Scegli cosa vedere e fare a Poppi

Attrazioni in Toscana
Musei in Toscana
Gastronomia Toscana
Eventi in Toscana
Itinerari in Toscana
Storia della Toscana
termo_religione-300x132

Poppi tra le foreste casentinesi,  l’eremo di Camaldoli e il Castello di Poppi

Poppi-StemmaPoppi è un borgo di prette origini medievali, situato nella parte più settentrionale del Casentino, è una delle rare “città murate”, rimasta pressoché intatta nelle sue bellezze artistiche. Il centro storico merita un’attenta visita, per l’architettura dei palazzi, i caratteristici rioni con le vie fiancheggiate da portici e gli stretti vicoli laterali. Da Porta Fronzola, punto d’ingresso dell’abitato, già si scorge, in alto, la Torre dei Diavoli, epilogo della vicenda della Contessa Madelda. Il borgo di Poppi è un eccellente punto panoramico di tutto il Casentino settentrionale: si possono ammirare il crinale del Pratomagno, l’alto corso del fiume Arno e l’ampio rilievo dell’Appennino, dal Monte Falterona alla guglia rocciosa della Verna. Il territorio di Poppi che comprende anche i complessi dei monasteri di  Badia Prataglia e Camaldoli  che si estendono all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

ZONA Casentino
TIPO borgo medievale collinare
COORDINATE 43°44′09″N 11°45′42″E
ALTITUDINE  437 metri s.l.m.
PRODOTTI formaggi, raggiolo (Slow Food), miele, carne chianina, salumi, marrone,  gota, sambudello casentinese
SPORT trekking escursionistico, equitazione, ciclismo, golf
CONFINI Bibbiena, Castel Focognano, Castello San Niccolò, Chiusi della Verna, Ortignano Raggiolo, Pratovecchio Stia (AR)

poppi mappaInformazioni Turistichearezzo mappa

Comune di PoppiVia Cavour, 11 – 52014 – Poppi (AR)
Tel: +39 0575 5021
www.comune.poppi.ar.it
poppi@casentino.toscana.it

COSA VEDERE A POPPI

Castelli a Poppi

castello di poppi Vista esterna del Castello di Poppi

Castello di Poppi

castello poppiZona: Casentino
Tipo: castello fortificato XII° secolo e museo storico
Tel.  +39 0575 324048
Orari: Tutti giorni dalle 9.30-12.30 e 15.30-18.30

È, certamente, il principale edificio storico di tutto il Casentino. Al contrario di tutti le altre similari strutture della zona, fu sempre usato come residenza dai conti Guidi e, successivamente, da rappresentanti politici o amministrativi. Sulla cima del poggiolo di Poppi una struttura fortificata era presente, probabilmente, già nel IX° secolo. Il successivo complesso castello-torre fu costruito tra la fine del XII° e l’inizio del XIII° secolo già come residenza principale dei feudatari: era dotato di due porte e di una torre quadrata.

castello poppi (3)Una ristrutturazione alla fine del XIII° secolo fu eseguita sotto la supervisione del conte Simone Guidi. Nel XIX° secolo la torre quadrata fu colpita da un fulmine e, nel corso dell’intervento di restauro, fu trasformata in torre campanaria. Grazie a costanti restauri nei corso dei secoli, il castello si è mantenuto in eccellenti condizioni. Il cortile interno è di particolare pregio, con i ballatoi lignei riccamente decorati. All’interno dell’edificio si trova la cappella signorile con il ciclo di affreschi eseguiti nel XIV° secolo da Taddeo Gaddi, allievo di Giotto, con le Storie di San Giovanni Battista, San Giovanni Evangelista e dalla vita di Maria. Quindi la Biblioteca Rilliana, fondata nel 1817, contenente 70.000 volumi, 600 incunaboli e 800 manoscritti.

castello poppi (5) Infine, nel castello ha sede il Museo della Battaglia di Campaldino, che comprende una riproduzione in scala ridotta dell’episodio con ben 3000 soldatini in miniatura. Le altre sale della struttura sono adibite a convegni, mostre d’arte e, nel periodo estivo, a concerti e rappresentazioni teatrali. Nel castello soggiornò nel 1307 e poi ancora nel 1311 Dante Alighieri. Sembra che proprio qui il sommo poeta abbia composto l’ultimo canto dell’Inferno, la prima delle tre “cantiche” della Divina Commedia. In un grande salone all’interno dell’edificio fu preparata e sottoscritta, all’indomani della battaglia di Anghiari (1440), la resa nelle mani dei rappresentanti di Firenze da parte dell’ultimo discendente della famiglia Guidi, il conte Francesco. Nell’estate, il castello ospita rassegne d’arte.  Visitabile a pagamento.

Chiese di Poppi

eremo camaldoli Eremo di Camaldoli

Monastero di Camaldoli

monastero camaldoliZona: Casentino
Comune: Poppi (AR) – località Camaldoli
Tipo: complesso religioso XII° secolo
Sito: www.camaldoli.it

Il celebre centro spirituale è immerso nei secolari boschi dell’Appennino, quelli che, per molti secoli, solitari eremiti abitavano, ne sfruttavano il legno ed avevano un vero culto per alberi quali l’abete bianco. La prima costruzione fu un ospizio per pellegrini, fondato nel 1046 dal monaco benedettino Romualdo, iniziatore dell’ordine camaldolese, successivamente beatificato. La località prescelta era, per l’esattezza, Fontebuona, già nota per la qualità delle acque. In questa prima struttura i pazienti erano curati gratuitamente e l’assistenza era garantita dal medico di Poppi, remunerato dagli stessi monaci. In caso di decesso dell’ammalato, i religiosi provvedevano a loro spese alla sepoltura. Le salme venivano deposte in loculi situati sotto il pavimento del corridoio inferiore dell’ospizio, utilizzato fino alla soppressione napoleonica (1810). La chiesa, dedicata a San Donato e a San Ilariano fu costruita all’inizio del XIII° secolo e, nel 1361, decorata da Spinello Aretino con una serie di affreschi. Col passare dei secoli la costruzione subì alcuni danni e, all’inizio del XVI° secolo, fu totalmente ristrutturata.

