Seggiano, cosa fare e vedere?

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Olio e formaggio di montagna

seggiano stemmaLa cittadina di Seggiano è ubicata sopra un poggio circondato da olivi e castagneti, a metà strada tra la sommità del Monte Amiata e la valle del fiume Orcia. Ha mantenuto intatto l’aspetto medievale e conservato le origini rurali. Rimangono ancora le tre antiche porte e grande parte dalla cinta muraria del X° secolo, che conteneva tutto il nucleo abitato. Nella zona ci sono piccoli borghi inseriti in un paesaggio boschivo dove sono presenti anche vecchi casali, alcuni dei quali trasformati in confortevoli agriturismi. Da menzionare Pescina, la cui principale attrattiva sono i ristoranti dove si possono gustare le specialità culinarie locali. Dalla vetta dell’Amiata si apre un’area sciabile; inoltre numerosi sentieri per escursioni a piedi e trekking.

ZONA Amiata
TIPO borgo medievale
COORDINATE 42°55′45″N 11°33′30″E
ALTITUDINE 491 m  s.l.m.
PRODOTTI olio d’oliva, formaggio, castagna , vino
SPORT trekking escursionistico, cicloturismo, sci alpino, sci nordico, snow board
CONFINI Abbadia San Salvatore (SI), Castel del Piano (GR), Castiglione d’Orcia (SI)

seggiano mapInformazioni Turistichegrosseto map

Comune di Seggiano
Via Trento e Trieste, 19 – 58038 – Seggiano (GR)
Tel: +39 0564 950925
www.comune.seggiano.gr.it

COSA VEDERE

Castelli

Castello di Potentino

castello potentinoZona: Amiata
Comune: Seggiano (GR) – località Potentino
Tipo: castello fortificato XI°-XIII° secolo

Il castello fu costruito attorno all’anno Mille per iniziativa del vescovato di Chiusi, la cui diocesi si estendeva, all’epoca, a tutta l’area del Monte Amiata. Nel corso del XIII° secolo il castello entrò a far parte dei possedimenti di Siena, pur essendo vincolato sia all’abbazia di San Salvatore che alla famiglia Aldobrandeschi. Agli inizi del XIV° secolo fu conteso tra varie famiglie nobili della zona che, alla fine, si spartirono la proprietà trasformandola in un importante complesso rurale. Nel secolo scorso il castello fu acquistato dallo scrittore britannico Graham Greene, i cui eredi lo hanno trasformato completamente in una azienda agricola piuttosto rinomata.

La costruzione ha comunque conservato il suo aspetto originario in stile rinascimentale, dovuto agli interventi effettuati nel corso del XV° secolo. La parte riservata alla proprietà è costituita dal castello propriamente detto, sagomato a forma di ad L attorno ad un cortile. Della costruzione originale sopravvivono anche altri edifici, tutti comunque adibiti all’attività agricola. Nelle immediate vicinanze si trova la cappella gentilizia dedicata a Sant’Antonio da Padova.

Chiese

Santuario della Madonna della Carità

santuario madonna caritàZona: Amiata
Tipo: chiesa rinascimentale XVI° secolo

È uno dei monumenti più importanti della cittadina. La sua collocazione, fuori dal centro storico, è tipica delle nuove chiese rinascimentali. L’edificio fu costruito tra il 1589 e il 1603 in seguito ad un voto fatto per la fine di un drammatico periodo di carestia. Una leggenda tramanda che la Madonna della Carità avrebbe concesso un pane miracoloso ad una madre che l’aveva invocato. La chiesa, davvero peculiare per la varietà degli elementi decorativi ed ornamentali in trachite, è l’unico esempio di stile manieristico presente nel territorio senese.

Monumenti e luoghi da visitare

Giardino di Daniel Spoerri

OLYMPUS DIGITAL CAMERAZona: Amiata
Tipo: parco-museo
Tel: +39 0564 950457
Sito: www.ilgiardinodidanielspoerri.it

Si tratta di un suggestivo parco-museo creato dall’artista contemporaneo svizzero Daniel Spoerri (primo esponente della “Eat art”), in cui sono collocate e ben integrate nel contesto ambientale numerose delle sue opere scultoree. Il percorso, all’interno del parco, si articola tra ampi spazi erbosi e boschetti, in cui le opere si mimetizzano nel paesaggio. Oltre alle opere di Spoerri, nel giardino sono esposte anche creazioni di altri artisti contemporanei, quali Eva Aeppli, Dieter Roth, Ay-o, Roland Topor. All’interno del parco c’è anche un percorso botanico: molte piante sono illustrate da un cartellino che ne sottolinea la specie e le curiosità.

