Lpavimento duomoa Toscana è universalmente nota per la sua significativa ricchezza di monumenti e opere d’arte. Le città d’arte della Toscana offrono un patrimonio storico e artistico notevole  che hanno  reso la Toscana la culla del Rinascimento, movimento artistico che ha definito i nuovi destini dell’arte nel XVI° secolo. La maggior parte dei tesori artistici si concentrano tra  le città di Firenze, Pisa, Siena e Lucca ed altri numerosi centri minori,  come Arezzo, Pistoia, Volterra, San Gimignano, Pietrasanta. Sono luoghi affascinanti dove in ogni angolo si nasconde un gioiello artistico assolutamente unico. La Toscana conserva ancora  rilevanti testimonianze di remote civiltà. Necropoli etrusche, ritrovamenti di epoca Romana, innumerabili reperti risalenti al Medioevo sono rappresentati da castelli, palazzi, chiese e monumenti. Dalla nascita del gotico, all’epoca del Rinascimento, dallo splendore del Barocco, e poi l’incanto dei Macchiaioli e dello stile Liberty,  ci sono tantissimi musei che presentano come era la vita di un tempo.

In seguito alcune suggestioni sugli itinerari artistici e archeologici da fare. Per leggere di più sulle attrazioni e servizi turistici offerti, cliccare sul nome di ogni  località.

ITINERARI ARTISTICI

Le ville Medicee in Toscana (Patrimonio Unesco)

Villa Medicea La FerdinandaIl percorso alla ricerca dei patrimoni Unesco in Toscana vi conduce a luoghi ricchi di arte e bellezza. In Toscana ci sono  7 luoghi  dichiarati Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Sono i centri storici di Firenze, Siena, Pienza e San Gimignano, la Piazza del Duomo di Pisa, il territorio della Val d’Orcia e  le Ville Medicee. In ordine cronologico le ville ed i giardini medicei presenti in Toscana rappresentano l’ultima assegnazione che l’UNESCO ha riservato alla Toscana nel 2013.  In totale sono 14 siti, tra ville e giardini medicei  ubicati in posti diversi che sono stati dimore dei  Medici, i granduchi di Toscana. Le ville medicee sono dei complessi architettonici rurali venuti in possesso in vari modi alla famiglia Medici tra il XV ed il XVII secolo nei dintorni di Firenze. Oltre che luoghi di piacere e svago, le ville rappresentavano la “reggia” periferica sul territorio amministrato dai Medici, oltre al centro delle attività economiche agricole dell’area in cui si trovavano.

Suggeriamo la visita alle ville più caratteristiche.

castello_trebbioCastello Mediceo del Trebbio

Zona:  Mugello
Comune: Scarperia San Piero (FI) – località San Piero a Sieve
Tipo: villa medicea XV° secolo
Indirizzo: via del Trebbio, 1 – località San Piero a Sieve (FI)
Tel: +39 055 8458793 (su prenotazione)

La villa si trova nella zona dalla quale erano originari i Medici e fu una delle prime residenze che loro costruirano fuori Firenze (XV°secolo). La tenuta appartenne infatti a Giovanni di Bicci Medici, il patriarca dell famiglia. Dopo la sua morte (1428) il figlio Cosimo Medici, che amava andare a caccia nella tenuta ampliò e ristrutturò la villa su progetto dell’architetto Michelozzo che la fece assomigliare a un castello fortificato. L’impianto della villa è preservato e mantiene le caratteristiche di fortificazione medievale. Al centro vi si trova un cortile con pozzo e un giardino murato. Al’interno di Villa Il Trebbio non vi sono grandi affreschi o opere maestose come nelle altre ville costruite nei secoli successivi. Questa residenza, infatti, veniva generalmente usata dalla famiglia come residenza di caccia o per feste non ufficiali e informali. La villa era vissuta in particolar modo in estate, quando il centro storico di Firenze era troppo caldo.Nel 1644 fu venduta a un rico fiorentino, Giuliano Serragli. Nel XIX° secolo vennero demolite le case rurali addossate alla villa per far posto a un bosco di cipressi. Il giardino antistante la villa, con le rose e le siepi di bosso risale al XX° secolo. Attualmente, è proprietà privata. Essendo residenza privata, il Trebbio non può essere interamente visitato, ma in parte sì, a piccoli gruppi –massimo 30 persone- su appuntamento.

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cafaggioloVilla  Medicea di Cafaggiolo

Zona:  Mugello
Comune: Barberino di Mugello (FI) – località Cafaggiolo
Tipo: villa medicea XIV°- XV° secolo
Indirizzo: Via Nazionale 16 – Barberino del Mugello (FI)
Tel: +39 055 8479293
Email: info@castellodicafaggiolo.com
Orari: mercoledì e venerdi 14.30-18.30 sabato e domenica 10.00-12.30 e 14.30-18.30
Ingresso: € 5,00 intero € 2,50 bambini oltre 6 anni

Il castello fu edificato con scopo difensivo inizialmente, però poco tempo dopo è stato trasformato in villa utilizzata come azienda agricola. Nel XV° secolo, l’edificio principale venne ristrutturato e trasformato dall’architetto Michelozzo in sontuosa abitazione di campagna da Cosimo Medici il Vecchio. La villa, circondata da un ampio giardino e da una delle più famose bandite di caccia, divenne la residenza estiva prediletta dalla famiglia Medici ed in particolare da Lorenzo il Magnifico, che qui ospitava i suoi amici letterati ed artisti come, Marsilio Ficino e Pico della Mirandola. Accanto all villa, nel XVI° secolo, fu costruita la Fabbrica di Ceramiche dove si producevano oggetti sia di uso corrente. Un piatto prodotto nella Fabbrica di Cafaggiolo si trova al Victoria and Albert Museum di Londra.

