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Un angolo verde nella Val di Sieve

Londa-StemmaIl territorio ha un’estensione piuttosto vasta, spaziando dalla Val di Sieve ai rilievi montuosi circostanti. Il capoluogo è collegato alla frazioni da strade che ricalcano antiche vie e mulattiere. Il territorio, caratterizzato da uno scenario verdeggiante di boschi e coltivazioni, è ricco di testimonianze del passato. Sono numerose le pievi romaniche e medievali, i resti dei castelli che sorvegliavano le vallate sottostanti ed i piccoli borghi che conservano molte delle loro caratteristiche originarie. Verso nord il territorio è delimitato dal Monte Falterona, dal Monte Cucco e dal Monte Massicaia, tutti inseriti all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

ZONA Val di Sieve
TIPO cittadina rurale
COORDINATE 43°52′00″N 11°34′00″E
ALTITUDINE226 metri s.l.m.
PRODOTTI agricoltura
SPORTtrekking escursionistico, equitazione, ciclismo, pesca sportiva
CONFINI Dicomano (FI), Pratovecchio Stia (AR), Rufina (FI), San Godenzo (FI)

londa mapInformazioni Turistichefirenze map

Comune di Londa
Piazza Umberto I, 9 – 50060 Londa (FI)
Tel: +39 055 8352520

Chiese

Chiesa di San Maria a Caiano

Zona: Val di Sieve
Tipo: chiesa romanica (XII° secolo)
Indirizzo: località Caiano

La chiesa risale alla prima metà del XII° secolo. L’abside semicircolare è la sola parte esterna dove è possibile riconoscere l’originaria struttura muraria romanica, composta di bozze di pietra di cava intervallata da inserti in laterizio. L’interno è a navata unica con copertura a capriate lignee.

Monumenti e luoghi da vedere

Lago di Londa

Zona: Val di Sieve
Tipo: lago naturale

Il lago è inserito in un scenario naturalistico di pregio – boschi di lecci e faggi – ed è possibile la pesca sportiva. Inoltre è possibile praticare alcune attività sportive (tennis, pattinaggio)oppure pure sedere sulle sponde in pieno relax.

Riserve naturali

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

parco foreste casentineseZona: Casentino
Tipo: area naturale protetta con percorsi trekkking
Centro visite: località Parco del Lago – Londa (FI)
Email: infosede@parcoforestecasentinesi.it
Sito: www.parcoforestecasentinesi.it
Tel:+39 0575 50301

Il parco è una grande area protetta che si estende tra le regioni Toscana ed Emilia Romagna, caratterizzata da boschi tra i più estesi e meglio conservati d’Italia e sede di un importante patrimonio floreale, composto da 1.358 specie individuate e da una fauna di grande interesse. Sul versante toscano, il parco è compreso nel territorio di sette comuni: San Godenzo e Londa sono quelli dell aprovincia di Firenze. I boschi ed i numerosi ambienti naturali fanno da cornice ai segni della millenaria presenza dell’uomo.

foreste casentinesi I boschi rigogliosi sono stati per secoli sostentamento e ricovero per tante piccole e grandi comunità. Inoltre hanno fornito il legname fin da epoche storiche. L’area può essere visitata con escursioni a piedi, in mountain bike e a cavallo o, in inverno, con sci da escursionismo. La rete dei sentieri si estende per circa ben 600 chilometri.

Località nei dintorni

I sei borghi nel territorio di Londa

Londa ha un’estensione territoriale molto vasta ed è collegata alle località nei dintorni da strade che ripercorrono antiche vie e mulattiere. I  borghi, immersi in una natura rigogliosa e incontaminata, sono ricchi di antiche testimonianze. Percorrendoli si possono incontrare pievi romaniche e medievali, i resti dei castelli a guardia delle vallate sottostanti. Sono sei i piccoli borghi più significativi che conservano molte delle caratteristiche originarie.

