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Suvereto, verdi colline, vino DOC e un strano caso di lessatura

suvereto stemmaIl territorio di Suvereto, ricco di sughere, olivi secolari e viti, riflette i caratteri dell’economia locale, basata tradizionalmente sull’agricoltura, le attività forestali e l’allevamento, ma, attualmente, anche su artigianato e turismo. In particolare, i boschi di sughere, mescolate alla profumata e variegata macchia mediterranea, conferiscono al paesaggio una impronta esclusiva. La cittadina è sede di importanti aziende vinicole DOC Val di Cornia e fa parte dell’associazione Città del Vino. È stata inserita tra i borghi più belli d’Italia. Da segnalare l’interessante Museo della Bambola che conserva esemplari di importanza storica ed artistica.

ZONA Val di Cornia e Costa degli Etruschi
TIPO borgo medievale
COORDINATE 43°05′00″N 10°41′00″E
ALTITUDINE 90 metri s.l.m.
PRODOTTIvino DOC Val di Cornia, olio d’oliva, sughero
SPORT trekking escursionistico, ciclismo
CONFINI Castagneto Carducci (LI), Follonica (GR), Massa Marittima (GR), Monterotondo Marittimo (GR), Monteverdi Marittimo (PI), Piombino (LI), San Vincenzo (LI), Sassetta (LI)

suvereto mapInformazioni Turistichelivorno map

Comune di Suvereto
Piazza A. Gramsci – 57028 Suvereto (LI)
Tel: +39 0565 829304
suvereto@comune.suvereto.li.it
www.comune.suvereto.li.it

Ufficio turistico
Via G. Matteotti – 57028 Suvereto (LI)
Tel: +39 0565 829304

COSA VEDERE

Chiese

Suvereto Chiostro di San Francesco Chiostro di San Francesco

Chiesa della Santissima Annunziata

chiesa santissima annunziataZona: Val di Cornia
Tipo: chiesa (XIII° secolo)

Fu costruita tra XII° e il XIII° secolo nei pressi della sorgente di Fonte all’Annunziata. La leggenda sull’origine della chiesa racconta che fu edificata per volere di Matilde di Canossa. Si narra che, per acquisire il diritto di celebrare la Messa, la contessa dovette costruire 100 chiese e che questa fu la 99a ed ultima.

Pieve di San Giusto

pieve san giustoZona: Val di Cornia
Tipo: chiesa romanica (X° secolo)

La chiesa, ricordata fin dal 923 e di probabile origine altomedievale, è uno dei più interessanti edifici romanici nella provincia di Livorno.

Chiostro di San Francesco

chiostro san francescoZona: Val di Cornia
Tipo: chiesa (XIII° secolo)

Sulla sommità di uno dei due colli su cui si estende il Castello di Suvereto, c’è quanto resta dell’antico convento di San Francesco, con annessa chiesa conventuale. Il convento fu fondato nel 1286 e oggi si possono vedere elementi decorativi ed iscrizioni che illustrano la storia di questo complesso.

Monumenti e luoghi da visitare a Suvereto

Rocca Aldobrandesca

rocca aldobrandescaZona: Val di Cornia
Tipo: fortificazione (XII° secolo)
Tel: +39 0565 829923

La rocca fu costruita dagli Aldobrandeschi attorno alla seconda metà del XII° secolo, dove esistevano già strutture fortificate risalenti al IX° secolo. Contemporaneamente, furono anche iniziati i lavori di costruzione della cinta muraria difensiva che, dalla rocca, si snodava attorno a tutto l’abitato. Nel complesso domina la torre quadrangolare. Negli anni ’80 è rientrata in possesso del comune e, dopo l’indagine archeologica, restaurata e restituita al suo aspetto originale.

Palazzo Comunale

palazzo comunaleZona: Val di Cornia
Tipo: dimora storica (XIII°secolo)

Si tratta di uno dei più significativi esempi di architettura civile medievale della Maremma. La costruzione dell’edificio fu iniziata nel XIII° secolo, dopo la concessione della “Charta Libertatis” (1201) alla comunità locale da parte del feudatario Aldobrandeschi, per ospitare le magistrature del nascente comune.

