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Reggello, la storica Abbazia di Vallombrosa e l’esotico Castello di Sammezzano

Reggello-StemmaGran parte della fascia collinare del territorio di Reggello è caratterizzata da curate colture a terrazze di vigneti ed oliveti, presenti fin dal XIV° secolo. Le attrazioni più importanti della zona sono l’imponente Abbazia di Vallombrosa, ricca di storia e opere d’arte, il Circuito delle Cappelle, pittoresco itinerario nell’omonima foresta, e il Castello di Sammezzano. Degne di menzione sono due riserve naturali con numerosi itinerari di trekking: l’Area Naturale Protetta della Foresta di Sant’Antonio e la Riserva Bioenergetica della Foresta di Vallombrosa. Ancora nel territorio l’outlet The Mall con offerte vantaggiose di abbigliamento di grande marche e numerose aziende agricole che  producono olio extravergine di Reggello IGP. La ricettività turistica ha una variegata offerta: dal piccolo B&B alle numerose ed attrezzate aziende agrituristiche, fino a tradizionali strutture alberghiere.

ZONA Valdarno Superiore
TIPO cittadina agricola
COORDINATE 43°41′00″N 11°32′00″E
ALTITUDINE 390 metri s.l.m.
PRODOTTI olio d'oliva extravergine IGT, pelletteria, ferro battuto, lampadari, artigianato in legno
SPORTtrekking escursionistico, equitazione, ciclismo, parapendio
CONFINI Castel San Niccolò (AR), Castelfranco Piandiscò (AR), Figline e Incisa Valdarno (FI), Montemignaio (AR), Pelago (FI), Rignano sull'Arno (FI),

reggello mapInformazioni  Turistichefirenze map

Comune di Reggello
Piazza  Roosevelt, 1 – 50066 Reggello (FI)
www.comune.reggello.fi.it
info@comune.reggello.fi.it
Tel: +39 055 86691

COSA VEDERE

Castelli di Reggello

castello sammezzano . reggello Castello di Sammezzano

Castello di Sammezzano

Zona: Valdarno Superiore
Tipo: castello in stile arabo-moresco (XVII° secolo)
Indirizzo: località Sammezzano 50066 Leccio
Sito: www.sammezzano.org
Tel.: +39 05586691

L’edificio principale è una costruzione eclettica in stile arabo-moresco commissionata da Ximenes D’Aragona e risalente al 1605. Successivamente lo ereditò Ferdinando Panciatichi Ximenes che, nel 1853, lo fece trasformare. Nel 1878 ospitò anche il Re d’Italia Umberto I°. Dopo il 1945 fu adibito ad albergo di lusso, mentre attualmente, nonostante la vendita all’asta del 1999 ed alcuni lavori di restauro è in stato di abbandono. Nell’aprile del 2012 si è costituito un comitato allo scopo di rivalorizzare il castello. Le sale interne, decorate da stucchi, sono ispirate all’Alhambra di Granada.

L’edificio è immerso in un vasto parco dove predominano un boschetto di lecci ed una grande quantità di specie arboree esotiche, come sequoie giganti, cipressi Lawson ed altre resinose americane trapiantate nel XX° secolo.  La scenografia del parco comprende anche elementi in stile moresco quali un ponte, una grotta artificiale (con statua di Venere), vasche, fontane e altre creazioni decorative in cotto. Attualmente solo il parco è visitabile, ma quattro volte all’anno il castello è aperto con visite guidate gratuite.

Chiese

Monastero di Vallombrosa - ReggelloInterno dell’Abbazia di Vallombrosa

Abbazia di Vallombrosa e Circuito delle Cappelle

abbazia di vallombrosaZona: Valdarno Superiore
Tipo: convento-monastero (XIII°-XVII° secolo)
Indirizzo: località Vallombrosa
Tel.: +39  055 862251
Sito: www.vallombrosa.it
Orari: tutti i giorni 10.00-12.00 e 15.00-18.00