Nel XIX° secolo, la villa subì alcuni interventi mutarono in parte l’aspetto originario dell’edifico e del giardino, che venne ristrutturato secondo il modello all’inglese Attorno alll’edificio esistono ancora le scuderie de XVI° secolo. All’interno della villa sono custoditi le copie di una serie di ritratti di personaggi famosi appartenenti alla casa Medici, realizzate dal pittore Carmine Fontanarosa.

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villa mediciVilla Medici di Fiesole

Zona: Area fiorentina
Indirizzo: Beato Angelico, 2 – Fiesole (FI)
Tel: +39 055 2398994
Orari: Visite su appuntamento
Ingresso: € 6,00
Accessibilità ai disabili: parziale

La villa rinascimentali  è tra quelle medicee la meglio conservata. Costruita tra il 1458 e il 1461 da Michelozzo, per volere di Giovanni dei Medici, ma  deve la sua fama a Lorenzo il Magnifico, che la ereditò nel 1469 dopo la prematura scomparsa del fratello  Giuliano e ne fece un centro d’incontri per artisti, filosofi, letterati.  Infatti, Villa Medici è legata al drammatico fatto di sangue della Congiura dei Pazzi (1478), quando alcuni esponenti della famiglia Pazzi, con Francesco Salviati e il cardinale Girolamo Riario, appoggiati da Papa Sisto IV°, ordirono una congiura per sbarazzarsi della sempre più opprimente crescita del potere dei Medici all’interno della Repubblica Fiorentina. Originariamente il piano prevedeva di uccidere i due rampolli della famiglia Medici, Lorenzo e Giuliano, durante un banchetto che essi avevano organizzato proprio alla villa di Fiesole tramite l’uso di veleno destinate ai due fratelli. Ma un’indisposizione improvvisa di Giuliano rese vana l’impresa che fu rimandata al giorno successivo. Durante la messa in Santa Maria del Fiore, Giuliano fu ucciso, mentre Lorenzo riuscì rocambolescamente a salvarsi riparando nella sagrestia. La villa rimase alla famiglia Medici fino al 1671. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1772 fu venduta alla signora Lady Orford. Nel XIX secolo fu proprietà dell’artista William Blundell Spence e nel 1911 fu comprata da Lady Sybil Cutting, moglie dello scrittore Geoffrey Scott. Nel 1959 la villa è stata acquistata dalla famiglia Mazzini Marchi, attuali proprietari.

L’edificio è a pianta quadrangolare, ornato da finestre riquadrate di pietra serena e da ampie logge aperte sul panorama. La bellezza dell’edificio non si basa su decorazioni di tipo medievale, ma sulla semplicità della struttura, che accorda economia, necessità e bellezza, e per la prima volta viene realizzata una vera e propria “villa suburbana”. L’ubicazione geografica, in leggero pendio, ha portato al posizionamento della villa e del giardino su tre terrazzamenti. Il primo, a cui si accede attraverso un viale di cipressi fiancheggiato a monte da un boschetto di lecci, è composto da grandi aiuole erbose rettangolari, con vasi di limoni. Il giardino oggi rispecchia soprattutto la ristrutturazione del 1911-1923 dell’architetto Cecil Pinset, che lavorò per conto di Lady Cutting, ed è in stile neo-rinascimentale.

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villa poggio a caianoVilla di Poggio a Caiano  – Villa Ambra

Zona: Montalbano
Comune: Poggio a Caiano
Tipo: dimora storica rinascimentale ( XV° secolo)
Indirizzo: Piazza dei Medici, 14 – Poggio a Caiano (PO)
Tel.: +39 055 877012
Orari: Tutti i giorni 8.15 – 18.30 – chiuso il 2°. e 3° lunedì del mese
Ingresso: € 2,00
Accessibilità ai disabili: parziale

La Villa Medicea, conosciuta anche come “Ambra” è una delle residenze medicee più importanti. La costruzione è il primo esempio di architettura rinascimentale che fonde la lezione dei classici con elementi caratteristici dello stile signorile rurale toscano ed altre caratteristiche innovative.

Commissionata da Lorenzo il Magnifico all’architetto Giuliano da Sangallo verso il 1480, la villa rimase sempre la residenza estiva dei Medici e, oltre ad ospitare numerose personalità, fu teatro di importanti avvenimenti della loro storia dinastica. In particolare, nell’edificio venivano accolte, prima di giungere a Firenze, le spose straniere dei membri della famiglia, che qui ricevevano l’omaggio della nobiltà fiorentina. Ad esempio Giovanna d’Austria, prima moglie di Francesco I°, e Cristina di Lorena, moglie di Ferdinando I°. Si celebrarono qui, tra gli altri, i matrimoni tra Alessandro Medici e Margherita d’Austria (1536), tra Cosimo I° ed Eleonora di Toledo (1539), Francesco I° e Bianca Cappello (1579). Questi ultimi trovarono qui anche la morte per avvelenamento.

