Piazze e strade  principali

arte44Piazzale Michelangelo

Piazza della Signoria

Zona: Area fiorentina
Tipo: piazza storica (XVI° secolo)
Indirizzo: Piazza della Signoria

È una delle più ampie e frequentate piazze centrali della città, merito dell’imponente Palazzo Vecchio, sede del potere civile di Firenze. L’aspetto attuale fu assunto nella seconda metà del XVI° secolo, dopo la demolizione di alcuni edifici e la costruzione degli Uffizi. Lungo la gradinata che precede Palazzo Vecchio sono collocate alcune statue, tutte copie di orginali più illustri: il leone araldico Marzocco (copia dell’originale scolpito da Donatello), il gruppo Giuditta e Oloferne (anch’esso copia dell’originale scolpito da Donatello), il David (copia dell’originale scolpito da Michelangelo); unica opera originale Ercole e Caco, eseguita da Baccio Bandinelli nel 1534.

Rispetto alla facciata di Palazzo Vecchio, subito sulla sinistra c’è la Loggia della Signoria, meglio conosciuta come Loggia dei Lanzi. Poi, a corona della grande piazza, una serie di palazzi storici. Quasi dirimpetto a Palazzo Vecchio il Palazzo Lavisan, in stile rinascimentale, edificato alla fine del XIX° secolo. Quindi il Palazzo Guiducci, la cui facciata contiene un’antica meridiana, il tardo-rinascimentale Palazzo Uguccioni, il Palazzo della Condotta. In angolo con via dei Gondi, il Palazzo della Mercatanzia, eretto sull’area originariamente occupata dal teatro di epoca romana e che oggi ospita il Museo Gucci.

Altri due monumenti corredano la storica piazza: la grande Fontana del Nettuno di Bartolomeo Ammannati, cui contribuì anche il Giambologna. Opera celebrativa del granduca Cosimo I° Medici, non è stata mai molto apprezzata dai fiorentini anche se le statue di contorno, in stile manieristico, sono di qualità migliore e, complessivamente, di maggior valore di quella della divinità marina. Sul lastricato una lapide ricorda il punto esatto dove, nel 1498, fu impiccato e poi bruciato Girolamo Savonarola assieme i confratelli Domenico Buonvicini e Silvestro Maruffi. Nella parte sinistra della piazza, ma in posizione centrale, la statua bronzea equestre del granduca Cosimo I° Medici, opera del Giambologna (1594-1598).

Piazza del Duomo

Zona: Area fiorentina
Tipo: piazza storica
Indirizzo: Piazza del Duomo

È il fulcro della vita religiosa cittadina ed uno uno dei complessi monumentali più famosi d’Italia. La piazza è interamente dominata dalla Cattedrale di Santa Maria del Fiore (Duomo) e dalla cupola (magistrale opera del Brunelleschi), dal Campanile di Giotto e dal Battistero di San Giovanni. L’attuale configurazione della piazza è il risultato di una serie di interventi, compiuti a varie riprese, nel corso del XIX°.

Da segnalare la piccola Loggia del Bigallo, attribuita allo scultore Alberto Arnoldi, capomastro nella costruzione del Duomo. La loggia marmorea è riccamente decorata e completata da statue del XIV° secolo e da affreschi di quello successivo. Pregevoli opere pittoriche sono visibili anche nell’adiacente Sala dei Capitani.

Sul retro del Battistero c’è il Palazzo Arcivescovile. La facciata è stata arretrata alla fine del XIX° secolo ampliando lo spazio volumetrico rispetto alla scarsella del Battistero. Il lato della piazza rivolto verso la fiancata sinistra del duomo include la Casa dell’Opera di San Giovanni (XV° secolo), quindi alcuni altre abitazioni dello stesso periodo ed infine il Palazzo Strozzi-Niccolini (XVI° secolo).

Di fronte alla zona absidale della cattedrale è ubicato il Museo dell’Opera di S. Maria del Fiore, più noto come Museo dell’Opera del Duomo. Alla sua destra, in angolo con via dell’Oriuolo, il Palazzo Guadagni-Riccardi (XVII° secolo).

Il lato della piazza prospiciente la fiancata destra del Duomo inizia con la sede dell’Arciconfraternita della Misericordia, che assunse l’aspetto attuale alla fine del XVIII° secolo. All’interno un piccolo museo dedicato al sodalizio e varie opere pittoriche. Nell’oratorio due pregevoli opere d’arte: la pala d’altare in terracotta invetriata Madonna e santi di Andrea della Robbia e la statua S. Sebastiano di Benedetto da Maiano (fine XV° secolo). Nella grande stanza dei Capi di Guardia altre opere d’arte tra cui spicca la scultura Madonna con Bambino di Benedetto da Maiano (fine XV° secolo). Sullo stesso lato della piazza seguono quindi il Palazzo dei Canonici, costruito agli inizi del XIX° secolo, ed il “sasso di Dante” dove, secondo la tradizione, il poeta sostava spesso.

Piazza Santa Croce

Zona: Area fiorentina
Tipo: piazza storica

Indirizzo: Piazza Santa Croce

Dominata dalla facciata della basilica, che occupa un intero lato, è fiancheggiata da palazzi di notevole valore. Ampia e di forma regolare, fu utlizata fin dall’inizio per grandi riunioni e per i sermoni dei predicatori. Fin dal XIV° secolo, ma più marcatamente nel Rinascimento, divenne quindi il luogo ideale per giostre cavalleresche, feste, spettacoli e competizioni popolari, quali il Calcio in Costume, i cui animati incontri si svolgono ancora nella piazza. Sulla scalinata di accesso alla basilica c’è la statua di Dante Alighieri. Sul lato opposto alla facciata della basilica è situato il Palazzo Cocchi-Serristori, quasi universalmente attribuito a Giuliano da Sangallo (fine XV° secolo). Il lato meridionale della piazza è caratterizzato da edifici sostenuti da mensole all’altezza del primo piano. Tra tutti spicca il Palazzo dell’Antella, nato dalla fusione di due edifici preesistenti. Notevole l’affrescatura che fu eseguita in soli 20 giorni da una dozzina di pittori su incarico di Niccolò dell’Antella. Nella piazza ci sono numerosi negozi artigianali di articoli in cuoio ed in pelle. Periodicamente è sede di varie manifestazioni, eventi e spettacoli oltreché di un vivace mercatino nel periodo pre-natalizio.

