riserve

...la bicicletta incarna il mito dell’uomo libero.   Viaggiare in bici è una emozione forte, delineata nel sale e scende sulle colline, che ti fa  imparare  e ricordare meglio i contorni di un luogo,  seguindo la strada che indicano le emozione

Se si pensa alla natura toscana, vengono subito in mente le dolci colline coperte di vigneti, i casali e i cipressi, che poi non è natura ma paesaggio modificato dall’uomo a suo vantaggio. Tuttavia, molti sono ancora i luoghi dove l’ambiente naturale si presente ancora intatto o quasi. La Toscana infatti primeggia in Italia per numero di parchi, riserve, orti botanici, oasi  faunistiche ed aree protette che custodiscono una varietà di flora e fauna invidiabile dalle altre regioni. Foreste, rupi, orridi, lagune, dune, monti, macchie, crete, balze ed isole sono altri scenari appartenenti al paesaggio toscano e sensibile è la tutela che viene posta per proteggerli, dove si può ancora trovare tanto l’aquila reale quanto i fenicotteri, tanto l’abete quanto la sughera, tanto il lupo quanto i delfini, le stelle marine, i cinghiali, ecc…

Le aree protette coprono oltre il 10% del territorio toscano. Ne fanno parte 3 parchi nazionali, 3 parchi regionali, 2 parchi provinciali, 36 riserve naturali statali, 37 riserve naturali regionali e 52 aree naturali protette di interesse locale. I parchi e riserve sono distribuite con concentrazioni maggiori nelle province  di Arezzo, Grosseto, Pisa e Lucca, dove si trovano anche i tre parchi principali:  Parco Regionali della Maremma, il Parco delle  Foreste Casentinesi, Monte Falterona , Campigna. Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli,, in cui si trovano ampie distese di pinete e macchia mediterranea. Il parco comprende anche la foce dell’Arno e la pineta nei dintorni della costa pisana. Da segnalare anche il Parco delle Alpi Apuane con le loro gigantesche cave di marmo di Carrara oltre il Parco Provinciale di Montioni e quello  dei Monti Livornesi. Il più importante è il Parco Naturale della Maremma che racchiude i Monti dell’Uccellina. Il parco è anche meta prescelta da molte specie di uccelli nella stagione migratoria e rappresenta un ideale habitat naturale per cavalli e bovini allo stato brado o allevati all’aperto, sorvegliati dai butteri, i tradizionali guardiani maremmani.  Altre luoghi suggestivi sono le lagune e dune costiere di Orbetello e Burano, le crete e i calanchi del Senese,  le isole dell’Arcipelago Toscano. In seguito i principali parchi e riserve del territorio toscano.

Consigli utili

Alcune regole per vivere la montagna o campagna in sicurezza

– Munitevi sempre di una buona carta e di una bussola

– Si consiglia di farsi accompagnare da una guida escursionistica del luogo

– Informatevi sempre localmente sullo stato del sentiero che intendete percorrere

– Non abbandonate mai il sentiero segnato

– Se si perdono i segni (generalmente bianco-rossi a cura del C.A.I.) non proseguite, ma tornate a ritrovare l’ultimo segno

– Non andate mai da soli

– Lasciate sempre detto a qualcuno il percorso che intendete effettuare

– In caso di necessità chiamate pure il 118, ma tenete presente che se non è vera emergenza distogliete gli operatori da altri interventi

– Non partite mai senza acqua nello zaino e senza un abbigliamento adeguato

– Prevedete il rientro sempre qualche ora prima del tramonto

Informazioni:

CAI – Club Alpino Italiano
Tel.+39 055 6120467
www.caifirenze.it
segreteria@caifirenze.it

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PARCHI

PARCHI NAZIONALI IN TOSCANA

tsl-home333Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano

Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emilliano

parco appenninoZona: Lunigiana, Garfagnana
Provincia di Massa Carrara: Comano, Filattiera,  Fivizzano, Licciana Nardi, Bagnone
Provincia di Lucca: Giucugnano, San Romano in Garfagnana, Villa Collemandina
Tipo: riserva naturale
Centro visita: Via per Apella, 1 – 54016 –  Licciana Nardi (MS)
Tel: +39 0187 421203
Sito: www.parcoappennino.it

Il territorio del Parco è localizzato nella maggior nella regione dell’Emilia-Romagna e in Toscana comprende le porzioni di crinale appenninico delle province di Lucca   e   Massa Carrara. Il territorio del Parco comprende al suo interno due parchi regionali (Parco del Gigante, Parco dei Cento Laghi) e quattro riserve naturali statali (Pania di Corfino, Guadine Pradaccio, Lamarossa, Orecchiella, queste due ultime in Toscana). L’Appennino Tosco-Romagnolo ospita anche  il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

oparco appennino1Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano vanta una straordinaria ricchezza di ambienti, dai boschi di faggi ai castagneti, dalle praterie, antichi pascoli per migliaia di capi di ovini, alle brughiere di piante di mirtillo e ancora laghi di origine glaciale, cascate, pareti rocciose antichissime come la Pietra di Bismantova o i Gessi Triassici. La Primula appenninica, volgarmente nota come “orecchia d’orso”, è una delle specie endemiche che caratterizza il patrimonio floristico del Parco. La coltivazione del castagno ha costituito per secoli una delle forme più radicate e diffuse di sostentamento per il territorio appenninico e rappresenta un elemento del paesaggio tipico del territorio del Parco Nazionale.  Sui pascoli ai piedi della Pania di Corfino, il Corpo Forestale dello Stato ha realizzato il Giardino Botanico dell’Orecchiella, una delle mète più interessanti dell’Appennino per gli appassionati di piante rare. La fauna conta animali come il lupo, il cervo, il capriolo, il tasso e l’aquila reale e sono presenti rarità botaniche che fanno di intere zone veri e propri giardini botanici naturali.

parco appennino4Il Parco è anche una meta turistica adatte per le vacanze, luogo ideale per gli amanti dell’attività sportiva e del relax, dispone al suo interno di ottimi servizi e strutture sportive. I Centri Visita del Parco sono strutturati come punti informativi e di accoglienza collocati in strutture ricettive già esistenti sul suo territorio che garantiscono ospitalità durante tutto l’anno, vendita di prodotti tipici, consultazione, offerta di servizi informativi, di accompagnamento e di noleggio di attrezzature sportive. Oltre ai Centri Visita, ci sono una serie di Info point dove si possono trovare informazioni turistiche ed acquistare prodotti tipici del territorio.

In Toscana sono attivi due Centri Visita presso:
Agriturismo “Montagna Verde” – località Apella – Licciana Nardi (MS)
Locanda “Il Castagno” – località Ponteccio – Giuncugnano (LU)

parco appennino toscoElementi principali

L’Appennino Tosco Emiliano si estende dal Passo della Cisa (m 1045) al Passo della Futa (m 903). Nella sua lunghezza si trovano: il Monte Succiso (m 2017), il Monte Cusna (m 2120), il Monte Cimone (m 2165) situati in Emilia ma ben accessibili dalla parte toscana. Inoltre, in Toscana o sul confine si  trova: il Monte Prato o Prado (m 2053), il Monte Giovo (m 1991), il Monte Rondinaio (m 1964), le Tre Potenze (m 1940), il Monte Gomito (m 1892), il Libro Aperto (m 1937), il Monte Gennaio (m 1814).

Tra le valli che discendono verso sud  possiamo citare i grandi territori della Lunigiana, la  Garfagnana ed il Mugello. Sono inoltre presenti  diverse vie di comunicazione  che scavalcano l’Appennino  tra cui il Passo della Cisa (m 1045), il Passo di Cirone (m 1255), il Passo del Lagastrello (m 1200), il Passo del Cerreto(m 1261), il Passo della Pradarena (m 1579), il Passo delle Radici (m 1529), il Passo dell’Abetone (1388), il Passo della Collina o della Porretta (m 932), il Passo della Futa (m 903). Nei passi o nei pressi esistono posti di ristoro e di pernottamento.

Tra le cime  di rilievo vi è da annotare il Monte Falterona e il Monte Fumaiolo (1.408 m), dalle cui pendici sgorgano rispettivamente il fiume Arno che attravessa tuta la città di Firenze  e il Tevere che raggiunge fino a Roma . Inoltre sono da ricordare le seguenti cime: Sasso di Castro (m 1276), Monte Beni (m 1263), Monte Gazzaro (1125), Monte Lavane (m 1241), Monte Falco (1658), Poggio allo Spillo (1449), Monte La Penna (La Verna, m 1283).

Tra i valichi principali ricordiamo: passo della Raticosa (m 968), Giogo di Scaperia (m 882), Colla di Casaglia (m 913), Passo del Muraglione (m 907), Passo della Calla (m 1296), Passo dei Madrioli (m 1173), Passo di Viamaggio (m 983), Bocca Trabaria (m 1049). Inoltre, nell’ultimo tratto, al confine con le  Marche, si trovano due caratteristici rilievi: Sasso di Simone (m 1204) e Simoncello (m 1221).

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte falterona, Campigna

parco foreste casentinesi mappaZona: Casentino
Provincia Arezzo: Chiusi della Verna, Bibbiena, Poppi, Pratovecchio e Stia
Provinica Firenze: San Godenzo e Londa
Tipo: riserva naturale
Sito: www.parcoforestecasentinesi.it

Il Parco si estende su una superficie di 36000 ettari nel  crinale appenninico Tosco-Romagnolo  tra la Toscana e l’Emilia Romagna. Alle pendici occidentali del Monte Falterona, a circa 1300 m s.l.m., nasce il più grande fiume della Toscana – l’Arno.  Il parco è una grande area protetta che si estende tra le regioni Toscana ed Emilia Romagna, caratterizzata da boschi tra i più estesi e meglio conservati d’Italia e sede di un importante patrimonio floreale, composto da 1358 specie individuate, e da una fauna di grande interesse. I boschi ed i numerosi ambienti naturali fanno da cornice ai segni della millenaria presenza dell’uomo: borghi, mulattiere e, soprattutto, due santuari di assoluto spicco, Camaldoli e La Verna, il luogo dove San Francesco ricevette le stimmate. Numerose sono le altre Pievi e i castelli che dominano le vallate Casentinesi. I boschi rigogliosi sono stati per secoli sostentamento e ricovero per tante piccole e grandi comunità. Inoltre hanno fornito il legname fin da epoche storiche: ad esempio quello per le impalcature del Duomo di Firenze, o travi lunghe e dritte per costruire le navi della flotta di Pisa. Infatti, per far questo, la Repubblica Fiorentina, nel  XV° secolo aveva allestito un sistema di trasporto dalle foreste mediante coppie di buoi aggiogati fino a Pratovecchio, dove c’era la darsena di concentramento: qui i tronchi degli alberi venivano legati con delle liane, formando delle zattere chiamate “foderi”, in attesa della piena dell’Arno, dove la corrente del fiume li trasportava fino a Firenze, Pisa e Livorno.

foreste casentinesiIl parco è un vero paradiso naturale, costituito a sua volta da alcune componenti delle Foreste Demaniali Casentinesi: la Riserva Naturale di Sasso Fratino, la zona integrale de La Pietra, le riserve naturali biogenetiche di Campigna, della Scodella, di Badia Prataglia-Lama, di Camaldoli, la foresta monumentale de La Verna e l’area delle Cascate dell’Acquacheta.

