Attrazioni in Toscana
Musei in Toscana
Gastronomia Toscana
Eventi in Toscana
Itinerari in Toscana
Storia della Toscana
termo_montemurlo

Montevarchi e la falsa reliquia di San Cesareo

montevarchi stemmaMontevarchi si localizza vicino alla riva sinistra del fiume Arno. L’abitato si sviluppò come espansione del castello da cui prese il nome. Il centro storico conserva ancora le tracce del passato medievale ben evidenziati nella  Piazza Varchi con il Palazzo Pretorio e la chiesa  di San Lorenzo che custodisce la venerata Reliquia della Sacro Latte. Nell’attiguo Museo di Arte Sacra  si trova il tempietto di Andrea della Robbia, datato 1505. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Montevarchi ha assunto un aspetto industriale che ne fa un polo importante nella zona del Valdarno superiore, principalmente nel settore di pelletteria.

ZONA Valdarno superiore
TIPO cittadina agro-industriale
COORDINATE 43°31′24.23″N 11°34′04.32″E
ALTITUDINE 144 metri s.l.m.
PRODOTTI olio d'oliva, pelleteria, cappelli, lampredotto, finocchiona
SPORTTrekking escursionistico,  ciclismo, equitazione
CONFINI Bucine (AR), Cavriglia (AR), Gaiole in Chianti (SI), Pergine Valdarno (AR), San Giovanni Valdarno (AR), Terranuova Bracciolini (AR)

montevarchi mappaInformazioni TuristicheArezzo mappa

Comune di Montevarchi
Piazza Varchi,5  – 52025 –  Montevarchi (AR)
Tel. +39 055 91081
www.comune.montevarchi.ar.it

COSA VEDERE

Chiese

monumenti montevarchi

Piazza Varchi

Collegiata di San Lorenzo

collegiata san lorenzoZona: Valdarno superiore
Tipo: chiesa XIII°-XVIII° secolo
Indirizzo: Piazza Varchi
Tel.  +39 055 980468

Originalmente soltanto una cappella, la principale chiesa della cittadina fu costruita nel XIII° secolo. Nel XVIII° secolo subì un profonda ristrutturazione ed ampliamento ed, essendo stato adottato lo stile barocco, perse gran parte dell’aspetto originale. Dalla facciata fu rimossa la terracotta di Della Robbia che rappresentava Guido Guerra che consegna la reliquia della Madonna. Venne sostituita dal bassorilievo Martirio di San Lorenzo (XX° secolo).

Al campanile, risalente al 1440, sopra l’orologio fu aggiunta nel 1894 la statua di San Lorenzo. In compenso, all’interno, furono aggiunte pregevoli opere: la navata principale fu arricchita da Giovanni Camillo Segrestani con affreschi raffiguranti episodi della vita di San Lorenzo. Le cappelle laterali conservano tele di importanti pittori, tra le quali spicca quella de i Magi di Matteo Rosselli (1610). Nella chiesa vengono pure conservate tre reliquie: due urne lignee contengono i resti di due martiri protocristiani, San Cesareo e Santa Giustina e in un tabernacolo è conservata la reliquia della Madonna donata da Guido Guerra, conosciuta anche come “Sacro Latte”.

Chiostro di Cennano

chiostro cennanoZona: Valdarno superiore
Tipo:  chiesa XV° secolo

È quanto rimane di gran parte dell’ex-monastero francescano di San Ludovico. Il chiostro, di epoca posteriore alla chiesa, fu aggiunto al convento solo nel 1471. Nel corso dei secoli successivi fu oggetto di vari restauri e trasformazioni e solo nel 1963 fu riportato all’aspetto originario. Il porticato si compone di quattordici colonne in pietra serena, tutte dotate di capitelli decorati con i motivi tipici del Rinascimento fiorentino.

