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Siena, città del famoso Palio e patrimonio dell’UNESCO

Siena-GonfaloneLa città di Siena è universalmente conosciuta unescoper il suo ingente patrimonio storico, artistico, paesaggistico e per la sostanziale unità stilistica dell’aspetto urbano, in larga parte di epoca medievale. L’UNESCO ha conferito a Siena il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità. Il turismo è sicuramente un’attività trainante e il celebre Palio di Siena ne costituisce uno dei richiami principali. Nella città ha sede la banca Monte dei Paschi di Siena, fondata nel 1472,  il più antico istituto di credito del mondo.

L’artigianato mantiene il carattere di “bottega” legata al restauro di mobili d’epoca. Conservando una tradizione antica, nella città esistono ancora attività e mestieri considerati un poco anacronistici: “lustrini” (lucidatori di mobili), pittori di icone, copiatori di opere pittoriche antiche, ricamatrici. L’industria dolciaria è una delle più importanti tra quelle tradizionali, e, sia con produzione di tipo artigianale che industriale, ha mantenuto le numerose e gustose specialità locali. Particolarmente conosciuti e apprezzati sono i caratteristici “ricciarelli”, dolcetti a base di pasta di mandorle, il panforte e i cavallucci. Apprezzato è anche il “panpepato”, antico dolce a base di miele, mandorle e pepe.

ZONA Senese
TIPOCittà d'arte capoluogo della provincia di Siena
COORDINATE 43°19′06″N 11°19′53″E
ALTITUDINE 322 metri s.l.m.
PRODOTTI dolce, mobili antichi restaurati
SPORT trekking escursionistico, ciclismo, equitazione, pattinaggio, hockey su rotelle, boccia
CONFINI Asciano, Castelnuovo Berardenga, Monteriggioni, Monteroni d'Arbia, Sovicille (SI)

siena mapInformazioni  Turistiche

Comune di Siena
Palazzo Pubblico – Il Campo, 1 – 53100 Siena (SI)
Tel. +39 0577 292111
www.comune.siena.it

Info e Prenotazione per disabili
Tel. +39 0577 292215

siena mappUfficio Turistico

Piazza Duomo, 1
Tel. +39 0577 280551
Piazza Campo, 56
Tel. +39 0577 270676
www.terresiena.it

Tour Guide
Piazza Campo, 56
Tel: +39 0577 43273

COSA VEDERE A SIENA

Fortificazioni

Fortezza Medicea

fortezza mediceaZona: Senese
Tipo: castello fortificato XVI° secolo

Conosciuta anche come Forte di Santa Barbara fu fatta costruire nel 1561 per ordine del duca di Firenze Cosimo I° Medici per scoraggiare qualsiasi tentativo di riconquistare l’indipendenza da parte Siena. La fortezza fu progettata dall’architetto Baldassarre Lanci e completata in due anni utilizzando quasi esclusivamente laterizi. Nel XVIII° secolo fu smilitarizzata e, dopo congrui lavori di restauro, nel 1937 la fortezza fu trasformata in giardino pubblico. La costruzione originale aveva una pianta ad L, ma successivamente fu trasformata in quadrilatero. Su ogni angolo sono collocati imponenti bastioni cuneiformi, su tre dei quali è affisso uno stemma mediceo in travertino, sovrastante una testa di leone. All’interno, lungo la sommità delle mura, sono stati ricavati ampi passaggi, contornati di alberi e panchine. Al centro, nella spianata, è stata collocata una struttura a forma di anfiteatro ottimizzata per spettacoli durante i mesi estivi.

Castello di Belcaro

castello belcaroZona: Senese
Comune: Siena (SI) – località Belcaro
Tipo: palazzo fortificato XII°-XVI° secolo
Indirizzo: strada di Terrenzano e Belcaro

Il nome è legato ad una leggenda. Una dama del castello attendeva sulle mura e con il suo bambino in braccio il ritorno dello sposo dalla guerra. Scorgendo il marito all’orizzonte la donna avrebbe proteso le braccia verso di lui, facendo però cadere il bimbo nel giardino sottostante. Per questo, rivolta verso lo sposo, la donna avrebbe esclamato: “Sei bello, ma mi costi caro!”. Da quel momento il castello avrebbe preso il nome Belcaro. Il fortilizio fu costruito nel 1190 ma fu più volte distrutto e ricostruito nei due secoli seguenti. Nel 1376 il castello fu donato a Santa Caterina da Siena che lo trasformò in un convento per monache. Nel 1525 fu acquistato dalla famiglia Turamini la quale, su progetto di Baldassarre Peruzzi, lo modificò e gli fece assumere l’aspetto attuale di palazzo fortificato. Nel 1710 la struttura fu acquistata dalla famiglia Camajori che tuttora è la proprietaria.

Il castello, contenuto in una cinta muraria, è composto da vari edifici che si articolano attorno a tre spazi aperti: un giardino e due cortili. Di fronte all’ingresso si trova un’apertura ad arco che dà accesso al cortile interno, sul quale si affacciano la villa ed i locali di servizio. L’edificio padronale, invece, si sviluppa su tre piani ed ha forma rettangolare. Nel giardino è ubicata la cappella che conserva varie opere d’arte. Sempre sul giardino si affacciano le logge, un elegante spazio con tre volte sulle quali sono affrescate storie mitologiche: la dea Diana, le tre Grazie, gli amori di Venere, il ratto di Europa. Da qualche tempo è diventata una struttura ricettiva che fa parte del circuito Residenze d’Epoca di Toscana.

Chiese

doumoDuomo

Duomo di Siena - Cattedrale di Santa Maria Assunta

duomo Zona: Senese
Tipo: chiesa cattredale XII°-XIV° secolo

La cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta è una delle più importanti e maestose chiese di tutta l’Italia. La costruzione fu iniziata nel XII° secolo. Nel XIII° secolo, con il completamento della facciata sotto la supervisione dell’architetto Giovanni Pisano, fu trasformata in basilica. Nel 1339 fu deciso di ampliare il Duomo ma, a seguito di vari imprevisti e della peste del 1348, i lavori furono interrotti nel 1357. Le tracce di quanto realizzato fino a quel momento sono ben visibili nell’attiguo Museo dell’Opera del Duomo. Nel 1870 un incendio distrusse la cupola esterna in legno e parte della copertura lignea della navata; entrambe vennero poi ripristinate. La chiesa, in stile romanico-gotico, è stata costruita su di una sorta di piattaforma soprelevata di alcuni gradini rispetto al livello del terreno.La facciata, tutta in marmo bianco, ma con qualche decorazione in marmo rosso di Siena e serpentino di Prato, è divisibile in due parti, inferiore e superiore, quasi ad indicare due distinte fasi costruttive.

vetrata museo opera duomoLa decorazione è prevalentemente scultorea, con particolare enfasi per le statue di epoca gotica di profeti, patriarchi, filosofi pagani e profetesse. La parte inferiore fu realizzata da Giovanni Pisano negli anni 1284-1297 e rispecchia uno stile romanico-gotico di transizione. La parte superiore, in puro stile gotico, è opera di Camaino di Crescentino, che vi lavorò tra il 1299 circa e il 1317. Al centro della facciata c’è uno splendido rosone, incorniciato da nicchie gotiche contenenti i busti di apostoli e profeti che rendono omaggio ad una Madonna con Bambino, inserita nella nicchia centrale. La cupola, dodecagonale, è caratterizzata da due ordini di logge, con colonne binate slanciate e archetti a sesto acuto. Fu completata entro il 1263 con la collocazione sulla cima della sfera di rame. Il campanile, alto circa 77 metri, è in stile romanico e venne terminato nel 1313. La decorazione è costituita da fasce di marmo bianco e verde interrotte da sei ordini di finestre. La pianta della basilica è a croce latina con tre navate.

duomo internoL’interno della cattedrale è di eccezionale bellezza e ricchezza artistica. L’aula principale è divisa in tre navate. Il transetto è a sezione esagonale, sormontato dalla cupola a base dodecagonale. La pianta della cattedrale è divisa in numerose campate e le volte sono a crociera, tutte decorate in colore azzurro e con stelle.  Due magnifici rosoni sono pesenti nella controfacciata e sul coro. Il rosone della contrafacciata contiene una grande vetrata raffigurante l’Ultima Cena, opera di Pastorino de’ Pastorini (1549). Tutta la struttura interna del duomo è dominata dalla bicromia bianca e nera, riferimento ai colori dello stemma di Siena, producendo un suggestivo effetto chiaro-scuro. La navata centrale e il coro sono sormontati da un davanzale sovrastante una lunga fila di 171 busti di papi, realizzati tra il 1497 e il 1502. Di grande interesse sono i numerosi capitelli istoriati posti sopra i pilastri. Notevoli sono anche le due acquasantiere in marmo di Antonio Federighi (1458) che rappresentano la caduta dell’uomo che con il peccato originale è precipitato dalla grazia di Dio alla condizione di prigionia del mondo materiale.

pavimento duomoOpere di grande pregio è il pulpito di Nicola Pisano (1265), uno dei gioielli del Duomo, nonché una delle opere scultoree più importanti del XIII° secolo. L’opera ha pianta ottagonale con rilievi vari e statuine e lo zoccolo, anch’esso ottagonale, è adornato di figure che rappresentano le arti liberali e la filosofia.  Nel transetto sinistro si trova il monumento sepolcrale di Marc’Antonio Zondadari, Gran Maestro dell’Ordine di Malta, scolpito nel 1723-1726 da Giuseppe Mazzuoli. Il cavaliere fu sepolto nell’isola ma il suo cuore fu trasportato nel Duomo ed è contenuto nell’involucro marmoreo sottostante. Sopra il monumento è riprodotto l’insegna araldica del cavaliere, i trofei di guerra e due angeli che sorreggono i simboli dei Cavalieri di Malta. La cappella di San Giovanni Battista, originariamente adibita a battistero, fu costruita per custodire la reliquia del braccio di San Giovanni Battista portata a Siena da papa Pio II°. E’ in stile rinascimentale, a pianta circolare ed è coperta da una cupola semisferica, progetto di Giovanni di Stefano, affrescata dal Pinturicchio nel 1504. Nella nicchia centrale c’è la statua bronzea di San Giovanni Battista, scolpita da Donatello nel 1455.

duomo interno1La tela sull’altare, che raffigura Sant’Ansano che battezza i senesi, è opera di Francesco Vanni (1593-1596) ed è una dei dipinti più pregevoli della cattedrale. La Cappella della Madonna del Voto, o Cappella Chigi, si trova in posizione simmetrica a quella di San Giovanni Battista. Le opere di maggior valore sono le statue di Santa Maria Maddalena e San Girolamo, entrambe realizzate da Gian Lorenzo Bernini.L’abside fu affrescata da Domenico Beccafumi (1535-1544). I due grandi affreschi sulla parete di fondo ai lati dell’abside sono invece di Ventura Salimbeni (1608-1611). Raffigurano Ambrogio Sansedoni e altri beati senesi presentano Siena a papa Gregorio,  Caduta della manna, Nozze di Ester e Assuero, Santa Caterina da Siena tra santi e beati senesi. L’altare maggiore, in marmo policromo, fu progettato e realizzato nel 1530 da Baldassarre Peruzzi. L’alto ciborio eucaristico in bronzo posto al centro è opera di Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta, (1467-1472). Sopra il coro c’è una copia della vetrata policroma realizzata da Duccio di Buoninsegna, attualmente nel Museo dell’Opera del Duomo.

