Castelfiorentino cosa vedere

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A Castelfiorentino Santa Verdiana raccontata dagli affreschi di Benozzo Gozzoli

Castelfiorentino-StemmaCastelfiorentino cosa vedere? Il borgo è situato in un territorio ricco di itinerari naturalistici e storici ed immerso tra le verdi colline toscane, Castelfiorentino rappresenta una piacevole scoperta dal punto di vista turistico, con possibilità di soggiornare in una località ricca di numerose chiese, ville signorili e la possibilità di raggiungere facilmente Firenze, Arezzo e Siena. Da vedere senza dubbio gli importanti affreschi di Benozzo Gozzoli e quelli del santuario di Santa Verdiana.  Numerose sono le strutture ricettive, soprattutto agriturismi, che offrono la possibilità di un soggiorno di spirito naturalistico, oltre la presenza di due ostelli, uno dei quali della catena internazionale Hostelling International, che favorisce il turismo giovanile. Un programma diversificato di eventi artistici-culturali, fiere e manifestazioni rende la cittadina interessante da visitare durante tutto l’anno.

ZONA Valdelsa e Valdarno Inferiore
TIPO borgo medievale
COORDINATE 43°36′39″N 10°58′12″E
ALTITUDINE50 metri s.l.m.
PRODOTTI  salumi (buristo, sbriciolona), olio d'oliva
SPORTtrekking escursionistico, ciclismo, equitazione
CONFINI Certaldo (FI), Empoli (FI), Gambassi Terme (FI), Montaione (FI), Montespertoli (FI), San Miniato (PI),

Informazioni  Turistiche

Comune di Castelfiorentino
Piazza del Popolo, 1 – 50051 Castelfiorentino (FI)
Tel: +39 0571 629355
www.comune.castelfiorentino.fi.it
info@comune.castelfiorentino.fi.it
cultura@comune.castelfiorentino.fi.it

Ufficio Turismo
Via Ridolfi, 1
Tel. +39 0571 629049
infocastello@libero.it

COSA VEDERE

Castelli di Castelfiorentino

Castello di Oliveto

castello di olivetoZona: Valdelsa
Tipo: castello (XV° secolo)
Indirizzo: Via di Monte Olivo, 6 – 5005 Castelfiorentino (FI)
Tel:
+39 0571629722 / +39 057164322l
Email: info@castellooliveto.it
Sito: www.castellooliveto.it

Il castello, edificato dalla famiglia Pucci come casa di campagna, risale al XV° secolo. È una costruzione rettangolare di mattoni con alte mura e quattro torrioni coronati da merlatura, con torrette campanarie ed orologio. All’interno conserva mobili quattrocenteschi, armi, trofei ed una collezione di ritratti eseguiti dal XVI° al XVIII° secolo. Attualmente viene affittato per ricevimenti di varia natura e promuove corsi di cucina e degustazione di vini e prodotti toscani. Nel corso della degustazione è prevista la visita guidata al castello e alle cantine, dove i partecipanti ricevono anche informazioni sul ciclo di produzione del vino e dell’olio. Altre attrazioni del castello sono le “cooking class“: si può imparare a creare un menù tradizionale, dai tipici antipasti toscani ai dolci.

Chiese di Castelfiorentino

Santuario di Santa Verdiana

Zona: Valdelsa
Tipo: chiesa barocca (XVIII° secolo)
Indirizzo: località Boscarecce

Il santuario di Santa Verdiana fu edificato sopra il romitorio dove Santa Verdiana trascorse gli ultimi anni di vita. La facciata barocca, progettata da Bernardo Fallani (1771), fu adornata di statue di Ignazio Miert (1810). Il campanile è del 1805. L’interno, a pianta basilicale con tre navate suddivise da pilastri, fu progettato da Giovan Battista Foggini. Nella volta a botte centrale, affreschi di Alessandro Gherardini (1708) e nella cupola della tribuna dipinti di Matteo Bonechi (1716-1718). Le cupole nelle navate minori furono affrescate nel 1716 da Agostino Veracini, insieme ad altri pittori, con Storie di Santa Verdiana. Dalla navata mediana si scende a una cella sotterranea dove, secondo la tradizione, la santa trascorse in ritiro 34 anni. Da segnalare un bel dipinto del XVII° secolo di Jacopo Chimenti, detto l’Empoli, La Vergine assunta tra i santi Antonio abate e Verdiana.

