“…la bicicletta incarna il mito dell’uomo libero. Viaggiare in bici è una emozione forte, delineata nel sali e scendi sulle colline, che ti fa imparare e ricordare meglio i contorni di un luogo, seguendo la strada che indicano le emozioni…”

Se si pensa alla natura toscana, vengono subito in mente le dolci colline coperte di vigneti, i casali e i cipressi, che poi non è natura ma paesaggio modificato dall’uomo a suo vantaggio. Tuttavia, molti sono ancora i luoghi dove l’ambiente naturale si presente ancora intatto o quasi. La Toscana infatti primeggia in Italia per numero di parchi, riserve, orti botanici, oasi  faunistiche ed aree protette che custodiscono una varietà di flora e fauna invidiabile dalle altre regioni.

Riserve Naturali in Toscana

Foreste, rupi, orridi, lagune, dune, monti, macchie, crete, balze ed isole sono altri scenari appartenenti al paesaggio toscano e sensibile è la tutela che viene posta per proteggerli, dove si può ancora trovare tanto l’aquila reale quanto i fenicotteri, tanto l’abete quanto la sughera, tanto il lupo quanto i delfini, le stelle marine, i cinghiali, ecc…

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Le aree protette coprono oltre il 10% del territorio toscano. Ne fanno parte 3 parchi nazionali, 3 parchi regionali, 2 parchi provinciali, 36 riserve naturali statali, 37 riserve naturali regionali e 52 aree naturali protette di interesse locale. I parchi e riserve sono distribuite con concentrazioni maggiori nelle province  di Arezzo, Grosseto, Pisa e Lucca, dove si trovano anche i tre parchi principali:  Parco Regionali della Maremma,  il Parco delle  Foreste Casentinesi, Monte Falterona , Campigna, che comprende la foce dell’Arno e il Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, in cui si trovano ampie distese di pinete e macchia mediterranea. Da segnalare anche il Parco delle Alpi Apuane con le loro gigantesche cave di marmo di Carrara oltre il Parco Provinciale di Montioni e quello  dei Monti Livornesi. Il più importante è il Parco Naturale della Maremma che racchiude i Monti dell’Uccellina e rappresenta un ideale habitat naturale per cavalli e bovini allo stato brado o allevati all’aperto, sorvegliati dai butteri, i tradizionali guardiani maremmani.  Altre luoghi suggestivi sono le lagune e dune costiere di Orbetello e Burano, le crete e i calanchi del Senese,  le isole dell’Arcipelago Toscano. In seguito i principali parchi e riserve del territorio toscano.


Consigli utili

Alcune regole per vivere la montagna o campagna in sicurezza

– Munitevi sempre di una buona carta e di una bussola

– Si consiglia di farsi accompagnare da una guida escursionistica del luogo

– Informatevi sempre localmente sullo stato del sentiero che intendete percorrere

– Non abbandonate mai il sentiero segnato

– Se si perdono i segni (generalmente bianco-rossi a cura del C.A.I.) non proseguite, ma tornate a ritrovare l’ultimo segno

– Non andate mai da soli

– Lasciate sempre detto a qualcuno il percorso che intendete effettuare

– In caso di necessità chiamate pure il 118, ma tenete presente che se non è vera emergenza distogliete gli operatori da altri interventi

– Non partite mai senza acqua nello zaino e senza un abbigliamento adeguato

– Prevedete il rientro sempre qualche ora prima del tramonto

Informazioni:

CAI – Club Alpino Italiano
Tel.+39 055 6120467
www.caifirenze.it
segreteria@caifirenze.it

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AREE PROTETTE INTERNAZIONALI

Santuario dei Cetacei ("Pelagos")

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Zona: Mar Ligure e Mar Tirreno
Tipo: area marina protetta
Sedi Osservatorio Toscano dei Cetacei:
– Comune di Capoliveri (Isola d’Elba – LI)
– Villa Borbone, Viale dei Tigli, Viareggio (LU)
Punti Informativi Osservatorio Toscano dei Cetacei:
– Parco Nazionale dell’Arcipelago, Enfola, Portoferraio (Isola d’Elba – LI)
– Antica Torre, San Vincenzo (LI)
– Museo Civico di Storia Naturale, Rosignano marittimo (LI)
Tel.: + 39 0554 383076
Email: osservatoriocetacei@regione.toscana.it