cappella san giovanni battista duomoNel grande occhio circolare ci sono ie immagini Vergine in una mandorla attorniata da quattro angeli, Incoronanazione della Vergine, Morte della Vergine. Particolarmente stupefacente è la bellezza del pavimento a commessi marmorei, opera unica nell’arte italiana per ricchezza di dettagli ed inventiva. è diviso in 56 riquadri che mostrano la Rivelazione nelle Sacre Scritture. I riquadri più antichi sono della seconda metà del XIV° secolo mentre gli ultimi furono realizzati nel XIX° secolo, tutti dovuti a più di 40 artisti. Tra i nomi più prestigiosi Francesco di Giorgio, il Pinturicchio, il Sassetta, Neroccio di Bartolomeo de’ Landi, Antonio Federighi, Urbano da Cortona e, soprattutto, Domenico Beccafumi, che creò ben 35 scene innovando profondamente il genere. Ancora all’interno della cattedrale c’è la Libreria Piccolomini, costruita nel 1492 per custodire il ricchissimo patrimonio librario raccolto da papa Pio II°. L’interno fu affrescato dal Pinturicchio con scene della vita del pontefice. Una scalinata in piazza San Giovanni permette di accedere alla cripta, le cui pareti sono completamente ricoperte di affreschi del XIII° secolo. Quelle meglio conservate sono le Scene della Passione di Gesù, tra cui una Crocifissione e una Deposizione dalla Croce.

Battistero di San Giovanni ( Battistero del Duomo di Siena)

battistero san giovanniZona: Senese
Tipo: chiesa battistero XIV° secolo

Il battistero è ubicato ad un livello inferiore, per l’esattezza al di sotto delle campate finali del coro del Duomo. Vi si accede dalla piccola piazza ubicata sul retro della chiesa. I lavori, eseguiti sotto la guida dell’architetto Camaino di Crescentino, vennero terminati nel 1325. La facciata, tutta in marmo bianco, è in puro stile gotico. Il pavimento di fronte ai portali ha mosaici a graffito e marmorei legati alla cerimonia del battesimo. Nel 1417 il battistero si arricchì del pregiato fonte battesimale esagonale, posto al centro, opera scultorea cui contribuirono vari artisti tra cui Donatello, Lorenzo Ghiberti, Giovanni di Turino, Goro di Neroccio e Jacopo della Quercia. Gli affreschi sulle volte e sull’abside sono principalmente opera di Lorenzo di Pietro, detto “Il Vecchietta”, e raffigurano dodici scene degli Articoli del Credo (1450) e momenti della vita di Cristo: Pentecoste, Annunciazione, Flagellazione e Andata al Calvario, Discesa agli Inferi, Ascensione, Giudizio Universale.

Chiesa di San Francesco

chiesa san francescoZona: Senese
Tipo: chiesa XIV° secolo

La chiesa fu costruita tra il 1326 e il 1475 in stile gotico, ma fu ristrutturata nel XIX° secolo. La pianta è a croce egizia con un’unica ampia navata coperta a capriate. Le 36 vetrate furono realizzate dalla vetreria Zettler di Monaco di Baviera negli anni 1885-1890. Numerose sono le opere di pregio custodite nella chiesa, in particolare quelle all’interno delle otto cappelle del transetto poste ai lati della cappella maggiore: gli affreschi di Ambrogio Lorenzetti Martirio di cinque frati francescani (1335), la Madonna col Bambino di Andrea Vanni (1398), il monumento funebre in marmo al cavaliere Cristoforo Felici, realizzato da Urbano da Cortona nel 1463. Quindi le due cappelle dove sono conservate le Sacre Particole, oggetto di un furto sacrilego nel 1730. Pregevoli sono anche i bassorilievi in marmo raffiguranti la benedizione della prima pietra, San Francesco che benedice gli uccelli e San Francesco che appare a Gregorio IX°, tutti risalenti al XIII° secolo. Qui sono stati ricollocati anche gli affrescchi che abbellivano Porta Romana. Lungo le pareti della navata sono esposte le bandiere delle contrade storiche della città. Accanto alla chiesa è ubicato il convento di San Francesco, risalente al XV° secolo. Attualmente è adibito a biblioteca dell’Università degli Studi di Siena e vi sono conservati oltre 177.000 tra volumi e manoscritti.

Chiesa di San Domenico

chiesa san domenico1Zona: Senese
Tipo: chiesa gotica XIII° secolo

Costruita nel XIII° secolo, fu ingrandita in quello successivo adottando lo stile gotico. Dopo il terremoto del 1798 il campanile, già in cattive condizioni, fu abbassato al livello attuale e dotato di coronamento merlato. Per analoghi motivi di stabilità, furono chiusi l’occhio centrale della facciata e le finestre laterali della chiesa. L’ultimo intervento è del 1963, quando fu in parte ripristinato l’aspetto gotico ed aggiunte le vetrate con le Storie di Santa Caterina. La chiesa ha un aspetto severo e massiccio e la facciata è a capanna, liscia e priva di decorazioni. L’ampio uso di mattoni è tipico degli ordini mendicanti che privilegiavano materiali umili per le loro chiese. L’edificio ha pianta a croce egizia, con un’unica ampia navata coperta da capriate a vista e finestre gotiche con vetrate. Nella Cappella delle Volte è conservato un ritratto di Santa Caterina da Siena ritenuto veritiero perché l’autore, Andrea Vanni, fu un seguace della religiosa.

Un vero gioiello è la Cappella di Santa Caterina, in stile rinascimentale (1466), dove si conserva la testa-reliquia della santa. All’indomani della morte, avvenuta a Roma nel 1380, la testa fu asportata dal confessore della santa, il beato Raimondo da Capua. La reliquia giunse a Siena nel 1384, a seguito di pressanti richieste degli abitanti che volevano una parte tangibile della “loro” santa. Gli affreschi della cappella sono opera del Sodoma e di Francesco Vanni: Estasi di Santa Caterina, Svenimento di Santa Caterina causato dalla stimmate e Liberazione di un’ossessa da parte di Santa Caterina. Alla chiesa appartiene anche una cripta in stile gotico risalente al XIV° secolo. Vi sono conservate due pregevoli opere: un crocifisso di Sano di Pietro, collocatp dietro l’altare maggiore, e la Crocifissione di Ventura Salimbeni (1600).

Casa-Santuario di Santa Caterina

santuario santa caterinaZona: Senese
Tipo: santuario e dimora storica  XIV° secolo

Il santuario incorpora la casa di Santa Caterina e si articola in vari portici, loggiati, chiese e oratori. La casa natale della santa si affaccia ancora oggi sul vicolo del Tiratoio, un luogo dove anticamente si lavorava la lana. Al complesso si accede tramite un portico neorinascimentale ornato dai busti dei vari papi che riconobbero la santità e l’importanza della donna. Da qui si accede alla Chiesa del Crocifisso, risalente al 1614, edificata per custodire il crocifisso miracoloso dal quale la giovane Caterina Benincasa ricevette le stimmate nel 1375. All’interno varie tele del XVII° secolo raffigurano episodi della vita della santa. Di fronte alla chiesa si trova l’Oratorio della Cucina, originariamente la cucina della famiglia Benincasa. Sotto l’altare ci sono i resti del focolare sui cui tizzoni ardenti Caterina cadde in estasi, rimanendo però illesa.

La cucina fu adibita a sala riunioni dalla Confraternita della Santa nel 1482. Trasformato quindi in oratorio, verso la fine del XVI° secolo il locale fu abbellito con un pavimento maiolicato, il soffitto a cassettoni con rosoni dorati ed il coro ligneo. La pala dell’altare fu realizzata da Bernardino Fungai nel 1495 e raffigura le Stimmate di Santa Caterina tra i santi Girolamo e Domenico e Santa Caterina in gloria tra santi, oltre alla predella con Storie della vita della santa. Dal loggiato esterno le scale danno accesso ad un altro oratorio, dove ci sono pitture del XIX° secolo, opera di Alessandro Franchi e Gaetano Marinelli, che illustrano episodi della vita della santa. Sull’altare è collocata la tela Stimmate di Santa Caterina, di Girolamo di Benvenuto (inizio XVI° secolo). Ci sono inoltre varie reliquie. All’interno dell’oratorio è anche visibile il cubicolo in cui dormiva Caterina, direttamente in terra e con una sporgenza di pietra come cuscino. Più oltre si trova l’Oratorio di Santa Caterina in Fontebranda, pure denominato Oratorio della Tintoria. Fu infatti costruito dove era originariamente ubicata la tintoria del padre di Caterina e poi trasformato in chiesa nel 1465.

Basilica di Santa Maria dei Servi

San Clemente in Santa Maria dei Servi, Sienne, ItalieZona: Senese
Tipo: convento  XIII° secolo

La costruzione del convento iniziò nel 1250 su un terreno donato dalla famiglia Tolomei. I lavori procedettero a rilento e durarono quasi tre secoli. Entro la metà del XV° secolo fu completato il transetto e le cappelle terminali in stile gotico. La facciata è semplice e grezza, con un portale e due rosoni. Il campanile in stile romanico, risalente al XIII° secolo, è stato restaurato nel 1926. La pianta della chiesa è a croce egizia, con un corpo longitudinale a tre navate e cinque campate. Nelle pareti delle navate laterali furono ricavate nicchie, con volte a botte e cassettoni dipinti, entro cui furono collocati altari barocchi. Tra le molte opere pittoriche all’interno della chiesa sono di particolare rilievo: Madonna del Bordone, di Coppo di Marcovaldo (1261), Natività di Maria, di Rutilio Manetti (1625), Madonna di Belvedere, di Jacopo di Mino del Pellicciaio (1364), Madonna con i sette santi fondatori, di Alessandro Franchi, e Strage degli Innocenti e Madonna col Bambino, santi e committenti, di Matteo di Giovanni (1491).

Monumenti e luoghi da visitare a Siena

piazza del campo
Scorcio di Piazza del Campo

Piazza del Campo

piazza del campo1Zona: Senese
Tipo: piazza storica XII° secolo
Indirizzo: Piazza del campo

È la principale piazza della città e si trova in un punto nodale, da dove si diramano le tre principali vie del centro storico. Unica per la particolare e originale forma a conchiglia, è rinomata per la bellezza ed integrità architettonica. Il primo documento che menziona la sistemazione dello spazio allora designato come “Campo” risale al 1169. Originalriamente la piazza era utilizzata per fiere e mercati di bestiame, animali da cortile e di grano. La piazza, con una circonferenza di 333 metri, è suddivisa in due aree: “di basso”, l’alveo centrale e la parte meridionale, pavimentata con mattoni disposti “a coltello” e divisa in nove spicchi; l’altra è la cortina attorno, lastricata. Sulla piazza si affacciano storici edifici come il Palazzo Comunale con la Torre del Mangia, le Logge di Mercanzia, la Fonte Gaia. La piazza è celebre in tutto il mondo anche perché, due volte all’anno, è l’incantevole scenario del Palio delle Contrade.