La villa fu la residenza preferita del figlio di Cosimo III°, il principe Ferdinando, grande amante delle arti, che ne fece un attivissimo centro culturale. Nel teatrino, all’interno della villa, si rappresentavano spesso commedie appositamente scritte. In una delle stanze era allestita una singolare collezione denominata “Gabinetto delle opere in piccolo di tutti i più celebri pittori. Si trattava di una pinacoteca che contava opere di artisti tra i quali Dürer, Leonardo da Vinci, Raffaello Sanzio, Rubens ecc.

Alla morte di Giangastone (1737), ultimo discendente della famiglia Medici, la Villa passò ai nuovi granduchi di Toscana Asburgo-Lorena, che continuarono ad utilizzarla come residenza estiva o come punto di sosta durante i loro viaggi verso Prato o Pistoia.

Con la conquista napoleonica, nel XIX° secolo, la costruzione subì modifiche interne ed esterne su iniziativa della reggente Maria Luigia d’Etruria e, successivamente, da parte di Elisa Baciocchi Bonaparte, sorella di Napoleone, nominata granduchessa di Toscana nel 1809. La villa divenne una delle residenze della granduchessa e pare che, proprio qui, si sia consumata una presunta relazione amorosa con il celebre violinista Niccolò Paganini, in occasione dei numerosi concerti che il virtuoso tenne nel teatro della villa.

Quando Firenze divenne capitale del Regno d’Italia, il monarca Vittorio Emanuele II°, notoriamente amante dei cavalli e della caccia, fece risistemare la villa, con la costruzione delle nuove scuderie. Assieme al re c’era anche la “bella Rosina” (Rosa Vercellana), una popolana, prima amante del re e poi sua moglie. Durante la Seconda Guerra Mondiale la villa fu usata come rifugio protetto dai bombardamenti per importanti opere d’arte provenienti da tutta la Toscana. Gli ampi sotterranei servirono come ricovero per la popolazione. Attualmente è di proprietà statale.

Da ammirare sono gli affreschi all’interno del corpo principale della villa, il teatrino e parte dell’arredo originale. Le pitture furono iniziate da Andrea del Sarto, nel 1512, e proseguite dal Pontormo, che eseguì la famosa “lunetta”, in cui è raffigurata una scena con divinità maschili e femminili immerse in una atmosfera agreste.

La villa è circondata da un bel giardino con alberi secolari.   Le scuderie sono state trasformate in sedi di mostre e congressi. All’interno della villa è allestito anche il Museo Nazionale di Natura Morta che conserva 184 capolavori pittorici di noti artisti tra il XVI° e il XVIII° secolo, tra cui Bartolomeo Bimbi, Otto Marseus van Schrieck, Giovanna Garzoni, Margherita Caffi, e altri.

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cerreto_guidiVilla Medicea di Cerreto Guidi

Zona: Valdarno Inferiore
Comune: Cerreto Guidi
Indirizzo: Via dei Ponti Medicei, 7 – Cerreto Guidi (FI)
Tel: +39 0571 55707
Orari: dalle 9.00-19.00 – chiuso il secondo mercoledì di ogni mese
Ingresso: € 2,00
Accessibilità ai disabili: parziale

E’ una residenza nobiliare situata su di un colle confinante con il Padule di Fucecchio. Fu costruita nel 1555 dal granduca Cosimo I° Medici, sulle rovine del castello dei conti Guidi. La villa venne usata spesso sia per le battute di caccia, sia come punto di sosta nei frequenti spostamenti tra Firenze e Pisa o Livorno dei granduchi. Nel 1576 nella villa si consumò il brutale assassinio di Isabella, figlia di Cosimo I°, da parte del marito Paolo Giordano I° Orsini. La donna fu strangolata quale punizione per una probabile tresca amorosa con il cugino del coniuge. Si dice che ancora oggi, talvolta, sia possibile udire lo straziante lamento della donna. In seguito la villa passò al cardinale Leopoldo Medici che, nel 1671, procedette ad una ristrutturazione interna per conferire un assetto più residenziale e signorile all’edificio.

La villa è un edificio a corpo compatto, con due piani fuori terra, coperti da un grande tetto a padiglione. La facciata si caratterizza per la sobrietà degli elementi decorativi, ridotti a pochi elementi. La scenografia è completata dalle rampe, la scalinata d’accesso attribuita al Buontalenti. All’interno sono conservati una serie di ritratti della famiglia Medici, una raccolta di cabrei del XVIII° secolo, quattro arazzi del XVII° secolo raffiguranti le stagioni, mobili e affreschi murali di varie epoche. L’arredo attuale è stato ricostituito seguendo, per quanto possibile, le descrizioni presenti negli inventari storici. Nella villa è visitabile la camera dove Isabella Medici venne strangolata dal marito.

Nell villa c’è anche il Museo Storico della Caccia e del Territorio che espone armi, soprattutto da caccia e da tiro. Le armi sono collocate in vetrine antiche, mentre i coltelli e le armi bianche si trovano in una sala al piano terreno. Tra gli esemplari più pregiati alcune armi appartenute al Granduca Pietro Leopoldo ed a Ferdinando III° di Toscana.