Chiesa di Santa Maria al Giglio

santa maria giglioZona: Valdarno superiore
Tipo:  chiesa XV° secolo

Originariamente era un oratorio dedicato a San Silvestro, già presente almeno nel XV° secolo. Sul muro esterno dell’edificio c’era un affresco con la Madonna che allattava il Bambino. Un giglio secco, posto in atto di devozione davanti all’immagine, rifiorì miracolosamente. Da quel momento, all’affresco furono attribuite proprietà miracolose e, per soddisfare la devozione popolare, fu decisa la costruzione di una chiesa. L’edificio, progettato da Giovan Battista Bettini, fu completato alla fine del XVI° secolo. La struttura interna è a navata unica con soffitto a capriate e pavimento in cotto. L’affresco ritenuto miracoloso campeggia sull’altare maggiore. In una teca di legno dorato e vetro, posta sotto l’altare, sono conservate le ossa di Sant’Onorio martire, il cui corpo era stato inumato nelle catacombe di Roma.

Monumenti e luoghi da visitare a Montevarchi

palazzi montevarchi

Villa Masini

Villa Masini

villa masiniZona: Valdarno superiore
Tipo:  dimora stile liberty XX° secolo

La villa fu costruita dall’impreditore Angiolo Masini, proprietario di un cappellificio, in onore della seconda moglie. Il progetto fu commissionato nel 1924 all’ingegnere Giuseppe Petrini, amico del proprietario. Il complesso, comprendente l’abitazione, il parco, la serra e la rimessa, occupa un vasto appezzamento rettangolare di terreno allestito a giardino. La sovrabbondante decorazione esterna è improntata ad un elaborato linguaggio di matrice eclettica e gusto liberty. L’interno fu abbellito con opere di arti plastiche di Elio Galassi e di Pietro Guerri e pittoriche di Emilio Vasarri.

Nel giardino, in origine sistemato all’italiana sul davanti ed a pomaio sul retro, i vari gruppi scultorei di animali e creature fantastiche, realizzati in cemento con anima di ferro, furono creati dallo scultore Leopoldo Brandaglia. Tra il 1992 e il 1994 sono stati eseguiti diversi lavori di manutenzione e di restauro sia degli annessi che delle decorazioni interne della villa. Villa Masini è stata utilizzata per alcune scene del film La vita è bella di Roberto Benigni, vincitore del premio Oscar.

Riserve naturali

Riserva Valle dell'Inferno e Badella

Riserve naturali Valle dell'Inferno - Bandella e Ponte Buriano - Penna

riserva valle infernoZona: Valdarno Superiore
Comuni: Arezzo, Civitella in Val di Chiana, Laterina Pergine Valdarno, Montevarchi, Terranuova Bracciolini
Tipo: aree naturali protette destinate a nidificazione di uccelli acquatici

Riserva di Ponte a Buriano e Penna: località Ponte Buriano (AR)
Tel: +39 0575 364407; +39 393 8353089

Riserva Valle dell’Inferno: località Monticello – Terranuova Bracciolini (AR)
Tel: +39 393-8353089

Sono due delle riserve naturali gestite direttamente dall’amministrazione provinciale e si estendono nei nei territori dei comuni di Arezzo, Civitella in Val di Chiana, Laterina Pergine Valdarno, Montevarchi e Terranuova Bracciolini. Formano un sistema integrato per la sosta e nidificazione di uccelli acquatici.

riserva valle inferno diga levaneÈ un ambiente artificiale creato, negli anni ’50 del XX° secolo, dalla costruzione di una diga. Di conseguenza si è generata una zona palustre compresa tra la diga di Levane e il ponte Romito, ma che comprende boschi e culture agricole che hanno favorito l’insediamento di una fauna diversificata. Si è così formato un habitat caratterizzato da piccoli laghi e zone paludose, ideale per la diffusione di specie arboree e la riproduzione di numerose specie animali. In tal senso particolarmente interessanti sono i sentieri che percorrono la Valle dell’Inferno e quella di Rondine. In primavera e all’inizio dell’estate è possibile l’osservazione degli uccelli nidificanti, mentre in autunno e in inverno di quelli svernanti.