Piazza San Lorenzo

Zona: Area fiorentina
Tipo: piazza storica

Indirizzo: Piazza San Lorenzo

È tutta dominata dalla Basilica di San Lorenzo, a sua volta sormontata dalla grande cupola della Cappella dei Principi. Sullo spigolo di fronte alla scalinata della chiesa il monumento a Giovanni delle Bande Nere, capostipite dei duchi e granduchi Medici. La statua fu scolpita da Baccio Bandinelli nel 1540. Le costruzioni civili di maggior pregio sono tutte nell’area nord-orientale della piazza: il più notevole è il Palazzo Lotteringhi della Stufa, sormontato da una grande loggia sostenuta da colonne. Al numero civico 6 è ubicato l’Osservatorio Ximeniano, importante centro per lo studio della meteorologia e dei terremoti, originariamente fondato come osservatorio astronomico nel 1756. All’interno ci sono due ricche biblioteche e sono esposti antichi strumenti meteorologici e sismologici. La piazza è famosa anche per la vivace presenza del mercato all’aperto – noto come mercato di San Lorenzo ed attivo da oltre 200 anni – dove gli articoli più ricercati sono le tipiche pelletterie fiorentine. Nella piazza si trova anche la Biblioteca Mediceo Laurenziana.

Piazza della Repubblica

Zona: Area fiorentina
Tipo: piazza in stile vittoriano  (XIX° secolo)
Indirizzo: Piazza della Repubblica

È considerata dagli abitanti di Firenze il “salotto buono” della città, per la presenza di grandi caffè storici, alberghi e negozi di lusso. Fu realizzata alla fine del XIX° secolo ampliando la precedente piazza del Mercato Vecchio ma demolendo un poco sconsideratamente alcuni edifici di epoca medievale. È circondata da alcuni grandi palazzi di notevole livello architettonico tra cui l’Hotel Savoy ed il Palazzo Trianon. Al centro, a metà del XX° secolo, fu collocata la colonna dell’Abbondanza, ritenuta il centro geografico della città: già in epoca romana questo punto era l’esatta intersezione tra i due assi principali dell’abitato (decumano e cardo maggiore). In tempi recenti la piazza è divenuta un’area pedonale e costituisce un elegante fulcro dell’area a maggiore frequentazione turistica.

Piazzale Michelangelo

piazzale-michelangelo 1Zona: Area fiorentina
Tipo: piazzale panoramico (XIX° secolo)
Indirizzo: piazzale Michelangelo

È una delle “mete obbligate” durante la visita alla città: è una grande terrazza panoramica da cui si gode un’eccellente veduta della città, del vicino centro storico, del corso dell’Arno e delle verdi colline più a settentrione. Nell’immaginario collettivo il piazzale è e rimane il più bello e famoso punto di osservazione di Firenze. Al centro una copia bronzea in scala ridotta del David di Michelangelo. La loggetta al di là della strada è divenuta un elegante e panoramico bar-caffé.

piazzaleAl di sotto del grande terrazzamento balaustrato il Giardino dell’Iris (visite solo nel mese di maggio), con oltre 2.500 varietà del fiore che è il simbolo della città, ed il Giardino delle Rose (visita consigliata in tarda primavera). Nelle ore serali il piazzale è molto animato e, periodicamente, ospita concerti ed esibizioni artistiche di livello.

Altre piazze storiche

Piazza Santa Maria Novella

Anche questa piazza è dominata dalla splendida facciata del complesso della Chiesa di Santa Maria Novella. Assunse le dimensioni attuali tra la fine del XIII° secolo e gli inizi di quello successivo a seguito della demolizione di alcuni edifici ordinata dal governo comunale. Sul lato destro l’Albergo Roma, in stile “art decò”. Sul lato opposto alla chiesa la grande loggia che precedeva l’Ospedale di S. Paolo, ampliato nel XV° secolo su progetto di Michelozzo. La loggia è l’unico elemento rimasto integro ed è adornata da medaglioni di terracotta invetriata di Andrea della Robbia. Al centro della piazza, recentemente ristrutturata nella parte a giardino, due obelischi in marmo che sormontano due tartarughe bronzee opera del Giambologna.

Piazza San Marco

È situata della zona settentrionale del centro storico ed è contornata da eleganti costruzioni. Un lato della piazza, spaziosa ed alberata, è interamente occupato dalla Chiesa di San Marco e da una parte dell’annesso convento. Sul lato occidentale la Palazzina della Livia, voluta dal granduca Pietro Leopoldo per la danzatrice Livia Malfatti Raimondi. Sul lato opposto il porticato di accesso all’Accademia delle Belle Arti e l’edificio, in origine scuderie granducali, dove ha sede il Rettorato dell’Università degli Studi di Firenze. È una piazza animata per la presenza di bar e punti di ristoro. Inoltre, dopo la pedonalizzazione di un’ampia porzione del centro storico, è uno snodo nevralgico degli autobus urbani: piazza S. Marco è infatti il punto più vicino al centro storico servito da numerosi mezzi pubblici.

Piazza Santissima Annunziata

È uno dei primi esempi europei di pianificazione urbanistica. La piazza esisteva già nel XIII° secolo, ma assunse l’aspetto attuale dopo la progettazione dall’architetto Filippo Brunelleschi all’inizio del secolo seguente. Pur dominata per un intero lato dalla Basilica di Santissima Annunziata, la piazza ha sorprendenti elementi scenici. Innanzi tutto per i due porticati, contrapposti, sui lati più lunghi della piazza. Di particolare rilievo quello che precede l’Ospedale degli Innocenti, progettato dal Brunelleschi nel 1419. Meno pregevole, ma non meno scenografico, il gemello loggiato dei Serviti, iniziato circa un secolo dopo su progetto di Antonio da Sangallo e Baccio d’Agnolo. Sul lato opposto alla basilica il Palazzo Budini Gattai, realizzato da Bartolomeo Ammannati nella seconda metà del XVI° secolo. Al centro della piazza la grande statua equestre del granduca Ferdinando I° Medici opera tarda del Giambologna completata dall’allievo Pietro Tacca nel 1608. A quest’ultimo artista si debbono le due fontane con mostri marini, realizzate un ventennio più tardi. Nelle ore serali la piazza è spesso sede di animata vita notturna, in particolare concerti ed esibizioni artistiche.