Riserve naturali

Parco Naturale di Montioni

parco naturale montioniZona: Maremma settentrionale
Provincia Livorno: comuni di Piombino, Suvereto, Campiglia Marittima
Provincia di Grosseto: comune di Follonica e Massa Marittima
Tipo: area naturale protetta
Centro visite: Piombino – località Rio Torto
Tel.: +39 0565 226445
Email: prenotazioni@parchivaldicornia.it
Sito: www.parcodimontioni.it

Il Parco Naturale di Montioni, che si estende per 7.000 ettari tra la provincia di Livorno e quella di Grosseto, è caratterizzato da una ricca fauna da rari esemplari di flora tipicamente mediterranea. I rilievi collinari della riserva sono ricoperti di una fitta vegetazione di boschi di cerri, lecci e altri. La fauna è costituita da numerose specie tra cui caprioli, lupi, gatti selvatici e marmotte. All’interno del parco ci sono tracce di insediamenti protostorici, etruschi e romani come Pievaccia, i ruderi del castello di Montioni Vecchio, le terme di Montioni. Inoltre, nella piccola località di Montioni, importanti monumenti di epoca napoleonica recentemente restaurati. Tra questi le terme, cosiddette “della Baciocca”, e un obelisco commemorativo dedicato a Elisa Bonaparte. La fitta rete di sentieri che attraversa il parco, un tempo frequentato soprattutto da pastori e carbonai, consente di raggiungere le cave di allume di epoca napoleonica.

Parco Naturale di Poggio Neri

parco poggio neri carbonaiaZona: Val di Cornia
Tipo: area naturale protetta
Tel: +39 0565 226445
Info: prenotazioni@parchivaldicornia.it

Nel parco sono ancora evidenti le tracce lasciate dal lavoro dei carbonai, dei raccoglitori di castagne, dei cacciatori. All’interno del parco è ubicato il Museo del Bosco dedicato soprattutto l’attività dei carbonai.

ARTE E MUSEI

Musei di Suvereto

Museo della Bambola - SuveretoMuseo della Bambola

Museo di Arte Sacra

museo arte sacraZona: Val di Cornia
Tipo: museo di arte sacra

Ha sede nella chiesa di San Michele Arcangelo, costruita nel 1881 dalla compagnia della Misericordia. Contiene le opere del patrimonio parrocchiale e artistico locale.

Museo Artistico della Bambola

museo bambolaZona: Val di Cornia
Tipo: museo artigianale

La raccolta, donata da Maria Micaelli, illustra l’evoluzione delle tecniche costruttive e il mutamento di stile verificatisi nei secoli nella realizzazione delle bambole. Sono esposti esemplari di notevole importanza storica e artistica e produzioni di vari artisti contemporanei.

COSA FARE

Eventi

Palio di SuveretoPalio di Suvereto

Il Palio

palio suveretoTipo: folclore sportivo
Periodo: maggio e 14 agosto

È una manifestazione che si svolge due volte all’anno. Si tratta di una gara tra squadre di “spingitori”, che si disputa per le vie del centro storico. Gli sfidanti, a coppie, spingono la botte (5 quintali di peso) cercando di superare gli avversari. Il primo, il Palio di Santa Croce, si svolge in concomitanza delle feste patronali mentre il secondo è detto Palio dell’Imperatore.

Fiere

fiereTipo: fiere-mercato
Periodo: prima domenica di maggio e seconda domenica di settembre

Antiche fiere di merci e bestiame riproposte in chiave moderna con prodotti dell’agricoltura tipici e biologici e artigianato.

Serate medievali

serate medievaleTipo: folkclore
Periodo: luglio

Fedele ricostruzione dell’ambiente dell’epoca, si svolge alla luce delle torce, con gli abitanti in costume tradizionale, le monete del tempo, il mercatino degli antichi prodotti, cavalieri, musici e saltimbanchi. Celebrazione di matrimoni in costume dell’epoca e degustazioni nel centro storico. Nel Chiostro di San Francesco si svolge una sontuosa cena medievale, secondo le originali ricette.

Calici di stelle

calici di stelleTipo: enogastronomica
Periodo: 10 agosto

Percorso eno-gastronomico, per gustare i vini di Suvereto, abbinati a vari assaggi di piatti e prodotti tipici locali, tra buona musica.

Il Borgo dei Ragazzi

borgo dei ragazziTipo: manifestazione per giovani
Periodo: ultima domenica di settembre

La manifestazione si svolge nel centro storico ed è interamente dedicata ad attività ludiche ed educative per i giovani.

Sagra di Suvereto

sagra suveretoTipo: folclore, enogastronomia
Periodo: dicembre

Arte e folclore caratterizzano questa sagra che si svolge nel cento storico. Gastronomia tipica a base di carne di cinghiale, mostre, convegni, vendita di prodotti tipici, corteo storico in costume del XIII° secolo, con la tradizionale giostra degli arcieri e la rievocazione della concessione della “Charta Libertatis”.