Situata all’interno della splendida e storica Foresta di Vallombrosa, l’abbazia fu fondata dal nobile fiorentino Giovanni Gualberto Visdomini che, nel 1036, si ritirò in eremitaggio in un luogo allora denominato Acquabella. Qui già esisteva un piccolo romitorio esattamente dove poi sarebbe sorto il monastero. Giunti alcuni altri adept, attorno al 1045 i monaci elessero Gualberto (beatificato nel 1143) loro superiore: così nacque la nuova Congregazione Monastica di Vallombrosa, fedele alla regola di San Benedetto basata sul precetto “ora et labora“.

abbazia di vallombrosa 2Nel 1036 iniziarono i lavori per la costruzione in muratura delle celle e dell’oratorio, di cui fu consacrato solo l’altare, unico elemento in pietra (1058). La chiesa e il monastero furono edificati tra 1224 e 1230. Dopo importanti ampliamenti quali la costruzione della nuova sagrestia, del chiostro e del refettorio con annessa cucina, intorno alla metà del XV° secolo il complesso assunse l’aspetto attuale. Dopo il saccheggio da parte delle milizie dell’imperatore Carlo V°, nel 1529 fu costruita la torre di levante, onde meglio difendere gli arredi ed i libri più preziosi. Alla fine del XVIII° secolo fu costruita la grande vasca antistante l’abbazia, destinata all’allevamento di trote e alla produzione di ghiaccio. Soppresso durante l’epoca napoleonica, il monastero fu riattivato nel 1817 dal Granduca di Toscana Ferdinando III° Asburgo Lorena. I monaci vallombrosani furono di nuovo insediati soltanto nel 1949, ricevendo il possesso dell’edificio nel 1961.

Il complesso comprende l’imponente edificio del monastero dominato dalla torre e dall’alto campanile (XIII° secolo). La facciata è stata eseguita su progetto di Gherardo Silvani nel XVII° secolo, ma conserva l’impianto medievale. L’interno dell’abbazia, a croce latina, presenta un’omogenea connotazione barocca, in cui spiccano la ricca decorazione ad affresco delle volte di G. A. Fabbrini(1779) e una serie di altari con tele del XVI°-XVIII° secolo: l’Assunta del Volterrano, la Trinità di Lorenzo Lippi, la Conversione di Saulo di Cesare Dandini, la tavola San Giovanni Gualberto e altri santi (1508) di Raffaellino del Garbo, l’affresco di Alessandro Gherardini. Il coro ligneo fu intagliato e intarsiato da Francesco da Poggibonsi. Nel refettorio del monastero si conserva un ciclo pittorico di Mario Francesconi, realizzato nel 1998, composto da tre trittici dedicati ai temi del Mistero, della Vita e della Morte, e quindici tele di Ignazio Hugford.

Nell’abbazia c’è anche il Museo di Arte Sacra che conserva una raccolta di paramenti sacri, dipinti, libri e codici miniati, maioliche, antichi messali e un’importante serie di scagliole. Da segnalare il prezioso Parato Altoviti (XV°-XVI° secolo), la grande pala Madonna col bambino e quattro santi del Ghirlandaio ed il reliquiario del braccio di S. Giovanni Gualberto (1500), opera dell’orafo fiorentino Paolo Sogliano.

Nella foresta che circonda l’abbazia, oggi riserva naturale, ci sono luoghi legati alla vita di San Giovanni Gualberto. Si tratta di dieci cappelle e tabernacoli, databili tra il XVI° e il XVII° secolo, che costituivano una sorta di “avamposto”. È stato predisposto un apposito Circuito delle Cappelle, un itinerario pedonale che si snoda tra boschi incontaminati e dieci diverse cappelle degli antichi eremiti.

Pieve di San Pietro a Cascia

IMG_4382Zona: Valdarno Superiore
Tipo: chiesa romanica (X°-XI° secolo)
Indirizzo: località Cascia

La pieve è notevole per l’impianto architettonico e le sculture. L’edificio risale al X°-XI° secolo e ha conservato l’originario stile romanico. La pianta a tre navate ha una sola abside semicircolare in corrispondenza della navata centrale senza transetto. Le campate di comunicazione tra le navate poggiano su colonne sormontate da capitelli di tipo corinzio. All’interno conserva un crocifisso ligneo del XV° secolo e un’Annunciazione attribuita a Mariotto di Cristofano (1420). Sulla destra della chiesa c’è una massiccia torre campanaria, a pianta quadrata, strutturata e rivestita in pietra serena. Secondo alcuni studiosi potrebbe essere stata una torre di un castello (Castelvecchio) appartenuto ai Conti Guidi (VII° secolo). Nella pieve è ubicato il Museo Masaccio di Arte Sacra, che espone dipinti di pittori fiorentini, argenti, oggetti ecclesiastici e una collezione di paramenti sacri.

