cero in onore del Santo. Segue l’omaggio delle massime autorità religiose di Arezzo. La Fortezza Medicea è la base di lancio dei fuochi artificiali notturni.

Gran Premio Europeo di Canto Corale “Il Polifonico”

canto coraleTipo: musica e canto
Periodo: ultima settimana di agosto

Concorso polifonico internazionale dedicato a Guido Monaco e al quale partecipano cori di altissimo livello provenienti da tutto il mondo.

CULTURA

Storia

chimera di arezzoIl celebre bronzo etrusco La Chimera

Etruschi, Romani, ghibellini, fiorentini....

 arezzoLa zona dove è attualmente ubicata la città fu abitata fin dalla preistoria, come confermato dal ritrovamento della calotta cranica di un homo sapiens (il cosiddetto “uomo dell’Olmo”, nei pressi dell’omonima località). Nel IX° secolo a.C. esisteva già un insediamento etrusco che, tra il VI° e V° secolo, era già divenne uno dei maggiori centri della grande civiltà. A questo periodo risalgono opere d’arte di eccezionale valore, come la Chimera. Nel III° secolo a.C. la città dovette definitivamente soccombere all’espansionismo di Roma e assunse il nome latino Arretium. Divenne subito un centro romano di primaria importanza perché, merito della via Cassia, era tappa obbligata nei collegamenti tra la Toscana settentrionale e Roma. All’inizio dell’età imperiale la città diventò piuttosto ricca e furono costruiti numerosi edifici pubblici, come il teatro e le terme. La vita culturale ebbe un grande impulso grazie alla feconda attività del primo degli aretini illustri, Gaio Cilnio Mecenate, il cui nome è divenuto sinonimo della promozione di arti e lettere. Arezzo fu anche un importante centro di produzione di oggetti in bronzo e vasi di ceramica, denominati “corallini” per il loro colore.

Carezzo4on la dissoluzione dell’impero, il prestigio acquisito e la favorevole posizione sulla via Cassia conservarono ad Arezzo una rilevante importanza anche durante l’Alto Medioevo. Durante il successivo Regno dei Franchi divenne sede episcopale di notevole importanza e furono costruite numerose abbazie anche nell’area rurale. Lo strapotere dei vescovi creò un crescente malumore che sfociò in una vera rivolta (1111). All’inizio del XIII° secolo la città divenne libero comune, ampliando velocemente la propria influenza al Basso Casentino, alla Valtiberina, alla Valdichiana. Contemporaneamente ci furono notevoli fermenti culturali quali la costruzione dell’univesità, lo Studium, i cui ordinamenti risalgono al 1252. La continua espansione di Arezzo fece crescere, nelle città più vicine, il desiderio di uguagliarne l’importanza. Fu perciò quasi inevitabile lo scontro con le due città toscane di pari livello, Firenze e Siena. Dopo aver battuto l’esercito di Siena avvicinatosi pericolosamente, Arezzo, tradizionalmente legata al partito ghibellino, subì una grave sconfitta a Campaldino (1289), nei pressi di Poppi, da parte dell’esercito della guelfa Firenze.

arezzo2Nonostante la sconfitta la città ampliò la cinta muraria, concluse un onorevole trattato di pace con Firenze e riuscì addirittura ad allearsi con Siena. Dal 1327 si manifestarono crescenti divergenze nei confronti della sempre rivale Firenze, culminato con la prima perdita completa dell’indipendenza esattamente dieci anni dopo. L’indipendenza fu recuperata nel 1343, ma non la prosperità. Inoltre, nella seconda metà del XIV° secolo, si accesero aspre lotte interne tra guelfi e ghibellini e la città fu saccheggiata varie volte da entrambe le fazioni. Il colpo definitivo fu dato da un esercito mercenario, assoldato dal partito ghibellino, che conquistò quel che rimaneva di Arezzo. Quindi, prezzolato da Firenze, il comandante consegnò la città alla storica rivale e si allontanò dopo aver trafugato la reliquia della testa di San Donato, il patrono.