camaldoli montagnaAnnesso all’ospizio, diventato una vera e propria foresteria, fu costruito il monastero che assunse le attuali caratteristiche nel XVI° secolo: un grande edificio a due piani contenente due chiostri, il refettorio (completato all’inizio del XVII° secolo), la foresteria e le celle dei monaci. In quest’epoca funzionava addirittura una tipografia e da qui uscirono le Costituzioni Camaldolesi, che contenevano norme per la conduzione delle foreste. Nella seconda metà del XV° secolo nel Monastero soggiornò, con la sua corte di letterati, anche Lorenzo il Magnifico: scopo della visita avviare un confronto con i monaci sulle ricerche e sugli interrogativi che il Rinascimento poneva. All’ospedale, già ingrandito, si aggiunse, nel 1543, una vera e propria farmacia o, meglio, il laboratorio galenico per la preparazione dei medicinali a base di erbe officinali. Il refettorio venne completato nel 1609. Una nuova ristrutturazione della chiesa venne effettuata nel XVIII° secolo. Le riforme dell’epoca napoleonica tolsero tutto ai monaci: solo nel 1934 poterono riprendere possesso del complesso che si trovava in stato di totale abbandono. Nel 1954 fu completamente restaurato, recuperando il più possibile dell’aspetto originale. Tra le opere d’arte all’interno della chiesa spiccano le tavole di Giorgio Vasari. La pala più grande raffigura la Deposizione dalla Croce ed è situata sull’altare maggiore. Le altre sono: San Donato e San Ilariano,  Natività di Cristo, Vergine in Trono tra San Giovanni Battista e San Girolamo. In quest’opera il Vasari riproduce, sullo sfondo, il paesaggio del monastero e dell’eremo di Camaldoli così come erano nel XVI° secolo. Le tavolette raffigurano: Sacrificio di Isacco, Pasqua in Egitto, Manna nel deserto e Cenacolo.

riserva camaldoliIl refettorio è caratterizzato da semplici e sobrie linee del manierismo toscano. È arredato con stalli in noce e tavoli dalla linea severa. Sopra la porta d’ingresso è situato un pulpito di pietra serena per la lettura di testi sacri durante i pasti. Alle pareti ci sono alcune tavole del XVII° e del XVIII° secolo. Le più interessanti sono quelle realizzate dal pittore fiorentino Giovanni Camillo Sagrestani: la Deposizione dalla Croce e la Resurrezione di Cristo. Ai lati del pulpito vi sono due opere di Lorenzo Lippi che raffigurano Giacobbe che abbevera la pecora di Rachele e il Trionfo di Davide. L’intera superficie della parete di fondo è occupata da una tela del 1611 di Cristoforo Roncalli, detto Pomarancio, raffigurante Cristo servito dagli angeli.

Dell’ospedale rimane solo l’antica farmacia. La sala è interamente arredata da scaffali in noce intagliato, risalenti all’epoca di costruzione. Si conservano ancora molti strumenti dell’antico gabinetto galenico (alambicchi, mortai, fornelli); inoltre libri e prontuari di epoca medievale e  ricette risalenti al XV° e XVI° secolo. All’interno del complesso, si trova la cella di San Romualdo e l’antica biblioteca con circa 300.000 volumi.

Salva

Salva

Salva

Eremo di Camaldoli

eremo camaldoliZona: Casentino
Comune: Poppi (AR) – località Camaldoli
Tipo: complesso religioso XII° secolo
Sito: www.camaldoli.it

Situato all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, a 3 chilometri di distanza del Monastero di Camaldoli, ospita una comunità monastica di origine benedettina. L’eremo fu fondato da San Romualdo nei primi anni dell’XI° secolo, in una località denominata Campo di Maldolo. Seconda la tradizione, il terreno fu donato da un certo Maldolo d’Arezzo, da cui il nome di Ca’ Maldoli. Originariamente la costruzione aveva solo cinque celle, una delle quali fu abitata per un tempo imprecisato da Francesco d’Assisi, ed un piccolo oratorio. Attualmente l’eremo è composto dalla foresteria, dove vengono accolti ospiti e visitatori, la chiesa, la sala del refettorio e le celle dei monaci. La chiesa, risalente al 1220, è posizionata al centro dell’eremo. All’interno si trova la tela raffigurante la Vergine col Bambino contornata da San Benedetto, San Romualdo, San Gerolamo e Santa Lucia, opera di Giovan Battista Naldini (1575). Nell’abside, decorata nel XVII° secolo con dorature, si trova la pala raffigurante Cristo crocifisso adorato da San Pietro, San Paolo, San Romualdo e San Francesco (1593).

san romualdo cellaNel  presbiterio sono raffigurate l’ Annunciazione a Maria, la Vergine Porta del Cielo e Stella del Mattino e un affresco raffigurante l’Imperatore Ottone III mentre confessa a San Romualdo l’uccisione di Crescenzio senatore romano, opera del pittore senese Francesco Franci. Altri due affreschi, dipinti nel XVII° secolo da Giovanni Drago, raffigurano: Ottone III in visita presso l’Eremo del Pereo il primo, La donazione dell’Abbazia di San Salvatore fatta da Ottone III a San Romualdo l’altro. All’interno della cappella dedicata a Sant’Antonio Abate c’è un altorilievo in ceramica invetriata di Andrea della Robbia, raffigurante la Vergine e il Bambino con Santi (XV° secolo). Nella cappella dedicata a San Giuseppe sono sepolti alcuni dei personaggi più rappresentativi vissuti nell’eremo: tra gli altri Ambrogio Traversari (1386-1439), priore generale dell’Ordine Camaldolese, e Mariotto Allegri (m. 1478), il suo corpo, posto nella parete di fondo, si è conservato incorrotto, a causa di un processo del tutto naturale.

camaldoliAll’interno della sacrestia è conservata la cattedra pontificale, realizzata in noce intagliato da Luca Bonicelli e Antonio Montini nel 1669. È inoltre presente una tela del XVII° secolo raffigurante San Giuseppe che sorregge il Bambino, tra San Filippo Neri e San Francesco d’Assisi. Nel refettorio, splendido è il soffitto a cassettoni realizzato nel XVII° secolo dagli intagliatori fiorentini Evangelista Dieciaiuti e Gaspare Bertacchi. Il complesso delle celle, 20 in totale, include anche quella di San Romualdo, unica visitabile. Pur essendo stata inglobata nella biblioteca, ha conservato la struttura tipica della cella eremitica: la cameretta, lo studio, la cappella, i tre tradizionali ambienti destinati a ciascun monaco, fiancheggiati da un corridoio. Oltre ad offrire riparo dalle rigide temperature invernali, questa struttura “a chiocciola”, simboleggiava il percorso spirituale del monaco per entrare in sé stesso. La cella di Franceso d’Assisi è decorata con una tela dello Spagnoletto. Al termine del viale delle celle si trova una piccola chiesetta in stile romanico, con abside e campanile a vela. È conosciuta come Cappella del Papa perché venne costruita nel 1220 dal Cardinale Ugolino dei Conti di Segni, poi diventato papa con il nome di Gregorio IX°.