All’interno del parco si tova una gran varietà di piante arboree. Questo è dovuto in gran parte alla cultura boschiva millenaria portata avanti dai Monaci Camaldolesi, dalla Repubblica Fiorentina, dalla famiglia dei Medici, ma anche dai Lorena, che nel 1838, su richiesta del Granduca Leopoldo II, fecero venire appositamente dalla Boemia un tecnico forestale di nome Karl Siemoni  per occuparsi  del rimboschimento di alcune zone degradate facendo importare dal Tirolo e dalla Boemia semi e piantine.Sono presenti anche esemplari di Abete Bianco, Frassino maggiore, Orniello e Tigli selvatici di due specie, così come l’Olmo Campestre e Montano, il Carpino Bianco e Nero e ben tre specie di Sorbi: Montano, degli Uccellatori e Termale; inoltre si trovano anche alberi di Cerro, Quercia, Ciliegio, Maggio Ciondolo, Salice Bianco, Salicone, Pioppo tremulo, Tasso e Agrifoglio.

foreste casentinesiLa fauna che popola la foresta è composta da diverse specie di animali: Cervi, Daini, Cinghiali, Tassi, Puzzole, Castori, ma anche Poiane, Ghiri, Faine, Volpi, Scoiattoli e altri piccoli roditori. Da diversi anni è presente anche il Lupo, avvistato nella foresta della Lama.

L’area può essere visitata con escursioni a piedi, in mountain bike e a cavallo o, in inverno, con sci da escursionismo. La rete dei sentieri si estende per circa ben 600 chilometri. Per apprezzare al meglio il parco, il consiglio è di percorrere a piedi i sentieri  segnati in gran parte dal C.A.I., il Club Alpino Italiano.  All’interno del parco ci sono due rifugi gestiti dalla sottosezione del C.A.I. di Stia, ubicati uno al Passo della Calla, sulla strada che da Stia porta a Campigna e l’altro dei “Fangacci”, che da Badia Prataglia porta all’Eremo di Camaldoli.

foresta momìnumentale della vernaForesta Monumentale de La Verna

Di grande interesse naturalistico è la Foresta Monumentale de La Verna, conservata e mantenuta fino ai giorni nostri anche grazie alla sapiente opera dei frati, in una perfetta armonizzazione tra uomo e natura. Il bosco principale è costituito da abeti e faggi, con esemplari che raggiungono i 50 metri di altezza e diametri fino a 1,80 metri. La foresta è caratterizzata anche da una notevole ricchezza botanica e faunistica. Sono presenti anche numerose specie di uccelli, tra cui rapaci quali il Gufo Reale ed il Falco Pellegrino.

riserva camaldoliRiserva Biogenetica di Camaldoli

È situata tutt’intorno all’Eremo di Camaldoli e confina con la Foresta della Lama. I monaci l’hanno accudita per molti secoli, dedicando particolare cura ai boschi di abete bianco. Tutta l’area è popolata da quattro specie fondamentali di animali ungulati: cervo, daino, capriolo e cinghiale, oltre che al loro predatore naturale, il lupo. Nella riserva sono presenti anche aree umide, habitat naturale di importanti specie di anfibi quali il tritone e la salamandra.

 

monte falteronaMonte Falterona

La dorsale appenninica, elevandosi con gradualità dal lato orientale, comprende il principale rilievo montuoso all’interno del Parco. Lungo le pendici meridionali del Monte Falterona, a quota m.1358, c’è una rigogliosa sorgente, denominata “Capo d’Arno”, all’origine del maggior corso d’acqua della Toscana, il fiume Arno. Più ad est si trova la leggera depressione erbosa denominata “Lago degli Idoli”, rilevante sito archeologico perché vi sono state rinvenute numerose statuette di fattura etrusca.

 

foresta lamaForesta della Lama

La foresta, che però si estende in gran parte nel territorio della regione Emilia Romagna, si trova al centro del Parco, nei pressi del Monte Penna, e confina con la Riserva Biogenetica di Camaldoli. All’interno c’è una stazione forestale attorno a cui si possono ammirare anche piante esotiche di dimensioni eccezionali, come pure un inusuale biancospino di vecchio di circa 300 anni.

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Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano

parco arcipelago toscanoZona: Arcipelago Toscano
Provincia Livorno:  Portoferraio, Rio Marina, Rio nell’Elba, Porto Azzurro, Capoliveiri, Campo nell’Elba, Marciana, Marciana Marina, Capraia isola
Provincia Grosseto: Isola del Giglio
Tipo: riserva naturale marina

L’Arcipelago Toscano comprende sette isole: Elba, Giglio, Capraia, Gorgona, Pianosa, Giannutri e Montecristo. Fanno parte del parco tutte le isole minore come Palmaiola, Cerboli, Formiche di Grosseto e alcuni scogli come Meloria, Isola dei Topi, Scoglietto di Portoferraio, Socglio d’Africa e altri forme rocciose. Le due isole principale quanto a estensione e ricchezza paesaggistica sono: Isola d’Elba e Isola del Giglio. L’arcipelago è bagnato del Mar Ligure e dal mar Tirreno e ingloba anche il Canale di Piombino e il canale di Corsica. Il Parco comprende un’area di circa 18.000 ettari a terra, con interessanti siti geologici e naturalistici, e 60.000 ettari di mare, ed è popolato da numerose specie altrove ormai rare.

parco nazionale del arcipelago toscanoIl territorio di ciascuna isola è differente a seconda della natura geologica, che ne influenza la forma e il paesaggio: mentre la Capraia è di origine vulcanica, il Giglio e Montecristo sono in prevalenza granitiche e l’Elba presenta il territorio più vario. La vegetazione di queste isole è rappresentata prevalentemente dalla macchia mediterranea. Si nota, ad esempio, come l’antichissima presenza dell’uomo nell’Isola d’Elba, testimoniata dai ritrovamenti e dalla lunga tradizione di lavorazione dei minerali, abbia prodotto profondi cambiamenti nella vegetazione originaria, della quale solo in alcune parti restano i boschi di leccio. Tra le colonie di uccelli marini, berte e gabbiani, si trovano rari esemplari come il gabbiano corso. E’ possibile avvistare cetacei, mentre, più di rado è stata segnalata la presenza della foca monaca.

Dal punto di vista escursionistico le più interessanti sono l’Elba, il Giglio, la Capraia. Esse sono fornite di sentieri segnati dal C.A.I. o da istituzioni locali. Montecristo, invece, è un’isola accessibile solo a numero chiuso, con molte limitazioni e tramite prenotazione. E’ permesso un solo itinerario accompagnati dalle guardie forestali locali.

parco arcipelago toscanoIsola d’Elba

L’isola d’Elba è la più grande striscia di terra rimanente dell’antico tratto che collegava la penisola italica alla Corsica. Il terreno è molto vario, e diviso in più parti a seconda della sua conformazione e dell’era geologica in cui si è formato. La parte montuosa a Ovest, è dominata al centro dal Monte Capanne (1018 m), il “tetto dell’Arcipelago Toscano”. Al centro si estende un tratto prevalentemente pianeggiante. In questa parte dell’isola si trovano due tra i maggiori centri: Portoferraio e Campo nell’Elba. A Est si trova invece la parte più antica dell’isola. In quell’area collinare, dominata dal Monte Calamita, si trovano i giacimenti di ferro che resero famosa l’Isola d’Elba.

L’imperatore Napoleone Bonaparte fu esiliato all’Elba, e alcune ville ne sono testimonianza: Villa dei Mulini situata in Portoferraio, con una magnifica vista sul mare e la residenza estiva , Villa San Martino. L’isola produce un vino dolce liquoroso da dessert, chiamato Aleatico. Spesso accompagna la tipica “Schiaccia Briaca”.

Isola del Giglio

L’interno si presenta particolarmente montuoso, le coste sono frastagliate e ricche di piccole cale e insenature, la vegetazione presente è costituita da flora mediterranea: lecci, scopa, macchia bassa di cisto. Il centro storico, Giglio Castello, si trova a circa 400 metri d’altitudine. L’antica rocca fu costruita in epoca pisana e in seguito rafforzata dai nobili del Granducato di Toscana per difendersi dagli attacchi dei pirati saraceni. Ai piedi delle grandi mura si estende il paesino con le sue scalinate, intrigati vicoli e strette stradine, mentre Giglio Porto, l’antico borgo di pescatori, è oggi il cuore commerciale dell’isola. L’isola dista dal continente 13 km, a cui è collegata da traghetti che impiegano circa un’ora da Porto Santo Stefano, sul  comune di Monte Argentario (GR)

capraia isolaCapraia

L’Isola di Capraia è la terza per grandezza dell’Arcipelago Toscano, situata a 26 km appena dalla Corsica ed a 55 km da Livorno. Isola “selvaggia” per definizione, è il risultato di una eruzione vulcanica di circa 9 milioni di anni fa. Il territorio è quasi totalmente coperto di macchia mediterranea e con un unico centro abitato – comune di Capraia Isola – e rientra nel territorio della provincia di Livorno.  Prima, nell’isola, esisteva una Colonia penale che fu abolita nel 1986.

Il territorio di Capraia nel suo interno è montuosa con valli, gole e vette che risultano addati a percorsi trekking, dalla breve passeggiata alla camminata più lunga ed impegnativa. I percorsi portano allo Stagnone – unico invaso naturale d’acqua dolce dell’Arcipelago,  al Piano – l’antico insediamento romano oggi riportato a coltura di vite,  al Monte Arpagna, allo Zanobito – punta estrema a Sud dell’Isola,  al Monte le Penne, o all’interno dei vecchi insediamenti dell’ex Colonia Penale con le sue celle ed i suoi dipartimenti oggi liberamente visitabili.

isola montecristoMontecristo

L’isola è inaccessibile sia per la sua natura, sia per motivi legislativi, una volta che è una riserva integrale naturale. La sua conformazione morfologica, simile ad un cono roccioso con le pareti che cadono a strapiombo nel mare blu cobalto, indica la forte profondità che si trova nell’immediato sottocosta.

PARCHI REGIONALI IN TOSCANA

Parco Regionale delle Alpi Apuane

Val serenaia4Zona: Garfagnana
Province di  Lucca: Camaiore , Camporgiano, Careggine, Castelnuovo di Garfagnana,  Fabbriche di Vergemoli,   Gallicano, Minucciano   Molazzana,  Pescaglia,  Seravezza, Stazzema , Vagli Sotto (LU)
Provincia di Massa: Casola in Lunigiana, Fivizzano),  Massa,   Montignoso (MS)
Tipo: parco naturale regionale
Sito: www.parcapuane.it
Centro visite 1: Località Filanda – Forno di Massa – Massa (MS)
Tel:   +39 0585 315300
Email: nfo@parcoapuane.it
Centro visite 2:     Piazza delle Erbe, 1  – Castelnuovo Garfagnana (LU)
 Tel: +39  0583644242
Email: garfagnana@tin.it
Centro visite 3: Via Corrado del Greco, 11 –  Seravezza (LU)
Tel: +39 0584 756144  
Email:  info@prolocoseravezza.it
Orari: tutti i giorni 9.00-13.00 – chiuso martedì –  Maggio a Ottobre  9.00-13.00 e 15.30-18.30
Servizi: Prenotazioni guide del Parco,  Internet point , Book shop

Copia di SAM_8274Le Alpi Apuane si caratterizzano per la morfologia assai aspra, con valli profondamente incise ed i versanti imponenti e molto inclinati del massiccio montuoso. Le Apuane sono conosciute per la bellezza dei marmi, per i profondi abissi e per le grandi cavità  e grotte del sottosuolo carsico.  Si trovano infatti, un labirinto impressionante di gallerie e pozzi con più 1.300 grotte di varia grandezza, visitabili con un’adeguata attrezzatura e l’accompagnamento di una guida speleologica. In alcune grotte sono state ritrovate tracce di presenza umana risalente  al Paleolitico riguardante all’uomo di Neanderthal.

