Palazzi storici di Firenze

arteqqqPalazzo Vecchio – Piazza della Signoria

Palazzo Vecchio

palazzo vecchioZona: Area fiorentina
Tipo: palazzo storico (XIV° secolo)
Indirizzo: Piazza della Signoria

Domina, maestoso, piazza della Signoria ed è davvero la sintesi dell’architettura civile fiorentina del XIV° secolo, senza contare le numerose importantissime aggiunte del Rinascimento. Fu progettato dall’architetto Arnolfo di Cambio come “Palagio Novo”, sede dei Priori delle Arti, all’epoca il governo della città. I lavori iniziarono certamente dopo la morte del progettista e si sovrapposero a strutture di epoca romana e del primo Medio Evo. Il nucleo centrale era certamente in funzione nel 1302 mentre il completamento fu ultimato tredici anni più tardi. Un primo ampliamento iniziò nel 1343 e, nel 1453, l’architetto Michelozzo ristrutturò il cortile centrale. Nella prima metà del XVI° secolo fu aggiunta la porzione prospiciente via della Ninna.

palazzo vecchio1Nel 1494-95 fu realizzato il Salone dei Cinquecento, area dove, mezzo secolo più tardi, Giorgio Vasari eseguirà alcuni consistenti interventi. Alla fine del XVI° secolo, su incarico del granduca Fernando I° Medici, Bernardo Buontalenti completò la porzione prospiciente via dei Leoni. Mutata la situazione politica della città, nel XV° secolo divenne noto come “Palazzo della Signoria” e, nel 1540, divenne sede stabile dei Medici. Quando Cosimo I° spostò la reggia a Palazzo Pitti l’edificio divenne noto come “Palazzo Vecchio”. Nel periodo di Firenze capitale fu sede del parlamento italiano. Attualmente vi hanno sede i principali uffici del Comune di Firenze. La parte prospiciente piazza della Signoria è la più antica ed è costituita da un edificio parallelepipedo circondato da mura bugnate, a tre piani e con bifore in stile gotico. All’ultimo piano un ballatoio protetto da merli guelfi. La torre, alta 94 metri, fu completata nel 1310. L’orologio, risalente al 1667, è perfettamente funzionante.

Il Palazzo dei Priori e i cortili

L’accesso principale è tramite il portone sulla piazza, sopra il quale c’è un ampio monogramma di Cristo con i raggi. Si entra subito in un ampio cortile fortemente ristrutturato nel 1453 da Michelozzo. Attorno al 1565 Giorgio Vasari progettò l’ornamento del loggiato con grottesche e le vedute delle città dell’Impero Asburgico. Contemporaneamente fu collocata la fontana centrale e vi fu sovrapposto il putto del Verrocchio (quello visibile è una copia). Seguono il Cortile della Dogana e poi un ampio cortile realizzato da Bartolomeo Ammannati e da Bernardo Buontalenti a conclusione dell’ultimo ampliamento del complesso. Da qui si accede ai vari uffici del Municipio di Firenze.

fontana-del-nettunoIl primo piano e Salone dei Cinquecento

Una scala monumentale progettata da Giorgio Vasari permette di salire all’imponente Salone dei Cinquecento, realizzato da Antonio da Sangallo, Simone del Pollaiolo (detto “Cronaca”) e Francesco di Domenico in poco più di un anno. Nel 1502 furono commissionati ai due maggiori pittori della città – Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti – due grandi affreschi celebrativi. Entrambi realizzarono i cartoni preparatori: la battaglia di Anghiari il primo, la battaglia di Cascina l’altro. Solo Leonardo iniziò l’affrescatura ma, insoddisfatto dei risultati, abbandonò l’opera. Le ampie superfici rimaste grezze furono poi affrescate da Giorgio Vasari ed alcuni collaboratori con episodi delle guerre contro Pisa e contro Siena. La realizzazione del soffitto fu eseguita nel 1563-65 mentre tutte le altre pitture e decorazioni furono eseguite da Giorgio Vasari ed altri suoi collaboratori. La tribuna soprelevata, destinata al seggio ducale, fu realizzata da Baccio d’Agnolo e Baccio Bandinelli. Al centro della parete settentrionale c’è il Genio della Vittoria, originariamente scolpito da Michelangelo per la tomba del papa Giulio II°. Dal Salone si può osservare il piccolo studio del granduca Francesco I° Medici, affrescato dal Vasari assieme a vari collaboratori, tra cui Alessandro Allori e Santi di Tito. Si accede anche alla sala dedicata al papa Leone X°, nato Medici. Le pitture celebrative di episodi di guerra e della vita del pontefice sono pure opera di Giorgio Vasari e collaboratori.

