È un complesso di edifici che facevano parte di uno dei più antichi e grandi “spedali” europei. Attualmente è, al tempo stesso, museo e centro espositivo per iniziative artistiche e culturali. La sezione museale contiene una serie di raccolte che spaziano dall’antichità  all’epoca moderna, numerose e importanti testimonianze storico-artistiche che riassumono l’essenza della città e la sua storia. L’area espositiva – complessivamente 350.000 metri quadrati – è costituita da un’alternanza di vasti ambienti e corridoi angusti, intrecci di gallerie scavate nel tufo e grandi spazi con volte in mattoni.
L’appellativo “della Scala” è legato ad una tradizione mista a leggenda. Lo “spedale” sarebbe stato fondato dopo che la madre del ciabattino Sorore, poi fattosi monaco e quindi beatificato, aveva avuto una visione: una scala miracolosa accoglieva in Paradiso i fanciulli abbandonati. Più probabilmente l’appellativo, in uso dal XII° secolo, è legato all’ubicazione dell’edificio, posto dirimpetto alla gradinata della cattedrale (o Duomo). Il primo edificio fu costruito attorno al 1090 allo scopo di svolgervi attività caritatevoli: dalle cure ai malati al ricovero dei poveri fino all’assistenza dei bambini abbandonati. Poi, anche perché la via Francigena (o Romea) attraversava l’abitato di Siena, diventò pure un’importante struttura di supporto ai pellegrini, senza comunque interrompere mai le attività caritatevoli. La struttura era dotata di una propria organizzazione, autonoma e articolata, gestita da monaci. Tra gli altri personaggi di rilievo qui svolsero la loro attività caritatevole sia Santa Caterina da Siena (seconda metà del XIV° secolo) che San Bernardino (XV° secolo). Fin dall’inizio lo “spedale” fu sostenuto dal governo cittadino. Inoltre, in un periodo di tempo abbastanza breve, l’istituzione iniziò a ricevere crescenti elemosine ed ingenti lasciti, che andarono a formare un peso rilevantissimo nell’economia dello stato senese. Inoltre controllava un cospicuo insieme di proprietà rurali che conobbe la massima espansione nel XV° secolo. L’ospedale ha mantenuto le attività istituzionali fino al 1995, anno in cui furono deliberati i restauri necessari per la trasformazione delle strutture in polo museale.
Alla costruzione originaria, lo “spedale”, negli anni successivi furono aggiunti altri edifici: a metà del XIII° secolo la chiesa della Santissima Annunziata, nel 1290 il palazzo del Rettore (a destra) e nel 1298 la casa delle Balìe (a sinistra) tanto per citarne alcuni. Le modifiche interne ed esterne si susseguirono nei secoli successivi. Particolarmente rilevante l’intervento di restauro eseguito nel XIX° secolo: da un lato gli ambienti furono adeguati alle mutate esigenze ospedaliere, dall’altro fu ripristinato gran parte dell’aspetto che il complesso aveva nei secoli XIV° e XV°.
La notevole ricchezza e prosperità dell’istituzione si manifestarono spesso con l’incarico, a pittori e scultori già affermati, di realizzare loro opere. Di tutto lo straordinario corredo artistico accumulatosi nei secoli solo una piccola parte è esposta all’interno: molti dei dipinti sono stati collocati nella Pinacoteca Nazionale.
Nel percorso museale sono inclusi anche alcuni edifici e spazi che, all’origine, avevano finalità diverse. Tra questi oto sono di particolare importanza.