GASTRONOMIA

Prodotti tipici

Cantina Pietra - SuveretoCantina Petra

Strada del Vino Costa degli Etruschi

Comuni: Montecatini Val di Cecina (PI), Cecina (LI), Montescudaio (PI), Casale Marittimo (PI), Bolgheri/Castagneto Carducci (LI),  Suvereto (LI), Campiglia Marittima (LI), Isola d’Elba (Rio Marina, Marina di Campo) (LI)

Informazioni: Consorzio Strada del Vino Costa degli Etruschi
Indirizzo: Località San Guido, 45 – Bolgheri – comune di Castagneto Carducci (LI)
Tel: +39 0565 749705
Sito: www.lastradadelvino.com

Prodotti: Terratico di Bibbona DOC, Bolgheri DOC, Elba DOC, Val di Cornia

In uno scenario paesaggistico di rara intensità, dal verde intenso delle vigne affiancate dai boschi al blu profondo del mare

I Vini

Il Bolgheri DOC, Bianco, Vermentino e Rosato, è un vino da bere preferibilmente giovane, da abbinare a minestre, pesce e verdure. Il Bolgheri Sauvignon è indicato per piatti importanti a base di pesce mentre il Bolgheri Rosso è un vino da pasto, da abbinare a carni sia bianche che rosse. Il Sassicaia, da bere preferibilmente invecchiato, è adatto con arrosti e selvaggina. Il Vin Santo si associa bene alla pasticceria. L’Elba DOC è un vino prodotto in diverse varianti: Bianco, Rosso, Rosato, Ansonica, Ansonica Passito, Vin Santo, Vin Santo Occhio di Pernice, Aleatico e Moscato. I Bianchi, sono da bere giovani e sono adatti con i frutti di mare e ogni altro piatto di pesce. I Rossi sono adatti con arrosti di pollame, selvaggina e formaggi di media stagionatura. Gli altri, possono essere associati a dessert e dolci anche secchi. Anche il Val di Cornia è un vino prodotto in diverse varianti: Bianco, Rosso, Rosato, Ansonica, Vermentino, Ciliegiolo, Merlot, Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Aleatico Passito, Ansonica Passito, Suvereto, Suvereto merlot, Suvereto Cabernet Sauvignon e Suvereto Sangiovese. L’assortimento  di questo tipo di vino, permette di abbinarvi ogni tipo di piatto.

strada del vino Costa degli EtruschiPercorso

La prima zona DOC è quella di Montescudaio, in provincia di Pisa, originariamente sede di un monastero benedettino. Lungo il “percorso della memoria” si trovano i palazzi di nobili famiglie, come i Marchionneschi, i Ridolfi e i Guerrini, la Chiesa della SS. Annunziata, fino a raggiungere la Torre della Guardiola e il Piazzale del Castello con la Chiesa di Santa Maria Assunta, posti in posizione panoramica. Procedendo oltre si entra nella provincia di Livorno incontrando subito il borgo di Bibbona, capofila della nuova zona DOC Terratico di Bibbona.  Nel centro storico, dove si intersecano caratteristici vicoli e piazzette medievali, la Pieve di Sant’Ilario, risalente all’XI° secolo mostra la forma trapezoidale. Dopo pochi chilometri si entra in piena zona del Bolgheri DOC, patria del Sassicaia e di altri grandi vini protagonisti della storia enologica italiana degli ultimi anni. Da Bolgheri (comune di Castagneto Carducci) si attraversa il duplice filare di cipressi (Via dei Cipressi), dichiarato monumento nazionale e celebrato dal poeta Carducci, e si giunge alla chiesetta di San Guido. Il territorio di Castagneto Carducci è rinomato per il terreno e il clima particolarmente favorevoli a una viticoltura di alta qualità.

Qui la viticoltura è molto antica: nel Medioevo la coltivazione delle vigne era strettamente legata ad abbazie e monasteri. Attraversando il mare da Piombino si giunge all’Isola dell’Elba, dove l’Aleatico passito è il prodotto più tipico e interessante. L’Isola d’Elba fu teatro di grandi eventi. Secondo le narrazioni mitologiche è a Porto Argon, l’odierna Capo Bianco, che Giasone fece tappa durante l’avventurosa ricerca del Vello d’oro e, come rivela Virgilio nell’Eneide, dallo stesso porto salparono trecento giovani elbani per portare aiuto al “Pio Enea” nella dura lotta contro i Rutuli. Per gli Etruschi, l’Elba costituì un’inesauribile fonte di ricchezza: già nel VIII° secolo a.C. sfruttavano le miniere di ferro ed esportavano in tutto il bacino del Mediterraneo, ricavandone enormi ricchezze. Sorsero così i forni, che giorno e notte fondevano i minerali e, come narra Aristotele, dettero origine al nome Aethalia (scintilla), attribuito all’Elba dai navigatori greci. Dei cinque secoli di dominazione etrusca rimangono diverse necropoli, alcuni resti di forni fusori e numerosi “villaggi d’altura”, inseriti in scenografie impareggiabili. Dal declino della potenza etrusca, i Romani ereditarono l’industria siderurgica, ma valorizzarono anche i giacimenti di granito e scoprirono i fanghi curativi delle Terme di San Giovanni, le bellezze del paesaggio e i vini eccellenti. “L’isola del vino buono” la definiva lo scrittore Plinio il Vecchio. Ecco quindi che fiorì un intenso traffico di navi cariche di anfore: molte sono conservate nei musei archeologici di Portoferraio e Marciana, e, insieme a sorprendenti reperti restituiti dal mare, raccontano tutta la storia della navigazione antica. Nei golfi più suggestivi sorsero le grandiose ville patrizie della Linguella, delle Grotte e di Capo Castello.

