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Firenzuola, la capitale della pietra scolpita e la sfida tra un vescovo e il diavolo

firenzuola stemmaIl territorio comunale di Firenzuola si estende nella zona della valle del Santerno, al di là del crinale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il paesaggio è quello tipico appenninico, costituito prevalentemente da boschi di conifere, abeti bianchi e rossi, faggi ed aceri montani. L’impianto urbano della cittadina è quello tipico del XVI° secolo mentre le mura furono trasformate in quello successivo in una possente cinta bastionata dall’architetto Sangallo il Vecchio. Da visitare la Badia di San Pietro a Moscheta, il Cimitero Militare Germanico della Futa, il Sasso di San Zanobi e il Museo della Pietra Serena ubicato all’interno della Rocca di Firenzuola.

ZONA Romagna Toscana (Mugello)
TIPO villaggio appenninico
COORDINATE 44°07′00″N 11°23′00″E
ALTITUDINE 422 metri s.l.m.
PRODOTTI castagne
SPORTtrekking escursionistico, ciclismo, motocross, pesca sportiva, canoa
CONFINI Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Palazzuolo, Scarperia e San Piero (FI)

firenzuola mapInformazioni Turistichefirenze map

Comune di Firenzuola
Piazza Casini, 1 – 50033 Firenzuola (FI)
www.comune.firenzuola.fi.it
info@comune.firenzuola.fi.it
Tel: +39 055 819941

COSA VEDERE

Monumenti e luoghi da visitare a Firenzuola

firenzuola cimitero germanicoCimitero militare germanico della Futa

Cimitero Miliare Germanico della Futa

cimitero-militare-germanicoZona: Mugello
Comune: località Caburaccia – Firenzuola (FI)
Tipo: cimitero militare

Il cimitero è ubicato sulla cima di un rilievo montuoso dell’Appennino Tosco-Emiliano, nelle immediate vicinanze del Passo della Futa. Immerso nella vegetazione, è il più grande cimitero tra quelli realizzati in Italia dal Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge, l’ente tedesco per le onoranze ai caduti di guerra. Realizzato nel 1961 su progetto dell’architetto tedesco Dieter Oesterlen, accoglie più di 30.000 caduti. L’elemento architettonico più importante è la cripta commemorativa, arricchita da rivestimento in pietra serena, travertino, granito e marmi. La zona sepolcrale si sviluppa su terrazze a gradoni attraversate da sentieri concentrici e scalinate. In prossimità dei percorsi 67 croci di pietra sporgono dal muro perimetrale. Alcune vasche d’acqua di forma circolare sono dislocate in posizioni asimmetriche tra le tombe e creano un effetto suggestivo.

Passi della Raticosa e della Futa

passo della raticosaZona: Appenino Tosco-Emiliano
Tipo: valichi appenninici con piccoli borghi, motoraduno e percorsi trekking

Il Passo della Raticosa è un valico dell’Appennino Tosco-Emiliano posto ad un’altitudine di 968 m s.l.m. L’insieme montuoso nei dintorni comprende alcuni rilievi, tra cui il Colle di Canda (901 metri), il Monte Canda (1.158 m) e il Monte Oggioli. Il passo è ubicato  lungo la ex Strada Statale 65 della Futa e rappresenta un punto di discreta importanza nel sistema viario ordinario tra Bologna e Firenze. La Strada Statale 65 arriva anche al Passo della Futa tra la Toscana e l’Emilia Romagna. Durante la Seconda Guerra Mondiale il Passo della Raticosa era incluso nella struttura difensiva tedesca denominata Linea Gotica.

Un aspetto curioso di questi due passi è che sono punto di sosta e di “ritrovo” per i motociclisti provenienti sia dall’Emilia-Romagna che dalla Toscana. Soprattutto nei fine settimana primaverili ed estivi è comune che il piazzale sulla sommità del passo della Futa sia affollato da motociclette e relativi conducenti e passeggeri, creando una sorta di “salone a cielo aperto”. Sul passo della Raticosa è posto il traguardo della  Bologna-Raticosa, competizione automobilistica valida per il Campionato Italiano di Montagna per Auto Storiche.