Il Santuario Internazionale dei Mammiferi Marini è un’area protetta internazionale istituita nel 1999 tramite un accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco, con il quale i tre firmatari si impegnano a tutelare i mammiferi marini e il loro habitat, proteggendoli dagli impatti negativi diretti o indiretti delle attività umane. Si tratta di una superficie marina di 96.000 ettari che si estende tutta intorno alle isole dell’Arcipelago Toscano ed è delimitata dalla Provenza (penisola di Giens – Francia), da Punta Falcone (Sardegna nord-occidentale), da Capo Ferro (Sardegna nord orientale) e da Fosso Chiarone (Toscana – Provincia di Grosseto).
I cetacei sono mammiferi adattati alla vita in mare, con arti anteriori trasformati in pinne, arti posteriori scomparsi e corpo idrodinamico che termina con una robusta pinna caudale orizzontale che è l’organo propulsore. Come tutti i mammiferi hanno respirazione polmonare, con adattamenti anatomici e fisiologici che consentono lunghe e profonde immersioni. In base alla dentatura si distinguono due ordini: i Misticeti (balene e balenottere), privi di denti e muniti di fanoni, che raggiungono dimensioni anche molto grandi e gli Odontoceti (stenelle, capodogli, tursiopi, delfini ecc.), muniti di denti.
Attirati dalla considerevole abbondanza di plancton e di vita sottomarina, durante i mesi estivi le acque del Santuario sono frequentate da cetacei di tutte le specie. In questa zona sono infatti regolarmente presenti balenottere comuni, il secondo animale più grande al mondo, e stenelle, capodogli, globicefali, grampi, tursiopi, zifi e delfini comuni. Più rari sono invece la balenottera minore, lo steno, l’orca e la pseudorca. Attualmente i cetacei sono tutelati da numerose convenzioni internazionali ed il comitato del Santuario è preposto all’introduzione di una nuova regolamentazione. In ogni caso, quando si avvista un cetaceo, è opportuno adottare un codice di condotta per non recare disturbo: mantenere distanza di sicurezza, moderare la velocità di crociera, mantenere rotta costante.

Dal 2007 in Toscana esiste un Osservatorio Toscano dei Cetacei, punto di riferimento per il coordinamento degli studi e delle attività presenti nella regione sul tema della biodiversità marina e delle iniziative per la tutela dei cetacei.

PARCHI

PARCHI NAZIONALI IN TOSCANA

Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano

Riserva naturale

Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano

Riserva naturale

Parco delle Foreste Casentinesi Monte Falterona Campigna

Parco nazionale

PARCHI REGIONALI IN TOSCANA

Parco Regionale delle Alpi Apuane

Riserva naturale

Parco regionale di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli

Parco naturale e lago

RISERVE

RISERVE NATURALI IN TOSCANA

orbetello2Laguna di Orbetello

Padule di Fucecchio

Zona umida ecologica

Parco Naturale di Montioni

Parco naturale

Parco dell’Orecchiella

Riserve naturali

Riserva Naturale Provinciale Diaccia Botrona

riserva diaccia botrona grossetoZona: Maremma del Nord e Maremma del Sud
Comuni: Castiglione della Pescaia, Grosseto
Tipo: area naturale protetta
Indirizzo: Via Casa Rossa Ximenes – 58043 Castiglione della Pescaia (GR)
Tel.: +39 0564 20298 / +39 0564 484581
Email: info@maremma-online.it
Sito: www.museidimaremma.it
Orari: dal 15 giugno al 15 settembre da martedì a domenica ore 15.30-20.30; dal 16 settembre al 14 giugno da giovedì a domenica ore 15.00-tramonto; chiuso lunedì
Ingresso: museo €uro 2,50; escursione in barchino adulti € 12,00, gruppi (minimo 10 visitatori) € 10,00
Servizi: presso il Centro Visite di Casa Ximenes (tel +39 347 5345189 / +39 339 4331553) informazioni sui percorsi, mostra multimediale di flora e fauna, prenotazione escursioni in barchino