Monumenti e luoghi da visitare a Reggello

the mall outletThe Mall outlet

The Mall - outlet

Zona: Valdarno Superiore
Tipo: outlet – centro commerciale
Indirizzo: località Leccio

Il centro commerciale outlet The Mall è ormai un polo di riferimento per l’abbigliamento di qualità nella Toscana centrale. Vi sono numerosi negozi delle più prestigiose griffe, sia italiane che internazionali, che vendono numerosi articoli a prezzi molto vantaggiosi.

Riserve naturali

regello - riserva di Vallombrosa Rierva di Vallombrosa

Foresta di Sant'Antonio e Le Balze

Zona: Valdarno Superiore
Tipo: area naturale protetta

Nel territorio di Reggello ci sono due importanti ecosistemi per la conservazione della biodiversità e considerati “polmoni verdi” della zona. Le aree naturali protette Foresta di Sant’Antonio e Balze. Quest’ultima è una zona caratterizzata da strutture geologiche di particolare suggestione e bellezza, costituite da sabbie, argille e ghiaie stratificate di antichi sedimenti del lago pleistocenico che occupava parte del Valdarno Superiore. Tali strutture hanno ripide pareti verticali alte fino ad un centinaio di metri, con una successione di forme diversificate, intercalate da profonde forre. Di colorazione rossastra sono un scenario esotico all’interno delle aree boschive. Oltre lo spettacolare scenario paesaggistico, la Balze sono un importante habitat, adatto a numerose specie di uccelli, mammiferi ed insetti. La vegetazione circostante è costituita da boschi e prati.

Sono stati installati due rifugi, provvisti di focolare, acqua e tavoli. Ci sono vari sentieri segnalati adatti al trekking, un laboratorio didattico e un sentiero didattico attrezzato di circa 1,5 chilometri, ideale per famiglie con bambini.

Riserva Naturale Bioenergetica di Vallombrosa

059Zona: Valdarno Superiore
Tipo: area naturale protetta ANPIL
Indirizzo: località Vallombrosa
Tel:  +39 055 862008
Sito: www.selvicoltura.org
Ingresso : gratuito
Accessibilità ai disabili: no

Situata sui contrafforti meridionali del Pratomagno, la Foresta di Vallombrosa si estende lungo il torrente Borro di Lagacciolo. È caratterizzata da notevoli pendenze con alternanza di grossi banchi di arenaria che affiorano attorno ad alcuni fossi. La foresta copre grande parte del territorio e al suo interno ci sono numerose sorgenti di acqua freschissima. Oltre a una numerosa e variegata fauna, la riserva contiene centinaia di importanti tipi di vegetali che costituiscono un ecosistema di grande valore biologico, ambientale ed estetico. Ci sono numerosi percorsi trekking ed itinerari naturalistici segnalati, percorribili a piedi, in mountain bike e a cavallo.

Collocata all’interno della Riserva Biogenetica di Vallombrosa, c’è l’Arboreto di Vallombrosa che contiene un’importante raccolta di piante arboree ed arbustive con più di 5.000 esemplari di ben 700 diverse specie vegetali provenienti da tutto il mondo. Fu fondato nel 1870 da Adolfo di Berenger, primo direttore dell’Istituto Forestale, allo scopo di effettuare studi botanici. Attualmente è suddiviso in sette distinti arboreti, realizzati in epoche diverse e costantemente controllati nel corso dell’evoluzione. All’Arboreto si può accedere tutti i giorni ma solo previo appuntamento.

