Chiesa di San Marco - FirenzeL’attuale Chiesa e Convento di San Marco  a Firenze sorse nel luogo dove fin dal XII° secolo c’era un monastero vallombrosano. Nel 1418 i monaci  furono costretti ad abbandonarlo e, nel 1435, fu affidato ai Domenicani osservanti. Nel 1437 Cosimo Medici il Vecchio, decise di avviare la ristrutturazione di tutto il complesso. I lavori furono affidati a Michelozzo, mentre della decorazione parietale si occupò, fra il 1439 e il 1444, il frate-pittore Beato Angelico insieme ai suoi collaboratori, tra i quali Benozzo Gozzoli.

La chiesa di San Marco

La facciata di San Marco è in stile neoclassico, risale al 1777 e fu realizzata da fra’ Giovan Battista Paladini. L’interno, a navata unica, fu ancora ristrutturato a partire dalla fine del XVI° secolo e degli affreschi che ricoprivano le pareti interne è rimasto poco. Tracce più importanti sono visibili sulla controfacciata: una Crocifissione della scuola dell’Orcagna ed una Annunciazione. Sull’arco dell’altare maggiore un S. Zanobi scolpito dal Giambologna. Sull’altare maggiore un crocifisso dipinto dal Beato Angelico (circa 1425). Dal 1679 vennero realizzate la tribuna ed il soffitto intagliato su progetto di Pier Francesco Silvani. La tela al centro del soffitto con l’Assunzione della Vergine è di Giovanni Antonio Pucci (1725). Nella chiesa, inoltre, le lastre tombali degli umanisti Giovanni Pico della Mirandola e Agnolo Poliziano. La torre campanaria fu realizzata nel 1512 su disegno di Baccio d’Agnolo.

Gli altari e le cappelle laterali

Il primo altare di destra è decorato dalla pala di Santi di Tito raffigurante San Tommaso in preghiera davanti al crocifisso, del 1593. Nel secondo altare una Madonna e santi di Frà Bartolomeo (1509 circa). Il quarto altare presenta la tela di Matteo Rosselli con la Madonna del rosario e angeli che portano in cielo San Domenico (1640). Le numerose cappelle, disegnate nel XVI° secolo dal Giambologna, sono ornate soprattutto da tavole dello stesso periodo. A sinistra del presbiterio è collocata la Cappella Serragli, la cui volta fu affrescata, tra gli altri, da Santi di Tino intorno al 1594. A questo artista si deve anche il disegno della tavola dell’altare Comunione degli Apostoli, completata però dal figlio Tiberio nel 1603. Ancora, lungo il lato sinistro della navata si accede alla Cappella Salviati, dove sono conservate le spoglie di Sant’Antonino Pierozzi, arcivescovo di Firenze dal 1446. Il sarcofago in marmo nero è decorato dalla statua bronzea del santo, opera del Giambologna con il contributo, per la fusione, di Domenico Portigiani. La cappella fu progettata alla fine del XVI° secolo dal Giambologna come ambiente a parte, dotato di un accesso privato dall’esterno e diversa dalla chiesa sia in pianta che in alzato. Venne iniziata dalla cripta, dove sono sepolti i membri della famiglia Salviati, presumibilmente nel 1580, come riporta un cartiglio sulla parete. I bassorilievi in bronzo sono del Giambologna e collaboratori e raffigurano Episodi della vita di Sant’Antonino (1581-1587). Nel vestibolo della cappella due grandi affreschi del Passignano decorano le pareti: la Traslazione e la Ricognizione del corpo di Sant’Antonino. Il prezioso parato di Sant’Antonino, qui collocato, fu realizzato su disegno di Alessandro Allori.

Il convento

All’epoca della ristrutturazione di Michelozzo era uno dei più grandi e moderni monasteri di tutta l’Italia. Tra il 1439 ed il 1444 l’architetto realizzò, con rigore stilistico e pari funzionalità, due chiostri, il capitolo, due refettori ed una foresteria, tutti al piano terra. Al piano superiore i corridoi con le celle per i monaci. Qui vissero personaggi famosi quali il Beato Angelico (frà Giovanni da Fiesole), il vicario generale Antonino Pierozzi (poi beatificato), l’energico riformatore Girolamo Savonarola, frà Bartolomeo (Baccio della Porta). Al convento si accede tramite una porta ubicata a destra della chiesa, entrando direttamente nel Chiostro di S. Antonino, costruito da Michelozzo. Gli affreschi nelle lunette, tutti eseguiti da artisti tra la fine del XVI° secolo e l’inizio del successivo, rievocano la vita del beato. Tra tutti spicca S. Domenico inginocchiato di fronte a Gesù crocifisso del Beato Angelico. È conservata anche la campana “Piagnona”, che suonò nella notte in cui gli oppositori di Savonarola circondarono il convento per arrestarlo.