Piazza Santo Spirito

È una delle più tipiche e vivaci piazze del quartiere Oltrarno e, sul lato settentrionale, è dominata dall’ampia facciata dell’omonima chiesa. Vi si affacciano civili abitazioni di aspetto modesto, anche se di origini quattrocentesche. Spicca indiscutibilmente il Palazzo Guadagni, risalente agli inizi del XVI° secolo. Il progetto è stato attribuito al Cronaca (Simone del Pollaiolo) e ha ispirato molti altri palazzi della città negli anni successivi. La piazza ospita un vivace mercatino all’aperto e ci sono molti ristoranti e trattorie. Nelle ore serali è spesso sede di animata vita notturna e non mancano concerti ed esibizioni artistiche.

Piazza della Libertà

Fu realizzata nel XIX° secolo durante i lavori di costruzione dei viali di circonvallazione, quando le mura della città furono abbatute. Sulla piazza si affacciano grandi palazzi in stile neoclassico sostenuti da lunghi portici, il Parterre e il maestoso arco trionfale dedicato a Francesco Stefano di Lorena. Fu realizzato dall’architetto francese Jean-Nicolas Nadot in occasione dell’arrivo a Firenze, il 20 gennaio 1739, dell’ottavo granduca di Toscana. È posto davanti alla medievale porta San Gallo. Al centro della piazza, tra i due monumenti, una bella vasca ellittica con due sculture mitologiche.

Piazza Beccaria

È una grande piazza che l’architetto Giuseppe Poggi ideò, sul tracciato dei viali di circonvallazione più prossimi al fiume Arno, attorno a Porta alla Croce. A pianta ellittica e di aspetto scenografico, la piazza è contornata da grandi palazzi in stile neoclassico costruiti nel periodo di Firenze capitale d’Italia. Sul lato meridionale confina con l’ampio spazio a cielo aperto che precede l’Archivio di Stato, uno dei più ricchi d’Europa e che contiene centinaia di migliaia di documenti sulla città di epoca successiva al VIII° secolo. Nella piazza ci sono vari bar e ristoranti molto frequentati sopratutto nelle ore diurne.

Piazza dei Ciompi

È dedicata agli operai impegnati nella lavorazione tessile che, nel 1378, furono protagonisti di una rivolta tesa ad ottenere migliori condizioni economiche. La piazza è dominata dalla snella ed elegante loggetta del Pesce, costruita da Giorgio Vasari nella seconda metà del (XVI° secolo). Originariamente collocata nel Mercato Vecchio (smantellato per realizzare piazza della Repubblica), fu smontata e poi, dopo alcuni decenni, ricostruita nella nuova sede. Al numero civico 11 della piazza l’edificio che ospitava il laboratorio di Lorenzo Ghiberti.

Piazza dei Mozzi

Nonostante il nome ha l’aspetto di una strada dalla carreggiata piuttosto larga: infatti si trattò della copertura di tre arcate del Ponte alle Grazie che, attorno al XIII° secolo, era più lungo dell’attuale e si protendeva fino a via S. Niccolò. È tutta fiancheggiata da edifici di notevole valore artistico e storico. Accedendo da via di S. Niccolò, i tre palazzi dei Mozzi, risalenti al XIII° secolo. Nel XIX° secolo divennero proprietà del collezionista ed antiquario Stefano Bardini. Questi organizzò la propria raccolta in un vero e proprio museo all’interno della sconsacrata chiesa di S. Gregorio della Pace (secolo XIII°). Gli altri edifici di rilievo sono il Palazzo Torrigiani, costruito nella prima metà del XVI° secolo sotto la supervisione di Baccio d’Agnolo, il Palazzo Torrigiani-Nasi ed il Palazzo Lensi-Nencioni.

Piazza San Firenze

A pianta irregolare, è dominata dall’omonimo ampio complesso religioso. La realizzazione risente di una serie di vicende che hanno portato all’accostamento di edifici di epoche diverse. Tutto ebbe origine dalla chiesa di S. Fiorenzo, concessa all’Ordine dei Filippini a metà del XVII° secolo. Poco dopo i religiosi intrapresero la costruzione di una nuova e più grande chiesa progettata da Pietro da Cortona. I costi eccessivi bloccarono il progetto ed un edificio di dimensioni minori, dedicato a S. Filippo Neri, fu realizzato sotto la direzione di P. F. Silvani.

La facciata in pietra fu completata all’inizio del secolo successivo. Alla fine dello stesso fu ultimato l’oratorio, la cui facciata è speculare a quella della chiesa. I due edifici furono quindi collegati da un palazzo-convento. Sull’altro lato della piazza c’è il Palazzo Gondi, una delle maggiori dimore gentilizie rinascimentali della città. Fu progettato ed iniziato da Giuliano da Sangallo alla fine del XV° secolo. Il progetto originale andò perduto ed il completamento fu realizzato in sintonia architettonica con quanto già costruito.

Piazza Santa Trinità

A pianta irregolare è il punto di congiunzione tra l’omonimo ponte e l’elegante e signorile via Tornabuoni. Oltre alla Basilica di S. Trinita ed al Palazzo Spini-Feroni (entrambi maggiormente descritti altrove) i due altri elementi di interesse sono la colonna della Giustizia ed il Palazzo Bartolini Salimbeni, progettato da Baccio d’Agnolo. La d prima, collocata all’incirca al centro della piazza, è un grande monolito proveniente dalle Terme di Caracalla (Roma). Fu donata da papa Pio IV° al duca Cosimo I° Medici che la dedicò alla vittoriosa battaglia di Marciano contro Siena. Innalzata nel 1565, fu completata nel 1581 dalla statua della Giustizia di Francesco del Tadda. Al numero civico 2 si erge il Palazzo Buondelmonti, costruito nel XIII° secolo ma rimaneggiato, forse da Baccio d’Agnolo, all’inizio del XVI°. Vi soggiornò il poeta Ludovico Ariosto e vi ebbe la sua prima sede il Gabinetto Viesseux.

Vie storiche

Vial Calzaiuoli

È uno dei due assi che collegano piazza della Signoria con piazza del Duomo ed è divenuta quello principale dopo l’allargamento avvenuto nella prima metà del XIX° secolo. Per questa evoluzione storica, gli edifici civili e religiosi di rilievo sono concentrati lungo il primo tratto. Accedendo da piazza della Signoria si susseguono il Palazzo Buonaguisi, il Palazzo dell’Arte dei Mercatanti (o di Calimala), il Palazzo dei Cavalcanti. Di fronte ad Orsammichele (descritto più compiutamente altrove) la chiesa di S. Carlo dei Lombardi (iniziata a metà del XIV° secolo) che contiene interessanti opere pittoriche di varie epoche. Al di là dei pregi artistici, la via è indiscutibilmente una tra le più eleganti di Firenze, meta costante di un intenso traffico pedonale. Non a caso qui hanno sede molti negozi di prestigio.