Vino - Cantina Petra

CANTINA PETRA

Indirizzo: Località San Lorenzo Alto, 131 – 57028 Suvereto (LI)
Tel. +39 0565 845308
Email: info@petrawine.it
Sito: www.petrawine.it
Visite alla cantina – prenotazione+39 342 5501570
email: visit@petrawine.it
Orari: tutti i giorni

Ubicata nei pressi di Suvereto, la cantina di Petra è costantemente accarezzata da venti che risvegliano memorie viticole ed enologiche dei Greci e degli Etruschi. Ciò che è moderno e funzionale è nello stesso tempo tradizione profonda che si perde nelle linee di una storia.

CULTURA

Storia

Castello di SuveretoIl toponimo è attestato per la prima volta nel 973 e deriva dal latino suber (sughero) per cui Suvereto è il “bosco di sugheri”. Le origini sono antecedenti al XI° secolo, come attestano i documenti che si riferiscono al castrum di Suvereto indicando un centro già funzionante ed organizzato. Nel XII° secolo fu costruita la torre e la cinta muraria. Fu quindi, soprattutto tra l’XI° e il XIV° secolo, che l’abitato assunse la fisionomia attuale. Oltre alla cinta muraria, in questo periodo vennero costruiti o ampliati la Chiesa di San Giusto, la Rocca, il Palazzo Comunale e il Chiostro di San Francesco. Suvereto reimase a lungo feudo dei conti Aldobrandeschi, ma, con l’adesione alla Lega Ghibellina (1237), il comune entrò sempre più nell’orbita di Pisa che promosse la nuova fortificazione del castello negli ultimi decenni del XIII° secolo.

Nei primi anni del secolo XIX° Suvereto fu assegnato, assieme al resto dello Stato di Piombino, a Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone e moglie del principe Baciocchi. Il nobile organizzò in mezzo ai boschi di Montioni un villaggio produttivo e termale, allargando anche gli spazi coltivati, tra i quali va segnalato l’impianto di un moderno vigneto all’uso di vitigno bordeaux. Con la Restaurazione (1815), il territorio entrò a far parte del Granducato di Toscana. Con le iniziative di bonifica, il rilancio delle attività agricole e un generale clima di ripresa economica, i Lorena determinarono una nuova e duratura fase di sviluppo. Per il resto il villaggio seguì le vicende del Granducato fino all’Unità d’Italia.

Curiosità

La "lessatura" dell'imperatore

Nel 1313 l’imperatore del Sacro Impero Romano Arrigo VII° fu colpito da malaria e morì nella località di Buonconvento. Secondo altre leggende, l’imperatore fu stato avvelenato da un’ostia durante una messa da un sacerdote contrario alle sue intenzioni espansionistiche. La salma fu trasportata a Suvereto dove il corpo è fu letteralmente lessato: bollito in modo di separare la carne dallo scheletro, al fine di facilitare il trasporto a Pisa, luogo dove le ossa furono sepolte all’interno del Duomo.  Suvereto era nota per la pratica della lessatura, che costituiva una sorta di specialità della zona. Nel 1299 papa Bonifacio VIII°  scrisse una bolla che vietava la pratica della lessatura dei defunti.

Chiesa della Madonna di Sopra la Porta

La costruzione della chiesa risale al 1480, l’ampliamento al 1772 in ricordo di un fatto miracoloso avvenuto nel 1767. A seguito di un’intensa pioggia gli abitanti rischiavano di annegare perchè le acque non riuscivano a defluire dalle griglie poste sotto le pesanti porte del paese; quando ormai tutto sembrava perduto le porte si aprirono, come d’incanto, verso l’interno, sfidando l’impeto delle acque e permettendone il deflusso. Quando la guarnigione militare che alloggiava sopra la porta si recò, il mattino seguente, per pregare nella piccola cappella constatò che le acque erano arrivate a lambire il bordo del quadro ivi conservato e raffigurante la Madonna con Bambino. Fu allora deciso di erigere un santuario per meglio conservare l’effigie miracolosa.

SERVIZI TURISTICI