Edificata intorno al 986 da monaci benedettini provenienti da Montecassino e dedicata a Santa Maria e San Benedetto, fino alla metà del XII° secolo crebbe in potere e proprietà, merito soprattutto di donazioni dei vescovi di Arezzo. Tutto ciò portò ad uno scontro con quella di Camaldoli, nel frattempo salita ad ancora maggiore potere e fama, e che lentamente prese il sopravvento. Nel 1157 il vescovo di Arezzo decise addirittura di assoggettare l’abbazia e tutti i possedimenti al priore generale di Camaldoli. Tale decisione innescò un’aspra lite tra i due centri religiosi. Papa Adriano IV° confermò la supremazia dell’Eremo di Camaldoli ma, non volendo sottostare a simili condizioni, l’Abbazia di Prataglia proseguì la diatriba fino a quando, nel 1391, fu soppressa da Papa Bonifacio IX° che deliberò il trasferimento definitivo delle proprietà a Camaldoli.
Quasi inevitabilmente questi territori furono trasformati in aree esclusivamente agricole e la stessa chiesa fu degradata a semplice parrocchia. L’attuale edificio, profondamente trasformato da numerosi interventi, ha una facciata semplice, con portale sormontato da un arco a tutto sesto. Al di sopra della porta è stata collocata una terracotta moderna con la Glorificazione di Maria. L’interno è a navata unica, coperta a capriate, con abside semicircolare. Insolita è un’apertura rettangolare nella parete di fondo, destinata a conservare reliquie di martiri.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Poppi (AR) – località Badia Prataglia

GPS:

43.794676, 11.87787149999997