Palazzo Comunale

palazzo comunale Zona: Senese
Tipo: dimora storica XIII° secolo
Indirizzo: Piazza del Campo

Il palazzo fu costruito tra 1298 e 1310 quale sede del “Governo dei Nove”. Per la costruzione dell’edificio furono usati esclusivamente mattoni, con l’aggiunta di alcuni elementi in marmo bianco per scopi essenzialmente decorativi. L’ampliamento del lato destro, comprendente la zona delle carceri, fu eseguito nel 1327. Seguì la realizzazione del salone del Gran Consiglio (1330-1342), che fu però trasformato in teatro nel XVI° secolo. L’ampia facciata del palazzo è intervallata dalle finestre, tutte nel tipico stile senese: tre archetti gotici affiancati sostenuti da colonnine. Tra gli archetti e l’arco acuto principale di ciascuna finestra fu inserito lo stemma di Siena, la “balzana” bianca e nera. Al centro della facciata c’è un grande disco che raffigura il trigramma di Cristo: fu ideato da San Bernardino da Siena e dipinto da Battista di Niccolò nel 1425.

All’interno del palazzo ci sono palazzo comunale1opere dei maggiori artisti del’epoca. Questo insieme di affreschi, opere pittoriche e di scultura costituisce un’irripetibile serie di testimonianze fondamentali dell’arte medievale, oltreché essere un eccezionale documento della società civile nel XIV° secolo. Tra le molte importantissime opere d’arte spiccano: la scultura Mosé di Antonio Federighi, l’affresco Santi e Beati Pietro Alessandrino, Ambrogio Sansedoni e Andrea Gallerani, di Sano di Pietro (1446), Madonna col Bambino e San Giovannino, del Riccio (1537), l’affresco Incoronazione della Vergine con i santi senesi Caterina e Bernardino, di Sano di Pietro e Domenico di Bartolo (1445), Resurrezione e una aquila imperiale del Sodoma (1535),  Madonna della Misericordia con angeli e santi, di Lorenzo di Pietro, detto “Il Vecchietta”, (1457). Dalla parte sinistra dell’edificio si accede al Cortile del Podestà, risalente al 1325, costruito interamente in mattoni ed affiancato, sui quattro lati, da grandi trifore a sesto acuto. Il Palazzo Comunale è ancora oggi la sede dell’amministrazione cittadina. Al primo piano dell’edificio sono ubicati il Museo Civico ed il Teatro Comunale dei Rinnovati.

Torre del Mangia

torre del mangia Zona: Senese
Tipo: edificazione storica  ed orologio XIV° secolo

Il campanile del Palazzo Comunale è denominato “Torre del Mangia”, nome legato al vizio della gola del primo custode, Giovanni di Balduccio. Questi era noto perché indulgeva nei piaceri del cibo e sperperava a tavola i propri guadagni, al punto tale da meritarsi l’appellativo “mangiaguadagni”. Fu costruita tra il 1325 e il 1348 e, con i suoi 102 metri, risulta essere una delle più alte tra le antiche torri italiane. I quattro angoli sono perfettamente orientati in direzione dei punti cardinali. All’interno c’è una scala che permette di salire fino alla loggetta in cui è collocata la campana: 106 gradini fino al terrazzino con vista sulla piazza, altri 226 per arrivare fino alla cella campanaria. La campana, di grandi dimensioni e del peso di 6.764 chili, fu forgiata nel 1344 dal maestro Ricciardo di Tingo. Rimase in attività fino al 1633, anno in cui fu rifusa e ricollocata. Nel 1831 la campana fu gravemente danneggiata e ne fu vietato l’uso fino a nuova riparazione o fusione.

Poiché i preventivi risultavano troppo onerosi, fu deciso un intervento di minore entità ed i due tecnici incaricati limarono la fessurazione nel bronzo. Tale accorgimento non fu però sufficiente a coprire il profondo taglio che ancora è visibile sul bordo inferiore della campana. Questo difetto strutturale conferisce una sonorità grave e roca, tanto originale quando suonata a mano, evento limitato ai soli giorni del Palio. Nella torre, nel 1360, fu installato un grande orologio ad opera di Bartolomeo Guidi. Nel 1692 fu completamente ristrutturato con l’esecuzione di dipinti attorno al quadrante. Gli ultimi lavori di completo rifacimento, ad opera del senese Giovan Lorenzo Barbetti, risalgono al 1804. Dalla fine del XIX° secolo l’orologio è privo sia dei dipinti che della soprastante tettoia di protezione.

Parafulmine

Ptorre del mangia parafulmineer la sua notevole altezza, per la massa metallica costituita dalla campana e per la grande quantità di ferro dei sostegni della stessa, la Torre del Mangia ha sempre attirato una grande quantità di fulmini. Fino alla seconda metà del XVIII° secolo, la fortissima scarica elettrica penetrava all’interno della torre, poi attraversava un lungo filo metallico dell’orologio e veniva scaricata nelle vicinanze. Questo sistema però provocava spesso danni all’orologio, alle stanze od alle strutture murarie del Palazzo Comunale. Per tale ragione nel 1776 venne installato, sotto la direzione di Domenico Bartaloni, docente di fisica dell’Università di Siena, un conduttore in grado di evitare (o almeno ridurre al massimo) i danni. Il Bartaloni acquisì la tecnologia del parafulmine, messo a punto dallo scienziato Benjamin Franklin e brevettato venti anni prima a Philadelphia. Una catena metallica fu affiancata al filo di ferro del martello che batteva la campana ad ogni ora, in modo che anche questa raggiungesse l’orologio. Qui fu collocata una spranga di ferro per deviare la scarica elettrica e convogliarla in un condotto sotterraneo. Solo nel 1996 si è provveduto ad installare un moderno parafulmine ed un rinnovato sistema di sicurezza, seguendo comunque il tracciato di quello del XVIII° secolo.

Fonte Gaia

Zona: Senese
Tipo: fontana storica  XIV° secolo
Indirizzo: Piazza del Campo

Collocata nella parte alta di Piazza del Campo, è la più importante fontana pubblica della città e risale al 1346.  Dalla gioia spontanea dello sgorgare dell’acqua è derivato l’appellativo “Gaia”. Per alimentarla fu costruita un’imponente opera idraulica, che comprendeva una galleria lunga circa 30 chilometri ed un “bottino maestro” (cisternino di raccolta dell’acqua). La fonte, inizialmente di struttura più semplice, fu decorata da una serie di rilievi scultorei commissionati nel 1409 a Jacopo della Quercia e completati nel 1419. Nel 1743 la parte decorativa fu seriamente daneggiata da un cittadino che, per meglio osservare lo svolgimento del Palio, si arrampicò su una delle due sculture (Rea Silvia), mandandola in pezzi e rimanendone vittima. Nel 1859 fu deciso di sostituire l’intera parte realizzata da Jacopo della Quercia con una copia in marmo di Carrara, commissionata allo scultore senese Tito Sarrocchi. Le parti originarie, molto danneggiate, sono state restaurate e poi collocate nel Museo dell’Ospedale di Santa Maria della Scala. La fonte ha un bacino di forma rettangolare, aperto verso il Palazzo Comunale, circondato da un alto parapetto. I due lati più corti sono decorati dai bassorilievi Creazione di Adamo e Cacciata dei progenitori. Sulla parete di fondo, al centro, i rilievi Madonna col Bambino in trono circondata dalle Virtù e dagli Angeli.

Cappella di Piazza

cappella di piazzaZona: Senese
Tipo: chiesa XIV° secolo

Alla base della Torre del Mangia e prospiciente Piazza del Campo, si trova la cosiddetta Cappella di Piazza, risalente al 1352. È un tabernacolo tutto di marmo dedicato alla Vergine quale ringraziamento per la fine dell’epidemia di peste che aveva colpito la città nel 1348. La costruzione, iniziata da Domenico di Agostino, si protrasse a lungo: i pilastri d’angolo furono ricostruiti più volte ed assunsero l’aspetto attuale nel 1376 sotto la direzione di Giovanni di Cecco. Le sculture inserite nelle nicchie gotiche dei pilastri furono eseguite solo tra il 1378 e il 1382 da Mariano d’Angelo Romanelli e Bartolomeo di Tommé, detto Pizzino. La semplice tettoia di protezione fu sostituita nel 1461 con una volta rinascimentale retta su archi a tutto sesto, opera di Antonio Federighi. Allo stesso artista si devono anche le decorazioni bizzarre e antichizzanti del coronamento. Le cancellate in ferro battuto sono del XIV° secolo, opera di Conte di Lello Orlandi e Pietruccio di Betto.

Ospedale di Santa Maria della Scala

santa maria della scalaZona: Senese
Tipo: complesso ospedaliero religioso XII° secolo
Indirizzo: Piazza del Duomo, 2

È un complesso di edifici che facevano parte di uno dei più antichi e grandi “spedali” europei. Attualmente è, al tempo stesso, museo e centro espositivo per iniziative artistiche e culturali. La sezione museale contiene una serie di raccolte che spaziano dall’antichità  all’epoca moderna, numerose e importanti testimonianze storico-artistiche che riassumono l’essenza della città e la sua storia. L’area espositiva – complessivamente 350.000 metri quadrati – è costituita da un’alternanza di vasti ambienti e corridoi angusti, intrecci di gallerie scavate nel tufo e grandi spazi con volte in mattoni. L’appellativo “della Scala” è legato ad una tradizione mista a leggenda. Lo “spedale” sarebbe stato fondato dopo che la madre del ciabattino Sorore, poi fattosi monaco e quindi beatificato, aveva avuto una visione: una scala miracolosa accoglieva in Paradiso i fanciulli abbandonati.

ospedale santa maria della scalaPiù probabilmente l’appellativo, in uso dal XII° secolo, è legato all’ubicazione dell’edificio, posto dirimpetto alla gradinata della cattedrale (o Duomo). Il primo edificio fu costruito attorno al 1090 allo scopo di svolgervi attività caritatevoli: dalle cure ai malati al ricovero dei poveri fino all’assistenza dei bambini abbandonati. Poi, anche perché la via Francigena (o Romea) attraversava l’abitato di Siena, diventò pure un’importante struttura di supporto ai pellegrini, senza comunque interrompere mai le attività caritatevoli. La struttura era dotata di una propria organizzazione, autonoma e articolata, gestita da monaci. Tra gli altri personaggi di rilievo qui svolsero la loro attività caritatevole sia Santa Caterina da Siena (seconda metà del XIV° secolo) che San Bernardino (XV° secolo). Fin dall’inizio lo “spedale” fu sostenuto dal governo cittadino. Inoltre, in un periodo di tempo abbastanza breve, l’istituzione iniziò a ricevere crescenti elemosine ed ingenti lasciti, che andarono a formare un peso rilevantissimo nell’economia dello stato senese. Inoltre controllava un cospicuo insieme di proprietà rurali che conobbe la massima espansione nel XV° secolo.

ospedale santa maria della scala1L’ospedale ha mantenuto le attività istituzionali fino al 1995, anno in cui furono deliberati i restauri necessari per la trasformazione delle strutture in polo museale.Alla costruzione originaria, lo “spedale”, negli anni successivi furono aggiunti altri edifici: a metà del XIII° secolo la chiesa della Santissima Annunziata, nel 1290 il palazzo del Rettore (a destra) e nel 1298 la casa delle Balìe (a sinistra) tanto per citarne alcuni. Le modifiche interne ed esterne si susseguirono nei secoli successivi. Particolarmente rilevante l’intervento di restauro eseguito nel XIX° secolo: da un lato gli ambienti furono adeguati alle mutate esigenze ospedaliere, dall’altro fu ripristinato gran parte dell’aspetto che il complesso aveva nei secoli XIV° e XV°. La notevole ricchezza e prosperità dell’istituzione si manifestarono spesso con l’incarico, a pittori e scultori già affermati, di realizzare loro opere. Di tutto lo straordinario corredo artistico accumulatosi nei secoli solo una piccola parte è esposta all’interno: molti dei dipinti sono stati collocati nella Pinacoteca Nazionale.