Abbazia di Prataglia

abbazia pratagliaZona: Casentino
Comune: Poppi (AR) – località Badia Prataglia
Tipo: abbazia  benedettini XII° secolo
Sito: www.badiaprataglia.com

Edificata intorno al 986 da monaci benedettini provenienti da Montecassino e dedicata a Santa Maria e San Benedetto, fino alla metà del XII° secolo crebbe in potere e proprietà, merito soprattutto di donazioni dei vescovi di Arezzo. Tutto ciò portò ad uno scontro con quella di Camaldoli, nel frattempo salita ad ancora maggiore potere e fama, e che lentamente prese il sopravvento. Nel 1157 il vescovo di Arezzo decise addirittura di assoggettare l’abbazia e tutti i possedimenti al priore generale di Camaldoli. Tale decisione innescò un’aspra lite tra i due centri religiosi. Papa Adriano IV° confermò la supremazia dell’Eremo di Camaldoli ma, non volendo sottostare a simili condizioni, l’Abbazia di Prataglia proseguì la diatriba fino a quando, nel 1391, fu soppressa da Papa Bonifacio IX° che deliberò il trasferimento definitivo delle proprietà a Camaldoli.

Quasi inevitabilmente questi territori furono trasformati in aree esclusivamente agricole e la stessa chiesa fu degradata a semplice parrocchia. L’attuale edificio, profondamente trasformato da numerosi interventi, ha una facciata semplice, con portale sormontato da un arco a tutto sesto. Al di sopra della porta è stata collocata una terracotta moderna con la Glorificazione di Maria. L’interno è a navata unica, coperta a capriate, con abside semicircolare. Insolita è un’apertura rettangolare nella parete di fondo, destinata a conservare reliquie di martiri.

Abbazia di San Fedele

abbazia san fedeleZona: Casentino
Tipo: abbazia romanica XIII° secolo

È una dei più pregevoli edifici religiosi in stile romanico del Casentino. Fu costruita tra la fine del XII° secolo e l’inizio del XIII° per i monaci di Vallombrosa su iniziativa dei Conti Guidi. Ingrandita nei secoli seguenti e fortemente contaminata dallo stile barocco, nel 1810 l’abbazia fu soppressa e ridotta a semplice parrocchia. Sotto la guida dell’architetto Giuseppe Castellucci, tra il 1928 e il 1934 la chiesa fu restaurata, ripristinando l’originario stile romanico. All’interno si trovano pregiate opere pittoriche come la Madonna con Bambino del XIII° secolo, un crocifisso giottesco, dipinti del Ligozzi, Portelli, Davanzati, Morandini e Solosmeo.

Altrettanto pregevole la Madonna e il Bambino in trono attribuita al Maestro della Maddalena (1280-1290 circa). La cripta, composta da tre piccole navate, è quasi esclusivamente riservata alla devozione del patrono di Poppi, il Beato Torello, un eremita morto nel 1182: le spoglie del religioso sono all’interno di un’urna in noce, mentre il busto-reliquiario del beato, tutto in bronzo dorato e argento, è una pregevole opera di orafi del XV° secolo.

 

Convento di Certomondo

convento certomondoZona: Casentino
Comune: Poppi (AR) – località Certomondo
Tipo: convento XIII° secolo

Conosciuto anche come Convento della Santissima Annunziata e di San Giovanni Battista fu fondato da Guido Novello, conte di Poppi e Modigliana, a ricordo della vittoria di Siena contro Firenze nella battaglia di Montaperti (1260). L’edificio ha una semplice facciata a capanna, affiancata da un piccolo campanile a vela. All’interno è di particolare pregio l’Annunciazione di Neri di Bicci (1466). Dopo la battaglia di Campaldino nel convento fu sepolto il vescovo Guglielmino degli Ubertini, capo dell’armata aretina, mentre nei pressi molti dei caduti furono sepolti in grandi fosse comuni.

 

Monumenti e luoghi da vedere a Poppi

torre dei diavoli e matelda Torre dei Diavoli

Torre dei Diavoli

torre diavoliZona: Casentino
Tipo: fortificazione

Di fronte al castello di Poppi, ma all’interno di una proprietà privata, si erge questa torre quadrata, alta 12 metri, resa famosa dalla figura della contessa Matelda (o Telda). La storia narra che questa giovane donna andò in sposa ad un conte Guidi, molto più anziano di lei. Durante le lunghe e frequenti assenze del marito, impegnato a guerreggiare altrove, la donna aveva l’abitudine di farsi consolare da giovani del villaggio. Per evitare pettegolezzi che l’avrebbero irrimediabilmente compromessa, la contessa iniziò a far cadere gli ignari giovanotti in una trappola irta di lame affilate. Caso volle che una volta il trabocchetto non funzionò ed il compagno occasionale, scampato alla morte, raccontò agli abitanti di Poppi l’accaduto. Già insospettita ed irritata dall’inspiegabile precedente sparizione di molti giovani, la popolazione assaltò la residenza di Matelda, la fece prigioniera e la rinchiuse nella torre condannandola a morire di fame. Lo spirito inquieto della donna vagherebbe ancora per le stanze della torre alla ricerca di amanti occasionali…..

Parchi e Giardini di Poppi

zoo poppi Animali del Zoo di Poppi

Parco Zoo della Fauna Europea di Poppi

zooZona: Casentino
Tipo: parco zoo
Indirizzo: Via Parco Zoo, 16
Tel: +39 0575 504541
Email: infor@parcozoopoppi.it
Orari: tutti i giorni dalle 9.000 al tramonto
Ingresso: € 8,00 intero  €6,50 ridotto
Servizi: laboratori didattici, visite guidate, area picnic, bar

È stato fondato nel 1973 dal Roberto Mattoni, un medico veterinario. Conserva ancora intatta la natura selvaggia, un ambiente dove numerose specie animali, in particolare quelle autoctone trovano protezione e cura. Tra le specie presenti ci sono lupi, cervi, daini, tassi, gatti selvatici, istrici, poiane, gufi reali, barbagianni.

Parco Arboreto "Carlo Siemoni" e museo botanico

parco arboreto carlo siemoniZona: Casentino
Comune: Poppi (AR)– località Badia Prataglia
Tipo: orto botanico di specie esotiche e museo forestale
Indirizzo: Via Nazionale, 14 B – località Badia Prataglia
Tel.  +39 0575 559155

All’inizio del XIX° secolo, il terreni e gli orti dell’Abbazia di Prataglia,  furono acquistati dai granduchi Asburgo Lorena. Nel 1837 Carlo Siemoni, ingegnere forestale ed esperto in selvicoltura e botanica, fu incaricato dal Granduca Leopoldo II° di rimediare alle condizioni critiche dei boschi, vittime di tagli indiscriminati da parte dei monaci camaldolesi che ne vendevano il legname. Il Siemoni non limitò la sperimentazione alle sole specie arboree ma fece trapiantare numerosi arbusti, alcuni sopravvissuti in pochi esemplari. L’Arboreto è un particolare orto botanico concepito come area di sperimentazione e acclimatazione di specie esotiche, che potessero dare un rendimento sempre maggiore, sia in termini qualitativi che quantitativi (legname), in previsione dell’eventuale introduzione nei boschi del Casentino. Sono presenti 139 specie, provenienti da nazioni delle fascia climatiche temperate. Nel parco ci sono pure gigantesche sequoie e la Criptomeria, una pianta sacra del Giappone, utilizzata per costruire tempi scintoisti.