Via Tornabuoni

È una lussuosa strada del centro storico caratterizzata dalla presenza delle migliori boutique di stilisti di alta moda e di gioielleria. Vi si affacciano numerosi palazzi storici, tra cui la parte posteriore di Palazzo Strozzi. Accedendo da Piazza S. Trinita il primo edificio notevole è il Palazzo Minerbetti, realizzato nel XVI° secolo dall’unione di edifici dei due secoli precedenti. Quindi il Palazzo Medici Tornaquinci, costruito tramite l’unione di due torri medievali, soprelevate di un piano sovrastato una panoramica loggia. Dirimpetto il Palazzo Strozzi del Poeta la cui facciata, progettata da Gherardo Silvani, è uno dei migliori esempi del barocco fiorentino. Infine il Palazzo del Circolo dell’Unione, il cui progetto è stato attributo tanto al Giambologna che al Vasari. Alla congiunzione di via della Vigna Nuova e via della Spada c’è il Palazzo del duca di Northumberland (fine XVI° secolo), ristrutturato da Adolfo Coppedé all’inizio del XX° secolo. Nel tratto compreso tra l’intersezione con via Strozzi e piazza Antinori il Palazzo Corsi, costruito nel XV° secolo da Michelozzo ma ristrutturato più volte. Dirimpetto il Palazzo Viviani e quindi il Palazzo Larderel, eccellente esempio di architettura tardo-rinascimentale.

Via Roma

Con andamento parallelo ad un tratto di via dei Calzaiuoli, è una mondana via del centro storico con vocazione prettamente commerciale: numerosi negozi di prestigio, lo storico Caffè Gilli e molte attività all’interno di eleganti palazzi ottocenteschi. La strada immette direttamente nella centralissima piazza della Repubblica.

Via Por S. Maria

Collega direttamente il Ponte Vecchio con la centralissima piazza della Repubblica. Già in epoca medievale era una delle più caratteristiche ed animate strade della città. Purtroppo le gravi distruzioni avvenute nel corso della Seconda Guerra Mondiale ne hanno alterato l’aspetto. Delle costruzioni storiche sono sopravvissute la Torre dei Baldovinetti e la Torre degli Amidei (o Bigonciola). Più avanti, con accesso da via Calimaruzza, sono visibili una porta della città romana ed una porzione del lastricato stradale. Dalla parte opposta il pittoresco e vivace mercato di prodotti artigianali ubicato sotto la loggia del Mercato Nuovo, più nota come “Loggia del Porcellino”. Anche via Por Santa Maria è fiancheggiata da numerosi negozi e punti di ristoro.

Via Martelli – Via Cavour

È una delle principali vie del centro storico e, su di essa si affacciano numerosi palazzi come il Palazzo Medici Riccardi, sede della Provincia di Firenze, la Biblioteca Marcuelliana, e molti altri edifici storici. La via costituisce il collegamento più diretto da piazza San Giovanni (Battistero) fino a piazza della Libertà pur interrotta, circa a metà, dalla piazza S. Marco. Particolarmente nella porzione compresa tra l’inizio e piazza S. Marco, è piena di negozi, esercizi commerciali, punti di ristorazione. Questo tratto, denominato via Martelli, trae origine dall’omonimo palazzo, ubicato sul lato sinistro. Immediatamente a fianco l’antico convento dei Gesuiti, di cui è visibile solo il chiostro affrescato, ormai facente parte di una scuola di istruzione superiore. Ancora sullo stesso lato la Chiesa di S. Giovannino degli Scolopi (S. Giovanni Evangelista), iniziata alla fine del XVI° secolo da Bartolomeo Ammannati. Numerosi i palazzi e gli edifici di rilievo distribuiti anche lungo tutto il percorso della successiva via Cavour, a cominciare dal Palazzo Medici-Riccardi. Tra gli edifici più notevoli il Palazzo Panciatichi, attualmente sede del Consiglio Regionale della Toscana, il Palazzo Covoni-Daneo realizzato da Gherardo Silvani, il Palazzo Ginori-Conti, in cui per qualche tempo risiedette il musicista G. Rossini. Infine, a sinistra, poco prima di piazza S. Marco, la  Biblioteca Marucelliana, inaugurata a metà del XVIII° secolo. Il tratto di via Cavour oltre piazza S. Marco inizia con il palazzo della Corte d’Appello, originariamente il casino Mediceo di S. Marco. Fu costruito da Bernardo Buontalenti quale ambiente di studio per il granduca Francesco I° Medici nello stesso luogo dove sorgeva l’Accademia degli Orti Medicei, il luogo prediletto da Lorenzo il Magnifico per artisti e studiosi. Poco più oltre il chiostro dello Scalzo, affrescato da Andrea del Sarto nei primi anni del XVI° secolo.

Via del Corso

Assieme al proseguimento fino a piazza della Repubblica (via degli Speziali) era, in origine, il tratto orientale del decumano di epoca romana. Strada stretta ed animata, è fiancheggiata da numerosi negozi e punti di ristorazione. Gli edifici di maggior rilievo sono essenzialmente civili. Il palazzo Portinari Salviati fu costruito alla fine del XV° secolo ed ampliato all’incirca cento anni più tardi. Notevole il cortile e le opere pittoriche distribuite all’interno dell’edificio. Sui resti della Torre dei Donati i versi di Dante che ricordano l’uccisione di Corso Donati sono incisi su di una lapide. Poi la casa-torre dei Ghiberti e la casa dei Donati. Nel tratto finale, quello più stretto, la casa Lapi, cui contribuì l’architetto Filippo Brunelleschi. L’architettura religiosa è costituita dalla sola, peraltro notevole, chiesa di S. Margherita in S. Maria de’ Ricci. Fu costruita all’inizio del XVI° secolo mentre il portico fu collocato nel 1610, in occasione delle modifiche curate da Gherardo Silvani.