AREZZO CITTà (1)Nel 1384 la città entrò definitivamente nella sfera di influenza di Firenze, riconoscibile anche nell’architettura, cui seguì un lento decadimento economico e culturale. La parte più antica dell’abitato, comprendente la rocca e la cattedrale, fu profondamente modificata e la fortezza, esempio precoce di fortificazione moderna, ricostruita e ampliata dai Sangallo. Nel 1525 sulla città ed il territorio si abbatté una pestilenza, cui seguì una carestia che mise in ginocchio l’economia e portò ad una nuova sollevazione contro Firenze (1529). Di conseguenza i Medici, ormai prossimi ad assumere un ampio potere in Toscana, non ebbero più motivo per tenere Arezzo separata e inviarono un esercito a occupare definitivamente il territorio. Poi il granduca Cosimo I° Medici attuò un piano di ristrutturazione urbanistica a scopi difensivi: il perimetro della cinta muraria fu ridotto e furono abbattuti importanti edifici civili e religiosi. Proprio durante questi lavori vennero rinvenute le celebri statue di bronzo della Minerva e della Chimera, entrambe di epoca etrusca. La città fu dotata di una nuova cinta muraria (1538) e di una fortezza, costruita più per il controllo interno che per la difesa contro minacce esterne. A partire dalla seconda metà del XVI° secolo però, in tutta la Toscana, si manifestò un lento ma inesorabile decadimento economico e culturale, accompagnato da decremento demografico. Il fenomeno si invertirà solo a metà del XVIII° secolo, per merito delle iniziative intraprese dal granduca Pietro Leopoldo Asburgo Lorena.

AREZZO CITTà (7)Nel 1799 Arezzo fu occupata dall’esercito francese nel corso della cosiddetta Prima Campagna d’Italia. La città divenne ben presto il maggior centro del movimento “Viva Maria”, una delle varie “insorgenze” antigiacobine della penisola. Dopo la parentesi napoleonica Arezzo divenne capoluogo di provincia nel ripristinato Granducato di Toscana. Nel 1860, assieme a tutta la Toscana, entrò a far parte del Regno d’Italia. La riconquistata autonomia amministrativa e l’apertura delle comunicazioni ferroviarie con Firenze e Roma stimolarono nuovi fermenti. Una brusca interruzione di questo processo evolutivo fu causata dalla Seconda Guerra Mondiale, quando i bombardamenti distrussero quasi il 60% degli edifici, arrecando danni ingenti anche al patrimonio artistico. Negli anni seguenti l’economia della città si è basata sostanzialmente sulla coltivazione delle campagne circostanti. Risale a questo periodo un foro boario destinato al mercato di animali d’allevamento come, ad esempio, i bovini della pregiata razza “chianina”. Contemporaneamente veniva impiantata la prima grande industria, specializzata in materiale rotabile per ferrovie. Successivamente la vocazione industriale della città ha trovato nuovi sbocchi nel settore tessile, in quello della lavorazione delle pelli e nella lavorazione dei metalli preziosi, tra cui spicca l’affermata azienda UnoAErre, specializzata nel settore orafo.

GASTRONOMIA

Piatti tipici

tagliata chianinaTagliata di “chianina”

Specialità della cucina aretina

Tortelli di patate rosse di Cetica

Zuppa di Tarlati

Tagliata di “chianina”

Pappardelle alla lepre

Grifi all’aretina, preparati usando parti del muso del vitello, precedentemente cucinate in umido con aromi, spezie, odori, pomodoro

Anguilla all’aretina

Carciofi stufati

Pane di ramerino

Gattò aretino, dolce bagnato con alchermes (liquore dolce di colore rosso) e farcito con crema, spesso, al cioccolato

Prodotti tipici dell’Aretino

“Chianina”, razza bovina tra le più pregiate e più antiche in Italia, ideale per i tagli di carne rossa alla brace

Trota fario appennica

Formaggio pecorino stagionato

Carciofo precoce

Pane di cotone, realizzato con farina addizionata con lievito di birra sciolto in acqua salata – prodotto (IGP)

Cantine vinicole e wine tasting

Villa La Ripa

Arezzo (AR)
Cantina vinicola

ARTIGIANATO ARTISTICO

artg1Oreficeria

Il territorio aretino è divenuto famoso per lavorazione dell’oro, un’attività che include anche tecniche ereditate dagli Etruschi, abili artigiani della produzione orafa. Varie aziende di Arezzo sono impegnate nella produzione di gioielli unici e di grande qualità artistica. Durante l’anno si svolgono due importanti eventi che mettono in risalto la qualità e l’originalità dell’oreficeria aretina: OroArezzo e la Biennale d’Arte Orafa.

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire nell’Aretino

Break House Caffè Ristorante Hotel

Terranuova Bracciolini (AR)
Hotel con ristorante

Residenza Fra Le Torri

Arezzo (AR)
Residenza con gusto

Agriturismo Le Gret

Subbiano (AR)
Accogliente agriturismo

Castello di Valenzano

Subbiano (AR)
Lussuosa dimora d’epoca

Dove mangiare nell’Aretino

Ristoranti

Ristorante Locanda  Antica Pieve

Strada vicinale Gambreggia , 176 – Località Vitiano –  52040 Arezzo (AR)
Tel. +39 0575 979658  /  +39 3384880964
www.ristoranteanticapieve.eu
info@ristoranteanticapieve.eu
Servizi:  cucina tradizionale toscana, ampia e fornita cantina di vini, pizzeria, terrazza panoramica,

Wedding e catering

Eventy – Catering

Arezzo (AR)
Catering per matrimoni