Abbazia di San Galgano a Chiusdino

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A Chiusdino la spada nella roccia… ma non quella di Re Artù

Chiusdino StemmaAbbazia di San Galgano è  ubicata a Chiusdino un caratteristico borgo che conserva intatto gran parte del tessuto urbano medievale. Nei dintorni vissero gli Etruschi e poi i Longobardi. Qui nacque Galgano Guidotti, a cui fu intitolata l’Abbazia di San Galgano, attualmente apprezzata meta turistica e sede di vari concerti nella stagione estiva. Vicino all’imponente rudere dell’abbazia si trovano l’Eremo di Montesiepi, costruito dove il citato Galgano Guidotti infisse la propria spada in una roccia, e la casa dove abitò fino all’inizio dell’eremitaggio.

ZONA Valle del Merse
TIPO borgo medievale
COORDINATE 43°09′16.6″N 11°05′03.3″E
ALTITUDINE 564 metri s.l.m.
SPORT trekking escursionistico, ciclismo, equitazione
CONFINI Casole d'Elsa (SI), Monticiano (SI), Montieri (GR), Radicondoli (SI), Roccastrada (GR), Sovicille (SI)

chiusdino mapInformazioni Turistichesiena mapp

Comune di Chiusdino
Piazza del Plebiscito, 2 – 53012 Chiusdino (SI)
Tel.: +39 0577 751055
protocollo@comune.chiusdino.siena.it
www.comune.chiusdino.siena.it

Ufficio Informazioni Turistiche
Via Paolo Mascagni, 12 – 53012 Chiusdino (SI)
Tel.: +39 0577 750313
info@prolocochiusdino.it

COSA VEDERE

Chiese di Chiusdino

Abbazia di San Galgano

Abbazia di San Galgano

abbazia san galganoZone: Valle del Merse
Comune: Chiusdino (SI) – località San Galgano
Tipo: abbazia cistercense (XII° secolo)
Indirizzo: Località San Galgano, 167
Tel.: +39 0577 756738
Orario: tutti giorni da aprile a ottobre 9.00-20.00, da novembre a marzo 9.30-17.30
Ingresso: €uro 2,00 intero, € 1,50 ridotto

Intorno al 1185 e per volontà del vescovo di Volterra, sul luogo dove San Galgano morì, fu edificata una cappella. Il vescovo successore, promosse invece la costruzione di un vero e proprio monastero. Sotto l’impulso di un primo nucleo monastico nel 1218 iniziarono i lavori di costruzione dell’abbazia, terminati nel 1288. Nel XIV° secolo la situazione iniziò a peggiorare: prima la carestia del 1328, poi la peste del 1348 che non risparmiò la comunità monastica. Nella seconda metà del XIV° secolo l’abbazia venne più volte saccheggiata durante eventi bellici. Tutte queste vicende portarono a una profonda crisi nella comunità monastica, tanto che, alla fine del secolo, si era ridotta a sole otto persone. Nel 1474 i monaci si trasferirono a Siena e, nel 1503, l’abbazia fu affidata ad un abate commendatario. L’amministrazione fu dissennata, al punto che, uno di loro, a metà del secolo, fece rimuovere e poi vendere la copertura in piombo del tetto. Da quel momento le strutture si deteriorarono rapidamente e, nella prima metà del XVIII° secolo, il complesso risultava ormai crollato in più parti.

Nel 1789, la chiesa fu definitivamente sconsacrata e abbandonata. I locali del monastero diventarono invece una fattoria e vennero parzialmente restaurati già nei primi decenni del XIX° secolo. Nel 1926 iniziò il restauro con metodo conservativo: si decise semplicemente di consolidare quanto rimaneva senza realizzare ricostruzioni arbitrarie o integrazioni. L’interno è quindi privo della copertura e del pavimento.