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Villa Medicea La FerdinandaVilla di Artimino  – Villa  La Ferdinanda

Zona: Montalbano
Comune: Carmignano (PO) – località Artimino
Tipo: villa rinascimentale ( XVI° secolo) – Visitabile su prenotazione
Indirizzo: Viale Papa Giovanni XXIII – Artimino (PO)
Tel.: +39 055 8751427

La Villa Medicea, chiamata anche “La Ferdinanda o “Villa dei cento camini”, fu costruita dal Granduca Ferdinando I° Medici ed era la sua residenza favorita nel periodo estivo. Edificata tra 1596 e 1600, è considerata un capolavoro dell’architetto Buontalenti. L’inconfondibile sagoma coronata dai numerosi camini e comignoli, domina la zona circostante. Il granduca Ferdinando I° commissionò al pittore fiammingo Giusto Utens una serie di 17 lunette, che riproducevano le ville medicee, da collocare in un apposito salone detto, appunto, “delle Ville. Al piano nobile ci sono affreschi di Domenico Passignano e Bernardino Poccetti con soggetti mitologici. Sono ancora visibili le decorazioni del salone centrale, degli appartamenti granducali, della loggia e della cappella.

Intorno alla villa, fu creato il grande Barco Reale, una enorme riserva di caccia recintata da un alto muro per circa 50 chilometri di cui restano brevi tratti, attualmente percorribili lungo il sentiero che conduce alla Necropoli di Prato Rosello di origine etrusca. Nel 1782 la villa fu venduta al marchese Lorenzo Bartolomei e poi alla famiglia Maraini. Oggi, la villa ospita un centro congressuale ed alberghiero.

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ITINERARI ARCHEOLOGICI

I romani in Maremma

Per chi è interessato a siti archeologici etruschi-romani, si consiglia una visita a Roselle (localizzata nelle vicinanze di Grosseto), città etrusca fondata alla fine dell’età del Ferro, conquistata nel 294 a.C. da Roma e sede vescovile documentata dalla fine del V secolo quando dopo fu abbandonata.  Il Museo Archeologico di Grosseto ospita una grandiosa collezione di reperti raccolti nel Sito Archeologico di Roselle.

roselle1Sito Archeologico di Roselle

Zona: Maremma
Comune: Grosseto (GR) – località Roselle
Tipo: sito archeologico romano

A partire dagli anni ‘50 del secolo scorso una lunga campagna di scavi, guidata dall’archeologo Aldo Mazzolai, ha riportato alla luce tutto quanto era rimasto sepolto per secoli sotto uno strato di terra. Il sito comprende tutta l’antica Rusellae, dalla fase etrusca a quella romana, fino al travagliato momento altomedievale, culminato con il definitivo abbandono dell’abitato. È una sovrapposizione di edifici e mura risalenti ai periodi etrusco e poi romano. Al primo appartengono le tracce delle mura ciclopiche, construite tra il VII° e il VI° secolo a. C.: il perimetro è di oltre 3 chilometri, con altezza media di circa 7 metri. Il rinvenimento di vasi attici a figure rosse documenta i contatti commerciali con la Grecia e le colonie greche dell’Italia meridionale. Al periodo romano appartengono invece il Foro e la Basilica, un sistema di raccoglimento delle acque piovane ed un edificio termale. Inoltre vi sono anche tracce di un anfiteatro e di ville.

parco archeologico roselle anfiteatroL’Anfiteatro Romano fu costruito durante il I° secolo d.C., ma nello stesso luogo sono stati rinvenuti anche reperti di epoca etrusca risalenti al VII°-VI° secolo a.C. Durante il periodo altomedievale, l’arena divenne un recinto fortificato, utilizzando materiali di spoglio di edifici ormai in rovina. Quest’area rimase comunque occupata almeno fino al XVI° secolo. L’edificio ha forma ellittica, ma è di dimensioni particolarmente ridotte rispetto a quelle di monumenti simili in altre città dell’epoca. Attualmente, durante l’estate, nell’anfiteatro sono realizzate manifestazioni artistiche come concerti e spettacoli di danza e prosa grazie all’acustica eccellente.

roselleLa Domus dei Mosaici risale al periodo tardo-repubblicano di Roma. In seguito fu ampliata e restaurata, oltreché ornata dalle statue di Tiberio, Livia e Druso Minore. Sempre alla stessa epoca risale la costruzione del primo impianto termale e della casa. All’epoca dell’imperatore Adriano, la domus fu oggetto di una nuova ristrutturazione: gli ambienti termali ed il tablinium furono abbelliti con mosaici. La costruzione subì altre trasformazioni sostanziali tra il IV° e il VII° secolo, quando fu costruita una bottega per la manutenzione dei precedenti ambienti abitativi. L’officina, riferibile ad un fabbro, ha restituito strati ricchi di ceneri di lavorazione, terre ricche di carbone e scorie disposte su quasi tutti i pavimenti, anneriti dai vari stadi della lavorazione metallurgica. Inoltre il rinvenimento di scorie di bronzo e di oggetti metallici ha fatto ipotizzare che in quest’officina fossero fusi oggetti più antichi, provenienti dalle tombe etrusche della necropoli e da edifici pubblici e privati di età romana. Verso la fine del IV° secolo l’officina e ciò che restava della domus furono abbandonate.

Sul lato meridionale del Foro si trovano i resti del Tempio dei Flamines Augustales, che venne edificato in età imperiale (I° secolo d.C.). In epoca altomedievale fu trasformato in un luogo di culto cristiano, intitolato a San Silvestro, e la sua esistenza è accertata a partire dal 765.