Le Alpi Apuane sono attraversate da una fitta rete di sentieri, alcuni dei quali piuttosto impegnativi, e quindi da percorrere con molta attenzione. Non mancano anche alcune vie attrezzate con cavi metallici da percorrere con materiale adeguato, riservate a persone esperte. E ovviamente molte sono le “vie” alpinistiche. I rilievi più importanti sono, da Nord verso Sud: Monte Sagro (m 1748 ), Pizzo d’Uccello (m 1781), Monte Pisanino (m 1947, il più alto delle Apuane), Monte Tambura (m 1895), Monte Corchia (m 1676), Monte Altissimo (m 1589), Pania della Croce (m 1858), Monte Procinto (m 1147).

Nel territorio della Garfagnana, le grotte di più importanza dal punto di vista mineralogico e che offrono la possibilità di effettuare escursioni e visite guidate al loro interno sono:

Grotta-del-VentoGrotta del Vento

Zona: Garfagnana
Comune:
Fabbriche di Vergemoli – località Fornovolasco (LU)
Prenotazioni delle visite:
Direzione “Grotta del Vento”delle Alpi Apuane
Indirizzo:
Località Fornovolasco – 55020 – Fabbriche di Vergemoli (LU)
Tel.
+39 0583722024
Email:
info@grottadelvento.com
Sito: 
www.grottadelvento.com
Orari: 
aperta tutti i giorni dell’anno (Natale escluso)1° itinerario: ore 10:00, 11:00, 12:00, 14:00, 15:00, 16:00, 17:00, 18:00 – 2° itinerario: ore 11:00, 15:00, 16:00, 17:00 – 3° itinerario: ore 10:00, 14:00
Ingresso:
1° itinerario € 9,00 intero € 7,00 ridotto – 2° itinerario € 14,00 intero € 11,00 ridotto – 3° itinerario € 20,00 intero  € 16,00 ridotto
Servizi:
Navetta € 5,00, autoguide gratuito

E’ un immenso complesso sotterraneo con una grande varietà di rocce e minerali presenti.Ha tre percorsi turistici per la durata di 1, 2, o 3 ore e due itinerari avventura. L’itinerario di un’ora percorre gallerie caratterizzate dalla grande abbondanza di concrezioni tutte “vive” e di diversi colori. L’itinerario da due ore comprende il precedente percorso e prosegue scendendo di 75 metri fino a raggiungere la parte più profonda della grotta che è percorsa da un piccolo torrente sotterraneo. L’itinerario da tre ore comprende i primi due percorsi e prevede la risalita di un pozzo perfettamente verticale alto circa 80 metri. La Grotta ha un dislivello complessivo è di circa 120 metri ed è lunga circa 4500.La temperatura interna è costante tutto l’anno ed è di 10,7 °C.


antro del corchiaAntro del Corchia

Zona: Garfagnana
Comune:
Stazzema – località Levigliani di Stazzema (LU)
Prenotazioni delle visite:
Foresteria del Parco Regionale delle Alpi Apuane
Indirizzo:
Via IV Novembre, 70 – Levigliani di Stazzema – Stazzema (LU)
Tel: +39 0584 778405
Email: info@antrocorchia.it
Sito: 
www.antrocorchia.it
Orari:
gli orari sono diversi seconda le stagioni
Servizi:
servizio di guida per gruppi  su prenotazione

E’ la grotta più estesa d’Italia con oltre 70 Km di sviluppo di condotti sotterranei. La parte visitabile comprende un percorso di 2 km circa.Il percorso utilizza circa 646 m di passerelle e 1005 gradini. La temperatura dell’aria si mantiene costante nel corso del’anno intorno ai 7,6° C. E’ necessario indossare almeno un maglione e calzare scarpe con suola in gomma.


orrido di botri1Orrido di Botri

Zona: Garfagnana
Comune: Bagni di Lucca
Centro visite:  +39 0583 800020
Servizi:servizio di guida per gruppi di almeno 8 persone su prenotazione

I corsi d’acqua che scendono dall’Appennino hanno prodotto in alcune zone profonde incisioni che trovano la loro massima espressione nell’Orrido di Botri, uno dei più grandi canyon d’Italia. Si tratta di un’imponente gola calcarea con ripide pareti che quasi si toccano alla sommità. L’Orrido si inserisce in un paesaggio appenninico caratterizzato da ambienti rupestri ed estese faggete, dominato dalle cime del Monte Rondinaio e delle Tre Potenze che sfiorano i 2.000 metri di altezza.

orrido di botri2La visita richiede una specifica attrezzatura e l’accompagnamento di guide esperte. L’ingresso avviene in località Ponte a Gaio,  dove si trova il centro accoglienza del Corpo forestale dello Stato e la biglietteria raggiungibile dalla strada provinciale che collega il comune Bagni di Lucca alle località di  Calavorno, verso Tereglio (LU). Si entra nell’Orrido risalendo il letto del torrente. Il percorso massimo consentito arriva al punto denominato Piscina percorribile in circa 4 ore.


parco alpi apuane1All’interno del Parco Regionale delle Alpi Apuane ci sono una grande rete di sentieri che sono esser percorsi a piedi, in bicicletta oppure alcuni a cavallo, più di 60km di stradine e mulatiere.  Alcune zone permettono la pratica dell’alpinismo e dell’arrampicata. La rete di sentieri  che copre il territorio del Parco, circa un centinaio, sono quelli segnalati dal Club Alpino Italiano C.A.I.. A questi si aggiungono gli itinerari di lunga percorrenza realizzati dalle Comunità Montane, come il Garfagnana Trekking, l’Apuane Trekking, il Lunigiana Trekking o l’Alta Via delle Apuane. Prima di affrontare ogni percorso si consiglia di dotarsi di carte dettagliate, di verificare l’agibilità delle stesso e le condizioni meteorologiche. Di seguito alcuni degli itinerari più classici, che si possono seguire da solo o con l’accompagnamento delle guide parco.

Rifugi e Bivacchi nelle Alpi Apuane

Le Alpi Apuane sono montagne di alto valore escursionistico e alpinistico, molti sono i rifugi e bivacchi di appoggio presso i quali poter sostare per rifocillarsi ed anche pernottare.

– Rifugio Carrara, m 1320, località Campo Cecina, tel. 0585/841972, sempre aperto, escluso il 25 dicembre, 54 posti letto. Raggiungibile in auto da Carrara.

– Capanna Garnerone, m 1260, sotto il Monte Garnerone in località Fonte Vacchereccia, 18 posti letto, non gestito: le chiavi possono essere richieste al CAI di Carrara, tel. 0585/776782

– Rifugio Donegani, m 1150, località Orto di Donna, di fronte al Monte Pisanino, tel. 340/1509327, oppure 348/6520820; aperto dal 1 aprile al 31 ottobre, 52 posti letto. Raggiungibile in auto da Piazza al Serchio.

– Bivacco Aronte, m 1620, sotto il Passo della Focolaccia, locale unico con 6 cuccette, non gestito: chiavi reperibili presso il CAI di Massa, tel. 0585/488081

– Rifugio G. del Freo, m 1180, località Foce di Mosceta, di fronte alla Pania della Croce, tel. 0584/778007; cell. Gestori: 331/2952106; 333/7343419; posti letto 48. Apertura estiva. Telefonare per informazioni su altri periodi.

– Rifugio E. Rossi alla Pania, m 1609, tra la Pania Secca e la Pania della Croce, tel. 0583/710386, tel. gestore 0583/74095, cell. 348/3898003. Apertura: 20 giugno – 10 settembre tutti i giorni; 11 settembre – 10 giugno, solo festivi e prefestivi. Posti letto 22.

– Rifugio Forte dei Marmi, m 865, località Alpe della Grotta, sotto il Monte Nona e Procinto, tel. 0584/777051, gestori Barbara e Federica, cell. 328/0068070 – 338/8284628, fax 0187/715116, E-mail federicapuccinelli@hotmail.com, apertura estiva e fine settimana, 25 posti letto.

– Rifugio Conti, m 1442, località Campaniletti, tel. 0585/793059, tel. gestori 333/4551121 (Alfredo), 339/3063181 (Debora); posti letto 24, sempre aperto, ma si consiglia di telefonare prima.

– Rifugio La Buca, m 480, località Fornovalasco, tel. 0583/722013, posti letto 21 in camere da 2-3-4 letti, apertura 20 marzo – 20 dicembre.

– Rifugio Orto di Donna, m 1500, località Val Serenaia, tel. 347/3663542, posti letto 34; aperto tutti i week-end e tutti i giorni di luglio e agosto.

– Rifugio Val Serenaia, m 1100, all’imbocco della valle omonima, tel. 349/1424641, posti letto 20, camping annesso, aperto tutti i week-end e tutti i giorni di luglio e agosto, raggiungibile in auto da Piazza al Serchio.

– Bivacco K2, m 1500, alle pendici del Monte Contrario, 6 posti letto, chiavi al CAI di Carrara, tel. 0585/776782

– Rifugio La Quiete e il Robbio, m 995, località Prati del Puntato, tel. 0585/45440, 35 posti letto, tel. Gestore 338/9350953; aperto tutto l’anno ma solo su prenotazione.

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Parco Regionale della Maremma

parco regionale maremmaZona: Maremma
Comune: Magliano in Toscana, Grosseto  e Orbetello (GR)
Tipo: area naturale protetta
Centro visita: località Collecchio- Magliano in Toscana (GR)
Tel:  +39 0564 407098
Email: info@parco-maremma.it
Sito: www.parco-maremma.it

Il Parco Regionale della Maremma, noto anche come Parco dell’Uccellina, si estende lungo circa 25 chilometri di costa compresi tra le località di Principina a Mare (comune di Grosseto) a nord e Talamone (comune di Orbetello) a sud. I quasi 9.000 ettari del Parco sono suddivisi tra i comuni di Grosseto, Magliano in Toscana e Orbetello. L’area è caratterizzata da elementi morfologici diversi: la dorsale dei monti dell’Uccellina parallela alla linea di costa è ricoperta da una folta macchia mediterranea, la costa presenta lunghi tratti sabbiosi, piccole insenature, scogliere e ripidi roccioni, inoltre la palude della Trappola e una pineta di oltre 600 ettari – la Pineta Granducale dell’Uccellina, costituita principalmente da pini domestici che furono piantati nel corso del XVIII° secolo dai granduchi Asburgo Lorena, una volta completate le opere di bonifica e canalizzazione dell’area palustre precedente il Lago di Alberese.

parco maremmaIl Padule della Trappola è un  sistema di specchi d’acqua, in parte temporanei e in parte permanenti – i cosiddetti “chiari” o “bozzi” –  a cui si alternano dei rilievi dunosi appena accennati, dove sono presenti i bovini maremmani, mantenuti allo stato brado durante tutto l’anno che, assieme ai cavalli semibradi, sono divenute uno degli elementi più caratteristici del paesaggio agro-pastorale della Maremma. Durante l’inverno, le acque interne ospitano un gran numero di uccelli acquatici migratori. I settori più lontani dal mare sono stati bonificati e sono ora occupati da colture agrarie e da moderni allevamenti zootecnici.