Nel percorso museale sono inclusi anche alcuni edifici e spazi che, all’origine, avevano finalità diverse. Tra questi oto sono di particolare importanza.

cappelle delle donne santa maria della scalaCappella delle Donne

La cappella, risalente al XIV° secolo, si trova proprio all’ingresso dell’Ospedale. Fu costruita per essere il pellegrinaio riservato alle persone di sesso femminile, in aggiunta al più celebre pellegrinaio, posto al centro del complesso. Le due campate interne furono affrescate agli inizi del XV° secolo con Trinità tra i santi Filippo e Lorenzo, eseguita da Martino di Bartolomeo, e con due opere di Andrea di Bartolo, Crocifissione e Madonna della Misericordia.

 

 

sagrestia vecchia santa maria della scalaSagrestia Vecchia

Denominata anche Sala del Tesoro, fu costruita nel XV° secolo per custodirvi alcune preziose reliquie acquistate a Venezia nel 1359. Quella di maggior rilievo era certamente il sacro chiodo della Croce (uno di quelli usati per crocifiggere Cristo), già appartenuto all’imperatore romano Costantino I°. Le reliquie furono pagate ben 3000 fiorini d’oro, una cifra con cui, all’epoca, si poteva costruire un palazzo nel centro della città. Le reliquie sono conservate all’interno di opere di alto artigianato, realizzate con metalli pregiati, smalti e pietre preziose, di straordinario valore storico-artistico e di interesse religioso, tutte ben conservate. La volta e le pareti della sacrestia furono affrescate da Lorenzo di Pietro, detto “Il Vecchietta”, (1446-1449) con il ciclo Articoli del Credo, con riferimenti a Nuovo e Antico Testamento. C’è inoltre un affresco di Domenico di Bartolo (1444): Madonna della Misericordia o Madonna del Manto.

cappella della madonna santa maria della scalaCappella della Madonna

Fu costruita attorno al 1680. All’interno c’è un ciclo pittorico del XVIII° secolo, interamente dedicato alla Madonna, opera di Giuseppe Nicola Nasini: Natività della Vergine, Presentazione al Tempio, Fuga in Egitto, Incoronazione della Madonna, Vergine incoronata dalla Trinità ed alcuni angeli con gli strumenti della Passione. Nella cappella c’è anche la pala Strage degli Innocenti, opera di Matteo di Giovanni (1482).

 

 

ospedale santa maria della scalaChiesa della Santissima Annunziata

È ubicata nel nucleo più antico del complesso e, originariamente, era semplicemente la cappella dello “spedale”. La chiesa vera e propria fu costruita con pietre conce attorno alla metà del XIII° secolo e poi completamente trasformata nella seconda metà del XV°. L’interno è a navata unica con soffitto a cassettoni di legno. La chiesa contiene alcune pregiate opere quali Assunzione di Maria di Pietro Locatelli, Annunciazione di Giovanni Maria Morandi e Visione di Santa Teresa di Ciro Ferri. Nell’abside si trova il grande affresco di Sebastino Conca raffigurante la Piscina probatica (1731), cioè la piscina di Betzaeta a Gerusalemme, citata dall’evangelista Giovanni, nei pressi della quale gli infermi sostavano sperando in una guarigione miracolosa. All’interno della chiesa c’è anche il pregiato Cristo bronzeo di Lorenzo di Pietro, detto “Il Vecchietta”, (1476).

ospedale santa maria della scala1Sala del Pellegrinaio

È, probabilmente, lo spazio più interessante e pregevole di tutto il complesso museale. L’edificio fu costruito intorno agli anni 1320-1330 per offrire adeguata ospitalità ai numerosi pellegrini in transito per Siena, con particolare riguardo per coloro che percorrevano la via Francigena (o Romea). Fu poi ristrutturato tra la fine del XIV° e l’inzio del XV° secolo e poi affrescato negli anni 1440-1444 da vari artisti con un importante ciclo celebrativo della missione dell’ospedale. Gli affreschi sono una testimonianza iconografica, unica in Europa, sull’attività ospedaliera dell’epoca, con rappresentazione dettagliata dei costumi, degli oggetti e dei fondali architettonici. Le opere di maggior pregio sono: Sogno della madre del Beato Sorore di Lorenzo di Pietro, detto “Il Vecchietta”, (1441); Elemosina del vescovo, Celestino III° concede privilegi di autonomia all’ospedale, Governo e cura degli infermi, Distribuzione delle elemosine, Accoglienza, educazione e matrimonio di una “figlia dello spedale” e Pranzo dei poveri di Domenico di Bartolo (1441-1444); Investitura del rettore dell’ospedale di Priamo della Quercia (1442).

Oratorio di Santa Caterina della Notte
È il luogo dove Santa Caterina da Siena sostava in preghiera e portava conforto agli ammalati. Qui si trova anche il cubicolo dove la religiosa dormiva. Oltre ai numerosi dipinti, intagli, reliquari ed arredi, nell’oratorio è collocata anche la tavola di Taddeo di Bartolo Madonna col Bambino, quattro angeli e i santi Giovanni Battista e Andrea, datata 1400.

Chiasso di sant'Ansano

chiasso santansanoZona: Senese
Tipo: via storica XIII° secolo

Il chiasso vecchio di Sant’Ansano è una strada coperta che risale da una piccola piazza, ai piedi del rilievo di terreno su cui si trova l’ospedale, fino alla Corticella (piccolo cortile annesso all’ospedale).  La strada è stata progressivanente chiusa e coperta con un soffitto a volta diventando, nel XV° secolo, l’asse di scorrimento interno del complesso ospedaliero. Il recente ed accurato restauro del Chiasso di Sant’Ansano, ha permesso di recuperare l’aspetto che aveva la strada tra XIII° e XV° secolo.

Loggia della Mercanzia

loggia della mercanziaZona: Senese
Tipo: edificio storico XV° secolo

Detta anche Logge dei Mercanti, si trova sul retro di Piazza del Campo, nella cosiddetta Croce del Travaglio, il punto dove la Via Francigena (o Romea) incrociava le principali strade della città. La loggia fu progettata da Sano di Matteo e costruita tra il 1417 e il 1428 in uno stile di transizione, tra gotico e rinascimentale. Le volte a crociera furono invece costruite e decorate nel XVI° secolo, mentre il piano superiore fu aggiunto nel XVII°. Nel 1764 la struttura divenne di proprietà dei Signori Uniti del Casino che ci stabilirono la sede del Circolo degli Uniti, esistente dal 1657 e tuttora attivo. La loggia è composta da tre arcate sostenute da pilastri riccamente decorati, dentro i quali sono stati ricavati tabernacoli con statue. Le due statue sui pilastri esterni raffigurano San Pietro e San Paolo e furono scolpite negli anni 1458-1462 da Lorenzo di Pietro, detto “Il Vecchietta”. Le altre tre statue, tutte di Antonio Federighi ed eseguite negli anni 1458-1459, raffigurano tre dei quattro antichi santi protettori della città: San Savino, Sant’Ansano, San Vittore.

Palazzo Chigi-Saracini

palazzo chigi saraciniZona: Senese
Tipo: dimora storica XII° secolo

Si tratta di uno dei più prestigiosi palazzi nobiliari della città, il cui nucleo più antico risale al XII° secolo. La facciata è in elegante stile gotico senese, rivestita di pietra fino al primo piano, poi in laterizio. La galleria d’arte privata “Bernardo Saracini” contiene sculture di Gian Lorenzo Bernini e dipinti di importanti artisti tra cui il Sassetta, Sano di Pietro, Matteo di Giovanni, il Sodoma. Nel palazzo ha sede l’Accademia Musicale Chigiana, prestigioso centro internazionale per il perfezionamento degli studi musicali.

Palazzo Salimbeni

X5Zona: Senese
Tipo: dimora storica XIV° secolo e pinacoteca

Il palazzo, risalente al XIV° secolo, è la storica sede della Banca Monte dei Paschi, uno dei più antichi istituti di credito del mondo. In origine era la Dogana del Sale e, nel 1472, divenne la sede del Monte Pio, istituito per porre un freno alla diffusa pratica dell’usura. Nel 1866 il Monte Pio fu incorporato da un’altra istituzione, il Monte dei Paschi (cioè dei pascoli). Tale nome era dovuto al fatto che concedeva prestiti trattenendo come garanzia le rendite pubbliche dei pascoli in Maremma, di proprietà del governo di Siena. Il palazzo fu restaurato e rimaneggiato in stile neogotico nel 1877. All’interno è ubicata una pinacoteca specializzata nell’arte senese, con opere di numerosi importanti artisti quali Pietro Lorenzetti, il Sassetta, Francesco Vanni, Rutilio Manetti, il Rustichino, Bernardino Mei e Alessandro Franchi.

Mura

muraZona: Senese
Tipo: mura fortificata XIII° secolo

Nel 1290, nel pieno di un periodo di crescita economica, sociale ed artistica, fu intrapreso l’ampliamento della cinta muraria (il quarto per l’esattezza!), ben coservatasi fino ad oggi. Nelle mura, intervallate da torri e bastioni, si aprono numerose ed imponenti porte: Porta a Ovile, Porta San Maurizio, Porta Tufi, Porta Camollia, l’Arco delle Due Porte, Porta Laterina sono quelle più note. Porta Camollia, risalente al 1270, era la più fortificata di tutte. Innanzi tutto perché era l’ingresso in città della via Francigena. Quindi, la porta era in direzione della tradizionale rivale, la città di Firenze. Contemporaneamente fu costruita la cosiddetta “antiporta”, cioè una seconda porta, ulteriore struttura difensiva nella direzione da cui si ritenevano più probabili gli attacchi. Tra l’altro, nel 1526, le milizie cittadine proprio qui respinsero un attacco di quelle di Firenze. La porta fu distrutta nel corso dell’assedio finale (1555) e poi ricostruita nella forma attuale all’inizio del XVII° secolo. L’antiporta fu inizialmente affrescata con una Assunzione della Vergine da Simone Martini, poi sostituita nel 1585 da un affresco dello stesso soggetto eseguito da Alessandro Casolani. A sua volta l’opera fu poi coperta dagli affreschi dei fratelli Antonio e Giuseppe Nicola Nasini. Le vibrazioni causate da un bombardamento nel 1944 fecero crollare l’intonaco dipinto dai Nasini, sotto il quale c’erano ancora le tracce dell’opera del Casolani, tuttora visibili. Porta Romana, caratterizzata da merlatura, fu costruita nel 1317. Gli affreschi che l’abbellivano sono stati staccati e trasferiti nella chiesa di San Francesco.