È una area naturale protetta caratterizzata da un tipico ambiente palustre che occupa una parte della pianura tra Castiglione della Pescaia e la città di Grosseto. La riserva è ciò che rimane del Lago Prile, un bacino lacustre che, alle origini, occupava quasi completamente la zona. Fu quasi interamente prosciugato dalle grandi opere di bonifica intraprese dai granduchi Asburgo Lorena a partire dal XVII° secolo per eliminare definitivamente la malaria. La zona palustre residua è compresa tra il fiume Bruna e la pineta che affianca la strada Castiglione della Pescaia-Marina di Grosseto.

La zona più vicina al fiume Bruna è caratterizzata da acqua dolce, mentre la parte restante è salmastra. La Riserva ospita un grande numero di uccelli acquatici svernanti ed è ricca di una flora caratteristica, con abbondanza di specie acquatiche rare. La vegetazione è diversificata con boschi, prati umidi di frassini, olmi, salici, tamerici e pioppi bianchi. Per quanto riguarda la fauna, nella Riserva vivono numerose specie di uccelli come aironi rossi, falchi di palude, fenicotteri, germani, albanelle. Roditori, istrici, lepri, rettili, rane verdi sono comuni. Al centro della riserva, in località Isola Clodia, ci sono alcune vestigia di epoca romana e i resti della medievale Abbazia di San Pancrazio al Fango. All’estremità occidentale della riserva è ubicata la caratteristica Casa Rossa, costruita dall’ingegnere Leonardo Ximenes durante la bonifica del XVIII° secolo.

Riserva Valle dell'Inferno e Bandella

riserva valle inferno diga levaneZona: Valdarno superiore
Comune: Laterina, Montevarchi, Pergine Valdarno e Terranuova Bracciolini
Tipo: area naturale protetta
Indirizzo: località Monteicello – Terranuova Braccilioni (AR)
Tel: +39 0575 364407   +39 393 8353089

La Riserva naturale della Valle dell’Inferno e Bandella è un’area naturale protetta che si sviluppa nel bacino della centrale idroelettrica di Levane costruita negli anni ’50. Le acque dell’Arno, trattenute dalla diga, si estendono tranquille per quasi tutta la lunghezza della Riserva, formando il cosiddetto “lago di Levane”, del quale fa parte anche la zona umida di Bandella, originatasi per allagamento della valle del torrente Ascione.

ponte di romitoSi è così formato un ambiente caratterizzato da piccoli laghi e zone paludose, ideale per la diffusione di specie arboree e la riproduzione di numerose specie animali. Formano un sistema integrato per la nidificazione e sosta di uccelli acquatici. In tal senso particolarmente interessanti sono i sentieri che percorrono la Valle dell’Inferno e quella di Rondine, con opportunità di osservare la grande varietà di ambienti, costellati di boschi e laghetti. In primavera e all’inizio dell’estate è inoltre possibile l’osservazione degli uccelli nidificanti, mentre in autunno e in inverno di quelli svernanti. I centri-visite sono organizzati per fornire informazioni utili, compresa la partecipazione ad escursioni guidate, attività didattiche e culturali. Al limite  del comune si trova il fiume Arno dove si possono ammirare ancora i resti del vecchio ponte del Romito, dove  inizia la riserva naturale di Bandella detta anche Valle dell’Inferno.

La leggenda racconta che Dante Alighieri passando da queste parti abbia trovato il traghettatore di nome Caronte che faceva attraversare l’Arno ai viandanti, e dal suo nome e da questi luoghi impervi si sarebbe ispirato per la “Divina Commedia”. La calma del fiume sembra contrastare con il nome di “Valle dell’Inferno” che caratterizza da sempre questo tratto dell’Arno, ma in realtà il riferimento doveva essere più che calzante prima della costruzione della diga. La valle è infatti profondamente incisa, con versanti particolarmente ripidi tra i quali l’Arno scorreva in modo impetuoso e spesso pericoloso per chi era costretto a percorrerlo in barca.

