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Se il Sasso scrocca, addio la Rocca

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Stemma roccalbegnaRoccabelgna è ubitato nell’alta valle del fiume Albegna, ai piedi di due ripide e pittoresche rupi, una più alta dell’altra, su ognuna delle quali sorge una fortificazione, la Rocca aldobrandesca e il Cassero Senese. Da questa particolare orografia deriva il detto popolare “se il Sasso scrocca, addio la Rocca”. Il villaggio è un labirinto di strade e vicoli su cui si affacciano piccoli edifici, tra cui un’importante chiesa romanica. Inoltre due palazzi i notevole valore, quello Bichi Ruspoli e quello della Lana.

ZONA Colline del Fiora e dell'Albegna
TIPO villaggio collinare
COORDINATE42°47′13″N 11°30′36″E
ALTITUDINE 522 m  s.l.m.
PRODOTTI castagna
SPORT trekking escursionistico, mountain bike
CONFINI Arcidosso, Campagnatico, Manciano, Santa Fiora, Scansano, Semproniano (GR)
roccalbegna map grosseto mapInformazioni Turistiche

Comune di Roccalbegna
Piazza G. Marconi, 51 – 58053 – Roccalbegna (GR)
Tel. +39 0564 989032
www.comune. roccalbegna.gr.it

COSA VEDERE

Castelli

Castello di Triana

castello trianaZona: Colline del Fiora e dell’Albegna
Comune: Roccalbegna (GR) – località Triana
Tipo: fortificazione XIII° secolo

La fortificazione risale al XIII° secolo. Nel 1388 fu acquistata dalla famiglia senese dei Piccolomini. Nel XVI° secolo, effettuarono la ristrutturazione del castello, trasformandolo in fattoria rurale.  I Piccolomini rimasero proprietari del castello e dei terreni ciscostanti fino al 1962. Oggi, lantico castello è racchiuso all’interno delle mura che hanno un’unica porta di accesso. Il complesso comprende un torrione, due fabbricati disposti attorno ad un cortile centrale e la cappella della Madonna di Loreto risalente al XVII° secolo. All’interno una tela con la Madonna col Bambino e i Santi Francesco e Caterina da Siena,  del XVI° secolo.

Rocca Aldobrandesca di Roccalbegna

rocca aldobrancesca RoccalbegnaZona: Colline del Fiora e dell’Albegna
Tipo: fortificazione XIII° secolo – ruderi

Conosciuta anche come “Il Sasso”, costituisce la principale e più imponente fortificazione del centro storico. La rocca fu costruita in epoca medievale sulla cima dell’imponente rupe che domina il villaggio ed il corso del fiume Albegna. La famiglia Aldobrandeschi utilizzò questa fortificazione con funzioni difensive e di avvistamento: infatti era stata concepita anche come rifugio per la popolazione in caso di assedio. Con l’inizio del dominio di Siena, la rocca andò incontro ad un periodo di declino. Quando l’intero centro abitato fu ceduto alla famiglia Bichi, questa trasformarono la costruzione nella loro residenza. Successivamente la rocca è stata completamente abbandonata, conservata fino ad oggi sotto forma di imponenti ruderi.

Chiese

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo

chiesa santi pietro paolo roccalbegnaZona: Colline del Fiora e dell’Albegna
Tipo: chiesa romanico-gotica XIII°-XVIII° secolo

Costruzione romanico-gotica dei secoli XIII°-XIV°, ritenuta l’opera romanica di maggior pregio di tutto l’Amiata occidentale, fu trasformata nel XVIII° secolo. All’ingresso, un’acquasantiera rinascimentale e uno stendardo del 1799 risalente al movimento antigiacobino “Viva Maria”. Sull’altare maggiore tre tavole con Madonna col Bambino, San Pietro e San Paolo, parti di un polittico di Ambrogio Lorenzetti (1340 circa), poi smembrato. Inoltre sono presenti opere di Luca Tommé e Francesco Nasini.