ARTE E MUSEI

Musei di Siena

arte siena

Museo Diocesano

museo diocesanoZona: Senese
Tipo: museo arte sacra

Il museo, allestito all’interno dell’Oratorio della Compagnia di San Bernardino, contiene una panoramica della pittura senese tra il XIV° e il XVII° secolo. L’edificio ha una facciata a capanna in mattoni, abbellita da un portale in travertino datato 1574. La costruzione è strutturata su due livelli: quello superiore ha il soffitto a cassettoni, decorato da teste con cherubini, e le pareti in legno con decorazioni a stucco di Ventura Turapilli (1496). Tra i pilastri di sostegno c’è l’importante ciclo di affreschi Storie della Vergine, realizzato tra il 1518 e il 1532 da tre validissimi artisti. Per la precisione si tratta di: San Ludovico, Presentazione di Maria al Tempio, Vergine annunciata, Sant’Antonio da Padova, Visitazione, Assunzione della Vergine, San Francesco d’Assisi, Incoronazione della Vergine, tutte opere di Sodoma (1532); Natività della Vergine, San Bernardino, Arcangelo Gabriele, di Girolamo del Pacchia; Sposalizio della Vergine, Madonna in gloria e santi, Transito di Maria di Domenico Beccafumi (1518). Nel livello inferiore dell’oratorio ci sono decorazioni del XVII° secolo, eseguite da Ventura Salimbeni, Rutilio Manetti ed altri ancora. Nelle nicchie si trovano le due sculture in terracotta bianca San Bernardino e Santa Caterina, del XVI° secolo. Nel museo sono presenti anche opere di altri eccellenti artisti quali Pietro Lorenzetti, Ambrogio Lorenzetti, Lorenzo di Pietro (detto “Il Vecchietta”), Rutilio Manetti, Bernardino Mei ed altri ancora.

Museo Civico

museo civicoZona: Senese
Tipo: museo di arte
Indirizzo: Piazza del Campo

Il museo è situato al primo piano del Palazzo Comunale ed espone numerosi dipinti e sculture, tutti capolavori dell’arte senese dal XIV° al XIX° secolo. In una delle prime quattro sale, denominata “della Quadreria”, spicca la sinopia della Madonna col Bambino e santi del Sodoma (1537-1539). Nella sala denominata “del Risorgimento” sono collocati affreschi e sculture del XIX° secolo. Tra queste ultime sono di particolare rilievo le opere di Enea Becheroni, Giovanni Duprè, Emilio Gallori, Arnoldo Prunai, Tito Sarrocchi e altri ancora. Nella sala denominata “della Balia” ci sono gli affreschi le Sedici Virtù di Martino di Bartolomeo (1408) ed il ciclo Vita di papa Alessandro III di Spinello Aretino (1407). Nella “sala dei Cardinali” sono stati collocati affreschi che ornavano altri ambienti del palazzo: Santi Caterina d’Alessandria, Giovanni e Agostino con un devoto, attribuiti ad Ambrogio Lorenzetti.

luseo civico1In una vetrina sono conservati alcuni cimeli dell’antica vita del comune, tra cui cofanetti intagliati ed intarsiati, capsule per le votazioni. Alla “sala del Concistoro”, dove si riunivano i governanti della Repubblica di Siena, si accede attraversando un pregiato portale marmoreo di Bernardo Rosselino (1448). Nella sala si trovano gli affreschi allegorici di Domenico Beccafumi Virtù pubbliche e la loro pratica nell’antichità (1529); sopra la porta il Giudizio di Salomone, di Luca Giordano. Anche gli ambienti di passaggio che precedono la Cappella del Palazzo, contengono opere d’arte: nel Vestibolo l’affresco Madonna con bambino di Ambrogio Lorenzetti (1340). La cosiddetta Anticappella fu affrescata da Taddeo di Bartolo (1415 circa) con temi mitologici e di storia romana. In una vetrina sono esposte opere di alta oreficeria, quali la Rosa d’oro di Pio II°, capolavoro eseguito da Simone da Firenze (1462). Nella Cappella del Palazzo si trovano affreschi raffiguranti Vita della Vergine, Santi, Evangelisti, Profeti e Virtù di Taddeo di Bartolo (1415 circa). Inoltre  l’organo a canne, opera di Giovanni di Antonio, detto il Piffaro, costruito nel 1519, che ha conservato la cassa riccamente intagliata e la meccanica originale.

La sala più grande e più famosa è la “Sala del Mappamondo”, detta anche “Sala del Consiglio”, dove si trovano due grandi ed importanti affreschi: la Maestà, certamente l’opera di maggior pregio di Simone Martini (1312-1315), e Guidoriccio da Fogliano all’assedio di Montemassi (1330), anch’essa a lui attribuita. Quindi altre opere di rilievo di artisti senesi. Nell’adiacente “Sala dei Nove” c’è l’altrettanto celebre affresco di  Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buono e del Cattivo Governo (1338-1339).

Museo di Arte Sacra della Cattredale di Santa Maria Assunta

museo opera duomo1Zona: Senese
Tipo:
museo arte sacra

Il museo è ubicato accanto alla cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo), all’interno dell’edificio costruito dove ci sarebbe dovuta invece essere la navata destra del “Duomo Nuovo”. Era il progetto di ampliamento del XIV° secolo mai portato a termine. La raccolta è costituita da opere provenienti dal Duomo, tra le quali spicca gran parte della produzione artistica di Duccio di Buoninsegna, con il capolavoro della Maestà. L’ingresso al museo è preceduto da un salone con frammenti architettonici e sculture provenienti sia dall’esterno (facciata, pareti laterali) che dall’interno del Duomo. Nella prima sala sono esposti gli altorilievi Annunciazione, Fuga in Egitto e Adorazione dei Magi, risalenti alla fine del XIII° secolo, Madonna del Perdono di Donatello, Madonna con Bambino, San Girolamo e il cardinale Antonio Casini in ginocchio di Jacopo della Quercia e dieci statue realizzate da Giovanni Pisano per la facciata della cattedrale (anni 1284-1296): Mosè, Maria di Mosè, Simeone, una sibilla, Isaia, Balam, David, Abacuc, Platone, Salomone.

museo opera duomoSulla parete di fondo è stata collocata la grande vetrata policroma realizzata nel 1287-1288 e dedicata alla  Vergine Assunta, disegnata da Duccio di Buoninsegna, originariamente situata nell’abisde del Duomo. Si tratta della più antica vetrata istoriata di manifattura italiana. Un’intera sala è dedicata a Duccio di Buoninsegna, le cui opere portarono alla ribalta la pittura senese. Vi campeggia il capolavoro Maestà del Duomo di Siena, originariamente collocato sopra l’altare maggiore della cattedrale. Nella sala è esposto un altro capolavoro, Natività della Vergine (1342) di Pietro Lorenzetti; infine la Madonna di Crevole, opera giovanile di Duccio. Nella Sala del Tesoro si conservano gli oggetti più preziosi. Solo per citare i più significativi: il Reliquiario di San Galgano, in argento dorato, sbalzato, filigranato e decorato da smalti (fine XIII° secolo), la Corona di San Galgano con smalti, il Reliquiario di San Clemente, in bronzo dorato e con applicazioni in cristallo di rocca (XVII° secolo), il Reliquiario del braccio del Battista, di Francesco d’Antonio (1466), i busti lignei policromi dei santi Crescenzio, Vittore e Savino, capolavori di Francesco di Valdambrino (1409).

Al secondo piano si trova la Sala della Madonna dagli Occhi Grossi: prende il nome da una tavola del 1260 del Maestro di Tressa. Qui si trovano alcune opere di Sano di Pietro, quali Predicazione di San Bernardino in piazza del Campo e Predicazione di San Bernardino in piazza San Francesco (1440-1450). Entrambi sono di particolare importanza perché raffigurano vivamente gli edifici, gli abbigliamenti e la vita dell’epoca a Siena. Vi sono inoltre opere di altri artisti importanti come Ambrogio Lorenzetti, Domenico Beccafumi, Matteo di Giovanni, Luca Giordano e Sassetta. Nel museo sono infine esposti paramenti sacri di epoca compresa tra il XVI° ed il XIX° secolo.

Museo Archeologico Nazionale di Siena

museo archeologicoZona: Senese
Tipo: museo archeologico
Indirizzo: Piazza del Duomo, 2

Il museo è stato allestito nel sottosuolo del complesso ospedaliero di Santa Maria della Scala, in locali un tempo adibiti a depositi, magazzini ed altro ancora, recuperati ed adeguatamente ristrutturati. Tali spazi sono, di per sé, già abbastanza suggestivi, soprattutto i corridoi sotterranei di epoca medievale. Il museo custodisce reperti archeologici e materiali provenienti dagli scavi nelle zone di Siena e di Chiusi, i più antichi dei quali risalgono all’Età del Bronzo. Tra gli oggetti più pregiati ci sono esemplari di ceramica etrusca a figure rosse, tra i quali un grande cratere con la Morte di Egisto. Inoltre elementi di decorazioni architettoniche in terracotta, sarcofagi di epoca romana, urne di alabastro e corredi funebri.

Pinacoteca Nazionale

pinacoteca nazionaleZona: Senese
Tipo: museo di arte
Indirizzo: Via San Pietro

La pinacoteca, ubicata nel Palazzo Brigidi (XV° secolo) e nel Palazzo Buonsignori (XIV° secolo), è costituita da una fondamentale  raccolta di opere d’arte che documenta essenzialmente l’evoluzione della pittura senese dal XII° al XVIII° secolo. Le prime sale custodiscono pitture eseguite tra il XII° ed il XIII° secolo. Il dossale Trasfigurazione, Entrata in Gerusalemme e Resurrezione di Lazzaro di Guido da Siena è un’opera rara per qualità e stato di conservazione. A Guido di Graziano (XII° secolo) è attribuito il San Francesco con storie della sua vita ed il paliotto San Pietro in trono e sei storie della sua vita. Nelle sale successive ci sono opere di Duccio di Buoninsegna e dei suoi allievi, tra cui spiccano la Madonna col Bambino, del Maestro di Badia a Isola, e la Crocifissione con San Francesco, di Ugolino di Nerio.