Località nei dintorni

Saltino

Zona: Valdarno Superiore
Tipo: stazione climatica e di villeggiatura

La tradizione narra che un sarto si sarebbe suicidato gettandosi in un precipizio. Dalla sua attività sarebbe derivato il nome Saltino. Nel 1890 il ricco aristocratico romano Giuseppe Telfener rimase incantato dalla bellezza selvaggia del luogo e decise di impiantarvi una stazione climatica. Due anni dopo fu inaugurato il Grand Hotel che ospitò personaggi illustri tra cui Gabriele D’Annunzio. Da quel momento in poi la località (970 metri .s.l.m.) si è specializzata nei soggiorni durante il periodo estivo, costituendo una sorta di appendice naturale all’Abbazia di Vallombrosa. Saltino è immerso in una rigogliosa vegetazione di abetine e faggete, un ambiente ideale per rilassanti passeggiate. La fauna, di tipo appenninico, è costituita da lupi, volpi, caprioli, cinghiali, daini, faine, istrici, tassi, ghiri, scoiattoli. Numerose anche le specie di uccelli.

ARTE E MUSEI

Musei di Reggello

Museo MasaccioParticolare della tavola di Masaccio

Museo Masaccio di Arte Sacra

IMG_4395Zona: Valdarno Superiore
Tipo: museo di arte sacra
Indirizzo: località Cascia
Orario: martedi e giovedi 15.00 -19.00, sabato e domenica 10.00 -12.00 e 15.00 -19.00

Affiancato alla Pieve di San Pietro a Cascia, il Museo Masaccio di Arte Sacra espone dipinti di pittori fiorentini, argenti, oggetti ecclesiastici e una collezione di preziosi paramenti sacri dal XV° al XX° secolo. Un’intera sala è dedicata al Trittico di San Giovenale di Masaccio (1422), considerata una delle opere più rappresentative dell’inizio Rinascimento. La tavola, che rappresenta la Madonna col bambino e quattro Santi, è illustrata nei vari aspetti con attrezzature documentarie e didattiche.

COSA FARE

Eventi

artigianato casentinoMobili artigianali in legno

Mostra del Mobile e dell’Artigianato del legno di Vallombrosa

Tipo: mostra-mercato
Località: Tosi – Vallombrosa
Periodo: luglio

La Mostra del Mobile e dell’Artigianato del legno di Vallombrosa è una manifestazione che esalta la tradizionale e secolare lavorazione del legno da parte di artigiani ancora numerosi nella zona.

Sport

Parapendio in Toscana Parapendio in Toscana

Parapendio

Zona: comprensorio del Pratomagno
Informazioni: Club Gli Uccellacci
Sito: www.uccellacci.com
Email: info@uccellacci.com
Tel.: +39 347 6698938

Per gli amanti del volo sia in deltaplano che parapendio, a Reggello ci sono buoni punti da decollo nel compresorio del Pratomagno: Massanera, Montrago/Praticino, Secchieta e Rosano. Si tratta di un crinale principale di circa 30 chilometri con direttrice NW-SE che separa la valle del Casentino da quella dell’Arno da cui è agevole accedere ai decolli. Le altitudini del crinale principale vanno da un minimo di 1000 metri s.l.m. fino alla quota più elevata di 1554 metri s.l.m. in corrispondenza della Croce del Pratomagno. Nella zona si trova il club “Gli Uccellacci” nato dalla comune passione per il volo dei piloti del Pratomagno. Il club è riconosciuto dalla A.S.D. FIVL , e si avvale della collaborazione gratuita degli associati e punta alla sicurezza ed offrerta di supporto ai piloti.

ITINERARI

Percorsi nei dintorni di Reggello

Circuito delle Cappelle - Reggello - Vallombrosa Circuito delle Cappelle

Vallombrosa - San Miniato in Alpe - Monte Secchieta

TIPOpercorso naturalistico trekking
PARTENZA Abbazia di Vallombrosa
ARRIVO Abbazia di Vallombrosa
LUNGHEZZA 14 chilometri
TEMPO DI PERCORSO 8 ore
DIFFICOLTA impegnativa
DISLIVELLO
ITINERARI CAI N° 00, 9, 10
ATTRAZIONI Abbazia di Vallombrosa, borgo di San Miniato in Alpe, Monte Secchieta, Paradisino
INFORMAZIONI

