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Magliano in Toscana, il territorio delle tresche amorose di Margherita e Nello

Magliano in toscana stemmaIl territorio comunale di Magliano in Toscana si estende su una zona collinare, nella parte centrale della Maremma grossetana. Tutta la zona è piena di insediamenti di epoca etrusca. Molto caratteristico è il centro storico, circondato da un’imponente cinta muraria di epoca medievale, dove si trovano molti edifici religiosi e civili di notevole valore. Le coltivazioni tipiche del territorio sono la vite e l’olivo. Da segnalare il percorso delle torri  fortificate del Parco Naturale della Maremma, i ruderi del monastero di San Brusio e le mura di Magliano.

ZONA Maremma grossetana
TIPOcittadina collinare
COORDINATE42°35′56″N 11°17′35″E
ALTITUDINE128 m s.l.m.
PRODOTTIolio d’oliva, vino
SPORTtrekking escursionistico, cicloturismo
CONFINIGrosseto città, Manciano, Orbetello, Scansano (GR)

magliano in toscana mapInformazioni turistichegrosseto map

Comune di Magliano in Toscana
Via XXIV maggio, 9 – Magliano in Toscana (GR)
Tel. +39 0564 593041
www.comune.magliano-in-toscana.gr.it

COSA VEDERE

Chiese

magliano6Monastero di San Bruzio

Chiesa di Santissima Annunziata

Zona: Colline del Fiora e dell’Albenga
Tipo: chiesa XV° secolo

Ubicata fuori dalle mura che richiudono il centro storico di Magliano  in Toscana fu costruita nel XV° secolo sui resti di un tempio pagano. Successivamente fu ingrandita, con aggiunta dell’abside e la costruizione di un piccolo campanile a vela. L’esterno è decorato da un bel portale rustico in travertino. AIl’interno, sull’altare maggiore, si trova la tavola Madonna che allatta il Bambino, una delle opere più belle di Bartolomeo di Lando (1447/1500), detto il Neroccio. Sopra l’altare vi sono due tele che raffigurano il mistero dell’Annunciazione. Nella chiesa vi sono anche molti affreschi. Nelle immediate vicinanze si trova un vecchio oliveto, dove è situata una pianta di ulivo ultramillenaria, denominata “Olivo della Strega”.

Chiesa di San Giovanni Battista

chiesa san giovanni battistaZona: Colline del Fiora e dell’Albenga
Tipo:  chiesa rinascimentale XV° secolo

La chiesa ha una elegante facciata rinascimentale, completata nel 1471. All’interno si trova un fonte battesimale in travertino a sei formelle, datato 1493 e una serie di affreschi, alcuni dei quali di scuola senese e databili al XIV° secolo: San Rocco, Sant’Antonio e la Santissima Trinità. Infine l’antico tabernacolo, risalente al secolo XIV°. Sopra la porta della sagrestia tre affreschi del XIV° secolo raffigurano Santo Stefano, San Sebastiano e San Francesco che riceve le stigmate.

Pieve di San Martino

pieve san martinoZona: Colline del Fiora e dell’Albenga
Comune: Magliano in Toscana (GR) – località Montiano
Tipo:  chiesa romanica XI°-XV° secolo

La chiesa, di stile romanico, è stata eretta, almeno in parte, intorno alll’anno 1000. La facciata, in conci di pietra, include un portale decorato da due draghi, uno dei quali cavalcato da un guerriero. L’abside rettangolare è di stile gotico. Sulle pareti interne ci sono numerosi affreschi di scuola senese, risalenti ai secoli XV° e XVI°: San Sebastiano, Santa Maria Maddalena, una Madonna con Bambino ed infine la Deposizione di Gesù dalla Croce.