In una struttura rustica denominata il Casalone, adiacente al santuario è collocato il Museo di Santa Verdiana, che espone opere d’arte e paramenti sacri.

Pieve dei Santi Ippolito e Biagio

chiesa santi Ippolito e BiagioZona: Valdelsa
Tipo: chiesa barocca (XII°-XVIII° secolo)

La Pieve dei Santi Ippolito e Biagio fu in origine un oratorio posto all’interno del castello. Quando vi fu trasferito il santo furono necessari lavori di ampliamento dell’edificio. Il campanile fu costruito nel 1253. Il territorio della pieve era composto da 14 chiese e 2 spedali. la pieve era ricca ed i pievani furono sempre esponenti di potenti famiglie locali. A metà del XVIII° secolo, la chiesa fu oggetto di trasformazioni in stile barocco. Nel 1936 l’edificio fu sottoposto ad un radicale restauro con l’eliminazione degli interventi barocchi ed il ritorno allo stile romanico.

La facciata è a capanna ed è stata realizzata mediante l’impiego di mattoni in cotto. Al centro della facciata si apre il portale, di stile misto fiorentino e pisano, con architrave in arenaria scolpita poggiante su mensole che hanno la funzione di capitelli per due colonne in mattoni. L’interno è a navata unica conclusa con un’abside e con copertura lignea. Nell’abside si trova un crocifisso ligneo del XIV° secolo e nella nicchia del fonte battesimale ci sono affreschi riproducenti Sant’Ippolito (1428) e San Pietro martire (1429).

Pieve dei Santi Pietro e Paolo

Zona: Valdelsa
Tipo: chiesa romanica (XII°-XV° secolo)
Indirizzo: località Coiano

Risalente all’anno di 1029, la pieve è un edificio in stile romanico pisano, ubicato su una delle direttrici dell’antica via Francigena, che Sigerico, arcivescovo di Canterbury, percorse tra il 990 e il 994. La pieve fu indicata dal religioso inglese come XXIa tappa (mansio) del suo itinerario da Roma verso la patria e la località fu designata Sce Peter Currant. Nel 1300 il piviere contava 19 chiese suffraganee e 6 spedali. Nel XV° secolo, i patroni della pieve erano i Machiavelli, che avevano ereditato l’incarico dai Pucci e dai Capitani di Parte Guelfa i cui stemmi erano conservati all’interno della chiesa. Nel XVIII° secolo l’interno fu adeguato allo stile barocco ma tali interventi furono rimossi in occasione dei restauri effettuati negli anni trenta del XX° secolo.

La facciata è nettamente distinta in due ordini: quello inferiore è stato parzialmente realizzato mediante l’uso di conci di pietra arenaria ben squadrati e comprende il portale con arco a tutto sesto con architrave e lunetta monolitica, il tutto racchiuso da un grosso sperone corrispondente alla navata sinistra e dalla torre campanaria alla quale la chiesa di appoggia. Sopra il portale termina l’ordine inferiore e ad esso si appoggia la finta galleria cieca realizzata in laterizio costituita da una serie di archi cieche poggianti su semplici capitelli e colonne in mattoni. La facciata è scandita da sei archetti per parte che conferiscono all’insieme un bell’effetto chiaroscurale di stile lombardo.

Il volume dell’abside semicircolare è di concezione lombarda e presenta un basamento in mattoni alternati a pietra scandito da sottili colonne in pietra grigia che sostengono due archetti pensili. Lo spazio interno è suddiviso in tre navate separate da due file di sei colonne sulle quali si impostano archi a tutto sesto. Il claristorio è aperto da cinque strette monofore per parte, realizzate in epoche diverse. Il presbiterio è sopraelevato di un gradino mentre l’abside presenta una pavimentazione posta ad un livello più basso.