Ci sono quindi alcune sale dedicate a Simone Martini ed ai suoi allievi dove primeggiano la splendida Pala del Beato Agostino Novello (1330), la giovanile Madonna di Vertine e la Madonna di Lucignano d’Arbia. Di Pietro Lorenzetti sono esposti quattro eccezionali capolavori: Pala del Carmine (1327-1329), il Trittico dei Santi Bartolomeo, Cecilia e Giovanni Battista, il Polittico di San Giusto e la tavoletta della Crocifissione. Quindi opere di molti altri nomi di rilievo – pittori e scultori – che hanno reso celebre l’arte senese: il Sodoma,  Domenico Beccafumi, il Sassetta, Giovanni di Paolo, Sano di Pietro. La pinacoteca include anche importanti opere provenienti dalla collezione Spannocchi-Piccolomini. Solo per citare alcune di maggior rilievo: un San Girolamo di Albrecht Dürer, una Natività di Lorenzo Lotto, una Torre di Babele di scuola fiamminga (XVI° secolo), il Ratto di Europa del Padovanino, l’Alba, il Giorno, il Tramonto e la Notte di Johann König.

Museo delle Tavolette di Biccherna

museo tavolette1Zona: Senese
Tipo: museo storico
Indirizzo: Via Rinaldini

All’interno dell’Archivio di Stato sono conservati documenti del periodo compreso tra l’anno 736 d.C. ed i giorni nostri, più di 60.000 tra pergamene, delibere, carteggi artistici ed atti dell’amministrazione finanziaria della Repubblica di Siena e dei periodi successivi. Alcuni dei documenti più importanti sono esposti al pubblico. Tra gli altri il testamento di Giovanni Boccaccio e le lettere dei pittori Sodoma e Jacopo della Quercia. Numerosi sono poi i documenti che parlano della storia della città, dei santi, delle attività commerciali, del Palio, degli assedi. Infine gli statuti, i più famosi dei quali sono il Caleffo dell’Assunta e lo Statuto di Mercanzia. L’archivio conserva anche una raccolta delle Tavolette di Biccherna. Si tratta delle copertine lignee di libri contabili delle amministrazioni finanziarie delle magistrature della Biccherna e della Gabella, spesso dipinte da artisti senesi tra il 1258 ed il 1682. Alcune di queste davvero insolite opere pittoriche sono opera di Ambrogio Lorenzetti, Giovanni di Paolo, Taddeo di Bartolo, Lorenzo di Pietro (detto “Il Vecchietta”), Sano di Pietro, Francesco di Giorgio, Guidoccio Cozzarelli e Domenico Beccafumi.

Biblioteca degli Intronati

biblioteca intronatiZona: Senese
Tipo: biblioteca XVIII° secolo

È una delle più antiche istituzioni culturali della città e le origini risalgono al 1758. Nel 1932 fu attribuito il nome Intronati in ricordo dell’Accademia degli Intronati, il polo letterario che qui ebbe sede per gran parte del XVIII° secolo. La biblioteca contiene circa 500.000 volumi, tra cui importanti raccolte di manoscritti ed incunaboli. Tra le opere più rare e preziose: un papiro ravennate del VII° secolo, una versione in latino delle Epistole di San Paolo dell’XI° secolo, lettere autografe di Santa Caterina da Siena, una rara edizione della Divina Commedia illustrata da disegni di Sandro Botticelli (1481). La biblioteca è suddivisa in numerose aree tematiche di consultazione, oltre ad uno spazio riservato ai libri antichi ed ai manoscritti.

COSA FARE

Eventi a Siena

festa san rocco

 

 

 

 

 

 

Festa di San Rocco

Palio delle Contrade

palio3Tipo: sportivo folklorico
Periodo: 2 luglio e 16 agosto

La Piazza del Campo è divenuta celebre anche perché vi si svolge il Palio delle Contrade, una delle manifestazioni storiche più famose e seguite in tutto il mondo. La competizione vera e propria è preceduta da una serie di eventi pittoreschi e da un lungo corteo storico. Si tratta di una gara tra cavalli, ciascuno in rappresentanza delle 17 storiche contrade in cui è suddivisa la città. Le contrade sono: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre, Valdimontone. I cavalli sono montati “a pelo”, ossia senza sella dai fantini. La competizione consiste in tre giri sulla pista che viene allestita nella piazza: l’anello esterno, pavimentato con lastre di pietra serena, viene cosparso con uno strato di polvere di tufo, accorgimento che permette ai cavalli di galoppare alla massima velocità possibile. Ma le cadute dei cavalli non sono infrequenti, soprattutto in corrispondenza delle curve (una delle più critiche è la “curva di San Martino”).

palio2La corsa è breve ma sfrenata, spesso caratterizzata anche da veri duelli tra fantini, che non risparmiano inganni ed astuzie per mettere in difficoltà i rivali. Va sottolineato che è il cavallo che rappresenta la contrada il vero protagonista e non il fantino. È l’animale che determina la vittoria e consente alla contrada vincitrice di aggiudicarsi il “cencio” (Palio), un drappo dipinto da un artista. Il fantino, anche se acclamato, è considerato più il “conduttore” del cavallo che il vero protagonista. Tale è la venerazione per gli animali che, nel comune di Radiconcoli (provincia di Siena), è stato istituito una sorta di “pensionato” per i cavalli che, per infortuni o per l’età, non possono più competere. Ma la devozione dei cittadini per questo animale va anche oltre: non viene mai dimenticato il nome di un solo cavallo che abbia partecipato alla corsa. Inoltre quelli risultati più vittoriosi vengono seppelliti in tombe dove i contradaioli possono rendere gli onori ai grandi protagonisti scomparsi.

Visionaria

visionariaTipo: arte cinematografica
Periodo: aprile

È un festival internazionale dedicato a film e cortometraggi. Lo scopo della manifestazione è quello di dare visibilità ad opere sia di professionisti già conosciuti che di nuove leve e di promuovere la cultura dell’immagine in generale. Oltre al concorso vero e proprio ci sono eventi collaterali quali mostre, rassegne, incontri, conferenze, laboratori e workshop.

Terra di Siena Film Festival

terra siena filmTipo: culturale
Periodo: settembre

È un festival dedicato al cinema sociale e politico indipendente di tutto il mondo. La manifestazione ha scoperto, fatto conoscere e valorizzato nuove realtà del cinema d’autore. Inoltre ha anche proposto al pubblico anteprime internazionali ed incontri con nomi ormai affermati nel grande cinema quali Peter Greenway, Roman Polanski, Bernardo Bertolucci ed altri ancora.

Festival Barocco

festival baroccoTipo: arte barocca e musica
Periodo: ottobre e novembre

È un evento dedicato all’arte barocca in tutte le sue forme. Si articola su incontri, seminari, concerti, mostre ed attività didattiche.

Voci di Fonte

voci fonteTipo: teatale
Periodo: giugno

È un festival dedicato al teatro che promuove la ricerca sulla scrittura di sceneggiature. Il nome è dovuto al fatto che i maggiori eventi si svolgono in prossimità delle fontane medioevali e rinascimentali della città. Vi partecipano artisti di livello internazionale.

Sport

rugbyDa tempo a Siena sono seguiti e praticati alcuni sport particolari quali il rugby, la scherma, l’equitazione, il pattinaggio e l’hockey su rotelle. L’ippodromo comunale ed il velopattinodromo sono aperti al pubblico. Numerosi anche i bocciodromi, dove si svolgono anche gare di rilievo. La città è la sede d’arrivo fissa della Strade Bianche, una competizione ciclistica di livello professionistico.

CULTURA

Storia

siena centro storico
Torre del Mangia

Tanta storia e tradizioni

siena 3Siena fu fondata come colonia romana al tempo dell’Imperatore Augusto e fu denominata Saena Iulia. Il primo documento in cui viene citata risale al 70 d.C. e porta la firma del senatore romano Publio Tacito. Nell’alto Medioevo l’insediamento era costituito da numerose abitazioni sparse. Il primo feudatario della zona fu il conte longobardo Winigi  (IX° secolo). Nel X° secolo Siena era attraversata da importanti vie di comunicazione che portavano a Roma, prima tra tutte la via Francigena (o Romea). Fu anche per merito di questa fortunata posizione che l’agglomerato urbano divenne in poco tempo un’importante città. Nel XII° secolo Siena iniziò ad espandere il proprio territorio ed a stipulare le prime alleanze politiche. Contemporaneamente divenne un importante centro economico e commerciale. La città aveva buoni rapporti con il papato ed i banchieri senesi erano un punto di riferimento per le autorità di Roma, le quali si rivolgevano a loro per prestiti o finanziamenti. Alla fine del XII° secolo l’orientamento politico della città era nettamente a favore del partito ghibellino, avversario di quello guelfo.

SienaFormatesi all’epoca della “lotta per le investiture” tra papato ed impero, le due fazioni rivali caratterizzeranno la vita politica di tutta la penisola italiana fino alla nascita ed all’affermazione delle Signorie (secoli XIV° e XV°). I ghibellini, il cui nome è l’italianizzazione dello svevo Wibeling, sostenevano le ragioni del Sacro Romano Germanico Impero. L’appellativo guelfo era invece la trasformazione in italiano di Welfen, la famiglia bavarese e sassone opposta all’imperatore e favorevole al papa. Tale situazione innescò una progressiva competizione con Firenze, all’epoca città abbastanza sviluppata ed in cui, dopo alcuni avvicendamenti non proprio pacifici, il partito guelfo aveva conquistato la maggioranza. Anzi, le due città rivali divennero rifugio di profughi ed esiliati e riferimento di sostenitori delle rispettive fazioni in tutta la Toscana. Lo scontro armato fu inevitabile e la battaglia decisiva si svolse nel 1260 a Montaperti. Qui si affrontarono le milizie di Siena, rinforzate da fuoriusciti fiorentini di fede ghibellina e da un contingente di cavalleria tedesca, e quelle di Firenze, affiancate da vari alleati guelfi della Toscana.

 siena4La sconfitta di Firenze fu netta e sanguinosa, al punto tale da essere ricordata a lungo dalle generazioni seguenti (anche il sommo poeta Dante Alighieri cita l’evento nella Divina Commedia). Ma dopo qualche anno la crisi del potere imperiale in Italia dette inizio ad una serie di importanti mutamenti politici. Tra gli altri la sconfitta di Siena nella battaglia di Colle Val d’Elsa, nel 1269. Gli anni successivi videro l’indebolimento del partito ghibellino fino a quando, nel 1287, verrà costituito il cosiddetto “Governo dei Nove”, di orientamento guelfo. Durante gli anni successivi Siena raggiunse nondimeno il massimo splendore, sia economico che culturale. Dopo la peste del 1348, cominciò la lenta decadenza della Repubblica di Siena. Questa fase fu solo rallentata dalla pseudosignoria della famiglia Petrucci tra la fine del XV° e l’inizio del XVI° secolo. Svanito, per la scelta politica guelfa, il sostegno imperiale, la città si trovò a fronteggiare un sempre maggior numero di avversari, sia interni che esterni.Tra questi il più pericoloso era ancora Firenze dove i “primi cittadini” Medici, scacciati da due rivolte, nel 1494 e nel 1527, erano definitivamente rientrati nel 1530 con il pieno sostegno dell’imperatore Carlo V° e, stavolta, anche con il titolo ereditario di duchi.