Monastero di San Bruzio

monastero san bruzioZona: Colline del Fiora e dell’Albenga
Comune: Magliano in Toscana (GR) – località Montiano
Tipo: chiesa monastero romanico XII° secolo – ruderi

Edificato dai monaci camaldolesi dopo l’anno 1000 in una zona al di fuori del nucleo urbano, fu completato alla fine del XII° secolo. L’edificio fu costruito in stile romanico, ben riconoscibile anche nei soli imponenti ruderi rimasti: abside, pareti orientali del transetto ed archi di sostegno della cupola. Una leggenda racconta che, dentro i ruderi del monastero, in un certo giorno dell’anno e ad una certa ora il Destino si manifesta…. ma solo a persone che hanno il cuore puro!

Monumenti e luoghi da visitare a Magliano in Toscana

magliano3Mura di Magliano

Mura di Magliano

mura maglianoZona: Colline del Fiora e dell’Albenga
Comune: Maglia in Toscana (GR) – località Montiano
Tipo: fortificazione XIV° secolo

La cinta muraria della cittadina è ben conservata.  Comprende due diversi tipi di architettura militare: innanzi tutto quella medievale, con torri a pianta quadrata per un breve tratto. La costruzione è del 1323, data incisa su una lapide consunta dal tempo murata dietro la torre di Porta S. Giovanni. La porzione occidentale della cinta è invece diversa. Fu ristrutturato durante il periodo di dominazione da parte di Siena. L’utilizzo di torri a sezione circolare in luogo di quelle a pianta quadrata rappresenta una certa novità per l’architettura militare di quei tempi. La porta denominata Nuova, perché più recente rispetto a quelle di S. Giovanni e di S. Martino, è l’attuale ingresso al centro storico di Magliano.

Torre Bassa

torre bassaZona: Colline del Fiora e dell’Albenga
Comune: Magliano in Toscana (GR) – località Montiano
Tipo: fortificazione XII° secolo

Trattasi di una fortificazione he si trova su un rilievo alla base dei Monti dell’Uccellina, in un’area ricca di macchia mediterranea, all’interno del Parco Naturale della Maremma. Fu costruita dalla famiglia Aldobrandeschi nel XII° secolo. Nei pressi sono visibili i resti di altri edifici che, probabilmente, facevano parte dello scomparso Castello di Collecchio.

Torre della Bella Marsilia

torre Bella MarsiliaZona: Colline del Fiora e dell’Albenga
Comune: Maglia in Toscana (GR) – località Montiano
Tipo: fortificazione XVI° secolo

Fortificazione appartenuta originariamente alla famiglia Aldobrandeschi. La sua notorietà locale è legata alla leggenda di Marsilia, una giovane rapita portata via dalla torre dai pirati barbareschi nel 1543. Grazie alla sua bellezza ed intelligenza, la donna divenne poi la preferita del sultano Solimano il Magnifico.

Torre di Cala di Forno

torre cala di fornoZona: Colline del Fiora e dell’Albenga
Comune: Magliano in Toscana (GR) – località Montiano
Tipo: fortificazione XVI° secolo

La fortificazione è situata sulle pendici di un promontorio, all’interno dei Monti dell’Uccellina e del Parco Naturale della Maremma. Di origine medievale, ma ricostruita dai granduchi Medici nella seconda metà del XVI° secolo, è un’installazione ottimizzata per la sorveglianza costiera. Dalla sommità era infatti possibile inviare segnali visivi alla Torre dell’Uccellina (perché inoltrasse le segnalazioni alle torri situate più a sud) e con la Torre di Collelungo (per segnalare eventuali pericoli alle torri costiere più settentrionali). Con l’attenuarsi del rischio di incursioni dal mare, la fortificazione fu dismessa, andando così incontro ad un lento degrado.

Tenuta di Collecchio

tenuta collecchioZona: Colline del Fiora e dell’Albenga
Comune: Maglia in Toscana (GR) – località Montiano
Tipo: fattoria storica  XIV°-XVI° secolo

Storica fattoria padronale ubicata nell’area pianeggiante ai piedi dei Monti dell’Uccellina. Costruita in epoca medievale, appartenne alla famiglia Aldobrandeschi. Nel corso del XIV° secolo fu acquistata dalla famiglia senese Marsili, assieme ad altri terreni della zona. Nei periodi successivi ha subito varie modifiche, tanto da far apparire il palazzo padronale prevalentemente in stile del XVI° secolo. Per un certo periodo tempo fu addirittura abitazione di pastori durante la stagione invernale. Nei primi anni del XX° secolo l’intera tenuta passò in eredità alla famiglia Vivarelli Colonna di Pistoia.