Il secondo piano e i quartieri

Da questa sala si accede al secondo piano, costituito dal Quartiere degli Elementi e dal Quartiere di Eleonora, entrambi iniziati da G.B. Tasso, completati dal Vasari ed affrescati da quest’ultimo assieme a vari collaboratori. I primi constano di ben nove ambienti, tutti dedicati agli elementi ed a soggetti mitologici. Vi è stato ricollocato l’originale putto del Verrocchio che si trovava nel cortile d’accesso. L’altro quartiere è dedicato ad Eleonora di Toledo, moglie del granduca Cosimo I°. Di particolare pregio la cappella, decorata dal Bronzino nel periodo 1540-45, probabilmente la maggiore espressione pittorica dell’artista.

Sullo stesso piano altre quattro sale, rinnovate dal Vasari con l’apporto di collaboratori per i dipinti e le decorazioni. Procedendo oltre si accede alla Cappella dei Priori, realizzata da Baccio d’Agnolo nel 1511-14 e decorata da Ridolfo del Ghirlandaio. Quindi la Sala dell’Udienza, completata da Giuliano da Maiano, parimenti autore del portale d’accesso e della decorazione della successiva Sala dei Gigli. Qui l’affresco è opera di Domenico Ghirlandaio mentre il gruppo bronzeo Giuditta e Oloferne è di Donatello. Seguono la vecchia Cancelleria dove lavorò Niccolò Machiavelli (busto in stucco dipinto e ritratto eseguito da Santi di Tito) e la Sala del Mappamondo.

Il Quartiere del Mezzanino, realizzato da Michelozzo nel 1453, è divenuto un unico ambiente museale. Vi sono collocate le opere d’arte donate dal critico d’arte statunitense Charles Loeser. Gli artisti più rappresentativi della raccolta sono Agnolo Bronzino, Giambologna, Jacopo del Sellaio, Tito di Camaino, Pietro Lorenzetti, Pontormo, Jacopo Sansovino.

Palazzo Pitti

Zona: Area fiorentina
Tipo: palazzo rinascimentale (XVI° secolo)
Indirizzo: piazza Pitti

Fu commissionato dal banchiere fiorentino Luca Pitti e la progettazione risale a metà del XV° secolo. Sembra che sia stato concepito dall’architetto Filippo Brunelleschi, ma alcuni studiosi lo attribuiscono invece a Luca Fancelli. Il tracollo economico della famiglia causò l’interruzione dei lavori per quasi cento anni. Nel 1549 l’edificio fu acquistato dal primo duca di Toscana Cosimo I° Medici che vi trasferì la corte. La facciata fu quindi modificata alcuni anni dopo da Bartolomeo Ammannati. Nel XVII° secolo l’edificio fu oggetto di ulteriori ampliamenti, mentre i due “rondò” porticati furono aggiunti in momenti ancora successivi: quello di destra a metà del XVIII° secolo, quello di sinistra nel 1839. Palazzo Pitti è stata la reggia di Firenze dalla seconda metà del Cinquecento fino al periodo di Firenze capitale d’Italia. Connesso al retrostante Giardino di Boboli, nei secoli è stato continuamente arricchito ed ampliato fino a diventare uno dei complessi artistici più rilevanti della città, ospitando otto ricchi ed importanti musei: la Galleria Palatina, gli Appartamenti Monumentali, il Museo degli Argenti, la Galleria d’Arte Moderna, la Galleria del Costume, il Museo delle Berline Storiche, il Museo delle Porcellane ed il Museo delle Carrozze.