VIERLE
Vierle, toponimo di origine etrusca, ha diverse testimonianze della presenza di questa civiltà. Nel podere del Trebbio è stata ritrovata una bellissima stele del V° secolo a.C.: lavorata su entrambi i lati, rappresenta da una parte una matrona signorilmente vestita e dall’altra una sfinge rampante ed alata, simbolo della distruzione. Attualmente la stele è custodita presso il Museo Paleontologico di Firenze. A Vierle c’è la Chiesa di San Lorenzo, di origine medievale, modificata nel XIV° secolo e restaurata all’inizio di quello scorso. La chiesa contiene una tavola seicentesca raffigurante la Sacra Famiglia e Angeli.

RATA
Con un nome di origine etrusca, sorge su un poggio dove si trova la pieve romanica di S. Maria e da dove è possibile osservare un magnifico panorama di parte delle colline che fiancheggiano la Val di Sieve. La chiesa di Santa Maria alla Rata risale al 1299 ed è dotata di un campanile a vela con due campane. Il presbiterio è decorato con una pittura raffigurante un angelo in volo con un fascio di gigli bianchi ed un cartiglio con un’iscrizione in latino. Prima di arrivare alla chiesa, sulla sinistra, si trova l’imponente villa alla Rata, un tempo Villa Ginori.

RINCINE
il borgo è posto sul lato occidentale del monte Falterona, alla sinistra del torrente omonimo. Di origine etrusca, fu parte del feudo dei Conti Guidi, ma dal 1446 divenne Comune rurale a statuto autonomo fino al 1776, quando andò a formare l’attuale comune di Londa. La Chiesa di Sant’Elena sembra sia dedicata alla madre dell’imperatore Costantino, l’imperatrice Elena che si ritirò in penitenza in questi luoghi. All’interno c’è una terracotta raffigurante la Vergine Maria con Bambino con quattro Santi attribuita a Benedetto Buglioni, cordiale avversario di Andrea della Robbia.

CAIANO
È un borgo molto caratteristico circondato da poderi e case coloniche, tra cui la Villa Passerini di Belvedere (oggi Zingale) e la villa Gori di Caiano. La Chiesa di Santa Maria a Caiano, risalente al XI° secolo, appartenne fino al XVII° secolo ai monaci di Vallombrosa. L’edificio ha la facciata a capanna con un unico ingresso con architravi sormontato da un timpano. La copertura è a capriate. All’interno dell’abside semicircolare è ancora possibile riconoscere l’antico parato murario medievale; ai due lati ci sono altari settecenteschi. Nel cortile adiacente alla chiesa è conservato un pozzo cilindrico cinquecentesco. Caratteristico è il piccolo cimitero.

PETROIO
Si trova su un poggio tra i torrenti Cornia e Rincine ed offre una splendida vista panoramica sulla valle. In questo piccolo borgo c’è la bella Chiesa di Santo Stefano, risalente al XII° secolo e dedicata al protomartire cristiano. All’interno è collocata la Madonna del Carmelo (XVI°- XVII° secolo) mentre sull’altare maggiore un dipinto raffigurate il Martirio del Santo, opera di Francesco Rebugli (1831). La chiesa ha un campanile a vela con due campane in bronzo del XIX° secolo.

FORNACE
Nel borgo c’è la Chiesa di San Lorenzo, pieve di antica origine attestata fin dal XII ° secolo, dove è conservata la tela Visitazione del XVII° seolo. Nei pressi un gruppo di casali rustici, esempio di aggregazione di un piccolo borgo medievale. Sopra la chiesa ci sono i ruderi di una abitazione a forma turrita, appartenuta ai Conti Guidi, originariamente sormontata da una torre con funzione di vedetta. La tradizione orale tramanda che ci fosse una fornace per la cottura dei laterizi, attiva fino ai primi del XX° secolo, da cui potrebbe derivare il nome di questa piccola comunità. Tra le attività artigianali perdute quella dei fonditori di campane che lavoravano il bronzo sul posto.