Spiagge nei dintorni a Magliano in Toscana

Cala di Forno

spiaggia cala di fornoZona: Maremma
Comune: Magliano in Toscana (GR) – località Montiano
Tipo: spiaggia sabbiosa

Situata all’interno del Parco Naturale della Maremma, è una spiaggia di fine sabbia dorata, che tende a divenire bianca per effetto dei raggi del sole in primavera e in estate. È raggiungibile a piedi, con circa un paio d’ore di cammino, lungo i sentieri dell’itinerario A4, che inizia dalla località Alberese. Cala di Forno è stata utilizzata varie volte come location per produzioni cinematografiche: Non ci resta che piangere (1984) di Roberto Benigni e Massimo Troisi; Al lupo al lupo (1992) di Carlo Verdone; Viola bacia tutti(1998) di Giovanni Veronesi; L’amore ritrovato (2004) di Carlo Mazzacurati.

Riserve naturali di Magliano in Toscana

magliano9Parco della Maremma

Parco Regionale della Maremma

parco regionale maremmaZona: Maremma
Comune: Magliano in Toscana, Grosseto città e Orbetello
Tipo: area naturale protetta
Centro visita: località Collecchio – Magliano in Toscana (GR)
Tel: +39 0564 407098
Email: info@parco-maremma.it
Sito: www.parco-maremma.it

Il Parco Regionale della Maremma, noto anche come Parco dell’Uccellina, si estende lungo circa 25 chilometri di costa compresi tra le località di Principina a Mare (comune di Grosseto) a nord e Talamone (comune di Orbetello) a sud. I quasi 9.000 ettari del Parco sono  suddivisi tra i comuni di Grosseto, Magliano in Toscana e Orbetello.

L’area è  caratterizzata da elementi morfologici diversi: la dorsale dei monti dell’Uccellina parallela alla linea di costa è ricoperta da una folta macchia mediterranea, la costa presenta  lunghi tratti sabbiosi, piccole insenature, scogliere e ripidi roccioni, inoltre la palude della Trappola e una pineta di oltre 600 ettari – la Pineta Granducale dell’Uccellina, costituita principalmente da pini domestici che furono piantati nel corso del XVIII° secolo dai granduchi Asburgo Lorena, una volta completate le opere di bonifica e canalizzazione dell’area palustre precedente il Lago di Alberese. Anche se non fanno parte della fauna selvatica, sono presenti in tutta quest’area del parco,  le tipiche vacche maremmane che, assieme ai cavalli parco maremma1semibradi, sono divenute uno degli elementi più caratteristici del paesaggio agro-pastorale della Maremma.

Per quanto riguarda i beni storico-architettonici, nel territorio del parco ci sono numerosi edificazioni: ruderi del periodo etrusco-romano nei pressi di Talamone e lungo il fiume Ombrone, gli imponenti ruderi della medievale abbazia di S. Rabano e le torri costiere di avvistamento. Tra queste ultime, nel territorio di Magliano in Toscana sono di particolare rilievo:

torre cala di forno Torre di Cala di Forno: risalente al XVI° secolo, dalla sommità era possibile inviare segnali visivi alla Torre dell’Uccellina  e con la Torre di Collelungo per segnalare eventuali pericoli alle torri costiere più settentrionali.

Torre Bassa: costruita dalla famiglia Aldobrandeschi nel XII° secolo. Nei pressi sono visibili i resti di altri edifici che, probabilmente, facevano parte dello scomparso Castello di Collecchio.

Altre fortificazione presenti nel Parco della Maremma sono:

Torre della Trappola: di epoca medievale, faceva parte di un complesso che comprendeva saline ed una chiesa, svolgendo funzioni di difesa e di guardia costiera.