La chiesa rispetta perfettamente i canoni della abbazie cistercensi stabiliti dalla regola di San Bernardo: l’edificio ha pianta a croce latina e lo spazio interno è diviso longitudinalmente in tre navate di 16 campate di pilastri cruciformi. Di grande effetto scenico è l’abside, conclusa in alto da un grande oculo riccamente decorato.

Sulla fiancata destra è collocato il chiostro, attorno al quale ruotava tutta la vita dell’abbazia. La sagrestia è coperta da due grandi volte a crociera e in questa sala sono ancora visibili tracce degli affreschi originali. Dietro il cimitero e l’abside della chiesa si trovavano le infermerie dei laici, che erano separate soprattutto per motivi igienici. l resto del complesso non esiste più. Le zone accessibili alle visite sono la chiesa, la Sala Capitolare, lo scriptorium, i resti del chiostro e le aree esterne. Grazie all’eccellente acustica, durante i mesi estivi all’interno della chiesa vengono organizzati eventi e concerti musicali.

Eremo di Montesiepi

Eremo_MontesiepiZone: Valle del Merse
Comune: Chiusdino (SI) – località  San Galgano
Tipo: chiesa (XII° secolo)
Tel.: +39 0577 756700
Indirizzo: Strada Comunale di San Galgano
Orari: tutti i giorni dalle 9.00 al tramonto

Conosciuta anche come Cappella di San Galgano, è tradizionalmente il luogo dove Galgano Guidotti, poi onorato come San Galgano, si ritirò in eremitaggio fino alla morte. Intorno al 1185 e per volontà del vescovo di Volterra, in questo luogo fu edificata una cappella. Nel XIV° secolo la cappella fu ingrandita e vi fu annesso il campanile. Nonostante i restauri, avvenuti in epoche successive, ha conservato l’aspetto originale a forma di cilindro. Sulla facciata c’è un cornicione decorato con sculture antropomorfe con teste umane e zoomorfe, tutte risalenti all’epoca della costruzione. L’interno è molto suggestivo: in basso un basamento circolare in pietra mentre la copertura è una volta emisferica ad anelli concentrici in bicromia (c otto e travertino).

Al centro c’è la pietra nella quale è infissa la spada di San Galgano. A sinistra c’è una cappella a pianta rettangolare con volta a crociera, realizzata nel 1334 da Ambrogio Lorenzetti, che l’abbellì con un ciclo di affreschi. Sebbene deteriorati, di alcuni sono visibili anche le sinopie, recuperate durante i lavori di restauro. Sulla parete di fondo si trova la Maestà. In questa raffigurazione, in basso, c’è Eva. Sulle spalle della donna una pelle di capra (a simboleggiare la lussuria) mentre con una mano sorregge un fico (simbolo del peccato) e con l’altra mostra un cartiglio con l’affresco Galgano circondato da Santi e Angeli offre un modello della roccia dov’è infissa la spada e, nella parte inferiore, Veduta di città con figure alate.

Propositura di San Michele Arcangelo

propositura san micheleZone: Val del Merse
Tipo: chiesa
Indirizzo: Via della Cappella

Anche a causa dell’utilizzo di materiali impropri il restauro del 1964 aveva alterato radicalmente l’originaria struttura interna della chiesa. Il successivo restauro generale, effettuato nel 2001, ha restituito all’edificio l’aspetto originale. La chiesa conserva due tele raffiguranti San Galgano in preghiera e la Madonna del Rosario di Alessandro Casolani (XVI° secolo). L’oggetto liturgico più rilevante è il reliquiario che contiene la testa di San Galgano. La teca, in argento sbalzato, è opera dell’orafo Bino Bini.