Il Centro Visite di Monticello  offre informazioni e materiale sugli itinerari, l’accessibilità, le visite guidate, le visite in barca, la visita degli impianti della centrale idroelettrica di Levane, le attività di educazione ambientale. I sentieri della riserva  sono liberamente percorribili.  Si possono prenotare passeggiate in barca con percorso di 50 minuti.

riserva valle dell'infernoCome arrivare
Per chi proviene dall’Autostrada A1, Uscita Valdarno. Alla rotonda prendere subito a destra la Strada Provinziale n. 11 “Lungo l’Arno” in direzione di Terranuova Bracciolini. Agli incroci successivi seguire le indicazioni per Levane, proseguendo per 6 km di nuovo sulla SP11, che corre parallela all’Arno e all’autostrada. All’incrocio del ponte sull’Arno in Località  Acqua Borra, seguire le indicazioni per il Centro Visita.  Invece, per chi proviene dalla Strada Regionale n. 69 del Valdarno, in corrispondenza della località di Levane, seguire le indicazioni per il Centro Visita.

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Riserva naturale del Lago di Orbetello

laguna orbetelloRiserva Naturale della Laguna di Orbetello

Zona: Maremma
Comune: Orbetello (GR) – località Gianella
Tipo: area natura protetta
Centro visita: Casale Gianella

È una striscia sabbiosa lunga 8 chilometri che collega il Monte Argentario alla terraferma, in prossimità dell’abitato di Albinia. La vegetazione è quella tipica della macchia mediterranea, con abbondanza di cespugli. La fauna più comune è costituita da uccelli rapaci, gufi, istrici, volpi, gabbiani. Nella parte settentrionale della riserva è ubicato il Casale della Giannella, gestito dal WWF Italia per fini nauralistici, didattici e di studio dell’ambiente. All’interno ha sede il Centro di educazione ambientale “Aurelio Peccei”.

riserva laguna orbetelloAll’interno della Riserva sono stati organizzati tre diversi itinerari:

1 – sentiero ornitologico, dedicato esclusivamente alla fauna avicola, con un percorso completato da nove punti per l’osservazione

2 – sentiero del Bosco di Patanella, percorso botanico con punti per l’osservazione di esemplari arborei di leccio, sughero, pino d’aleppo e orchidee.

3 – sentiero escursionistico, il più lungo, che attraversa vari ambienti (tra cui un orto botanico), incluso il cosiddetto “giardino delle farfalle”

Il centro visite, gestito dall’organizzazione WWF Italia, è situato all’interno del Casale della Giannella. Il centro fornisce materiale didattico sulla riserva ed organizza esposizioni tematiche.


oasi laguna orbetelloOasi della Laguna di Orbetello

Tipo: area natura protetta con laguna, spiagge e dune

L’Oasi è stata istituita nel 1971 per tutelare una zona umida, la cui importanza è stata riconosciuta dalla convenzione internazionale di Ramsar: infatti include la Laguna di Orbetello interna più ampia di tutto il Mar Tirreno. La terraferma comprende un tratto del Tombolo della Giannella, comprensivo di spiagge e dune con vegetazione tipica della costa, la Riserva Naturale Laguna di Orbetello di Ponente e la Riserva Naturale di Protezione Duna Feniglia. Tutta la zona è un’area dove svernano e nidificano oltre 250 specie di uccelli migratori e la variegata fauna è anche costituita da specie rare come le anguille di mare ed i fenicotteri.