Sono state ritrovate tracce di uno stabilimento termale di epoca romana, approssimativamente datato I°-II° secolo d.C.: una vasca che probabilmente faceva parte di una costruzione ellenistico-romana, altre strutture murarie non meglio identificate, un vano absidato ed un complesso sistema di canalizzazione formato soprattutto da cunicoli.

parco archeologico roselleAll’interno dell’area archeologica, anche se in località Poggio Mosconcino, sono ubicati i ruderi della Pieve di Santa Maria a Roselle (detta anche Santa Maria a Moscova), la cattedrale paleocristiana della cittadina. Fu costruita nell’VIII° secolo, al di fuori delle mura, sopra un presistente impianto termale romano. In particolare, la piscina ha fornito le colonne per il sostenimento delle pareti. Originariamente era a tre navate e per la costruzione furono utilizzati materiali di recupero di edifici romani del I° secolo d.C. L’interno era decorato da bassorilievi attualmente conservati nel Museo Archeologico di Grosseto. Verso l’anno Mille, in prossimità della facciata fu aggiunta una torre campanaria. Accanto alla cattedrale ci sono i resti della canonica, che fu residenza vescovile fino al 1138. La chiesa rimase in funzione fino al XVI° secolo, periodo in cui fu definitivamente abbandonata. In quest’area sono state rinvenute anche numerose tombe di epoca etrusco-romana. Le sepolture sono organizzate in terrazze a distanza costante e vi sono stati ritrovati corredi funerari risalenti però ad un’epoca successiva (secoli VI° e VII° d.C.).

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museo archeologico maremmaMuseo archeologico e d’arte della Maremma

Zona: Maremma
Tipo: museo archeologico etrusco-romano e museo di arte sacra
Indirizzo: Piazza Baccarini, 3 – Grosseto (GR)
Tel: +39 0564 488752 ( informazioni e prenotazioni)
Email: maam@comune.grosseto.it
Sito: http://maam.comune.grosseto.it
Orari: da martedì a domenica 10.00-13.00 e 16.00-19.00 (gli orari possoro essere soggetti a variazioni)
Ingresso: € 5,00 intero  € 2,50 ridotto
Servizi: visite guidate, laboratori, bookshop
Accessibilità: si

Il museo ha sede all’interno dell’attuale Palazzo di Giustizia, costruito in stile neorinascimentale nella seconda metà del XIX° secolo. Articolato su tre piani divisi in cinque sezioni e 40 sale, percorre tutta la storia della Maremma dalla preistoria alla nascita delle città etrusche, dalla conquista romana al Medioevo e fino all’età moderna, attraverso documenti di archeologia e di arte. Le sale ospitano  reperti dell’area archeologica di Roselle, dall’epoca etrusca-romana fino al I° secolo d.C. Ogni fase della  vita della scomparsa città è documentata nel Museo. Dalle necropoli di età arcaica vengono le stele di guerrieri (VI secolo a.C.); dal foro romano due importanti complessi statuari, uno legato al culto imperiale (50 d.C. circa), e l’altro dedicato a una importante famiglia del II secolo d.C. Di notevole interesse sono anche i reperti del periodo romano, questi provenienti dall’Isola del Giglio e da Castiglione della Pescaia. La ricostruzione al vero del relitto africano di Giglio Porto (III secolo d.C.) con il suo carico di anfore olearie è uno dei molti motivi di interesse del museo.  Infine sono esposti anche ritrovamenti altomedievali e opere d’arte, provenienti da varie chiese, di epoca compresa tra il Medioevo ed il XIX° secolo. L’edificio ospita anche il Museo di Arte Sacra di Grosseto che espone opere religiose eseguite tra il XIII° e il XIX° secolo tra reliquiari, crocifissi e dipinti di artisti noti come Sassetta, Andrea di Niccolò, Guido da Siena tra altri.

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Le miniere del Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere

In Provincia di Grosseto, la zona delle Colline Metallifere ancora conserva le tracce delle attività minerarie che  hanno  caratterizzato il territorio da oltre 3.000 anni.   Andando alla scoperta delle miniere e del lavoro nel sottosuolo, ci si avventura in un percorso multi-tematico che tocca l’archeologia etrusca e medievale ed ovviamente l’archeologia industriale moderna.

Come sono tanti i luoghi da visitare, suggeriamo un soggiorno di almeno 3 giorni nella zona.

parco colline metallifere percorso piriteParco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere

Zona: Colline Metallifere
Comuni: Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Montieri, Monterotondo Marittimo, Roccastrada, Scarlino

Il  Parco delle Colline Metallifere comprende il territorio dei sette comuni a nord della Provincia di Grosseto. Le finalità istituzionali del Parco riguardano il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio ambientale, storico-culturale e tecnico-scientifico delle Colline Metallifere, segnate in particolar modo dall’esperienza mineraria, promuovendo un circuito turistico-culturale. In ogni comune, è stata istituita una “Porta del Parco” dove, oltre al centro d’accoglienza e informativo e al centro di documentazione, vengono organizzati itinerari e visite guidate, seminari, corsi di formazione professionale e stage post-laurea universitari. Presso le porte si possono reperire informazioni in merito agli oltre 80 siti di interesse minerario di competenza del Parco delle Colline Metallifere.  Il visitatore si trova davanti ad un percorso museale ideale che va dall’archeologia alla storia dell’arte senza trascurare gli aspetti di ricostruzione didattica della vita e del lavoro nelle miniere.