Monumenti e luoghi da visitare a Chiusdino

Spada nella Roccia - Chiusdinola spada nella roccia

Casa di San Galgano

casa san galgano1Zone: Valle del Merse
Tipo:
dimora storica (XIII°-XVIII° secolo)

Il palazzo dove nacque San Galgano fu abitato dalla madre ancora dopo la morte e canonizzazione del figlio. La donna lo lasciò in eredità ai monaci cistercensi di Montesiepi. La confraternita vi allestì due oratori, la “Cappella di sotto”, nella sala di ingresso del palazzo, e la “Cappella di sopra”, in una delle sale superiori.

Nel 1785 il Granduca Pietro Leopoldo espropriò il palazzo all’Ordine Cistercense. In epoca napoleonica l’edificio fu occupato da soldati francesi e adibito prima a caserma, poi a carcere. Nel XX° secolo l’amministrazione comunale restituì alla Confraternita la “Cappella di sotto” che fu restaurata nel 1905 in stile neogotico e riaperta al culto. Sul portale d’ingresso del palazzo, si trova un calco del bassorilievo raffigurante San Galgano condotto dall’Arcangelo Michele sul colle di Montesiepi eseguito dallo scultore Giovanni di Agostino nel 1330. All’interno della “Cappella di sotto” c’è il masso in cui, secondo la tradizione, ci sarebbero le impronte delle ginocchia del cavallo di Galgano, inchinatosi all’apparire dell’Arcangelo Michele.

Castello di Frosini

Zone: Va del Merse
Comune: Chiusdino (SI) – località Frosini
Tipo: fortificazione (XI° secolo)

Il castello è circondato da un contesto di grande bellezza paesaggistica. Fu edificato nell’XI° secolo e costituiva uno dei feudi più importanti dei Conti della Gherardesca. Nel XIII° secolo il castello  entrò a far parte dei possedimenti di Siena, dato che si trovava lungo un’importante via di comunicazione che univa Siena, le Colline Metallifere e la Maremma. Nel Medio Evo il castello ospitò una Magione dei Cavalieri Templari, la Mansio Templi de Fruosina, che forniva ristoro ai pellegrini, viandanti e altri che avessero bisogno di aiuto ed assistenza. Durante la peste del XIV° secolo nel castello visse Illario Bradani, personaggio che, per esser stato immune alla peste prese la cattiva fama di negromante. Il fantasma, seconda alcune dicerie, appare di tanto in tanto per  trasformare i vivi curiosi in morti viventi. Attualmente il castello è di proprietà privata.

COSA FARE

Eventi

Agriturismo Il Mulino

Festa di San Galgano

Tipo: festa religiosa
Periodo: 3 dicembre

Festa del santo patrono della cittadina, coincidente con il giorno della sua morte.

Sagra del Ciaccino

Tipo: folclore
Località: Ciaccino
Periodo: primo fine settimana di agosto

Durante l’evento si svolge il torneo “Palla Eh!”, un gioco di origini spagnole, diffuso nelle Colline Metallifere e in altre zone d’Europa.

CULTURA

Storia

L'abbazia di San Glagano a ChiusdinoL’origine della cittadina risale al periodo della penetrazione longobarda in Toscana (VI° secolo d.C.). A partire dal 572 i Longobardi occuparono i territori compresi tra i fiumi Cecina e Ombrone e, nella zona di Chiusdino, edificarono le prime fortificazioni, denominate clusae, per il controllo delle strade e la riscossione dei dazi. Il nome deriva appunto da Cluslinum, in relazione a queste prime fortificazioni longobarde. Fino all’XI° secolo, l’insediamento si trovava sulla sommità della collina, chiuso da una cinta muraria dal perimetro piuttosto corto, sulla quale si apriva una porta ancor oggi conservata. l castello era di modeste dimensioni e senza un ruolo strategico evidente. Forse a seguito dello sviluppo dell’agricoltura e delle miniere d’argento, tra la fine dell’XI° secolo e l’inizio del successivo il borgo si ingrandì.