siena2 Nel 1532, in un ultimo sussulto di autonomia, Siena scacciò la guarnigione imperiale che ne controllava vita ed attività. I Medici di Firenze, sostenuti dall’impero, non nascondevano più il desiderio di inglobare la storica rivale. La guerra divenne inevitabile e, nel 1554, le milizie di Carlo V° entrarono nel territorio di Siena e poi assediaromo la città. A niente valse l’aiuto militare prontamente fornito dalla Francia ed alcune brillanti operazioni militari iniziali perché la battaglia di Scannagallo segnò la sorte di Siena. Nell’aprile 1555, dopo un assedio di oltre un anno, la città ormai stremata dalla fame dovette arrendersi. Vale la pena menzionare che scompariva anche, probabilmente, l’unico stato sovrano nell’Europa occidentale ad aver sperimentato una democrazia pura a favore del popolo. Dopo la resa alcuni senesi, guidati dall’esule fiorentino Piero Strozzi, si rifugiarono a Montalcino, costituendo la cosiddetta “Repubblica di Siena riparata in Montalcino”. Il tentativo però non durò a lungo e, nel 1559, gli ultimi irriducibili si arresero. Il nuovo imperatore Filippo II° cedette Siena ed i suoi territori (in pratica circa un terzo della Toscana meridionale) in feudo alla famiglia Medici di Firenze come pagamento delle spese di guerra.

siena5Questi, inizialmente, li amministrarono separatamente con il nome di Ducato di Siena (o Stato Nuovo). Successivamente avvenne l’integrazione completa nel Granducato di Toscana. Da quel momento in poi Siena seguì le sorti dello stato toscano fino all’Unità d’Italia.

Curiosità

Stemma di Siena

stemma sienaLo stemma di Siena è detto “balzana”. È uno scudo diviso in due fasce orizzontali di uguale altezza: quella superiore è di colore argento, quella inferiore nera. Secondo la tradizione, starebbe a simboleggiare il fumo nero e bianco della pira che i leggendari fondatori della città, Senio e Ascanio, figli di Remo, avrebbero acceso per ringraziare gli dei. Un’altra leggenda riferisce che la balzana sia legata ai colori dei cavalli, uno bianco ed uno nero, che i due fratelli usarono nella fuga da Roma, per sottrarsi allo zio Romolo che li voleva uccidere.

Film girati a Siena

filmSiena è stata utilizzata per le riprese di vari film. Tra i più noti a livello internazionale: Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli (1972), Con gli occhi chiusi di Francesca Archibugi, Un té con Mussolini di Franco Zeffirelli (1999), Agente 007-Quantum of Solace di Mark Forster (2008), Decameron Pie-Non si assaggia… si morde! di David Leland, The Last Victory di John Appel, Letters to Juliet di Gary Winick.
Il Fantasma dell’Orto Botanico

Orto Botanico

L’Orto Botanico di Siena sarebbe infestato da un fantasma che ha anche avuto l’onore di essere protagonista di un pezzo teatrale, rappresentato con successo. L’autore Giulio Cogni, che abitava vicino all’Orto, è stato infatti testimone oculare delle manifestazioni di questo spettro. Non mancano altre testimonianze, precise ed attendibili, di rumori di catene, piccoli fuochi notturni, apparizioni di lunghi mantelli, fuochi fatui che corrono, porte che sbattono violentemente, lancio di pietre contro inseguitori e curiosi. In un’occasione gli fu anche sparato contro, ma il fantasma non parve accorgersene. Il periodo di massima “attività” pare sia stato quello degli anni ’50. Furono organizzate anche sedute spiritiche nelle quali l’evocato riferì di essere un certo Giacomo, pure denominato Giorno. Altri ritengono che si tratti dello spirito inquieto di un certo Andrea Ardengheschi, morto nella battaglia di Montalcino dopo aver infranto un voto fatto a Sant’Andrea. Una tradizione più fantasiosa vuole che sia un frate camaldolese che aveva sotterrato nell’Orto il tesoro del convento per sottrarlo ai soldati di Napoleone. Il religioso si sarebbe fatto uccidere piuttosto che rivelare il nascondiglio e la sua anima inquieta sarebbe rimasta per proteggere e custodire il tesoro sepolto.

Il miracolo delle Sacre Particole

sacre particoleNel 1730 fu rubata una pisside con 351 particole (ostie) consacrate. Tre giorni dopo furono ritrovate nella cassetta delle elemosine della vicina chiesa di Santa Maria di Provenzano. Per motivi igienici fu deciso di non usare le particole durante la celebrazione della Messa in quanto la cassetta era piena di polvere e ragnatele. Dopo oltre 280 anni le particole sono ancora integre, a dispetto del naturale degrado a ridursi in polvere entro circa due anni. Analisi chimiche e biologiche effettuate nel 1914 hanno confermato che le particole, inalterate nell’aspetto, erano composte da farina di pane azzimo. Inoltre erano prive di batteri, acari e muffe che invece avevano attaccato le pareti interne della pisside. La Chiesa Cattolica attribuisce questo fenomeno soprannaturale alla reale presenza di Gesù Cristo nelle ostie, in piena sintonia con il dogma eucaristico. Le particole sono conservate in due diverse cappelle, rispettivamente nel transetto destro durante i mesi invernali ed in quello sinistro in estate, all’interno della chiesa di San Francesco.

Torre del Mangia

torre del mangiaLa Torre del Mangia ha ispirato vari altri progetti architettonici di altrettanti edifici costruiti in varie parti del mondo. Ne ricordiamo i più famosi: la torre dell’orologio Joseph Chamberlain Memorial, (soprannominata Old Joe, “vecchio Joe”) presso l’Università di Birmingham, Inghilterra, il Pilgrim Monument di Provincetown, negli Stati Uniti d’America,  la torre dell’orologio dell’ICADE di Madrid, in Spagna. L’edificio probabilmente più fedele all’originale è la torre del Pine Street Inn, nel quartiere South End di Boston, nel Massachusetts (USA). Alta 156 metri, fu progettata e costruita (anch’essa in mattoni come quella di Siena) nel 1892 da Edmund March Wheelwright. Originariamente era una torre d’avvistamento degli incendi della locale caserma dei vigili del fuoco.

GASTRONOMIA

Piatti tipici senesi

Siena ha una secolare tradizione culinaria, forse dovuta alla prosperità nel periodo medievale e alla presenza di numerose osterie e punti di ospitalità lungo la via Francigena. Tra le specialità più conosciute vale la pena citare:

piciPici: grossi spaghetti fatti a mano, originari della Val d’Orcia e della Val di Chiana. Vengono conditi con sugo di carne o “all’aglione”, un condimento dove l’aglio primeggia.

arrosto mistoArrosto misto: è un  insieme di diverse carni che include salsicce, “costoleccio” (costata) di maiale, lombo di vitello o di manzo.

RRibollita: il nome deriva dal fatto che, se riscaldata più volte dopo la prima cottura, il sapore migliora costantemente. È una zuppa di verdure e fagioli che viene adagiata su fette di pane raffermo agliato. L’ingrediente principale è il cavolo nero, che cresce durante la stagione più fredda.

Dolci tipici: panforte, ricciarelli, cavallucci, tiramisù.

Prodotti tipici di Siena

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Vino

Chianti, Chianti Classico, Chianti Colli Senesi, Chianti Superiore

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire a Siena

AGRITURISMO SAN FABIANO - Monteroni d'Arbia

Agriturismo San Fabiano – Monteroni d’Arbia (SI)

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Via San Martino, 168 – 53014 Monteroni d’Arbia (Siena)
Tel.: +39 0577 372079 / cell. +39 348 6023821
www.sanfabiano.com
info@sanfabiano.com
Servizi: agriturismo con camere arredate in stile toscano con vasche idromassaggio, 20 posti letto, piscina riscaldata anche con doccia solare, teli da piscina e accappatoi, giardino, parcheggio, corsi di cucina, disegno e ceramica, bike tour nelle Crete Senesi, percorsi naturalistici, accoglienza kosher
Attività: equitazione, bici, badminton, organo elettrico, biliardo, freccette, giochi da tavolo, scacchi
Attività per bambini: calcio, altalene, scivoli e casette per bimbi, ping pong, triciclo

L’Agriturismo San Fabiano è immerso nelle favolose Crete Senesi, a sud di Siena, vicino alla località di Monteroni d’Arbia, nella terra di Michelangelo. Il podere dell’agriturismo è l’ edificio più antico della Tenuta di San Fabiano, costruito nel 1750. Si trova a soli 20 minuti dai tesori di Siena e di molti altri affascinanti borghi e villaggi, cantine e ristoranti, siti storici ed eventi. Inoltre è facilmente raggiungibile in macchina o qualsiasi mezzo di trasporto. Vi offriamo la location perfetta per le vostre vacanze in Toscana, per riposare, esplorare o entrambi!è l’unico agriturismo con accoglienza e pasti kosher; ideale per famiglie con bambini.

La villa è ideale per riunioni di famiglie o amici, ospita fino a venti persone, in cinque unità abitative da 4 posti ciascuna.Tutte con aria condizionata e riscaldamento e wi-fi,inclusi nei prezzi. Le grandi sale comuni quali la sala da pranzo per 24 posti con cucina completa in una atmosfera stupenda con soffitti a volte in mattoni facciavista è ideale per riunirsi tutti assieme, anche per matrimoni o eventi per un numero limitato di persone.

Storia dei conti Fiorentini
San Fabiano agriturismo - Monteroni d'Arbia - Siena
Il Conte Filippo Fiorentini e sua moglie Rachele vi accoglieranno nella loro villa con una bottiglia di ottimo Sangiovese! Entrambi hanno lasciato la loro vita di città per vivere nella splendida campagna senese. Filippo è stato amministratore delegato di una multinazionale francese nel campo dei lavori pubblici in tutta Italia. Era il Presidente della Unione Ingegneri ed Architetti di Roma. Suo padre era anch’egli un ingegnere e un grande industriale di Roma, che produceva macchinari da costruzione ed era rappresentante esclusivo per l’Italia della International Harvester di Chicago,(Ill.),egli aveva comprato la tenuta San Fabiano per la caccia dei fagiani e per pubbliche relazioni. Rachele si è innamorata della Toscana molti anni fa, e ha apprezzato il ritmo meno frenetico di quando era Project Manager, in modo da assaporare la vita con I locali e con Ia salutare alimentazione mediterranea. Filippo è un rotariano del Rotary International Club di Siena, Rachele è socia dell’ Inner Wheel International Club di Siena. Il loro figliolo David è il Presidente dell’ Interact Rotary Club di Siena.

Lezioni di Cucina Toscana

Minimo: 4 persone
Prenotazione obbligatoria:
Partecipate alla lezione di cucina se siete almeno in 4. Il Martedì a Monteroni d’Arbia c’è il mercato settimanale con tanti prodotti locali. Poi cucinate con lo chef una cena completa nella nostra bella cucina, ed imparate a fare la pasta , con le vostre mani! a cena, nella sala del XVIII secolo, gusterete ottimo vino, ascoltando una buona musica! Prenotate in anticipo.