Via del Proconsolo

Inizia da piazza del Duomo per terminare in piazza S. Firenze ed è ubicata esattamente sul tracciato orientale delle mura della cosiddetta “cerchia antica” (mura matildine). Due gli edifici di particolare rilievo, entrambi nel tratto centrale. Il Palazzo Pazzi, realizzato da Giuliano da Maiano a metà del XV° secolo. All’interno dell’edificio maturò la congiura del 1478 contro i Medici che culminò nell’uccisione di Giuliano, fratello minore di Lorenzo il Magnifico, ma anche nella completa rovina della famiglia Pazzi e degli alleati. Dopo l’intersezione con borgo degli Albizi c’è il Palazzo Nonfinito. Il curioso nome deriva dal fatto che del progetto originario, iniziato negli ultimi anni del XVI° secolo, fu completato solo il piano terreno causa i contrasti tra il committente Alessandro Strozzi e l’esecutore Bernardo Buontalenti. I lavori proseguirono sotto la guida di vari progettisti e vi contribuirono pure il Cigoli (il cortile) e Santi di Tito (scalone di accesso al primo piano). Nel palazzo è ubicato il Museo Nazionale di Antrolopogia ed Etnologia (vedi> MUSEI). Esattamente al termine della strada due edifici di fondamentale importanza: a sinistra, il Bargello e, a destra, la Badia Fiorentina (di entrambi ci occupiamo diffusamente altrove.)

Via Ghibellina

È una lunga strada che, dal centro storico dirige verso est fino allo sbocco sui viali di Circonvallazione. All’inizio, immediatamente a destra, la mole del Palazzo del Bargello (descritto in dettaglio altrove). Poco più avanti, sul lato sinistro, il Palazzo Borghese (inizio XIX° secolo), uno dei pochi esempi di architettura neoclassica in città. All’incrocio con via Palmieri il Palazzo Salviati-Quaratesi (inizio XIV° secolo) caratterizzato da grandi archi che, originariamente, erano botteghe. Quasi dirimpetto il Teatro Verdi, importante struttura cittadina dedicata alla prosa. La realizzazione fu finanziata da Girolamo Pagliano, cantante mancato, che utlizzò i proventi di uno sciroppo lassativo da lui brevettato. Oltre l’incrocio con via Verdi il primo edificio di rilievo è Il Palazzo Guicciardini Corsi Salviati (fine XVII° secolo). Quasi dirimpetto la Casa Buonarroti, costruita successivamente alla morte del grande artista compattando assieme le tre case che Michelangelo aveva acquistato ed abitato nei primi decenni del XVI° secolo. Quindi, proseguendo oltre, il Palazzo Vivarelli-Colonna e la chiesa dei SS. Jacopo e Lorenzo (XVI° secolo). Nella parte terminale il lungo muro dell’ex carcere delle Murate, meglio accessibile da via dell’Agnolo.

Via dei Servi

Collega direttamente piazza del Duomo con piazza SS. Annunziata. È una strada animata e piena di negozi e punti di ristorazione. Percorrendola dal Duomo in direzione nord, sulla destra c’è una piccola piazzetta con la chiesa di S. Michelino Visdomini, in origine un edificio del XIV° secolo trasformato 200 anni più tardi in luogo di culto. Quindi il Palazzo Sforza Almeni, il cui progetto è attribuito a Bartolomeo Ammannati mentre la decorazione pare sia stata opera di Giorgio Vasari. Notevole anche il Palazzo Montalto-Niccolini, progettato da Domenico di Baccio d’Agnolo a metà del XVI° secolo.

Via dei Ginori – Via San Gallo

È un’unica lunga direttrice in direzione nord che collega direttamente piazza S. Lorenzo con piazza della Libertà. Il primo tratto – via dei Ginori – è stretto e caratterizzato da edifici gentilizi dei secoli XV° e XVI°. Sulla sinistra il Palazzo Neroni-Donati ed il Palazzo Gerini-Barbolani di Montauto sono ubicati dirimpetto alla parte posteriore di Palazzo Medici Riccardi. Quindi il Palazzo Ginori, attribuito a Baccio d’Agnolo, e la casa Taddei, eccellente opera di Baccio d’Agnolo e dove abitò Raffaello nel 1505. Infine il Palazzo Tolomei-Garzoni.

Dopo l’intersezione con via Guelfa la strada muta nome in via San Gallo. Sulla destra il Palazzo Marucelli Fenzi, opera di Gherardo Silvani, di cui è notevole il portale. Dopo l’intersezione con via degli Arazzieri, sulla destra, c’è l’oratorio di Gesù Pellegrino, ristrutturato ed affrescato alla fine del XVI° secolo. Accanto all’ingresso la pietra tombale del piovano Arlotto, personaggio arguto e faceto e di cui sono divenuti proverbiali alcuni memorabili motti. Ancora sul lato destro, più avanti, la loggia dei Tessitori (XVI° secolo) e la chiesa di S. Giovanni Battista Decollato – più conosciuta come chiesa S. Giovannino dei Cavalieri – che contiene alcune pregevoli opere pittoriche. Ancora oltre il Palazzo Pandolfini, progettato da Raffaello e costruito all’inizio del XVI° secolo. Poco più avanti l’ex ospedale di Bonifacio, risalente alla fine del XIV° secolo ma ristrutturato alla fine del XVIII° con l’aggiunta del porticato, e la chiesa di S. Agata (metà XVI° secolo).

Via Maggio

Anticamente denominata “via Maggiore”, è di origine medievale ma fu allargata e completamente riallestita nel XVI° secolo per accogliere degnamente cortei ed altri eventi ufficiali. Non a caso è una sequenza quasi ininterrotta di palazzi gentilizi. Accedendo dalla parte più vicina al fiume Arno (piazza Frescobaldi) c’è subito il Palazzo dei Pitti, sulla cui facciata è collocato un busto del granduca Cosimo I° Medici attribuito a Baccio Bandinelli. Quindi il Palazzo Agostini ed il Palazzo Ricasoli-Firidolfi, i cui progetti sono attribuiti a Baccio d’Agnolo. Più oltre il Palazzo Michelozzi e, di fronte, il Palazzo di Bianca Cappello (dettagliato altrove). Immediatamente a fianco il Palazzo Pannocchieschi-Peruzzi de’ Medici, restaurato da Gherardo Silvani nel XVII° secolo. Dirimpetto il Palazzo Corbinelli-Zanchini, progettato da Santi di Tito alla fine del XVI° secolo. Poi, in sequenza, il Palazzo Firidolfi, il Palazzo Biliotti, che sporge su grandi e robuste mensole, e la casa Velluti. Poco oltre il Palazzo Corsini o della Commenda, riadattato da Gherardo Silvani. Nella porzione terminale della strada il Palazzo Corsini-Rosselli Del Turco e, in angolo con piazza S. Felice, il Palazzo Guidi. In questo edificio abitò negli ultimi anni della sua esistenza la poetessa inglese Elisabeth Barrett Browning. Via Maggio è nota anche per i numerosi ed eleganti negozi di antiquariato che, di per sé, costituiscono una forte attrattiva per gli appassionati del settore.