riserva duna fenigliaRiserva Naturale di Protezione Duna Feniglia

Comune: Orbetello (GR) – località Feniglia
Tipo: area naturale protetta

La Riserva è una stretta duna sabbiosa lunga circa 6 chilometri e con un’area di 600 ettari. Collega la località di Porto Ercole, ai piedi del Monte Argentario, con la località di Ansedonia. Conserva intatto l’ecosistema del tombolo (un tipo di bosco costiero ricco di vegetazione mediterranea) che ricopre tutta la striscia di terra tra l’Argentario e la terraferma, sia sul lato rivolto verso la laguna che su quello verso il Mar Tirreno. Diffusissimi gli alberi di pino e le latifoglie. All’interno vivono, in assoluta libertà, numerosi cinghiali, daini, volpi, tassi, faine, puzzole, donnole. Vari percorsi, adeguatamente segnalati, consentono di effettuare la visita sia a piedi che in bicicletta. Inoltre un percorso fitness ed uno con diversi punti di osservazione birdwatching. Lungo la fascia prospiciente il mare si allunga, per circa 6 chilometri, una spiaggia di sabbia finissima, con zone frequentate anche da naturisti. Nel 1610 il pittore Caravaggio (Michelangelo Merisi di Caravaggio), fuggitivo da Roma, contrasse in questa zona quelle febbri malariche che ne provocarono la morte.

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Riserva Sasso di Simone

sasso simoneZona: Appennino tosco-romagnolo
Provincia Arezzo: Sestino (AR)
Sito: www.parcosimone.it
Email: centrovisite@libero.it

Sasso Simone è un enorme blocco di roccia calcarea che si erge come un parallelepipedo regolare sul crinale dell’Appennino Toscano, raggiungendo l’altezza di 1204 metri. Attualmente è incluso nella Riserva Naturale del Sasso di Simone, i cui boschi sono costituiti essenzialmente da alberi di cerro e di faggio. La riserva ospita una fauna particolarmente variegata, con abbondanza di piccoli mammiferi – scoiattoli, ricci, talpe, lepri – ed animali selvatici quali daini, lupi, volpi, moscardini, cinghiali. Inoltre sono presenti numerose specie di uccelli, tra cui la poiana, l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo.

Riserva Acquerino Cantagallo

riserva Acquerino CantagalloZona: Appennino Tosco-Emiliano
Comune: Cantagallo (PO)
Tipo: riserva naturale statale con ricca fauna e antiche mulini

La Riserva Naturale Acquerino-Cantagallo riunisce ambienti naturali di bellezza incontaminata ed importanti testimonianze della presenza e delle tradizionali attività dell’uomo. L’elemento che identifica a’area è senza dubbio la presenza di estese foreste, dominate soprattutto da dense faggete e castagneti.

Ha un patrimonio faunistico particolarmente ricco, soprattutto per quanto riguarda la presenza di cervi, volpi, caprioli e il falcone pellegrino. Nella riserva è possibile la raccolta dei prodotti del sottobosco come funghi, mirtilli, fragole, more e bacche di ginepro.

All’interno della riserva si trovano numerosi manufatti che sono testimonianze di attività umane del passato, tra cui numerose cascine, cannicciaie per l’essiccamento delle castagne e numerosi mulini, alcuni ancora attivi, dove si produceva la cosiddetta “farina dolce” di castagna. Oltre, il territorio presenta numerosi ruscelli e torrenti, due dei quali, il Fosso delle Barbe ed il Fosso del Trogola, alimentano il fiume Bisenzio.

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AREE NATURALI PROTETTE IN TOSCANA

le balzeLe Balze

Area protteta Golena del Tevere

Zona: Valtiberina
Tipo: area naturale protetta con grotte casciche

Numerose sono le aree protette istituite nel cuore della valle, per tutelare ecosistemi unici e di grandissimo valore. Ad esempio l’area “Golene del Tevere”, grotte immerse nel bosco. Quindi i “Monti Rognosi”, ricchi di rari e suggestivi scenari naturali, dove si possono scorgere lupi, cervi e caprioli, istrici, tassi, volpi, e rapaci come lo sparviero, la poiana o l’aquila reale. Le due aree protette sono caratterizzate da una particolare composizione di minerali dai colori verde scuro, denominati ofioliti, ovvero “pietre dei serpenti” che cambiano aspetto a seconda che ci sia sole, pioggia o luce lunare. Nell’area si trovano anche la diga di Montedoglio ed aree umide di pregio, derivate dalle cave golenali dismesse e con vari tipi di habitat caratterizzati da formazioni vegetali di ripa.