Ciò fu motivo di contesa tra il vescovo di Volterra e i conti della Gherardesca, vertenza che terminò nel 1215, con l’inclusione del villaggio nei territori di Siena. A partire da quest’epoca, grazie allo sviluppo di tutto il territorio circostante, Chiusdino conobbe un notevole progresso. Questo era dovuto essenzialmente alla presenza, sul territorio, di due importanti abbazie: quella di Serena, costruita nel 1004 dai Conti della Gherardesca, e quella di San Galgano. Durante il XIV° secolo l’abitato raggiunse le dimensioni dell’attuale centro storico. Nel 1557 la cittadina entrò a far parte dei territori controllati da Firenze e, successivamente, del Granducato di Toscana di cui seguì le sorti fino all’Unità d’Italia.

Curiosità

Eremo di Montesiepe - Spada nella RocciaEremo di Montesiepi e la Spada nella Roccia

La storia di San Galgano

cuoreSecondo la tradizione, attorno al 1150 a Chiudino nacque Galgano Guidotti. La giovinezza fu caratterizzata da violenze e dissolutezza. La conversione al cristianesimo fu dovuta a due apparizioni dell’Arcangelo Michele, che lo convinse ad abbandonare la vita secolare e a intraprendere quella religiosa. Galgano lasciò il borgo e si ritirò su un colle poco distante, Montesiepi, già visto durante la visione. Qui, in mancanza di legna per costruire un crocifisso, conficcò il suo spadone nel terreno roccioso trasformandolo in una croce.

In questo luogo visse da eremita per un anno, inizialmente cibandosi di erbe e radici e dormendo sulla nuda terra. Successivamente costruì un piccolo romitorio, dove morì nel 1181, meno di un anno dopo la sua conversione e l’ingresso nella vita monastica. La prima indagine conoscitiva delle virtù e dei miracoli di Galgano fu condotta dal vescovo di Volterra. Successivamente il vescovo Ildebrando Pannocchieschi ottenne l’apertura di un processo di canonizzazione da parte del papa Lucio III° e la nomina di tre commissari, con il compito di verificare la santità del giovane eremita.

I film

nostalghiaLa suggestiva abbazia di San Galgano è stata utilizzata come scenario dei film Nostalghia di Andrej Tarkovskij (1983), Il paziente inglese di Anthony Minghella (1996), Paolo Barca, maestro elementare, praticamente nudista con Renato Pozzetto (1975); inoltre per la scena finale del film Il riposo del guerriero di Roger Vadim (1962).

Il fantasma del Brandani

Dal castello di Frosini provengono storie dell’apparizione di un fantasma, identificato come Ilario Brandani, vissuto nel XIV° secolo, epoca della peste che colpì il centro dell’Italia. Pare che, ad eccezione del Brandani, tutti gli abitanti del castello di Frosini e dei  borghi limitrofi morirono. Così, presto si sparse la voce che l’uomo sarebbe stato un mago, in grado di evocare i morti. Per fuggire a tali dicerie Brandani si rifugiò all’interno del castello, ormai popolato soltanto dai cadaveri, e rimase in eremitaggio per anni fino alla morte, dovuta a cause naturali.

Con il passare del tempo, la leggenda prese sopravvento a causa di costanti apparizioni e facendo credere che il semplice sguardo del fantasma di Brandani fosse capace di trasformare i vivi in creature delle tenebre, ossia in morti viventi. Le ripetute chiusure a cui il castello fu sottoposto dal XV° secolo in poi fecero crescere l’idea che la figura del negromante si aggirasse ancora nelle stanze abbandonate condannando a una morte eterna nel mondo dei vivi coloro che vi si fossero avventurati.

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire a Chiusdino

Agriturismo Il Ficareto

Sovicille (SI)
Fattoria didattica/cavalli

Agriturismo Il Caggio

Sovicille (SI)
Appartamenti e ristorante

Dove mangiare a Chiusdino

La Bottega di Stigliano

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Cucina a filiera corta

LA SOSTA DEL CAVALIERE

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