Torre di Castel Marino: costruita nel XIII° secolo confunzioni di difesa e di avvistamento.

Torre del collelungoTorre di Collelungo: situata su un promontorio davanti alla spiaggia di Collelungo, è una delle torri meglio conservate di tutto il litorale grossetano. Fu edificata a pianta quadrangolare su tre livelli con un possente basamento a scarpa in epoca rinascimentale con funzione di sorveglianza di un tratto di costa all’epoca controllato da Siena. La struttura venne distrutta e successivamente ricostruita nella seconda metà del XVI° secolo, epoca in cui venne notevolmente rialzata. Nel 1847 fu colpita da un fulmine che distrusse i piani superiori dove, in passato, era probabilmente ubicata la polveriera. Negli ultimi anni del secolo scorso un attento restauro ha riportato la torre all’antico aspetto, recuperando gran parte degli elementi stilistici del XVI° secolo. La torre è raggiungibile attraverso l’itinerario A2 del Parco.

torre uccellinaTorre dell’Uccellina: risalente all’inizio del XIV° secolo, si trova lungo il crinale dei Monti dell’Uccellina. La torre aveva funzioni di sorveglianza della costa e di difesa della vicina Abbazia di San Rabano, di cui era parte integrante.

Il Parco è aperto tutto l’anno e vi si accede tramite tre centri visite: Alberese (comune di Grosseto), Collecchio (comune di Magliano in Toscana), Talamone (comune di Orbetello). La visita è libera, individuale o di gruppo. All’interno del Parco ci sono vari itinerari segnalati e attrezzati, da percorrere a piedi o in bicicletta, ma alcuni sono effettuabile solo accompagnati da guide, disponibili su prenotazione.

Località nei dintorni a Magliano in Toscana

magliano montianoMontiano

Montiano

Zona: Colline del Fiora e dell’Albenga
Comune: Magliano in Toscana (GR) – località Montiano
Tipo: villaggio medievale con spiaggia

L’abitato si sviluppò nel XIII° secolo come possedimento della famiglia Aldobrandeschi. Nel corso del secolo seguente, il borgo  fu inglobato nel territoriodi Siena. Quindi diventò uno dei più importanti centri della zona dedicati al pascolo e all’agricoltura. Il centro storico è tutto all’interno della cinta muraria, di epoca medievale, mantenutasi quasi intatta, con l’aggiunta dei caratteristici elementi stilistici rinascimentali. Le mura sono formate da cortine in pietra, a tratti decorate da archetti ciechi e merlature, intervallate da nove torri e tre porte di accesso. Lungo il tratto della Porta Nuova c’è un camminamento di ronda. Nella piazza che si apre dinanzi alla chiesa di San Giovanni Battista  svetta la Torre dell’Orologio, di origini medievali, ristrutturata in epoca recente assieme all’attiguo edificio. In passato fu prima il centro del potere degli Aldobrandeschi, successivamente il palazzo civico. Nei pressi di Montiano, lungo la strada che conduce a Scansano, si trovano i ruderi del Castello di Montiano Vecchio, all’interno di una zona boscosa.

Pereta

peretaZona: Colline del Fiora e dell’Albenga
Comune: Magliano in Toscana (GR) – località Pereta
Tipo: villaggio medievale

Il nucleo più antico, edificato dalla famiglia Aldobrandeschi tra il X° e il XII° secolo, è ancora ben riconoscibile nella parte alta dell’abitato: è racchiuso da edifici che formano un recinto circolare, dove le attuali pareti esterne un tempo furono le prime mura. Pereta fu un importante presidio militare lungo una strada che collegava la costa con l’interno. Nel 1238 l’esercito di Siena assalì il borgo, un’azione militare che si svolse parallelamente anche contro Collecchio, Magliano in Toscana e Montiano. Fu così occupata tutta quella fascia costiera, punto di partenza per lanciare un attacco decisivo contro Sovana, sede principale degli Aldobrandeschi. Siena cercò di provvedere al recupero del castello, il centro urbano fu arricchito di nuovi edifici pubblici e privati, gli artisti senesi abbellirono chiese e residenze signorili.