Riserve naturali

Monte Amiata

monte amiata1Zona: Amiata
Tipo: area protetta
Provincia Grosseto: Arcidosso, Castell’Azzarra, Castel del Piano, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano, Semproniano
Provincia Siena: Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio
Tel.: +39 0577 770317 / +39 0577 778324

Il Monte Amiata (1.738 metri s.l.m.) è costituito da una notevole varietà di ambienti e di paesaggi. Infatti è un antichissimo vulcano che non ha la classica forma a cono, ma appare come l’unione di varie cime. Inoltre costituisce il culmine di un massiccio montuoso articolato comprendente il Monte Labbro, il Monte Buceto, il Monte Civitella e il Poggio Zoccolino. I corsi d’acqua principali sono il Fiora, che nasce nei pressi dell’abitato di Santa Fiora, l’Albegna, che nasce sul versante orientale del Monte Labbro, il Paglia e l’Orcia.

Un’imponente croce di ferro, collocata sulla cima agli inizi del XX° secolo, è diventata il simbolo della montagna. Tutta la sommità dell’Amiata è una zona protetta per la sosta degli uccelli migratori. Altre aree protette sono il Parco Faunistico del Monte Amiata, dove vivono animali tipici quali daini, mufloni, asini e lupi appenninici, e sei riserve naturali (Monte Labbro, Monte Penna, Pescinello, Poggio all’Olmo, Rocconi, SS. Trinità). Tutta la montagna è ricoperta da rigogliose faggete, piena di rocce dalle forme inconsuete e di abbondanti e fresche sorgenti.

monte amiata3Il Monte Amiata è rimasto per millenni un territorio con proprie caratteristiche storiche. Palafitte, graffiti, aree preistoriche, ruderi di epoca romana, fortificazioni di epoca medievale, palazzi rinascimentali sono presenti in varie località, a testimoniare le varie fasi storiche. Fu terra di frontiera fin dal VII° secolo d.C., con il consolidarsi della divisione tra Tuscia Longobardorum e Tuscia Romanorum. Zona di transito, era lambita sul versante orientale dalla via Francigena (o Romea), consolidatasi in epoca longobarda in alternativa alla via Cassia romana, in parte non più agibile. Amministrativamente il Monte Amiata è suddiviso tra alcuni comuni, otto appartenenti alla provincia di Grosseto e quattro a quella di Siena. Nella cosiddetta “fascia del castagno”, in particolare nei comuni di Arcidosso, di Castel del Piano e di Seggiano, sono visibili numerosi seccatoi, alcuni dei quali molto ben conservati, testimonianza della passata pratica di seccare le castagne. Di notevole interesse sono i vari complessi museali, come pure le “strade del vino” e le numerose riserve naturali.

L’Amiata è solcato da una rete di sentieri segnalati ed attrezzati per il trekking e per le escursioni in mountain bike. I percorsi uniscono tutti i centri abitati di maggior rilievo, la montagna e anche le grandi direttrici della sentieristica nella Toscana meridionale. Uno di questi sentieri, di 28 chilometri di lunghezza, gira attorno alla montagna a quote comprese tra 1.050 e 1.300 metri, tra rigogliosi boschi di faggi e castagni.

Località nei dintorni

Pescina

pescinaZona: Amiata
Comune: Seggiano (GR) – località Pescina
Tipo: villaggio agricolo

Situato all’altitude di 747 m s.l.m., Pescina è  un piccolo centro abitato immerso in un bosco di castagni. Costitui un borgo con intenso flusso turistico per la qualità di servizi che offre,  gli impianti sportivi  e la cucina tipica.

COSA FARE

Sport

Comprensorio sciistico del Monte Amiata

comprensorio sciistico monte amiataZona: Amiata
Comune: Seggiano (GR) – località Prato della Marsiliana
Tipo: impianti sciistici
Tel: +39 0577 775858 – Società ISA
Sito: www.amiataneve.it

Sul Monte Amiata c’è il secondo maggiore comprensorio sciistico di tutta la Toscana. Complessivamente ci sono 12 piste, con una lunghezza complessiva di 12 chilometri: quattro azzurre (per principianti), sei rosse (media difficoltà), due nere (impegnative). Gli impianti di risalita sono otto. Per lo sci di fondo e le passeggiate con le “ciaspole” (racchette da neve) sono disponibili 25 chilometri di piste. Una scuola di sci impartisce lezioni a tutte le età. Gli sportivi possono usufruire di cinque alberghi e due rifugi ubicati nelle immediate vicinanze dell’area sciabile.