Nella vicina Sala dell’Ospizio e negli ambienti collegati sono stati collocati i dipinti del Beato Angelico. Da menzionare la pala Deposizione di Cristo del 1432 (iniziata però da Lorenzo Monaco su incarico della famiglia Strozzi), il trittico di S. Pietro Martire, la cosiddetta pala d’Annalena (ritenuta la prima pala di tutto il Rinascimento), il Giudizio Universale (1431 circa), la tavoletta Imposizione del nome al Battista, la pala di S. Marco ed il tabernacolo dei Linaiuoli. Il reliquiario Armadio degli Argenti fu pure ideato ed in parte realizzato dal frate-pittore. Altre opere dell’artista sono collocate negli ambienti collegati al chiostro: il grande affresco Crocifissione nella Sala del Capitolo, le tavole Crocifisso tra i SS. Niccolò e Francesco, SS. Benedetto e Giovanni Battista e Francesco d’Assisi e Onofrio e due lunette nella Sala del Lavabo. Qui si trova anche la lunetta affrescata da Paolo Uccello Madonna e il Bambino.

Nell’ex Refettorio più grande sono esposte opere di soggetto religioso comprese tra il XVI° ed il XVIII° secolo. Tra tutte quella di maggior pregio è, forse, una Crocifissione di Lorenzo Lippi. La Sala di frà Bartolomeo è interamente dedicata al religioso. Sono esposti un lunettone Giudizio Universale del 1499, la pala della Signoria (incompiuta), la tela su tavola Cristo portacroce e vari dipinti su tegola; tra questi i migliori sono una Maddalena, un Ecce Homo ed una S. Caterina.

Nella Sala di Alessio Baldovinetti domina lo stendardo processionale S. Antonino in adorazione del crocifisso all’interno di una rara cornice del XV° secolo. Inoltre una predellina di Benozzo Gozzoli e quella di Cosimo Rosselli, Madonna con Bambino e angeli. Nel passaggio che comunica con la Sala del Cenacolo c’è un Crocifisso di Baccio da Montelupo (1496). Quest’ultimo ambiente contiene l’affresco Ultima Cena, eseguito da Domenico Ghirlandaio attorno al 1480. Nell’ex Foresteria sono esposte le numerose pietre e lapidi tombali rimosse da altre aree del complesso di S. Marco. Tramite due rampe di scale si accede al piano superiore dove si trovano le celle dei frati, tutte disposte attorno al Chiostro di S. Antonino. In ognuna c’è un dipinto murale devozionale concepito e portato a termine, tra il 1442 ed il 1445, da Beato Angelico assieme ad alcuni collaboratori, non tutti però di buone capacità. All’inizio del corridoio altre due opere del frate-pittore: Annunciazione (autografata) e Crocifisso con S. Domenico. La mano dell’artista è riconoscibile nelle prime dieci celle del lato sinistro, tra cui l’impareggiabile Annunciazione nella terza cella, la Trasfigurazione nella sesta e Incoronazione della Vergine nella nona. Tra la cella 25 e la 26 la Madonna delle Ombre, eseguita attorno al 1450. Nel secondo corridoio un ritratto del Savonarola e tre affreschi, tutti opera di frà Bartolomeo.

Le altre celle furono affrescate da collaboratori del Beato Angelico. Sul lato sinistro del terzo corridoio la cella 31 fu, secondo la tradizione, quella abitata da S. Antonino. Sul lato sinistro le celle 38 e 39 erano riservate all’uso esclusivo di Cosimo il Vecchio. Sul lato destro del terzo corridoio una porta dà accesso alla Biblioteca, anch’essa progettata da Michelozzo. Vi sono esposti oltre un centinaio di codici miniati, alcuni dei quali realizzati da artisti di fama, tra cui lo stesso Beato Angelico e Domenico Ghirlandaio. Inoltre un messale miniato interamente dall’Angelico.

Il museo

A metà del XIX° secolo una parte del convento fu trasformato in museo, lasciando all’Ordine dei Domenicani la chiesa, parte dei locali annessi al chiostro di S. Domenico e la “Biblioteca della Spiritualità”.

Zona: Area fiorentina
Tipo: chiesa e convento (XV° secolo)
Indirizzo: Piazza San Marco – Firenze (FI)

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Piazza San Marco - Firenze (FI)

GPS:

43.77788109999999, 11.258753699999943