All’interno del parco c’è anche il museo  dedicato a Carlo Siemoni. Si tratta di una raccolta delle principali specie forestali spontanee o introdotte in Italia. Gli esemplari, secchi ed incorniciati, sono corredati di una cartina con l’indicazione della provenienza, e con una breve descrizione dei principali dati.

Riserve naturali a Poppi

foreste casentinesi Foreste Casentinesi

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna

parco foreste casentineseZona: Casentino
Provincia Arezzo: comuni di Bibbiena, Chiusi della Verna, Pratovecchio Stia, Poppi
Provincia Firenze: Londa e San Godenzo
Tipo: parco nazionale ed area naturale protetta
Centro visita:  Camaldoli, 1 –  località Camaldoli
Tel: +39 0575 556130
Centro visita: via Nazionale, 14 A – località Badia Prataglia
Tel: +39 0575 559477
Email: infosede@parcoforestecasentinesi.it
Sito: www.parcoforestecasentinesi.it

Il parco è una grande area protetta che si estende tra le regioni Toscana ed Emilia Romagna, caratterizzata da boschi tra i più estesi e meglio conservati d’Italia e sede di un importante patrimonio floreale, composto da 1358 specie individuate, e da una fauna di grande interesse.

 monte falteronaSul versante toscano, il parco è compreso nel territorio di sei comuni: Poppi, Bibbiena, Chiusi della Verna, Pratovecchio Stia, tutti nella provincia di Arezzo; San Godenzo e Londa in quella di Firenze. I boschi ed i numerosi ambienti naturali fanno da cornice ai segni della millenaria presenza dell’uomo: borghi, mulattiere e, soprattutto, due santuari di assoluto spicco, Camaldoli e La Verna. I boschi rigogliosi sono stati per secoli sostentamento e ricovero per tante piccole e grandi comunità. Inoltre hanno fornito il legname fin da epoche storiche: ad esempio quello per le impalcature del Duomo di Firenze, o travi lunghe e dritte per costruire le navi della flotta di Pisa.Il parco è un vero paradiso naturale.

Le Foreste Demaniali Casentinesi sono: la Riserva Naturale di Sasso Fratino, la zona integrale de La Pietra, le riserve naturali biogenetiche di Campigna, della Scodella, di Badia Prataglia-Lama, di Camaldoli, la foresta monumentale de La Verna e l’area delle Cascate dell’Acquacheta.

riserva camaldoliRiserva Biogenetica di Camaldoli

È situata tutt’intorno all’Eremo di Camaldoli e confina con la Foresta della Lama. I monaci l’hanno accudita per molti secoli, dedicando particolare cura ai boschi di abete bianco. Tutta l’area è popolata da quattro specie fondamentali di animali ungulati: cervo, daino, capriolo e cinghiale, oltre che al loro predatore naturale, il lupo. Nella riserva sono presenti anche aree umide, habitat naturale di importanti specie di anfibi quali il tritone e la salamandra. Nel centro visita di Camaldoli è allestito Il Museo Ornitologico di Camaldoli,  costituito da una originaria collezione dei primi decenni dell’900 arricchita con esemplari di flora e fauna del territorio.

foresta lamaForesta della Lama

La foresta, che però si estende in gran parte nel territorio della regione Emilia Romagna, si trova al centro del Parco, nei pressi del Monte Penna, e confina con la Riserva Biogenetica di Camaldoli. All’interno c’è una stazione forestale attorno a cui si possono ammirare anche piante esotiche di dimensioni eccezionali, come pure un inusuale biancospino di vecchio di circa 300 anni.

Le attrazioni del Parco delle Foreste Casentinesi sono:

Monte Falterona

Parte della dorsale appenninica,, forma il principale gruppo montuoso del parco. Uno dei sentieri più suggestivi per conquistare la vetta parte dal piccolo villaggio di  Castagno d’Andrea. Lungo le pendici meridionali del Monte Falterona, a quota 1358 m, una  sorgente detta Capo d’Arno è considerata l’origine del fiume Arno, il maggior corso d’acqua toscano.Nei dintorni, in località Lago degli Idoli, si trova un  sito archeologico dove sono state rinvenute numerose statuette di origine etrusca.

Cascata di Acquacheta

Già nel territorio di Emilia Romagna, le acque del Fosso Acquacheta compiono un salto di circa 70 m. Nei dintorni è situato il borgo dei Romiti, sorto nel XV secolo sulle rovine dell’eremo del monastero di San Benedetto in Alpe, nel quale aveva trovato rifugio Dante durante l’esilio da Firenze. Nell’area si trova un sentiero natura dal titolo “Acquacheta – La valle e la cascata di Dante” con lunghezza circa 4,5 km (andata) e tempo di percorrenza 4,30 ore.

L’area interna del Parco può essere visitata con escursioni a piedi, in mountain bike e a cavallo o, in inverno, con sci da escursionismo. La rete dei sentieri si estende per circa ben 600 chilometri. Il Parco comprende 34 itinerari per escursioni a piedi e 20 percorsi per mountain bike. Nei centri visite si può acquistare le guide degli itinerari: “Guida a Piedi nel Parco”, “In Bici nel Parco”, “Sentieri Natura”. I rifugi offrono la possibilità di permanenza di almeno tre giorni all’interno del Parco con opzione di  percorrere otto annelli escursionistici.

Da visitare all’interno del Parco delle Foreste Casentinesi:

Monastero di Camaldoli (comune di Poppi)

Il monastero risale al anno Mille quando risultava come un ospizio vicino al  castello di Fontebuona, più tardi passata l’amministrazione ai monaci camaldolesi. Nel ‘500 era attiva una tipografia dalla quale uscirono le Costituzioni Camaldolesi, che contenevano norme per la conduzione delle foreste. Pregevoli sono i chiostri,  la chiesa dei santi Donnino e Ilariano, con  dipinti del Giorgio Vasari e l’antica farmacia. Nelle vicinanze del Monastero è stato realizzato un sentiero natura “Alberi e bosco” con lunghezza circa 1.8 km che si può percorrere in 2 ore (percorso circolare).

La Verna (comune di Chiusi)

Trattasi del noto santuario francescano, meta costante di pellegrinaggi , arroccato sulla ripida parete meridionale del Monte Penna. La natura calcarea del monte ha determinato morfologie aspre, con numerose grotte ed anfratti  naturali che si aprono all’ombra di maestosi aceri di monte, frassini, olmi e faggi. L’area fu  donata a S. Francesco nel 1213 dal conte casentinese Orlando Cattani. Nel 1224, avvenne il miracolo delle stimmate di San Francesco. Oggi La Verna costituisce un complesso artistico-religioso di pregio.