via di S. Niccolò . Via de’ Bardi

Sono l’una il proseguimento dell’altra ed hanno un andamento sinuoso, vagamente parallelo al corso dell’Arno da est ad ovest. Originariamente era designata “strada del Borgo” e ha mantenuto le caratteristiche dell’epoca: carreggiata stretta ed alte costruzioni, alcune delle quali notevoli esempi di architettura civile. Accedendo da piazza G. Poggi, ma nel primo tratto non c’è niente di particolarmente rilevante, tranne qualche bottega tradizionale e qualche negozio. Quindi la chiesa di S. Niccolò oltr’Arno, sviluppata nel XIV° secolo in stile gotico e modificata circa 200 anni più tardi da interventi di Giorgio Vasari. Quasi di fronte, sulla sinistra, lo slargo che conduce alla Porta S. Miniato, che ha ben conservato l’aspetto tardo-medievale. Nel tratto di via S. Niccolò compreso tra via dell’Olmo e l’inizio di via de’ Bardi, una serie di palazzi di un certo rilievo ed una casa-torre. Tra tutti è, forse, di maggior pregio il Palazzo Stiozzi-Ridolfi, la cui facciata è stata attribuita a Baccio d’Agnolo. In via de’ Bardi immediatamente a destra la chiesa di S. Lucia dei Magnoli, che contiene alcune opere pittoriche di valore. Quindi il grande Palazzo Canigiani e poi l’imponente Palazzo Capponi, originariamente costruito da Lorenzo di Bicci per l’uomo politico e umanista fiorentino Niccolò da Uzzano. Termina la sequenza il Palazzo Bargagli Petrucci, in angolo con piazza S. Maria Soprarno.

Lungarni

Il fiume Arno divide Firenze in due parti. Sui lungarni sono distribuiti numerosi luoghi di interesse come il Corridoio Vasariano e la Galleria degli Uffizi, il Parco delle Cascine, la Biblioteca Nazionale Centrale, il Ponte alle Grazie, la Chiesa di San Frediano in Cestello, Piazza Demidoff. Per molti secoli il fiume è stato molto importante, tanto per i trasporti fluviali, quanto come fonte di energia (mulini), che parte integrante delle fasi di lavorazione (lavatura o risciacquatura) di tessuti e pellami. Fin dall’epoca medievale, essenzialmente per scopi difensivi, gran parte delle sponde del fiume erano sigillate da abitazioni o mura difensive interrotte solo da piccole porte. Solo alcuni tratti, essenzialmente quelli compresi tra la pescaia di S. Niccolò e quella di S. Rosa, erano fiancheggiati da strade. Quando la capitale d’Italia fu spostata a Firenze i lungarni assunsero l’aspetto attuale.

Riva Destra

Seguendo il corso del fiume Arno da est verso ovest, i lungarni lungo la riva destra sono più ricchi di testimonianze storiche ed artistiche di quelli della parte opposta.

lungarno della Zecca Vecchia

Al centro di piazza Piave è ancora visibile, fortunatamente sopravvissuta all’abbattimento della mura, la torre della Zecca Vecchia. Fino a piazza dei Cavalleggeri il resto del lungarno è caratterizzato da villette e palazzi (in parte trasformati in alberghi) costruiti dopo l’Unità d’Italia.

lungarno delle Grazie

Inizia da piazza dei Cavalleggeri e termina all’altezza dell’omonimo ponte. In origine era una stretta strada utilizzata dagli abitanti della borgata. I cortili ed i giardini visibili sono tutti la parte posteriore di edifici disposti lungo il retrostante corso dei Tintori.

lungarno Generale Armando Diaz

È compreso tra il Ponte alle Grazie e piazza dei Giudici. In angolo con via de’ Benci il Palazzo Alberti-Malenchini, ubicato dove un tempo sorgevano le case della famiglia Alberti, reso famoso dall’architetto e umanista Leon Battista. Nell’attiguo oratorio di S. Maria delle Grazie l’immagine, ritenuta miracolosa, della Madonna delle Grazie, eseguita dal Maestro di S. Cecilia. Superata piazza Mentana, appare la facciata principale, in stile neoclassico, dell’edificio della Camera di Commercio. Infine, in angolo con piazza dei Giudici, il Palazzo Castellani, tutto in pietra, all’interno del quale è ubicato il Museo di Storia della Scienza (vedi> MUSEI).

lungarno Anna Maria Luisa de’ Medici

È un breve tratto che inizia con piazza dei Giudici e poi si salda al lungarno degli Archibusieri. È quasi completamente occupato, sulla destra, dal lato più corto degli Uffizi, ovvero la serliana prospiciente l’Arno. Da qui si traguarda anche il Palazzo Vecchio, inclusa la svettante torre di Arnolfo.

lungarno degli Archibusieri

Prosegue unitariamente al lungarno Anna Maria Luisa de’Medici fino al Ponte Vecchio. Sulla sinistra un panoramico loggiato sull’Arno sormontato per tutta la lunghezza dal Corridoio Vasariano. Sulla destra il Palazzo de’ Girolami, risalente alla fine del XV° secolo, sovrastato da una grande loggia. Alla sua destra è visibile l’arco delle carrozze, al di là del quale c’è l’antica e angusta via de’ Girolami, parzialmente coperta dagli edifici sovrastanti.

lungarno Acciaiuoli

È interamente compreso tra il Ponte Vecchio ed il Ponte S. Trinita. Era la più antica strada della città che costeggiava il corso d’acqua. Nel primo tratto sono visibili le ricostruzioni effettuate per riparare i forti danni subiti nel corso della Seconda Guerra Mondiale. In quest’area è infatti sopravvissuta solo la torre dei Consorti (XI° secolo). Al termine del lungarno il Palazzo Spini-Feroni, trattato più diffusamente altrove.