Percorsi

Strada del Vino Montecucco

strada del vino montecucco

Tipo: percorso enogastronomico
Comune: Cinigiano, Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Castell’Azzara, Civitella Paganico, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano e Semproniano
Indirizzo: Piazzale Capitano Bruchi, 1 – Cinigiano (GR)
Tel. +39 0564 994630
Sito: www.stradadelvinomontecucco.it

Seggiano è una tappa importante lungo la Strada del vino Montecucco, la quale tocca ben 10 cittadine della provincia di Grosseto con un unico denominatore: la forte vocazione vitivinicola. Lo scopo di questa Strada è quello di promuovere, assieme al vino, tutti i prodotti tipici delle varie zone attraversate. Ciò avviene anche nel corso di manifestazioni enogastronomiche, nelle quali è possibile partecipare a degustazioni guidate. La Strada si snoda lungo un paesaggio suggestivo, tipico dell’entroterra collinare maremmano. Ci sono 18  aziende produttore del vino aperte alla visitazione e degustazione.

CULTURA

Storia

seggianoI primi insediamenti risalgono indubbiamente al periodo etrusco, come confermano i numerosi reperti rinvenuti nel territorio. Il nome, probabilmente, deriva da Sedes Jani, una divinità etrusca. Il centro abitato sorse agli inizi del X° secolo come possedimento dell’abbazia di San Salvatore al Monte Amiata che, dopo l’anno Mille, cedette una parte dei diritti all’Abbazia di Sant’Antimo. Nel 1255 Siena intavolò vari trattative con l’Abbazia di Sant’Antimo per il possesso del territorio che, alla fine, fu concesso nel 1266. In questo periodo i nuovi governanti si occuparono ben presto del rafforzamento delle strutture difensive e Seggiano divenne un abitato prospero e tranquillo. La proprietà fondiaria era divisa tra il Comune e le 363 famiglie che abitavano nella zona. Nel 1555, con la fine dell’indipendenza di Siena, il territorio entrò a far parte del Granducato di Toscana, seguendone tutte le vicende fino all’Unità d’Italia.

GASTRONOMIA

Piatti tipici 

sugo scottigia pescinaiaSugo di scottiglia alla pescinaia

Si tratta di un misto di carni di vitello, maiale, tacchino e coniglio o agnello. La cottura è molto lunga  (3-5 ore). Si presenta come una zuppa di carni miste di color rosso scuro e dal sapore forte.

Prodotti tipici

Castagna dell’Amiata IGT

castagnaLe prime tracce di sfruttamento del “frutto del bosco” si fanno risalire all’VIII° secolo. La castagna del Monte Amiata ha ottenuto la tutela con l’indicazione geografica protetta IGP. In passato la castagna era considerata il “pane della povera gente”: le pietanze più note erano, e sono tutt’ora, la polenta e il castagnaccio. Attualmente le castagne non sono più al centro dell’economia familiare, però mantengono la loro importanza anche dal punto di vista culturale. Tre sono le varietà locali più importanti:
– marrone: la castagna più pregiata per sapore, è di colore marrone rossiccio.
– cecio: di forma simile alla castagna rossa si differenzia da questa per il colore molto più scuro; è la prima a maturare.
– castagna domestica: è la più piccola delle tre, di colore rossastro. Ha una forma leggermente allungata ed è quella dal sapore più dolce. Un tempo era quella che, più frequentemente, veniva fatta seccare per produrre la farina dolce.
Per valorizzare ulteriormente questo prodotto è stato anche allestito un percorso all’interno dell’intero Monte Amiata, denominata Strada della castagna o anche “Paesaggio del castagno e delle attività umane”.

Olio extravergine di oliva

olioI primi documenti storici in cui si menziona la coltivazione dell’olivo risalgono al IX° secolo. Nel territorio è infatti diffusa la coltivazione di una specie di olivo resistente al clima freddo di montagna: è l’olivastra Seggianese, probabilmente di origine dalmata. Le caratteristiche chimiche ed organolettiche che rendono peculiare l’olio di Seggiano sono fortemente influenzate dal connubio coltivazione-territorio. Il colore è verde-dorato, l’odore fresco, il sapore dolce con leggere sfumature di piccante e amaro.

Consorzio di Tutela dell’Olio di Seggiano DOP
Tel.: +39+0564 965259
Email: info@consorzioolioseggiano.it
Sito: www.consorzioolioseggiano.it

Formaggio pecorino

formaggio pecorinoSi tratta di un tipo di pecorino che un tempo veniva prodotto in condizioni ambientali molto particolari, quelle che si trovavano nelle zone di alta collina e di montagna. Utilizzando latte più acido ed effettuando la lavorazione a temperature più basse, il risultato era molto diverso dal comune prodotto toscano: la pasta risulta più bianca, friabile, quasi gessata, e il sapore leggermente acidulo.

Vino Montecucco DOC

SERVIZI TURISTICI