Località nei dintorni a Poppi

complesso monastero di Camaldoli Complesso religioso del Monastero di Camaldoli

Badia Prataglia

Zona: Casentino
Comune:  Poppi (AR) – località Badia Prataglia
Tipo: villaggio naturalistico di villeggiatura

È una moderna località di villeggiatura e punto di partenza per numerose escursioni, data l’invidiabile posizione, proprio all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. I vicini rilievi appenninici  sono ricoperti di un’esuberante vegetazione di abeti, faggi, querce, castagni e da una grandissima varietà di piante a basso fusto. La struttura urbanistica del villaggio è assai caratteristica. Infatti, Badia Prataglia è costituita da un insieme di piccoli gruppi di abitazioni, denominati “castelletti”, a poca distanza l’uno dall’altro, ognuno con proprio nome nomi: Case Venti, Fiume d’Isola, La Casina, Sassopiano. Le origini dell’abitato risalgono a prima dell’anno Mille. Il primo insediamento si sviluppò attorno all’antica abbazia di Prataglia,  fondata da monaci benedettini provenienti da Montecassino. Durante i secoli successivi il villaggio visse delle attività legate allo sfruttamento dei boschi fino al punto di diventare il più importante centro del legno in Casentino.

Con l’interruzione delle attività agricole o boschive durante i mesi invernali, i contadini trovarono nella lavorazione del legno una fonte di guadagno complementare. Con il passare degli anni questa attività artigianale divenne stabile al punto tale che, nel 1887, gli artigiani si aggiudicarono il primo premio dal Ministero dell’Industria e del Commercio per la varietà di oggetti prodotti (234). Tra le produzioni principali utensili domestici in legno di castagno; faggio, quercia e cerro venivano invece utilizzati per manici di attrezzi di lavoro. Attualmente, l’economia del villaggio si basa sul turismo, potendo disporre di strutture ricettive tra le meglio attrezzate di tutto il Casentino. La posizione geografica dell’abitato, all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, permette di sfruttare i numerosi sentieri e percorsi di carattere naturalistico (Parco, Riserva di Sassofratino), storico (Castello dei Conti Guidi a Poppi, pievi romaniche del Casentino), religioso (Monastero di Camaldoli, Santuario della Verna) e sportivo ( campo di golf a Poppi).

Camaldoli

camaldoliZona: Casentino
Comune:  Poppi (AR) – località Camaldoli
Tipo: villaggio naturalistico religioso

È una località situata dentro il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, uno dei centri spirituali più noti di tutta Toscana. Il villaggio si sviluppò  attorno al Monastero di Camaldoli, che già in epoca storica era meta di pellegrinaggi. Ancora oggi il villaggio è meta di migliaia di visitatori, soprattutto turisti o semplici curiosi. Ma anche di molte persone che vi si recano in ritiro spirituale o per ammirare l’immenso patrimonio artistico e culturale del santuario (la ricca biblioteca) o per soggiornare circondate da foreste ancora incontaminate. A pochi chilometri di distanza si trova l’Eremo di Camaldoli, rifugio di monaci desiderosi di abbandonare totalmente la vita comunitaria per la clausura. Tra i camaldolesi illustri ci fu Raniero Ranieri, papa in epoca medievale con il nome di Pasquale II°.

ARTE E MUSEI A POPPI

Musei a Poppi

battaglia di Ciampaldino Battaglia di Campaldino

Museo della Battaglia di Campaldino

castello poppi (5)Zona: Casentino
Tipo:  museo storico
Tel.  +39 0575 324048
Indirizzo: Castello di Poppi
Orari: Tutti giorni dalle 9.30-12.30 e 15.30-18.30

All’interno del Castello di Poppi  ha sede il Museo della Battaglia di Campaldino, che comprende una riproduzione in scala ridotta dell’episodio con ben 3000 soldatini in miniatura.

COSA FARE A POPPI

Eventi a Poppi

I Gusti dei Guidi

ill gusto dei guidiTipo: enogastronomia

Periodo: agosto

 

È una manifestazione interamente dedicata al vino toscano ed ai prodotti alimentari tipici del Casentino.

Sport a Poppi

golf poppi Golf a Poppi

Golf

Per gli amanti del Golf, nei dintorni a Poppi nella località di Fronzola, è ubicato il Golf Club Casentino, impianto sportivo completamente immerso in un’area  di grande impatto  paesaggistico  riguardanti al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Il Golf Club  gestisce un campo pratica con 7 postazioni coperte e 14 su erba, putting green, pitching green, bunker pratica. E’ facilmente raggiungibile da Arezzo percorrendo la strada provinciale casentinese per circa 35 Km.

CASENTINO golfGOLF CLUB CASENTINO

Indirizzo: Via Fronzola 6, 52014  – Poppi (AR)
Tel. +39  0575 529810 / +39 0575 520167
Sito: www.golfclucasentino.it
e-mail:info@golfclubcasentino.it
Servizi: club house, bar, ristorante, parcheggio, nolo sacche e bastoni, nolo carrelli, nolo golf cart, lezioni, Golf shop, sala carte, sala TV.

RISTORANTE DEL GOLF

Tel.  +39 0575 529739
Orari: Aperto tutto l’anno – chiuso martedì non festivo

ITINERARI NATURALISTICI

Percorsi

percorsi trekking Foreste CasentinesiForeste Casentinesi

Trekking nel Parco delle Foreste Casentinesi

trekkingInformazioni
Centro visita:  Camaldoli, 1 –  località Camaldoli (Poppi)
Tel: +39 0575 556130
Centro visita: via Nazionale, 14 A – località Badia Prataglia (Poppi)
Tel: +39 0575 559477
Email: infosede@parcoforestecasentinesi.it
Sito: www.parcoforestecasentinesi.it
Accessibilità ai disabili: parziale

Nel territorio del Parco delle Foreste Casentinesi sono stati allestiti 9 Sentieri Natura, di agevole percorrenza. L’escursionista ha a disposizione un piccolo ed agile guida (acquistabile presso i centri visita o gli uffici di informazione del Parco) che lo porterà a scoprire ed interpretare le caratteristiche principali degli ambienti attraversati.

Avvicinare i propri visitatori alla natura è una delle finalità del Parco che   mette  a disposizione del visitatore degli allestimenti che siano accessibili ed utilizzabili da tutti, portatori di handicap compresi. Sono previsti anche tre grande complessi di sentieri. Il sentiero, denominato “Un sentiero per tutti … i sensi”; quello di Badia Prataglia, “Una Foresta per tutti…i sensi e un sentiero per Sonia”, che ha come filo conduttore l’evoluzione del rapporto tra uomo e foresta nel corso dei secoli. Entrambi i sentieri, sono dotati di postazioni ricche di informazioni, oggetti e reperti.