parco colline metallifere Bocca minieraLe “Porte del Parco” sono ubicate:

Follonica – Museo del ferro e della ghisa
Gavorrano – Parco minerario naturalistico di Gavorrano
Massa Marittima – Museo della Miniera
Monterotondo Marittimo – Centro storico
Montieri – Teatro di Boccheggiano
Roccastrada – località Ribolla
Scarlino – località Puntone

I principali siti di competenza del Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane, sono:

alluminiere monteleoArea 1: Allumiere di Monteleo  – comune di Monterotondo Marittimo
Area 2: Lago Boracifero, S. Federigo  – comune di Monterotondo Marittimo
Area 3: Lagoni (Le Biancane)  – comune di Monterotondo Marittimo
Area 4: Poggio Mutti – miniera e cava di Poggio Mutti, cave di Romano, miniere di Montevecchio  – comune di Montieri
Area 5: Montieri – pozzo del Beato Giacomo, miniera Buca delle Fate, cava Buca delle Fate, Galleria S. Barbara, miniera di Santa Maria, Galleria di Fonte Ghiacci: Pozzo Leopoldo, La Polveriera  – comune di Montieri
Area 6: Le Merse – miniera di Cagnano, miniera di Bagnolo, Le Roste, impianti di Pelagone, Le Merse, miniera di Valle Buia  – comune di Monieri
parco colline metallifere percorso ferroArea 8: Boccheggiano – galleria Pitordini, miniera Mulignoni, miniera Botroni, miniera di Baciolo, miniera dell’Acqua Calda Dechars, miniera di Cavagigli, miniera di Ballarino, miniera di Rigagnolo, impianti di teleferica L’Angolo, Galleria di scolo, miniera La Torna  -comune di Montieri
Area 11: Montebamboli  – comune di Massa Marittima
Area 12: Valle dello Stregaio  – comune di Massa Marittima
Area 13: Niccioleta – Pozzo Rostan, Pozzo Rostan, miniera di Niccioleta, Pozzo Tosi, La Stima  – comune di Massa Marittima
Area 16: Valpiana  – comune di Massa Marittima
Area 18: Fenice Capanne – Pozzo Carlo, Pozzo Salerno, Galleria Gustava-Speranza  – comune di Massa Marittima
museo in galleriaArea 19: Pozzo 4 La Pesta  comune di Massa Marittima
Area 20: Forni dell’Accesa  – comune di Massa Marittima
Area 21: Museo del Ferro – Area ex ILVA  – comune di Follonica
Area 22: Portiglioni – centro di spedizione della pirite  – comune di Scarlino
Area 23: Scarlino Scalo – centro di stoccaggio e spedizione della pirite  – comune di Scarlino
Area 24: Casteani  – comune di Gavorrano
Area 25: Castel di Pietra – comune di Gavorrano
Area 26: Rigoloccio   – comune di Gavorrano
Area 27: Pozzo ImperoCava di San Rocco – comune di Gavorrano
Area 28: Pozzo Roma  – comune di Gavorrano
Area 29: Ravi Marchi  – comune di Gavorrano
Area 32: Roccatederighi – miniera di Roccatederighi, miniera dell’Acquanera  – comune di Roccastrada
Area 34: Ribolla  – comune di Roccastrada

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Musei delle Colline Metallifere

parco colline metallifere percorso ferroMuseo Archeologico di Massa Marittima

Indirizzo: Piazza Garibaldi – Massa Marittima (GR)  – Palazzo Podestà
Tel: +39 0566 902289 (informazioni e prenotazioni)
Email: musei@comune.massamarittima@gr.it
Sito:  www.massamarittimamusei.it
Orari: 10.00-12.30 e 15.30-19.00 ( gli orari soffrono varizioni durante l’anno)
Ingresso: € 3,00 intero  € 2,00 ridotto
Servizi: visite guidate, laboratori, filmati, bookshop
Accessibilità ai disabili: no

La raccolta è organizzata in sezioni, ordinate cronologicamente a partire dal paleolitico inferiore fino all’età etrusca. Ireperti etruschi provengono principalmente dagli scavi effettuati presso il villaggio del lago dell’Accesa. Al piano terreno è allestita una sezione didattica sulla preistoria con la ricostruzione di grotte-tipo a grandezza naturale: una paleolitica e una eneolitica.

museo minieraMuseo della Miniera di Massa Marittima

Indirizzo: Via Corridoni – Massa Marittima (GR)
Tel: +39 0566 902289 / +39 0566 904067
Email: musei@comune.massamarittima.gr.it
Sito: www.massamarittimamusei.it
Orari: le visite guidate partono ogni mezz’ora tra 10.00 e 16.30
Ingresso: € 5,00 intero  € 3,00 ridotto
Servizi: visite guidate, bookshop
Accessibilità ai disabili: parziale

Il Museo è il risultato della trasformazione di un’antica cava di materiale da costruzione allestite da minatori che hanno riprodotto in modo realistico l’ambiente interno di una miniera. Il percorso museale si snoda per circa 700 metri, attraverso gallerie dove sono visibili diverse tipologie di armature poste a sorreggere le volte, con la documentazione delle differenti tecniche di estrazione del minerale. Vi sono esposti anche numerosi strumenti da lavoro, macchinari e vagoni ancora in uso fino a pochi anni fa. Il percorso museale è accessibile esclusivamente con l’accompagnamento di una guida, previsto nel prezzo del biglietto d’ingresso. Il Museo della Miniera è una delle Porte del Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere.

