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Radicondoli, tra castelli, vino, olio e geotermia

Radicondoli-StemmaRadicondoli è un villaggio che ha conservato l’aspetto medievale e tracce delle ancora più antiche origini longobarde. Situato su di un colle, il centro storico è ancora oggi racchiuso dai resti delle mura, nelle quali si aprivano tre porte di accesso. L’impianto urbano si sviluppa lungo un’asse viario principale sul quale si affacciano gli edifici più importanti, quali la Collegiata dei Santi Simone e Giuda e il Palazzo Berlinghieri, sede del municipio. L’economia si basa prevalentemente sulle risorse boschive, sulla pastorizia e su alcuni impianti industriali per lo sfruttamento dei soffioni boraciferi (produzione di energia elettrica).

ZONA Val d'Elsa
TIPO cittadina di collina
COORDINATE 43°16′00″N 11°03′00″E
ALTITUDINE 509 metri s.l.m.
PRODOTTI vino, olio d'oliva, formaggi, miele, salumi di cinta senese, dolci
SPORT trekking escursionistico, ciclismo, equitazione
CONFINI Casole d'Elsa (SI), Castelnuovo di Val di Cecina (PI), Chiusdino (SI), Montieri (GR), Pomarance (PI)

Informazioni turisticheSiena Mappa


Comune di Radicondoli

Via Tiberio Gazzei, 89 – 53030 Radicondoli (SI)
Tel.: +39 0577 790910
info@comune.radicondoli.siena.it
www.comune.radicondoli.siena.it

 

COSA VEDERE

Castelli

Castello di Montingegnoli

castello montingegnoliZona: Val d’Elsa
Comune: Radicondoli (SI) – località Montingegnoli
Tipo: villaggio fortificato (XII°-XVI° secolo)

I primi riferimenti risalgono al 1156 e, nonostante le ristrutturazioni del XVI° secolo e quelle successive, la struttura è stata poco alterata rispetto all’originale. Montingegnoli è un insieme ben conservato, un vero villaggio in miniatura che ha mantenuto l’originaria pianta circolare.

Castello di Fosini

castello fosiniZona: Val d’Elsa
Tipo: castello (XII° secolo)

All’interno dell’omonima riserva, sulla cima di un’alta collina circondata da fitti boschi, a picco sul vuoto c’è il Castello di Fosini. Risale al XII° secolo e, durante tutto il Medio Evo, accolse una popolazione piuttosto numerosa. Il castello ha una sagoma quadrangolare disposta attorno ad un cortile centrale. L’insieme è ancora abbastanza ben conservato, sebbene alcune sue parti siano in rovina. L’interno non è però visitabile.

Chiese

Collegiata dei Santi Simone e Giuda

collegiataZona: Val d’Elsa
Tipo: chiesa (XVI° secolo)

Fu edificata nel 1589 sui resti di un’antica pieve romanica di cui, in qualche modo, ha ereditato le forme semplici. Anche l’alto campanile è il riadattamento di una preesistente torre medievale. All’interno si trovano opere di pregio, tra le quali alcune tele del pittore Alessandro Casolani (1552-1607): Natività di Gesù (1590), Transito di Maria Vergine (1569) e le Storiette poste sull’altare maggiore. Da segnalare anche la pala Assunzione della Vergine, Natività e santi di Pietro di Domenico e Madonna col Bambino (XIV° secolo) di Niccolò di ser Sozzo.

Monumenti e luoghi da visitare

Palazzo Berlinghieri

pallazo berlinghieriZona: Val d’Elsa
Tipo: dimora storica (XVI° secolo)

Risalente al XVI° secolo, ha una facciata particolarmente pregevole. All’interno è notevole l’ampio locale d’ingresso coperto con volta a padiglione su peducci scolpiti. Quindi un pregevole pozzo in travertino di forma semicircolare con pluteale ad anfora e nicchia superiore. Le stanze dell’edificio si affacciano su una grande terrazza panoramica.

Villa di Anqua

villa anquaZona: Val d’Elsa
Tipo: dimora storica (XVII° secolo)

Conosciuta anche con il nome dei suoi proprietari, i Pannocchieschi d’Elci, piuttosto che un costruzione di campagna ricorda un palazzo cittadino. È un complesso ben conservato, caratterizzato da forme imponenti, la chiesa di San Rufo, altre strutture abitative, un giardino all’italiana. Particolarmente pregevole è il pozzo, situato nel cortile d’ingresso. All’interno del giardino si trova un monumentale albero di leccio che – si dice – risalga all’epoca della costruzione.

Villa di Solaio

villa solaioZona: Val d’Elsa
Tipo: dimora storica (XVII° secolo)

Risalente al XVII° secolo, apparteneva alla famiglia Marescotti. La cappella, costruita nello stesso periodo, fu ristrutturata nel corso del XVIII° secolo. Il giardino all’italiana è arricchito da piante di limone. La villa è stata trasformata in un residence per turisti.

Monumento a Dina Ferri

dina ferriZona: Val d’Elsa
Tipo: monumento

Il monumento alla poetessa Dina Ferri, nativa di Radicondoli, è stato realizzato dallo scultore Andrea Roggi. La donna, rappresentata in età giovanile, è protesa verso l’alto, quasi a offrire doni al cielo e alla natura, elementi che sono costantemente presenti nella sua opera. È stato anche scelto di collocare il monumento in un piccolo spazio esattamente all’ingresso dell’abitato: così la donna sembra salutare tutti coloro che vi accedono.