parco della maremmaPer quanto riguarda i beni storico-architettonici, nel territorio del parco ci sono numerosi edificazioni: ruderi del periodo etrusco-romano nei pressi di Talamone e lungo il fiume Ombrone, gli imponenti ruderi della medievale Abbazia di San Rabano e le torri costiere di avvistamento. Tra queste ultime, nel territorio di Magliano in Toscana sono di particolare rilievo:

Torre di Cala di Forno: risalente al XVI° secolo, dalla sommità era possibile inviare segnali visivi alla Torre dell’Uccellina e con la Torre di Collelungo per segnalare eventuali pericoli alle torri costiere più settentrionali.
Torre Bassa: costruita dalla famiglia Aldobrandeschi nel XII° secolo. Nei pressi sono visibili i resti di altri edifici che, probabilmente, facevano parte dello scomparso Castello di Collecchio.
– Torre della Trappola: di epoca medievale, faceva parte di un complesso che comprendeva saline ed una chiesa, svolgendo funzioni di difesa e di guardia costiera.
– Torre di Castel Marino: costruita nel XIII° secolo confunzioni di difesa e di avvistamento.
– Torre di Collelungo: situata su un promontorio davanti alla spiaggia di Collelungo, è una delle torri meglio conservate di tutto il litorale grossetano. Fu edificata a pianta quadrangolare su tre livelli con un possente basamento a scarpa in epoca rinascimentale con funzione di sorveglianza di un tratto di costa all’epoca controllato da Siena. La struttura venne distrutta e successivamente ricostruita nella seconda metà del XVI° secolo, epoca in cui venne notevolmente rialzata. Nel 1847 fu colpita da un fulmine che distrusse i piani superiori dove, in passato, era probabilmente ubicata la polveriera. Negli ultimi anni del secolo scorso un attento restauro ha riportato la torre all’antico aspetto, recuperando gran parte degli elementi stilistici del XVI° secolo. La torre è raggiungibile attraverso l’itinerario A2 del Parco.

– Torre dell’Uccellina: risalente all’inizio del XIV° secolo, si trova lungo il crinale dei Monti dell’Uccellina. La torre aveva funzioni di sorveglianza della costa e di difesa della vicina Abbazia di San Rabano, di cui era parte integrante.

parco della maremmaIl Parco è aperto tutto l’anno e vi si accede tramite tre centri visite: Alberese (comune di Grosseto), Collecchio (comune di Magliano in Toscana), Talamone (comune di Orbetello). La visita è libera, individuale o di gruppo. All’interno del Parco ci sono vari itinerari segnalati e attrezzati, da percorrere a piedi o in bicicletta, ma alcuni sono efffettuabile solo accompagnati da guide, disponibili su prenotazione.

Itinerari a piedi

T1

Partenza: centro visite – località Talamone
Lunghezza: 4 km
Tempo di percorso: 2,30 ore
Difficoltà: media
Attrazioni: Punta del Corvo

T2

Partenza: centro visite – località Talamone
Lunghezza: 9 km
Tempo di percorso: 5 ore
Difficoltà: impegnativo
Attrazioni: le Cannelle

T3

Partenza: centro visite – località Talamone
Lunghezza: 16 km
Tempo di percorso: 8 ore
Difficoltà: impegnativo
Attrazioni: Grotta di Stoppa

Parco Regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli

parco san rossoreZona: Versilia
Provincia di Pisa: Pisa città, San Giuliano Terme, Vecchiano
Provincia di Lucca: Massarosa, Viareggio
Tipo: area naturale regionale protetta
Centro visita Tenuta San Rossone: località Cascine Vecchie – Pisa (PI)
Tel: +39 050 530101
Sito: www.centrovisitesanrossone.it
Email: visiters@tin.it
Centro visita Villa Medicea di Coltano: via di Palazzi, 21 – località Coltano – Pisa (PI)
Tel: +39 050 989084
Centro visita La Sterpaia: via Sterpaia, 16 – località La Sterpaia – Pisa (PI)
Tel: +39 050 533601
Sito: www.casalelasterpaia.it
Email: sterpaia@copisa.it

parco san rossoreIl territorio del parco si estende sulla fascia costiera delle province di Pisa e Lucca in un area anticamente lagunare e paludosa colmata, nel corso del tempo, da detriti portati dal fiume Serchio e in maniera più importante dal fiume Arno. Il litorale sabbioso, formato da arenili e dune, si distende per una lunghezza di circa 23 Km, comprendendo la costa da Calambrone fino a Viareggio. Include inoltre alcune aree omogenee quali il Lago di Massaciuccoli, le foci dei fiumi Arno, Fiume Morto e Serchio, la Tenuta di San Rossore, le pinete del Tombolo, di Migliarino e della Macchia Lucchese. È inclusa nel parco anche l’Area Marina Protetta “Secche della Meloria”, appartenente al comune di Livorno. All’interno del parco ci sono edifici rurali storici quali la Fattoria di Vecchiano, la Fattoria di Massaciuccoli, la Tenuta di Coltano.

parco san rossore1Le notevoli dimensioni del parco spiegano il motivo delle varie tipologie di ambienti naturali contenuti. È prevalente l’area boschiva, dove sono comuni gli alberi di pioppo, ontano, frassino, leccio e pino. Ci sono anche aree con dune ed aree palustri. In questi ambienti è presente una flora abbastanza rara, quale drosere, periploche, osmunda, ibisco rosa. La fauna è costituita da una notevole varietà di uccelli tra i quali il germano reale, gli aironi, i trampolieri, i gabbiani, le anatre e i cormorani sono i più comuni. E’ zona di nidificazione del fratino. Sono inoltre presenti diversi mammiferi di media e piccola taglia, tra i quali il daino, il cinghiale, il coniglio selvatico e la volpe rossa.

Il parco è accessibile a piedi, in bicicletta, a cavllo o carrozze. Le visite guidate si svolgono, inoltre, a cavallo e con carrozze. La Macchia Lucchese, il Lago di Massaciuccoli, la Tenuta di Coltano e parte delle tenute di Migliarino e di Tombolo sono visitabili liberamente.

lago massaciuccoli2Lago di Massaciuccoli

Zona: Versilia
Comune: Massarosa (LU) e Viareggio (LU)
Tipo: area umida naturale protetta
Servizi: visite guidare LIPU

In epoca romana era conosciuto come come Lago delle Fosse Papiriane. La sua fama è essenzialmente legata al compositore Giacomo Puccini che sul lago andava a caccia. Il compositore abitò a lungo in una bella villa in riva al lago stesso e qui è sepolto, in una località che, in suo onore è stata denominata Torre del Lago Puccini (comune di Viareggio). La maggior parte dei canali e dei fossi attorno al lago furono scavati in varie epoche, sia per bonificare dalla malaria le zone paludose che per l’estrazione della torba, utilizzata come combustibile per le fornaci. Inoltre, fino a tempi recenti, l’estrazione di sabbia silicea per la fabbricazione del vetro ha sottratto centinaia di ettari all’ambiente naturale.

Lago MassaciuccoliNell’area sono presenti tipiche piante palustri come la cannuccia di palude, la ninfea, la lisca. Inoltre ci sono le più vaste estensioni di falasco esistenti in Italia ed ampie estensioni di sfagno, entrambe di notevole valore ambientale. In passato il falasco era raccolto localmente ed usato, soprattutto, come strame nelle stalle. Il lago e l’insieme di fossi e canali erano fino ad un recente passato una tappa importante per tutti gli uccelli migratori. Nell’area vivono stabilmente il falco di palude, l’airone cenerino, l’airone bianco maggiore e l’airone guardabuoi, la garzetta, il germano reale e, nei canneti, il cannareccione. Nei pressi di Villa Ginori c’è una numerosa garzaia di aironi rossi (almeno 70 coppie). Sul lago si affaccia anche l’oasi protetta della LIPU.

Durante la stagione primaverile e quella estiva sul lago si svolgono varie attività sportive, in particolare canottaggio, canoa e vela. Le visite guidate sono organizzate dalla LIPU.

Oasi LIPU Massaciuccoli

E’ un’area protetta creata per tutelare al meglio specie animali rare e bisognose di vivere in un ambiente incontaminato e diversificato. Tra gli animali ospitati nei suoi 47 ettari, i volatili sono la presenza principale: oltre al tarabusino, simbolo dell’oasi, si possono incontrare anatre tuffatrici, svassi, cormorani, folaghe, aironi, cannaiole e cannareccioni. La ricca vegetazione, tra le ninfee e le canne, costituisce l’ambiente ideale per questi volatili che trovano qui il loro riparo, mentre le paludi sono popolate anche da rane e tartarughe. All’interno dell’Oasi è possibile effettuare visite guidate presso il Museo dell’Ecologia e della Palude, oppure caratteristiche escursioni a piedi camminando su palafitte, o sui battelli attraverso i canneti e le paludi, oppure  a bordo di canoe, kayak e barche a remi. Nell’Oasi è presente anche un Laboratorio Didattico.

Tenuta San Rossore

All’interno del Parco, si trova la Tenuta di San Rossore, che occupa una superficie di 4.800 ettari. La tenuta ospita una grande varietà di flora e fauna. La copertura boschiva è costituita principalmente da conifere (pino domestico e pino marittimo), e da boschi misti composti da alberi di farnia, frassino, frassino ossifilo, olmo, ontano nero e da piccoli lembi di leccio.

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RISERVE

RISERVE NATURALI IN TOSCANA

orbetello2Laguna di Orbetello

Parco provinciale dei Monti Livornesi

Zona: Costa deglie Etruschi
Comuni: Collesalveti, Livorno città, Rosignano Marittimo

Il Parco si estende per una superficie totale di circa 1.300 ettari e comprende un ricco  patrimonio naturale, storico ed ambientale. Le colline sono ricoperte dalla vegetazione a macchia mediterranea e costituiscono un sistema di antichissime origini geologiche e conservano particolari esemplari di flora e fauna. Numerose sono le specie vegetali che si trovano all’interno del parco, quali lecci, olmi, castagni, cerri e noccioli, mentre la parte più vicina al mare è ombreggiata dalle folte pinete. Anche la fauna è ben rappresentata con animali come volpi, donnole e cinghiali, tra le varie specie di uccelli  quali gufi, barbagianni, allocchi, ma anche la magnanina, il codirossone e la sterpazzolina.

In quest’area, si riscontrano tracce di presenza umana nel Paleolitico e in epoca Etrusca. Tra i molti itinerari che si possono compiere all’interno del parco, sono particolarmente interessanti le escursioni sul Monte Pelato e sulla parte costiera compresa tra Castiglioncello e Rosignano Solvay.

Parco provinciale Montioni

parco naturale montioniZona: Maremma
Comuni: Campiglia Marittima (LI), Follonica (GR), Massa Marittima (GR), Piombino (LI),  Suvereto (LI)

Il Parco Naturale di Montioni si trova tra le province di Livorno e Grosseto e si estende per un’area di 6.542 ettari. Il Parco costituisce un paesaggio vegetale, la cui storia è legata alle attività minerarie, alla produzione del carbone e al taglio del bosco. Sono ben visibili le miniere a cielo aperto, i forni e i sistemi di trasporto del minerale. Ci sono innumerevoli sentieri un tempo battuti da taglialegna, carbonai, pastori e cacciatori. Di grande interesse è l’aspetto faunistico: il parco ospita esemplari tipici della Maremma, tra i quali un gran numero di cinghiali, daini e caprioli allo stato libero.