Il Centro Visite di Monticello fornisce informazioni e materiale sugli itinerari, l’accessibilità, le visite guidate, le visite in barca, la visita degli impianti della centrale idroelettrica di Levane, le attività di educazione ambientale. I sentieri della riserva sono liberamente percorribili. Si possono infine prenotare escursioni in barca di circa 50 minuti.

Come arrivare
– Per chi proviene dall’Autostrada A1, Uscita Valdarno. Alla rotonda prendere subito a destra la Strada Provinciale 11 in direzione di Terranuova Bracciolini. Agli incroci successivi seguire le indicazioni per Levane, proseguendo di nuovo sulla SP.11 per 6 chilometri. All’incrocio del ponte sull’Arno in località Acqua Borra, seguire le indicazioni per il Centro Visita.
– Per chi proviene dalla Strada Regionale 69, in corrispondenza della località di Levane seguire le indicazioni per il Centro Visita.

Area Naturale Protetta di Interesse locale "Arboreto Monumentale Moncioni"

Arboreto moncioniZona: Valdarno superiore
Indirzzo: Località Moncioni
Tipo:  area naturale protetta

È ubicato all’interno di Villa Gaeta, di proprietà privata, e include un importante agglomerato di conifere. Tutto nacque dall’iniziativa di Giuseppe Gaeta che, nel 1853, allestì una zona di ripopolamento di conifere esotiche e indigene (sequoie, pecci, cedri, pini, tsughe, tassi), affiancandole alla preesistente vegetazione appenninica e creando un connubio unico al mondo. Cartelli informativi illustrano lo stato vegetativo di ogni specie, le condizioni e la zona di origine.

Località nei dintorni a Montevarchi

Caposelvi

caposelviZona: Valdarno superiore
Comune: Montevarchi (AR) – località Caposelvi
Tipo:  bogo collinare

È un borgo ubicato sulle colline che circondano il fiume Ambra. Caposelvi era uno dei tanti castelli per il cui possesso i Conti Guidi pagavano un tributo di vassallaggio ad Arezzo. Del castello rimane ben poco, ma il borgo, protetto dalle alte mura, ha ben mantenuto l’aspetto medievale.

Moncioni

Zona: Valdarno superiore
Comune: Montevarchi (AR) – località Moncioni
Tipo:  bogo collinare

Moncioni è un piccolo e simpatico borgo ubicato nei dintorni a Montevarchi, a più di 500 metri di altitudine in una posizione molto esclusiva da cui apprezzare un invidiabile panorama a 360° riguardante le colline del Chianti. È oggi noto per la pregiata produzione di olio d’oliva. Nei dintorni dell’abitato all’interno del parco di una villa privata si trova il Pinetum, un giardino botanico progettato da Giuseppe Gaeta che ospita una vasta gamma di conifere esotiche. Nel centro storico ancora si può vedere la torre camparia del castello del XI° secolo e la porta di accesso al borgo.

Negli ultimi anni Moncioniè diventata una meta turistica per conto della manifestazione “Calici sotto le stelle” che si ripete ogni anno nel primo sabato d’agosto quando il piccolo borgo è preso d’assalto da turisti per degustare i prodotti tipici. In queste giornate, per l’occasione dell’evento, l’accesso al borgo è consentito solo da speciali navette in servizio continuo fino a mezzanotte.

ARTE E MUSEI

Musei

Cassero per la scultura

cassero sculturaZona: Valdarno superiore
Tipo: museo di arte moderna
Tel. + 39 055 9108272 (biglietteria)
Email: info@ilcasseroperlascultura.it
Sito: www.ilcasseroperlascultura.it

Ha sede nel cassero, risalente al periodo medievale, e l’intento è quello di raccogliere il maggior numero di creazioni dell’arte plastica italiana dei secoli XIX° e XX° ed un’ampia documentazione ad essa pertinente. Attualmente la raccolta permanente comprende oltre mezzo migliaio di opere tra bronzi, marmi, gessi, terracotta e disegni di artisti italiani. Le opere esposte sono state reperite anche tramite donazioni di privati.