ARTE E MUSEI

Musei di Castelfiorentino

Museo d'Arte Sacra di Santa Verdiana

Zona: Valdelsa
Tipo: museo d’arte sacra
Indirizzo: via Timignano 1, 50051 Castelfiorentino (Fi)
Tel: +39 0571 64096
Email: museosantaverdiana@gnail.com
Sito: www.santaverdiana.org / www.piccoligrandimusei.it
Orario: sabato 16.00-19.00, domenica e festivi 10.00-12.00 e 16.00-19.00, altri giorni su richiesta
Ingresso: intero € 3,00, ridotto € 2,00
Accessibilità disabili: parziale

Il Museo di Santa Verdiana è all’interno di una struttura rustica denominata il Casalone, adiacente al santuario. Il percorso espositivo si snoda in quattro sale su due piani. Nella prima ci sono importanti opere su tavola quali la Madonna col Bambino, attribuita a Cimabue, ed un polittico di Taddeo Gaddi. Una sezione è dedicata ai codici miniati dal XIV° al XVIII° secolo, esposti in due ampie vetrine. Nelle altre sale ci sono opere pittoriche dal XV° al XVI° secolo e sculture in marmo e terracotta. Infine anche una raccolta di paramenti sacri e vari oggetti di oreficeria.

BEGO - Museo di Benozzo Gozzoli

affrechi benozzo GozzoliZona: Valdelsa
Tipo: museo di arte classica
Indirizzo: Via Agostino Testaferrata, 31 – 50051 Castelfiorentino (FI
Tel:  +39 0571 64448
Email: info@museobenozzogozzoli.it
Sito: www.museobenozzogozzoli.it
Orari: sabato e domenica 10.00-12.00 e 16.00-19.00, lunedì e venerdì 09.00-13.00, martedì e giovedì 16.00–19.00, chiuso mercoledì
Ingresso:  €3,00 intero e €2,00 ridotto; biglietto cumulativo con il Museo di Santa Verdiana €4,00 intero e €3,00 ridotto; biglietto cumulativo con il Sistema Museale della Valdelsa Fiorentina: €10,00 intero e €8,00 ridotto; visita guidata € 70,00
Servizi: visite guidate, laboratori, percorsi didattici sul patrimonio storico-artistico della Valdelsa
Accessibilità ai disabili: si; il museo dispone di percorsi tattili e audio per ipovedenti e non vedenti e laboratori mensili per persone affette da Alzheimer

BEGO museo

Il BEGO-Museo di Benozzo Gozzoli raccoglie gli affreschi e le sinopie di due monumentali tabernacoli che Benozzo Gozzoli affrescò nel 1484 (Tabernacolo della Madonna della Tosse) e nel 1491 (Tabernacolo della Visitazione, alto circa sei metri). Inoltre le sinopie rinvenute in occasione del distacco della parte pittorica dai tabernacoli. Dal soppalco si possono osservare da vicino gli affreschi. Qui è stato inoltre collocato il secondo tabernacolo, quello della Madonna della Tosse.

COSA FARE

Eventi

Palio di Castelfiorentino

palioTipo: folcloristico
Periodo: giugno

Il Palio è una competizione tra le contrade della cittadina. L’evento si svolge in un fine settimana di giugno. Il sabato sera è dedicato alla sfilata dei carri, la domenica mattina alla staffetta ed al tiro alla fune, entrambe nell’area sportiva. Nel pomeriggio della domenica la sfida è a palla avvelenata è in Piazza Kennedy e ruzzola la balla inizia dalla stessa piazza ed attraversa la via principale della città fino a fare tutto il giro della grande e centrale Piazza Gramsci. Da qui inizia la sfilata dei carri, proseguendo poi per tutta la città

Rievocazione della Pace di Montaperti

Tipo: storico-folcloristico
Periodo: novembre

La storica Pace di Montaperti, firmata il 23 novembre 1260 a Castelfiorentino, pose momentaneamente fine alle lotte tra le fazioni dei Guelfi e Ghibellini dopo la sanguinosa battaglia di Montaperti, ricordata da Dante nella Divina Commedia come “lo strazio ed il grande scempio che fece l’Arbia colorata in rosso”. Ogni anno la cittadina ricorda l’evento con una rievocazione storica che anima le vie del paese.