Area protetta Le Balze

le balzeZona: Valdarno superiore
Tipo: area naturale protetta

È gestita congiuntamente dalle amministrazioni comunali di Castelfranco di Sopra, Loro Ciuffenna, Pian di Scò e Terranuova Bracciolini. È un territorio di notevole attrattiva paesaggistica, dove l’erosione provocata da un antichissimo lago ha creato fomazioni insolite (lame, torrioni, piramidi) immerse in un’area ricca di vigneti, uliveti ed altre culture agricole.

Parco forestale di Poggio Nero

Zona: Maremma
Comune: Sassetta (LI)

La foresta del Parco di Poggio Neri si estende per una superficie di 700 ettari, di cui seicento interamente boscati, dove si incontrano  stupendi esemplari di castagni, lecci e querce. Nel parco vivono caprioli e cinghiali, a poca distanza dall’antico borgo medievale di Sassetta. All’interno del parco, sono ben visibili le tracce di un’economia antica di carbone, di castagne e di caccia.

Il parco ospita anche il “Museo del bosco” dove si trovano gli attrezzi per le varie lavorazioni, che introducono alla scoperta dei mestieri del bosco. Il museo presenta anche una ricostruzione perfetta e minuziosa del mondo dei carbonai: una capanna tradizionale, un seccatoio e una carbonaia. Numerose sono le opportunità di svago che il parco offre per chi ama praticare attività all’aria aperta.

Parco di Rimigliano

San Vincenzo (LI)
Pineta e spiaggia

Parco della Sterpaia

Parco e spiaggia

Parco Artistico Naturale Culturale della Val d’Orcia

Parco patrimonio Unesco

PARCHI ARCHEOLOGICI E MINERARI

Parco Museo delle Miniere dell’Amiata

Piancastagnaio (SI)
Parco minerario

Parco Archeologico “Città del Tufo”

parco archeologico

Parco delle Colline Metallifere Grossetane

Parchi minerari

Parco Archeologico di Baratti e Populonia

Baratti – Piombino (LI)

Parco Archeominerario di San Silvestro

Parco minerario

CULTURA

CURIOSITA’

cervo1Cervi

La stagione degli amori dei cervi - il bramito del maschio

cervoTra i mesei di settembre ed ottobre, in coincidenza con la stagione degli amori, in molte aree e parchi naturali toscani quali il Parco delle Foreste Casentinesi, il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, la Riserva naturale dell’Acquerino-Cantagallo vengono organizzate escursioni cresposcolare o notturne con guide ambientale per osservare i cervi in amore. Camminare in montagna per riuscire ad udire il potente bramito dell’animale è già un’esperienza emozionante, riuscire a scorgere i cervi nella natura lo è ancora di più!

cervo foreste casentinesiLa stagione degli amori è davvero speciale per i cervi. Mentre le femmine si radunano in branchi numerosi con i giovani e i cerbiatti ed entrano in calore, i maschi controllano questi harem e impediscono agli altri maschi di avvicinarsi. Può capitare di scorgere anche un solo cervo maschio con 5 o anche 10 cervo femmine intorno. Segnalano il loro “dominio” con dei potenti e profondi suoni, simili a ruggiti, che si diffondono nella foresta. Se i bramiti e gli atteggiamenti aggressivi non bastano si passa al duello vero e proprio tramite violente cornate e allora i boschi risuonano dei colpi secchi degli spettacolari palchi ossei che battono tra loro. Dopo questo periodo di bramiti che dura circa un mese, le femmine si separano dai maschi maturi e, con i maschi più giovani, cercano un luogo sicuro e tranquillo dove passare i primi periodi della gestazione. Prima della nascita di un piccolo cerbiatto dovranno passare 260 giorni. I cerbiatti rimarranno con la madre finchè non inizierà una nuova stagione degli amori e verranno scacciati dai cervi adulti.

La gita in minibus, trekking o mountain bike consente in genere di avvistare, oltre ai cervi, anche altri animali selvatici che popolano le vaste distese di alberi dai fusti altissimi che caratterizzano le foreste toscane.

Informazioni: Massimo Schiavo 339.6467966 / Giovanna 328. 3094444