Musei

Raccolta d'Arte del Museo di Roccalbegna

raccolta arte roccalbegnaZona: Colline del Fiora e dell’Albegna
Tipo: museo arte sacra
Tel: +39 0564 989122

Il museo è ubicato nell’Oratorio del Santissimo Crocifisso, edificio risalente al XIV° secolo. L’opera di maggior rilievo conservata è la Croce attribuita a Luca di Tommè, databile al 1360.

Museo della Focarazza

museo focarazzaZona: Colline del Fiora e dell’Albegna
Comune: Roccalbegna (GR) – località Santa Caterina
Tipo: museo etnografico
Tel: +39 0564 989032

Il museo custodisce reperti originali del lavoro ed oggetti legati a feste ed intrattenimenti popolari.

Riserve naturali

Monte Amiata

monte amiata1Zona: Amiata
Tipo: area protetta
Provincia Grosseto: Arcidosso, Castell’Azzarra, Castel del Piano, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano, Semproniano
Provincia Siena: Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio
Tel.: +39 0577 770317 / +39 0577 778324

Il Monte Amiata (1.738 metri s.l.m.) è costituito da una notevole varietà di ambienti e di paesaggi. Infatti è un antichissimo vulcano che non ha la classica forma a cono, ma appare come l’unione di varie cime. Inoltre costituisce il culmine di un massiccio montuoso articolato comprendente il Monte Labbro, il Monte Buceto, il Monte Civitella e il Poggio Zoccolino. I corsi d’acqua principali sono il Fiora, che nasce nei pressi dell’abitato di Santa Fiora, l’Albegna, che nasce sul versante orientale del Monte Labbro, il Paglia e l’Orcia.

Un’imponente croce di ferro, collocata sulla cima agli inizi del XX° secolo, è diventata il simbolo della montagna. Tutta la sommità dell’Amiata è una zona protetta per la sosta degli uccelli migratori. Altre aree protette sono il Parco Faunistico del Monte Amiata, dove vivono animali tipici quali daini, mufloni, asini e lupi appenninici, e sei riserve naturali (Monte Labbro, Monte Penna, Pescinello, Poggio all’Olmo, Rocconi, SS. Trinità). Tutta la montagna è ricoperta da rigogliose faggete, piena di rocce dalle forme inconsuete e di abbondanti e fresche sorgenti.

monte amiata3Il Monte Amiata è rimasto per millenni un territorio con proprie caratteristiche storiche. Palafitte, graffiti, aree preistoriche, ruderi di epoca romana, fortificazioni di epoca medievale, palazzi rinascimentali sono presenti in varie località, a testimoniare le varie fasi storiche. Fu terra di frontiera fin dal VII° secolo d.C., con il consolidarsi della divisione tra Tuscia Longobardorum e Tuscia Romanorum. Zona di transito, era lambita sul versante orientale dalla via Francigena (o Romea), consolidatasi in epoca longobarda in alternativa alla via Cassia romana, in parte non più agibile. Amministrativamente il Monte Amiata è suddiviso tra alcuni comuni, otto appartenenti alla provincia di Grosseto e quattro a quella di Siena. Nella cosiddetta “fascia del castagno”, in particolare nei comuni di Arcidosso, di Castel del Piano e di Seggiano, sono visibili numerosi seccatoi, alcuni dei quali molto ben conservati, testimonianza della passata pratica di seccare le castagne. Di notevole interesse sono i vari complessi museali, come pure le “strade del vino” e le numerose riserve naturali.

L’Amiata è solcato da una rete di sentieri segnalati ed attrezzati per il trekking e per le escursioni in mountain bike. I percorsi uniscono tutti i centri abitati di maggior rilievo, la montagna e anche le grandi direttrici della sentieristica nella Toscana meridionale. Uno di questi sentieri, di 28 chilometri di lunghezza, gira attorno alla montagna a quote comprese tra 1.050 e 1.300 metri, tra rigogliosi boschi di faggi e castagni.