CULTURA

Storia

castelfiorentino1Il primo abitato sorse nel XII° secolo lungo la via Francigena (o Romea) su di un precedente insediamento di epoca romana. Il castello fortificato di Timignano racchiudeva, sul colle, la pieve di S.Ippolito e, con una seconda cerchia di mura, il Borgo d’Elsa ed il Borgo Nuovo. Feudo della famiglia dei Cadolingi e poi dei conti Alberti, subì le vicende dei conflitti tra Chiesa ed Impero, guelfi e ghibellini e tra Siena e la stessa Firenze (di cui era un avamposto importante). Dopo la vittoria senese a Montaperti, la pace tra le due città rivali fu firmata nel 1260. Ma Castelfiorentino fu ancora teatro, nei secoli successivi, di battaglie e scorrerie militari, fin quando, nel 1521, subì un duro assedio e fu devastato dalle truppe imperiali. Venne poi riconquistato dai Medici. La zona rimase in uno stato di profonda desolazione per via degli eventi bellici, tanto che Firenze esentò da ogni spesa gli abitanti. Ma nel XVIII° secolo, quando il Granducato fu affidato alla famiglia Lorena, la cittadina progredì nuovamente e divenne Cancelleria e Podesteria. Alla proclamazione del Regno d’Italia, divenne nel 1868 libero comune. Fu uno dei primi comuni italiani a darsi, nel 1902, un’amministrazione guidata dal Partito Socialista Italiano.

Curiosità

La balena fossile

Nel 1998, in località Monte Maggiore, sono riemersi i resti fossili di una balena vissuta nella zona oltre tre milioni di anni fa, in un periodo in cui le attuali campagne facevano parte del mare tirrenico. Lo scheletro è considerato dagli studiosi il più completo fossile di balena scoperto in territorio europeo.

La famiglia Pucci scampa l’estinzione

Costruito dalla famiglia Pucci come casa di campagna all’inizio del XV° secolo, dopo alcuni anni il Castello di Oliveto fu teatro di sanguinosi eventi. Qui si erano infatti concentrati i sostenitori della famiglia Medici, esiliati da Firenze, e la città inviò ben presto numerosi armati di fede repubblicana con il compito di stroncare la dissidenza. Durante l’inevitabile scontro armato tutti gli adulti della famiglia Pucci furono uccisi. Il primogenito, in tenera età, fu però messo in salvo da una fedele serva che fuggì con il piccolo attraverso un passaggio sotterraneo del castello. Negli anni successivi i Pucci vollero ricordare l’abnegazione della donna raffigurandola nello stemma di famiglia.

GASTRONOMIA

Piatti tipici

Trippa

La cucina locale privilegia le ricette legate al mondo contadino, che impiega i vari ingredienti in maniera misurata, senza complicate manipolazioni, esaltando la qualità dei prodotti. Fin dal medioevo la specialità gastronomica tipica di Castelfiorentino è senza dubbio la trippa, costituita dalle quattro parti dell’apparato digerente del bovino accuratamente lavate e sbiancate.

Prodotti tipici

Buristo e sbriciolona

Tra i salumi tipici della zona c’è il buristo, un insaccato di sangue rappreso, spezie e grasso. Una variante del buristo è il bolle, sanguinaccio con uvetta e pinoli da gustare caldo appena cotto oppure, una volta raffreddato, infarinato e fritto. Ottima anche la sbriciolona, una sorta di salame finemente macinato e da mangiare poco stagionato.

SERVIZI TURISTICI