lungarno Corsini

È interamente compreso tra il Ponte S. Trinita ed il Ponte alla Carraia e risale al XII° secolo. Il primo edificio rilevante è il Palazzo Gianfigliazzi-Masetti (XIV° secolo), rimaneggiato 200 anni dopo da Gherardo Silvani e poi, ancora, nel XIX° secolo. Vi soggiornarono ospiti illustri quali il poeta Ugo Foscolo ed il pittore F. Fabre. Il poeta Vittorio Alfieri vi morì nel 1803. Immediatamente attiguo il Palazzo Gianfigliazzi che fu anche proprietà di Luigi Bonaparte, fratello di Napoleone, e vi soggiornò lo scrittore e poeta Alessandro Manzoni. Successivamente il Palazzo dei Vallombrosani, probabile opera dell’architetto Bernardo Buontalenti, e l’ampio Palazzo Corsini al cui interno si trova la Galleria Corsini (vedi> MUSEI). Per ultimo, in angolo con piazza Goldoni, il notevole Palazzo Ricasoli, attribuito a Michelozzo e completato all’inizio del XVI° secolo.

lungarno Amerigo Vespucci

Inizia da piazza Goldoni e termina nel piazzale Vittorio Veneto, davanti all’ingresso delle Cascine. Fu realizzato negli anni di Firenze capitale d’Italia e tutte le architetture risentono di tale fase, molto influenzata dalle realizzazioni di Giuseppe Poggi. In particolare il Palazzo Calcagnini-Arese, attualmente sede del consolato U.S.A., e la Villa Favard, più diffusamente trattata altrove.

Riva sinistra

Seguendo il corso del fiume Arno da est verso ovest lungo la riva sinistra i lungarni sono forse meno densi di testimonianze storiche ed artistiche di quelli della parte opposta, ma non per questo di minor valore.

lungarno Serristori

È interamente compreso tra piazza G. Poggi ed il Ponte alle Grazie. Assunse l’aspetto attuale nel XIX° secolo ed include la pittoresca piazza Demidoff, dedicata all’omonimo conte e filantropo russo. È in gran parte occupato dall’ampio Palazzo Serristori, risalente agli inizi del XVI° secolo, e dal suo grande giardino.

lungarno Torrigiani

È interamente compreso tra il Ponte alle Grazie e piazza di S. Maria in Soprarno. Inizia proprio con il Palazzo Torrigiani, il cui lato principale è però rivolto su piazza dei Mozzi. Fu costruito nella prima metà del XVI° secolo sotto la supervisione di Baccio d’Agnolo. Nel giardino, attualmente aperto al pubblico, all’inizio del XX° secolo fu costruita la chiesa luterana. Conclude il Palazzo Capponi, ridotto nelle dimensioni e modificato durante la costruzione del lungarno: la facciata fu rifatta dall’architetto Poggi. I lungarni sulla riva sinistra si interrompono tra piazza di S. Maria in Soprarno ed il ponte S. Trinita in quanto gli edifici prospettano direttamente sull’Arno.

lungarno Guicciardini

Dopo l’interruzione all’altezza di piazza di S. Maria in Soprarno – perché gli edifici prospettano direttamente sull’Arno – i lungarni sulla riva sinistra iniziano nuovamente dopo il Ponte S. Trinita. È qui il punto d’inizio del lungarno Guicciardini, che si protende fino al Ponte alla Carraia. In epoca medievale era l’unica strada lungo la sponda sinistra del fiume, anche se la facciata della maggior parte dei palazzi gentilizi prospettava sulla retrostante via S. Spirito. In sequenza il Palazzo Capponi, il Palazzo Coverelli, il Palazzo Guicciardini, modificato da Giuseppe Poggi nel XIX° secolo, il Palazzo Lanfredini (secolo XVI°), la cui facciata è opera di Baccio d’Agnolo, ed il Palazzo Medici-Soderini, al cui interno è ubicata la chiesa di rito scozzese.

lungarno Soderini

È delimitato dal Ponte alla Carraia a monte e da una porzione residua delle mura trecentesche a valle. All’inizio la singolare Galleria Bellini, costruita dall’architetto e scultore Alfredo Coppedé all’inizio del XX° secolo. Subito dopo la mole del Seminario Maggiore, originariamente un monastero dell’Ordine Cistercense. Del complesso monastico faceva parte anche la chiesa di S. Frediano in Cestello, la cui facciata è visibile nell’omonima piazza. Qui c’è anche l’ampio Granaio costruito alla fine del XVII° secolo da G.B. Foggini. Oltre il Ponte A. Vespucci la strada non ha particolari pregi e termina contro le mura medievali all’altezza del torrino di S. Rosa. Nel tabernacolo l’affresco Pietà attribuito a Ridolfo del Ghirlandaio.

Strade storiche del centro storico

Borgo degli Albizi
 
Importante ed antica strada sviluppatasi verso est oltre il Corso (l’antico decumano romano) ma già all’interno della cosiddetta “quinta cerchia” di mura (fine XII° secolo). Per questo ha conservato alcuni caratteri medioevali nella modesta ampiezza della carreggiata ed in alcuni edifici, anche se in molti sono più pronunciati i caratteri rinascimentali, dovuti a ristrutturazioni delle facciate. Notevoli e di valore le varie costruzioni che si susseguono quasi ininterrottamente. Il primo è il Palazzo Pazzi o della “Colombaria”, la cui facciata è attribuita a Bartolomeo Ammannati, mentre con certezza questo architetto realizzò l’adiacente Palazzo Ramirez de Montalvo, sulla cui facciata spicca un grande stemma della famiglia Medici. Quindi il palazzo del condottiero Alessandro Dal Borro, di cui è interessante il cortile, e poi il Palazzo Altoviti, costruito all’inizio del XVII° secolo con l’unione di tre edifici preesistenti.

Sulla facciata numerose sculture di illustri fiorentini del tempo. Quindi, l’una accanto all’altra, prima l’originaria casa degli Albizi e quindi il Palazzo degli Albizi, importante famiglia fiorentina nei secoli XIII° e XIV°. La prima, originariamente una torre, ha un aspetto decisamente medievale. Il palazzo mostra invece i segni delle modifiche apportate nel XVI° secolo. Di fronte è ubicato il Palazzo Alessandri, appartenuto ad un ramo della famiglia Albizi. L’edificio, incendiato e parzialmente distrutto durante il Tumulto dei Ciompi (1378), fu restaurato e, per buona parte del XV° secolo, ebbe il primato di essere la più grande abitazione della città. Prima dello sbocco del borgo in piazza S. Pier Maggiore il Palazzo Tassinari incorpora una torre del XIII° secolo appartenuta alla famiglia Donati. È una via pedonale piuttosto animata, costellata di negozi, alcuni dei quali anche artigianali.