DOVE TROVARCI

Alberghi

Hotel degli Ulivi ****

Via A. Lombardi, 41 – 53100 Siena
Tel: +39 0577 5755
www.hotelsienadegliulivi.it
info@hotelsienadegliulivi.it
Servizi: 143 camere dotate di confort, sala fitness, sauna, bar, ristorante, wi-fi, 5 sale per riunione fino a 250 posti.

Hotel Athena * * * *

Via P. Mascagni 55 – 53100 Siena
Tel: + 39 0577 40900
Servizi: 100 camere (220 posti letto) accoglienti, ampie, raffinate, con veduta panoramica e complete di tutti i comforts,  ampi parcheggi privati.

Hotel Garden * * * *

Via Custoza, 2 – 53100 Siena 
Tel: + 39 0577 40900
Servizi: Circondata da un ampio parco di lecci secolari, la Villa del 1700 è tra le più raffinate ed eleganti dimore storiche della città. Dislocate tra la Villa e le 3 dependance, l’Hotel Garden dispone di 125 camere alcune arredate in elegante stile moderno, altre in stile classico ed impreziosito da mobili d’epoca.

Jolly Hotel Excelsior * * * *

Piazza la Lizza 1, 53100 Siena
Tel: + 39 0577 40900
Servizi: 129 camere dotate di tutti i confort di recentissima ristrutturazione, ristorante, bar, fitness center e 4 sale conferenze in grado di accogliere fino a 230 persone.

Hotel Palazzo dei Priori * * * *

Strada di Montalbuccio 31 – 53100  Siena
Tel: + 39 0577 40900
Servizi: 75 camere dotate di tutto il confort,  ristorante, bar, giardino e ampio parcheggio privato – servizio shuttle per il centro di Siena – Country Tours su richiesta. Best Western Hotel Palazzo dei Priori è una struttura moderna, situata a breve distanza dall’uscita Siena – Ovest ed a 2000 mt da Piazza del Campo e dal Duomo, ideale sia per soggiorni di lavoro che per weekend in coppia.

Hotel Arcobaleno * * *

Via Fiorentina, 32/40 – 53100 Siena 
Servizi: l’albergo è ubicato all’interno di un’incantevole Villa Padronale del XIX secolo alle porte di Siena.

Hotel Antica Torre * * *

Via di Fieravecchia 7 – 53100 Siena
Servizi: L’Hotel e’ stato ricavato da una “casa torre” della meta’ del XV° secolo. L’arredamento e’ in stile toscano antico, le camere sono tutte fornite di bagno privato, tv satellitare, telefono diretto, asciugacapelli. L’hotel e’ situato nel centro storico di Siena.

Borgo Grondaie * * *

Strada Delle Grondaie 15 – 53100 Siena
Tel: + 39 0577 40900
Servizi: ubicato  in un’antica fattoria toscana situata a soli 2 km dal centro storico di Siena, mantiene le caratteristiche dell’ambiente rurale . Offre ai suoi clienti la possibilità di scegliere tra soggiorni in hotel oppure in appartamento, entrambi arredati in stile toscano e dotati dei migliori confort. A disposizione dei clienti c’è una piscina di acqua salata aperta durante l’estate.

Albergo Chiusarelli * * *

Viale Curtatone 15 – 53100 Siena
Tel: + 39 0577 40900
Servizi: La struttura si trova  a pochi passi da Piazza del Campo e davanti alla Basilica di San Domenico. Ubicata  in una villa in stile neoclassico completamente ristrutturata nel rispetto dello stile originale l’hotel Chiusarelli offre camere  dotate di bagno con vasca/ doccia, asciugamani in spugna, asciuga capelli, tv-satellite, telefono, cassetta di sicurezza e aria condizionata, ristorate interno, noleggio bici e internet point.

Il Pettirosso * * *

Via Petriccio e Belriguardo 97 – 53100 Siena
Tel: + 39 0577 40900
Servizi:  L’ubicazione de “Il Pettirosso” offre un’incantevole veduta panoramica su quella che un tempo era la celebre via Francigena, percorsa da mercanti e pellegrini in epoca medievale, di cui oggi restano chiese, chiese romaniche e ponti di pietra –  piscina all’ aperto in estate.

Hotel Italia * * *

Via Cavour 67 – 53100 Siena
Tel: + 39 0577.40900
Servizi: 66 camere sono dotate di servizi privati, TV color sat, telefono diretto, phon, frigo-bar e cassafaforte. Struttura moderna e informale valorizzata da recenti opere di ristrutturazione, dispone di sala bar, sala TV sat, internet point e piccolo parcheggio privato. Durante il periodo estivo,a disposizione gratuita dei clienti piscina e campo da tennis esterni (600 metri). 

Hotel Minerva * * *

Garibaldi 72 – 53100 Siena
Tel: + 39 0577.40900
Servizi: 59 camere con servizi, telefono, TV color, cassetta di sicurezza, aria condizionata, frigo bar, servizio lavanderia, collegamento ad Internet ADSL e ISDN, saletta riunioni e parcheggio. Le stanze godono del panorama sulla vecchia Siena. 

Hotel Moderno * * *

Via B. Peruzzi, 19 – 53100 Siena
Tel: + 39 0577.40900
Servizi:  63 camere  dotate di servizi privati, aria condizionata, asciugacapelli, telefono diretto e TV a colori.

Hotel Palazzo di Valli * * *

Via E. S. Piccolomini 135 – 53100 Siena 
Servizi: Hotel Palazzo di Valli è una splendida Villa del XVIIIº secolo con stanze spaziose e decorate in stile toscano del tempo.

Hotel Vico Alto * * *

Via delle Regioni 26 – 53100 Siena
Tel: + 39 0577.40900
Servizi:  47 camere con bagno privato, tv, aria condizionata, ristorante interno  offre cucina tipica toscana ideale anche per banchetti e cerimonie, sala Tv, giardini.

Hotel Villa Belvedere * * *

Strada Senese – località Belvedere – 53100 Siena
Tel: + 39 0577.40900
Servizi: 15 camere con servizi privati , arredate in stile con telefono e tv satellitare, parcheggio privato e piscina. Ampio giardino all’italiana , settore riservato alle piante aromatiche che vengono usate per preparare piatti tipici. . Possibilità di consumare la colazione e i pasti principali in giardino. Hotel Villa Belvedere è un’antica villa gentilizia del 1700, luogo di soggiorno di Ferdinando III Arciduca d’Austria e del Granduca Leopoldo II situata a 15 km da Siena.

Hotel Villa Liberty * * *

Viale Vittorio Veneto 11 – 53100 Siena Tel: + 39 0577 40900
Servizi: 18 camere  arredate elegantemente con  bagno privato,  doccia e asciugacapelli, tv satellitare, telefono, aria condizionata, collegamento internet ADSL  gratuito . L’Hotel Villa Liberty è a 10 minuti a piedi da Piazza del Campo. L’albergo è ubicato in una villa di inizio ‘900 e conserva ancora il fascino e l’atmosfera di un’ antica residenza privata.

Residenze d'epoca

 Palazzo Coli Bizzarrini * * * * *  

Piazza Gramsci 27 – 53100 Siena
Tel: +39 0577 40900
Servizi: Palazzo Francesconi è un palazzo storico risalente ai primi del Cinquecento. Dal 1906 sono proprietari i Sigg. Coli Bizzarrini. Il Palazzo, dichiarato “di particolare interesse storico”  si trova nel centro storico di Siena.

Palazzo Fani Mignanelli * * *

Via Banchi di Sopra 15, 53100 Siena
Tel: + 39 0577 40900
Servizi: caratterizzata da interni finemente arredati e da un’ atmosfera cordiale e familiare, ogni camera  è curata nei minimi dettagli è stata concepita come piccola oasi dotata di ogni comfort; la prima colazione viene servita nella graziosa saletta o su richiesta, in camera senza costi aggiuntivi.

Dove mangiare a Siena

Ristoranti

Ristorante Guido

Via Beato Pier Pettinaio, 7  – Siena
Tel: +39 0577 280042
Servizi: cucinatipica senese, vini toscani selezionati.

Ristorante Il Duomo

Via  Fusari Numero, 19 – Siena
Tel: +39  0577 287556
Servizi: cucina tradizionale  senese con  scelta accurata degli ingredienti cucinati con cura. Tra le appetitose pietanze, si fanno onore i “pici” al cinghiale, il filetto di vitello ai funghi porcini e  specialità di pesce fresco. Da raccomandare le pizze, le serate tematiche con degustazione di vini tipici e pregiati.

Ristorante Al Mangia

Il Campo, 42 – Siena
Tel: +39 0577 281121
Servizi: cucina tipica toscana e senese a base di carne e pesce, vista Piazza del Campo, confortevole american bar caffetteria  con ricchissima carta dei liquori, molti dei quali difficilmente reperibili sul mercato.

Ristorante da Mugolone

Via  Pellegrini, 8 – Siena
Tel: +39  0577 283235
Servizi: Ristorante posizionato a pochi passi da piazza “il Campo” e dal Duomo. Cucina tipica toscana quale specialità sono: tagliatelle alla senese, tartufi e funghi (porcini) in stagione, capretto in umido e fritto misto toscano, fiorentine sulla brace, tagliata aglio e rosmarino, sformati di verdure, frittura di verdure in stagione. Ampia scelta di vini DOCG – chiuso il giovedì e la domenica sera. Prenotazione consigliata.

Ristorante Spadaforte

Il Campo, 13 – Siena
Tel: +39 0577 281123
Servizi:  cucina tipica senese e toscana, pesce,  pizzeria a pranzo e a cena,  ampia carta di vini toscani –  prenotazione consigliata.

Ristorante Gallo Nero

Via  del Porrione, 65/67 -Siena
Tel: +39 0577 284356
Servizi: cucina tipica toscana, ricette medioevali tra il ‘300 e il ‘400 e vini senesi DOC. Il ristorante, situato a 150 metri da Piazza del Campo,  dispone di una sala per banchetti medioevali e  rimane aperto fino a tarda notte.

Trattorie e Osterie

Osteria del Coro

Via Pantaneto, 85 – Siena
Tel: +39  0577 222482
Servizi: piatti preparati secondo le più antiche tradizioni della cucina senese, prestando particolare attenzione alle materie prime utilizzate, sempre di prima scelta, dai salumi e dalle carni di cinta senese al carrello degli oli DOP Terre di Siena e Chianti Classico, dai pecorini delle Crete Senesi e di Pienza alla pasta sempre fresca, dalla selvaggina alla tagliata di manzo e ai dolci fatti in casa. Ottima la carta dei vini, con valide proposte di degustazione a calice. Cucina aperta sino a tarda serata; consigliata la prenotazione. Su prenotazione, cene di pesce fresco secondo il pescato del giorno.

L’Osteria

Via dei Rossi, 79/81 – 53100  Siena (SI)
Tel: +39 0577 287592
Servizi: locale tradizionale ubicato vicino alla Piazza del Campo, cucina tipica toscana specialità senesi