Riserva del Padule di Fucecchio

padule fucecchio (4)Zona: Valdinievole
Comune: Larciano (PT) – Ponte Buggiano (PT) – Fucecchio (FI)
Tipo: area naturale protetta
Indirizzo: Via Castelmartini, 125/A – Larciano (PT)
Tel.: +39 0573 84540
Email: fucecchio@zoneumidetoscane.it

Il Padule di Fucecchio è un’area umida di notevole valore storico-ambientale che rappresenta oggi la più grande distesa palustre interna italiana. È situato tra la Provincia di Pistoia e la Provincia di Firenze. La sua formazione è dovuta al graduale sollevamento del letto dell’Arno, provocato dal deposito di materiale alluvionale, che non permettendo il naturale deflusso di tutte le acque del bacino della Valdinievole (valle del torrente Nievole), generarono l’impaludamento della zona.

padule fucecchio (1)Infatti, l’impaludamento ebbe origini nel 1435, quando la Repubblica di Firenze, per assicurare abbondanza di pesce alla città, sbarrò il corso del fiume Gusciana (oggi canale Usciana), l’emissario che ne faceva defluire le acque verso l’Arno. Il fiume rappresentava allora una risorsa fondamentale per la popolazione locale sia per i proventi legati alla pesca, l’energia che assicurava ai numerosi mulini situati lungo il corso che come importante via comunicazione. Fu così creato il ”Lago Nuovo” che alterò gli equilibri ecologici dell’area provocando ripetute epidemie di malaria che decimarono le popolazioni locali.

Nel XVIII° secolo, il granduca di Tocana Pietro Leopoldo prese i primi provvedimenti per il risanamento idraulico-sanitario della zona. Ordinò la demolizione delle pescaie per permettere il deflusso delle acque del lago, rinunciando così ai vantaggi della pesca, ai profitti dei mulini ed ai diritti acquistati dai suoi predecessori sui terreni intorno al Padule. La zona fu bonificata e sana dalla malaria. Nel 1803 fu istituito il “Consorzio coattivo dei proprietari dei terreni del Padule di Fucecchio”, col compito di manutenzione dei corsi d’acqua per permettere sia la navigabilità, sia lo sfruttamento e la coltivazione dei terreni circostanti,per fini agricoli. Rimangono tuttora significative testimonianze dell’opera dell’uomo che nel corso dei secoli ha modificato la struttura stessa dell’area: i numerosi porti utilizzati da cacciatori e pescatori, i palazzi e le case coloniche ed infine il grandioso complesso architettonico di Ponte a Cappiano.

padule fucecchio (2)Il Padule riveste un ruolo fondamentale nelle rotte migratorie tra la costa tirrenica e l’interno. Qui si possono osservare, nel corso dell’anno, oltre 200 specie di uccelli, tra cui almeno 70 nidificanti. L’area offre eccezionali spunti per gli appassionati di bird-watching e fotografia naturalistica, soprattutto durante la stagione primaverile. Di particolare interesse assumono gli aironi che in periodo riproduttivo costituiscono la garzaia (colonia di nidificazione). Tra gli ardeidi nidificanti sono presenti l’airone cenerino, l’airone guardabuoi, la nitticora e la sgarza ciuffetto.

Il Padule ospita contemporaneamente piante adattate a climi diversi: Morso di rana, Felce reale, sfagni, grande carice, cannuccia di palude, erba vescica tra altre. La zona è include anche la Riserva Naturale delle Morette e Monaca-Righetti ed il Lago di Sibolla.

La riserva Naturale è dotata di strutture per la visita che comprendono anche tre osservatori faunisticibirdwatching, uno di cui l’Osservatorio Le Morette.

Le visite guidate all’interno della riserva sono curate dal Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio. All’interno del Centro di Ricerca si trova il laboratorio per l’educazione ambientale. Inoltre il centro organizza corsi di educazione permanente fino a veri e propri stage di fotografia naturalistica.

Il percorso si articola in due itinerari principali, il primo sul padule di Fucecchio e sul lago di Sibolla, l’altro sulle colline delle Cerbaie.

padule fucecchio (5)Itinerario naturalistico

Osservatorio naturalistico Le Morette

Partenza: centro visita – località Castelmartini – Larciano (PT)
Arrivo: Osservatorio naturalistico Le Morette
Attrazioni: birdwatching e osservazione naturalisitica
Informazioni: Centro di Ricerca e Documentazione – visite guidate
Tel.: +39 0573 84540
 Email:  fucecchio@zoneumidetoscane.it

Nel Centro Visita, punto di partenza del percorso, si possono vedere mostre fotografiche su flora e fauna, manufatti realizzati con le erbe palustri, oltre accesso a una biblioteca tematica. In seguito si arriva al Porto delle Morette dove si puà parcheggiare la macchina. Oltre il ponte sul Canale del Terzo, inizia l’itinerario a piedi nel bacino palustre. Costeggiando l’argine del canale si raggiunge il Casotto Verde (Casotto del Biagiotti), che è stato trasformato in osservatorio faunistico. Di  fronte all’osservatorio,   su   alcuni   arbusti   emergenti   e nel  grande  canneto,  nei  mesi  primaverili–estivi si  trova  la  garzaia  che  ospita  nidi  appartenenti  a sette diverse specie di aironi. A breve distanza, è possibile anche visitare il Giardino della Memoria, uno “spazio d’arte” realizzato dagli artisti Andrea Dami e Simone Fagioli.

Parco naturale dell'Orecchiella

parco orecchiellaZona: Garfagnana
Comune: San Romano in Garfagnana e Villa Collemandina (LU)
Tipo: area naturale protetta
Centro visita: località Orecchiella – San Romano in Garfagnana (LU)
Tel: +39 0583 619090

È compreso nel più ampio Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Si estende nel territorio dei comuni di San Romano in Garfagnana e di Villa Collemandina, entrambi in Garfagnana, ed è suddiviso in tre distinte riserve naturali: Lamarossa, Orecchiella, Pania di Corfino.

Il Centro Visite è ubicato a San Romano in Garfagnana e fornisce accoglienza ed informazioni. Il centro è completato dal Museo dei Rapaci e dal Museo Naturalistico. Nelle immediate vicinanze sono ubicati i recinti di acclimatazione ed ambientamento degli animali. Oltre ai cervi ed ai mufloni sono presenti altri animali della fauna locale quali l’orso bruno ed il gallo forcello. Infine c’è uno Zoo con numerosi altri animali tipici delle zone montane.

riserva orecchiellaRiserva Naturale di Orecchiella

La riserva naturale di popolamento animale Orecchiella è caratterizzata dalla presenza di grotte di origine carsica. Al loro interno sono stati spesso ritrovati tracce di presenza umana in epoca preistorica, ivi compresi alcuni manufatti, e di animali. Il microclima della zona ha permesso lo sviluppo di una flora rigogliosa, favorita anche dalla protezione degli Appennini e da piogge frequenti. La maggior parte del territorio è ricoperto da boschi con prevalenza di piante di castagno, faggio, acero montano, biancospino, frassino maggiore, ontano bianco, prugnolo, sorbo montano ed il raro tasso, pianta sempreverde dalle foglie velenose. La riserva è popolata da molte specie animali: tra i mammiferi sono presenti il capriolo, il daino, la lepre, la marmotta, la martora, la puzzola, lo scoiattolo, il lupo e la volpe. L’avifauna è costituita da varie specie di rapaci tra le quali l’aquila reale, l’astore, lo sparviero, la poiana, il falco pecchiaiolo, il gheppio, il falco pellegrino e altri ancora che utilizzano la riserva per la nidificazione e la caccia.

lamarossaRiserva Naturale Pania di Corfino

Si estende sulle pendici dell’omonima montagna, costituita in gran parte da calcare grigio, i cui strati contengono molti fossili. La flora è molto diversificata: faggi, lecci, orchidee, genziane, peonie, rododendri, sfagni. La fauna tipica è costituita da lupi degli Appennini, cervi, mufloni, cinghiali, aquile reali. L’Orto Botanico, situato in località Piè Magnano, raccoglie e conserva la flora locale e riproduce la vegetazione di alcune aree degli Appennini e delle Alpi Apuane. All’ingresso è collocato un fossile di abete bianco databile al XIII° secolo. L’Orto Botanico è suddiviso in varie sezioni: tra quelle più significative la ricostruzione di una zona umida con torbiere; altrettanto importante quella dedicata alle piante officinali e commestibili della Garfagnana.

riserva lamarossaRiserva Naturale di Lamarossa

Nella riserva sono presenti numerose sorgenti, tra cui quella di Lamarossa, che ha dato il nome all’intera zona. Ci sono anche stagni ed aree paludose caratterizzate dalla tipica flora (viola palustre e sfagno) e fauna (tritone e rana appenninica). La vegetazione è composta da faggete e da zone a prato. Le specie arboree più comuni sono l’abete bianco, il salice, la betulla, l’ontano nero ed il pioppo. La fauna è costituita principalmente da cervi, caprioli, cinghiali, faine, scoiattoli, martore. Tra le specie avicole più comuni la poiana, lo sparviero, l’allocco, il merlo acquaiolo, il tordo bottaccio, il colombaccio, la ghiandaia, il ciuffolotto.

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Riserva Diaccia Botrona

riserva diaccia botrona grossetoZona: Maremma
Comuni: Grosseto  e Castiglione della Pescaia (GR)
Centro visita: Casa Ximenes – Castiglione dellea Pescaia
Tipo: area naturale protetta

È una area naturale protetta caratterizzata da un tipico ambiente palustre che occupa una parte della pianura tra Castiglione della Pescaia e la città di Grosseto. La riserva è ciò che rimane del Lago Prile, un bacino lacustre che, dalle origini, occupava quasi interamente la zona. Fu quasi interamente prosciugato dalle grandi opere di bonifica intraprese dai granduchi Asburgo Lorena nel XVII° secolo per eliminare definitivamente la malaria. La zona palustre residua è compresa tra il fiume Bruna e la pineta che affianca la strada Castiglione-Marina di Grosseto.

La zona più vicina al fiume Bruna è caratterizzata d’acqua dolce, mentre la parte restante ha formato una laguna salmastra. La riserva ospita un grande numero di uccelli acquatici svernanti ed è ricca di una flora caratteristica, dove abbondano specie igrofile rare. La vegetazione è diversificata con boschi igrofili, prati umidi con frassini, olmi, salici, tamerici e pioppo bianco. Quanto a fauna, nella riserva si trovano numerose specie di uccelli come airone rosso, falco di palude, fenicotteri, germani, albanelle tra altri. Roditori, istrice, lepre, rettili, la rana verde anche fanno parte della fauna. Al centro della riserva, in località Isola Clodia, si trovano alcune tracce di epoca romana e i resti dell’Abbazia di San Pancrazio al Fango, di origini medievali. All’estremità occidentale della riserva è ubicata la caratteristica Casa Rossa, costruita dall’ingegnere Leonardo Ximenes nel XVIII° secolo durante la bonifica.