Riserve naturali

Riserva Naturale Cornate e Fosini

riserva cornate fosiniZona: Val d’Elsa
Tipo: area protetta per nidificazione di rapaci

La riserva è stata istituita per la conservazione degli ecosistemi della zona e per la promozione delle attività produttive sostenibili nell’area stessa. Le pareti rocciose sono un luogo ideale per la nidificazione di rapaci quali i poco diffusi falco pellegrino e falco lanario. Nei boschi sono presenti altre specie di fauna locale: caprioli, daini, faine, donnole, istrici, puzzole. Anche nella vegetazione sono presenti specie rare, quali la viola etrusca.

ARTE E MUSEI

Musei

Museo "Le Energie del Territorio"

museo energia del territorioZona: Val d’Elsa
Tipo: museo industriale

Le origini vulcaniche del territorio hanno creato grandi bacini sotterranei di gas naturale, che attualmente viene utilizzato per la produzione di energia geotermica. Scopo del museo è diffondere la conoscenza dei diversi tipi di energia rinnovabile in modo facile e intuitivo. Tutto ciò per mezzo di strumenti che possono essere molto semplici, come la pentola a pressione, o molto complicati, come l’installazione e il funzionamento di una centrale geotermica. Alcune di queste centrali sono visitabili.

CULTURA

Storia

radicondoli Il nome della cittadina deriva dall’unione di due nomi propri, entrambi di origine germanica: Radi e Cundulo. Il borgo si sviluppò in epoca medievale, quando molti villaggi e alcuni castelli della zona vennero abbandonati e la popolazione vi si trasferì. Fin dall’inizio il castello fu sotto l’influenza dei Conti Aldobrandeschi i quali ne assunsero ufficialmente il controllo, assieme alle proprietà collegate, nel 1216, annettendolo ai propri possedimenti. Radicondoli fu una delle prime comunità della zona a organizzarsi in comune autonomo e a darsi propri statuti. A partire dal XIII° secolo il villaggio aveva già una struttura urbana definita e disponeva già degli edifici civili e religiosi necessari alla comunità. Nel 1221 il Castello di Radicondoli fu ceduto a Siena, a garanzia del pagamento di un’ipoteca. Tra il 1260 e il 1269 il castello fu occupato da esponenti guelfi (la fazione che sosteneva la politica papale), i quali costrinsero Siena a acquistarlo. Con la fine dell’indipendenza di Siena come entità politica autonoma, Radicondoli e tutto il territorio circostante entrarono a far parte del Granducato di Toscana. Nel 1555 le mura furono abbattute. Da quel momento in poi il villaggio seguì le sorti dello stato toscano fino all’Unità d’Italia.

radicondoli1Fin dal periodo medievale la lavorazione della lana costituì una delle principali attività economiche della popolazione. Tale attività ebbe origine dalla produzione casalinga di “panni lani” per uso domestico. L’attività si sviluppò poi in forma imprenditoriale contemporaneamente alla formazione stessa di Radicondoli. Il villaggio divenne, nel corso del XIV° secolo, uno dei più importanti centri dell’artigianato tessile nei territori controllati da Siena. Di tale attività restano tracce nell’abitato: alcune case hanno un doppio portale ad arco e conci di pietra, coincidenti con l’accesso al fondaco e all’abitazione.

Curiosità

Il fantasma di Ilario Brandani

Una leggenda, legata al “morbo oscuro” (una pestilenza) che colpì l’Italia centrale nel XIV° secolo, riferisce che, nell’arco di pochi mesi, di tutti gli abitanti del castello di Frosini, sopravvisse solo Ilario Brandani. Questi aveva fama di essere mago e conoscitore di antiche formule per evocare i morti. Rimase chiuso nel castello in completa solitudine, per anni, con decine di cadaveri insepolti e il silenzio come unici compagni. Dopo la sua morte il fantasma sembra si aggiri ancora a Frosini e nei dintorni.

GASTRONOMIA

Prodotti tipici

olio

Olio Extra Vergine di Oliva

Il territorio di Radicondoli è ricco di oliveti, gran parte dei quali coltivati con metodi e sistemi naturali (agricoltura biologica) che danno un eccellente prodotto.

 

Cinta Senese

Con questa particolare varietà di maiale vengono prodotti salumi particolarmente pregiati.

Vino

In tempi recenti alcune aziende del settore hanno investito sia nella ristrutturazione dei vigneti che nella ricerca per ottenere un prodotto di buona qualità.

.Formaggio

La pastorizia, che aveva una storia antica legata alla mezzadria, negli anni ’50 e ’60 del XX° secolo si è rinnovata grazie all’immigrazione dalla Sardegna, che ha arricchito e rinnovato questa tradizione. Ancora oggi nei pascoli crescono pecore che, allevate in modo tradizionale e foraggiate con alimenti naturali, producono un latte da cui vengono ricavati vari tipi di formaggi, dalla ricotta al pecorino stagionato. I formaggi prodotti nel territorio sono quasi esclusivamente biologici.

 marmellateMiele e marmellate

Il miele della zona si caratterizza per essere completamente biologico. Ottime marmellate vengono prodotte con frutta selvatica e poco conosciuta.

Dolci e biscotti

I “cavallucci”, gli “stinchi di morto” e altri biscotti sono antiche ricette gelosamente tramandate da una generazione all’altra.

SERVIZI TURISTICI