Riserva naturale Rocconi

Zona: Colline del Fiora e dell’Albegna
Comune: Roccalbegna e Semproniano
Tipo: area naturale protetta con rupi calcaree
Tel: +39 0564 989098
Sito: www.boscoroccononi.it

La riserva è ubicata nell’alta Valle dell’Albegna, nei comuni di Roccalbegna e Semproniano, territorio prevalentemente formato da colline e con struttura geomorfologica varia ed interessante. Profonde gole, parzialmente ricoperte di lecci, e diverse grotte sono presenti un poco ovunque.

riserva rocconiVi sono pareti di roccia calcarea, profondamente erose dall’acqua del fiume Albegna, ed un sottosuolo composto da un complesso sistema di grotte e cavità, abitate da mammiferi caratteristici della zona. Tra questi la martora, il gatto selvatico e la lontra, e molti rapaci. Abbondante anche la presenza di orchidee selvatiche. La riserva è dotata di un centro visite, strutture didattiche e percorso natura. Le visite sono possibili, tutto l’anno, solo se guidate e su prenotazione.

Riserva naturale Pescinello

Zona: Colline del Fiora e dell’Albegna
Tipo: area naturale protetta con spuntoni calcaree
Centro visita: Casa Roccalbegna
Tel: +39 0564 899176

Il paesaggio è caratterizzato da aspre pareti e spuntoni di calcare, pietraie e pascoli sassosi, con piante di grosse dimensioni. Tra le formazioni geologiche presenti calcari vari, compreso il rosso ammonitico, calcareniti,argilliti e diaspri. Il corso d’acqua principale è il fiume Albegna. Nella riserva vi sono inoltre numerosi alberi monumentali, debitamente catalogati con particolare enfasi di aceri, cerri e roverelle. Molto ricca la fauna.

Località nei dintorni

Triana

trianaZona: Colline del Fiora e dell’Albegna
Comune: Roccalbegna (GR) – località Triana
Tipo: area naturale protetta com rupi calcaree

Nel Medio Evo, la località  fu un insediamento rurale.  Il successivo sviluppo avvenne attorno al castello dei conti Aldobrandeschi, risalente al XIII° secolo. Nel 1388 la zona fu acquistata dalla famiglia senese Piccolomini che, nel corso del XVI° secolo, trasformarono la proprietà in fattoria rurale fortificata. Durante il XIX° secolo, chiese, fattorie e abitazioni si svilupparono al di fuori della cinta muraria. Attualmente tutto il borgo è inserito nella fattoria Triana che comprendeva l’antico castello di Triana ancora conservato.  All’interno dell’abitato c’è la Cappella della Madonna di Loreto, risalente alla metà del XVII° secolo.

COSA FARE

Eventi

Sagra del biscotto

sagra biscottoTipo: enogastronomia
Periodo:  15 agosto

La sagra celebra uno dei più tipici prodotti della cucina contadina di tutta la provincia di Grosseto. L’evento è in realtà un insieme di vari tipi di manifestazioni, spettacoli e intrattenimenti (ballo, commedie, teatro, rassegne di canto popolare, esposizioni canine, concerti bandistici, ecc…).

Festa della Biondina

festa biondinaTipo: enogastronomia
Località: Cana
Periodo: ottobre

E’ un incontro tra gastronomia e tradizione, che vede protagonista la castagna, denominata appunto “biondina”. Questo termine ha origini antiche ed è riferito al colore che assume la castagna dopo la cottura nella grande padella forata. Oltre alle “caldarroste”, vengono preparate secondo tradizionali e antiche ricette anche altre specialità: polenta di castagne con ricotta, polenta con sugo di funghi, pasta fritta, biscotti salati, salsiccia alla brace, castagnaccio, montebianco e marmellata di castagne.

Focarazza

focarazzaTipo: religioso – folklore
Località: Santa Caterina
Periodo: 24 novembre

Alla vigilia del “compleanno” di Santa Caterina d’Alessandria si svolge l’antico rito del fuoco. Il parroco guida la processione sul poggio che sovrasta la località e benedice una catasta di fascine e legna in mezzo alla quale è conficcato un lungo palo di cerro, il cosiddetto “stollo”. Quindi si appicca il fuoco alla catasta. Quando il fuoco diminuisce d’intensità entrano in azione i cosiddetti “uomini di Santa Caterina”, divisi in gruppi a seconda della contrada d’appartenenza. Ognuno s’impegna, in una sorta di ancestrale rito purificatore, a sfidare il calore e il fumo per tentare di impadronirsi dello “stollo” e portarlo nel proprio rione. Il palo viene quindi tagliato in tanti pezzi quanti sono stati i partecipanti: così ognuno può portare a casa una porzione di quell’oggetto-feticcio ed, in seguito, ogni pezzo verrà messo a bruciare. Successivamente le ceneri saranno disperse nei campi e negli orti quale auspicio per una fertile stagione agricola.