 

COSA FARE

Eventi

Festa di Settembre

pes ca di londaTipo: enogastronomico
Periodo: settembre

È  un insieme di gare gastronomiche, concerti e l’assegnazione del premio “Pesca d’Argento” al produttore che presenta la miglior cassetta contenente tale frutto. Il momento culminante è il lancio della mongolfiera dal centro del lago seguito da fuochi d’artificio che si riflettono nelle acque.

Ludorum Dies - Palio della Brocca

Tipo: folcloristico-sportivo
Periodo: prime due settimane di luglio

In un’ambientazione di sapore medievale le squadre dei sestieri si sfidano in divertenti giochi di prestanza. Tra l’altro si disputano le gare “lancio delle crociere” e “tiro alla fune”. La compagine vincente riceve in premio una brocca di ceramica, realizzata da artisti locali, piena di buon vino. L’evento, che comprende anche altri momenti sia ludici che gastronomici, è completato dalla sfilata del corteo storico con figuranti in costumi d’epoca.

ITINERARI

Percorsi

Strada dei vini Chianti Rufina e Pomino

Zona: Val di Sieve (FI)
Comuni e località: Dicomano, Londa, Pelago, Pontassieve, Rufina
Informazioni: Consorzio Chianti Rufina – Villa di Poggio Reale – Viale Duca della Vittoria, 7 – 50068 Rufina (FI)
Tel.: +39 055 8397932 / +39 055 8399944
E-mail: info@chiantirufina.com
Sito: www.chiantirufina.com

La strada del vino si trova a nord-est di Firenze, all’interno del tratto finale della Valdisieve, in un paesaggio contraddistinto da antiche torri, pievi romaniche, ville rinascimentali. Questa strada del vino, la più antica in Toscana e in Italia, produce due importanti vini: il Chianti Rufina DOCG e il Pomino DOC.

I vini

Il Chianti Rufina, di colore rubino vivace e dal profumo intenso, può accompagnare piatti importanti come carni alla brace, agnello, selvaggina, o formaggi stagionati, Può essere associato ai funghi grigliati, ai tortelli di ricotta o di castagne.

 

 

Aziende della Strada dei Vini Chianti Rufina e Pomino

Sono tutte aziende che conservano tradizioni che affondano le radici nella storia del territorio. Sono possibili soste per visite e degustazioni dei prodotti enologici.

AZ. AGR. LECCIOLE PERINI – Via Castiglioni, 30 – 50068 Rufina (FI) – 
tel.: +39 055 8397045

AZIENDA VINICOLA LE COSTE – Viale Duca della Vittoria, 139 – 50068 Rufina (FI) – 
tel.: +39  055 8397009

CANTINE F.LLI BELLINI – Via Piave, 1 – 50068 Rufina (FI)
 – tel.: +39 055 8397029

DREOLINO  – Via Fiorentina, 5/6 – 50068 Rufina (FI)
 – tel: +39 055 8397021

FATTORIA CERRETO LIBRI – Via Aretina, 90 – 50065 Pontassieve (FI)
 – tel.: +39 055 8314528

MARCHESI DE’ FRESCOBALDI – via S. Spirito, 11 – 50125 Firenze (FI) – 
tel.: +39 055 27141

MARCHESI GONDI – Tenuta Bossi – Via dello Stracchino, 32 – 50065 Pontassieve (FI) – 
tel.: +39 055.8317830

TRAVIGNOLI – Via Travignoli, 78 – 50070 Pelago (FI) – 
tel.: +39  055 8361098

Percorso dei Borghi

londa borghiUn unico percorso lega i sei borghi del territorio dove il piacere dell’escursione va di pari passo a testimonianze artistiche. Innanzi tutto Vierle  con la romanica Chiesa di San Lorenzo. Quindi Rata, di origine etrusca, da cui si gode un eccellente panorama della valle del torrente Sieve. Nell’abitato anche l’imponente villa Ratta. Nel borgo di Rincine la Chiesa di Sant’Elena. Caiano è notevole per la presenza di culture agricole e caratteristiche case coloniche, oltre a due belle residenze padronali.

londa-piazza Anche da Petroio si gode un eccellente panorama della valle del torrente Sieve mentre a Fornace, oltre la Pieve di San Lorenzo (XII° secolo) si possono ossercare casali rustici, esempio di aggregazione del piccolo borgo medievale.