ARTE E MUSEI

Musei di Firenzuola

firenzuola2Scultura in pietra serena

Museo della Pietra Serena

1305186045562_Firenzuola_scorcio_Museo_Pietra_2Zona: Mugello
Tipo: museo di artigianato
Indirizzo: Piazza Don Stefano Casini, 5
Tel.: +39 055 8199477 / +39 055 8199459
Email: museopietraserena@comune.firenzuola.fi.it / proloco@comune.firenzuola.fi.it / biblioteca@comune.firenzuola.fi.it
Sito: www.firenzuolaturismo.it
Orari: dal 1° aprile al 30 settembre lunedì, giovedì, sabato, domenica e festivi 10.00-13.00 e 15.00-17.00; dal 1° ottobre al 31 marzo lunedì e giovedì 10.00-12.00, sabato, domenica e festivi 10.00-12.00 e 14.30-16.30
Ingresso: intero €uro 3.00, ridotto € 1,50
Accessibilità ai disabili: parziale
Servizi (solo su prenotazione): visite guidate, laboratori didattici

Il museo è ubicato all’interno della Rocca di Firenzuola, ricostruita nel dopoguerra e sede del Municipio. Raccoglie le testimonianze dell’antica tradizione scalpellina e dell’importanza che la pietra serena ha avuto, da sempre, nello sviluppo della comunità. Il percorso inizia con una sezione dedicata ai paesaggi di pietra e prosegue con il lavoro in cava, nel quale è illustrata l’estrazione della pietra, per passare poi alla sezione dedicata ai manufatti del quotidiano, oggetti delle case contadine e del lavoro. Uno spazio virtuale mostra un’abitazione contadina, soffermandosi sugli elementi architettonici tipici di queste zone. Alla pietra serena come materiale per l’arte sono riservati gli spazi conclusivi. Vengono esaltati i manufatti frutto dell’abilità tecnica dei maestri scalpellini di Firenzuola che, con pochi ma efficaci strumenti, per secoli hanno lavorato per decorare ed impreziosire monumenti ed edifici. Il museo organizza anche esposizioni e mostre di artisti contemporanei.

Museo di Covigliaio

Zona: Mugello
Comune: località Covigliaio – Firenzuola (FI)
Tipo: museo etnografico
Tel.: +39 055 8406914
Orari: sabato e domenica 16.00-19.00

Il museo è un insieme di carri agricoli a trazione animale di varie forme e per diversi usi, aratri, erpici di varie epoche, seminatrice, trincia foraggio, vaglio svecciatoio cilindrico in due pezzi, attrezzi da granaio e da cantina compresa una deraspatrice; inoltre ci sono anche attrezzi da fabbro, maniscalco, falegname, ciabattino, macellaio norcino, ecc… È inoltre esposta una camera ammobiliata dell’800 e una cucina degli anni ’50. Ci sono anche reperti militari di guerra, molti accessori agricoli con foto d’epoca, paioli, fornelli a carbone, panieri e altri.

Museo del Paesaggio Storico dell'Appennino

Zona: Mugello
Comune: Firenzuola (FI)
Tipo: museo geologico e dell’ambiente
Indirizzo: località Moscheta
Tel.: +39 055 5535003
Email: moscheta@ischetus.it
Sito: www.ischetus.com
Orari: differenziati a seconda dei mesi e dei giorni; consultare il sito
Ingresso: intero €uro 3,00, ridotto € 1,50
Servizi: visite guidate, laboratori didattici di educazione ambientale (su prenotazione)

Il museo è ubicato all’interno della storica Abbazia. Illustra le principali fasi di trasformazione della zona a partire dal Medio Evo, con particolare enfasi per la geologia, flora, fauna.

COSA FARE

Percorsi

via degli deiUno scorcio della Via degli Dei

Via degli Dei

Regione: Emilia- Romagna e Toscana
Zona: Appennini Tosco-Emiliano e Mugello
Tipo: percorso naturalistico
Lunghezza: 130 chilometri

La Via degli Dei (detta anche Sentiero degli Dei) è un percorso escursionistico-naturalistico a quote intorno ai 1.000 m s.l.m. che collega le città di Bologna e Firenze, passando attraverso gli Appennini. Il nome deriva da alcuni monti attraversati, tra cui Monte Venere a Monzuno e Monte Luario a Firenzuola (con riferimento alla dea Lua, invocata dai romani in guerra), nei pressi del passo della Futa.

