Dal punto di vista paesaggistico e geologico, il Monte Amiata (1738 metri s.l.m.) presenta una notevole varietà di ambienti. Infatti è un antichissimo vulcano che non presenta la classica forma a cono, ma appare come la somma di varie cime, per cui è difficile stabilire con certezza quale fosse il cratere principale. Inoltre costituisce il culmine di un massiccio montuoso articolato comprendente il Monte Labbro, il Monte Buceto, il Monte Civitella e il Poggio Zoccolino. Il Monte Amiata mostra il suo profilo dolce ma austero anche a grande distanza. Nelle giornate serene lo si scorge dalle colline del Chianti, dalla Maremma e da chi viaggia nel mar Tirreno, dai monti laziali, dalle acque del laghi Trasimeno e Bolsena. I corsi d’acqua principali sono il Fiora, che nasce nei pressi dell’abitato di Santa Fiora, l’Albegna, che nasce nel versante orientale del Monte Labbro, il Paglia e l’Orcia.
Un’imponente croce di ferro, collocata sulla cima agli inizi del XX° secolo, è diventata il simbolo e lo stendardo della montagna. Tutta la sommità dell’Amiata è una zona protetta per la salvaguarda degli uccelli migratori. Altre aree protette sono il Parco Faunistico del Monte Amiata, un wild park dove vivono animali tipici quli daini, mufloni, asini amiatini e lupi appenninici, e sei riserve naturali (Monte Labbro, Monte Penna, Pescinello, Poggio all’Olmo, Rocconi, SS. Trinità). Le rigogliose faggete, le rocce dalle forme inconsuete, le ricche e fresche sorgenti, le miniere e una stentata agricoltura montana hanno dato a chi vive sulle pendici la coscienza di un’orgogliosa diversità. Le varie fasi della storia e dell’arte hanno lambito e variamente interessato, nei secoli, l’Amiata. Negli anni la montagna ha conosciuto e forgiato un’economia a misura d’uomo e di natura, utilizzando le risorse presenti in varia misura, dai pascoli delle colline e delle valli ai doni della grande foresta montana e ai prodotti dell’artigianato locale, primi tra tutti i lavori in pietra.
L’Amiata e rimasto per millenni un territorio con proprie autonome prerogative geologiche, storiche e paesaggistiche. Palafitte, graffiti, aree preistoriche, ruderi di epoca romana, fortificazioni di epoca medievale, palazzi rinascimentali sono presenti in varie località, a testimoniare l’evoluzione della storia sulle pendici della montagna. Ma anche i grandi impianti minerari, oggi quasi completamente inativi, che documentano un momento di estrema importanza per lo sviluppo economico della zona. Fu terra di frontiera fin dal VII° secolo, con il consolidarsi della divisione tra “Tuscia Longobardorum” e “Tuscia Romanorum”. Zona di transito, era lambita sul versante orientale dalla via Francigena (o Romea), consolidatasi in epoca longobarda in alternativa alla via Cassia romana, parzialmente non più agibile. Amministrativamente il Monte Amiata è suddiviso tra numerosi comuni, otto appartenenti alla provincia di Grosseto e quattro a quella di Siena.
Nella fascia del Castagno, in particolare nei comuni di Arcidosso, di Castel del Piano e di Seggiano, si possono ammirare numerosi seccatoi, alcuni dei quali molto ben conservati, testimonianza della passata pratica di seccare le castagne. Di notevole interesse sono i vari complessi museali sorti per recuperare gli impianti minerari ormai inattivi. Come pure le varie “strade del vino” e le numerose riserve naturali.
L’Amiata è solcato da una rete di sentieri segnati e attrezzati per il trekking, le passeggiate o la mountain bike. I percorsi uniscono tutti i centri abitati di maggior rilievo, la montagna e anche le grandi direttrici della sentieristica della Toscana meridionale. Uno di questi sentieri, di 28 chilometri di lunghezza, gira attorno all’antico vulcano a quote comprese tra 1.050 e 1.300 metri, tra boschi di faggi, castagni e varietà di querce.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

monte Amiata (SI)

GPS:

42.900260511432, 11.633541770519

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