Palazzo del Bargello

Palazzo del Bargello

Zona: Area fiorentina
Tipo: edificio storico (XIII° secolo)
Indirizzo:  Via del Proconsolo, 4 – 50122 Firenze
Tel.: +39 055 238 8606 / +39 055-294883
Sito:  www.museodelbargello.it
Orari: Da lunedì a domenica 8.15-18.00
Ingresso: intero €4,00, ridotto €2,00, gratuito (valido per cittadini europei sotto i 18 anni e sopra 65); gruppi di studenti su prenotazione)
Servizi: bookshop, audioguide (in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, giapponese), guardaroba
Accessibilità ai disabili:

Il Palazzo del Bargello originariamente conosciuto come palazzo del Capitano del Popolo, fu la prima sede di varie istituzioni pubbliche in epoca medievale. Fu iniziato a metà del XIII° secolo incorporando una torre preesistente e completato nel 1320. Nel cortile fu impiccato Bernardo Bandini, l’uccisore di Giuliano Medici durante la congiura dei Pazzi. Leonardo da Vinci, testimone dell’evento, eseguì un disegno dell’esecuzione. Dal 1574 vi ebbe sede il Capitano di Giustizia (o Bargello), ovvero il comandante della polizia. Di conseguenza alcuni ambienti furono adattati a celle carcerarie. Fu ristrutturato a metà del XIX° in vista della creazione del Museo Nazionale del Bargello.

All’interno un grande porticato circonda l’ampio cortile, dove sono già collocate le opere della raccolta museale. La scala fu costruita da Neri di Fioravante a metà del XIV° secolo e poi interrotta da una cancellata di Giuliano da Sangallo (1502).

Palazzo Medici-Riccardi e Cappella dei Magi

Zona: Area fiorentina
Tipo: palazzo rinascimentale (XV°-XVI° secolo)
Indirizzo: Via Cavour, 3
Tel.: +39 055 2760340
Sito: www.palazzo-medici.it
Orari: feriali e festivi: 9. 00-19. 00; chiuso il mercoledi
Ingresso: intero € 7, 00, ridotto € 4, 00 gratuito portatori di handicap e accompagnatori
Informazione extra: l’ingresso alla cappella è limitato ad un massimo di 10 visitatori ogni 7 minuti

È ubicato all’inizio di via Cavour ed è stata la dimora della famiglia Medici fino a metà del XVI° secolo, quando il primo duca (Cosimo I°) si spostò nel Palazzo della Signoria. Capolavoro dell’architettura civile rinascimentale, fu l’antesignano delle altre dimore gentilizie della città.

Fu commissionato da Cosimo il Vecchio all’architetto Michelozzo. I lavori iniziarono nel 1444 e si conclusero dopo un ventennio circa. Alcuni interventi minori proseguirono fino a metà del XVI° secolo. Nel 1659 la proprietà passò alla famiglia Riccardi che affidò all’architetto G.B. Foggini una serie di interventi di ampliamento. Attualmente è la sede di rappresentanza della Provincia di Firenze e della Prefettura.

Imponente ma armoniosa la facciata esterna, con blocchi di bugnato al piano terreno, bozze squadrate al primo, superfici lisce al secondo. Un gradone corre tutta lungo la facciata. Dalla porta principale si accede al porticato che circonda completamente un primo cortile. Vi sono disposte parte delle antichità raccolte dalla famiglia Riccardi. Inoltre la scultura Orfeo con Cerbero di Baccio Bandinelli.

La Cappella dei Magi

Tramite una scala sulla destra si accede alla Cappella dei Magi, vero gioiello artistico-architettonico, interamente affrescata da Benozzo Gozzoli. Il ciclo, che si snoda su tutte le pareti della cappella, fu eseguito dall’artista negli anni 1459-60 e mostra un lungo corteo in direzione di Betlemme. È altresì una celebrazione della famiglia Medici: sono ricoscibili Giuliano Medici (ucciso nel 1478 durante la congiura dei Pazzi), tre fanciulle (indicate come le figlie di Piero il Gottoso), Lorenzo il Magnifico con corazza dorata, Pietro il Gottoso. Quindi altri personaggi tra cui lo stesso Benozzo Gozzoli e Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano dal 1466 al 1476. Notevole la cura dell’abbigliamento dei personaggi, il che permette una documentazione fedele degli abiti dell’epoca. Nell’edificio ha pure sede la Biblioteca Riccardiana.