La valle e la cascata di Dante
Lunghezza: 4,5 Km
Tempo: 4.50h
Zona del parco: Valle del Montone
Località: Acquacheta

Al Sacro Monte de la Verna
Natura, storia e spiritualità
Tempo:  1.45h

La faggeta
Tempo:  2h
Località: Badia Prataglia – Capanno

Alberi e bosco
Lunghezza: 1,8 Km
Tempo:  2h
Località: Camaldoli

L’abete bianco e le abetine
Lunghezza: 4 Km
Tempo: 2.30h
Zona del parco: Valle del Bidente
Località: Campigna

La civiltà del castagno
Tempo:  2h
Località: Castagno d’Andrea

Sulle tracce dell’uomo
Tempo:  2h
Località: Fiumicello

Tracce di pietra
Tempo: 3h
Località: Ridracoli

La natura e le forme del territorio
Tempo:  2h
Località: Tredozio – lago di Ponte

Escursioni Foresta di Badia Prataglia

abbazia pratagliaInformazioni
Centro visita: via Nazionale, 14 A – località Badia Prataglia
Tel: +39 0575 559477
Email: infosede@parcoforestecasentinesi.it
Sito: www.parcoforestecasentinesi.it

La Foresta che circonda Badia Prataglia è percorsa da innumerevoli sentieri tra i quali si po’ scegliere quello più si adatto alle esigenze personale.  Si trovano itinerari semplici adatti a famiglie con bambini e ad anziani, ma anche più impegnativi per gli appassionati della montain bike; d’inverno poi, questi percorsi, si trasformano nel paradiso degli amanti dello sci da fondo e delle ciaspole. Tutti gli itinerari proposti hanno come punto di partenza e di arrivo Badia Prataglia.

Percorsi facili

1. Badia  Prataglia – Campo dell’Agio – Badia Prataglia

2. Badia Prataglia – Cancellino – Ponte del Macchione – Badia Prataglia

3. Badia  Prataglia – Capanno – Sentiero Natura – Casanova – Badia Prataglia

Badia – Serravalle – Camaldoli – Eremo – Fangacci – Badia

Percorsi di media difficoltà

Questi percorsi sono adatti a escursionisti con buona preparazione atletica , in grado di superare anche dislivelli impegnativi.

1. Badia Prataglia – Passo Fangacci – Prato alla Penna – Gioghetto – Acuti – La Lama – Passo Lupatti – Cima del Termine – Cancellino – Badia Prataglia

2. Badia Prataglia – Cancellino – Passo dei Lupatti – Passo della Crocina – Buca delle Fate – Capanno – Badia Prataglia

3. Badia Prataglia – Aia del Guerrino – Passo Crocina – Donna Morta – Badia Prataglia

4. Badia Prataglia  – Frassineta – Poggio le Forche – Rimbocchi – Corezzo – Badia Prataglia

Percorsi impegnativi

Vengono proposti in questa sezione grandiosi itinerari che in alcuni caso sono delle complete traversate del Parco delle Foreste Casentinesi. Questi percorsi si caratterizzano per l’elevato chilometraggio ed in alcuni casi per una significativa difficoltà tecnica, pertanto sono consigliati ad escursionisti con ottima preparazione atletica e capacità tecnica.

1. Badia Prataglia – Passo Fangacci – Gioghetto – Poggio Scali – Passo Calla – Aia Dorino – Capanna Maremmana – Eremo di Camaldoli – Prato alla Penna – Badia Prataglia

2. Badia Prataglia – Cancellino – Grigiole – Casanova d’Alpe – Strabatenza – Pietrapazza – Nocicchio – Passo Mandrioli – Badia Prataglia

3. Badia Prataglia – Passo Fangacci – Passo Crocina – Passo Bertesca – Forconali – La Lama Passo Lupatti – Badia Prataglia

4. Badia Prataglia – Fangacci – Cava dei Frati – Tre Confini – Poggio Brogli – Rifugio Cotozzo – Camaldoli – Eremo – Prato alla Penna – Gioghetto – Via dei Legni – Battilocchio – Sentiero dei Tedeschi – Montanino – Camaldoli – Serravalle – Badia Prataglia

Informazioni: www.badiaprataglia.net

GASTRONOMIA

Piatti tipici

tortelli sulla lastra Tortelli sulla lastra

Elenco dei piatti tipici

crostini fegatoCrostini neri

È un impasto a base di fegatini di pollo e funghi tritati che si spalma sopra fette di pane, bagnate nel vin santo o nel brodo di gallina.

Acqua cotta alla tagliatora

Preparata con pane raffermo, cipolla, pomodoro, aglio e verdure.

Pulenda dorce

Denominazione locale della polenta dolce, preparata con la farina di castagne,  eventualmente accompagnata da ricotta.

panzanellaPanzanella

Tipico piatto della cucina “povera”, preparato con pane raffermo e verdure.

Pasta alla carbonara

Piatto tipico dei carbonai della zona, è preparata con spaghetti, rigatino, pepe, zenzero e pecorino fresco.

Scottiglia

E’ un intingolo preparato utilizzando vari tipi di carni. Dato che la cottura deve avvenire con estrema lentezza, le cuoche erano solite dire che il liquido doveva “sorridere” ma non “gorgogliare”.

Rosticciana

Costoline di maiale alla brace o al forno, accompagnate da “pan d’un giorno e vin d’un anno”.

Bardino

Conosciuto anche come castagnaccio, è un dolce preparato con farina di castagne.

Tortello sulla lastra

CULTURA

Storia di Poppi

castello di Poppi - Conti GuidiArea interna del Castello dei Conti Guidi – Castello di Poppi

Dove Dante trovò rifugio

castello poppi (4)Incerta è l’origine del nome. Secondo alcuni deriverebbe da una famiglia romana, Pupia o Pompilia, mentre i più sostengono che l’appellativo del borgo derivi da poplo, un termine arcaico per poggio. La storia di Poppi è strettamente legata alla famiglia dei Conti Guidi di Battifolle, i signori che dominarono la zona dal 1110 al 1440. A questi si deve la nascita e lo sviluppo del borgo in epoca medievale. Tra la fine del XII° e l’inizio del XIII° secolo i Guidi fecero costruire il castello quale loro residenza principale e la cerchia muraria con le cinque porte di accesso (1261), tutt’ora visibile. Nel 1289, nella vicina piana di Campaldino (tra attuali abitati di Poppi e di Pratovecchio), si svolse una cruenta battaglia tra l’esercito della ghibellina Arezzo, rinforzato da altri armati toscani della stessa fazione, e quello della guelfa Firenze, che comprendeva anche milizie di altre città della Toscana.