pereta portaMa, soprattutto, il villaggio fu dotato di nuove e più ampie mura, atte ad includere tutte le costruzioni al di fuori del borgo originário. I lavori si svolsero, principalmente, a partire da metà del XIV° secolo: tra l’altro furono erette due torri di avvistamento e completamente rifatta, in stile gotico e completa di merlatura, la porta di accesso. Con i nuovi ordinamenti, il villaggio venne riconfermato podesteria e tale rimase fino a che, nel XIX° secolo, fu aggregato al nuovo comune di Magliano. Il centro storico ha un interessante tessuto urbano che, sviluppatosi tra il X° e XV° secolo, ha mantenuto intatti i caratteri di borgo medievale fortificato, pur riflettendo i mutamenti politici avvenuti in questo arco di tempo. Infatti, il borgo conserva alcuni tratti delle due diverse cinte murarie, la pregevole Porta di Pereta, la torre civica e due chiese. La parte alta è dominata dall’imponente Torre dell’Orologio, originariamente destinata a funzioni difensive e di avvistamento, poi modificata nei secoli XIV°-XV°.

ARTE E MUSEI

Musei di Magliano in Toscana

Museo Etrusco di Magliano in Toscana

museo etruscoZona: Colline del Fiora e dell’Albenga
Comune: Magliano in Toscana (GR) – località Montiano
Tipo: museo archeologico etrusco

Il centro di documentazione raccoglie i reperti rinvenuti nei vari siti archeologici presenti attorno all’abitato. Inoltre sono ricostruiti gli aspetti della vita quotidina sia durante il periodo etrusco che quello romano.

Siti archeologici

Necropoli di Santa Maria in Borraccia

necropoli santa maria borracciaZona: Colline del Fiora e dell’Albenga
Comune: Magliano in Toscana (GR) – località Montiano
Tipo: sito archeologico etrusco

Situata in località Santa Maria in Borraccia, è in realtà un insieme di necropoli etrusche, risalenti ad un periodo di tempo compreso tra il VII° ed il VI° secolo a. C.

COSA FARE

Eventi

Vinellando

vinellandoTipo: enogastronomia
Periodo: 3° fine settimana di agosto

È una manifestazione che celebra la produzione viti-vinicola della zona, con particolare riferimento alla locale varietà del Morellino di scansano, prodotta da oltre 30 aziende della zona.

CULTURA

Storia

magliano7La zona fu abitata dagli etruschi, come attestano i reperti archeologici delle necropoli di Heba e il noto “Disco di Magliano” (V°-IV° secolo a.C.) risultato fondamentale per la decodifica della lingua etrusca. All’inizio del III° secolo la zona fu progressivamente occupata dai romani. Nel Medio Evo la zona era una parte dei possedimenti della famiglia  Aldobrandeschi. Nel XIV° secolo, il nucleo abitato fu inglobato nel territorio di Siena. A questo periodo risalgono i lavori di ristrutturazione ed ampliamento delle mura di difesa, interventi che hanno conferito alla cerchia gran parte dell’aspetto attuale. Il dominio senese ebbe fine a metà del XVI° secolo, quando Magliano entrò a far parte del Granducato di Toscana, all’epoca guidato dalla famiglia Medici. Da quel momento ne seguì le sorti fino all’Unità d’Italia.

Curiosità

La Bella Marsilia e il sultano Solimano

bella marsiliaNel 1543, Margherita, nobile  fanciulla senese della famiglia dei Marsili, era nota  per la sua bellezza ed il particolare colore dei suoi capelli rossi, a punto di esser chiamata “la Rosselana” oppure “la bella Marsilia”. Si sparse tanto la sua notorietà nel Mediterraneo, che Kheyer-ed-din, detto il Barbarossa  ammiraglio della flotta turca, venne a conoscere la sua esistenza. Così, affidò a Nizzan, un pirata, di sbarcare di sorpresa sulla costa maremmana, attacare il castello dei Marsili e rapire la ragazza dai capelli rossi per dopo farne un omaggio a Solimano il Magnifico, sultano turco. Gli uomini di Nizzan sbarcarono nella spiaggia di Cala di Forno ( all’interno del Parco Naturale dell’Uccellina) alla sera.