Le vallate del Moscia e del Rincine

È un breve itinerario (a piedi o in automobile) per scoprire le bellezze nascoste in queste due valli.

Castello di Vicorati: dall’abitato di Londa si sale per la ripida strada di Vicorati, dove rimangono ancora i resti dell’omonimo castello e da dove si gode un bel panorama.

San Lorino: dall’abitato di Londa si sale, per una stretta strada, verso Vierle, fino ad incontrare la strada sterrata per San Lorino. Si possono ammirare i resti del castello e, poco oltre, la Pieve di S. Leolino, un gioiellino romanico in stato di abbandono.

Rincine: dall’abitato di Londa si imbocca la strada 556, che sale verso Caiano e Fornace. Percorso circa un chilometro dopo la seconda località si scende a sinistra verso Rincine, dove c’è la pregevole Pieve di S. Maria. Nelle vicinanze ci sono gli uffici della Comunità Montana, uno degli accessi all’area forestale dei Boschi di Rincine. Il percorso prosegue lungo la stretta strada che percorre la Valle di Rincine, fino alla strada poco a monte di Londa.

Bosco di Rincine a cavallo

Questi itinerari sono proposti dal Centro Ippico Il Bosco di Rincine, che propone corsi in maneggio, escursioni guidate ed ospitalità. Il centro è specializzato nei programmi per bambini e ragazzi.

Partenza: Rincine (comune di Londa)

Anello A: mezza giornata (3 ore a cavallo); un percorso classico che, partendo dagli olivi, porta in quota attraverso la valle di Fornace, fino alle faggete del Poggio Faggio Tondo (1.039 metri).

Anello B: una giornata (5-6 ore a cavallo); alla scoperta del complesso demaniale dei Boschi di Rincine, salendo prima attraverso i terrazzamenti di Valpiana e Petroio (534 metri), attraversando poi i rimboschimenti del versante Sud-Ovest e quindi percorrendo il panoramico crinale che porta al Monte Massicaia (1.365 m). Da questo eccezionale punto panoramico si scende poi a Rincine, attraversando l’area del complesso demaniale.

Anello C: tre giorni (7 ore di cavallo al giorno); si tratta di un vero e proprio viaggio a cavallo che ha come meta le scenografiche Cascate dell’Acquacheta. Il percorso della prima tappa (C1) attraversa l’area demaniale, sale al valico della Colla del Pretagnolo (970 metri) e scende a San Godenzo attraverso la Valle di Spaliena. Il pernottamento avviene al posto tappa di Vetriceto. La seconda tappa (C2) porta sulle montagne dell’Alpe di San Benedetto, salendo lungo i crinali della Colla della Maestà (1.040 metri) per scendere poi alla scoperta delle Cascate dell’Acquacheta (720 metri). Il ritorno avviene con un ampio giro verso la Fiera dei Poggi (968 metri). Nella terza tappa (C3) si compie il rientro, dapprima risalendo alla Colla del Pretagnolo, seguendo poi il crinale fino alla cima del Monte Massicaia (1.365 m) per poi ridiscendere a Rincine attraversando i boschi dell’area demaniale.

In bicicletta ai passi della Consuma e di Croce a Mori

Un percorso ad anello di circa 67 km, che supera due passi di montagna: Croce a Mori (995 metri) e Passo della Consuma (1.060 metri), ideale per chi vuole lunghe salite e lunghe discese.

Partenza: partenza da Contea (comune di Dicomano), ma è possibile partire anche da Scopeti (comune di Rufina), Londa, Castiglioni, Pomino, Borselli o Consuma. Partendo da queste località si affronta subito una lunga discesa “a freddo”.

Alla Croce a Mori:  partendo da Contea si utilizzano i primi 2 chilometri in pianura per scaldare i muscoli. La salita inizia da Londa ed è tutta ben pedalabile, fino al valico. Da qui inizia una lunga discesa verso il Casentino, la prima delle valli percorse dall’Arno.