Il Centro Visite della riserva è all’interno della “Casa Rossa Ximenes”. È organizzato in modo tale da garantire l’osservazione della Casa Rossa da più punti ed è il punto d’accesso a vari percorsi naturalistici. Da qui è inoltre possibile visitare l’area palustre con un’imbarcazione speciale.

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Riserva Valle dell'Inferno e Bandella

riserva valle inferno diga levaneZona: Valdarno superiore
Comune: Laterina, Montevarchi, Pergine Valdarno e Terranuova Bracciolini
Tipo: area naturale protetta
Indirizzo: località Monteicello – Terranuova Braccilioni (AR)
Tel: +39 0575 364407   +39 393 8353089

La Riserva naturale della Valle dell’Inferno e Bandella è un’area naturale protetta che si sviluppa nel bacino della centrale idroelettrica di Levane costruita negli anni ’50. Le acque dell’Arno, trattenute dalla diga, si estendono tranquille per quasi tutta la lunghezza della Riserva, formando il cosiddetto “lago di Levane”, del quale fa parte anche la zona umida di Bandella, originatasi per allagamento della valle del torrente Ascione.

ponte di romitoSi è così formato un ambiente caratterizzato da piccoli laghi e zone paludose, ideale per la diffusione di specie arboree e la riproduzione di numerose specie animali. Formano un sistema integrato per la nidificazione e sosta di uccelli acquatici. In tal senso particolarmente interessanti sono i sentieri che percorrono la Valle dell’Inferno e quella di Rondine, con opportunità di osservare la grande varietà di ambienti, costellati di boschi e laghetti. In primavera e all’inizio dell’estate è inoltre possibile l’osservazione degli uccelli nidificanti, mentre in autunno e in inverno di quelli svernanti. I centri-visite sono organizzati per fornire informazioni utili, compresa la partecipazione ad escursioni guidate, attività didattiche e culturali. Al limite  del comune si trova il fiume Arno dove si possono ammirare ancora i resti del vecchio ponte del Romito, dove  inizia la riserva naturale di Bandella detta anche Valle dell’Inferno.

La leggenda racconta che Dante Alighieri passando da queste parti abbia trovato il traghettatore di nome Caronte che faceva attraversare l’Arno ai viandanti, e dal suo nome e da questi luoghi impervi si sarebbe ispirato per la “Divina Commedia”. La calma del fiume sembra contrastare con il nome di “Valle dell’Inferno” che caratterizza da sempre questo tratto dell’Arno, ma in realtà il riferimento doveva essere più che calzante prima della costruzione della diga. La valle è infatti profondamente incisa, con versanti particolarmente ripidi tra i quali l’Arno scorreva in modo impetuoso e spesso pericoloso per chi era costretto a percorrerlo in barca.

Il Centro Visite di Monticello  offre informazioni e materiale sugli itinerari, l’accessibilità, le visite guidate, le visite in barca, la visita degli impianti della centrale idroelettrica di Levane, le attività di educazione ambientale. I sentieri della riserva  sono liberamente percorribili.  Si possono prenotare passeggiate in barca con percorso di 50 minuti.

riserva valle dell'infernoCome arrivare
Per chi proviene dall’Autostrada A1, Uscita Valdarno. Alla rotonda prendere subito a destra la Strada Provinziale n. 11 “Lungo l’Arno” in direzione di Terranuova Bracciolini. Agli incroci successivi seguire le indicazioni per Levane, proseguendo per 6 km di nuovo sulla SP11, che corre parallela all’Arno e all’autostrada. All’incrocio del ponte sull’Arno in Località  Acqua Borra, seguire le indicazioni per il Centro Visita.  Invece, per chi proviene dalla Strada Regionale n. 69 del Valdarno, in corrispondenza della località di Levane, seguire le indicazioni per il Centro Visita.

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Riserva naturale del Lago di Orbetello

laguna orbetelloRiserva Naturale della Laguna di Orbetello

Zona: Maremma
Comune: Orbetello (GR) – località Gianella
Tipo: area natura protetta
Centro visita: Casale Gianella

È una striscia sabbiosa lunga 8 chilometri che collega il Monte Argentario alla terraferma, in prossimità dell’abitato di Albinia. La vegetazione è quella tipica della macchia mediterranea, con abbondanza di cespugli. La fauna più comune è costituita da uccelli rapaci, gufi, istrici, volpi, gabbiani. Nella parte settentrionale della riserva è ubicato il Casale della Giannella, gestito dal WWF Italia per fini nauralistici, didattici e di studio dell’ambiente. All’interno ha sede il Centro di educazione ambientale “Aurelio Peccei”.

riserva laguna orbetelloAll’interno della Riserva sono stati organizzati tre diversi itinerari:

1 – sentiero ornitologico, dedicato esclusivamente alla fauna avicola, con un percorso completato da nove punti per l’osservazione

2 – sentiero del Bosco di Patanella, percorso botanico con punti per l’osservazione di esemplari arborei di leccio, sughero, pino d’aleppo e orchidee.

3 – sentiero escursionistico, il più lungo, che attraversa vari ambienti (tra cui un orto botanico), incluso il cosiddetto “giardino delle farfalle”

Il centro visite, gestito dall’organizzazione WWF Italia, è situato all’interno del Casale della Giannella. Il centro fornisce materiale didattico sulla riserva ed organizza esposizioni tematiche.

oasi laguna orbetelloOasi della Laguna di Orbetello

Tipo: area natura protetta con laguna, spiagge e dune

L’Oasi è stata istituita nel 1971 per tutelare una zona umida, la cui importanza è stata riconosciuta dalla convenzione internazionale di Ramsar: infatti include la Laguna di Orbetello interna più ampia di tutto il Mar Tirreno. La terraferma comprende un tratto del Tombolo della Giannella, comprensivo di spiagge e dune con vegetazione tipica della costa, la Riserva Naturale Laguna di Orbetello di Ponente e la Riserva Naturale di Protezione Duna Feniglia. Tutta la zona è un’area dove svernano e nidificano oltre 250 specie di uccelli migratori e la variegata fauna è anche costituita da specie rare come le anguille di mare ed i fenicotteri.

riserva duna fenigliaRiserva Naturale di Protezione Duna Feniglia

Comune: Orbetello (GR) – località Feniglia
Tipo: area naturale protetta

La Riserva è una stretta duna sabbiosa lunga circa 6 chilometri e con un’area di 600 ettari. Collega la località di Porto Ercole, ai piedi del Monte Argentario, con la località di Ansedonia. Conserva intatto l’ecosistema del tombolo (un tipo di bosco costiero ricco di vegetazione mediterranea) che ricopre tutta la striscia di terra tra l’Argentario e la terraferma, sia sul lato rivolto verso la laguna che su quello verso il Mar Tirreno. Diffusissimi gli alberi di pino e le latifoglie. All’interno vivono, in assoluta libertà, numerosi cinghiali, daini, volpi, tassi, faine, puzzole, donnole. Vari percorsi, adeguatamente segnalati, consentono di effettuare la visita sia a piedi che in bicicletta. Inoltre un percorso fitness ed uno con diversi punti di osservazione birdwatching. Lungo la fascia prospiciente il mare si allunga, per circa 6 chilometri, una spiaggia di sabbia finissima, con zone frequentate anche da naturisti. Nel 1610 il pittore Caravaggio (Michelangelo Merisi di Caravaggio), fuggitivo da Roma, contrasse in questa zona quelle febbri malariche che ne provocarono la morte.

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Riserva Sasso di Simone

sasso simoneZona: Appennino tosco-romagnolo
Provincia Arezzo: Sestino (AR)
Sito: www.parcosimone.it
Email: centrovisite@libero.it

Sasso Simone è un enorme blocco di roccia calcarea che si erge come un parallelepipedo regolare sul crinale dell’Appennino Toscano, raggiungendo l’altezza di 1204 metri. Attualmente è incluso nella Riserva Naturale del Sasso di Simone, i cui boschi sono costituiti essenzialmente da alberi di cerro e di faggio. La riserva ospita una fauna particolarmente variegata, con abbondanza di piccoli mammiferi – scoiattoli, ricci, talpe, lepri – ed animali selvatici quali daini, lupi, volpi, moscardini, cinghiali. Inoltre sono presenti numerose specie di uccelli, tra cui la poiana, l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo.

Riserva Acquerino Cantagallo

riserva Acquerino CantagalloZona: Appennino Tosco-Emiliano
Comune: Cantagallo (PO)
Tipo: riserva naturale statale con ricca fauna e antiche mulini

La Riserva Naturale Acquerino-Cantagallo riunisce ambienti naturali di bellezza incontaminata ed importanti testimonianze della presenza e delle tradizionali attività dell’uomo. L’elemento che identifica a’area è senza dubbio la presenza di estese foreste, dominate soprattutto da dense faggete e castagneti.

Ha un patrimonio faunistico particolarmente ricco, soprattutto per quanto riguarda la presenza di cervi, volpi, caprioli e il falcone pellegrino. Nella riserva è possibile la raccolta dei prodotti del sottobosco come funghi, mirtilli, fragole, more e bacche di ginepro.

All’interno della riserva si trovano numerosi manufatti che sono testimonianze di attività umane del passato, tra cui numerose cascine, cannicciaie per l’essiccamento delle castagne e numerosi mulini, alcuni ancora attivi, dove si produceva la cosiddetta “farina dolce” di castagna. Oltre, il territorio presenta numerosi ruscelli e torrenti, due dei quali, il Fosso delle Barbe ed il Fosso del Trogola, alimentano il fiume Bisenzio.

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AREE NATURALI PROTETTE IN TOSCANA

le balzeLe Balze

Parco Archeominerario di San Silvestro

parco san silvestroZona: Val di Cornia
Tipo: sito archeologico industriale
Indirizzo: Campiglia Marittima (GR)
Servizi: visite guidate, bookshop, bus navetta, punto di ristoro

Situato alle spalle di Campiglia Marittima e del promontorio di Piombino, il Parco Archeominerario di San Silvestro ha un’estensione di 450 ettari e conserva testimonianze uniche delle attività minerarie e metallurgiche, dal periodo etrusco ai giorni nostri. E’  uno straordinario archivio a cielo aperto della storia mineraria della Val di Cornia ,ricostruendone alcune fasi ed illustrandone l’evoluzione tecnologica. Ubicato tra due aree collegate da percorsi trekking a carattere archeo-minerario: l’area del Temperino e l’area di Valle Lanzi.Il parco si estende per 450 ettari sulle colline a nord della cittadina.  Presso l’ingresso si trova l’impianto dei “forni della Madonna della Fucinaia”, utilizzati in epoca anteriore al III° secolo a.C. per la prima fase di lavorazione del rame.

Inoltre ci sono altri musei, gallerie minerarie, un borgo medievale di minatori e fonditori (rocca San Silvestro, fondato circa mille anni fa) e quattro percorsi di interesse storico, archeologico, geologico e naturalistico. Il Museo dell’Archeologia e dei Minerali ospita una mostra di rocce locali e alcuni dei reperti ritrovati durante lo scavo di Rocca San Silvestro. Nella Miniera del Temperino, si può osservare l’evoluzione delle tecniche di ricerca ed estrazione dei minerali.

Dalla miniera si sale verso l’area di Pozzo Earle, dove si trova il Museo delle Macchine Minerarie e dei Minatori che raccontano gli ultimi decenni di storia mineraria. A bordo di un piccolo treno, lungo la Galleria Lanzi-Temperino, si ripercorre il viaggio dei minerali, dalle miniere della Valle del Temperino agli impianti di trattamento della Valle dei Lanzi.