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parco minerario gavorranoParco Minerario Naturalistico di Gavorrano

Indirzzo: piazzale livello + 240 – Pozzo Impero – Gavorrano (GR)
Tel: +39 0566 846231 /  +39 800 915777
Email: parcogavorrano@tiscali.it
Sito: www.parcominerario.it  /   www.parcodellerocce.it
Orari: da martedì a domenica 9.45 – 13.15 e  14.45 – 18.15 – chiuso lunedì (orari ridotti nell’inverno)
Ingresso: Cumulativo (area Ravi Marchi o percorso geologico del Teatro delle Rocce), Museo e Parco delle Rocce con visita guidata): € 8,00 intero; € 7,00 ridotto; Parziale (area Ravi-Marchi o Museo e Parco delle Rocce con visita guidata): € 6,00 intero; € 5,00 ridotto
Servizi: visite guidate,  laboratori didattici,  animazioni teatrali, bus navetta, bookshop
Accessibilità ai disabili:
parziale

Il Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano presenta  due aree minerarie distinte: il Parco delle Rocce e l’area di Ravi-Marchi. Nel Parco delle Rocce si trova il Centro d’accoglienza e l’ingresso al Museo in Galleria. Il Museo, ricavato in una galleria lunga circa 150 metri  è allestito in modo didattico. I visitatori lungo il percorso osservano dal vero  le diverse fasi del cantiere minerario, le tecniche di coltivazione, le opere di sostegno. Attraverso immagini e suoni,sono riconstruite  le condizioni ambientali e di vita all’interno della galleria. Dall’uscita del Museo in Galleria si sale al Teatro delle Rocce passando accanto alla piccola chiesa dedicata a San Rocco (XVIII-XIX secolo) affrescata. Il percorso è allestito con un parco di sculture di arte contemporanea. Il teatro com 2.000 posit destinato ad accogliere rappresentazioni teatrali, musicali ed eventi culturari, fu  realizzato all’aperto  all’interno di una piccola cava semicircolare scavata nella roccia ai piedi della grande cava di San Rocco, è un luogo di suggestione dove il paesaggio naturale e i segni del lavoro dell’uomo si fondono in armonia.   Il secondo percorso attivo nel Parco è l‘area mineraria di Ravi-Marchi, un sito di archeologia industriale all’aperto, collegato al parco delle Rocce da un servizio di bus navetta. Ci sono visite guidate agli impianti di superficie, dismessi nel 1965 e oggi restaurati e ripristinati, in particolare i castelli dei pozzi, i sistemi di trasporto e gli impianti per la prima lavorazione della pirite.

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magma museo del ferroMAGMA – Museo delle Arti in Ghisa della Maremma

Indirizzo: Comprensorio ex-Ilva – Follonica (GR)
Tel:  +39  0566 59027  / +39 0566 59243
Email: info@magmafollonica.gr.it
Sito: www.magmafollonica.it
Orari: 15.30-19.00 (orari diversi estate ed inverno)
Ingresso: € 5,00 intero  € 4,00 ridotto
Servizi: bookshop, attività didatiche
Accessibilità ai disabili: parziale

Il MAGMA  racconta la storia tecnologica dello stabilimento siderurgico di Follonica nel momento massimo della sua produzione. Il percorso museale comprende il vecchio forno ed i piani dell’edificio, dove ogni sala sviluppa e approfondisce un argomento strettamente connesso con la produzione della ghisa non solo in ambito locale, ma europeo ed extraeuropeo.

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I luoghi degli Etruschi

Un suggestivo percorso tra i Parchi Archeologici e Archeominerari di Val di Cornia in Provincia di Livorno che raccontano una storia millenaria sull’antico popolo degli Etruschi e testimonia secoli di attività di estrazione e lavorazione dei metalli, proponendo anche splendidi ambienti naturali, costieri e collinari. Il percorso  include 2 Parchi Archeologici, 4 Parchi Naturali, 3 Musei, 1 Centro di documentazione.

necropoli populonia baratti 1Parco Archeologico di Baratti e Populonia (comune di Piombino – località Baratti – LI)

Zona: Val di Cornia
Comune: Piombino (LI) – località Baratti
Tipo: parco archeologico etrusco
Indirizzo:  Golfo di Baratti – accesso alle necropoli
Populonia Alta – accesso all’acropoli
Tel: +39 0565 226445     +39 0565 29002
Email: prenotazioni@parchivaldicornia.it     parcobp@parchivaldicornia.it
Sito: www.parchivaldicornia.it
Servizi: visite guidate, bookshop, punto ristoro, laboratorio archeologico

Nel Parco archeologico di Baratti e Populonia, esteso per circa 80 ettari dalle pendici del promontorio di Piombino fino al golfo di Baratti, ci sono tombe ed edifici etruschi e romani che emergono nella macchia mediterranea, sullo sfondo del mare. Populonia, una delle principali città etrusche, l’unica sulla costa, dominava il mare dal Poggio di Castello. I quartieri industriali si estendevano attorno al Golfo di Baratti, in vicinanza del porto. Nel V° secolo a.C. la città fu uno dei più importanti centri siderurgici del mondo antico. La città ebbe origine dalla fusione di alcuni villaggi dell’età del Ferro, ciascuno dei quali aveva la propria necropoli, con tombe a pozzetto, a fossa e a camera. Contenevano oggetti di ornamento personale, vasellame ed armi. Le sepolture più ricche documentano l’ascesa economica e sociale di alcune famiglie, quando i defunti, venivano deposti su letti in pietra, insieme con ricchi corredi comprendenti oggetti da banchetto, da toilette, da cerimonia, da parata, sia di produzione locale, sia importati tramite la marineria greca.