Il percorso si sviluppa all’interno della Riserva Naturale Biogenetica della Foresta di Vallombrosa. Superato il laghetto artificiale nei pressi dell’Abbazia si gira a destra seguendo per 1 chilometro la strada asfaltata. Un sentiero sulla sinistra, in discesa, attraversa un bosco misto e conduce al piccolo borgo di San Miniato in Alpe (850 metri s.l.m.). Imboccato il sentiero V5 e superato il piccolo cimitero, si prosegue attraverso un secolare bosco di abeti per arrivare a Villa del Lago. Si prosegue lungo la strada asfaltata per imboccare poco dopo, sulla destra, un sentiero in ripida salita attraverso il bosco. Si consiglia l’utilizzo del GPS. Il percorso V5 si innesta su un sentiero forestale fino al Bivacco Soglio, riparo in caso di maltempo. Quindi, abbandonato il V5 e imboccato un sentiero forestale in una faggeta, si raggiunge il sentiero CAI 00 Crinale (1.020 metri s.l.m.) e lo si segue voltando a destra; è un percorso ondulante fino all’incrocio di Croce Vecchia mentre poi diviene una ripida salita fino alla cima del Monte Secchieta (1.447 metri s.l.m.). Si imbocca quindi, proprio di fronte al rifugio, il sentiero CAI 9 che, in ripida discesa all’interno di un bosco misto, termina poco prima del Fosso dei Bruciati. Qui ci sono due alternative: proseguire per il sentiero 9 che porta alla “Scalinata del Calvario” e che dal Paradisino riporta fino a Vallombrosa; oppure prendere a sinistra per arrivare, poco dopo, sul sentiero CAI 10, cioè il vecchio percorso che collegava Vallombrosa al Casentino.

Circuito delle Cappelle

È un itinerario trekking che si snoda tra boschi incontaminati ed è contrassegnato da vari luoghi legati alla presenza di San Giovanni Gualberto e dei suoi primi seguaci. Procedendo verso il Passo della Consuma si attraversa il pittoresco borgo montano di San Miniato in Alpe.

Strada dei Setteponti

Il percorso si snoda tra la fascia collinare del territorio comunale attraversata dalla Strada dei Setteponti (che raggiunge Arezzo) attraversando suggestivi e piccoli centri storici, ricchi di punti di interesse artistico. Tra questi il più notevole è la pieve romanica di Cascia. Lungo il percorso si gode un magnifico panorama di coltivazioni a vite ed olivi, spesso su terrazze del terreno, con caratteristiche case coloniche, molte delle quali sono anche attive aziende agricole o agriturismi. Seguono boschi di latifoglie e, a quote più elevate, boschi di faggio e conifere.

Strada del Vino Chianti Colli Fiorentini

collifioStrada del Vino Chianti Colli Fiorentini

Informazioni: Villa di Bellosguardo – Via di Bellosguardo, 54 – Lastra a Signa (FI)
Tel.: +39 055 87217830 oppure +39 055 8723749
Email: info@chianti-collifiorentini.it
Sito: www.chianti-collifiorentini.it

La Strada è disposta tutta attorno a Firenze e suddivisa in due porzioni che coprono quasi completamente le cosiddette Colline Fiorentine e i territori dei comuni qui dislocati.
Comuni: Bagno a Ripoli, Barberino Val d’Elsa, Certaldo, Fiesole, Figline Valdarno, Firenze, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rignano sull’Arno, San Casciano Val di Pesa, Scandicci, Signa, Tavarnelle Val di Pesa

collic-fiorentineI VINI

Il Bianco dell’Empolese può essere abbinato alla cucina tradizionale, a minestre e zuppe povere, verdure lessate o gratinate, bolliti, piatti di pesce azzurro e formaggi freschi. Il Vin Santo dell’Empolese, obbligatoriamente invecchiato per tre anni, è da bere con i dessert. Il rosso Colli dell’Etruria Centrale deve essere abbinato a carni rosse; il rosato è adatto con affettati toscani, ribollita, pesce; il bianco con antipasti di verdura, minestre e pesce. Il Vin Santo è da bere preferibilmente con la pasticceria; il Novello, da bersi entro gennaio, è invece adatto per tutti i pasti. Il Pomino bianco è adatto per gli antipasti di pesce o di cacciagione, per i bolliti, le verdure lesse o grigliate e i piatti a base di pesce in guazzetto ma è ottimo anche come semplice aperitivo. Il rosso si abbina bene con arrosti e selvaggina, formaggi stagionati, minestre e zuppe toscane, affettati e tutti quei piatti per i quali è d’obbligo un vino importante.