La via, con segnalazioni del CAI, è principalmente un tracciato di crinale molto simile ai percorsi dell’antica strada militare romana Flaminia Militare e a quelli per le comunicazioni tra le due città nel Medio Evo. Il percorso attraversa numerosi luoghi di interesse naturalistico e paesaggistico e, in alcuni punti i sentieri si cammina proprio sulle antiche pavimentazioni di 2.000 anni.

Il tracciato è percorribile sia a piedi che in mountain bike. L’intera traversata da Bologna a Firenze – che non presenta grandi difficoltà – si può compiere in quattro/sei giorni o più a piedi  oppure in due/tre giorni o più in bicicletta.

Percorso

Ogni tappa della Via degli Dei è ricca di storia, di natura, di cultura e di enogastronomia. Tradizionalmente l’inizio è dal centro di Bologna, e, costeggiando il fiume Reno, si giunge a Sasso Marconi; successivamente l’area protetta del Contrafforte Pliocenico, Monzuno, Madonna dei Fornelli, il Passo della Futa. Entrando in Toscana si toccano Sant’Agata, San Piero a Sieve, Fiesole e infine Firenze.

Segnaletica

segnaliÈ  generalmente costituita dalle tabelle CAI (Club Alpino Italiano) poste all’inizio del sentiero e agli incroci più importanti; contengono informazioni sulle località indicando nome e quota del luogo di partenza o dei luoghi di destinazione con i tempi di percorrenza e il numero di sentiero.

 

 

TAPPE

Prima tappa: da Bologna a Badolo

Lunghezza: 21 chilometri
Dislivello: +817 – 515 metri
Tempo: 6.50h (a piedi) e 2.30h (mountain bike)
Sentieri CAI: 112, 122, 110

Dal centro di Bologna ci si dirige al Santuario della Beata Vergine di San Luca. Di seguito Casalecchio di Reno, la riva destra del fiume Reno, Sasso Marconi, l’Oasi Naturalistica di San Gherardo. Quindi sempre a diritto verso Sasso Marconi, i Prati di Mugnano, il quadrivio de La Commenda. Da qui ci sono due alternative:

a) Sentiero 122 VD: il sentiero sulla sinistra fino ad arrivare al Giardino Botanico Nova Arbora e quindi fino a Monte del Frate;

b) Sentiero 110 VD: il sentiero a destra in direzione Rio Raibano-Brento, quindi Battedizzo e poi Badol; successivamente in direzione Monte Adone/Brento e quindi fino a Monte del Frate;

Seconda tappa: da Badolo a Madonna dei Fornelli

Lunghezza: 28 chilometri
Dislivello: +1460 – 1038 metri
Tempo: 9.50h (a piedi) e 2.30h (mountain bike)
Sentieri CAI: 110, 019

Da Badolo verso Brento, Monterumici e poi Monzuno; quindi in direzione di le “Campagne”, le case di Le Croci, il Monte del Galletto, il Monte dei Cucchi e infine Madonna dei Fornelli.

Terza tappa: da Madonna dei Fornelli a Monte di Fò

Lunghezza: 17 chilometri
Dislivello: +783 – 753 metri
Tempo: 5.50h (a piedi) e 3.00h (mountain bike)
Sentieri CAI: 019

Da Madonna di Fornelli ci si dirige verso Pian di Balestra e quindi, seguendo la segnaletica Via degli Dei – Futa e Strada Romana, fino ai primi tratti della Flaminia Militare, antico percorso romano datato 187 a.C. Si prosegue verso Piana degli Ossi, il Passeggere, la cima delle “Banditacce” e il “Poggiaccio”, circa la metà del tragitto tra Bologna e Firenze. Di seguito le falde di Poggio Castelluccio e, tramite la Strada Statale 65, il Passo della Futa, confine tra le regioni Emilia Romagna e Toscana. Infine l’ultimo tratto verso la località Monte di Fò.

Quarta tappa: da Monte di Fò a San Piero a Sieve

Lunghezza: 21 chilometri
Dislivello: +641 – 1197 metri
Tempo: 11.30h (a piedi) e 2.00h (mountain bike)
Sentieri CAI: 00, 46

Da la Futa o Monte di Fò si sale fino all’”Apparita”. Seguendo le indicazioni GEA si raggiunge la vetta di Monte Gazzaro (1.125 metri). Scendendo si incontra il Passo dell’Osteria Bruciata. Si prosegue per Sant’Agata del Mugello o, direttamente, verso S. Piero a Sieve.