poppi borgoL’obiettivo dei fiorentini era quello di giungere alle spalle di Arezzo attraverso il Casentino, scansando però le postazioni fortificate aretine della vallata. La battaglia iniziò con un assalto della cavalleria aretina che però fu contenuto, permettendo alle ali dello schieramento fiorentino di dispiegarsi e poi iniziare una lenta ma micidiale manovra a tenaglia. Le sorti dello scontro, fino a quel momento incerto, furono in realtà decise da due uomini: Corso Donati, tra i più importanti capi guelfi di Firenze, e Guido Novello, podestà di Arezzo e conte di Poppi. Il primo, a capo della riserva, attaccò di propria iniziativa le schiere nemiche, dividendo fanteria da cavalleria. Il secondo, ritenendo a quel punto che la battaglia fosse ormai persa, si ritirò con tutta la riserva aretina verso il castello di Poppi.

castello romenaNello scontro persero la vita quasi tutti i capi aretini, tra cui il vescovo Guglielmino degli Ubertini, mentre il corpo di Bonconte da Montefeltro, comandante della cavalleria, non fu neppure ritrovato. Un violento temporale alla fine della giornata impedì addirittura di recuperare i corpi di una parte dei caduti in combattimento. Della battaglia fu diretto testimone l’allora ancor giovane Dante Alighieri, soldato della riserva fiorentina. La famiglia Guidi continuò ad amministrare il feudo fino al 1440 quando, conseguenza politica della battaglia di Anghiari, la zona fu incorporata nei territori controllati da Firenze. Da quel momento in poi Poppi seguì le sorti della signoria medicea prima e del Granducato di Toscana dopo, fino all’Unità d’Italia.

Curiosità

La triste fine degli amanti di Matelda

torre dei diavoli e mateldaLa storia narra che la contessa Matelda o Telda  fu obbligata a sposare uno dei  conti Guidi, molto più anziano di lei. Durante le lunghe e frequenti assenze del marito, impegnato a guerreggiare altrove, la donna aveva l’abitudine di farsi consolare da giovani del villaggio. Per evitare pettegolezzi che l’avrebbero irrimediabilmente compromessa, la contessa iniziò a far cadere gli ignari giovanotti in una trappola irta di lame affilate. Caso volle che una volta il trabocchetto non funzionò ed il compagno occasionale, scampato alla morte, raccontò agli abitanti di Poppi l’accaduto. Già insospettita ed irritata dall’inspiegabile precedente sparizione di molti giovani, la popolazione assaltò la residenza di Matelda, la fece prigioniera e la rinchiuse nella torre condannandola a morire di fame. Lo spirito inquieto della donna vagherebbe ancora per le stanze della torre alla ricerca di amanti occasionali…..

Il miracolo della Grotta della Madonna di Lourdes

In località La Casina, all’interno di una grotta naturale, si trova la cappella dedicata alla Madonna di Lourdes, comunemente denominata “Grotta”. Fu costruita nel 1939 dal sacerdote Lorenzo Mondanelli come ringraziamento per essere sopravvissuto ad un terremoto che devastò la scuola e l’ospedale di cui era missionario. Sembra che la Madonna abbia ulteriormente esteso la sua protezione al sacerdote: nel 1940 scampò ad un incendio devastante della nave su cui viaggiava, evento in cui perirono più di 300 persone.

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire a Poppi

Albergo

Albergo Ristorante La Torre

Via Sassopiano, 41 – località Badia Prataglia – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 559005
www.albergoristorantelatorre.com
torre@albergoristorantelatorre.com

Albergo Ristorante Locanda dei Baroni

Località Camaldoli, 5 – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 556015
www.alberghicamaldoli.it
locanda@itrebaroni.it

Albergo San Lorenzo Poppi

Piazza Jacopo Bordoni 2 – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 520176/ +39 3311656243
www.poppi-sanlorenzo.com
mail@poppi-sanlorenzo.com

Hotel I Tre Baroni

Via di Camaldoli, 52 – località Moggiona – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 556204
info@itrebaroni.it

Hotel Ristorante La Torricella

Località Torricella, 18 – Poppi (AR)
Tel. +39 0575527045
www.latorricella.com
info@latorricella.com

Hotel Bellavista

Via Nazionale, 34 – località Badia Prataglia – Poppi (AR)
Tel. +39 0541/954640
www.bellavistahtl.com
info@bellavistahtl.com
servizi: piscina, solarium, TV, wi-fi, parcheggio, noleggio biciclette

Hotel Bosco Verde

Via Nazionale, 8 – località Badia Prataglia – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 559017
boscoverde@technet.it

Hotel Campaldino

Via Roma, 93 – località Ponte a Poppi – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 529008
www.campaldino.it
info@campaldino.it

Hotel Casentino

Piazza Repubblica, 6 – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 529090
info@albergocasentino.it

Hotel Francioni

Via Falterona, 54/56 – località Porrena – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 500039

Hotel La Foresta

Via Nazionale, 13 – località Badia Prataglia – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 559009
www.albergolaforesta.eu
info@albergolaforesta.eu

Parc Hotel

Via Roma, 214 – località Ponte a Poppi – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 529994
www.parchotel.it
info@parchotel.it

Hotel Pensione Giardino

Via Nazionale, 15 – località Badia Prataglia – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 559016
hotelgiardino@virgilio.it

Agriturismo

Agriturismo Belvedere

Via del Corniolo, 55 – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 509244
www.fattoriadibelvedere.com
info@fattoriadibelvedere.it

Agriturismo Le Balze

Località Pruneto – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 504541
www.vacanze.toscana.it
info@vacanze.toscana.it

Agriturismo Magrete

Località Magrete, 12 – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 527097
www.magrete.it
info@magrete.it

Agriturismo Podere Il Corniolino

Via del Corniolo, 26 – località Corniolino – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 594168
www.podereilcorniolino.it
info@podereilcorniolino.it

Agriturismo Antico Fio

Località Fio di Sopra – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 550186/ +39 0575 570119/ +39 329  0644828
www.anticofio.com
info@anticofio.com

Agriturismo Bargioni Lora

Località Tonacato – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 583860

Agriturismo Casa Luna

Via Aretina Vecchia, 45 – località Ponte a Poppi – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 520573/ +39 380 95715
www.agriturismocasaluna.eu
rainofparadise@hotmail.com

Agriturismo Casa Ombuto

Località Larniano, 21 – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 529871
www.casaombuto.com
info@tuscanyvillarental.com
servizi: piscina, wi-fi, TV, area massaggi, area fitness

Agriturismo Case d’Arno di Sotto

Falterona, 107 – località Porrena – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 504541

Agriturismo Fattoria di Celli

Località Celli – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 529917
celli@elledi.it