Casentino: la discesa è piacevole, contornata da boschi e prati. Seguendo il fiume Arno si arriva a Stia, dove è compresa la visita al centro storico.

Verso la Consuma: si sale in direzione del Passo della Consuma, transitando nei pressi del Castello di Romena (breve deviazione, visita consigliata). In località Scarpaccia ci si immette nella Strada Statale 70, che, attraverso pascoli, sale fino alla Consuma. La salita è abbastanza dura, sconsigliabile nei periodi più caldi.

Nella Valle di Pomino: dopo una breve sosta alla Consuma si riprende la Strada Statale 70 fino Borselli; da qui a destra per Pomino. La discesa passa accanto alla Chiesa di S. Margherita a Tosina, dove il paesaggio merita una sosta. Dopo aver superato il Mulino di Mentone ed una breve risalita nel bosco di douglasie, la strada scende pigramente lungo i vigneti. A Pomino merita una visita la pieve romanica. La discesa continua ancora e diventa sempre più veloce passando accanto ad un’altra notevole Pieve, quella di Castiglioni. Ancora qualche chilometro, in discesa, fino alla Strada Statale 67.

Sulle vie degli Etruschi

Sono quattro itinerari che in parte utilizzano sentieri già tracciati e che collegano l’area archeologica di Frascole a quella del Lago degli Idoli, sul versante meridionale del Monte Falterona, ripercorrendo quelle che si suppone fossero vie di epoca etrusca. Gli itinerari sono disponibili con partenza anche dalle località di Dicomano, Contea (frazione di Dicomano), Castagno d’Andrea (comune di S. Godenzo).

 

Itinerario AZZURRO

Partenza: Centro visite del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi – Lago di Londa

Si imbocca la strada nazionale e, dopo breve tempo, si giunge al bivio per Rincine. Su questa strada quasi subito a sinistra la deviazione per Petroio. Si sesuono le tracce di una vecchia strada che risale il corso del torrente e quindi, lungo il versante occidentale e costeggiando un’antica casa contadina, si arriva sul crinale, fino ad incrociare il sentiero CAI 1. Si sale ancora verso sd, sul poggio su cui sorge l’Oratorio di Monte Domini (716 metri). Quindi la ripida discesa a valle tra olivi e case coloniche, fino al poggio di Vicorati (353 metri), dove rimangono evidenti resti del castello medievale. Infine direttamente verso Londa.

CULTURA

Storia

londa1Il territorio fu abitato dalle popolazioni etrusche fin dal VI° secolo a.C., come confermato da alcune tombe, presumibilmente parte di una vera e propria necropoli a tutt’oggi ancora da riportare alla luce. Secondo la tradizione proprio in questa zona il condottiero cartaginese Annibale si fermò per ristorare l’esercito prima di affrontare le legioni romane. Verso il XI° secolo, Londa divenne parte del feudo dei conti Guidi, signori del Casentino. A loro si deve la costruzione del primo nucleo urbano, ubicato su un isolotto, alla confluenza del torrente Rincine con il Moscia. Da qui l’origine del nome: inizialmente denominato Isola, il villaggio mutò successivamente nome in L’Onda, per arrivare infine a quello attuale. Lo stemma comunale – un’onda argentea in campo blu – ricorda queste fasi. Nel XIV° secolo il territorio entrò a far parte del contado di Firenze che promosse l’espansione e lo sviluppo del nucleo abitato.

londa Nel 1446 divenne comune autonomo. In seguito la cittadina seguì le sorti del Granducato di Toscana fino all’Unità d’Italia. Nel 1929 fu colpita da un forte terremoto che distrusse gran parte dell’abitato. Dopo il 1945 tutto il territorio ha registrato una costante emigrazione verso la città di Firenze, tendenza invertitasi soltanto in tempi recenti. La valorizzazione turistica della zona è altrettanto recente, essenzialmente dovuta alla particolari caratteristiche: ambiente di tipo montano praticamente incontaminato.