Palazzo Strozzi

Zona: Area fiorentina
Tipo: palazzo rinascimentale (XV°-XVI° secolo)
Indirizzo: Piazza Strozzi

È ritenuto uno degli esempi più compiuti di architettura civile fiorentina del Rinascimento, mentre molti esperti d’arte lo considerano il più completo ed affascinante palazzo rinascimentale mai costruito. Fu commissionato dal ricco mercante Filippo Strozzi Il Vecchio. Secondo quanto riferisce Giorgio Vasari il progetto fu elaborato da Benedetto da Maiano mentre la costruzione fu iniziata nel 1489 e puntigliosamente seguita (fino all’abitabilità, nel 1504) da parte di Simone del Pollaiolo (detto “Cronaca”). I lavori furono ripresi nel 1523 ma interrotti definitivamente nel 1538, dopo che Filippo Strozzi Il Giovane, nemico giurato dei Medici sconfitto in battaglia, si suicidò. Il palazzo è di proprietà dello stato ed in uso al Comune di Firenze, essenzialmente destinato ad esposizioni e mostre.

La costruzione impressiona per l’austera maestosità data dalle notevoli dimensioni e dalle pietre bugnate che degradano verso l’alto. Tutto intorno gira un gradone. Gli alloggi per le bandiere ed i lampioni in ferro battuto furono disegnati da Benedetto da Maiano. Numerosi, sulle pareti esterne, gli alloggi per le fiaccole e gli anelli per la sosta dei cavalli. All’interno un unico elegante cortile. Nei vari piani numerose sale che sono rimaste inalterate dall’epoca della costruzione.

Palazzo di Bianca Cappello

Zona: Area Fiorentina
Tipo: palazzo rinascimentale (XV° secolo)
Indirizzo: Via Maggio

Originariamente proprietà della famiglia Corbinelli, fu abitato da Bianca Cappello, la veneziana amante del granduca Francesco I° Medici divenuta sua moglie dal 1578. L’edificio fu rinnovato negli anni 1570-74 su progetto di Bernardo Buontalenti ed è caratterizzato da graffiti sulla facciata e dalle finestre “inginocchiate”. Il palazzo è attualmente sede dei laboratori di conservazione e restauro dei libri del Gabinetto Vieusseux.

Palazzo Corsini

Palazzo Corsini

Zona: Area fiorentina
Tipo: edificio storico (XVII° secolo)
Indirizzo: lungarno Corsini
Tel.: +39 055 212880
Email: info@palazzocorsini.it
Visite: il Palazzo è visitabile su appuntamento dal lunedì al venerdì e la visita dura circa un’ora e mezzo – per informazioni e prenotazioni email visite@palazzocorsini.it

Il Palazzo Corsini è ubicato nell’omonimo lungarno. È articolato in tre corpi di fabbrica, il principale dei quali contraddistinto da due logge sovrapposte, disposti attorno ad un cortile. Il progetto (metà XVII° secolo) è dovuto a P.F. Silvani, che disegnò anche la scala eliciodale all’interno. I lavori furono completati, tra gli altri, da P. Tacca. Il palazzo ospita al suo interno la Galleria Corsini.

Ville medicee e storiche

Villa Fauvard - FirenzeVilla Favard

Sulle colline e nelle campagne attorno a Firenze sono dislocate alcune dimore dei Medici, quasi tutte coniuganti le attività agricole con quelle di svago (sopratutto la caccia). Di seguito sono riportate quelle ubicate nel territorio comunale di Firenze, alcune delle quali regolarmente aperte al pubblico mentre altre sono di proprietà privata. L’UNESCO ha dichiarato patrimonio dell’umanità 14 ville medicee, alcune delle quali dislocate al di fuori del territorio comunale di Firenze.

Villa di Poggio Imperiale

Zona: Area fiorentina
Tipo: dimora storica (XVII° secolo)
Indirizzo: piazzale del Poggio Imperiale

È ubicata sull’omonimo colle, accessibile tramite un lungo rettilineo ascendente ed alberato. In origine c’erano alcune costruzioni di proprietà del granduca Cosimo I° Medici, poi trasformate in villa. L’edificio fu ricostruito ed ampliato per ordine di Maria Maddalena d’Austria, vedova del granduca Cosimo II° Medici. Nei secoli XVIII°-XIX° la villa fu oggetto di consistenti trasformazioni fino ad assumere un aspetto neoclassico. Fu residenza prediletta delle granduchesse Medici prima, di quelle Asburgo-Lorena successivamente. Nel 1865 vi fu insediato il Collegio della SS. Annunziata, prestigiosa istituzione riservata a fanciulle della nobiltà. Successivamente il collegio è divenuto un educandato statale.