Agriturismo Fattoria La Vecchia Quercia

Via Colle Ascensione, 159 – Poppi (AR)
Tel. +39 348 3637186
www.agriturismovecchiaquercia.it
info@agriturismovecchiaquercia.it

Agriturismo Podere Fonte dei Serri

Via S. Martino a Monte, 6 – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 509231
www.carne-biologica.it
info@carne-biologica.it

Agriturismo Il Bacile

Via Quorle, 12 – località Quorle – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 529489

Agriturismo La Casa Bianca

Via del Corniolo, 30 – località Casa Bianca – Poppi (AR)
Tel. +39 055 602165/ +39 338 2536432/ +39 3475532815
www.agriturismolacasabianca.com
adrianoricci@libero.it

Agriturismo La Fontespina

Via Roiesine, 55 – località Fontespina – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 550319

Agriturismo La Pietraia

Via Aretina, 46 – località La Pietraia – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 520562
www.lapietraia.com
info@lapietraia.com

Agriturismo Podere La Casaccia

Filetto, 17 – località Casaccia – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 550168
www.poderelacasaccia.it
info@poderelacasaccia.it

Agriturismo Poggio a Poppi

Via Magrete, 13 – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 529886
www.poggioapoppi.it
info@poggioapoppi.it

Agriturismo Strumi

Località Strumi, 24 – Poppi (AR)
Tel. +39 0577 847048
info@strumi.it

Agriturismo Vadi Giovanni

Località Tonacato – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 583860

Casa vacanze/residence

Casa vacanze Fattoria di Celli

Località Celli – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 529917
info@fattoriadicelli.it

Casa vacanze Fattoria di Corsignano

Corsignano – località Porena Alta – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 500294
www.borgocorsignano.it
info@borgocorsignano.it

Casa vacanze La Cava

Località Becarino, 33 – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 527085
www.lacava33.it
info@lacava33.it

Casa vacanze Podere Sant’ Angelo

Strada Provinciale dei Guazzi S.N. – località Casa Ietta – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 561912/ +39 335 8339684/ +39 393 5181747/ +39 3316240124
www.poderesantangelo.it
agriturismo@poderesantangelo.it

Casa vacanze Villa Contessa

Via Vetriceta, 44 – località Badia Prataglia – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 559040
www.badiaprataglia.com/alberghi/villacontessa
villacontessa@badiaprataglia.com

Casa vacanze Rifugio Casanova

Via Casa Nova – località Badia Prataglia – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 559320
www.rifugionelcasentino.it
casanova@rifugionelcasentino.it

Casa vacanze Borgo La Fornace Suites

Via Porrenese, 4 – 4/A – Porrena – Poppi (AR)
Tel. +39 333 6339556/ +39 333 6339556
www.bbfirenzecentro.it
inf@bbfirenzecentro.it
servizi: giardino, terrazza, garage, colazione, TV

Residence Antica Podesteria Casa Luca

Via Sassopiano, 74 – Badia Prataglia – (AR)
Tel. +39 0575 559174/ +39 0547 29722/ +39 348 5912645
www.anticapodesteria.it
info@anticapodesteria.it

Casa per Ferie Comunità di Camaldoli

Località Camaldoli – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 556019
www.camaldoli.it
info@camaldoliospitalita.it

Campeggio

Campeggio Camaldoli Pucini

Via dell’Eremo – località Camaldoli – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 556202
campingcamaldoli.altervista.org
campingcamaldoli@itrebaroni.it
servizi: wi-fi, ristorazione

Campeggio Il Capanno

Via Passo Fangacci – località Badia Prataglia – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 518015

Campeggio Fonte del Menchino

Via dell’Eremo – località Camaldoli – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 556202
info@campingfreedom.com

Campeggio La Pineta

Le Farnaie – Via Camaldolese – località Avena – Poppi (AR)
Tel. +39 0575 529082
www.campinglapineta.net
campinglapineta@aliceposta.it

Ostello


Ostello Locanda Carbonile

Via Mandrioli, 2 – località Badia Prataglia – Poppi (AR)
Tel. +39 339 6175107
locanda@carbonile.it

Rifugio alpino

Rifugio Asqua

Via di Asqua, 12 – località Camaldoli – Poppi (AR)
Tel. +39 331 9679450
www.asqua.it
info@asqua.it

Dove mangiare a Poppi

Ristoranti e Trattorie

ANTICA CANTINA Ristorante

Indirizzo: via Lapucci, 2 (centro storico)- Poppi
Telefono: +39 0575 529844
E-mail:info@anticacantina.com
Sito: www.anticacantina.com

CASENTINO Ristorante

Indirizzo: piazza Repubblica (centro storico) – Poppi
Telefono: +39 0575 529090
E-mail: info@albergocasentino.it
Sito: www.albergocasentino.it

GOLF CLUB Ristorante

Indirizzo:   via Fronzola, 6  – Golf Club Casentino – Poppi
Telefono:+39 0575 529739 / +39 0575 520317
Sito: www.golfclubcasentino.it

FONT’ALLE FATE Locanda / pizzeria

Indirizzo: via dei Guazzi, 2 – località PONTE A POPPI- Poppi
Telefono: +39 0575 529483
Sito web: www.ristorantepizzeriafontallefate.com

IL PORTO Osteria

Indirizzo: via Roma, 226 -località PONTE A POPPI – Poppi
Telefono: +39 0575 529233 / +39 339 8960781
Sito: www.osteriailporto.it

LA TORRICELLA – Ristorante pizzeria

Indirizzo: loc. La Torricella a PONTE A POPPI – Poppi
Telefono: +39 0575 527045
E-mail: info@latorricella.com
Sito: www.latorricella.com

ATLANTIC OIL

Indirizzo: via Falterona 50 – località Porrena – Poppi
Telefono: +39 0575 550513
E-mail:
Sito: www.atlanticoil.it
Apertura: 18.30-01.00; chiuso il lunedì
Specialità: pizzeria, cucina tradizionale toscana, birra artigianale

Noleggio Auto – Bici – NCC a Poppi

Noleggio Auto, Biciclette, Noleggio Auto con conducente

NOLEGGIO AUTO

Ciabatti

via Aretina, 25 – località Ponte a Poppi
tel. +39 0575 529465


NOLEGGIO BICICLETTE

Bike Star

via Fiorentina 34 – località Ponte a Poppi
tel. +39 0575 1975479

Furieri

via Roma, 1 – Ponte a Poppi
tel. +39 0575 529070


NOLEGGIO AUTO CON CONDUCENTE / TAXI

Baroni Andrea
cell. +39 393 9035527

Ceccarelli Piero
cell. +39 340 5838589

Municchi Gianfranco
cell. +39 335 6174332

Nastagi Marco
cell. +39 348 5456911

Salva

Salva