CULTURA

Storia

Abbazia di Vallombrosa - ReggelloLe prime notizie risalgono al 1250, quando un primo nucleo abitato si sviluppò lungo la via Cassia Vetus, antica strada romana che collegava Firenze ad Arezzo (e che oggi, in parte, coincide con la Via dei Setteponti). In origine l’insediamento era denominato Castelvecchio di Cascia ed era sotto l’influenza di Firenze. Nel 1309 la zona entrò a far parte della Lega di Cascia, retta da un podestà. Nel XV° secolo la cittadina crebbe d’importanza e divenne sede di podesteria e di un mercato. Seguì quindi le sorti del Granducato di Toscana fino all’Unità d’Italia, quando si costituì in comune autonomo.

Nei decenni successivi alla costituzione del Regno d’Italia (XIX° secolo) alcune industrie si aggiunsero alle tradizionali attività agricole e artigianali. La piazza del centro cittadino, dove si svolgeva anche il mercato settimanale, era ricca di botteghe e locande. Nel settembre del 1892 fu inaugurata la ferrovia Sant’Ellero-Saltino (poi dismessa) che portò grande sviluppo alla cittadina.

GASTRONOMIA

Prodotti tipici

olio extravergine d'oliva Olio extravergine d’oliva

Olio d'oliva extravergine IGP

Il pregiato olio extra vergine di Reggello è rinomato per la bassa acidità e per le particolari caratteristiche organolettiche, dovute alla quota (300 metri s.l.m.) in cui è ubicata la maggior parte degli oliveti, e alla particolari caratteristiche del terreno. L’olio, con marchio IGP, è ottenuto mediante frangitura sia con metodi tradizionali che moderni. Numerose sono le aziende agricole produttrici che vendono direttamente a privati. La qualità e la quantità dell’olio hanno spinto ad organizzare una mostra-mercato che si svolge, annualmente, alla fine del mese di novembre.

Prodotti alimentari tipici

MACELLERIA FAMIGLIA DI GORO

macelleria Famiglia di GoroIndirizzo: Via Porticciolo Guglielmi, 6 – Monte San Savino (AR)
Tel: +39 0575 844017  /  +39 340 3076207
Email: digorolorenzo@gmail.com
Prodotti tipici: carne bovina chianina e suina, porchetta, salumi in genere, salsiccie fresche, pancetta distesa, prosciutto, rigatino, coppa
Servizi: macelleria, polleria, salumeria, norcineria, rosticceria, gastronomia cotta e cruda

Macelleria

Vendita diretta dal 1978: via Porticciolo Guglielmi, 6 – Monte San Savino
orario: dal lunedì al sabato 8.00-13.00 e 16.00-20.00 – mercoledì pomeriggio chiuso, domenica aperto solo in occasione di eventi

famiglia goro22Vendita ambulante – Mercati settimanali
Porchetta artigianale cotta a legna con fascine di scopa, norcineria, rosticceria

Giorni e località:
Martedi – Sinalunga (SI)
Mercoledì – Anghiari (AR)
Giovedì – Città di Castello (PG)
Sabato – Castellina in Chianti (SI)
Mercato domenicale dal 15 giugno al 15 settembre – Vallombrosa

Laboratorio lavorazione carni e porchetta
Via della Costituizione, 17 – Monte San Savino (AR)
Tel: +39 0575 048065  /  per informazioni +39 340 3076207

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ARTIGIANATO E ARTISTI

Artigianato

Artigianato del LegnoIntaglio del legno

Pelletteria di lusso

Ferro battuto

Lampadari

Artigianato del legno

SERVIZI TURISTICI

Dove dormire a Reggello

L’Oasi Agriturismo

Reggello (FI)
Agriturismo in campagna

Tenuta I Bonsi

Reggello (FI)
Eccellente accoglienza

Fattoria Casamora

Castelfranco Piandiscò (AR)
Agriturismo d’autore

Agriturismo La Capitata

Castelfranco Piandiscò (AR)
Appartamenti in campagna