Sono stati aiutati da Manfredi, un es schiavo dei musulmani che  segnalò il sentiero verso il torre Bella Marsiliacastello di Collecchio, dove Margherita dormiva in una stanza della torre. Durante l’attaco, Nizzan afferrò la fanciulla  e la portò a Costantinopoli come ordinato da Barbarossa. Margherita entrò a far parte dell’haren del sultano. Però la giovane fu così abile a punto di prendere il posto della bella bionda Tarhkan, detta “la Bosforona” e divenne la favorita di Solimano. Non soddisfata, si fece musulmana, cambiò nome (Kurren)  e dette cinque figli al sultano, riuscendo, alla fine, a diventare la moglie legittima di Solimano. Per diventare uno dei suoi figli sultano di Costantinopoli, Margherita, creò una trappola per il figlio di Tarhkan, Mustafà, legittimo erede al trono, che fu accusato di tradimento e strangolato dai schiavi del sultano.

solimano sultanoPerò, con il tempo Solimano si acorse della trama della moglie che ebbe aiuto del pirata Nizzan, anche lui innamorato dalla giovane. Tutti queli che avevano aiutato Margherita nella tramma furono uccisi, salvandosi soltato la Bella Rosselana che riusci a esser perdonata dal sultano. Intanto, Margherita morì giovane, però è stata vittoriosa. Infatti, il suo figlio Sellim II salì al trono quando  Solimano morì nel 1566.

L’amore scandaloso tra Margherita e Nello Pannocchieschi

margherita e nello pannocchieschiTra il 1290 e il 1295 nella località di Pereta si svolse l’ancora segreta storia d’amore tra la contessa Margherita Aldobrandeschi e Nello Pannocchieschi, podestà di Volterra e Lucca. Nello era sposato con  Pia de’ Tolomei una gentildonna senese e Margherita  si riteneva vedova perché del marito Guido di Monforte, prigioniero in Sicilia, non si avevano più notizie. Per liberarsi del matrimonio e esser libero per sposare Margherita, Nello  proprietario del Castello di Pietra, localizzato nel territorio di Gavorrano, fece rinchiudere la moglie nel maniero del castello  con l’accusa di infedeltà. Pochi mesi dopo la donna morì. Si tramanda che fu gettata viva da una finestra del castello per ordine del marito. L’accusa era molto probabilmente falsa.

Nello Pannocchieschi, non più legato da matrimonio, e Margherita convolarono a nozze ed ebbero pure un figlio, Bindocchio. Papa Bonifacio VIII° annullò il matrimonio per bigamia ed il figlio, ritenuto illegittimo, fu ucciso da sicari della famiglia Orsini, imparentati da Pia,  quando aveva soli tredici anni. La triste vicenda di Pia de’ Tolomei è stata resa celebre da Dante Alighieri, che la incontra durante il suo viaggio ultraterreno (Divina Commedia – V° Canto del Purgatorio).

GASTRONOMIA

Piatti tipici 

Schiaccia pizzicata di Montiano

Prodotti tipici

magliano1Vini

Vino

vinoNella zona viene prodotta una varietà del noto vino Morellino di Scansano.

Strada del Vino Colli di Maremma

maremmInformazioni: Associazione Strada del Vino Colli di Maremma
Palazzo Pretorio, 4 – Scansano (GR)
Tel: +39 0564 507381
www.collidimaremma.it / www.stradavinimaremma.it
collidimaremma@tiscali.it
Comune: Capalbio, Campagnatico, Isola del Giglio, Magliano in Toscana, Grosseto città, Manciano, Monte Argentario, Orbetello, Pitigliano, Roccalbegna, Scansano, Semproniano, Sorano

 Prodotti: vino Ansonica Costa dell’Argentario DOC, Bianco di Pitigliano DOC, Capalbio DOC, Morellino di Scansano DOC e DOCG, Parrina DOC, Sovana DOC, Maremma  DOC, IGT Maremma Toscana Bianco e Rosso

 I Vini

Il Bianco di Pitigliano, è un vino fresco e vivace che si presta ad accompagnare ottimamente antipasti di mare e piatti di pesce ma è adatto anche per piatti di terra, verdure grigliate e formaggi a pasta molle e tutta la gastronomia maremmana. Ottimo anche come aperitivo.