Sono presenti anche opere d’importanza storica e artistica di scultori locali, come Pietro Guerri ed Ernesto Galeffi. A quest’ultimo è riservato un spazio espositivo autonomo. Il museo possiede anche un considerevole numero di documenti originali, fotografie d’epoca e rassegne stampa, in parte ancora in corso di catalogazione.

museo cassero scultura

Ma le finalità del museo sono anche altre: esposizioni di alto livello, rapporti permanenti con università italiane e straniere; punto di riferimento per le numerose gipsoteche e musei d’artista presenti in Toscana ed in Italia; progetti congiunti per la divulgazione e la conoscenza di collezioni poco note.

Museo Paleontologico

Zona: Valdarno superiore
Tipo: museo di paleontologia
Sito: www.museopaleontologicomontevarchi.it

Nel museo sono raccolti circa 1.600 reperti: rocce, fossili vegetali e fossili animali, datati tra il Pliocene superiore e il Pleistocene inferiore, provenienti quasi esclusivamente dal bacino lacustre preistorico del Valdarno superiore. L’emblema del museo è il cranio, completo delle gigantesche difese, dell’Elephas meridionalis (elefante), rinvenuto nelle seconda metà del XIX° secolo in località Le Ville ed esposto nel corridoio del museo. Altri fossili importanti sono quelli di tapiri, istrici, iene, ippopotami, ruminanti e antenati del moderno cavallo. Dal maggio 2008 il museo è chiuso per inderogabili lavori di ristrutturazione.

CULTURA

Storia

storia montevarchiAntico casale

Dal castello medievale alla cittadina moderna

montevarchi2Il territorio comunale si estende su quello che era un bacino lacustre preistorico contornato da colline, parte delle quali appartenenti alla zona  cosiddetta Chianti senese. Il rinvenimento di ceramiche nell’area della Ginestra conferma che la zona era sicuramente abitata già prima dell’anno Mille. Sul colle della Ginestra si trovava lo  Spedale di San Michele Arcangelo, retto dai monaci Benedettini e dedicato all’assistenza di pellegrini e viandanti. Sull’altro colle dei Cappuccini, c’era il Castrum Montisguarchi o Monteguarco, che più tardi verrà trasformato nell’attuale denominazione Montevarchi. Originariamente il castello apparteneva ai Marchesi Bourbon del Monte Santa Maria ma, nel XII° secolo, fu concesso ai Conti Guidi. In quest’epoca il conte Guido Guerra costruì le mura per proteggere le case e i piccoli borghi sviluppatisi nella sottostante piana.

Come i primi insediamenti si trovavano all’incrocio di importanti strade che collegavano Arezzo, Firenze e Siena, si sviluppò un mercatale che presto divenne  un importante punto strategico, coinvolto spesso nelle vicende di Firenze, cioè il confronto tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini. Il personaggio più importante di questo periodo fu ancora il conte Guido Guerra, comandante dei cavalieri toscani di parte guelfa. Per il suo appoggio militare a Carlo d’Angiò fu premiato con una reliquia della Madonna, che il fratello di Carlo d’Angiò, il  re Luigi IX° di Francia, aveva riscattato dall’imperatore di Costantinopoli. Ottenuta la reliquia, Guido Guerra, la portò trionfalmente a Montevarchi e ne fece dono alla chiesa. Successivamente, i quattro eredi del conte vendettero il castello  a Firenze e Montevarchi vide  rafforzato il proprio ruolo di caposaldo militare, essenzialmente contro la rivale città di Arezzo e commerciale.

montevarchi3Si svilupparono attività legate alla compravendita, al trasporto ed alla molitura dei cereali, ma anche alla lavorazione del lino e della canapa. A partire dalla fine del XVIII° secolo le lavorazioni artigianali si trasformarono in industriali: è di questo periodo il primo cappellificio, cui si aggiunsero presto laboratori specializzati in altri prodotti di feltro. Dopo l’Unità d’Italia la cittadina ebbe un notevole sviluppo industriale dovuto alla disponibilità di energia ricavata dalla combustione di lignite estratta dai giacimenti presenti nella zona. Da qualche anno si è molto sviluppata la lavorazione di articoli in pelle, quali scarpe e borse di qualità, legati anche ad alcuni noti marchi dell’alta moda.