CULTURA

Storia

roccalbegnaIl villaggio, di origini medievali, fu possedimento della famiglia Aldobrandeschi nel XIII° secolo. Nel corso del XIV° secolo, entrò a far parte dei domini di Siena, sotto la cui giurisdizione rimase fino a metà del XVI° secolo. Contestualmente alla fine dell’indipendenza di Siena, i Medici, signori di Firenze, s’impossessarono della località per poi cederla alla contea di Santa Fiora. Nel 1624 l’abitato divenne proprietà della famiglia senese Bichi, rimanendo sotto il loro controllo fino al XVIII° secolo, periodo in cui divenne un libero comune del Granducato di Toscana. Quindi ne segì le sorti fino all’Unità d’Italia.

GASTRONOMIA

Piatti tipici 

Acquacotta

acquacottaÈ un tipico piatto della cosiddetta “cucina povera”, ma dal sapore piacevole e rustico. È stata la minestra dei lavoratori dei campi, dei boscaioli e dei carbonai di tutta la Maremma. Per prepararla sul luogo di lavoro bastava una pagnotta, un tegamino riempito con acqua di ruscello e un po’ di aglio selvatico. Era cucinata in famiglia, nei periodi di indigenza, solo con strutto e la verdura disponibile nell’orto. La versione più sostanziosa, con uova e formaggio grattugiato, fu denominata “acquacotta ghiotta”.

Brecciotto di Roccalbegna

brecciottoPrende il suo nome dalla forma, allusiva al pietrisco di cava. Il brecciotto si consuma generalmente come dolce di fine pasto, accompagnato da vini passiti o liquori.

Biscotto di mezz’agosto

E’ una grossa ciambella di colore marrone-rossastro, caratterizzata da un sapore dolce e aromatico dovuto all’impiego dell’anice e del vino. Era lo spuntino di metà pomeriggio durante la mietitura.

Biscotto salato di Roccalbegna

biscotto salatoÈ una ricetta chi si tramanda fin dall’antichità ed uno dei prodotti tipici più famosi della provincia di Grosseto. Si tratta di un grosso biscotto a forma di fiocco, duro e friabile, di color giallo scuro. Pur essendo una ricetta della tradizione contadina la preparazione è piuttosto laboriosa.

Altri piatti tipici

Zuppa di pane

Zuppa di fagioli

Melatello

Schiaccia con la ricotta

Schiaccia coi friccioli

Prodotti tipici

Castagna

festa biondinaLe prime tracce di sfruttamento del “frutto del bosco” si fanno risalire all’VIII° secolo. La castagna del Monte Amiata ha ottenuto la tutela con l’indicazione geografica protetta IGP. In passato la castagna era considerata il “pane della povera gente”: le pietanze più note erano, e sono tutt’ora, la polenta e il castagnaccio. Attualmente le castagne non sono più al centro dell’economia familiare, però mantengono la loro importanza anche dal punto di vista culturale. Tre sono le varietà locali più importanti:

– marrone: la castagna più pregiata per sapore, è di colore marrone rossiccio.
– cecio: di forma simile alla castagna rossa si differenzia da questa per il colore molto più scuro; è la prima a maturare.
– castagna domestica: è la più piccola delle tre, di colore rossastro. Ha una forma leggermente allungata ed è quella dal sapore più dolce. Un tempo era quella che, più frequentemente, veniva fatta seccare per produrre la farina dolce.
Per valorizzare ulteriormente questo prodotto è stato anche allestito un percorso all’interno dell’intero Monte Amiata, denominata Strada della castagna o anche “Paesaggio del castagno e delle attività umane”.

SERVIZI TURISTICI