La facciata della villa è abbellita da statue romane, copie di opere greche. Nell’anticappella e nella cappella la tela neoclassica Annunciazione, statue ed il bassorilievo Consegna delle chiavi di B. Thorvaldsen. Nelle prime quattro sale del piano terra ci sono affreschi di Matteo Rosselli ed altri, in gran parte celebrativi della famiglia Asburgo e di Cosimo II° Medici. Ricca la decorazione della grande sala al secondo piano.

Villa Medicea La Petraia

PETRAIAZona:  Area fiorentina
Tipo: dimora storica (XVI° secolo)
Indirizzo: via della Petraia – località Castello

Era, in origine, una struttura fortificata, come conferma la torre medievale che domina l’edificio. Dopo il 1530 divenne proprietà del granduca Ferdinando I° Medici che ne commissionò la ristrutturazione. Se ne occupò, Bernardo Buontalenti, ed i lavori furono terminati alla fine del XVI° secolo. I grandi giardini che la precedono sono il risultato di alcuni cambiamenti avvenuti nel XIX° secolo. Quelli inferiori sono all’italiana, quelli intermedi sono divisi da una grande peschiera e collegati a quelli superiori da due scalinate. Sul giardino pensile, a destra, la fontana Venere-Fiorenza del Tribolo (metà XVI° secolo). Posteriormente c’è un parco romantico, allestito però a metà del XIX° secolo.

Sulle pareti del cortile sono ancora visibili gli affreschi del ciclo dedicato a Goffredo di Buglione, eseguiti da Cosimo Daddi nel 1591-94. I fasti di casa Medici furono invece affrescati dal Volterrano tra il 1636 ed il 1648. All’interno della villa buona parte degli arredi risalgono al primo Regno d’Italia, quando la struttura fu usata dal re Vittorio Emanuale II°. È esposto il bronzo Venere-Fiorenza, eseguito dal Giambologna attorno al 1570.

Villa Medicea di Careggi

Zona: Area fiorentina
Tipo: dimora storica (XV° secolo)
Indirizzo: viale Gaetano Pieraccini

È ubicata sull’omonima collina. Fu la prima residenza dei Medici ad essere costruita al di fuori delle mura di Firenze. La zona era già popolata fin dal XIII° secolo di case gentlizie e strutture difensive con annessi territori agricoli. Infatti la villa medicea ebbe origine da una preesistente casa fortificata che Giovanni di Bicci, capostipite della casata, acquistò all’inizio del XV° secolo. La ristrutturazione sembra sia stata opera dell’architetto Michelozzo. Data la vicinanza con la città fu la residenza più amata dalle prime generazioni dei Medici e proprio qui morì Lorenzo il Magnifico. Saccheggiata ed incendiata nel 1529, fu successivamente restaurata ed affrescata da Pontormo e Bronzino. Dopo altri passaggi di proprietà, nel 1936 fu acquistata dall’Ospedale di S.M. Nuova. La facciata ha un andamento irregolare ed ha mantenuto alcuni elementi medievali. Il cortile è circondato su tre lati da arcate. Sul lato posteriore due bracci della costruzione si protendono verso il giardino.

Villa Bardini

Zona: Area fiorentina
Tipo: villa storica (XVII° secolo)
Indirizzo: costa San Giorgio, 2
Sito: www.bardinipeyron.it

La Villa Bardini, precedentemente denominata Villa Manadora, fu costruita nella prima metà del XVII° secolo dopo che Francesco Manadori ne affidò il progetto all’architetto Gherardo Silvani. Il giardino, abbellito da sculture, sfruttava il declivio della collina, dove vennero ricavati numerosi punti panoramici sulla città. Nel XIX° secolo Giacomo Le Blanc ne acquisì la proprietà e trasformò il parco in un giardino all’inglese. Risale a questo periodo la Kaffeehaus con grotta, ancora esistente. Dopo un ulteriore passaggio di proprietà, mentre l’insieme mostrava già vistosi segni di degrado, nel 1913 Villa Manadora ed il giardino all’inglese, furono acquistati dall’antiquario Stefano Bardini, il quale promosse una serie di grandi rinnovi e modifiche. Costruì un viale per raggiungere la villa, mentre gli edifici sulla Costa San Giorgio furono accorpati in quella che sarà conosciuta semplicemente come Villa Bardini. Dopo vari anni di incuria e abbandono, la villa è stata completamente ristrutturata e riaperta al pubblico nel 2006, ivi compreso uno spazio per esposizioni. Nel corso del 2007 e 2008 sono stati aperti anche il Museo Roberto Capucci ed il Museo Annigoni, un ristorante e uno spazio per mostre di arte contemporanea. Dalla terrazza si gode un eccellente panorama della città. Il giardino della villa è visitabile con lo stesso biglietto di accesso al Giardino di Boboli.