Il Morellino di Scansano è uno tra i Rossi più noti della Toscana, se di annata è indicato per arrosti e cacciagione ed è particolarmente adatto con i piatti maremmani come la scottiglia, le pappardelle alla lepre, ai crostini ed alla zuppa di pane.

Il Parrina, viene prodotto Bianco, Rosso, Riserva e Rosato. Il Bianco è adatto per antipasti, pesce o verdure grigliate. Il Rosato con i primi piatti ed il Rosso con carni, pesce al forno, anguille. La Riserva, con piatti di terra importanti, meglio se di produzione locale.

Il Sovana, è un Rosso corposo che ben si associa alle carni rosse cotte arrosto oppure alla brace, alla cacciagione ed ai formaggi stagionati.

Il Capalbio, viene prodotto Rosso, bianco, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Vin Santo e Vermentino. Il Vermentino, è un vino particolarmente interessante, da abbinare ad antipasti di mare, insalate, pesce lesso, latticini ed alla caprese.

L’ Ansonica, è un vino adatto sia per gli aperitivi che per i piatti di pesce anche saporito. Ottimo con i formaggi forti come quelli caprini.

Alcuni prodotti hanno notorietà per la qualità e sapore: l’olio Extra Vergine d’Oliva Toscano IGP, formaggioPecorino Toscano DOP, Miele di marruca, castagno, acacia e millefiori, Zafferano di Maremma, Biscotto Salato di Roccalbegna, Fagiolo di Sorano, la Bottarga, Vacca Maremmana,  la Palamita e Panficato dell’Isola del Giglio.

colli maremmaPercorso

La Strada dei vini Colli di Maremma si trova a sud della provincia di Grosseto, e comprende 13 comuni e 6 vini DOC. Ci sono 3 percorsi possibile:

  1. Percorso del Tufo: Sorano, Pitigliano, Manciano
  2. Percorso dei Sapori, Profumi e dell’Incanto:Scansano, Magliano, Capalbio, Semproniano, Roccalbegna, Campagnatico
  3. Percorso dell’Acqua, dei Colori, delle Meraviglie:Isola del Giglio, Orbetello, Grosseto, Monte Argentario

La Strada, ubicata nella parte sud-est della provincia di Grosseto, attraversa un territorio ricco di storia e tradizioni. Da vedere Capalbio, situata ai confini sud della Toscana che ancora conserva quasi intatto l’impianto medievale tanto che si può percorrere, lungo le mura, l’antico cammino di ronda e vedere la Senese con le ante delle origini quattrocentesche in legno massiccio. In seguito,  Orbetello ubicato sulla sottile lingua di terra che si protende in mezzo alla laguna costiera (Laguna di Orbetello). Particolare è la sua forma a scafo, ancorata nelle placide acque della laguna e unita al promontorio del Monte Argentario da una diga artificiale costruita nel 1841. Nei dintorni a Orbetello ci sono caratteristici luoghi come il porto di Talamone, un pittoresco e solitario borgo di pescatori, raccolto su un promontorio roccioso intorno ad un’antica rocca del XV sec. e da cui si godono suggestivi scorci panoramici sulla costa e sulle isole. Grande importanza a livello archeologico è la località di Ansedonia, a sud della Laguna, sul cui territorio sono stati rinvenuti resti archeologici della città di Cosa, importante colonia romana del III secolo a.C..