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parco san silvestroParco Archeominerario di San Silvestro (comune di Campiglia Marittima)

Zona: Val di Cornia – Campiglia Marittima
Tipo: sito archeologico industriale
Servizi: visite guidate, bookshop, bus navetta, punto di ristoro

Situato alle spalle di Campiglia Marittima e del promontorio di Piombino, il parco si estende su un’area di circa 450 ettari. Il Parco archeo-minerario di San Silvestro permette di ripercorrere le tappe storiche delle attività estrattive praticate nelle colline del Campigliese. È organizzato intorno al villaggio fortificato di Rocca San Silvestro, alle pendici del monte Calvi, in un magnifico ambiente naturale. Il villaggio sorse in età medievale fra il X e l’ XI secolo per iniziativa della famiglia Della Gherardesca, fortemente interessata alle ricche risorse minerarie della zona, in particolare il rame e il piombo argentifero, già sfruttati in epoca etrusca. All’interno delle mura il villaggio era diviso in settori: in alto la residenza signorile fortificata, nelle immediate vicinanze le case dei nobili e la chiesa con il cimitero; in basso erano l’area industriale e il borgo destinato alle abitazioni con strutture di servizio (frantoio, forno da pane, forno da ceramica). La ferriera, la forgia e le carbonaie erano all’esterno delle mura.

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Museo Archeologico del Territorio di Populonia (comune di Piombino)

Zona: Val di Cornia
Tipo: museo archeologico etrusco
Indirizzo: piazza Cittadella, 8 – Palazzo della Corte – Cittadella
Tel: +39 0565 226445
Email: museocittadella@parchivaldicornia.it   prenotazioni@parchivaldicornia.it
Sito: www.parchivaldicornia.it

Allestito nel Palazzo Nuovo, all’interno della Cittadella (Piombino), il museo illustra l’evoluzione del territorio e l’utilizzo delle sue risorse, prime tra tutte quelle minerarie. Vi sono anche reperti di altre origini, come quelli provenienti da una nave romana, naufragata nel II° secolo a. C. nel Golfo di Baratti. Tra gli oggetti più insoliti il corredo completo di un medico che viaggiava sulla nave. Di particolare pregio un’anfora d’argento databile a fine IV° secolo d.C. ed il Mosaico dei Pesci (I° sec. d.C.). Nel museo c’è un centro di archeologia sperimentale, specializzato nella lavorazione della ceramica e della pietra. Sono possibili visite guidate.

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Museo della Rocca di Campiglia (comune di campiglia Marittima)

Zona: Val di Cornia
Tipo: museo archeologico
Indirizzo: via XXV Luglio
Tel: +39 0565 226445

La Rocca di Campiglia, fondata nel corso del X° secolo, appartiene alla famiglia della Gherardesca. Il complesso comprende il cassero (o dongione), l’antica cisterna e l’imponente parete merlata con bifora dell’edificio gentilizio (secoli XI°-XV°). Le mura di cinta sono punteggiate di bastioni e racchiudono anche alcune case-torri di origine pisana. Gli edifici ospitano il museo dei reperti della Rocca e quello della storia del borgo. Nel cassero sono esposti i reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi del vecchio agglomerato urbano, che fondava la propria economia sull’estrazione del rame e del piombo argentifero, e nella produzione di oggetti in metallo. Sono esposti i reperti dello scavo archeologico della Rocca.

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trenino minerarioCentro di documentazione di Villa Lanzi (comune Campiglia Marittima)

Villa Lanzi è un edificio cinquecentesco (1556) voluto da Cosimo I De’ Medici, per ospitare minatori di origine germanica, chiamati in Italia a lavorare nelle miniere di Campiglia Marittima. Oggi ospita il centro di raccolta e conservazione della documentazione relativa agli studi, alle ricerche e ai progetti riguardanti il territorio della Val di Cornia, con particolare riferimento al sistema dei Parchi e l’intera documentazione storica prodotta dall’ultima società mineraria che ha svolto attività estrattiva nella zona.

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museo del castelloMuseo del Castello e della città di Piombino (comune Piombino)

Zona: Val di Cornia
Tipo: museo archeologico
Indirizzo: Piazza S. Anastasia – Castello di Piombino
Tel: +39  0565 226445
Sito: www.parchivaldicornia.it
Email: prenotazioni@parchivaldicornia.it

Il museo è ubicato all’interno del Castello di Piombino e contiene reperti medievali, ceramiche, ricostruzioni grafiche ed altri documenti relativi al periodo 1399-1815. Il restauro dell’antica Fortezza ha riportato al suo originario splendore una delle architetture più antiche di Piombino.

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