Quinta tappa: da San Piero a Sieve a Firenze

Lunghezza: 33 chilometri
Dislivello: +1367 – 1510 metri
Tempo: 11.30h (a piedi) e 3.00h (mountain bike)
Sentieri CAI: 017, 00, 00-60, 2, 7

Ripartendo da San Piero a Sieve, si può fare una piccola deviazione per vedere la Fortezza Medicea di San Martino. Quindi si sale in direzione della località Trebbio, poi Tagliaferro e quindi il Convento di Monte Senario. Successivamente il sentiero verso Vetta le Croci, Olmo e Poggio Pratone. Si scende fino a Monte Fanna per proseguire verso Fiesole. Da qui si può utilizzare l’autobus urbano n.° 7 oppure proseguire la panoramica, imboccare il sentiero che sale a Monte Ceceri e da qui scendere alle cave di Maiano, salire verso Settignano e scendere definitivamente verso Firenze.

CULTURA

Storia

firenzuola1A partire dall’VIII° secolo la zona fu feudo della famiglia Ubaldini, che non era in buoni rapporti con Firenze. I primi insediamenti si svilupparono durante il XIV° secolo, quando la città gigliata decise di fondare un nuovo centro urbano per controllare i nuovi territori acquisiti attraversati dalle vie di comunicazione per Bologna. La costruzione del Castrum Florentiole ebbe inizio nel 1332 con una fortificazione a forma di rocca dotata di torre e mura merlate secondo il concetto di “città ideale”. Altra caratteristica particolare fu la costruzione di portici che bordano tutti i principali assi dell’abitato. Il nome Firenzuola stava a significare “piccola Firenze”. Le vicende storiche della cittadina seguirono le sorti del Granducato di Toscana, fino all’Unità d’Italia quando divenne comune autonomo.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Firenzuola subì fortissimi danni: il 98% dell’abitato fu distrutto. Infatti il territorio era attraversato dalla Linea Gotica, la linea difensiva fortificata predisposta dall’esercito tedesco per opporsi agli eserciti alleati. Triste testimonianza di questa fase storica due cimiteri: quello Germanico (al Passo della Futa) ed il “Santerno Valley War Cemetery”, nei pressi di Coniale, che custodisce le spoglie di militari alleati di varia nazionalità. Durante la ricostruzione prevalse il tessuto edilizio moderno, cercando comunque di mantenere l’aspetto urbanistico originale.

Curiosità

La sfida tra San Zanobi e il diavolo

Secondo una leggenda, nel IV° secolo d.C. Zanobi, all’epoca vescovo di Firenze, ottenne nuove conversioni al cristianesino nella zona tra le località di Diaterna, Caburaccia ed Idice. Preoccupato, il diavolo convocò allora un consesso infernale, per stabilire come porre termine alle conversioni. Quindi propose a Zanobi una scommessa: chi avesse portato dall’Idice fino alla cima della collina il più grosso macigno sarebbe stato il vincitore e si sarebbe aggiudicato tutte le anime. Il vescovo si affidò a Dio e firmò questo patto. Il demonio raccolse un macigno, se lo mise sulle spalle e s’incamminò verso il luogo. Zanobi raccolse un macigno molto più grande sollevandolo con leggerezza e, tenendolo sul dito mignolo, superò il diavolo e lo posò nel luogo dove oggi si trova. Vedendo che aveva perso la scommessa il demonio andò su tutte le furie e gettò via il suo macigno che andò in frantumi tra fuoco e fiamme: è identificato nel Sasso della Mantesca, situato vicino al Sasso di San Zanobi.

GASTRONOMIA

Prodotti tipici

arte558Funghi porcini

Funghi e castagne

DIDA Firenzuola prugnoloTutta la zona di Firenzuola è nota per la disponibilità di varie specie di funghi. Particolarmente note e apprezzate sono due specie: il prugnolo e il porcino. Entrambi sono ingredienti fondamentali per la maggior parte dei piatti tipici.

Le castagne della zona sono apprezzate, anche perché sia la raccolta che la seccatura avvengono ancora in maniera artigianale.

SERVIZI TURISTICI