Cappella delle Donne
La cappella, risalente al XIV° secolo, si trova proprio all’ingresso dell’Ospedale. Fu costruita per essere il pellegrinaio riservato alle persone di sesso femminile, in aggiunta al più celebre pellegrinaio, posto al centro del complesso. Le due campate interne furono affrescate agli inizi del XV° secolo con Trinità tra i santi Filippo e Lorenzo, eseguita da Martino di Bartolomeo, e con due opere di Andrea di Bartolo, Crocifissione e Madonna della Misericordia.
Sagrestia Vecchia
Denominata anche Sala del Tesoro, fu costruita nel XV° secolo per custodirvi alcune preziose reliquie acquistate a Venezia nel 1359. Quella di maggior rilievo era certamente il sacro chiodo della Croce (uno di quelli usati per crocifiggere Cristo), già appartenuto all’imperatore romano Costantino I°. Le reliquie furono pagate ben 3000 fiorini d’oro, una cifra con cui, all’epoca, si poteva costruire un palazzo nel centro della città. Le reliquie sono conservate all’interno di opere di alto artigianato, realizzate con metalli pregiati, smalti e pietre preziose, di straordinario valore storico-artistico e di interesse religioso, tutte ben conservate. La volta e le pareti della sacrestia furono affrescate da Lorenzo di Pietro, detto “Il Vecchietta”, (1446-1449) con il ciclo Articoli del Credo, con riferimenti a Nuovo e Antico Testamento. C’è inoltre un affresco di Domenico di Bartolo (1444): Madonna della Misericordia o Madonna del Manto.
Cappella della Madonna
Fu costruita attorno al 1680. All’interno c’è un ciclo pittorico del XVIII° secolo, interamente dedicato alla Madonna, opera di Giuseppe Nicola Nasini: Natività della Vergine, Presentazione al Tempio, Fuga in Egitto, Incoronazione della Madonna, Vergine incoronata dalla Trinità ed alcuni angeli con gli strumenti della Passione. Nella cappella c’è anche la pala Strage degli Innocenti, opera di Matteo di Giovanni (1482).
Chiesa della Santissima Annunziata
È ubicata nel nucleo più antico del complesso e, originariamente, era semplicemente la cappella dello “spedale”. La chiesa vera e propria fu costruita con pietre conce attorno alla metà del XIII° secolo e poi completamente trasformata nella seconda metà del XV°. L’interno è a navata unica con soffitto a cassettoni di legno. La chiesa contiene alcune pregiate opere quali Assunzione di Maria di Pietro Locatelli, Annunciazione di Giovanni Maria Morandi e Visione di Santa Teresa di Ciro Ferri. Nell’abside si trova il grande affresco di Sebastino Conca raffigurante la Piscina probatica (1731), cioè la piscina di Betzaeta a Gerusalemme, citata dall’evangelista Giovanni, nei pressi della quale gli infermi sostavano sperando in una guarigione miracolosa. All’interno della chiesa c’è anche il pregiato Cristo bronzeo di Lorenzo di Pietro, detto “Il Vecchietta”, (1476).
Sala del Pellegrinaio
È, probabilmente, lo spazio più interessante e pregevole di tutto il complesso museale. L’edificio fu costruito intorno agli anni 1320-1330 per offrire adeguata ospitalità ai numerosi pellegrini in transito per Siena, con particolare riguardo per coloro che percorrevano la via Francigena (o Romea). Fu poi ristrutturato tra la fine del XIV° e l’inzio del XV° secolo e poi affrescato negli anni 1440-1444 da vari artisti con un importante ciclo celebrativo della missione dell’ospedale. Gli affreschi sono una testimonianza iconografica, unica in Europa, sull’attività ospedaliera dell’epoca, con rappresentazione dettagliata dei costumi, degli oggetti e dei fondali architettonici. Le opere di maggior pregio sono: Sogno della madre del Beato Sorore di Lorenzo di Pietro, detto “Il Vecchietta”, (1441); Elemosina del vescovo, Celestino III° concede privilegi di autonomia all’ospedale, Governo e cura degli infermi, Distribuzione delle elemosine, Accoglienza, educazione e matrimonio di una “figlia dello spedale” e Pranzo dei poveri di Domenico di Bartolo (1441-1444); Investitura del rettore dell’ospedale di Priamo della Quercia (1442).
Oratorio di Santa Caterina della Notte
È il luogo dove Santa Caterina da Siena sostava in preghiera e portava conforto agli ammalati. Qui si trova anche il cubicolo dove la religiosa dormiva. Oltre ai numerosi dipinti, intagli, reliquari ed arredi, nell’oratorio è collocata anche la tavola di Taddeo di Bartolo Madonna col Bambino, quattro angeli e i santi Giovanni Battista e Andrea, datata 1400.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Siena

GPS:

43.318916797834, 11.330856177351