Curiosità

La bufala di San Cesareo

san cesareoQuando, agli inizi del XVII° secolo, rinacque l’interesse per l’archeologia protocristiana e si iniziò a scavare le catacombe di Roma, tutte le chiese di Montevarchi fecero a gara per venire in possesso delle ossa di qualche martire o santo che fosse. La Collegiata di San Lorenzo si aggiudicò quelle di una certa Santa Giustina, Santa Maria al Giglio ebbe invece un Sant’Onorio e San Ludovico un San Mauro. Per questo anche la compagnia della chiesa di Sant’Antonio ne desiderava uno tutto per sé. A Girolamo Puri da Montevarchi, frate cappuccino del convento di Siena, fu dato l’incarico di reperire, previo ovvio pagamento alla curia romana, i resti di un qualche martire.

Fra’ Girolamo si mise in contatto con il cardinale Giannetti che fece avere al cappuccino le spoglie di Cesareo, santo e per giunta martire. O almeno così disse il Puri, perché l’identificazione dei resti fu molto frettolosa e poco convincente ad indagini più approfondite. Inoltre non esisteva un cardinale con il nome Giannetti, né qualcuno con quel nome o con un nome simile era mai stato fatto cardinale: dunque o il Puri era stato truffato o il frate aveva truffato la confraternita… Sta di fatto che, durante il trasporto dei resti a Montevarchi, si scatenò una bufera tale che il capo degli accompagnatori chiese l’intercessione di “San Cesareo”. La tempesta cessò in breve tempo…….

GASTRONOMIA

Prodotti tipici

Salumi toscani

Finocchiona

finocchionaQuesto salumi è preparato con i semi di finocchio selvatico insieme  alle carni grasse e magre della pancia del maiale finemente tritate, a cui  viene aggiunto vino rosso.

Lampredotto

Trattasi di una trippa che ha preso il nome di “lampreda”  simili all’anguilla che vive sia in acqua salata che dolce. Il lampredotto viene preparato con sughi e condimenti.

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire a Montevarchi

Villa Le Vigne

Montevarchi (AR)
Agriturismo da sogno

Dove mangiare a Montevarchi

Ristorante

Ristorante Castellucci

Via Traquandi 12 – 52025 Montevarchi
Tel: +39 055 900199

Ristorante L’Artusi

Piazza Roanne – 52025 Montevarchi
Tel: +39 055 9103441

Ristorante L’Osteria di Rendola

Località Rendola 87 – 52025 Montevarchi
Tel: +39 055 9707491

Ristorante Miravalle

Località Cocoioni 22, 52025 Montevarchi
tel: 055 9707387
Servizi: Cucina Tipica Toscana

Ristorante Pizzeria La Villa Nuzza

Località Levanella 12- 52025 Montevarchi
Tel: +39 055 9180662

Ristorante Pizzeria Tomato

Piazza delle Scuole – località Levanella 145/A – 52025 Montevarchi
Tel: +39 055 9789492

Oleandro

Via dell’Oleandro 27 – 52025 Montevarchi
Tel: +39 055 980999

Pizza Amore e Fantasia

Via Leona, 111 – località Levane – 52025 Montevarchi
Tel: +39 055 9789488

Pizzeria L’Isola Verde

Viale Diaz 135/A – 52025 Montevarchi
Tel: +39 055 9103004

Pizzeria O’Sole Mio

Via Traquandi 11 – 52025 Montevarchi
Tel: +39 055 9850109