Villa Il Gioiello

Villa Il Gioiello

Indirizzo: Via del Pian dei Giullari, 42
Email: edu@msn.unifi.it
Informazioni e prenotazione guide: lunedì-venerdì tel. +39 055 2756444
Orario: sabato e domenica con prenotazione obbligatoria e visita guidata
Biglietti: gruppi (max 25 persone) € 250,00

Il nome della villa deriva  all’esposizione ed al podere  sul colle di Arcetri. La villa è strutturata intorno al cortile interno con la caratteristica forma a U e la facciata interna presenta, sui due lati corti, due ordini di colonne tuscaniche senza archi né volte. La facciata esterna, semplice e lineare, è interrotta da alcune finestre incorniciate con pietra serena.

Fu l’ultima dimora di Galileo Galilei. Nel 1633, dopo l’abiura e la condanna da parte del Tribunale del Sant’Uffizio, lo scienziato ottiene di poter scontare gli arresti domiciliari nella villa. Nonostante i severi controlli ed impedimenti, Galilei portò a compimento alcune  delle sue grandi opere scientifiche.

Villa Favard

Villa Favard

Zona: Area fiorentina
Tipo: dimora storica (XIX° secolo)
Indirizzo: via Curtatone

Villa Favard è’ una delle ultime grandi residenze nobiliari di Firenze. Il palazzo fu costruito dall’architetto Giuseppe Poggi per richiesta della baronessa Fiorella Favard de l’Anglade nel 1857. La villa è una delle ultime espressioni dell’equilibrato stile neoclassico fiorentino. Gli interni sono pieni di decorazioni, tra cui affreschi, stucchi, intagli. Acquistata nel 2007 dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e sottoposta ad un’accurata opera di ristrutturazione, da 2011 è sede dell‘istituto fiorentino Polimoda (Istituto Internazionale di Fashion Design e Marketing). e del Centro di Documentazione Matteo Lanzoni di Polimoda, il più fornito per il settore moda. Grazie al ricco programma di iniziative, eventi, mostre e conferenze aperte al pubblico, Villa Favard è un punto di riferimento culturale del settore “fashion” e del “Made in Italy”.

Villa La Quiete

Villa La Quiete

Zona: Area fiorentina
Tipo: dimora storica (XVII° secolo)
Indirizzo: Via di Boldrone
Informazioni e prenotazione guide: lunedì-venerdì tel. +39 055 2756444
Orario: sabato e domenica 10.00-19.00
Visite: le visite guidate, di sabato e domenica, sono gratuite a cura delle guide del museo una ogni ora 10,11,12,13,14,15,16,17 – la visita dura 30 minuti – costo € 70,00 per gruppi fino ad un massimo di 15 persone

La villa è  situata presso la collina di Castello, ai piedi del Monte Morello. L’edificio originale era di epoca medievale. Tra i proprietari storici si ricordano il capitano di ventura Niccolò da Tolentino, Pierfrancesco di Lorenzo Medici, la famiglia Taddei e l’Ordine di Santo Stefano. Nel 1627 la costruzione assunse il carattere di vera e propria villa con la nuova proprietaria Cristina di Lorena, moglie del Granduca Ferdinando I° Medici. Fu lei, inoltre, a commissionare a Giovanni da San Giovanni l’affresco La quiete che pacifica i venti, eseguito nel 1632, dal quale la villa prese il nome attuale.

Fondamentale il ruolo di un’altra donna, la nobile spagnola Eleonora Ramirez de Montalvo che, nel 1650 acquistò la villa con lo scopo di ospitare la Congregazione delle Minime Ancelle della Santissima Trinità, per l’educazione spirituale delle giovani aristocratiche fiorentine. Secondo la tradizione, una volontà divina avrebbe indicato Villa La Quiete quale sede dell’educandato.