Borgo de’ Greci

Attraversa uno dei sobborghi nati al di fuori della cinta muraria del XI° secolo ed è caratterizzato da molti edifici appartenuti alla famiglia Peruzzi, potenti banchieri. Infatti al numero civico 12 è ubicato il Palazzo di Ubaldino Peruzzi, un antico edificio ristrutturato a metà del XVII° secolo da Gherardo Silvani. Tra gli altri vi abitò appunto Ubaldino Peruzzi, uno dei più noti uomini politici toscani del Risorgimento e dei primi anni dell’Italia unificata. La residenza più importante della famiglia Peruzzi fu comunque l’edificio poi conosciuto come Palazzo Bourbon del Monte, ubicato al numero civico 3. Costruito alla fine del XIII° secolo sui resti dell’anfiteatro romano, assorbì successivamente gli edifici limitrofi quali, ad esempio, una torre, la cui struttura è ancora ben visibile all’interno della facciata rivolta verso piazza de’ Peruzzi. Nel palazzo furono ospitati nel 1310 il re di Napoli Roberto d’Angiò e, nel 1439, l’imperatore d’Oriente Giovanni VIII° .

Borgo Ognissanti

Parallelo al corso dell’Arno concentra nella prima parte gli edifici più significativi. La cosiddetta “Casa alla rovescia” deriva il nome dal fatto che le grandi mensole che sostengono il terrazzo sono capovolte. L’Ospedale di S. Giovanni di Dio ha da anni perso la funzione per cui fu costruito dalla famiglia Vespucci alla fine del XIV° secolo. L’ampliamento avvenuto agli inizi del XVIII° secolo inglobò la casa natale del navigatore Amerigo Vespucci. Nell’omonima piazza la Chiesa di Ognissanti (di cui ci occupiamo più diffusamente altrove) ed il Palazzo Lenzi, risalente alla fine del XV° secolo ma più volte ritoccato. All’interno ha sede l’Istituto Francese dell’Università di Grenoble.

Borgo Pinti

E’ una lunga strada, leggermente sinuosa, che inizia di fronte all’arco di S. Piero e sbocca sui viali di Circonvallazione, di fronte al “Cimitero degli Inglesi”. Vi sono alcune notevoli opere d’arte, sia religiose che civili. Nel primo tratto il Palazzo Roffia ed il Palazzo Marzichi-Lenzi. Quindi l’edificio che i granduchi Medici destinarono agli scultori di corte. Il busto di Ferdinando I° Medici è attribuito al Giambologna. Poi Il Palazzo Ferrantini-Caccini, ristrutturato alla fine del XVI° secolo. All’incrocio con via dei Pilastri la chiesa di S. Maria di Candeli, ristrutturata da G. B. Foggini all’inizio del XVIII° secolo, contiene alcune interessanti opere pittoriche.

Quasi all’intersezione con via della Colonna la chiesa di S. Maria Maddalena dei Pazzi che originariamente faceva parte di un ampio convento. Proseguendo in direzione dei viali sono disposti altri edifici notevoli. Il primo di rilievo è il Palazzo Ximenes, originariamente l’abitazione di Antonio il Vecchio e Giuliano da Sangallo, ristrutturato nel XVII° secolo da Gherardo Silvani. Vi soggiornò Napoleone Bonaparte durante la sua permanenza in città nel 1796. Oltre l’incrocio con via G. Giusti il Palazzo Della Gherardesca, progettato da Giuliano da Sangallo. In anni recenti, dopo un sapiente restauro, è stato trasformato in un prestigioso albergo a cinque stelle, il Four Seasons.

Borgo Santa Croce

È caratterizzato da due palazzi, entrambi con un’insolita facciata decorata con graffiti: il Palazzo Morelli al numero civico 19 ed il Palazzo Spinelli (fine secolo XV°), al numero civico 10. Al numero 8 c’è la casa di Giorgio Vasari, il cui salone ha conservato gli affreschi realizzati dall’artista. Infine, al numero 6, l’imponente Palazzo Antinori Corsini, in realtà costruito dalla famiglia Serristori alla fine del XIV° secolo. Notevole il porticato che si snoda lungo tre pareti del cortile interno. Allo sbocco del borgo su via dei Benci la Torre degli Alberti (XIII° secolo), preceduta da un’elegante loggia con due colonne aggiunta duecento anni più tardi.

Borgo San Jacopo

Costituisce il collegamento “interno” tra le due porzioni di lungarni sulla riva sinistra del fiume. Gli edifici sul lato destro aggettano direttamente sull’Arno. Immediatamente a destra la torre Rossi-Cerchi (XIII° secolo), parzialmente ricostruita dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale. Alla base la statuetta Bacchino, attribuita al Giambologna. Più avanti, all’intersezione con via dei Ramaglianti, tre alte torri medievali: la torre dei Belfredelli e la torre dei Ramaglianti entrambe a sinistra, mentre sul lato opposto si erge, incuneata tra altri edifici, la torre dei Barbadori.

Poco più avanti la torre degli Angiolieri. Sullo stesso lato si trova la chiesa di S. Jacopo Soprarno, risalente al X° secolo ma rimaneggiata più volte in quelli successivi. E’ sconsacrata ed utilizzata per eventi culturali. Nella parte terminale al borgo, alla congiunzione con via dello Sprone, una fontana progettata da Bernardo Buontalenti protetta da una loggetta pensile. E’ una via animata per la presenza di numerosi negozi, boutiques, punti di ristoro.

Borgo Santissimi Apostoli

Inserito all’interno della parte del centro storico meglio conservata, ha un andamento quasi parallelo a quello del fiume Arno. Circa a metà c’è la piazza del Limbo, su cui si affaccia la chiesa dei SS. Apostoli. A fianco il palazzetto della canonica, risalente al secolo XV° ma ristrutturato in quello successivo. Al numero civico 19 è ubicato il possente Palazzo Rosselli del Turco. Commissionato dalla famiglia Borgherini a Baccio d’Agnolo, fu completato all’inizio del XVI° secolo. Sulla facciata una notevole scultura Madonna con Bambino. Al numero civico 8 c’è il Palazzo del Gran Siniscalco, altresì conosciuto come Palazzo della Certosa. L’edificio incorpora una torre del XIII° secolo. Quasi di fronte (numero civico 9) il Palazzo Acciaioli, frutto dell’unione di due precedenti abitazioni gentilizie risalenti al XIII° secolo, purtroppo gravemente danneggiato nel corso della Seconda Guerra Mondiale.