 L’Isola del Giglio, custodita nell’azzurro e caldo mar Tirreno, è la seconda isola dell’Arcipelago Toscano, riconosciuta come un piccolo-grande paradiso per le sue bellezze naturali. Nell’isola flora e fauna sono di grande interesse e bellezza e la verde macchia mediterranea è alternata a terrazzamenti per facilitare le coltivazioni a oliveti e vigneti da cui si ricava il pregiato vino bianco Ansonica. Sulla costa occidentale dell’isola sorge Campese, al centro di una baia orlata da un’ampia spiaggia sabbiosa, impreziosita dalla presenza di un’imponente torre eretta ai tempi di Ferdinando I. Poi ancora Magliano in Toscana e Grosseto, nel cui reticolo della città moderna si disegna il centro storico, chiuso dall’esagono dei bastioni del XVI secolo. . È mercato e capoluogo della Maremma Toscana, fervidamente agricola. Da visitare, il Duomo di fine XIII° secolo, il Museo Archeologico e d’arte, le mura e la Chiesa di San Francesco, nei dintorni il Parco Naturale della Maremmaed il noto sito archeologico etrusco di Roselle. Monte Argentario, le cui coste sono rese note dalle sue località turistiche alla moda: Porto Santo Stefano, Porto Ercole. Da vedere è la Fortezza Spagnola a Porto Santo Stefano che sovrasta il centro storico. L’edificio ospita il Museo dei Maestri d’ascia e la mostra “Memorie sommerse” che comprende reperti archeologici, rinvenuti nei fondali dell’Argentario e dintorni. Da non perdere il Lago di Burano oasi WWF e la riserva naturale del Parco dell’Uccellina ad Alberese che comprende un’estensione di 410 Km articolata in sentieri naturali, strutture didattiche, capanni, torre di osservazione, percorso di visita per disabili, giardino delle farfalle. .

Da segnalare Il Museo della Vite e del Vino ed il Museo Archeologico a Scansano, il Museo del Tufo all’aperto a Sorano, la Fortezza Spagnola a Porto Santo Stefano (comune Monte Argentario)

CANTINE DA VISITARE

ammiraglia1TENUTA DELL’AMMIRAGLIA dei MARCHESI FRESCOBALDI

Località La Capitana, 222 Montiano, 58051 – Magliano in Toscana (GR)
Tel:  +39 0564 50411  /  +39 0564 504201
Prenotazione visita: Giusy +39 0564 504201 oppure via mail giusy.calia@frescobaldi.it
www.frescobaldi.it/it-it/home/letenute/tenutadellammiraglia.aspx
GPS: Latitude N 42°39’43.1” – Longitude E 11° 16.8′ 32”

La Tenuta è localizzata  nel cuore della Maremma. In questa zona la quantità di sole e di luce raggiunge livelli altissimi e combinandosi con le brezze marine, crea condizioni particolarmente favorevoli per la vinicoltura. La combinazione di tutti questi fattori conferisce ai vini dell’Ammiraglia un’eccezionale varietà e ricchezza di profumi, unici in Maremma. Di proprietà della famiglia dei marchesi  Frescobaldi, che si dedicano alla vinicoltura da più di 700 anni, la tenuta comprende la cantina  progettata dall’architetto romano Piero Sartogo con una perfetta integrazione tra la natura nei dintorni e la modernità di produzione vinicola.

ammiraglia2I VINI

Vermentino: sole, luminosità e brezze marine conferiscono a questo Vermentino personalità, eleganza e ricchezza di aromi.
Terre More: da uve Cabernet, Merlot e Syrah, un vino immediato e piacevole, dalle intense note fruttate e dal gusto equilibrato e persistente.
Pietraregia: Morellino di Scansano Riserva, l’omaggio della famiglia Frescobaldi alla tradizione e alla tipicità di questo territorio.
Ammiraglia: vino di punta della tenuta, un grande Syrah in purezza che è in grado di trasmettere l’espressione del calore e della forza di questa terra, grazie alle sue note speziate e alla sua vigorosa personalità.

Il percorso di visita alla cantina è accompagnato di degustazione di vini e di prodotti tipici della zona. Per le visite è necessaria la prenotazione.

SERVIZI TURISTICI