Il parco è dotato di centro visite, bookshop, punto di ristoro, bus navetta per i collegamenti interni. Sono possibili visite guidate.

museo parco san silvestroMiniera e Museo del Temperino < musei

Tipo: museo archeologico industriale

Localizzati all’interno del Parco Archeominierario di San Silvestro, illustra, in modo sintetico, i risultati dello scavo, attraverso i reperti archeologici e le ipotesi ricostruttive sui processi di metallurgia estrattiva documentati nel sito. Nell’antica miniera di solfuri, attraverso un percorso in galleria di 360 metri, è possibile seguire le tracce della lavorazione e dell’evoluzione mineraria dagli etruschi fino ai giorni nostri.

Museo delle Macchine Minerarie

Tipo: museo industriale

E’ ospitato dall’edificio di servizio di Pozzo Earle, l’unico superstite dei cinque pozzi di estrazione che si trovavano nell’area di Campiglia agli inizi del secolo scorso. L’edificio ospitava l’argano che, nell’ultima fase di attività delle miniere, trasportava i minatori fino a 170 metri di profondità. Il museo fa parte del percorso del Parco Archeominerario di San Silvestro.

Rocca San Silvestro

Tipo: villaggio minerario archeologico

Rocca San Silvestro è un villaggio risalente al X°-XI° secolo, dove abitavano i minatori impegnati nell’estrazione del rame e del’argento. Rimangono i ruderi delle abitazioni, della chiesa, del cimitero, delle case signorili e della zona di lavorazione dei metalli. Il villaggio fa parte del percorso del Parco Archeominerario di San Silvestro.

trenino minerarioTrenino minerario

Tipo: percorso archeologico naturalistico
Indirizzo: via di San Vincenzo, 34B – Campiglia marittima
Tel: +39 0565 226445

Il trenino collega, con un percorso in galleria, la Valle del Temperino con la Valle dei Lanzi da dove, in breve, si raggiunge il villaggio minerario di San Silvestro, l’Ostello Gowett (ricavato dall’omonimo palazzo) e il Centro di Studio e Documantazione di Villa Lanzi, edificio del XVI° secolo che si sviluppa intorno a un cortile con cisterna. Il trenino percorre il tracciato del Parco Archeominerario di San Silvestro.

Parco Artistico, Naturale, Culturale della Val d'Orcia

valdorciaZona: Val d’Orcia
Comune: San Quirico d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani, Castiglione d’Orcia
Sito: www.parcodellavaldorcia.com

Considerato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, il territorio della Val d’Orcia è costituito principalmente da un paesaggio di tipo collinare con forme dolci ed incisioni vallive poco accentuate, denominate “crete”, e vegetazione variegata. L’elemento dominante del paesaggio è costituito dai fenomeni di erosione, che, dove sono più accentuati, mettono a nudo il sottostante strato argilloso di colore chiaro. Le forme di erosione più vistose e peculiari sono rappresentate da calanchi e da biancane, visibili nelle località Casa a Tuoma (Pienza), Ripalta (San Quirico d’Orcia), Lucciolabella, Beccatello, e Torre Tarugi (Pienza), Contignano (Radicofani).

parco valdorcia1Le pendici del Monte Amiata sono ricoperte da una rigogliosa foresta montana di faggeti e castagneti, solcata da ruscelli e torrenti. Di particolare valore naturalistico è la zona di Scarceta, dove si è conservato un lecceto di rara bellezza. La fauna tipica della zona è costituita da istrici, puzzole, tassi, faine, donnole, volpi, gufi, civette, barbagianni, allocchi. Il lupo è presente nel territorio di Radicofani. Il parco comprende località e monumenti di importanza storica e artistica come la Rocca di Tintinnano a Castiglione d’Orcia, la Fortezza di Montalcino, la Fortezza di Radicofani e vari musei, tra cui spiccano il Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra, il Museo del Brunello ed il Museo del Vetro a Montalcino, il Museo Diocesano a Pienza. Da senalare anche le località di Bagni San Filippo e Bagno Vignoni per la presenza di acque termali con proprietà terapeutiche, principalmente nel trattamento delle malattie cutanee, reumatiche ed artritiche, conosciute fin dall’antichità.

parco valdorciaLa porzione della Val d’Orcia inserita nel Parco è nota per la produzione di pregiati vini DOC e DOCG, quali il Brunello di Montalcino, il Rosso di Montalcino, l’Orcia Rosso. Altrettanto pregiato è il formaggio pecorino di Pienza, ricavato da puro latte di pecora di allevamenti locali. Il particolare aroma di questo formaggio è dovuto alla presenza di una flora pratense più unica che rara: assenzio, barba di becco, ginestrino, salvastrella e ginepro. Significativa è la reintroduzione, nel territorio della Val d’Orcia, della coltivazione della pianta dello zafferano. Nel territorio è diffuso l’allevamento della “cinta senese”, una varietà di maiale particolarmente antica (XIV° secolo). Gli animali sono allevati allo stato brado (controllato) escludendo rigorosamente la stabulazione fissa, sia per il benessere della bestia che per le caratteristiche della carne. Proprio da questi selezionati suini si ricavano prevalentemente prosciutti, spalle, salami, salsicce e lardo; inoltre altri prodotti tipici della norcineria toscana, quali finocchiona, soppressata, capocollo e guance.

parco valdorcia1La Val d’Orcia ed i suoi angoli suggestivi hanno entusiasmato ed ispirato noti registi ed artisti del cinema. Già nel 1951, Curzio Malaparte girò in il suo unico film Cristo proibito, tratto dal suo omonimo romanzo. Il regista Andrei Tarkovky, durante un viaggio in Italia, visitò le terme di Bagno Vignoni e girò sequenze indimenticabili del suo capolavoro Nostalghia (1983). Il regista Franco Zeffirelli scelse Bagno Vignoni e Pienza per il film Romeo e Giulietta. Nella vasca delle terme di Bagno Vignoni è ambientata una sequenza di Al lupo al lupo dell’attore-regista Carlo Verdone. Anche Bernardo Bertolucci decise di ambientare in un cascinale delle “crete senesi” molte scene di Io ballo da sola (1996). E’ nel monastero benedettino di Sant’Anna in Caprena che viene curato il protagonista maschile de Il paziente inglese, il film del regista italo-americano Anthony Minghella premiato con ben nove Oscar. Ancora in Val d’Orcia il regista Ridley Scott ha girato molti esterni del Il Gladiatore.

treno naturaTreno Natura

Il Treno Natura è un’iniziativa che consente di effettuare un percorso di un’intera giornata attraverso la Val d’Orcia in modo piuttosto insolito. La città di partenza è Siena ed il percorso attraversa, in sequenza, il territorio dei seguenti comuni: Siena, Asciano, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia, Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Buonconvento. A bordo di treni automotori degli anni ’50 oppure dentro vagoni trainati da una locomotiva a vapore si può godere il paesaggio della Val d’Orcia. È inoltre un’occasione unica per viaggiare su convogli ferroviari storici che utilizzano una linea ormai chiusa al traffico ordinario. E’ possibile compiere escursioni sui sentieri tra le varie stazioni predisposti dal CAI-Club Alpino Italiano, usufruire di carrozze a cavalli, visitare i principali monumenti, pranzare in ristoranti tipici, partecipare a feste paesane e ad attività ricreative. Il Treno Natura è adatto anche a chi vuole abbinare il viaggio ad attività quali trekking, escursioni in bicicletta, visita ai musei, degustazioni. L’iniziativa è sempre abbinata ad un evento oppure a sagre e manifestazioni nei diversi comuni della provincia di Siena. Le località non servite dalla linea ferroviaria sono raggiungibili con autobus in coincidenza nelle stazioni.

Informazioni e prenotazioni: info@visionedelmondo.it
programmazione: www.trenonatura.terresiena.it
tel: +39 0577-48003

Parco delle Colline Metallifere

parco colline metallifere percorso piriteZona: Colline Mettalifere
Comuni: Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Monterotodno Marittimo, Montieri, Roccastrada e Scarlino (GR)
Centro visita: Centro di Documentazione della Minera di Ribolla
Indirizzo: Piazza della Libertà, 3
Tipo: parco archeologico – industriale – minerario
Tel: +39 0564 4578033
Email: portaparcoribolla@virgilio.it
Sito: www.parcocollinemetallifere.it
Servizi: visite guidate

Le finalità istituzionali del parco sono il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio ambientale, storico-culturale e tecnico-scientifico delle Colline Metallifere, un’area profondamente segnata da 3.000 anni di attività estrattiva mineraria. È uno dei più suggestivi parchi minerari di tutta l’Europa in quanto testimonia l’estrazione di importanti metalli quali rame, argento, ferro, allume, pirite, lignite e più recentemete lo sfruttamento dell’energia geotermica. I siti all’interno del Parco sono di interesse geologico, storico, minerario e industriale.

parco colline metallifere Bocca minieraIl Parco è composto di numerosi siti che possono essere percorsi a seconda degli interessi del turista. Ci sono cinque itinerari tematici: allume, ferro, lignite, pirite e rame. Ognuno di questi itinerari collega i luoghi di lavorazione di un minerale specifico. Seguendo un determinato itinerario, il turista avrà la possibilità di comprendere, in un arco di tempo che va dall’epoca etrusca (VIII° secolo a.C.) fino all’età contemporanea, l’evoluzione tecnologica dell’attività mineraria e metallurgica nel territorio e del minerale scelto . In totale, nel Parco, ci sono 34 aree visitabile localizzate tra i sette comuni grossetane. I siti di competenza del Parco nel territorio di Roccastrada sono: Ferriere Farma, Roccafederighi (miniera di Roccatederighi e miniera dell’Acquanera), Poggio Mozzeto e Ribolla.

parco colline metallifere percorso ferroIn ognuno dei sette comuni è stata istituita una “Porta del Parco” dove, oltre al centro d’accoglienza e informativo e al centro di documentazione, vengono organizzate visite guidate, laboratori didattici, mostre, seminari, eventi vari, corsi di formazione professionale e stage post-laurea. Il centro di accoglienza e informazione è situato presso la località di Ribolla.

Parco della Sterpaia

parco sterpaiaZona: Maremma
Comune: Piombino (LI) – località Vignale Rio Torto
Tipo: area naturale protetta

Trattasi di una foresta umida tipica che si estende per circa 10 chilometri dietro alla linea di costa. Ha mantenuto l’ambiente tipico della Maremma, con dune, radure coltivate, bosco, foresta umida con esemplari particolarmente maestosi di alcune specie arboree. Un sistema di dune sabbiose separa la foresta dal mare. Sono presente anche lunghe spiagge bianche che hanno ricevuto la certificazione Bandiera Blu per la qualità turistico-ambientale. Di queste, spicca la Spiaggia del Parco della Sterpaia.

Area protteta Golena del Tevere

Zona: Valtiberina
Tipo: area naturale protetta con grotte casciche

Numerose sono le aree protette istituite nel cuore della valle, per tutelare ecosistemi unici e di grandissimo valore. Ad esempio l’area “Golene del Tevere”, grotte immerse nel bosco. Quindi i “Monti Rognosi”, ricchi di rari e suggestivi scenari naturali, dove si possono scorgere lupi, cervi e caprioli, istrici, tassi, volpi, e rapaci come lo sparviero, la poiana o l’aquila reale. Le due aree protette sono caratterizzate da una particolare composizione di minerali dai colori verde scuro, denominati ofioliti, ovvero “pietre dei serpenti” che cambiano aspetto a seconda che ci sia sole, pioggia o luce lunare. Nell’area si trovano anche la diga di Montedoglio ed aree umide di pregio, derivate dalle cave golenali dismesse e con vari tipi di habitat caratterizzati da formazioni vegetali di ripa.