Villa La Quiete conserva pertanto le tracce eterogenee di una storia originale: villa medicea, educandato, istituto religioso. Di notevole interesse è il grande salone, con terrecotte invetriate Della Robbia, Incoronazione di Maria e Santi di Sandro Botticelli, tre notevoli opere di Ridolfo del Ghirlandaio e Ascensione di Neri di Bicci. Nella galleria il citato affresco Quiete che pacifica i venti di Giovanni da San Giovanni. Attualmente la struttura è in parte gestita dall’Università degli Studi di Firenze, che l’ha trasformata in un polo interdisciplinare per la promozione di eventi, convegni, corsi di formazione e visite turistiche.

Villa Strozzi al Boschetto

Villa Strozzi al Boschetto

Zona: Area fiorentina
Tipo: dimora storica (XVI° secolo)
Indirizzo: Via Pisana, 77

A metà del XVI° secolo, Giovan Battista di Lorenzo Strozzi fece costruire la sua residenza, corredata da un grande giardino e dal bosco di Cafaggio che, pur mantenendo le proprie caratteristiche, fu migliorato con fontane ed elementi decorativi tipici del gusto manierista. Una seconda importante trasformazione avvenne a metà del XIX° secolo, quando il principe Ferdinando Strozzi commissionò all’architetto Giuseppe Poggi il restauro della villa e del parco cinquecentesco. Recentemente  il parco e la villa furono acquistati dal Comune di Firenze, diventando parco pubblico. Attualmente è sede di Tempo Reale, il centro di ricerca e produzione musicale fondato da Luciano Berio. Da 2014 ospita il Centro Sino Italiano di Design – Firenze & Shanghai. La villa ospita attività ed eventi incentrati sul design, l’architettura sostenibile, la moda e il cibo.

Villa Il Ventaglio

Villa Il Ventaglio

Zona: Area fiorentina
Tipo: dimora storica (XV° secolo)
Indirizzo: Via Giovanni Aldini

Nella prima metà del XV° secolo la costruzione originaria era luogo di sosta per i pellegrini che si recavano a San Domenico di Fiesole. Dopo una serie di passaggi di proprietà, nella prima metà del XIX° secolo fu acquistata dal conte Giuseppe Archinto. Questi incaricò l’architetto Giuseppe Poggi di ristrutturare l’edificio e di riprogettare il giardino. Nel 1969 la villa ed il giardino furono rilevati dallo Stato Italiano, mentre già dall’anno precedente vi aveva sede l’Università Internazionale dell’Arte.

Il parco monumentale ha un impianto scenografico. All’ingresso c’è un laghetto  al cui interno si trova un’isoletta, collegata per mezzo di un piccolo ponte. Nella parte più alta del parco, alle pendici della villa, c’è un labirinto di siepi addossato ad un versante della collina. Il giardino è aperto al pubblico.

Villa Fabbricotti

Villa Fabbricotti

Zona: Area fiorentina
Tipo: dimora storica (XVI° secolo)
Indirizzo: via Vittorio Emmanuele

Nella villa, risalente al  XVI° secolo risiedette la sorella di Napoleone Elisa Baciocchi e, nel 1825, vi morì Paolina, altra sorella di Napoleone. Verso la metà del XIX° secolo, la villa divenne un casino di caccia di un ramo della famiglia Strozzi. L’aspetto attuale si deve a Giuseppe Fabbricotti, che acquistò l’edificio nel 1864 ed incaricò gli architetti Vincenzo Micheli e Antonio Cipolla di trasformarlo in una lussuosa residenza. L’edificio di stile vittoriano, ha pianta rettangolare ed è sovrastato da una torretta merlata. Nella villa fu ospitata la regina Vittoria del Regno Unito durante la sua visita alla città (1894). Affiancata al lato est, in posizione arretrata, si trova una piccola cappella con linee simili al Pantheon. Divenuta proprietà dello stato nel 1935, la villa è attualmente sede di vari uffici e associazioni culturali.

Villa Gamberaia

Villa Gamberaia

Zona: Area fiorentina
Tipo: dimora storica (XVII° secolo)
Indirizzo: via Rossellino – località Settignano

 All’inizio del XV° secolo l’edificio era una semplice casa rurale di proprietà del padre dei tre fratelli Rossellino,divenuti noti scultori. Nel XVII° secolo la proprietà  fu acquistata dalla famiglia Capponi che intraprese una profonda ristrutturazione dell’edificio originale ed aggiunse uno splendido giardino all’italiana concluso da tre archi attraverso i quali si gode un’eccellente vista di Firenze. Numerose le statue e le fontane di pregio sparse nell’area verde.