Parco naturale di Rimigliano

parco rimiglianoZona: Maremma
Comune: Piombino, San Vincenzo  (LI), Baratti (comune di Piombino)
Tipo: pineta marittima e bosco

Situato direttamente sul mare, il Parco naturale di Rimigliano, rappresenta uno dei luoghi più suggestivi del litorale toscano. Ha una superficie di 120 ettari e si estende lungo la costa per circa sei chilometri. La sua posizione particolare, favorisce la presenza di un clima mite e gradevole sia in estate che in inverno. Sull’arenile, tra San Vincenzo ed il golfo di Baratti, fiorisce il giglio di mare e le dune sabbiose sono ricoperte dai ginepri, dal mirto e dal lentisco; boschi di lecci e sugheri e la folta pineta lambiscono la spiaggia di sabbia dorata.

Nel Parco si distinguono vari tipi di vegetazione, che vanno dai vari esemplari di ginepro, a residui di pineta costiera a pino domestico e marittimo, a formazioni tipiche di macchia mediterranea a prevalenza di leccio e sughera. Diversi sono gli animali che vivono nel parco, non di rado si incontrano lo scoiattolo rosso e il moscardino, e tra i rami è possibile scorgere la ghiandaia e il picchio verde; più elusivi il cinghiale, il coniglio selvatico, l’istrice, il tasso e la volpe. Oltre a questi animali, il parco ospita anche conigli selvatici, donnole, volpi, fagiani e cincie.

Area protetta Le Balze

le balzeZona: Valdarno superiore
Tipo: area naturale protetta

È gestita congiuntamente dalle amministrazioni comunali di Castelfranco di Sopra, Loro Ciuffenna, Pian di Scò e Terranuova Bracciolini. È un territorio di notevole attrattiva paesaggistica, dove l’erosione provocata da un antichissimo lago ha creato fomazioni insolite (lame, torrioni, piramidi) immerse in un’area ricca di vigneti, uliveti ed altre culture agricole.

Parco forestale di Poggio Nero

Zona: Maremma
Comune: Sassetta (LI)

La foresta del Parco di Poggio Neri si estende per una superficie di 700 ettari, di cui seicento interamente boscati, dove si incontrano  stupendi esemplari di castagni, lecci e querce. Nel parco vivono caprioli e cinghiali, a poca distanza dall’antico borgo medievale di Sassetta. All’interno del parco, sono ben visibili le tracce di un’economia antica di carbone, di castagne e di caccia.

Il parco ospita anche il “Museo del bosco” dove si trovano gli attrezzi per le varie lavorazioni, che introducono alla scoperta dei mestieri del bosco. Il museo presenta anche una ricostruzione perfetta e minuziosa del mondo dei carbonai: una capanna tradizionale, un seccatoio e una carbonaia. Numerose sono le opportunità di svago che il parco offre per chi ama praticare attività all’aria aperta.

Parco archeologico di Baratti e Populonia

parco archeologico baratti populonia1Zona: Val di Cornia
Comune: Piombino (LI) – località Baratti
Tipo: parco archeologico etrusco
Indirizzo: Golfo di Baratti – accesso alle necropoli   /   Populonia Alta – accesso all’acropoli
Tel: +39 0565 226445     +39 0565 29002
Email: prenotazioni@parchivaldicornia.it   /  parcobp@parchivaldicornia.it
Sito: www.parchivaldicornia.it
Servizi: visite guidate, bookshop, punto ristoro, laboratorio archeologico

Il parco si trova in località Baratti e si estende per circa 80 ettari tra le pendici del promontorio di Piombino ed il Golfo di Baratti. Il parco si presenta come un vero e proprio museo all’aperto. Comprende diversi settori dell’antica città etrusca fondata direttamente sul mare, le necropoli di San Cerbone e di “Casone e “Le Grotte”, e le cave di calcarenite. dell’isola d’Elba. Sulle colline che si affacciano sul mare, si trovano due delle maggiori necropoli della città etrusca, risalenti al periodo arcaico ed ellenistico, e l’acropoli di Populonia, grande impianto monumentale del II secolo a.C. Nell’area si trovano anche edifici che sorgono a testimonianza delle attività produttive antiche della zona, fra le quali quelle legate alla produzione siderurgica e le cave per l’estrazione dei materiali per la costruzione della città. Gli interventi di scavo, hanno infatti portato alla luce le aree abitative più antiche, le cinte murarie della città etrusca, i grandi monumenti dell’età romana repubblicana, gli impianti industriali sul porto e un importante monastero medievale nascosto oggi dal bosco, inquadrando le principali fasi di sviluppo del paesaggio urbano e rurale di Populonia.

parco archeologico baratti populoniaLe aree di necropoli visitabili sono quella di San Cerbone-Casone e di Poggio della Porcareccia risalenti al periodo cosiddetto orientalizzante (VII° secolo a.C.) e arcaico (VI° secolo a.c.). Invece le tombe della Necropoli delle Grotte, risalgono al periodo ellenistico (IV° – II° secolo a.c.). La maggior parte delle sepolture è in “pietra panchina”. con le sue necropoli, le cave di calcarenite ed i quartieri industriali di lavorazione del ferro, proveniente dai giacimenti di ematite

All’interno del parco sono possibili diversi itinerari:

San Cerbone: percorso che conduce alle tombe a tumulo e ad edicola del VII°-VI° secolo a.C.

Via delle Cave: dal Campo dell’Arpia un sentiero conduce alle cave etusche di calcarenite (o “pietra panchina”), dove sono visibili tombe scavate nella roccia della necropoli del IV-III secolo a.c. (“tombe limitrofe” e “tomba della Protome”).

Via del Ferro: un sentiero lungo la costa permette la visita degli edifici utilizzati per la lavorazione del ferro (VI°-III° secolo a.C.) sul Poggio della Porcareccia.

All’esterno del parco si trovano sia zone cimiteriali più antiche come “Poggio del Molino”, “Poggio delle Granate”, “Piano delle Granate”, del periodo villanoviano (IX° – VIII° secolo a.C.), oppure del periodo ellenistico, come le necropoli di “Buche delle Fate” e “Poggio Malassarto”.

Il parco mantiene un altro settore detto l’acropoli, localizzato presso il castello di Populonia Alta che comprende resti di epoca etrusca fino all’epoca romana. Il parco mantiene un centro visite, un bookshop, un punto di ristoro, un laboratorio di archeologia sperimentale. Sono possibili visite guidate. Ci sono due accessi al Parco Archeologico. Dal Golfo di Baratti si arriva alle necropoli, da Populonia Alta si arriva all’acropoli.

necropoli populonia baratti

Necropoli di San Cerbone
Situata nella parte del Parco situata sul golfo di Baratti; la visita della necropoli consente di ammirare le tombe principesche a tumulo e a edicola dell’età orientalizzante e arcaica di Populonia (VII-VI sec a.C).

Necropoli delle Grotte
Situata nella parte alta del Parco; la visita conduce alle cave etrusche di calcarenite, che si alternano alle tombe a camera di età ellenistica.

Monastero di San Quirico
Monastero benedettino dell’XI secolo, è situato in un’area boscosa ed è raggiungibile tramite un percorso archeologico dall’area della Necropoli delle Grotte.

Acropoli di Populonia
Il grande impianto monumentale risalente al II secolo a.C., interessa tutto il versante del poggio su cui sorge l’attuale castello di Populonia. In quest’area sono visibili i resti degli edifici templari di età romana che costituivano il cuore della città. L’area è raggiungibile dalla Necropoli di San Cerbone attraverso un percorso che ribatte per buona parte l’antica strada romana che portava alla città, detta ancora oggi la via della “Romanella”.

Museo

Il Museo Archeologico del territorio di Populonia si trova all’interno del Palazzo Nuovo, edificio che fu costruito nell’area dell’antica Cittadella di Piombino nel 1814 per ospitare la corte dei Principi di Piombino, Felice ed Elisa Baciocchi (sorella di Napoleone Bonaparte) e restaurato nel 2001 come sede espositiva. Nel museo sono esposti oltre duemila pezzi, tra manufatti preistorici, reperti provenienti dagli scavi delle necropoli etrusche di Populonia e materiali di epoca romana. Fra i pezzi più famosi si ricordano la preziosa anfora d’argento, rinvenuta da un pescatore nelle acque del golfo di Baratti e il suggestivo mosaico dei pesci, proveniente dall’edificio romano delle Logge, sull’Acropoli di Populonia.

Attraverso suggestive ricostruzioni grafiche delle attività umane, accanto a vere proprie ricostruzioni plastiche degli ambienti antichi, il museo illustra le trasformazioni del paesaggio del promontorio di Populonia, dalla preistoria all’età moderna. L’esposizione si articola sui tre piani dell’edificio: il primo è dedicato alla storia moderna della città di Piombino e del suo territorio; il secondo alla preistoria e alle fasi più antiche della società etrusca di Populonia; il terzo allo sviluppo della città dall’età classica alla romanizzazione, fino agli esiti dell’età antica e medievale.

PERCORSI INTERESSANTI DA FARE

CURIOSITA’

cervo1Cervi

La stagione degli amori dei cervi - il bramito del maschio

cervoTra i mesei di settembre ed ottobre, in coincidenza con la stagione degli amori, in molte aree e parchi naturali toscani quali il Parco delle Foreste Casentinesi, il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, la Riserva naturale dell’Acquerino-Cantagallo vengono organizzate escursioni cresposcolare o notturne con guide ambientale per osservare i cervi in amore. Camminare in montagna per riuscire ad udire il potente bramito dell’animale è già un’esperienza emozionante, riuscire a scorgere i cervi nella natura lo è ancora di più!

cervo foreste casentinesiLa stagione degli amori è davvero speciale per i cervi. Mentre le femmine si radunano in branchi numerosi con i giovani e i cerbiatti ed entrano in calore, i maschi controllano questi harem e impediscono agli altri maschi di avvicinarsi. Può capitare di scorgere anche un solo cervo maschio con 5 o anche 10 cervo femmine intorno. Segnalano il loro “dominio” con dei potenti e profondi suoni, simili a ruggiti, che si diffondono nella foresta. Se i bramiti e gli atteggiamenti aggressivi non bastano si passa al duello vero e proprio tramite violente cornate e allora i boschi risuonano dei colpi secchi degli spettacolari palchi ossei che battono tra loro. Dopo questo periodo di bramiti che dura circa un mese, le femmine si separano dai maschi maturi e, con i maschi più giovani, cercano un luogo sicuro e tranquillo dove passare i primi periodi della gestazione. Prima della nascita di un piccolo cerbiatto dovranno passare 260 giorni. I cerbiatti rimarranno con la madre finchè non inizierà una nuova stagione degli amori e verranno scacciati dai cervi adulti.

La gita in minibus, trekking o mountain bike consente in genere di avvistare, oltre ai cervi, anche altri animali selvatici che popolano le vaste distese di alberi dai fusti altissimi che caratterizzano le foreste toscane.

Informazioni: Massimo Schiavo 339.6467966 / Giovanna 328. 3094444